ALESSANDRO IL GRANDE: MITO IMPERO E GEOPOLITICA

Videoconferenza del canale YouTube FRATRIA ALTOTIBERINA, trasmesso online in live streaming il giorno 21 febbraio 2024.

Un intervista di Augusto Bianconi a Giacomo Maria Prati.

“Un sepolcro ora basta per colui al quale il mondo non era abbastanza.”

ALESSANDRO IL GRANDE: MITO IMPERO E GEOPOLITICA
ALESSANDRO IL GRANDE: MITO IMPERO E GEOPOLITICA
ALESSANDRO IL GRANDE: MITO IMPERO E GEOPOLITICA

LE QUALITÀ DEL NOSTRO MONDO

di Monaco Guerriero

Le tecniche utilizzano quattro qualità che riflettono la natura del nostro mondo. Secondo la circostanza, dovreste essere: duri come un diamante, flessibili come un salice, fluidi come l’acqua, e vuoti come lo spazio.

-Morihei Ueshiba-

(植芝盛平 1883-1969)

Fondatore dell’Aikido

LE QUALITÀ DEL NOSTRO MONDO
LE QUALITÀ DEL NOSTRO MONDO

Intervista a Valentina Ferranti: “l’antropologia è un antidoto al transumanesimo”

di Giulia Bertotto

27 Febbraio 2024

«L’uomo è un mistero. Un mistero che bisogna risolvere, e se trascorrerai tutta la vita cercando di risolverlo, non dire che hai perso tempo; io studio questo mistero perché voglio essere un uomo». Un giovane Fëdor Dostoevskij al fratello Michail

Valentina Ferranti è un’antropologa, saggista, articolista. “Si occupa di mitologia e simboli legati alle antiche civiltà, ma nelle sue ricerche antropologiche si interessa anche del mondo contemporaneo. Scrive per diverse riviste che si occupano di tradizioni sacre e di attualità. L’amore per la fantascienza e in particolare per il genere distopico arriva per caso, mediato da un approccio che vede in questo tipo di narrazione uno sguardo quasi profetico sull’uomo e il mondo a venire”.

“L’antropologia è la disciplina che studia l’essere umano, considerato sia come soggetto o individuo, sia come membro di comunità. L’antropologia fisica, che si è andata distinguendo nettamente dall’antropologia culturale solo alla fine del XIX secolo, è quel settore delle scienze biologiche che studia l’uomo dal punto di vista naturalistico (come appartenente a un particolare gruppo zoologico, la specie Homo sapiens, dell’ordine dei Primati), prendendone in esame i caratteri fisici, variabili in relazione all’ambiente, all’eredità, all’età, al sesso, ai tipi costituzionali e razziali, alla distribuzione geografica, alle diverse epoche”[1]. Da essa si sono poi sviluppate l’antropologia culturale e sociale.

La nostra società è in mutamento rapidissimo, il piano tecnologico, medico e scientifico e quello delle idee, delle convinzioni, dei valori, registrano una fusione mai vista. “L’elettronica e l’antropologia: lontane parenti che la recente modernità ha avvicinato fino a unirle in matrimonio”, ha detto lo scrittore inglese Ian McEwan. Abbiamo cercato di vedere i nostri tempi con lo sguardo antropologico della dottoressa Ferranti, per riflettere ancora su questo mistero che è l’uomo.

Se l’antropologia cerca di indagare la sfuggente natura umana il transumanesimo dichiara di volerla potenziare. Come risponde il suo modo di essere antropologa di fronte al transumanesimo galoppante che appunto sembra puntare a stravolgere ontologicamente l’uomo come lo abbiamo conosciamo.

Il transumanesimo è la morte dell’essere umano perché implica la globalizzazione del suo corpo e del pensiero. L’antropologia è esattamente il contrario, elabora il contesto in cui un essere umano si esprime culturalmente e socialmente e lo valorizza nelle sue specificità. Potremmo dire che l’antropologia è in qualche modo anche un antidoto al transumanesimo. Il transumanesimo frana verso un progresso che porta all’abisso e all’oblio mentre l’antropologia tende a conservare le memorie dell’uomo sulla terra. L’antropologo, nello studiare l’uomo, preserva le forme culturali, linguistiche, l’etimologia delle parole, mentre il mondo transumano tende anche all’appiattimento del linguaggio e all’omologazione della terminologia che deve essere gender fluid e politicamente corretta.

Il progetto di trasformazione antropologica oggi si legittima con l’ideologia LGBT (che distinguiamo dal rispetto dovuto ad ogni persona di ogni orientamento sessuale), con le promesse dell’intelligenza artificiale e le attrattive della realtà aumentata…intanto Elon Musk dice di aver impiantato un chip nel sistema nervoso di un essere umano.

Il gender è un falso antropologico, non esiste: ci sono le categorie biologiche di maschio e femmina, non c’è alterazione o trasformazione di questo dato biologico e naturale che coincide con il dato divino e quindi con il sentire religioso. La nostra cultura ha reso inconsistenti e fluidi i rituali di passaggio che consegnavano la bimba e il bimbo alla vita adulta cioè sessuata e sessuale e che ne sanciva il passaggio ai ruoli sociali annessi. Durante i riti di passaggio/iniziazione, il bambino veniva allontanato dal gruppo di appartenenza e in seguito viveva una fase liminale in cui doveva mettersi alla prova (isolamento, dimostrazioni di coraggio, acquisizione di un potere specifico etc.), una prova per costituirsi adulto e tornare nel gruppo di appartenenza come uomo socialmente attivo. Per le bambine, data l’evidenza del passaggio dal mondo asessuato a quello di donna fertile, i rituali erano meno ‘evidenti’. In alcuni gruppi vi era un allontanamento dal clan per riunirsi con altre donne adulte ed apprendere i misteri del mondo femminile.

I Simboli vengono associati alle società arcaiche e animiste, cosiddette primitive ma oggi viviamo in una società di simboli anche sul web. Pensiamo al Metaverso e al simbolo dell’infinito…

I simboli sono archetipi universali che poi ogni cultura declina nel modo a lei proprio e peculiare. Il simbolo nel suo segno estetico è una sorta di scrigno che viene aperto e al suo interno si trova un significato. Il simbolo è un fossile culturale che va al di là del tempo e nonostante la nostra contemporaneità non ne scorga il senso, continuano ad agire. La nostra società è inconsapevolmente simbolica, non conosce il vero significato dei simboli che mostra e utilizza nella comunicazione. Noi adoperiamo segni ma non siamo coscienti del loro significato se non in modo inconscio. Il simbolo ha perso di forza anche se ancora può comunicare. Prendiamo l’illuminazione del periodo natalizio: anche le lucine sono simboli, stanno a significare la luce che vince le tenebre. In tutte le culture quando c’è una crisi, momento di buio connesso alle ciclicità stagionali prioritariamente, si usa illuminare con dei fuochi. Illuminare per esorcizzare il pericolo delle tenebre e propiziare la luce nel momento spiritualmente più pericoloso dell’anno. Lo facciamo anche quando accendiamo una candela per la preghiera in un momento di preoccupazione. In qualche modo oggi nella nostra società secolarizzata ‘viviamo passivamente’ il simbolo, lo viviamo in maniera meccanica e non viva.

Come antropologa potrebbe affermare che il nostro paese sta vivendo un’epoca di patriarcato barbaro?

Il nostro paese non è patriarcale e non è matriarcale e non lo dico in maniera ideologica, ma contestualizzando la figura femminile e quella maschile nella nostra società. Non ci sono, tra l’altro, degli assoluti ma va analizzato sempre e comunque il contesto. Viviamo in una dittatura patriarcale? Ricorderei che hai vertici della UE vi è una donna e questo è solo un esempio che possiamo fare tra i tanti.  

In un’intervista ha dichiarato che il cristianesimo è luce dell’Occidente e dell’Oriente. Può dire di più su questa affermazione?

La nostra religione nel suo senso originario è meravigliosa e rivalutarla è anche un’arma di lotta alla globalizzazione. Ci sembra più affasciante il buddhismo giapponese o altri culti esotici di straordinaria bellezza, tuttavia non dobbiamo trascurare o svilire le nostre radici e la sapienza dei grandi mistici cristiani che hanno insegnamenti preziosi da darci. Nel loro modo peculiare possono donarci saggezze universali. Anche per quanto riguarda il femminile, pensiamo alla Vergine Maria, la Theotokos, madre di Dio, quale ruolo importantissimo per la salvezza. Rappresenta il femminile materno, è il simbolo della mediazione tra terra ossia la procreazione mortale e il cielo, ovvero l’immortalità. Il femmineo è il corridoio sacro, svilito da decenni di desacralizzazione della donna e dell’esistenza.


Cosa significa in termini antropologici quello che sta succedendo in Medio Oriente, ossia il tentativo di cancellazione fisica, culturale e psicologica del popolo palestinese da parte di Israele?

Si tratta di un crimine sul piano etico, storico e antropologico. Nell’ antica terra di Caanan si sta giocando una drammatica partita che riguarda l’equilibrio del mondo. Il fatto di affermare che non è mai esistito un popolo palestinese -si sta arrivando a dire questo- è la prova del tentativo di cancellazione totale di questo popolo antichissimo. Questo avviene attraverso la manipolazione dell’opinione pubblica. I media, stanno minimizzando ciò che sta accadendo a Gaza e di riflesso in Cisgiordania poiché antepongono i fatti dello scorso secolo, al tempo presente.

Quella israeliana è una composizione sociale unica, si tratta di una popolazione compatta dal punto di vista religioso ma non di quello delle origini, le quali non sono condivise. Una sorta di mosaico i cui tasselli sono uniti dalla fede e dalla paura della persecuzione ma non dà un senso di coesione etnica.

La storia del popolo ebraico è affascinante e nel contempo difficile da narrare. Un popolo che ha vissuto la diaspora, la distruzione del tempio… Il tempio di Gerusalemme è la casa di Dio. Salomone, figlio di Re Davide, ha costruito materialmente il primo maestoso tempio, seguendo gli ordini di un angelo. Il padre Davide, non poteva erigerlo poiché aveva le mani sporche di sangue in quanto militare. La maestosa costruzione fu distrutta per mano dei babilonesi nel 587 a.C. Il secondo tempio, dopo la liberazione del popolo ebraico da parte di Ciro re dei Persiani e dei Medi, dalla cattività babilonese, fu ricostruito da un discendente di Re Davide, Zorobabele e ampliato/abbellito da Erode. Anche questo luogo sacro venne distrutto. Fu Tito nel 70 d.C. l’artefice di quest’altro affronto per il popolo ebraico. Il Muro del Pianto è ciò che rimane del secondo tempio. Adesso si sta parlando della ricostruzione del Terzo Tempio, e del ritorno in questa presunta terra promessa, degli ebrei della diaspora. Anche qui vediamo dei simboli: nel 2017 Donald Trump ha spostato l’ambasciata americana da Tel Aviv, centro della vita diplomatica, a Gerusalemme, cuore della vita spirituale e città tre volte santa in quanto luogo sacro per le tre religioni monoteiste. Anche Javier Milei, l’anarcocapitalista, recatosi a Gerusalemme per pregare di fronte al Muro del Pianto, ha inneggiato alla ricostruzione del Terzo Tempio, ricostruzione che, secondo le Scritture e alcune profezie, comporterà la distruzione della Cupola della Roccia e della Moschea di al-Aqsa, tra i luoghi più sacri per la tradizione islamica.

Inoltre secondo molti rabbini la vera patria è quella spirituale e la nazione temporale sarebbe in contraddizione con lo stato metafisico dell’ebreo errante sulla terra. È un tema complesso che richiede di conciliare istanze metafisiche ed esigenze terrene; e che nessuno affermi che ci sia un popolo che non ha diritto ad un suolo di pace.

La religione israelita è strettamente legata al concetto di sangue e di terra, non a caso la linea ereditaria si trasmette per parte di madre ed è una religione fortemente nazionalistica, non ha vocazione universalistica; chiama tutti gli ebrei del mondo in Israele ma il criterio non è l’appartenenza al genere umano, è il sangue. La religione ebraica è una religione territoriale che convive con questi slanci metafisici come quelli di questi illuminati rabbini. Quando parliamo di religione ebraica dobbiamo ricordare che ci sono innumerevoli varianti, così come quando si parla di quella cristiana. Pensiamo ai cristiani dispensazionalisti, cioè sionisti, una delle lobby più influenti in America. Si tratta del 20% della popolazione, quindi circa cinquanta milioni di persone che votano i repubblicani. Queste persone spingono per la ricostruzione del Terzo Tempio e quindi per il ritorno di tutti gli ebrei della diaspora a Gerusalemme perché secondo le loro profezie quando questo avverrà loro saliranno direttamente al cielo e gli ebrei avranno definitivamente la loro terra.

[1] La definizione è dell’enciclopedia Treccani

Tratto da: L’Antidiplomatico

c
Intervista a Valentina Ferranti: “l’antropologia è un antidoto al transumanesimo”

NE’ CELESTE NE’ TERRENO

a cura dell’associazione internazionale SOL COSMICUS

Anniversario del 24 febbraio 1463: nascita di Pico della Mirandola, umanista e filosofo neoplatonico italiano. Il brano in figura è tratto da “Oratio de hominis dignitate”. Di Pico della Mirandola è rimasta letteralmente proverbiale la prodigiosa memoria: si dice conoscesse a mente numerose opere su cui si fondava la sua vasta cultura enciclopedica, e che sapesse recitare la Divina Commedia al contrario, partendo dall’ultimo verso, impresa che pare gli riuscisse con qualunque poema appena terminato di leggere. Oggi è ancora in uso attribuire l’appellativo “Pico della Mirandola” a chiunque sia dotato di ottima memoria.

NE' CELESTE NE' TERRENO
NE’ CELESTE NE’ TERRENO

L’ALTRA AMERICA: l’anima profonda degli Stati Uniti

Videoconferenza del canale YouTube FRATRIA ALTOTIBERINA, trasmessa online in live streaming il giorno 24 feb 2024.

Intervista a Federico Franzin, modera Augusto Bianconi.

L’altra America: l’anima profonda degli Stati Uniti, dall’identità sudista al fenomeno Trump.

L’ALTRA AMERICA: l’anima profonda degli Stati Uniti
L'ALTRA AMERICA: l'anima profonda degli Stati Uniti
L’ALTRA AMERICA: l’anima profonda degli Stati Uniti

Germania: la perdita di gas russo accelera la deindustrializzazione

a cura della Redazione

27/02/2024

La Germania come superpotenza industriale “sta giungendo al termine” poiché la perdita del gas naturale russo a buon mercato nel mezzo della crisi ucraina, ha inferto un “colpo finale” ai produttori che stavano già lottando per rimanere competitivi in ​​termini di costi.

La produzione industriale in Germania è in calo dal 2017 e la spirale discendente si è accelerata da quando le importazioni di gas russo sono state interrotte nel 2022 per punire Mosca per il conflitto in Ucraina. Le fabbriche secolari stanno chiudendo e altre aziende stanno spostando le linee di produzione in Paesi con costi inferiori.

“Non c’è molta speranza, se devo essere onesto”, ha dichiarato al quotidiano Stefan Klebert, amministratore delegato del produttore di macchinari GEA Group AG, aggiungendo: “Non sono davvero sicuro che riusciremo a fermare questa tendenza. Molte cose dovrebbero cambiare molto rapidamente”.
Un sondaggio condotto lo scorso settembre dalla Federazione delle industrie tedesche ha mostrato che le preoccupazioni sulla sicurezza energetica e sui costi energetici sono la ragione principale per spostare gli investimenti all’estero. I produttori chimici sono stati tra i più colpiti dalla perdita di gas russo. BASF SE, il più grande produttore chimico europeo, e Lanxess AG stanno tagliando migliaia di posti di lavoro.

Il produttore francese di pneumatici Michelin e il rivale statunitense Goodyear stanno chiudendo o ridimensionando i loro stabilimenti tedeschi. Maria Rottger, responsabile regionale della Michelin, ha dichiarato a Bloomberg che i costi sono troppo alti perché gli esportatori tedeschi possano prosperare.
“Nonostante la motivazione dei nostri dipendenti, siamo arrivati ​​al punto in cui non possiamo esportare pneumatici per autocarri dalla Germania a prezzi competitivi. Se la Germania non riesce ad esportare in modo competitivo nel contesto internazionale, il Paese perde uno dei suoi maggiori punti di forza”, ha aggiunto Rottger.

Germania e pressioni Usa

Il ministro delle Finanze tedesco, Christian Lindner, ha riconosciuto la crisi in una conferenza di Bloomberg all’inizio di questo mese. “Non siamo più competitivi. Stiamo diventando più poveri perché non abbiamo crescita. Restiamo indietro”, ha dichiarato.

L’economia tedesca si è contratta nel quarto trimestre dello scorso anno. Uno studio condotto dalla società di consulenza Alvarez & Marsal ha rilevato che il 15% delle aziende tedesche sono in “distress”, ovvero hanno bilanci deboli. Il tasso di sofferenza della Germania è aumentato rispetto al livello dello scorso anno del 9% ed è il più alto in Europa, ha affermato l’azienda.

Il presidente russo, Vladimir Putin, ha affermato a dicembre che le nazioni occidentali stanno “facendo i buffoni” cercando il collasso della Russia, a scapito del proprio popolo, piuttosto che servire i propri interessi attraverso la cooperazione economica. Ha accusato i leader tedeschi di danneggiare stupidamente la propria economia sotto la pressione degli Stati Uniti e di accettare silenziosamente i bombardamenti sugli oleodotti Nord Stream, di cui ha attribuito la colpa alla Cia.

Bloomberg ha affermato che anche i produttori tedeschi sono stati danneggiati dalle infrastrutture fatiscenti, dall’invecchiamento della forza lavoro, dalla burocrazia, dall’indebolimento del sistema educativo e dalla crescente concorrenza da parte della Cina.

“Non bisogna essere pessimisti per dire che quello che stiamo facendo in questo momento non sarà sufficiente”, ha dichiarato Volker Treier, capo del commercio estero presso le Camere di commercio e dell’industria tedesche, aggiungendo: ” La velocità del cambiamento strutturale è vertiginosa”.

Tratto da: Il Faro sul Mondo

Germania: la perdita di gas russo accelera la deindustrializzazione
Germania: la perdita di gas russo accelera la deindustrializzazione

COME SI MANIPOLA LA NOTIZIA

Videoconferenza del canale YouTube CASA DEL SOLE, trasmessa online in live streaming il 27 febbraio 2024.

Teoria e prassi della manipolazione mediatica. Come viene presentata e manipolata una notizia? Come viene percepita dal pubblico dei media dominanti?
Ne parliamo con Valentina Ferranti, antropologa, scrittrice, insegnante. Intervista a cura di Jeff Hoffman

È oggi, più che mai, necessario un nuovo uomo. Per uscire dal buio e restare lucidi insieme, aiutaci a divulgare consapevolezza.

COME SI MANIPOLA LA NOTIZIA
COME SI MANIPOLA LA NOTIZIA
COME SI MANIPOLA LA NOTIZIA

COMPIERE IL PROPRIO DHARMA

a cura di Marco Maculotti

« È molto meglio compiere il proprio Dharma, anche se macchiato da difetti, che compiere il Dharma altrui, anche se perfettamente. È infatti preferibile morire nell’adempimento del proprio Dharma piuttosto che seguire il sentiero altrui, che sarebbe [per noi] foriero di pericoli. »

Bhagavadgītā III, 35

« È preferibile adempiere al proprio Dharma, anche se in modo imperfetto, che compiere il Dharma di un altro, anche se in modo perfetto. Compiendo i propri doveri innati, una persona non incorre nel peccato. »

Bhagavadgītā XVIII, 47

COMPIERE IL PROPRIO DHARMA
COMPIERE IL PROPRIO DHARMA

Iran: una rivoluzione nel sistema sanitario

a cura della Redazione

26/02/2024

Iran – Dopo la vittoria della Rivoluzione Islamica nel 1979, sono stati apportati miglioramenti in diversi campi, soprattutto nel sistema sanitario, che ha registrato una notevole crescita sia in termini di quantità che di qualità.

Ottenimento del primo posto nella produzione farmaceutica nella regione, produzione del 99% dei farmaci necessari, compresi farmaci biotecnologici per il mercato interno, autosufficienza nella produzione di vaccini, eradicazione della poliomielite e di altre malattie contagiose e copertura vaccinale dal 30 al 100% sono tra le conquiste scientifiche nel campo della medicina.

Inoltre, aumento del numero di ospedali e centri medici; crescita del numero di medici, specialisti sanitari e università di scienze mediche; miglioramento delle attrezzature mediche e dei prodotti farmaceutici; l’aumento dell’aspettativa di vita e la riduzione del tasso di mortalità tra madri e bambini sono altri aspetti dei risultati ottenuti dalla Rivoluzione Islamica in campo sanitario e medico.

Aspettativa di vita

Secondo il rapporto del Programma di sviluppo delle Nazioni Unite, l’indice della speranza di vita alla nascita è aumentato da 49,5 anni nel 1960 a 51,5 anni nel 1978. Tuttavia, il rapporto della Banca mondiale mostra che dopo la Rivoluzione Islamica, la speranza di vita totale degli iraniani è aumentato di 25 anni arrivando a superare i 76 anni attuali.

I progressi nelle scienze mediche e nel sistema sanitario in Iran hanno ridotto enormemente il numero di decessi causati da malattie infettive. Nel Paese sono diminuiti anche i problemi legati al parto.

Il maggiore accesso a migliori servizi sanitari in Iran ha determinato un cambiamento nel modello e nella comparsa delle malattie che di per sé ha influenzato il numero di decessi per malattie infettive.

Secondo le statistiche, l’indice di mortalità in Iran, da 13 morti ogni mille nascite nel periodo 1970-1978, è sceso a cinque persone oggi. Inoltre, la riduzione del tasso di mortalità infantile negli ultimi quattro decenni è stata significativa, passando da 13mila a 18 decessi attuali.

Ospedali e centri medici in Iran

Ora, la copertura dell’assistenza sanitaria di base per le popolazioni rurali e urbane è del 100%. L’obiettivo di creare un sistema di rete di cure mediche con oltre 18mila case sanitarie e 10mila centri sanitari, come modello globale, è stato raggiunto.

La distribuzione degli ospedali e dei servizi sanitari nelle diverse parti del Paese è stata effettuata in linea con la giustizia sanitaria. Nel 1978 solo il 37% delle città disponeva di ospedali, mentre oggi la percentuale raggiunge più del 95% delle città.

Aziende basate sulla conoscenza che producono farmaci

Prima della Rivoluzione Islamica, nel Paese esistevano circa 50 aziende che producevano apparecchiature mediche. Le materie prime venivano esportate per essere assemblate in Iran. Ciononostante queste aziende sono riuscite a soddisfare solo il 3% del fabbisogno nazionale. Attualmente sono attive circa 600 aziende produttrici di apparecchiature mediche.

Oggi circa il 99% dei medicinali forniti al mercato interno sono prodotti da aziende iraniane. I produttori di apparecchiature mediche nel Paese producono e forniscono oltre 10mila tipi di apparecchiature mediche ai mercati nazionali ed esteri. Ora, varie apparecchiature da laboratorio vengono prodotte a prezzi molto inferiori rispetto agli stessi prodotti stranieri.

Le aziende iraniane sono riuscite a produrre farmaci ricombinanti che vengono utilizzati principalmente per il trattamento di malattie difficili da trattare come il cancro, la sclerosi multipla, l’emofilia e le malattie virali.

Iran, un Paese autosufficiente

Sviluppo di un sistema basato sull’intelligenza artificiale (AI) in grado di rilevare il cancro al seno con una precisione del 94%, produzione di nuovi farmaci per l’ipertensione polmonare, disturbi della coagulazione, farmaci chemioterapici e produzione di farmaci antitumorali denominati SinaDoxosome, utilizzati in tutti i tipi di cancro addominale, la levofloxacina, utilizzata per il trattamento di malattie infettive, il paclitaxel, per il trattamento di vari tumori ai polmoni, alla pelle, alle ovaie e al seno, la doxorubicina, il papillomavirus umano (HPV) e l’”ibrutinib”, utilizzato per trattare vari tumori del sangue, hanno posto l’Iran tra i principali produttori di farmaci al mondo.

Farmaci come “Cetrorlix Acetate”, usato per il trattamento dell’infertilità, farmaci per pazienti con SM (chiamati Synvox), pazienti speciali (chiamati Interferone Beta, Gamma e Alfa) e pazienti con epatite C (chiamati interferone pegilato) sono altri esempi degli ampi sforzi dei ricercatori iraniani.

Secondo l’Unione iraniana dei produttori ed esportatori di apparecchiature mediche, ogni anno vengono esportate apparecchiature mediche per un valore di circa 20 milioni di dollari in più di 60 Paesi. Oltre il 70% delle attrezzature mediche e il 100% dei normali letti ospedalieri sono di produzione nazionale.

Inoltre, oltre il 95% dei letti specifici delle unità di terapia intensiva e oltre l’85% delle apparecchiature mediche della sala operatoria, come le macchine per l’anestesia e altre apparecchiature, sono prodotte in Iran con tecnologie all’avanguardia.

Iniziative sanitarie

La prima fase della campagna è iniziata nel novembre 2023 con l’obiettivo di ridurre i decessi causati da malattie non trasmissibili. Più di 44 milioni di persone hanno finora preso parte alla campagna sanitaria nazionale con l’obiettivo di essere sottoposte a screening per l’ipertensione e il diabete.

Delle persone sottoposte a screening, 10 milioni sono stati identificati con probabile ipertensione e tre milioni con probabile diabete. La seconda fase della campagna nazionale per promuovere una dieta sana incentrata sui benefici del sale iodato e dei latticini è iniziata il 21 gennaio a livello nazionale.

Poiché il diabete e l’ipertensione sono le cause principali delle malattie non trasmissibili e sono direttamente influenzate dalla dieta, la seconda fase della campagna sanitaria nazionale si concentra sulle diete sane.

La terza fase della campagna darà priorità alla salute orale e dentale, alle malattie trasmissibili e non trasmissibili. Si concentrerà inoltre sulla formazione e sulla promozione della salute, della salute mentale, della salute sul posto di lavoro e sul miglioramento della nutrizione per la popolazione di età inferiore ai 18 anni.

Programmi di ricerca sanitaria

Conducendo programmi di ricerca sanitaria in conformità con il Programma del medico di famiglia sarà possibile chiarire perché alcune malattie, in particolare il cancro, o perché specifici problemi di salute ambientale sono più comuni in una regione rispetto ad altre.

Attraverso l’attuazione del Programma per i Medici di Famiglia, i decisori nazionali e le autorità mediche riceveranno le informazioni necessarie per una gestione sanitaria efficace. Pertanto, nei prossimi due anni, dobbiamo compiere passi avanti verso l’attuazione del Programma per i Medici di Famiglia.

Il programma per i medici di famiglia è stato avviato nel 2005, rivolto a quasi 25milioni di cittadini residenti nelle aree rurali, ed è stato sperimentato in due province di Fars e Mazandaran.

Esami periodici e monitoraggio dello stato di salute delle persone, accesso facile e 24 ore su 24 ai servizi di base e alle cure primarie e visite frequenti dai medici sono le caratteristiche del medico di famiglia.

Secondo il Programma dei medici di famiglia, un medico e un’ostetrica offrono servizi nelle zone rurali, ogni 3.300 abitanti dei villaggi ha un medico e nei villaggi c’è un’ostetrica ogni 5.200 persone.

L’implementazione del programma del medico di famiglia nelle aree urbane è iniziata nel giugno 2012 nelle province di Fars e Mazandaran. La riduzione delle spese vive è stato un effetto e un vantaggio importante del programma dei medici di famiglia urbani. Un totale di 20.263.501 persone sono state coperte dal Programma per i medici di famiglia, che costituisce il 40% della popolazione target nelle città.

Tratto da: Il Faro sul Mondo

Iran: una rivoluzione nel sistema sanitario
Iran: una rivoluzione nel sistema sanitario