Mons. Viganò: ”l’Italia è una nazione benedetta da Dio e ha un ruolo chiave contro il Nuovo Ordine Mondiale”
di Cesare Sacchetti
C’è un uomo che in questo momento terrorizza letteralmente la gerarchia della chiesa anti-Cattolica di Bergoglio e le alte sfere del potere globalista. Quest’uomo è stato l’oggetto di feroci attacchi mediatici che lo hanno prima screditato e diffamato fino a descriverlo poi come una sorta di vero e proprio “pericolo” per la società. Quest’uomo è l’arcivescovo Carlo Maria Viganò. Da più di un anno a questa parte, Viganò è ormai divenuto una guida spirituale per tutti i Cattolici, i Cristiani e anche i non credenti che si sentono completamente smarriti e abbandonati in questa epoca di grande afflizione morale e di deserto dei valori.
Viganò riesce a raggiungere tutti coloro che la pensano come lui…
L’ex generale sionista, Itzhak Brik, ha rivelato sabato il “caos totale” che regna tra le truppe israeliane nella Striscia di Gaza, in termini di disponibilità di attrezzature e servizi logistici necessari per la guerra.
Brik ha dichiarato al quotidiano israeliano Maariv del “caos totale tra le fila dell’esercito israeliano di cui non si parla nei media”. Ha dichiarato che “le attrezzature, la logistica, il cibo e tutto il necessario per andare avanti non funzionano, perché l’esercito ha affidato tutto a società private. Non c’è nessuno che possa riparare immediatamente i carri armati, decine di carri armati sono bloccati nella Striscia di Gaza in attesa di essere ritirati”, ha aggiunto.
L’ex generale ha sottolineato di aver incontrato il primo ministro sionista Benjamin Netanyahu sei volte dall’inizio della guerra nella Striscia di Gaza. “Ma il suo staff non voleva che Netanyahu sentisse la verità, quindi lo hanno trattenuto lontano da me. Gli ho detto che l’esercito non è pronto per andare in guerra, perché ci sono soldati che non si addestrano da cinque anni e c’è carenza di equipaggiamento”.
Secondo fonti dell’esercito, dall’inizio dell’invasione di terra del regime sionista a Gaza il 27 ottobre, sarebbero morti almeno 250 soldati israeliani. In realtà, i morti tra le file dell’esercito israeliano sarebbero molti molti di più.
Genocidio in corso a Gaza
Dal 7 ottobre, i bombardamenti del regime sionista hanno ucciso 31mila palestinesi e ferito altri 70mila. Secondo le Nazioni Unite, la guerra israeliana a Gaza ha spinto l’85% della popolazione del territorio allo sfollamento interno a causa della grave carenza di cibo, acqua pulita e medicine, mentre il 60% delle infrastrutture dell’enclave è stato danneggiato o distrutto.
Il regime occupante è accusato di genocidio davanti alla Corte Internazionale di Giustizia. Una sentenza provvisoria di gennaio ha ordinato al regime occupante di fermare gli atti di genocidio e di adottare misure per garantire che venga fornita assistenza umanitaria ai civili a Gaza.
Sì potrebbe dire che in primis non ci sono le condizioni ambientali, non ancora, si è vero.
Inoltre si potrebbe narrare che son passati i tempi delle rivoluzioni in stile 1789 e anche questo è ampiamente vero, quelle rivoluzioni non torneranno mai più se non pilotate dall’alto proprio come fu quella sopracitata. Si potrebbe anche dire che non si sa per cosa farla questa Santa rivoluzione e onestamente il problema va formulato diversamente non è che NON SI SA ma anzi SI SA TROPPO, troppe teste e troppa divisione e troppa confusione e anche ciò è vero.
Or dunque fine del post è dell’analisi? Giammai.
Il testo sopra era solo un assaggio, un antipasto.
Le Rivoluzioni, soprattutto in Occidente, non si fanno più per 3 motivi, il primo le tecnologie a disposizione del potere costituito che stroncano* i rivoluzionari, il secondo è la mancanza di consapevolezza data da una ben studiata anestesia completa della società (che viene drogata e distratta [intrattenimento] con tutti i mezzi e in tutti i modi possibili) il terzo infine è il più doloroso e riguarda l’assoluta mancanza di massa** critica infatti i signori del punto 1* finiscono carcerati o cancellati () perché sono pochi e poco esperti inoltre il punto 3** dipende strettamente dal 2 ma è a sua volta indipendente per dei fattori, quali sono questi fattori?
L’umanità moderna essenzialmente è trattata al pari delle foreste e delle piantagioni intensive. Pensate che io stia delirando? Oh oh oh no signori e signorine, se chi sta ai vertici iniziasse a trattarci come animali da fattoria (Orwell) la nostra vita sembrerebbe già un paradiso rispetto a oggi, invece ci trattano come la foresta pluviale o un qualsiasi campo di grano o soia in India. Non capite? Pazienza io non posso esprimermi in modo troppo schietto. Andando avanti, tolta questa spiegazione metaforica cosa determina questo status “vegetale”? Determina un umanità che sa stare in ufficio, che sa cucinare e fare palestra, che sa andare correttamente a pagare le tasse, che sa guidare, che ogni tanto si ricorda anche che può “pensare” (entro determinati binari ci sono varie sfumature annesse) questo tipo di umanità, un umanità vegetale (lo stato successivo è bovina-suina) può svolgere solo funzioni di base come quelle sopracitate, non sa battersi, ne vuole farlo, ma non solo non sa neanche sopportare stress e sfide al di fuori della quotidianità (i binari…) cioè qui non si parla di non saper fare un assalto frontale, qui neanche si riesce e non si vuole sostenere un dibattito acceso, di base si parla di persone che non solo hanno paura della morte e del carcere, vabbè quello pfff qui la paura è di vivere, di scoprire e capire, di avere consapevolezza, di provare e “pagare” per aver provato, paura della realtà e della verità, paura della battaglia della lotta non militare (se ciao) ma mentale e verbale, manca proprio il fegato.
Quindi? Se vi rispecchiate nella descrizione che ho fatto (sereni rientrate nel 97% della popolazione) non dovete preoccuparvi la falce del sistema magari vi lascerà per ultimi. Se invece credete di rientrare nel 3% che è pronto alla morte, alla galera, alla sofferenza e ad issare una bandiera, costi quel che costi ebbene l’unica strada è trovare dei vostri simili e fare quadrato, lì però serve esperienza.
Si comprenda come la consacrazione del tempio altro non sia che un solenne rito di bando a cui segue l’insediamento della potenza o dell’influenza di cui il teurgo è catalizzatore e successivamente canalizzatore. Ecco spiegata altresì la presenza di particolari lumi – riconoscibili per forma e dimensione e per solitaria collocazione – nell’area del tempio o durante date operazioni; essi sono a simbolo, onore ed intercessione – in guisa della particolare prospettiva del rituale e dell’operatore – di quelle intelligenze che veglieranno sui lavori tutti, siano esse di un Maestro Passato, della catena della fratellanza o Intelligenza non umana . Questi lumi dovranno essere posti su di uno spazio a loro esclusivamente riservato, dovranno avere dei supporti riconoscibili che impediranno loro di toccar la superficie (questi supporti o piedistalli o candelabri saranno di metallo per agevolare il flusso energetico) e saranno di forma massiccia e superiore a quella di ogni altro lume presente nel tempio, a simboleggiare la possanza e la potenza dell’intelligenza protettrice).
Dobbiamo comprendere come la consacrazione del tempio sia l’operazione che investe quella particola di spazio enucleato dal mondo quaternario: uno spazio raccolto in un perimetro – o circonferenza – per propria necessaria vocazione chiuso. Quindi ogni rito dovrà porre massima attenzione agli angoli da cui idealmente e magicamente si irradiano i segmenti che raccolgono il nostro spazio d’opera; questi angoli, o vertici, sono i punti di contatto fra il nostro piano d’azione sacerdotale, il piano quaternario e il piano di interferenza delle forze prevaricatrici. Queste criticità dovranno essere “presidiate” e osservate con estrema attenzione; possiamo affermare che il vero senso del rituale di bando sia portare la rettificazione in questi interstizi. A tal proposito riporto una preghiera degli Eletti Cohen:
“lo ti consacro, angolo puro, per essere il portico spirituale del Grande Oriente, con una parola e con la potenza dei terribili vocaboli divini (potranno essere nominate le cinque lettere pentagrammatiche), di cui l’Eterno si servì per consegnare e fissare ogni essere creato in ordine, virtù e potenza, per la durata dei tempi e che egli ha prescritto per agire secondo la sua volontà. Io consacro e consegno (nome della potenza tutelare), in quest’angolo (nome dell’angolo), per essere principalmente i miei garanti su tutti gli avvenimenti buoni, cattivi, equivoci ed ingannevoli che potrebbero sopravvenire per o contro la purezza del mio lavoro, che consacro essere fatto spiritualmente buono ed a gradimento dell’Eterno. Amen. “
Questo è un libro per me molto speciale. L’ho incontrato qualche anno fa, e mi ha letteralmente cambiato la vita. Posso dire con certezza che è uno dei libri che più ha influenzato il mio pensiero.
Come si intitola?
Sri Aurobindo: l’avventura della coscienza. L’autore è Satprem, un allievo del maestro indiano.
Me ne leggeresti un pezzetto?
Certo, con molto piacere. Tra l’altro arrivi proprio nel momento giusto: quello che stavo leggendo è un punto molto importante da capire, fondamentale direi. Descrive la natura di quelle che Aurobindo chiamava “forze avverse”.
Dice così:
“Ci sono vibrazioni di un tipo particolare che si distinguono per la loro immediatezza e violenza. Il ricercatore se le sentirà piombare addosso improvvise come una mazzata; e in pochi secondi si ritroverà ad essere ‘un altro’, totalmente dimentico dei suoi fini, dei suoi sforzi, della sua ragion d’essere, come se tutto fosse stato spazzato via, spogliato di senso, distrutto. Sono manifestazioni di quelle che Sri Aurobindo e Mère chiamano FORZE AVVERSE.
Si tratta di forze molto coscienti, che sembrano avere come solo fine quello di scoraggiare il ricercatore o di farlo deviare dal cammino intrapreso. Il primo sintomo della loro comparsa è subito percepibile: la gioia si vela, si vela la coscienza e tutto viene avvolto in un’atmosfera di dramma. Quando c’è una sofferenza possiamo stare certi che lì si nasconde il nemico. Il dramma è lo scenario prediletto delle forze avverse, poiché è nel dramma che possono fare più danni. Di solito la prima cosa che fanno le forze avverse è spingerci a decisioni improvvise, estreme, irrevocabili, che ci allontanino il più possibile dalla strada che abbiamo scelto. In altri casi si metteranno a smontare, con notevole abilità, tutto il meccanismo della nostra ricerca per dimostrarci che ci stiamo illudendo e che non arriveremo mai a niente. In altri ancora, ed è il caso più frequente, ci faranno cadere in uno stato di depressione.
Tutte queste vibrazioni di disordine, che chiamiamo la NOSTRA tristezza o i NOSTRI guai, producono subito un risultato: indeboliscono o disfano la nostra distesa di neve protettiva, aprendo appunto la porta alle forze avverse. Le quali hanno mille modi per attaccarci – perché è proprio di ATTACCHI che si tratta, tanto più accaniti quanto più ci vedono determinati nel perseguire il nostro fine. Se qualcuno crede che sia un’esagerazione, vuol dire che non ha mai tentato di progredire. Finché avanziamo intruppati nel gregge, infatti, la vita è relativamente facile, coi suoi alti e bassi (mai troppo bassi e nemmeno troppo alti). Ma appena dal gregge cerchiamo di uscirne ecco saltar fuori mille forze che hanno il massimo interesse a farci ‘fare come tutti gli altri’. Scopriamo allora quanto la nostra prigione sia ben custodita”.
“Si incontrano individui che s’interessano solo alle scienze occulte. Sono fieri di passare per astrologi, alchimisti, maghi, kabalisti… ma i poveretti non si rendono conto che la loro esistenza e tutto il loro essere rappresentano un caos spaventoso che non ha alcun rapporto con la vera astrologia, la vera alchimia, la vera magia o la vera Kabalah. Sarebbe preferibile che lasciassero in pace tutte quelle scienze! È nella vita quotidiana che si deve mostrare di sapere qualcosa. Certo, leggendo dei libri si riesce sempre a ottenere qualche conoscenza e anche a diventare molto eruditi, ma quello non è il vero sapere. Il vero sapere consiste nell’essere capaci di dominarsi, di liberarsi delle proprie debolezze, di non essere più eternamente preda di tumulti interiori. Il vero sapere consiste nell’essere capaci di manifestarsi ovunque come una presenza luminosa e benefica.”
Omraam Mikhaël Aïvanhov
Vedi anche LA PEDAGOGIA INIZIATICA – Opera Omnia Vol. I, capitolo XI
“Non c’è nulla nel mondo creato più forte della donna, in virtù di un mistero conosciuto solo da coloro che sanno in cosa è venuto all’esistenza il cosmo, e con quale movimento il Reale lo ha portato all’esistenza. Colui che prende in matrimonio [nākiḥ, cioè il maschio] è un ricercatore, e al ricercatore manca l’oggetto della sua ricerca. Colei che viene presa in matrimonio [mankūḥ, la femmina] è la persona ricercata, e ciò che è ricercato ha la potenza di essere oggetto di un tale desiderio, e ciò predomina [sul resto]. Così vi è stato chiarito il posto della donna tra le cose esistenti, cosa c’è nella Presenza divina che la custodisce, e perché essa é capace di manifestare una tale forza […] Dio ha fatto intendere la forza scelta per la donna nelle Sue parole riguardanti Aisha e Hafsa: ‘Se vi sosterrete a vicenda contro il Profeta, [sappiate] allora che il suo Padrone è Allah e che Gabriele e i devoti tra i credenti e gli angeli saranno il suo sostegno.Corano 66:4]. E tutto questo per competere in forza con due donne!”
–– Ibn Arabi, Futuhat, trad. S. Murata, Tao of Islam
In un’epoca in cui il nuovo Cristianesimo è diventato una Religione del tipo “faccio tutto quello che mi pare, tanto Dio è buono e mi perdona”, è bene leggere ogni tanto il Vangelo che, come tutte le Tradizioni iniziatiche, ci dice che il sentiero è arduo e difficile ed è per pochi eletti.
Dopo la Cina il paese in cui il confucianesimo si diffuse maggiormente fu il Giappone. Il confucianesimo è stato introdotto nell’isola nel V secolo, ma inizialmente era principalmente praticato dalla corte imperiale e da una piccola élite di studiosi e religiosi. Nel 593 d.C. per decisione dell’imperatrice Suiko, divenne religione di stato. Ispirandosi al pensiero di Confucio, l’imperatrice ristrutturò i ranghi della società, assegnando i più alti in base ai meriti, e non più in base alle discendenze familiari. Anche l’organizzazione di Stato venne riformata.
Se nelle istituzioni trovò facilmente seguaci, il confucianesimo si diffuse tra la popolazione piuttosto lentamente nel corso dei secoli. Per una diffusione più marcata occorrerà aspettare il periodo Edo (1603-1868), quando il governo re Tokugawa promosse l’apprendimento confuciano come mezzo per stabilire un sistema di governo efficace e giusto.
Possiamo oggi affermare con certezza che il confucianesimo ha avuto un impatto significativo nel plasmare la cultura giapponese attuale influenzandone l’etichetta, la politica, la filosofia e l’educazione. La sua filosofia ha enfatizzato l’importanza della lealtà, dell’osservanza delle regole, dell’educazione e della morale, e queste idee sono state incorporate negli ideali samurai.
Durante il periodo Edo, sono state fondate diverse scuole in Giappone, tra cui la scuola Zhu Xi e la scuola Wang Yangming. Esse hanno promosso l’apprendimento del confucianesimo attraverso l’istruzione formale, i test e i libri stampati. Diverse opere di pensiero confuciano, come i Quattro Libri, hanno avuto una diffusione virale e sono state utilizzate come libri di testo per l’educazione formale. L’impatto del confucianesimo sulla cultura giapponese può ancora essere visto oggi, ad esempio, nell’etichetta e nelle norme sociali, nei valori familiari e nella relazione tra governo e popolo.
Il terzo paese nel quale il confucianesimo si affermò maggiormente fu la Corea dove produsse un impatto significativo sulla cultura e sulla società per oltre 1500 anni. La sua diffusione nella penisola coreana iniziò durante la dinastia Sui della Cina (581-618 d.C.), ma fu sotto la dinastia Tang (618-907 d.C.) che raggiunse il suo picco. Il Confucianesimo fu considerato una filosofia di governo universale e fu adottato come la dottrina ufficiale dell’amministrazione coreana.
In Corea, il Confucianesimo ha saputo influenzare la cultura, l’etica e l’educazione. Gli insegnamenti di Confucio sulla benevolenza, l’umiltà, la saggezza e la giustizia hanno permeato molti aspetti della vita coreana, dalla famiglia alla politica. L’idea centrale è stata quella di stabilire un ordine morale e sociale all’interno della società attraverso la disciplina e il rispetto per gli anziani e per la gerarchia sociale. Anche il culto degli antenati è stata una importante conseguenza della diffusione del Confucianesimo in Corea, portando all’idea di deificare gli antenati e creare rituali per onorarli.
Un ultimo importante effetto determinato alla diffusione del Confucianesimo in Corea è stato l’estensione dell’uso della scrittura cinese nel paese, che contribuì ad influenzarne la letteratura, la filosofia e la religione.
Nonostante il Confucianesimo abbia permeato la civiltà coreana, e la sua filosofia, e la sua influenza nella cultura del paese sia ancora molto forte, negli ultimi decenni la sua influenza è diminuita, soprattutto tra i giovani più attirati da modelli sociali moderni e meno inclini ad un’etica tradizionalista.
L’ultimo paese che venne investito in modo importante dal Confucianesimo fu il Vietnam dove è stato introdotto già nel II secolo a.C., durante l’era dei regni feudali. Tuttavia, fu soltanto durante la dinastia Tang (618-907 d.C.) che i suoi insegnamenti si diffusero più ampiamente. Ciò avvenne quando alcuni funzionari della corte imperiale cinese vennero inviati a governare de facto anche la zona nord del Vietnam.
Il Confucianesimo ha trovato terreno fertile in Vietnam a causa della sua somiglianza con l’etica tradizionale vietnamita, basata sulla famiglia, la gerarchia sociale, il rispetto degli anziani e dei superiori. Allo stesso tempo, tale filosofia riuscì ad introdurre nuovi concetti come l’importanza dell’istruzione e l’obbligo dei governanti di guidare con saggezza e giustizia.
Durante la dinastia Nguyen (1802-1945), il Confucianesimo divenne uno dei pilastri dello stato, attraverso la creazione di un sistema di educazione e l’istituzione di esami pubblici per la selezione dei funzionari governativi. Tuttavia, con l’arrivo del colonialismo francese, si registrò un allontanamento del popolo e dello stato dalla tradizione di Confucio, a causa di una sempre maggiore adesione ai modelli ideologici occidentali.
Oggi il Confucianesimo rimane una parte importante della cultura vietnamita, soprattutto nell’etica e nei valori della società. Tuttavia, il buddismo e il cattolicesimo sono le religioni principali del paese.
Venendo all’Occidente, dobbiamo purtroppo ammettere che la diffusione della filosofia confuciana è stata relativamente limitata, sicuramente minore del Buddismo, ciò a causa delle diverse e talvolta inconciliabili visioni del mondo che caratterizzano le due culture. Tuttavia, negli ultimi decenni, il pensiero del grande maestro cinese ha attirato crescente attenzione anche da noi per la sua applicabilità in campo filosofico, etico e politico.
Alcune delle ragioni principali per cui il confucianesimo può essere considerato interessante per un pubblico occidentale sono:
L’enfasi data alla moralità e all’etica sociale come fondamentali per il benessere della società e l’armonia del cosmo.
L’importanza data all’educazione e alla formazione morale delle persone, che può essere applicata anche al mondo degli affari e delle organizzazioni.
La concezione del mondo come un insieme armonioso in cui l’uomo ha un ruolo chiave nel preservare gli equilibri naturali.
L’idea di un’autorità carismatica e virtuosa come l’unico mezzo per garantire la giustizia sociale e il bene comune.
In Occidente, il confucianesimo produsse ripercussioni su alcuni importanti pensatori, come ad esempio Immanuel Kant, che lo considerò una fonte di ispirazione per lo sviluppo della morale nei moderni stati europei. Allo stesso tempo, ricevette critiche per il suo rapporto con i diritti umani e l’individualismo, valori fondamentali della cultura occidentale.
Ad ogni modo, come dicevamo, in occidente negli ultimi anni l’interesse verso la cultura cinese e il confucianesimo è cresciuto notevolmente anche grazie alla diffusione delle arti marziali e della medicina tradizionale cinese. Ciò ha portato alla necessità di ricercare l’origine culturale di queste pratiche, così da capire meglio le loro radici filosofiche e culturali. Bisogna tenere conto anche del fatto che la Cina sia oramai diventata una potenza economica ed è stata interessata da un rapido sviluppo tecnologico che ha reso necessario il confronto e l’apertura con le culture e i sistemi di pensiero dei paesi occidentali.
In sintesi, la diffusione del confucianesimo in Occidente è un fenomeno ancora in divenire, ma che grazie al dibattito e all’interesse sempre crescente verso la cultura cinese potrebbe portare a un maggiore dialogo interculturale e alla scoperta di nuove fonti di ispirazione per la filosofia, la politica e l’etica.