IL CORDONE DORATO

a cura di Luciana Zillio

Quando un essere umano viene a incarnarsi sulla terra, prima passa nove mesi nel ventre della madre, alla quale è collegato tramite il cordone ombelicale. Al termine dei nove mesi, il cordone deve essere tagliato affinché egli possa condurre una vita indipendente come individuo. A quel punto si dice che è nato. Ma per vivere, l’essere umano è collegato all’universo da un altro cordone di natura fluidica, e il giorno in cui quel cordone si spezza, egli muore. Infine, un terzo cordone, ancora più sottile, lo collega al Signore.

Molte persone hanno tagliato questo cordone nella propria coscienza, e per quanto dicano: «Noi siamo vivi, lo vedete bene», in realtà sono morti, qualcosa di essenziale in loro è morto. Hanno spezzato il legame che li univa alla Sorgente divina della luce e del calore, per andare a perdersi nelle tenebre e nel freddo, e spiritualmente sono morti. Non avendo ancora tagliato il cordone ombelicale che li collega alla Madre natura, sono ancora vivi sul piano fisico, ma nel mondo spirituale sono morti, e quella morte spirituale ha necessariamente delle ripercussioni in tutti i campi della loro esistenza.

Omraam Mikhaël Aïvanhov

IL CORDONE DORATO
IL CORDONE DORATO

I DEMONI E I DRAGHI

a cura di Giovanni Turchetti

I demoni sono come i draghi: vanno baciati, non uccisi..

“I miei demoni li ho nutriti con l’accettazione e l’ascolto.

Li ho fatti sedere intorno a me e li ho chiamati per nome, solo allora hanno smesso di farmi paura e sono diventati alleati potenti.

Avevano il nome di mio padre, del ricatto, dell’invisibilità, dell’inadeguatezza, del dolore della perdita, della ferita d’amore, della paura.

Finché li ho combattuti o ignorati hanno divorato la mia vita e le mie relazioni.

I demoni vanno abbracciati, in quel momento ti apriranno le porte della rinascita.

Il demone della paura ti parlerà di quanto ti sei allontanata dalla tua natura, ti parlerà delle passioni che hai messo a tacere, della tua voce che non ascolti più, di come sei rimasta incastrata in una vita che non è quella che desideri.

Il demone dell’invisibilitá ti racconterà del tuo bisogno di brillare, quello dell’inadeguatezza ti mostrerà i tuoi doni e il tuo potere personale.

Ognuno di loro avrà una storia da raccontarti, ascoltala.

I demoni sono come i draghi, vanno baciati, non vanno uccisi. “

Bride An Geal

I DEMONI E I DRAGHI
I DEMONI E I DRAGHI

LAVORARE COL PENSIERO VERSO DIO

a cura di Sophia Celeste

Quali che siano le condizioni psichiche e materiali in cui vi trovate, non lasciatevi indebolire dal pensiero che il male, in tutte le sue forme, possa raggiungervi così facilmente. Se vi sentite sempre deboli, vulnerabili e senza protezione, allora in quel caso sì, siete realmente esposti.

Fate un lavoro col pensiero in modo da legarvi alle entità celesti e alla luce, conducete una vita onesta e pura, e sarete al riparo. E anche ammettendo che ci siano persone che cercano di nuocervi tramite la magia nera, questa ricadrà su di loro; quelle persone saranno esposte al contraccolpo. Il male, infatti, non può entrare in un essere che è occupato dal Signore, occupato dagli angeli, ma viene immediatamente respinto e ricade sulla testa di chi lo ha inviato. Aggrappatevi a questo pensiero, e sarete già al riparo.

Omraam Mikhaël Aïvanhov

LAVORARE COL PENSIERO VERSO DIO
LAVORARE COL PENSIERO VERSO DIO

L’INVESTITURA DI ALI IBN ABU TALIB

di Mostafa Milani Amin

Si narra che [un giorno] un #rabbino andò da #Abu_Bakr [primo califfo dei sunniti] e gli disse: “Tu sei il successore del #Profeta di questa nazione?“.

Abu Bakr: “Sì”.

Rabbino: “Perché noi nella #Torà troviamo che i successori dei profeti sono i più #sapienti delle loro nazioni. Informami dunque riguardo ad #Allah: Egli dov’è? È il cielo o sulla terra?“.

Abu Bakr: “Allah è in cielo, sopra il Trono”.

Rabbino: “Allora vedo la terra vuota di Lui, e Lo vedo, secondo questa affermazione, in un luogo e non in un altro”.

Abu Bakr: “Queste sono le parole degli #eretici. Sparisci da me, altrimenti ti ucciderò!“.

L’uomo se ne andò allora stupito, schernendo l’#Islam.

Lo incontrò allora il #Principe_dei_Credenti ﷺ [#Ali_ibn_Abi_Talib, primo #Imam degli #sciiti e quarto #califfo per i #sunniti].

L’Imam Ali disse al rabbino: “O giudeo, ho saputo ciò che hai chiesto e ciò che ti è stato risposto. Ma in verità noi diciamo che Allah, #Glorioso e #Maestoso, ha reso il ‘dove’ dove, e perciò non ha alcun ‘dove’, ed Egli è troppo maestoso perché qualsiasi luogo possa contenerLo, e si trova in ogni luogo senza contatto né vicinanza fisica; Egli abbraccia ogni luogo con la Sua conoscenza, e nulla è al di fuori della Sua provvidenza, l’Altissimo.

Ti informerò [ora] di ciò che è riportato in uno dei vostri libri e che conferma quanto ti ho menzionato. Se lo riconoscerai, crederai in esso?“.

Il giudeo disse: “Sì”.

Imam Ali: «Non trovate forse in alcune delle vostre scritture che:

“Un giorno, #Mosè, figlio di Amram, era seduto quando un angelo venne a lui da oriente.

Mosè gli chiese: ‘Da dove sei venuto?‘.

L’angelo disse: ‘Da Allah’.

Un altro angelo venne a lui da occidente. Mosè chiese: ‘Da dove sei venuto?‘.

Disse: ‘Da Allah’.

Poi venne a lui un angelo, e Mosè disse: ‘Da dove sei venuto?‘.

L’angelo rispose: ‘Sono venuto a voi dal settimo cielo, da Allah, Glorioso e Maestoso’.

E venne un altro angelo dicendo: ‘Sono venuto a te dall’infima settima terra, da Allah, Glorioso e Maestoso’.

Mosè disse allora: ‘Gloria a Colui che nessun luogo è vuoto di Lui, e che non è più vicino ad un luogo rispetto ad un altro’”».

Il giudeo disse allora: “Testimonio che questa è la palese verità e che tu hai più diritto alla posizione [di successore] del tuo Profeta rispetto a chi l’ha usurpata”.

(Al-Ihtijaj dello Shaykh Al-Tabrisi, vol. 1, pagg. 209-210)

وَ رُوِيَ‌ أَنَّ بَعْضَ الْأَحْبَارِ جَاءَ إِلَى أَبِي بَكْرٍ فَقَالَ لَهُ أَنْتَ خَلِيفَةُ نَبِيِّ هَذِهِ الْأُمَّةِ؟ فَقَالَ نَعَمْ قَالَ فَإِنَّا نَجِدُ فِي التَّوْرَاةِ أَنَّ خُلَفَاءَ الْأَنْبِيَاءِ أَعْلَمُ أُمَمِهِمْ- فَخَبِّرْنِي عَنِ اللَّهِ أَيْنَ هُوَ؟ أَ فِي السَّمَاءِ أَمْ فِي الْأَرْضِ؟ فَقَالَ لَهُ أَبُو بَكْرٍ فِي السَّمَاءِ عَلَى الْعَرْشِ قَالَ الْيَهُودِيُّ فَأَرَى الْأَرْضَ خَالِيَةً مِنْهُ وَ أَرَاهُ عَلَى هَذَا الْقَوْلِ فِي مَكَانٍ دُونَ مَكَانٍ فَقَالَ أَبُو بَكْرٍ هَذَا كَلَامُ الزَّنَادِقَةِ اعْزُبْ عَنِّي‌ وَ إِلَّا قَتَلْتُكَ فَوَلَّى الرَّجُلُ مُتَعَجِّباً يَسْتَهْزِئُ بِالْإِسْلَامِ فَاسْتَقْبَلَهُ أَمِيرُ الْمُؤْمِنِينَ ع فَقَالَ لَهُ يَا يَهُودِيُّ قَدْ عَرَفْتُ مَا سَأَلْتَ عَنْهُ وَ مَا أُجِبْتَ بِهِ وَ إِنَّا نَقُولُ إِنَّ اللَّهَ عَزَّ وَ جَلَّ أَيَّنَ الْأَيْنَ فَلَا أَيْنَ لَهُ وَ جَلَّ عَنْ أَنْ يَحْوِيَهُ مَكَانٌ وَ هُوَ فِي كُلِّ مَكَانٍ بِغَيْرِ مُمَاسَّةٍ وَ لَا مُجَاوَرَةٍ يُحِيطُ عِلْماً بِهَا وَ لَا يخلق [يَخْلُو] شَيْ‌ءٌ مِنْ تَدْبِيرِهِ تَعَالَى وَ إِنِّي مُخْبِرُكَ بِمَا جَاءَ فِي كِتَابٍ مِنْ كُتُبِكُمْ يُصَدِّقُ مَا ذَكَرْتُهُ لَكَ فَإِنْ عَرَفْتَهُ أَ تُؤْمِنُ بِهِ؟ قَالَ الْيَهُودِيُّ نَعَمْ قَالَ أَ لَسْتُمْ تَجِدُونَ فِي بَعْضِ كُتُبِكُمْ أَنَّ مُوسَى بْنَ عِمْرَانَ كَانَ ذَاتَ يَوْمٍ جَالِساً إِذْ جَاءَهُ مَلَكٌ مِنَ الْمَشْرِقِ فَقَالَ لَهُ مِنْ أَيْنَ جِئْتَ-؟ قَالَ مِنْ عِنْدِ اللَّهِ وَ جَاءَهُ مَلَكٌ آخَرُ مِنَ الْمَغْرِبِ فَقَالَ لَهُ مِنْ أَيْنَ جِئْتَ؟ فَقَالَ مِنْ عِنْدِ اللَّهِ ثُمَّ جَاءَهُ مَلَكٌ فَقَالَ مِنْ أَيْنَ جِئْتَ فَقَالَ قَدْ جِئْتُكُمْ مِنَ السَّمَاءِ السَّابِعَةِ مِنْ عِنْدِ اللَّهِ عَزَّ وَ جَلَّ وَ جَاءَ مَلَكٌ آخَرُ قَالَ قَدْ جِئْتُكَ مِنَ الْأَرْضِ السَّابِعَةِ السُّفْلَى مِنْ عِنْدِ اللَّهِ عَزَّ وَ جَلَّ فَقَالَ مُوسَى ع سُبْحَانَ مَنْ لَا يَخْلُو مِنْهُ مَكَانٌ وَ لَا يَكُونُ إِلَى مَكَانٍ أَقْرَبَ مِنْ مَكَانٍ فَقَالَ الْيَهُودِيُّ أَشْهَدُ أَنَّ هَذَا هُوَ الْحَقُّ الْمُبِينُ- وَ أَنَّكَ أَحَقُّ بِمَقَامِ نَبِيِّكَ مِمَّنِ اسْتَوْلَى عَلَيْهِ.

Fonte web dell’#hadith: https://lib.eshia.ir/10412/1/209

L'INVESTITURA DI ALI IBN ABU TALIB
L’INVESTITURA DI ALI IBN ABU TALIB

SONO UN PADRE NON UN ESTREMISTA DI DESTRA

di Roberto Siconolfi

È la gente normale che si è rotta i maroni dell’immigrazione incontrollata in Inghilterra!

Non date retta alle fake news della stampa e alle dichiarazioni dei governi dell’Occidente.

L’immigrazione incontrollata è un delitto contro i popoli, contro gli stessi che migrano, ai quali si promettono eldoradi che non avranno mai, e che nella migliore delle ipotesi si ritroveranno a fare l’elemosina o a vendere fazzoletti alle fermate dei semafori.

E il risultato è sotto gli occhi di tutti, se non vogliamo far finta di non vedere come con il pugilato femminile alle olimpiadi.

Questi soggetti sono oramai fuori controllo: dai treni bloccati perché senza biglietto, agli impazziti vari che circolano nei centri delle città pronti a scoppiare come bombe ad orologeria, ai quartieri dove oramai è il migrante a farla da padrone, con spaccio di droga e criminalità.

Fino alle situazioni più pericolose, le zone delle città divenute enclave dell’islamismo radicale, le cosiddette No Go Zone, dove vige una legislazione a parte, e dove non vi salverà essere anti-americani e pro-Palestina, perché siete bianchi e infedeli e dovete essere uccisi!

Oltre alle tragicomiche baby gang di immigrati di seconda generazione, alle quali basterebbero 4 schiaffi bene assestati per metterli in riga – “ma noooo le pedagogie inclusive non ce lo consentono”!

Questo è il risultato plastico dell’immigrazionismo, dell’ideologia globalista del migrante globale, “cittadino del mondo”, che nella variante più romantica produce i Mimmo Lucano di turno, in quella reale invece business, tratta degli schiavi e guerra tra poveri.

Ci sarà l’estrema destra a fomentare queste proteste?

Se probabile, cosa cambia?

C’era pure nel movimento No Green Pass!

La sinistra, invece, sta col sistema!?

SONO UN PADRE NON UN ESTREMISTA DI DESTRA
SONO UN PADRE NON UN ESTREMISTA DI DESTRA

TOGLIERE PER RICOMPORRE

di Chiara Rovigatti

La nostra è una prigionia totale dalla quale si può fuggire tagliando il contatto che lega il basso-fisico all’Alto Originale.

La Salvezza è una questione di separazione dove, per invogliare a compiere un lavoro durissimo di abbandono cosciente, vengono elargiti quei bagliori di Grandezza che marcano i vari livelli che separano l’infimo dall’Immenso: livelli tutti inclusi in noi.

La Salvezza è una questione di continua sottrazione e cancellazione.

TOGLIERE PER RICOMPORRE
TOGLIERE PER RICOMPORRE

LA POLIGAMIA ISLAMICA IN ITALIA QUALE CONSUETUDINE DI CONVIVENZE DI FATTO

di Valeria Arnaldi per Il Messaggero

14 ago 2016

AMATEVI MOLTIPLICANDOVI – NON SERVONO LE SPARATE DEL LEADER ISLAMICO: IN ITALIA I POLIGAMI SONO GIÀ VENTIMILA, E LA LEGGE NON PUÒ PUNIRLI – IL REATO INFATTI C’È SOLO IN CASO DI PIÙ MATRIMONI REGISTRATI, NON NELLE CONVIVENZE DI FATTO CHE REGGONO MOLTE FAMIGLIE MUSULMANE

IL FENOMENO

Fino a quattro. Tante sono le mogli che può sposare un musulmano. Lo stabilisce il Corano. E il precetto religioso, ovviamente, vale senza confini geografici. Non stupisce dunque che, di fatto, a seguito della forte immigrazione islamica, la poligamia sia entrata in Europa, moltiplicando rapidamente casi e famiglie. Secondo il Gatestone Institute, in Gran Bretagna ad oggi ci sarebbero almeno 20mila unioni poligamiche, numero che la Francia aveva già raggiunto nel 2006.

Non meno significativi i numeri italiani. Erano settemila le unioni con più mogli ritenute accertate nel 2009. Ma, secondo le stime del Centro Averroè, confermate da Acmid-Donna (Associazione donne marocchine in Italia), erano salite a 14.500 nel 2013. Fino ad arrivare alle ventimila di oggi. Stimate. Dati ufficiali, infatti, non esistono.

LA LEGGE

I matrimoni poligamici, per la legge italiana, sono reati, ma esistono di fatto perché le unioni celebrate in moschea non devono necessariamente essere registrate civilmente.

Valide a tutti gli effetti per i musulmani, non lo sono per lo Stato italiano che vede solo le nozze registrate in Comune. A questi casi vanno aggiunti i matrimoni temporanei, istituto della legge islamica che prevede l’ unione segreta tra i coniugi davanti a testimoni e notaio. Senza dimenticare il sommerso di quanti preferiscono mantenere sotto riserbo la poligamia, soprattutto tra gli italiani convertiti che erano circa 70mila secondo l’ Ucoii nel 2012, con un ritmo medio di crescita di 4000 l’ anno, per un totale stimato, quindi, oggi, di oltre 85mila.

DISSENSO SUI NUMERI

A ridimensionare i numeri dei poligami pensa la Comunità del Mondo Arabo in Italia, che però, ridefinendo la questione, solleva nuove problematiche e ambiguità. «Secondo i nostri dati, due anni fa circa, le unioni poligamiche per fede presenti in Italia erano al massimo cinquemila, perlopiù concentrate in Emilia Romagna, Veneto, Lazio, Sicilia e Sardegna – spiega il presidente Foad Aodi – bisogna stare bene attenti a non confondere i matrimoni per fede, reali, con quelli per interesse, di quei musulmani che già sposati nel loro Paese, celebrano poi le nozze con un’ italiana per poter lavorare qui.

La maggior parte delle unioni miste viene celebrata tra uomini già sposati nel paese d’ origine con donne che non sanno nulla della prima moglie. La poligamia reale, per fede, ribadisco, è un’ altra cosa e i dati non sono così alti. I musulmani non vogliono il riconoscimento della poligamia, a chiederlo sono quelli che all’ islam si sono convertiti successivamente».

Nei giorni scorsi, a chiederne il riconoscimento come diritto civile, è stato Hamza Roberto Piccardo, ex-dirigente Ucoii, che ha lanciato la proposta, comparando il fenomeno alle unioni omosessuali e sottolineandone l’ utilità sociale per «l’ azione demografica della poligamia che riequilibrerebbe in parte il calo» di nascite. Una provocazione, secondo molti. Una questione di eguaglianza, secondo Piccardo e quanti sulle sue pagine social hanno continuato a sostenerne la posizione, tra stranieri e italiani.

La poligamia, per la legge del Corano, deve essere autorizzata dalla prima moglie. La realtà, però, racconta – molte – storie diverse. La relazione 2014/2015 del numero verde antiviolenza sulle donne Mai più sola, gestito da Acmid-Donna, registra l’ 1,2% di chiamate per matrimoni forzati e l’ 1,8% per problematiche inerenti la poligamia.

Cifre in ribasso rispetto al 2012, quando su questi temi si registravano rispettivamente il 9% e il 4% delle telefonate ma il motivo della riduzione sarebbe da individuare nelle limitazioni introdotte dalle leggi marocchine nel 2014, che hanno reso più complicate determinate forzature. Le storie di violenza non mancano e hanno come protagoniste, spesso, proprio le spose italiane. Il codice penale prevede una condanna da uno a cinque anni di detenzione per un bigamo e aumenta la pena «se il colpevole ha indotto in errore la persona, con la quale ha contratto matrimonio, sulla libertà dello stato proprio o di lei».

I PROCESSI

Il tribunale però non sempre aiuta.

Le unioni non celebrate civilmente non vengono riconosciute e se quelle registrate sono state contratte all’ estero nei Paesi nei quali la poligamia è ammessa, l’ esito non cambia. È il caso di un uomo di Tarcento, nel friulano, che avendo contratto due matrimoni in altre nazioni, dal tribunale italiano nel 2014 è stato ritenuto bigamo ma non punibile perché il reato era stato compiuto in altri Paesi. In Italia solo consumato.

Tratto da: DAGOSPIA

LA POLIGAMIA ISLAMICA IN ITALIA QUALE CONSUETUDINE DI CONVIVENZE DI FATTO
LA POLIGAMIA ISLAMICA IN ITALIA QUALE CONSUETUDINE DI CONVIVENZE DI FATTO

LA TIGRE E IL DRAGONE

di Giuliano Noci

Durante l’incontro di ieri 3 agosto 2024, la Presidente del Consiglio dei Ministri Giorgia Meloni ha sottolineato l’importanza di migliorare l’accesso al mercato cinese e la tutela della proprietà intellettuale. Dal canto suo, Xi Jinping ha espresso la volontà di migliorare la cooperazione con l’Italia in settori come i veicoli elettrici e l’intelligenza artificiale, affermando che la Cina aderisce alla via dello sviluppo pacifico senza ambizioni egemonistiche. Ha anche manifestato la speranza che l’Italia sostenga questa filosofia e giochi un ruolo costruttivo nella promozione del dialogo e della cooperazione tra Cina e Unione Europea. Possiamo dire che se l’obiettivo sembrava essere una genuflessione di rammarico per il ritiro dalla Via della Seta, Meloni ha portato a casa molto di più di un semplice perdono. Dall’ultimo incontro tra Meloni e Xi, molte cose sono cambiate. L’Italia ha abbandonato la Via della Seta senza politicizzarla e senza incorrere nelle ritorsioni commerciali cinesi. Meloni ha sottolineato l’importanza di garantire un interscambio commerciale libero, ribadendo che con la Cina occorre ragionare insieme per mantenere stabile il sistema di regole nel quale ci muoviamo. La missione di Meloni in Cina mira a ridurre il disavanzo commerciale e aumentare l’export italiano (sceso dell’11% a giugno 2024), attraendo investimenti cinesi in settori come l’industria tecnologica verde e le turbine eoliche, piuttosto che sulle auto elettriche. Nonostante le differenze e le sfide, entrambi i leader hanno dimostrato un impegno verso una cooperazione equilibrata e vantaggiosa per entrambe le nazioni. Perché questo avvenga, soprattutto sul fronte italiano, sarà però indispensabile che la Presidente del Consiglio crei una task force a Palazzo Chigi per gestire la fase di implementazione dei numerosi ma ancora astratti accordi sottoscritti a Pechino. In questa prospettiva, sarà importante far leva sul posizionamento logistico dell’Italia, che interessa molto a Pechino in quanto snodo privilegiato di accesso ai mercati del Vecchio Continente. Per essere ancora più chiari, dovremo far capire che la cooperazione su questo fronte avverrà se e solo se i cinesi apriranno per davvero le porte del loro enorme mercato con riferimento ai prodotti agro-alimentari, quelli chimici e farmaceutici che oggi trovano non pochi ostacoli nell’imponente burocrazia del Dragone. Speriamo dunque che gli incontri di questi giorni segnino l’inizio di una nuova era nelle relazioni tra Italia e Cina, così da smentire i profeti del catastrofismo. Occorre però tanta, tanta concretezza: altrimenti le parole rimarranno tali. Ne è piena la storia dei bilaterali con la Cina; non ne abbiamo bisogno!

LA TIGRE E IL DRAGONE
LA TIGRE E IL DRAGONE

PERCHE’ LA CINA E’ IMBATTIBILE: IL SEGRETO DELLA STRATEGIA CINESE

Videoconferenza del canale YouTube PROGETTO RAZZIA, trasmessa in live streaming online il 7 maggio 2022.

Come è riuscita la CINA a conquistare l’Africa? Come concepisce il conflitto, la GUERRA, la civiltà cinese? Come il gigante giallo lavora per diventare il centro del mondo? O per essere più tecnici: cosa è l’efficacia nella tradizione filosofica cinese?

PERCHE’ LA CINA E’ IMBATTIBILE: IL SEGRETO DELLA STRATEGIA CINESE