IL CORPO E’ UN’ARMA?

di Martino Zeta

Il mio insegnante di giapponese insegnava l’uso delle armi solo agli studenti maschi. Quando chiesi al mio istruttore perché non potevo studiare le armi, come gli studenti maschi, mi portò nel suo ufficio privato e mi spiegò con cura il vero significato del Karate. […]

“Il corpo è un’arma”, disse. “È un’arma di ordine superiore. Perfezionalo e avrai il controllo di ogni situazione.”

“E se stessi camminando in un vicolo buio e venissi attaccata da un gruppo di teppisti?” chiesi. “Sarei in grado di difendermi da sola?” “Perché pensi di camminare in un vicolo buio?” disse. “La regola di un artista marziale è di evitare il problema prima che si presenti.” Non mi disse come farlo perché sono sicura che non lo sapesse. Ma quando chiesi al signor Abelar: “Come si evitano i problemi prima che si presentino?” mi rispose: “Il tuo corpo energetico ti dirà quando ci sono problemi. Puoi vedere col tuo corpo energetico ciò che sta accadendo intorno a te. Ricapitola e lascia che la veggente dentro di te emerga e venga in tuo soccorso.” Aggiunse che gli stregoni che allenano il corpo energetico o il doppio, sono in grado di attraversare i muri o volare nell’aria e fare ogni genere di cose che il corpo fisico non può fare.

(Taisha Abelar – Cacciare con il doppio)

IL CORPO E' UN'ARMA?
IL CORPO E’ UN’ARMA?

IL SACRO GRAAL

a cura di Carlo Weiblingen

“Chiunque vuol conquistare il Graal
non può aprirsi la Via
verso questo oggetto prezioso
che con le armi alla mano”.

Wolfram Von Eschenbach

Perfino nella peggiore delle ipotesi, nel caso della disfatta totale, rimane una differenza abissale, come quella tra il giorno e la notte. Una strada sale verso i regni dei grandi sentimenti, verso chi sacrifica la propria vita per una nobile causa, verso il destino di chi cade con le armi in pugno; l’altra scende invece verso le bassure dei campi di schiavitù e dei mattatoi, dove esseri primitivi hanno stretto con la tecnica un patto omicida. Qui non si parla più di destini, qui ciascuno è solamente un numero.

Se avere ancora un proprio destino o essere considerato un numero: è questa la decisione che oggi sta di fronte a tutti, ma che ciascuno deve prendere da solo. Il singolo è sovrano oggi esattamente come in qualsiasi altro periodo della storia, e forse oggi è ancora più forte. Giacché il singolo, più i poteri collettivi guadagnano terreno, più si rende autonomo dagli antichi organismi costituitisi nel tempo, e allora fa parte per se stesso. Diventa così l’antagonista del Leviatano, o addirittura il suo dominatore, il suo domatore.

(Ernst Jünger)

IL SACRO GRAAL
IL SACRO GRAAL

Dal “Grande Israele” alla follia “Neo-ottomana”

a cura della Redazione

28-03-2025

Popoli e Confini su Le ali del brujo – Nella puntata di mercoledì 26 marzo, tra i tanti argomenti affrontati la ripresa dei massacri israeliani a Gaza e in Libano, e le proteste in Turchia.

Tratto da: Il Faro sul Mondo

Dal “Grande Israele” alla follia “Neo-ottomana”
Dal “Grande Israele” alla follia “Neo-ottomana”

LA UNIONE EUROPEA COSTRUITA DAGLI USA?

a cura della Redazione

27.03.2025

La famiglia Agnelli-Elkann rappresenta la massima icona dell’assistenzialismo per ricchi, cioè della finzione di un capitalismo sedicente privato, in realtà retto dal denaro pubblico. Nel mondo reale sono i poveri a dover versare l’elemosina ai ricchi, perciò era sacrosanto e doveroso che anche la manifestazione pro Europa, convocata da uno dei quotidiani di proprietà Agnelli-Elkann, venisse pagata dal Comune di Roma, cioè dal contribuente povero, quello che non può eludere le tasse con i paradisi fiscali e con le fondazioni non profit, che sono a loro volta un paradiso fiscale portatile, che non ha bisogno di scomodare la geografia. Il sindaco Gualtieri ha difeso la sua scelta, infilando nel discorso un’altra informazione preziosa, cioè che la manifestazione per Navalny, svoltasi al Campidoglio il 19 febbraio dello scorso anno, era pagata anch’essa dal Comune di Roma, sebbene fosse stato Carlo Calenda a lanciare l’iniziativa; ovviamente con l’immediata grancassa del “Corriere della Sera”, cioè l’organo di stampa che ha creato Calenda dal nulla. Insomma, non solo europeisti, ma anche anti-putiniani sempre a spese del contribuente.

Il denaro ha non soltanto il potere di comprare e corrompere, ma anche la capacità di suggestionare, illudere, euforizzare; perciò non sempre è facile distinguere il fascino degli ideali dal fascino delle bolle di soldi. Dai documenti dell’OSS e della CIA, desecretati all’inizio degli anni 2000, è emerso il ruolo del non profit nel sostenere finanziariamente i progetti di unità europea. Nel 1948 due ex dirigenti dell’OSS (Office for Strategic Service, il precursore dell’attuale CIA) costituirono l’ACUE (American Committee on United Europe). L’organizzazione serviva a reperire fondi per sostenere i movimenti favorevoli all’unificazione europea. A finanziare l’operazione furono due fondazioni private non profit, la Ford Foundation e la Rockefeller Foundation. Si potrebbe dire che la loro partecipazione alla crociata per il mondo libero e alla guerra santa per la democrazia abbia assicurato a Ford ed a Rockefeller il paradiso … fiscale. L’impressione è che in tutta questa storia il fine coincida con il mezzo, cioè far girare soldi su varie sponde estere; insomma, “money laundering” o riciclaggio che dir si voglia.

Nel 1948 alla vicepresidenza dell’ACUE c’era Allen Welsh Dulles, il quale nel 1950 entrò ufficialmente a far parte della CIA. Alla fine del 1943, ancora da dirigente dell’OSS, Dulles incontrò il fondatore del Movimento Federalista Europeo, Altiero Spinelli. L’incontro fu mediato da un altro agente dell’OSS, lo svizzero François Bondy, anche lui europeista. A fornire i dettagli dell’evento fu lo stesso Spinelli, che nei suoi diari non ha mai nascosto i suoi rapporti con gli Stati Uniti e persino con la CIA negli anni ’50; perciò a riguardo non c’è da fare scoop ma solo scoperte dell’acqua calda. I legami atlantici sono peraltro comuni anche agli altri padri dell’europeismo come il conte Kalergi, l’autore del progetto paneuropeo del 1923, il quale risulta anche lui sulla lista dei beneficiati dall’ACUE. Colpisce la disinvolta schizofrenia con la quale gli europeisti hanno coltivato il loro ideale contestualmente al vincolo auto-coloniale nei confronti degli USA, eletti e accolti come il grande castigamatti straniero, che sta lì a castigare non tanto i mitici nazionalismi, quanto piuttosto i tentativi delle classi subalterne di redistribuire un po’ il reddito. L’idea dell’europeismo come espressione di volontà di autonomia dagli USA, trova quindi scarso fondamento storico; semmai incontra molte smentite, visto che sono stati la tutela e i soldi americani a consentire all’europeismo di consolidarsi come movimento e di diventare establishment. Non a caso oggi è l’irrazionale (e infondato) timore di essere abbandonati dal tutore americano a spingere gli europeisti nel panico e nel delirio. La diatriba tra governo e “opposizioni” rimane comunque nei rituali della fintocrazia, dato che la servitù atlantica non è mai in discussione; solo che le destre “sovraniste” sono disponibili ad una sudditanza diretta nei confronti degli USA, mentre le “sinistre” supplicano di sottomettersi al padrone con la mediazione del feticcio Europa.

Va notato che soltanto nel gennaio dell’anno successivo all’incontro con l’OSS, Altiero Spinelli ed Ernesto Rossi diedero visibilità al loro progetto di manifesto per un’Europa Libera e Unita, che reca quindi la data di pubblicazione del 1944. Il testo è noto anche come “Manifesto di Ventotene”, poiché, secondo quanto riportato nella prefazione, le prime bozze sarebbero state scritte durante il confino in quell’isola. L’espressione “Manifesto di Ventotene” risulta perciò un ossimoro ed anche un iperbole. Al di là dell’enfasi retorica, infatti a Ventotene mancava al documento l’elemento essenziale per essere considerato un manifesto, cioè la pubblicazione. Alla fine di tutta la vicenda, pare proprio che l’unica a non entrarci per niente sia proprio la povera e incolpevole Ventotene, tirata in ballo pretestuosamente come alibi, in modo da retrodatare la nascita dell’europeismo di Spinelli a prima che le truppe USA si insediassero in Europa.

Tratto da: Come Don Chisciotte

LA UNIONE EUROPEA COSTRUITA DAGLI USA?
LA UNIONE EUROPEA COSTRUITA DAGLI USA?

TENDENZE DI PERPLESSITA’

di Cristina Turelli

C’è un trend che mi lascia perplessa.

𝙎𝙚𝙨𝙨𝙪𝙖𝙡𝙞𝙯𝙯𝙖𝙧𝙚 𝙡𝙖 𝙨𝙥𝙞𝙧𝙞𝙩𝙪𝙖𝙡𝙞𝙩𝙖̀

Pratiche kundalini che sembrano coreografie porno, respiri estatici che imitano orgasmi, performance che si dicono “sacre” ma sembrano più un palcoscenico dell’ego.

La libertà spirituale è 𝗮𝗻𝗰𝗵𝗲 altro.

È saper ascoltare il corpo nei suoi silenzi, nelle sue ferite.

È riconoscere l’energia sessuale come forza vitale, sì, ma senza darla in pasto ai porci.

È attraversare le ombre, non usarle per farsi applausi.

𝙀̀’ 𝙨𝙤𝙥𝙧𝙖𝙩𝙩𝙪𝙩𝙩𝙤 𝙨𝙚𝙣𝙩𝙞𝙧𝙨𝙞 𝙡𝙞𝙗𝙚𝙧𝙞 𝙙𝙞 𝙣𝙤𝙣 𝙤𝙢𝙤𝙡𝙤𝙜𝙖𝙧𝙨𝙞 𝙖𝙡 “𝙩𝙧𝙚𝙣𝙙 𝙙𝙞 𝙢𝙖𝙨𝙨𝙖” Perché sta passando il messaggio che se non squirti sei handicappata. Se sei monogama e pudica sei un ciocco di legno. Se non ti spalmi in faccia il mestruo non sei selvaggia.

Mi chiedo: stiamo davvero guarendo, o stiamo solo recitando un’altra parte?

Stiamo onorando il corpo come tempio, o lo stiamo ancora mercificando, solo con un nuovo copione? Una nuova maschera.

Mi si dirà che “𝘦̀ 𝘭𝘪𝘣𝘦𝘳𝘵𝘢̀, 𝘦̀ 𝘦𝘴𝘱𝘳𝘦𝘴𝘴𝘪𝘰𝘯𝘦, 𝘦̀ 𝘢𝘳𝘵𝘦, 𝘦̀ 𝘤𝘰𝘯𝘯𝘦𝘴𝘴𝘪𝘰𝘯𝘦 𝘢𝘭 𝘴𝘦𝘭𝘷𝘢𝘨𝘨𝘪𝘰 𝘪𝘯𝘵𝘦𝘳𝘪𝘰𝘳𝘦”.

Ah sì? Al selvaggio?

Anche cacare liberamente nei prati è selvaggio, anzi, forse la cosa più selvatica che esista, perché non vi filmate mentre fate la cacca? Non siamo così fighe mentre cachiamo vero? Dai.

Sesso, cacca, soldi, morte. I quattro più grandi tabù!

“l’energia sessuale è un’energia potente e bisogna imparare a usarla”. 𝗦𝗼𝗻𝗼 𝗱’𝗮𝗰𝗰𝗼𝗿𝗱𝗼, 𝗺𝗮 𝗶𝗹 𝗽𝗿𝗼𝗯𝗹𝗲𝗺𝗮 𝗻𝗼𝗻 𝗲̀ 𝗰𝗼𝘀𝗮 𝗰𝗼𝗺𝘂𝗻𝗶𝗰𝗵𝗶𝗮𝗺𝗼, 𝗺𝗮 𝗰𝗼𝗺𝗲. E sopratutto A CHI. 𝗟’𝗶𝗺𝗺𝗮𝗴𝗶𝗻𝗲 𝗰𝗼𝗹𝗽𝗶𝘀𝗰𝗲 𝗽𝗶𝘂̀ 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗲 𝗽𝗮𝗿𝗼𝗹𝗲. 𝗥𝗶𝗰𝗼𝗿𝗱𝗮𝘁𝗲𝘃𝗲𝗹𝗼.

Mi si dirà che “𝘴𝘦 𝘵𝘪 𝘪𝘯𝘧𝘢𝘴𝘵𝘪𝘥𝘪𝘴𝘤𝘦, 𝘦̀ 𝘱𝘦𝘳𝘤𝘩𝘦́ 𝘩𝘢𝘪 𝘶𝘯 𝘱𝘳𝘰𝘣𝘭𝘦𝘮𝘢 𝘤𝘰𝘯 𝘭𝘢 𝘴𝘦𝘴𝘴𝘶𝘢𝘭𝘪𝘵𝘢̀”

Spoiler: no. Manco po’ ‘u cazz! Fidati.

Sessualità e spiritualità sono sorelle, sì.

Ma non sono sinonimi. C’è un modo sacro, 𝗶𝗻𝘁𝗶𝗺𝗼, misterioso di viverle entrambe — e poi c’è lo show.

Perché non tutto ciò che si spoglia ci libera.

Tranne….la cacca, quella è una grande liberazione.

TENDENZE DI PERPLESSITA'
TENDENZE DI PERPLESSITA’

MASCHIO E FEMMINA: ALCUNE BASILARI OSSERVAZIONI

di Enrico Galoppini

La pura e semplice verità è che da quando mondo è mondo lo shaykh, il maestro della donna, è il marito. Il marito a sua volta viene sostenuto da quella forza femminile che concerne più l’accudimento, la cura… e lui, trovando stabilità in questo, si eleva, portando su entrambi. D’altronde la natura (posta da Dio) parla chiaro: la donna, col suo grembo materno, è fatta per “accogliere” e “nutrire”, l’uomo è fatto per “combattere” e “proteggere”.

E non è “ideologia”, come sostengono i vari fautori di queste correnti “alla moda”. È la pura e semplice osservazione della realtà che ci dice questo.

La donna, infatti, una volta che è stata sparata fuori di casa a “combattere” tutto il giorno si stressa tantissimo, ma insiste a fare questo per pura e semplice ripicca ideologica. A quel punto, siccome non ce la può fare a seguire sia il lavoro fuori sia l’accudimento della casa e dei figli, inizia tutta la rivendicazione concernente l’uomo che “deve” fare anche “la sua parte” in casa eccetera. Ma al di là di una sana collaborazione (l’uomo non viene affatto degradato se fa da mangiare!), ciò mette in moto un meccanismo che (per l’eterogenesi dei fini: cioè la produzione di un esito esattamente inverso a quello postulato) lo svaluta agli occhi della donna, perché un uomo con lo straccetto da spolvero in mano o il mocio col passare del tempo si svaluta sempre più. Cosicché, anziché “apprezzarlo”, come recita la propaganda odierna, la donna finisce per gettarsi nelle braccia del primo “bello e impossibile” che incontra, salvo poi andarsi a sfracellare se non si ravvede in tempo.

MASCHIO E FEMMINA: ALCUNE BASILARI OSSERVAZIONI
MASCHIO E FEMMINA: ALCUNE BASILARI OSSERVAZIONI

LA MENTALITÀ D’ACCIAIO DI BRUCE LEE

a cura di Luigi Bobbio Bushido

La dedico al mio Maestro Bruce Lee, con il quale condivido questa filosofia. La mia missione è “vivi nella forza e nel controllo”.

Bruce Lee non era solo un artista marziale. Era un guerriero mentale, un filosofo e un uomo ossessionato dalla sua evoluzione personale. Dietro i suoi colpi veloci e la precisione millimetrica, c’era una mente che comprendeva le leggi della concentrazione, dell’adattamento e dell’autodisciplina.

Qui ti lascio 4 principi della sua mentalità che ogni uomo deve adottare se vuole dominare la propria vita:

1. ADATTATI COME L’ACQUA

“Svuota la tua mente. Sii amorfo, modellabile, come l’acqua.”

Questa frase non è poesia. È un codice di vita.

L’uomo che sopravvive non è il più forte, è quello che sa adattarsi. Se sei rigido, ti spezzi. Se fluisci, vai avanti anche nei momenti più ostili. Impara a muoverti nel caos senza perdere il tuo centro.

2. AUTODISCIPLINA ESTREMA

Bruce non credeva nella motivazione.

Pensavo nel dovere.

“La disciplina non è qualcosa che possiedi; è qualcosa che fai. ”

Ogni giorno mi allenavo con la stessa energia che gli altri usano solo quando sono “ispirati”. Risultato? Ha battuto uomini più grandi, più forti, più veloci.

Perché la costanza batte sempre il talento pigro.

3. CREDI IN TE STESSO ANCORA NEL BUIO

“Non pregare per una vita facile. Prega per la forza di sopportare una difficile. “

Non cercavo scuse. Non chiedevo compassione.

Si forgiava con ogni sfida. Perché sapevo che la vera forza non è quella che vedi, ma quella che regge quando tutto sembra andare contro.

4. SEMPLIFICA O PERDI

“Non si tratta di aumentare, ma di diminuire ciò che non serve. “

Troppe persone vivono con troppo rumore: compiti inutili, relazioni inutili, pensieri tossici. Bruce capiva che il potere è essenziale.

Taglia quello che ti prosciuga. Conserva solo ciò che ti eleva.

Lezione di Bruce Lee:

Il tuo corpo può essere una macchina da guerra.

Ma se la tua mente non è allenata, tutto crolla.

LA MENTALITÀ D'ACCIAIO DI BRUCE LEE
LA MENTALITÀ D’ACCIAIO DI BRUCE LEE

LA MAESTA’ DEGLI SPIRITI LUMINOSI

di Semi Dalle Stelle

Oltre 2.500 anni fa nacque in India, Siddharta Goutama detto il Buddha. Alcuni secoli dopo in medio oriente , nacque un’altro grande essere, chiamato Gesù di Nazareth, detto il kristo.

Sia prima che dopo questi due “grandi esseri”, tanti altri “esseri”, in ogni parte del mondo hanno portato il loro grande o piccolo contributo. In ogni parte del mondo, nel corso dei millenni, “esseri” di grande levatura interiore, hanno “seminato” con la loro presenza e conoscenza tutta l’umanità.

Credo che questi esseri profondamente spirituali arrivino in questo mondo per ristabilire un equilibrio perduto e per riscattare l’umanità intera dall’oblio, dall’auto distruzione, dall’odio.

Se oggi il Mondo e l’umanità hanno ancora qualche chance di salvezza, lo si deve a tutti quegli spiriti luminosissimi che hanno sacrificato la loro stessa vita, per il bene comune. che con amore hanno cercato con ogni mezzo, di portare quanta più “luce” possibile, in mezzo a questa umanità “dormiente”.

( Immagine del film, il piccolo Buddha).

LA MAESTA' DEGLI SPIRITI LUMINOSI
LA MAESTA’ DEGLI SPIRITI LUMINOSI

SIATE CORTESI!

a cura di Sandro Consolato

“In Germania, di recente, è stata iniziata una campagna della cortesia – Kampf um die Höflichkeit – appunto in vista delle molte cause di maggior irritazione che la vita di guerra presenta. Nei tram, in ferrovia, nei negozi, si vedono vignette o scritte, con esortazioni ad un atteggiamento, malgrado tutto, cortese. E’ questo, un nuovo campo di ascesi spicciola, di un sottile superamento interno, nel quale, come è noto, gli Estremo Orientali sono già stati maestri, talvolta fino al paradosso: il sorriso perfino presso all’estrema tragedia e al supremo sacrificio. Questo riferimento però non faccia pensare a nessuno che noi esortiamo ad ‘orientalizzarsi’. Basterebbe, invece, riferirsi all’origine stessa del termine ‘cortesia’ che ci riporta alle corti medievali e soprattutto alla cavalleria; la cortesia è una virtù del cavaliere, dell’uomo virile che, come sa scagliarsi irresistibilmente contro l’avversario e l’ingiusto, del pari s’intende a dominare il proprio animo, a dare una forma al proprio contegno, a reprimere immediatamente ogni moto disordinato e istintivo. Esser duri con sé stessi, esser cortesi di fronte agli altri – questa è stata sempre la massima di uno stile aristocratico, dello stile di chi non è ‘volgare’. Il punto importante, pertanto, qui starebbe nell’intendere, che in ciò si tratta meno di una considerazione degli altri, del ‘prossimo’, quanto piuttosto di un’esigenza ‘ascetica’, di un’esigenza di libertà interna. L’ ‘altro’ potrebbe bene giustificare una mia brusca reazione; ma io non gli consentirò affatto di provocarla e di avermi dunque alla sua mercé – sarò, malgrado tutto, ‘cortese’. Si può dunque presentire, quale forza possa nascere da una tale disciplina.”

(Julius Evola, “Etimologia e realtà vive”, ne “La Stampa” del 28 aprile 1943; ora in J.E., AUGUSTEA (1941-1943) – LA STAMPA (1942-1943), a cura di G.F.Lami e A. Lombardo, Fondazione J.E.-Heliopolis Ed., Roma-Pesaro 2006, pp. 150-151).

SIATE CORTESI!
SIATE CORTESI!

IL TEMPO DELLA DISSOLUZIONE

di Gianluca Marletta

Per capire meglio i nostri tempi – e non farsi prendere eccessivamente dall’ansia – bisogna prendere atto che la loro caratteristica sempre più accelerata (motus in fine velocior) è la dissoluzione.

La dissoluzione, come ogni realtà, non è necessariamente “negativa”: da un certo punto di vista, il “solve” dissolve appunto gli aggregati invecchiati e logori liberando potenzialità che erano rimaste occultate o soffocate.

Nel suo aspetto distruttivo, tuttavia, implica la demolizione di strutture, istituzioni, sicurezze che destabilizzano le esistenze, sia quelle individuali che collettive.

Sul piano individuale, sembra come se le certezze vacillino e il tempo si acceleri.

Sul piano macropolitico, stati, alleanze, equilibri vanno a gambe all’aria e questo appare drammatico e destabilizzante.

Sul piano religioso, è soprattutto l’aspetto più visibile e istituzionalizzato che entra in crisi (ma questo processo, almeno per alcuni può donare possibilità spirituali uniche, se si fa lo sforzo di guardare un po’ “oltre le forme”).

In ultima analisi, non possiamo più trovare rifugio o protezione in strutture o forme, ma solo nella Grazia divina (ed è un’occasione non da poco).

Proprio per questo motivo – e paradossalmente – certi POTERI, che si concepiscono onnipotenti ma che verranno anch’essi spazzati via, stanno CORRENDO e spingendo verso i loro progetti di egemonia mondiale (“sono furenti perché sanno di avere POCO TEMPO”).

Ormai, i progetti veri NON si fanno di cinque anni in cinque anni, ma di mese in mese, cosa che contribuisce al senso generale e un po’ angosciante di fretta e di spasmodica attesa.

NIENTE PAURA: chi ha costruito la sua casa sulla Roccia non deve temere nulla.

IL TEMPO DELLA DISSOLUZIONE
IL TEMPO DELLA DISSOLUZIONE