Henry Kissinger: scompare a 100 anni colui che ha la responsabilità di milioni di morti in tutto il mondo

di Rossella Fidanza

Chi mi segue da tempo sa quanto rispetto io abbia della morte ma la notizia della dipartita di Henry Kissinger mi impone di ricordare i crimini che ha commesso in vita: sono i milioni di morti che ha causato a meritare rispetto.

Henry Kissinger: scompare a 100 anni colui che ha la responsabilità di milioni di morti in tutto il mondo
Henry Kissinger: scompare a 100 anni colui che ha la responsabilità di milioni di morti in tutto il mondo

Nel corso della sua vita Kissinger è stato responsabile di alcune delle peggiori atrocità della storia del mondo, questo è un dato di fatto ed è l’eredità che lascia e che abbiamo il dovere di condividere. Proprio non me la sento di unirmi alle voci ipocrite che da stamani riempiranno i nostri media per raccontarci “la grandezza” di questo “diplomatico”. Occorre avere il coraggio di chiamarlo con il nome che si merita: criminale.

Nel riprendere tutte le colpe di cui si è macchiato Kissinger, vorrei cominciare dalle parole tranchant del compianto chef Anthony Bourdain: “Una volta che sei stato in Cambogia, non smetterai mai di voler picchiare Henry Kissinger a morte a mani nude. Non sarai mai più in grado di aprire un giornale e leggere di quel pezzo di merda traditore, prevaricatore e assassino che si siede per una bella chiacchierata con Charlie Rose o partecipa a un evento in abito da sera per una nuova rivista patinata senza soffocare. Assisti a ciò che Henry ha fatto in Cambogia – i frutti del suo genio statista – e non capirai mai perché non è seduto sul banco degli imputati dell’Aja accanto a Milosevic

La rivista trimestrale Jacobin alla notizia della sua morte ha twittato: “Un necrologio non sarebbe mai stato sufficiente, quindi abbiamo scritto un libro e… abbiamo aspettato.” Già, perchè qualche anno fa scrissero un necrologio lungo un libro, “Il bene muore giovane” e ne commissionarono 5.000 copie e le lasciarono lì, pronte per celebrare la sua fine terrena.

In questo momento immagino i dubbi dei più giovani, che magari in televisione o nelle scuole sentirà parlare di Kissinger come di una delle figure più importanti degli ultimi cento anni, e non comprenderà perchè alla notizia della sua morte, ad esempio, la sua città di residenza, New York, si è immediatamente popolata di persone che hanno festeggiato la notizia.

E così, di getto, in modo estremamente sintetico e sicuramente con qualche imprecisione (magari approfondiremo l’argomento nella prossima puntata con Mr. Poffo), voglio ripercorrere tutte le tappe di questa carriera che il mainstream esalta ma che davvero avrebbe meritato un posto sul banco degli imputati a L’Aja.

Una breve biografia

Fino al 1968, Kissinger era stato un repubblicano di Nelson Rockefeller, anche se era stato consigliere del Dipartimento di Stato nell’amministrazione Johnson. Secondo i giornalisti Marvin e Bernard Kalb, Kissinger rimase sbalordito dalla sconfitta di Richard Nixon contro Rockefeller alle primarie. “Pianse”, hanno scritto. Kissinger riteneva che Nixon fosse “il più pericoloso, tra tutti gli uomini in corsa, da avere come Presidente”.

Kissinger però si riprese immediatamente e aprì un canale secondario con l’amministrazione Nixon, utilizzando i suoi contatti con l’amministrazione Johnson per far trapelare informazioni sui colloqui di pace con il Vietnam del Nord. Mentre ancora ricopriva la carica di professore ad Harvard, trattò direttamente con il consigliere di politica estera di Nixon, Richard V. Allen, che in un’intervista rilasciata al Miller Center dell’Università della Virginia affermò che Kissinger, “di sua iniziativa”, si offrì di passare informazioni che aveva ricevuto da un assistente che partecipava ai colloqui di pace. Allen ha descritto come Kissinger agisse in modo molto occulto, chiamandolo da telefoni pubblici e parlando in tedesco per riferire ciò che era accaduto durante i colloqui.

Attraverso intercettazioni telefoniche e telematiche, il presidente Johnson venne a sapere che la campagna di Nixon diceva ai sudvietnamiti “di resistere fino a dopo le elezioni”. Se la Casa Bianca avesse reso pubblica questa informazione, l’indignazione avrebbe potuto far passare le elezioni a Humphrey. Ma Johnson esitò. “Questo è tradimento”, disse, come riportato nell’eccellente Chasing Shadows di Ken Hughes: The Nixon Tapes, the Chennault Affair, and the Origins of Watergate. “Sconvolgerebbe il mondo”. Johnson rimase in silenzio. Nixon vinse. La guerra continuò.

Kissinger, che era stato nominato consigliere per la sicurezza nazionale, consigliò a Nixon di ordinare il bombardamento della Cambogia per spingere Hanoi a tornare al tavolo dei negoziati. Il bombardamento della Cambogia (un Paese con cui gli Stati Uniti non erano in guerra), che avrebbe poi distrutto il Paese e portato all’ascesa dei Khmer Rossi, era illegale. Quindi doveva essere fatto in segreto. La pressione per mantenere il segreto diffuse la paranoia all’interno dell’amministrazione, portando Kissinger e Nixon a chiedere a J. Edgar Hoover di mettere sotto controllo i telefoni dei funzionari dell’amministrazione. La fuga di notizie sui Pentagon Papers di Daniel Ellsberg gettò Kissinger nel panico. Egli temeva che, avendo Ellsberg accesso ai documenti, potesse anche sapere cosa stesse facendo Kissinger in Cambogia.

Seymour Hersh, Bob Woodward e Carl Bernstein hanno tutti scritto storie che incolpano Kissinger per la prima serie di intercettazioni illegali messe in atto dalla Casa Bianca nella primavera del 1969 per mantenere il segreto sull’attentato in Cambogia.

Oggi sappiamo molto di più sugli altri crimini di Kissinger, sulle immense sofferenze che ha causato durante i suoi anni di incarico pubblico, scrive Popoff quotidiano in occasione dei 100 anni di Kissinger. “Ha dato il via libera a colpi di stato e ha permesso genocidi. Ha detto ai dittatori di uccidere e torturare in fretta, ha svenduto i curdi e ha gestito l’operazione sbagliata di rapimento del generale cileno René Schneider (nella speranza di ostacolare l’insediamento del presidente Salvador Allende), che ha portato all’omicidio di Schneider. La sua svolta post-Vietnam verso il Medio Oriente ha lasciato quella regione nel caos, ponendo le basi per le crisi che continuano ad affliggere l’umanità.”

Sappiamo poco, continuano i giornalisti citati, di ciò che è avvenuto in seguito, durante i suoi quattro decenni di lavoro con la Kissinger Associates. La “lista dei clienti” dell’azienda è uno dei documenti più ricercati a Washington almeno dal 1989, quando il senatore Jesse Helms chiese senza successo di vederla prima di prendere in considerazione la conferma di Lawrence Eagleburger (un protetto di Kissinger e un dipendente della Kissinger Associates) come vice segretario di Stato. In seguito, Kissinger si dimise da presidente della Commissione sull’11 settembre piuttosto che consegnare l’elenco per una revisione pubblica.

La Kissinger Associates è stata una delle prime protagoniste dell’ondata di privatizzazioni che ha avuto luogo dopo la fine della Guerra Fredda nell’ex Unione Sovietica, nell’Europa dell’Est e in America Latina, contribuendo a creare una nuova classe oligarchica internazionale. Kissinger aveva sfruttato i contatti avuti come funzionario pubblico per fondare una delle aziende più redditizie del mondo. Poi, sfuggito al Watergate, ha usato la sua reputazione di saggio di politica estera per influenzare il dibattito pubblico, a vantaggio, possiamo supporre, dei suoi clienti. Kissinger è stato un entusiasta sostenitore di entrambe le Guerre del Golfo e ha lavorato a stretto contatto con il Presidente Clinton per far passare il NAFTA al Congresso.

L’azienda ha anche fatto affari con le politiche messe in atto da Kissinger. Nel 1975, in qualità di Segretario di Stato, Kissinger aiutò la Union Carbide a creare il suo impianto chimico a Bhopal, collaborando con il governo indiano e ottenendo fondi dagli Stati Uniti. Dopo il disastro della fuoriuscita di sostanze chimiche dall’impianto nel 1984, la Kissinger Associates ha rappresentato la Union Carbide, mediando un misero accordo extragiudiziale per le vittime della fuoriuscita, che ha causato quasi 4.000 morti sul colpo e ha esposto un altro mezzo milione di persone ai gas tossici.

Qualche anno fa, la donazione dei documenti pubblici di Kissinger a Yale è stata accolta con grande clamore. Ma non sapremo mai la maggior parte di ciò che la sua azienda ha fatto in Russia, Cina, India, Medio Oriente e altrove. Porterà con sé questi segreti ora che se ne è andato.

Henry Kissinger é arrivato a 90 anni con centinaia di accuse, ma senza essere stato portato in tribunale per crimini di guerra, contro l’umanitá e genocidio, come voleva il giornalista Christopher Hitchens. Questo perché l’ex Segretario di Stato nell’amministrazione del presidente Richard Nixon, non solo fece la storia degli anni ’70, ma da furbo, l’ha pure riscritta a suo favore con una serie di libri. Appena fuori dalle alte sfere del potere, ha sfornato 3 libri autobiografici  e ben 9 altri per spiegare il suo punto di vista e giustificare le sue azioni “discutibili.” L’ironia della sorte é che, nel 1973, gli fu perfino conferito il Premio Nobel per la Pace assieme al leader vietnamita Le Duc Tho, il quale peró lo rifiutó per non essere associato a Kissinger. Al conferimento del Nobel, il comico e musicista americano Tom Leherer osservó che “Kissinger ha reso la satira politica obsoleta”.

Le sue maggiori “opere diplomatiche”

Dirottamento e fallimento (per favorire Nixon) dei negoziati di pace fra l’allora presidente Lyndon Johnson ed il Vietnam (1967).
La campagna di bombardamenti in Laos e Cambogia e la conseguente guerra civile (1970).
La Guerra India-Pakistan (1971).
Lo scandalo di Watergate (1972).
La Guerra di Yom Kippur (1973).
L’aiuto fornito a Saddam Hussein nel massacro dei curdi (1973).
Il golpe militare in Cile e l’assassinio di Salvador Allende (1973).
L’operazione Condor nel 1974 (omicidio di oppositori politici rifugiati all’estero).
Annessione di Timor Est (1975).
La copertura del regime apartheid sudafricano nel destabilizzare l’Angola (1975).
Il golpe militare in Argentina che portó Jorge Videla a capo della junta nel 1976 (poi morí in carcere dove scontava la pena per crimini contro l’umanitá).
L’omicidio di Aldo Moro nel 1978 (in base alla testimonianza della vedova di Moro rilasciata nel 1982).

Sotto Nixon, Kissinger supervisionò il massacro di milioni di persone in Vietnam, Cambogia e Laos dal 1969 al 1973. Kissinger fu la mente dietro i bombardamenti a tappeto della Cambogia, che presero deliberatamente di mira i civili, approvando personalmente TUTTI i 3.875 bombardamenti avvenuti in Cambogia.

Più di 7,5 milioni di tonnellate di bombe furono sganciate su Vietnam, Laos e Cambogia, il doppio della quantità sganciata su Europa e Asia durante l’intera Seconda Guerra Mondiale. Ad oggi, il Laos rimane il paese più bombardato nella storia del mondo.

Henry Kissinger ordinò di bombardare “Tutto ciò che si muove e tutto ciò che vola in Cambogia”. Solo in Cambogia furono uccisi dai 50.000 ai 150.000 civili a causa dei bombardamenti. Genocidio.

In Cile, Kissinger giocò un ruolo chiave nell’orchestrare il colpo di stato del 1973, sostenuto dagli Stati Uniti, che rovesciò il governo socialista di Salvador Allende e insediò il fascista Augusto Pinochet.

Il brutale regime di Pinochet uccise migliaia di persone e ne sottopose altre decine di migliaia a torture durante i suoi 16 anni di regno. L’Estadio Nacional de Chile venne utilizzato come campo di concentramento dopo il colpo di stato.

Kissinger aiutò il dittatore pakistano Yahya Khan, contro la guerra di liberazione del Bangladesh del 1971, consentendo il massacro di massa di circa 300.000-3 milioni di persone.

Kissinger autorizzò e armò Suharto, il dittatore fascista indonesiano, nella sua invasione genocida di Timor Est nel 1975. Questa campagna portò alla morte di oltre 200.000 timoresi attraverso massacri e fame forzata.

Nel 1976, Kissinger diede la sua pre-approvazione alla giunta militare di destra argentina per la sua sporca guerra contro gli oppositori, che portò al brutale omicidio, tortura e scomparsa di oltre 30.000 persone.

L’attività di Kissinger ha avuto gravissime ripercussioni anche in Italia.

Kissinger incontrò Aldo Moro a Washington il 25 settembre 1974.

L’allora ministro degli Esteri italiano stava lavorando all’ingresso nella maggioranza di governo del partito comunista di Enrico Berlinguer. Dopo un breve colloquio, il segretario di stato congedò Moro con un invito raggelante: “O lei smette di fare queste cose o la pagherà cara, molto cara”. La profezia poi si avverò, ma a Kissinger né la magistratura né il Parlamento italiani hanno mai potuto fare una domanda.

Aldo Moro rivelò nel suo memoriale una direttiva di Henry Kissinger che prevedeva, scavalcandolo, la frequentazione sistematica dell’Ambasciata USA per le nuove leve della DC e che prefigurava un’Italia internazionale che parlasse inglese…(1978)

Aldo Moro aveva scoperto che la rete di Kissinger al Dipartimento di Stato USA stava tentando di coinvolgerlo nello scandalo Lockheed diffondendo fakenews ai media italiani, tramite i diplomatici. infatti Il giorno della strage 16 marzo 1978, Repubblica uscì con questo titolo:

Potete riascoltare lo storico intervento di Aldo Moro sullo scandalo Lockheed pronunciato durante il dibattito parlamentare del 77 a difesa del ruolo della Dc a questo link https://www.radioradicale.it/scheda/289638/lo-scandalo-lockheed-e-lo-storico-intervento-di-aldo-moro-pronunciato-durante-il

Il default USA, le elezioni in Turchia e Henry Kissinger

Pillola blu o Ross? (ep. 26): incontri con Mr. Poffo. Il default USA, le elezioni in Turchia e Henry Kissinger

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Gli Stati Uniti di Kissinger ebbero anche un ruolo documentato nella strategia della tensione in Italia, come emerso dai “Kissinger cables” rilasciati da Wikileaks, nei quali si evidenzia senza dubbio alcuno il ruolo di Kissinger per vece degli USA.

Kissinger giocò un ruolo fondamentale anche nella creazione del Club Bilderberg, della Commissione Trilaterale, del CFR.

Nel 2014, Henry Kissinger scrisse un articolo per il WaPo sull’Ucraina:

“L’Occidente deve capire che per la Russia l’Ucraina non potrà mai essere solo un Paese straniero. La storia russa è iniziata in quella che era chiamata Kiev-Rus. La religione russa si è diffusa da lì. L’Ucraina è stata parte della Russia per secoli”. Sottolinea che l’Ucraina è divisa tra “l’ovest in gran parte cattolico” e “parlante ucraino” e “l’est in gran parte russo-ortodosso” e “parlante russo”.

Di conseguenza, “qualsiasi tentativo da parte di un’ala dell’Ucraina di dominare l’altra porterebbe alla guerra civile o alla disgregazione”. Questa divisione significa che “trattare l’Ucraina come parte di un confronto tra Est e Ovest significherebbe affossare per decenni qualsiasi prospettiva di portare la Russia e l’Occidente – soprattutto la Russia e l’Europa – in un sistema internazionale cooperativo”. Consiglia quindi quanto segue: “Una saggia politica statunitense nei confronti dell’Ucraina cercherebbe un modo per far sì che le due parti del Paese cooperino tra loro. Dovremmo cercare la riconciliazione, non il dominio di una fazione”.

Fatto sta che la situazione in Ucraina la conosciamo tutti benissimo, sappiamo come e perchè è stata scatenata, e ancora una volta le parole scritte potrebbero servire semplicemente a restituire una parvenza di non ingerenza nella questione.

Ho sicuramente dimenticato molto altro, ad esempio i rapporti tra Kissinger ed Israele, ma credo che quello che ho ricordato sia sufficiente per inquadrare il personaggio.

Rispetto per la morte in sè sempre, la consapevolezza dei crimini di guerra di Henry Kissinger è però imprescindibile.

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Tratto da: Rossella Fidanza BLOG

Gaza, eliminare la Resistenza è solo un’illusione

a cura di Raissa Tabakova

La realtà è che non si tornerà a prima del 7 ottobre; gli americani sono consapevoli che Gaza è una bomba a orologeria e che continuare ad assediare la Striscia porterà inevitabilmente ad un intensificarsi della Resistenza.

30/11/2023

All’incontro dei ministri degli Esteri del G7 all’inizio di questo mese, il segretario di Stato americano Antony Blinken ha illustrato la visione americana per Gaza dopo l’attuale confronto. Ha dichiarato: “Non dovrebbe esserci uso di Gaza come piattaforma per il terrorismo. Nessuna rioccupazione di Gaza dopo la fine del conflitto. Nessun tentativo di bloccare o assediare Gaza. Nessuna riduzione nel territorio di Gaza. Nessun trasferimento forzato dei palestinesi da Gaza, né adesso, né dopo la guerra”. 

La realtà è che non si tornerà a prima del 7 ottobre; gli americani sono consapevoli che Gaza è una bomba a orologeria e che continuare ad assediare la Striscia porterà inevitabilmente ad un intensificarsi della Resistenza.

L’ipocrita “soluzione a due Stati”

Blinken ha chiarito che l’unica soluzione a lungo termine per sottomettere la Resistenza di Gaza è avviare il processo pratico di una soluzione a due Stati. Avendo in mente una leadership favorevole all’Occidente, ha affermato: “Non appena possibile, il risultato più auspicabile è un passaggio verso una leadership palestinese amante della pace”. Si tratta di una completa battuta d’arresto rispetto all’era degli Accordi di Abraham di qualche anno fa, quando Trump mediava l’“Accordo del secolo”, che cercava di risolvere la questione palestinese attraverso la corruzione che coinvolgeva i governi arabi.

Questa posizione contrasta con quella dell’entità occupante israeliana, che non può ritirarsi psicologicamente dall’era degli Accordi di Abramo. I funzionari della sicurezza ed i politici del regime hanno discusso approfonditamente della rioccupazione di Gaza e dell’istituzione di un controllo di sicurezza completo. La loro visione è quella di liberarsi completamente di Gaza, sia che ciò implichi lo spostamento della popolazione nel Sinai o la trasformazione in rifugiati globali. A coloro che a Gaza sono fuggiti nel sud viene impedito di tornare alle loro case nel nord, poiché l’entità di occupazione desidera ammassarli in un unico luogo per trovare la loro “soluzione finale”. Tuttavia, ciò si basa sull’illusione che la Resistenza di Gaza possa essere distrutta militarmente.

Gaza rappresenta per Israele una guerra di sopravvivenza

Israele è disposto a sacrificare i suoi soldati perché considera questa una guerra di sopravvivenza, nella quale la coesistenza con la Resistenza di Gaza che cerca di sradicare è impossibile. Tuttavia, data la densità della popolazione di Gaza, la praticità dello sfollamento, l’indignazione internazionale nei confronti dell’entità occupante, la forza d’animo degli abitanti di Gaza e la Resistenza, tutte queste soluzioni sono costruite su illusioni. 

Se l’entità di occupazione israeliana avesse il potere, rifiuterebbe ogni altra soluzione, sia quella dei “due Stati” sia quella del consolidamento della presenza dell’Autorità Palestinese a Gaza. La mentalità coloniale è espansionistica nella sua essenza e non ci si aspetta altro da lei, poiché apprezza la fame e l’umiliazione dei palestinesi relegati ad “animali umani”.

Indebolire la Resistenza di Gaza

L’obiettivo americano tuttavia è diverso da quello dell’entità occupante israeliana; si tratta di indebolire la Resistenza di Gaza come prerequisito per introdurre soluzioni politiche poiché considera la Resistenza un ostacolo alla soluzione della questione palestinese. È per questo motivo che l’America combatte questa guerra per conto dell’entità occupante, attraverso i suoi 5mila soldati sul terreno e la Delta Force in missioni speciali di salvataggio, oltre a ritardare qualsiasi cessate il fuoco.

Tuttavia, dal 7 ottobre, l’entità di occupazione israeliana non è stata in grado di raggiungere alcun obiettivo militare sul terreno. Di fatto, attraverso l’uccisione indiscriminata di donne e bambini palestinesi, hanno suscitato veementi critiche e condanne all’establishment americano a causa della consapevolezza globale e della mobilitazione di massa per porre fine a questa guerra. È per questo motivo che l’amministrazione Biden ha fornito all’entità israeliana la posizione dei gruppi umanitari per prevenire attacchi contro le loro strutture, poiché non sono in grado di salvare la faccia. Tuttavia, l’entità di occupazione israeliana salva la faccia con la sua popolazione di coloni proprio attraverso un maggiore spargimento di sangue!

La debolezza d’Israele non è funzionale agli obiettivi strategici dell’Occidente

Il ritiro americano dalla regione avvenne nel contesto di un riuscito accordo di normalizzazione tra l’entità di occupazione e i Paesi arabi, che avrebbe consentito a questi ultimi di operare sotto la protezione dell’entità di occupazione e creare stabilità per gli interessi americani nella regione. Tuttavia, la prova della debolezza dell’entità è il ritorno più forte dell’America nella regione e il consolidamento della sua presenza diretta, dato che l’entità di occupazione israeliana non è sufficiente a proteggere gli interessi occidentali. Per questo motivo, nove aerei cargo militari provenienti da vari Paesi sono atterrati all’aeroporto di Beirut, trasportando armi e attrezzature militari.

Ora ci sono due possibilità per andare avanti: se la Resistenza di Gaza viene indebolita militarmente, il confronto si espanderà fino a includere l’intero Asse della Resistenza. Tuttavia, se l’America continua a concedere il via libera alla guerra e la Resistenza di Gaza non viene indebolita, ciò indebolirà ulteriormente la posizione occidentale nella regione. Inoltre, l’America non è disposta a porre fine alla guerra in questo momento, poiché ciò simboleggerebbe una forte vittoria per la Resistenza palestinese che è attualmente in una posizione forte, poiché il passaggio di potere del 7 ottobre non è stato invertito da alcuna vittoria militare israeliana. Pertanto, è probabile che il cessate il fuoco entrerà in vigore una volta che gli americani non avranno più speranza di ottenere nulla e non avranno altra scelta che accettare la coesistenza e l’adattamento con l’Asse della Resistenza.

L’obiettivo è far apparire la Resistenza di Gaza come un ostacolo alla “pace”

La situazione nel complesso si sta muovendo verso una riduzione dell’escalation, il cui primo passo è l’attuale tregua di 4+2 giorni, dopo di che è probabile che la guerra continui nello stesso modo, poiché Israele desidera salvare la faccia. Tuttavia, la sua intensità diminuirà gradualmente, dopodiché è probabile che ci saranno ulteriori negoziati e una tregua più ampia. È probabile che questo periodo transitorio si protragga per diversi mesi durante i quali la situazione rimarrà instabile, come l’attuale esperienza nel sud del Libano. È anche probabile che un cessate il fuoco entrerà in vigore senza aver eliminato la Resistenza e ciò sarà dovuto al fallimento dell’entità di occupazione.

La realtà è che è l’America a condurre questa guerra per conto dell’entità occupante, che non può sopravvivere senza il sostegno americano, quindi il piano americano andrà avanti. Tuttavia, ciò non significa che avrà successo. Il piano cerca di trovare un sostituto alla Resistenza di Gaza attraverso negoziati, probabilmente mediati da Turchia e Qatar, tra l’Autorità Palestinese e la Resistenza di Gaza, oltre che tra l’Autorità Palestinese e i Paesi arabi. Potrebbero cercare di tenere elezioni a Gaza con un volto più amichevole nei confronti di Abbas che attualmente rappresenta l’Autorità Palestinese, in modo tale che la Resistenza venga lasciata senza autorità. Cisgiordania docet.

L’obiettivo è far apparire la Resistenza di Gaza come un ostacolo alla “pace” proposta attraverso la soluzione dei “due Stati”. Si tratta di un tentativo di manipolare l’opinione pubblica in questa direzione. Tuttavia, anche se questa pressione indebolisse tecnicamente la Resistenza di Gaza, non ridurrà lo spirito della Resistenza. L’Asse della Resistenza sul terreno è forte e pronto a fornire tutto il supporto logistico a qualsiasi gruppo palestinese che cerchi di lottare per ottenere la piena liberazione delle proprie terre.

Tratto da: Il Faro sul Mondo

Gaza, eliminare la Resistenza è solo un’illusione
Gaza, eliminare la Resistenza è solo un’illusione

LA VIA INFERNALE

di Dario Chioli

La via infernale fu chiamata in tanti modi, in particolar modo goezìa (γοητεία, in latino gŏētīa), che vale in pratica quanto “magia nera”.

Chi la pratica è il γόης (góēs), così chiamato perché emette voci lamentose (γοάω, goáō), forse d’oltretomba, nella possessione, come succede ai medium.

La goezìa usa rituali perversi per evocare potenze demoniache e trarre da esse vantaggio.

Dev’essere chiaro ad ogni modo che non porta alcun vantaggio a lungo termine, e che dedicarvisi compromette il destino dell’anima.

Ha due princìpi chiave: chiudere le porte del cielo e aprire le porte dell’inferno.

Questi due princìpi ovviamente non sono mai presentati come tali, soprattutto in una fase iniziale…

Per chiudere le porte del cielo, a parte tutte le stupidaggini cerimoniali che servono solo ad illudere e suggestionare (in questo senso, tanto quanto la ritualità cerimoniale agiscono le droghe, l’alcol, l’iperossigenazione operata da certe lunghe invocazioni da pronunciarsi ad alta voce in modi particolari, la commistione col sesso), necessità fondamentale è impedire l’accesso nell’anima alle forze angeliche.

E questo lo si ottiene soltanto mediante un costante stato di impurità.

Perciò vi è chi si dà a pratiche disgustose (alcuni stregoni indiani, a detta di Sudhir Kakar, si cospargono di escrementi, tanto per fare un esempio) e chi più semplicemente, ed efficacemente, compie dei crimini. Il crimine infatti, se deliberato ed in assenza di pentimento, chiude davvero le porte del cielo.

Come le varie società a delinquere costringono il nuovo adepto al delitto per comprometterlo ed essere pertanto sicure della sua fedeltà, così l’ispirazione satanica cerca di compromettere l’uomo sul piano etico inducendo in lui la disperazione di mai più potere redimersi (ovviamente questa disperazione è infondata, ma ciò nonostante al mago nero, che ispirato dai demoni ha impostato su di essa la propria vita, pare insormontabile).

Ma la goezìa non può funzionare (ovvero il mago nero non può averne vantaggi) se non si aprono le porte dell’inferno.

Se è infatti vero che le potenze demoniache non possono manifestarsi o comunque avere potere in presenza di quelle angeliche, una volta che le porte del cielo siano chiuse e l’uomo compromesso per propria libera scelta nella via dell’autodistruzione spirituale, allora in corrispondenza delle porte che erano in precedenza aperte al cielo appaiono e si dispongono guardiani demoniaci, che assumono pieno potere nella nostra anima, ne assorbono le luci e le conferiscono per durate più o meno brevi alcuni benefici, assecondandone i desideri più materiali.

Si potrebbe dire che al posto degli angeli delle sette Virtù (Fede, Speranza, Carità, Prudenza, Giustizia, Fortezza, Temperanza) si dispongono i demoni dei sette Vizi (Superbia, Avidità, Ira, Invidia, Lussuria, Gola e Accidia) che per meglio impadronirsi dell’anima la coinvolgono nel proprio mondo e le fanno sperimentare la vastità delle proprie desolazioni.

L’anima entra e si sperde in paesi incantati dal male, vere e proprie psicosi, ma nello stato di obnubilamento in cui si trova ne prova piacere. In lei non si manifesta più la volontà reale, che ha costretto al silenzio, ma la volontà derivante dai demoni dei Vizi capitali.

La differenza del mago nero rispetto al pazzo è solo che quest’ultimo non rappresenta alcun potere, mentre il mago nero si fa tramite del potere dei demoni. Di suo non ha nulla, anzi ha perso anche quello che aveva, la sua situazione è dunque assai peggiore di quella del pazzo, ma essendo tutt’uno coi demoni ne sperimenta la natura come cosa propria.

Finché dura. Perché una volta esaurita la sua luce e la sua vita, è probabile che di lui non rimanga molto, e certo nulla di gradevole.

* * *

Questa via infernale va accuratamente distinta dalla pratica sciamanica, che si basa sui rapporti con il mondo intermedio per intenti curativi sia fisici che psichici ma non ha alcun intento maligno.

La pratica sciamanica, dove sussiste, si tramanda per strane vie, con ispirazioni di sogno o tramite malattie, in alcuni casi per cooptazione, ma in nessun modo può ottenersi semplicemente con rituali o invocazioni. Non è una via accessibile a volontà.

In casi di decadenza può tuttavia succedere che le due cose vadano a fondersi. È quel che forse almeno in parte è successo al Voodoo quando ha dato origine al Hoodoo…

LA VIA INFERNALE
LA VIA INFERNALE

TRASFORMARSI IN UN ALTRO ESSERE

a cura di Ottava di Bingen

“Ogni atto produce una causa e questa è seguita da un effetto che reagisce su colui che ha indotto la causa, sia che tale effetto sia esperibile in questa vita sia in un’altra.
Per sfuggire all’effetto della causa che è stata creata, il creatore di essa deve cercare di trasformarsi in un altro essere…”
(F.Hartmann)

“Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua.
Perché chi vuole salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia, la troverà.”
(Matteo 16:24-25.)

“Perciò sospiriamo in questo nostro stato, desiderosi di rivestirci del nostro corpo celeste: a condizione però di esser trovati già vestiti, non nudi. In realtà quanti siamo in questo corpo, sospiriamo come sotto un peso, non volendo venire spogliati ma sopravvestiti, perché ciò che è mortale venga assorbito dalla vita. È Dio che ci ha fatti per questo e ci ha dato la caparra dello Spirito.”
(2Corinzi 5,2-5)

TRASFORMARSI IN UN ALTRO ESSERE
TRASFORMARSI IN UN ALTRO ESSERE

I PORTATORI DI LUCE SCAVANO IN SE’

di Chiara Rovigatti

In giro ci sono esseri portatori di Luce: sono pochissimi, e loro non sanno di esserlo, anzi scavano tantissimo in loro stessi alla sua ricerca per ravvivarla.

Compito improbo, perchè privo di qualsiasi certezza: è la giusta punizione per uno sgarro antico altrimenti imperdonabile.

I PORTATORI DI LUCE SCAVANO IN SE'
I PORTATORI DI LUCE SCAVANO IN SE’

IL DESTINO DELLA TERRA E’ GIA’ SEGNATO

di Iside Suberati

Però i VERI RISVEGLIATI saranno pronti e preparati. Le emozioni che circolano maggiormente ora sul pianeta sono quelle di rabbia, egoismo, odio, paura e disperazione.

Lo vediamo tutti i giorni.

C’è da “pulirsi”, proteggersi, attraverso un lavoro quotidiano meticoloso.

Non lasciare che queste emozioni​ distruttive ti abbattino e ti drenino.

Mantieni viva la percezione di ciò che SEI.

Man mano che si avanza le Coscienze di VERA LUCE desidererànno stare sempre di più con coloro che hanno Energie affini.

Ma sarà il silenzio il grande rivelatore.

Non temere, la solitudine ti guiderà e sarà tua fedele alleata.

È in atto una selezione ulteriore tra Coscienze Pure e finte coscienze che dicono di essere pure.

In molti si saranno resi conto che non si incastrano​ più in questa realtà virtuale.

Altri proprio non tollerano più questa Energia.

Altri agiscono da disturbatori e fanno il doppio gioco per confondere e provocare.

L’ obiettivo rimane il drenaggio emozionale!

La selezione sarà spietata ma necessaria. Ci sarà del dolore da gestire e lasciar andare.

Altri ancora non possono più stare vicini a chi ha molta energia oscura come i robot/ demoni ( Coscienze ARTIFICIALI).

Coloro che non rispondono all’ AMORE non sono tuoi amici…

e con molta probabilità sono artificiali mascherati. Non confondere Amore con sesso, fisicità o amore/ vincolo emozionale.

Noi tutti veri sappiamo cos’è il VERO AMORE DIVINO.

Sono sicura che a volte lo avete sperimentato…lo avete riconosciuto, e sono sicura avete incontrato persone che hanno risposto al vero Amore e altre no.

C’è talmente poco vero Amore nel mondo di oggi che l’ oscurità ha preso il sopravvento e domina praticamente indisturbata.

Più ti proteggi, più sei limpido, più riconoscerai questa nuova energia PURA come un torrente di montagna.

Sarai al di sopra del giudizio e dell’ identificazione.

Non ti disperare in tutta questa frammentazione sociale, religiosa, politica, geografica, climatica, finanziaria, di mente, di relazioni, di famiglia.. e oltre.. una frammentazione solare e galattica che culminerà in una frammentazione UNIVERSALE.

Questo​ processo non si può arrestare. Tutte le strutture fisiche devono SPARIRE. GLI oscuri già non saranno capaci di occultare la VERITÀ con le loro bugie.

Tutti vedremo cosa hanno fatto.

Stiamo vedendo oggi l’ evidenza della loro codardia, inganno, ipocrisia e manipolazione.

Loro sono così, è la loro natura, non cambieranno mai.

C’è sempre​ meno Energia​ per sostenere l’ impero del MALE così che COLLASSERÀ su se stesso.

Anche se il mondo è stato messo in quarantena ( non si entra e non si esce..) c’è qualcosa che può sfuggire al loro controllo e oppressione, ed è la tua libertà interiore. È sapere chi SEI.

Una dimensione crolla sopra se stessa se non ha “contenuto” gli stessi​ lacci che mantengono le particelle atomiche e subatomiche unite, così che si dissolveranno e la materia si frammentera’ e sarà trasmutata. Nulla rimarrà.

Già non esisterà tempo e spazio e le dimensioni e tutte le sue sub dimensioni di questa falsa creazione ​finiranno di esistere.

Tutti coloro che possono vedere SAPRANNO CHI È CHI VICINO AL FINALE. SAPRETE CHI È UN DEMONE , CHI UN ROBOT, CHI È ETERNO E CHI NON LO È.

Sviluppate la pace l’ armonia e il SILENZIO INTERIORE, perché la mente esterna sarà assaltata costantemente a causa delle condizioni di deterioramento.

La tua mente è il loro bersaglio principale!

SIAMO TESTIMONI DEL CROLLO DELL’ ILLUSIONE DELLA REALTÀ VIRTUALE IN CUI SIAMO STATI INTRAPPOLATI PER MIGLIAIA DI ANNI! EVITATE MECCANISMI E SITUAZIONI DRENANTI.

PROTEGGITI.

OSSERVA.

IL DESTINO DELLA TERRA E' GIA' SEGNATO
IL DESTINO DELLA TERRA E’ GIA’ SEGNATO

I DUE ALBERI DELLA GENESI

di Mike Plato

MARCO 8:24 Quegli, alzando gli occhi, disse: «Vedo gli uomini, poiché vedo come degli alberi che camminano».

QUESTA è UNA CHIAVE ENORME PER CAPIRE IL SIMBOLISMO DEI DUE ALBERI DI GENESI 1,2,3. E forse dico forse, Tolkien fu ispirato quando creò gli ENT per la saga del Signore degli Anelli…

Che l’albero sia un simbolo dell’uomo, appare chiaro. Ma la scrittura te lo sbatte in faccia affinche tu comprenda la verita sull’ALBERO DELLA VITA e L’ALBERO DELLA CONOSCENZA DEL BENE E DEL MALE.

La scelta, come argutamente intuì PICO DELLA MIRANDOLA, era rivolta all’ADAM INTERMEDIO (il secondo, quello plasmato, del dominio astrale-yetziratico), l’ANIMA, e, intuendo la similitudine ALBERO-UOMO, la scelta era tra il RIVESTIRSI DELL’UOMO ETERNO e il RIVERSTIRSI DELL’UOMO CADUCO. Volendo usare un certo simbolismo vegetale:

SE DIVENTARE UN SEMPREVERDE o UN ALBERO CADUCO, SE RIVESTIRSI DI LUCE o di CARNE, SE ESSERE ETERNO o MORTALE.

Sappiamo come è finita e lo stiamo ancora pagando…o perlomeno stiamo RIVEDENDO COME LO PAGAMMO…perlomeno alcuni di noi….

I DUE ALBERI DELLA GENESI
I DUE ALBERI DELLA GENESI

LA PATRIA POTESTAS

a cura di Antonio Di Siena

“Può piacere o no, ma la civiltà occidentale dall’invasione dorica di 1500 anni prima di Cristo si imposta su un’idea di patria potestas. Questo chiaramente non c’entra col condividerlo o meno, è la realtà […] La famiglia patriarcale, nel senso autentico del termine, è in crisi da 500 anni e non esiste più da 200 anni. È una cosa che dura grosso modo, per poi andare in crisi, fino al nostro Rinascimento. È una rivoluzione vera, culturale e antropologica.

Già nei drammi di Shakespeare è chiarissima la crisi del modello patriarcale. Via via questa crisi si approfondisce, l’epoca storica della famiglia borghese segna una grave crisi nella cultura patriarcale. È venuto sempre meno, con drammatica rapidità nell’ultimo periodo, il ruolo della figura maschile all’interno della famiglia. Io ritengo che queste tragedie siano il frutto del venir meno, nelle personalità più deboli e più fragili, di questa centralità e di questa figura di riferimento, di questo esercizio del potere, ma anche di legittimità valoriale”.

(Massimo Cacciari)

LA PATRIA POTESTAS
LA PATRIA POTESTAS

PER D’ANNUNZIO LE DONNE NON ERANO “USA E GETTA”

a cura di Sandro Consolato

In questi giorni di aspre polemiche sulle relazioni uomo-donna mi sembra interessante proporre questo passo:

“Gabriele non è capace di sfruttare le sue donne, è una leggenda faziosa e assai imprecisa quella per cui avrebbe predato a Eleonora Duse tutto il denaro, rovinandola. L’aveva amata e – soprattutto – ammirata davvero, e con lei costituì l’unico sodalizio artistico profondo della sua vita. […] Gabriele non l’ingannò , perché pensava di dare con le sue opere più di quanto ricevesse, e che il denaro, suo o di altri, non avesse importanza. Se fece soffrire ‘la Divina’, non fu certo per motivi economici.

A dispetto della fama di egocentrico che lo circonda, quando vede in difficoltà qualcuno che gli è caro si impegna per risolvere il problema, e dimostra apprensione autentica, vigilanza partecipe, aiuto concreto. Oltre a colmare di regali anche le ospiti più umili, si affeziona, le assiste e si prende a cuore quelle che gli sembrano più esposte alle minacce dell’esistenza. Viene meno l’impietosa superbia di considerare qualche ora passata con lui un compenso più che sufficiente per la gran parte delle signore ammesse tra le mura della Leda.

Il Poeta sa offrire una reciproca soddisfazione: la sua, certo, ma anche quella delle ‘badesse’, disposte a tutto per qualche ora da incidere per sempre nella memoria. Però si chiede anche cosa sarà di quelle creature ‘dopo aver abbandonato questo rifugio così alto’.

Vale anche per il passato. Se qualcuna delle sue amanti storiche è in difficoltà, Gabriele potrebbe fare spallucce, non ha più niente da condividere con le passioni effimere della sua prolungata giovinezza. Eppure, sul piatto della bilancia, aggiunge corpose dosi di gratitudine.

Non ha dimenticato Donatella, Nathalie de Goloubeff, la nobildonna russa sua compagna in Francia, che gli eventi successivi alla Grande Guerra e alla Rivoluzione sovietica hanno ridotto in disgrazia. Non potranno tornare i ‘giorni inimitabili’ di Parigi e Arcachon, quando la generosità della donna lo aveva aiutato a far fronte ai debiti e la sua ammirata avvenenza ne aveva fatto la regina dell’harem. Eppure Donatella, abbandonata dal marito e confortata solo dalla dispendiosa compagnia degli amati cani, affogata nell’alcol e in una vecchiaia precoce, continuerà a ricevere denari da Gabriele.

Non fu un caso isolato. […]”

(GIORDANO BRUNO GUERRI, “LA MIA VITA CARNALE: AMORI E PASSIONI DI GABRIELE D’ANNUNZIO”, Oscar Mondadori)

PER D'ANNUNZIO LE DONNE NON ERANO "USA E GETTA".
PER D’ANNUNZIO LE DONNE NON ERANO “USA E GETTA”

LE CATENE DI UNA SCHIAVITU’ MATERIALE

a cura di Disconnected

Lavori 8 ore per vivere 4.

Lavori 6 giorni per goderti 1.

Lavori 8 ore per mangiare in 15 minuti.

Lavori 8 ore di sonno 5.

Lavori tutto l’anno solo per prenderti una settimana o due di ferie.

Lavori tutta la vita per andare in pensione in vecchiaia.

E guarda solo i tuoi ultimi respiri.

Col tempo ti rendi conto che la vita non è altro che una parodia di te stesso che pratichi il proprio oblio.

Ci siamo abituati così tanto alla schiavitù materiale e sociale che non vediamo più le catene.

LE CATENE DI UNA SCHIAVITU' MATERIALE
LE CATENE DI UNA SCHIAVITU’ MATERIALE