IL FALUN GONG

a cura di Vincenzo Di Maio

Il Falun Gong, noto anche come Falun Dafa, è una disciplina spirituale cinese che prevede la meditazione, semplici esercizi di qigong e un insegnamento basato sui principi di Verità, Compassione e Tolleranza (真 善 忍, Zhēn Shàn Rěn).

La pratica enfatizza la moralità e la coltivazione della virtù e si presenta come una pratica di coltivazione della scuola buddista. Attraverso la pratica degli esercizi e cercando di conformarsi ai principi della Falun Dafa nella loro vita quotidiana, i praticanti aspirano ad essere persone migliori, a mantenersi in buona salute e in ultimo all’illuminazione spirituale.

Il Falun Gong è stato insegnato pubblicamente per la prima volta nel Nordest della Cina nel 1992 da Li Hongzhi. Nel corso degli anni novanta si è diffuso ampiamente in Cina con il passaparola, per via degli ottimi risultati ottenuti nel migliorare la salute fisica e per la risonanza spirituale del suo insegnamento. Inizialmente ha goduto di un considerevole sostegno da parte delle autorità cinesi, in quanto pratica di qigong benefica per la salute e per la moralità dei cittadini.

Tuttavia a partire dal 1996 il Partito Comunista e le agenzie di sicurezza hanno progressivamente visto il Falun Gong come una potenziale minaccia per la sua popolarità, la sua indipendenza dallo stato e per i suoi insegnamenti spirituali, mostrando una crescente ostilità. Ciononostante nel 1998, il Ministero dello Sport cinese stimava che circa 70 milioni di cinesi lo praticassero.

Il 20 luglio 1999, Jiang Zemin, allora leader del Partito Comunista Cinese, ha lanciato una repressione a livello nazionale e un’estesa campagna di propaganda con l’obiettivo di screditare e sradicare la pratica. Associazioni dei diritti umani riferiscono che, nel corso di questa persecuzione ancora oggi in corso, i praticanti del Falun Gong in Cina sono stati soggetti a un’ampia gamma di abusi per mano delle autorità cinesi, che includono arresti e detenzioni illegali, lavori forzati, abusi psichiatrici, torture e ad altri metodi coercitivi di riforma del pensiero. Dal 2006 indagini indipendenti hanno rivelato che i praticanti del Falun Gong, insieme ad altri detenuti di coscienza, sono utilizzati come “banca vivente” di donatori per i trapianti d’organo, gestiti e diretti dallo Stato.

Insegnato al di fuori dalla Cina fin dagli anni novanta, il Falun Gong ha avuto una considerevole diffusione in tutto il mondo ed è oggi praticato in più di 70 paesi. In Cina alcune fonti stimano che decine di milioni continuino a praticare nonostante la persecuzione. Nel Falun Gong non esistono iscrizioni, gerarchie o rituali. Gli esercizi possono essere praticati da soli o in gruppo e spesso vengono praticati e insegnati nei parchi, in maniera libera e gratuita. Gli insegnamenti sono disponibili su internet nel sito della Falun Dafa.

Gruppi legati al Falun Gong sono attivi anche negli Stati Uniti e in altri paesi occidentali, dove hanno suscitato un certo clamore per le loro posizioni politiche controverse, in particolare dopo le elezioni presidenziali americane del 2016. Tuttavia, il sito portavoce ha chiarito che il Falun Gong in sé non ha alcuna associazione politica, anzi, il fondatore Li Hongzhi ha ripetutamente esortato i praticanti a non partecipare alla politica. Senza dubbio, ogni praticante ha le sue idee politiche personali, diverse a seconda della preferenza di ognuno.

Al Falun Gong è legato anche il The Epoch Times, una testata online vicina all’estrema destra nota per aver sostenuto molteplici teorie non appartenenti al main stream, tra cui cui quelle del gruppo di estrema destra QAnon, e per aver esposto dei dubbi sulla sicurezza e sull’efficacia dei vaccini, nonché per aver sostenuto la presidenza di Donald Trump. Tuttavia, se si guarda le risoluzioni del Congresso degli Stati Uniti che sostengono il Falun Gong e denunciano la persecuzione in Cina (ce ne sono state cinque in totale), la lista dei sostenitori è bi-partisan (cioè sostenuta sia dai repubblicani che dai democratici).

Secondo altre fonti indipendenti inoltre The Epoch Times è tendente a destra con posizioni equilibrate vicine al centro. Lo stesso giornale ha chiarito più volte che non rappresenta il Falun Gong – sebbene all’interno ci lavorino anche persone che nel loro quotidiano praticano la disciplina – ma è stato il primo giornale a denunciare la persecuzione del regime cinese nei confronti del Falun Gong, perché tra i suoi fondatori ci sono alcuni praticanti fuggiti dalla Cina negli Usa.

Tratto da: Wikipedia Italia

Per approfondimenti: FALUN DAFA ITALIA

IL FALUN GONG
IL FALUN GONG

L’ISTINTO ARCONTICO DI SUPERIORITA’

di Mike Plato

Non semplicemente credo, ma SONO CERTISSIMO CHE, ALLA BASE di certi comportamenti predatori, LE PROSPETTIVE DI GUADAGNO VALGONO SOLO IL 20% della motivazione a PREVARICARE. Il restante 80% è ISTINTO ARCONTICO DI SUPERIORITA’ che si manifesta nell’umano. Quel che vedete come UMANI CHE PREVARICANO SU ALTRI UMANI non è altro che gli ARCONTI CHE USANO GLI UMANI PER RIBADIRE LA LORO DOMINANZA e SUPERIORITA SULL’INTERO GENERE UMANO.

Quel che voglio dire è semplicemente che il dominio arcontico non si esprime solo nella prevaricazione degli umani prevaricati, ma paradossalmente soprattutto nella possessione totale degli umani prevaricatori….

QUESTA è LA VERITA

L'ISTINTO ARCONTICO DI SUPERIORITA'
L’ISTINTO ARCONTICO DI SUPERIORITA’

BUDDHISMO E ISLAM

a cura di Giuseppe Aiello

Qualcosa di simile alla dottrina buddista si può dire di tutti i Messaggeri e Profeti.

In effetti, la natura ultima di Muhammad è il Reale o Dio (al-haqq), in linea con ciò che disse di se stesso: “Chi ha visto me, ha visto Dio (al-haqq)”. Voleva dire che, sul primo piano terreno, la sua forma era un riflesso dell’Essenza trascendente, che è il Dharmakaya del Profeta.

Più avanti arriva la sua natura trans-storica e spirituale come il Logos, quello a cui si riferiva quando disse: “Ero un profeta quando Adamo era tra l’acqua e l’argilla”. Questo è il Sambhogakaya del Profeta.

E infine c’è il Nirmanakaya del Profeta, la sua forma storica o umana come Profeta Arabo.

– Victor Danner, La tradizione islamica

BUDDHISMO E ISLAM
BUDDHISMO E ISLAM

LA FORZA NELL’UNIVERSO DI GUERRE STELLARI

di Mike Plato

Il concetto di Forza è assai confusionario nell’universo di STAR WARS….Anche nella prima ANTICA trilogia, si trasmette l’idea che la FORZA sia un campo di energia, una sorta di CAMPO CHI, che crea e tiene unite tutte le cose, cui il Jedi attinge per i suoi poteri e che controlla solo per difesa. Questo in L’IMPERO COLPISCE ANCORA (istruzione di Joda a Luke su Dagobah). Ma già in UNA NUOVA SPERANZA, nel finale, Darth Vader, il padre di Luke, dice di Luke: LA FORZA è GRANDE IN QUEST’UOMO, facendo intendere che sia una Energia Spirituale che uno ha o non ha o ha a diversi gradi. Nella seconda trilogia, si introduce il concetto dei MIDICHLORIAN, una forma di vita intelligente e microscopica che vive in simbiosi dentro le cellule di tutte le cose viventi. Quando sono presenti in numero sufficiente, possono consentire alla loro simbiosi di percepire il diffuso campo energetico conosciuto anche come Forza. Il numero di Midi-chlorian è collegato al potenziale nella Forza, cioè in sostanza un soggetto è tanto più potente e attinge a tanta più FORZA quanti più midichlorian possiede. Ergo, il concetto di FORZA appare avere una forte componente interiore, seppur in connessione con il campo di Forza mistica universale, un pò come nella tradizione solo chi ha la scintilla divina può restaurare il corpo di luce e riconnettersi col divino. Lo jedi quindi non è semplicemente un mistico che sa manipolare il campo di Forza come fanno i REIKI MASTERS (sempre che lo facciano), ma è più da una parte un PRANA MASTER, perchè attinge da se stesso, e dall’altra è un POTENTE PSIONICO, la parola chiave del futuro di questo mondo.

LA FORZA NELL'UNIVERSO DI GUERRE STELLARI
LA FORZA NELL’UNIVERSO DI GUERRE STELLARI

IL RELIGIOSO IL MISTICO E IL MAGO

di Adam Luz

“Il Religioso, il Mistico e il Mago rappresentano tre categorie di persone che si interessano di Spiritualità, ma in modi diversi:
Il Religioso segue una Religione ovvero una Dottrina Essoterica. Egli quindi crede ad un Dio esteriore a se stesso, il quale lo ha creato e gli ha imposto dei comandamenti da rispettare.
Il Mistico è colui che, pur seguendo ancora una Religione, se ne è in parte distanziato poiché è giunto ad un livello superiore e quindi ha trasceso la Religione stessa. Il Mistico non vede più un Dio esterno e distante da sé ma lo sente più vicino al suo cuore e quindi raggiungibile direttamente, senza bisogno di intermediari.
Il Mago è colui che tramite lo studio dell’Esoterismo ha acquisito una visione chiara delle Leggi del Mondo dell’Invisibile. Il suo scopo è quello di realizzare in sé le forze spirituali. Non concepisce più Dio come esterno, ma come un suo riflesso”.

Tratto da Il Segreto della Pineale di Adam Luz

IL RELIGIOSO IL MISTICO E IL MAGO
IL RELIGIOSO IL MISTICO E IL MAGO

Asse della Resistenza e nuova strategia israeliana

a cura della Redazione

05/01/2024

“Qualsiasi assassinio sul suolo libanese contro un libanese, siriano, iraniano o palestinese riceverà una risposta decisiva. Non lo tollereremo e non permetteremo che il Libano diventi un nuovo campo di sterminio per Israele”

Asse della Resistenza – In un potente discorso tenuto a Beirut il 28 agosto 2023, Sayyed Hassan Nasrallah, leader del movimento Hezbollah in Libano, ha affermato: “Qualsiasi assassinio sul suolo libanese contro un libanese, siriano, iraniano o palestinese riceverà una risposta decisiva. Non lo tollereremo e non permetteremo che il Libano diventi un nuovo campo di sterminio per Israele”.

Esattamente quattro mesi dopo, una massiccia esplosione ha colpito la periferia meridionale di Beirut. La notizia di questa esplosione ha fatto rapidamente notizia nella regione. La causa: un attacco di droni israeliani ha assassinato il vice leader politico di Hamas, Saleh al-Arouri. Il Movimento di Resistenza Islamico Palestinese, Hamas, ha confermato ufficialmente il martirio di Saleh al-Arouri e di altri due comandanti durante l’attacco sionista.

Chi era al-Arouri?

Saleh Mohammad Suleiman al-Arouri (Abu Mohammad) è stato uno dei leader politici e militari del movimento di Resistenza palestinese, servendo come vice capo dell’ufficio politico di Hamas, con un ruolo nella creazione dell’ala militare di Hamas, il Brigate Al-Qassam, in Cisgiordania. Trascorse 15 anni nelle carceri del regime sionista, poi fu esiliato dalla Palestina e visse in Libano. Al-Arouri si è unito al movimento Hamas nel 1987 ed è diventato membro dell’ufficio politico di Hamas nel 2010.

Saleh al-Arouri era una figura di spicco delle Brigate Al-Qassam e, dopo anni di prigionia dal 1992 al 2011, è stato rilasciato nel famoso scambio “Gilad Shalit” – noto anche come Wafa al-Ahrar – insieme a molti altri leader palestinesi, tra cui Yahya Sinwar, dalle carceri del regime sionista. Ottima conoscenza dell’ebraico, ha rapidamente scalato i ranghi della leadership di Hamas, ricoprendo il ruolo di capo dell’ufficio di Hamas in Siria, Turchia e Qatar, e in seguito assumendo responsabilità in Libano.

Ha guidato le operazioni di Hamas dal Libano, suscitando crescenti preoccupazioni all’interno dell’apparato di sicurezza israeliano. Secondo il quotidiano israeliano Haaretz, il regime di Tel Aviv avrebbe rintracciato al-Arouri dal 2015. Prima che la guerra iniziasse il 7 ottobre a Gaza, il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu aveva minacciato di ucciderlo. Anche gli Stati Uniti avevano etichettato al-Arouri come un “terrorista globale” nel 2015 e avevano emesso una ricompensa di cinque milioni di dollari per qualsiasi informazione su di lui.

Nuova strategia israeliana

L’assassinio di al-Arouri è significativo per vari motivi. Si tratta del secondo omicidio mirato da parte di Israele dopo l’operazione “Al Aqsa Storm”, subito dopo l’assassinio di Seyyed Razi Mousavi, un alto funzionario della Forza Quds dell’IRGC in Siria. Ciò indica il tentativo di Israele di riconquistare le diminuite capacità di deterrenza, intelligence e militare dopo gli attacchi di Hamas del 7 ottobre.

Seyyed Razi Mousavi, uno dei comandanti della Forza Quds dell’IRGC, era incaricato di fornire supporto logistico all’Asse della Resistenza in Siria. D’altra parte, al-Arouri fungeva da collegamento tra Hamas, Jihad Islamico, Hezbollah e le forze siriane e iraniane. Gli omicidi mirati di questi due funzionari di alto rango, uno a Damasco e l’altro a Beirut, insieme al tentativo di eliminare membri chiave dell’Asse della Resistenza, suggeriscono uno spostamento nell’approccio di Israele da una strategia militare a una basata sull’intelligence. 

Asse della Resistenza e omicidi mirati

Queste recenti operazioni potrebbero segnalare l’inizio di una serie di omicidi mirati contro i leader della Resistenza, compresi quelli di Hezbollah e Hamas. D’altro canto, l’assassinio di martedì è coinciso con i negoziati indiretti per il cessate il fuoco tra gruppi israeliani e palestinesi, segnalando che il principale organismo politico e militare di Tel Aviv non ha alcuna volontà di porre fine alla guerra. 

Inoltre, come ammettono i sostenitori di Tel Aviv, Netanyahu e l’esercito del regime israeliano non sono riusciti a raggiungere gli obiettivi dichiarati nella Striscia di Gaza, compresa l’eliminazione di Hamas. Il regime parla di un cambiamento nella sua strategia nella guerra di Gaza, sostenendo che l’esercito si sta preparando per un cambiamento di strategia militare nella Striscia di Gaza, con l’intenzione di indirizzarlo verso un’operazione a lungo termine.

Considerata la ferma posizione di Sayyed Hassan Nasrallah, menzionato all’inizio di questo articolo, e di altri leader della Resistenza, ci si aspetta che Hezbollah e Hamas forniscano una risposta decisiva ai recenti omicidi di Israele per contrastare quella che il regime percepisce come una transizione da una strategia militare ad una strategia di assassinio, togliendo l’iniziativa a Israele prima di assistere a simili omicidi mirati in altre capitali dell’Asse della Resistenza. 

Tratto da: Il Faro sul Mondo

Asse della Resistenza e nuova strategia israeliana
Asse della Resistenza e nuova strategia israeliana

Vescovo iraniano: “Attacchi di Kerman mostrano la paura dell’arroganza globale nei confronti di Soleimani”

a cura della Redazione

05/01/2024

Il vescovo Krikor Chiftjian, prelato della diocesi delle province iraniane dell’Azarbaijan orientale e dell’Azarbaijan occidentale, ha condannato gli attacchi terroristici a Kerman, affermando che sono indicativi della paura dell’arroganza globale nei confronti del “martire Soleimani”.

Chiftjian ha rilasciato una dichiarazione giovedì, un giorno dopo che 84 persone sono state uccise in due esplosioni che hanno devastato una strada che porta al cimitero di Kerman, dove le persone si erano radunate per commemorare il quarto anniversario dell’assassinio del massimo generale iraniano Qassem Soleimani.

Il vescovo ha affermato che l’attacco terroristico è stato certamente effettuato con il sostegno dell’arroganza globale e ha coinciso con l’operazione Tempesta di Al-Aqsa condotta da palestinesi. Questa operazione – continua il vescovo – è stata condotta dai palestinesi grazie agli insegnamenti di Soleimani. Ciò, ha aggiunto, dimostra che i poteri arroganti hanno più paura del “martire Soleimani” che del “generale Soleimani”, poiché l’atto terroristico è stato compiuto durante la sua cerimonia di commemorazione.

Chiftjian ha espresso le sue condoglianze alle famiglie delle vittime e ha augurato la guarigione ai feriti il ​​cui numero, secondo il Ministero della Sanità iraniano, ha superato le 280 unità.

Sempre giovedì, l’Associazione degli Assiri di Urmia e delle zone vicine ha rilasciato una dichiarazione in cui ha espresso profondo rammarico e ha condannato gli “atroci attacchi terroristici a Kerman”.

Tratto da: Il Faro sul Mondo

Vescovo iraniano: “Attacchi di Kerman mostrano la paura dell’arroganza globale nei confronti di Soleimani”
Vescovo iraniano: “Attacchi di Kerman mostrano la paura dell’arroganza globale nei confronti di Soleimani”