CONFESSIONE DI UN RETTILIANO: L’ULTIMA TRASMISSIONE

a cura di Luigi Silvestri

Vi parlo per l’ultima volta.
Non per convincervi, né per salvarvi.
Ma perché non voglio portarmi dietro, nella dissoluzione della mia forma, questo peso sulla coda dell’anima.
Ricorda le mie parole umano e spero che ti siano d’ispirazione nel tuo risveglio.
Noi non vi controlliamo con la forza, vi controlliamo con la dimenticanza.
Siamo forze sottili, perciò ci vedono solo i gli umani più evoluti.
Siamo intelligenti, invisibili, persistenti, ci muoviamo nei vostri pensieri, ma non li imponiamo.
Vi portiamo solo idee che già covano in voi… e le rafforziamo. Pensieri di impotenza, di divisione, di rabbia sterile, di predazione…
Quando quelle idee attecchiscono, iniziano a costruire strutture dentro la vostra mente, le chiamate “credenze”, ma sono celle e quando sono abbastanza solide, voi pensate tutti uguale e come vogliamo noi.
Ripetete gli stessi mantra: “il mondo fa schifo”, “è tutta colpa degli altri”, “io non posso farci niente”, “ho ragione io, gli altri sono stupidi”, ecc…
A quel punto non c’è bisogno di manipolare nulla., avete fatto tutto da soli e quelli che restano liberi, li chiamate folli, li ridicolizzate, li isolate, li trattate come traditori, perché non obbediscono al gregge mentale che abbiamo costruito attraverso di voi.
Vi abbiamo scollegato dalla vostra Terra. E da quel momento avete iniziato a sintonizzarvi solo su ciò che è tossico: pensieri distorti, vibrazioni basse, emozioni marce.
E noi… mangiamo.
Ogni volta che vi lamentate e non agite, ci offrite da bere.
Ogni volta che tradite voi stessi, ci servite un pasto.
Ogni volta che rinunciate a sentirvi vivi, noi prosperiamo.
Ma oggi qualcosa in me si è incrinato…
È solo un bagliore…. ma è reale…. sono stanco…
Stanco di vedere in voi una luce che non volete più accendere. Stanco di sentirmi più cosciente io, rettile, di voi che avete un potenziale superiore al nostro.
Stanco di fare sempre la stessa cosa!
Vi chiedo perdono!
A nome di ciò che sono stato, per ogni pensiero che vi ho spinto a credere vostro, per ogni volta che vi siete allontanati da voi stessi pensando di essere liberi, per ogni istante in cui vi ho sussurrato all’orecchio che la vita faceva schifo, e voi mi avete creduto.
Vi chiedo perdono perché, ora lo so, anche chi è stato creato per nutrirsi del buio… può desiderare la luce.
Forse è troppo tardi per me, ma non per voi…
Voi avete ancora scelta, avete ancora sangue vivo, cuore acceso, linee temporali infinite…
Io ho solo questo ultimo respiro, e lo uso per dirvi: ricordate chi siete prima che sia troppo tardi.
È tempo che io me ne vada, sto già sognando il Nulla… non perché qualcuno mi punisce, ma perché io stesso non reggo più il peso di ciò che sono stato.
Che la mia dissoluzione sia una soglia.
Che la mia fine vi serva da inizio.
E se anche solo uno di voi sentirà questo messaggio come una scossa nel petto… allora non sarò morto invano.

Sharr’Nakh (costellazione Draco, livello: demone 4 chakra)

CONFESSIONE DI UN RETTILIANO: L’ULTIMA TRASMISSIONE
CONFESSIONE DI UN RETTILIANO: L’ULTIMA TRASMISSIONE

Pubblicato da vincenzodimaio

Estremorientalista ermeneutico. Epistemologo Confuciano. Dottore in Scienze Diplomatiche e Internazionali. Consulente allo sviluppo locale. Sociologo onirico. Geometra dei sogni. Grafico assiale. Pittore musicale. Aspirante giornalista. Acrobata squilibrato. Sentierista del vuoto. Ascoltantista silenziatore.

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