IL NON-ADOPRARSI

a cura dell’associazione internazionale SOL COSMICUS

La più debole e molle cosa al mondo,
prorompe con impeto e va travolgendo quel che v’è di più duro e solido.
Priva di spessore, penetra persino dove non ci son varchi.
Io dunque, del non-adoprarsi il giovamento intendo.
Insegnar senza parlare, trar giovamento dal non adoprarsi:
Son pochi, al mondo, quelli capaci d’arrivare a tanto!

Tratto dal Dao De Jing di Lao Zi

IL NON-ADOPRARSI
IL NON-ADOPRARSI

CONTEMPLARE LA MORTE PER VIVERE REALMENTE

di Gianluca Marletta

Conosco ragazzini che per anni, fin quasi all’adolescenza, hanno ignorato il nome della propria nonna o nonno. E cosa avrebbero fatto di così scandaloso i nonni per essere colpiti da una tale ‘dannatio memoriae’ in altri tempi destinata ai sovrani più empi e maledetti? Semplice: erano morti.

Il terrore della morte. La tanato-fobia. Il nipotino NON deve sapere che il nonno è morto, non deve sapere che esiste la morte: dobbiamo al contrario titillare il suo ‘senso infantile d’onnipotenza’ che da grande lo porterà a crollare a terra di fronte alla prima difficoltà, al primo limite che il Reale imporrà alla sua esistenza.

Eppure, è largamente dimostrato che non esiste società tendenzialmente più depressa di quella che cerca in tutte le maniere di ‘ignorare la morte’. Perché il risultato del terrore della morte è, quasi sempre, che la morte dominerà la vita, invaderà con la sua ombra ogni istante, spingerà gli esseri verso quello che, giustamente, qualcuno chiamava ‘l’edonismo disperato’, il tentativo goffo di affogare nell’ebbrezza più scomposta il senso di precarietà. Sarà questa anche una società di schiavi, facilmente pilotabile, essenzialmente passiva.

CONTEMPLARE LA MORTE: é una costante dell’uomo vero, dell’uomo sacro.

Certe pratiche tradizionali riguardanti la morte, che al giorno d’oggi appaiono ai nostri terrorizzati contemporanei come inopportune e ‘tristi’, attingono la loro ragion d’essere dalla necessità di prendere virilmente atto della morte e quindi della provvisorietà e dell’impermanenza delle realtà grossolane. Questo, ad esempio, era il senso della ‘contemplazione del cadavere’, praticata un tempo da alcuni ordini cristiani ma anche da certe vie buddhiste la quale, al netto di certe esagerazioni e bizzarrie ‘barocche’, aveva lo scopo di ‘purificare’ (è la stessa funzione del teatro tragico presso i Greci) dalle ‘angosce della morte’.

Un tempo, il 2 Novembre, le famiglie con tanto di piccolini a seguito andavano al cimitero a ‘trovare i loro morti’. Questa tradizione, sia chiaro, non serviva affatto ‘ai morti’ – i quali NON stanno nei cimiteri, se non in qualche loro esile prolungamento psichico e che avrebbero, piuttosto, bisogno di preghiere, di riti che di fiorellini – ma serviva ai vivi.

Oggi non lo si fa più; oggi si cambia strada in macchina se passa un carro funebre. E così l’angoscia e l’insicurezza cresceranno, esattamente come un cane che ti corre dietro in sogno e che tu ti illudi di poter fuggire. Perché, in definitiva, il problema che la morte pone agli esseri è uno solo: chi non la vince (la morte) – e non ne prende coscienza – è destinato indefinitamente a morire. “Passa di morte in morte, l’essere che non riconosce in questo istante il Principio Supremo” Upanishàd). “Quante volte sei già morto perché non hai voluto accettare la morte?” (cit. un monaco del Monte Athos).

P.S.

Collegato a questo ‘terrore della morte’ vi è anche la pseudo-religiosità stucchevole del “salvi tutti”. Quando il nonno trapassa, se vuoi addolcire la pillola al nipotino, gli dirai che “è andato da Dio”. Sicuramente, indiscutibilmente. Adesso E’ FELICE. Addirittura …sta con gli Angeli (però! Ha raggiunto stati che pochissimi santi raggiungono. Forte il nonno!). Persino, “è in Dio” (però! E’ giunto alla perfetta Divinizzazione).

E’ la religione terminale del mondo contemporaneo: tutti atei – de facto – in vita, tutti Beati post-mortem. Come se il passaggio della morte, di per sé, potesse mutare la condizione spirituale di un’anima, rendere ‘santi ipso facto’.

Ora (parlo un linguaggio multiconfessionale perché so di parlare ad un pubblico multiconfessionale) mi sapete indicare, per cortesia, quale tra le Religioni e Tradizioni spirituali d’Oriente o d’Occidente ha mai promesso il Paradiso, l’Eden, la Terra di Luce, il Brahma-Loka, i Campi Elisi a tutti i defunti indiscriminatamente?

E mi dite, per cortesia, quale ‘spirito religioso e misericordioso’ – oggi ce ne sono tanti in giro, e non sono né misericordiosi né tantomeno religiosi – ha cancellato gli Inferni e persino le purificazioni dello Stato Intermedio (Purgatorio, Dogane aeree, Barzakh, Amduat, chiamatele come volete), per democratizzare il post-mortem?

Crediamo davvero che sia possibile, a botte di moderna faciloneria, cancellare ciò che noi siamo (perché è da ciò che noi siamo adesso che nascerà ciò che saremo)?

CONTEMPLARE LA MORTE PER VIVERE REALMENTE
CONTEMPLARE LA MORTE PER VIVERE REALMENTE

LIBERACI DAL MALE

di Mike Plato

Liberaci dal male implica di liberarci pure di tutta sta accozzaglia di anime iliche il cui scopo nella vita è il nulla più totale. L’unico modo per fare da noi è evitarle laddove possono essere evitate, fare come lui

Matteo 16,23

Ma egli, voltandosi, disse a Pietro: «Lungi da me, satana! Tu mi sei di scandalo, perché non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini!».

Pensare secondo Dio e secondo gli uomini. Nel testo greco è alla lettera: AVERE IN MENTE LE COSE DI DIO E QUELLE DEGLI UOMINI. ovvero frattura netta tra dimensione sacrale e dimensione profana, tra interiore ed esteriore, tra il pensare a ciò che va oltre questa vita e pensare solo alle cose di questa vita., tra l’eternità e le cose morte. È come avere una lavagna vuota innanzi e iniziare a scriverla, sapendo che tutto ciò che vi scriverai sarà cancellato, riempirla di sgorbi inutili…. laddove l’uomo sacro ci scrive solo il giusto indispensabile per la sopravvivenza, mentre la sua attenzione è catturata soprattutto da tutto cio che va oltre la cornice della lavagna, non percepibile coi 5 sensi: la dimensione verticale

LIBERACI DAL MALE
LIBERACI DAL MALE

IL MANIFESTO DEL TAOISMO

a cura di Luna nel Lago

Il titolo l’ho voluto ad effetto, ma il testo che riporto qui di seguito è l’esempio della mia visione di questo pensiero. Non filosofia o religione: pensiero. Ho “chiesto”  a Padre Larre, uno dei più grandi sinologi del nostro tempo, di esprimerlo per me.

Questo testo è l’introduzione del “Tao Te King (Dao de Jing) Il Libro della Via e della Virtù” (Ed. So-Wen Jaca Book) commentato da Claude Larre. Lo stesso libro ha  la Presentazione di François Cheng, un altro grande del nostro tempo.

Un uomo solo avanza attraverso la città. Oltrepassa templi, monasteri, palazzi. Passa davanti ai frontoni degli istituti e delle accademie, dove sofisti e pedanti dispensano i loro insegnamenti e disputano. Continua ad avanzare e supera le officine dove si montano i carri e le macchine agricole.

Ha oltrepassato la porta e le mura della capitale. Cammina nella campagna. Qui si svolge la vita naturale degli esseri resi a loro stessi. Un sole regolare gira sulla terra che produce senza stancarsi, al ritmo delle stagioni, al passo lento degli animali.

L’uomo che è vestito semplicemente e che mangia ciò che trova, conserva puri i propositi che nascono dal suo cuore innocente. Non critica nessuno e non si lamenta di nulla. Non fa grandi cose: piccoli lavori presso i contadini per poter sopravvivere. Quando ha finito di parlare, nessuno si ricorda di ciò che ha detto, ma niente è più come prima. Appare, allora, la vanità del Principe, l’ostentazione della Corte, l’avidità dei mercanti, l’ipocrisia dei riti, la futilità di chi discute, le contraddizioni delle scuole l’oppressione del popolo.

Questo uomo non ama ciò che trionfa, ciò che si mostra, ciò che si mette in evidenza. I Confucisti non sono suoi amici, neppure i Legisti che hanno la pena di morte facile, l’esaltazione dei discepoli di Mo-tseu lo inquietano, le arguzie dei Logici lo fanno ridere. Le cerimonie nei templi lo annoiano. Che si pensi di lui quel che si vuole: non gli importa nulla. Lo si tratta da scettico, da disilluso, da pigro e da cattivo cittadino. È solo in un mondo di cui può fare volentieri a meno e va per la sua strada, contento di avere ragione contro tutti. È un Taoista, un discepolo di Lao tseu, un ammiratore di Tchouang tseu, un fervente del Libro della Via e della Virtù.

Questo orientale, questo cinese, siete voi e sono io. Voi ed io in un certo momento di consapevolezza, quando la costrizione del corpo sociale si allenta, quando lo spirito in noi va in vacanza e prende congedo dai pensieri familiari, quando il cuore sgombro da ogni desiderio ritorna a essere disponibile. Perso per la società, sperso davanti alla natura, è reso a se stesso… Nessun orgoglio, nessuno sdegno, padrone di se stesso come dell’universo.

Prima di me e dopo di me, in me e al di là di me, esiste ciò che esiste e tutto il resto, che non è niente, è senza importanza. Ciò che esiste fonda l’effimero che sono. Non oso dire che possiedo l’esistenza, È l’Esistenza che mi possiede. Attraversato in permanenza dall’influsso che fa esistere un uomo tra Cielo e Terra, mi abbandono a ciò che mi fa essere. Un io provvisorio e senza grande consistenza è ciò che si vede di me e ciò che posso conoscere di me. Ma esisto anche là dove né io né alcuno può arrivare con la consistenza e la potenza del Cielo Terra la cui unione fa vivere ciò che vive. Queste persone – i Taoisti – che si scambiano a torto per degli asociali, per degli incorreggibili individualisti, per degli adepti del far nulla integrale e per degli scettici disillusi sono dei realisti: si rifiutano di dissolversi nell’incoscienza imbecille della società collettivista cinese guidata dalla vanità dei suoi prìncipi.

Nell’essenziale l’umanità cambia di poco. Società collettiviste e prìncipi arroganti ne abbiamo ancora. La Virtù ipocrita, la conosciamo; la religione superficiale, la conosciamo; la guerra per difendere la pace, la conosciamo; la società del desiderio esasperato, dell’avidità esorbitante la conosciamo; le ideologie e le filosofie che germogliano come gramigna, le conosciamo. La proliferazione delle città, l’urbanizzazione delle campagne, il propagarsi dell’anonimato, l’epidemia pubblicitaria, la distruzione della radice vivente tramite l’esasperazione del bisogno di vivere, lo vediamo.

Proprio qui, davanti alla constatazione dell’impotenza politica, della disorganizzazione sociale, dell’infelicità solidale degli individui che noi iniziamo a pensare a visioni del mondo che mai avevamo considerato. Specialisti, chiamati sinologi, erano incaricati fino a qui di portare ai nostri spiriti distratti una informazione scientifica, poco utilizzata sulla Cina. Ma il tempo è cambiato. Meno sicuri che mai, i nostri contemporanei, da questa parte della Terra, sono pronti a udire un’altra versione della storia umana diversa da quella a cui sono abituati e adattati.

Il Taoismo è una delle più antiche versioni cinesi della genesi dell’uomo e del suo inserimento nel vitale universale. Non prova nulla. Non dimostra nulla. Qui sta la sua forza. A chi fa molte domande per sapere perché è così, la risposta è semplicemente: perché è così, perché ciò che esiste veramente non ha bisogno che di luce per apparire. Solamente ciò che non esiste ha bisogno di prove e di dimostrazioni. L’illuminazione ha il ruolo principale. Non cade sull’intelligenza, ma sullo spirito. Esistono, beninteso, degli intellettuali taoisti, ma sono senza interesse per noi. Ciò che vale nel Taoismo è il mondo spirituale.

Una Realtà incontestabile è prima e io ne dipendo. Essa è fuori dal tempo e il tempo nasce da lei. Quando torno al centro delle realtà, il presente scompare. Una durata, presente alla coscienza, dà testimonianza. Testimonianza di ciò che è, che il discorso non conosce, che il concetto non racchiude. Che mi importano cento scuole, mille discorsi di scuole, diecimila denominazioni degli esseri sotto il cielo! Tutto questo non è che il prodotto di una attività dell’intelligenza che non è senza rapporto con ciò che esiste, ma che non insegna nulla. Tramite ciò che si vede, si ascolta, si tocca con mano, si può congetturare ciò che non può vedersi, udirsi, toccarsi con mano. È piuttosto grazie alla vitalità effimera, ma sempre regolarmente rinnovata, che una permanenza appare nel passaggio dell’effimero. È tramite il movimento naturale della nascita, dello sviluppo, del declino e della morte degli individui, delle società, delle specie, che un movimento primitivo, senza origine conoscibile e senza fine prevedibile, si lascia percepire in uno specchio di bronzo scuro. Movimento naturale degli esseri che non aspettano lo spirito dell’uomo per esistere. Se potessimo suscitare in noi il movimento primitivo e far scorrere in lui il nostro vitale cosciente, giungeremmo alla verità senza concetto e al l’atto senza scopo. L’uno è più certo e l’altro è migliore di tutto ciò che lo spirito umano abbia mai inventato.

Ecco lo spirito dei Taoisti, così vasto, così semplice, così realista, così sottile. Ci si può domandare se non sia il movimento del cuore, che dà il cambio e che supera, unificandoli, il voler vivere un po’ fisico e il voler sapere un po’ mentale. Questo spirito avvicina con umiltà e potenza il mistero dell’uomo cosciente in seno all’ universo. È una delle forme più compiute della spiritualità naturale dell’uomo.

E il Cristianesimo? Il Cristianesimo è una rivelazione di ciò che l’uomo con gli occhi, con le orecchie, con le mani è incapace di vedere, di ascoltare, di toccare. Fa vedere, udire, toccare il Verbo della Vita, la Via e la sua Virtù. In definitiva, tra il Cristianesimo che non definisce la natura umana e il Taoismo che si abbandona al movimento naturale, non esiste alcuna opposizione. Forse alcuni potrebbero avere un’idea del Cristianesimo e del Taoismo che li fa inconciliabili. Ma questo riguarda loro, non noi.

Tratto da: La Luna nel Lago

IL MANIFESTO DEL TAOISMO
IL MANIFESTO DEL TAOISMO

Gaza e i suoi angeli

a cura della Redazione

01/11/2023

bambini di Gaza affrontano una realtà sempre più terrificante che ha trasformato la vita di tutti i giorni in un incubo. La diffusa mancanza di accesso alle risorse essenziali, tra cui cibo, acqua, carburante e servizi igienico-sanitari adeguati, unita ai bombardamenti incessanti, ha trasformato le loro vite in un continuo campo di battaglia all’interno del territorio assediato.

Il numero delle vittime ha superato le 8.500, di cui una percentuale allarmante è costituita da bambini innocenti. Israele ha lanciato una vasta campagna mediatica, tentando di giustificare le brutali uccisioni della popolazione civile di Gaza. Il deliberato attacco a ospedali, scuole, moschee, chiese e altri luoghi di rifugio persiste mentre la comunità internazionale rimane colpevolmente in silenzio.

Misure strazianti si sono rese necessarie poiché i genitori ricorrono a scrivere i nomi dei propri figli sui propri corpi, preparandosi al triste compito di identificare i loro giovani cadaveri mutilati nel caso di un attacco con una bomba al fosforo bianco, un’arma che infligge gravi danni e divora la carne. Gli Stati arabi sembrano insensibili alla difficile situazione, mentre l’Occidente, con una determinazione allarmante, continua a sostenere gli spaventosi crimini commessi dal regime israeliano.

Civili intrappolati a Gaza

Intrappolati a Gaza, i bambini si ritrovano in una corsa contro il tempo per la sopravvivenza. A parte la condivisione delle loro immagini angoscianti sui social media, la loro situazione sembra essere ignorata da tutti gli altri, in particolare dai media mainstream occidentali. Anche i più importanti media americani, autoproclamati paladini dei diritti umani, preferiscono raccontare le buffonate degli animali domestici israeliani piuttosto che l’immensa sofferenza sopportata dai bambini palestinesi negli ultimi 25 giorni.

“Il numero di bambini uccisi in sole tre settimane a Gaza è superiore al numero di bambini uccisi in conflitti armati a livello globale – in più di 20 Paesi – nel corso di un anno intero, negli ultimi tre anni”, osserva un rapporto pubblicato da Save the Children.

Il gioco sporco degli Usa

Gli Stati Uniti ovviamente hanno fatto ricorso alla loro consueta tattica di impegnarsi nel gioco delle colpe. La settimana scorsa, il presidente degli Stati Uniti Joe Biden ha espresso dubbi riguardo ai dati diffusi dai palestinesi. “Non ho fiducia nel numero dei palestinesi uccisi”, ha aggiunto Biden.

La Casa Bianca ha poi citato il presunto controllo di Hamas sul Ministero della Sanità di Gaza per mettere in discussione le cifre. Tuttavia non è riuscito a elaborare la sua strategia per accertare il “vero” numero di vittime palestinesi o a delineare eventuali passi concreti per affrontare la continua perdita di vite umane.

In risposta alle osservazioni di Biden, il Ministero della Sanità palestinese a Gaza ha pubblicato l’elenco dei palestinesi uccisi dal 7 ottobre, abbinando a ciascun nome un numero di identificazione governativo. L’elenco di oltre 150 pagine, mostra che più di 8mila palestinesi sono stati uccisi al 26 ottobre.

Tratto da: Il Faro sul Mondo

Gaza e i suoi angeli
Gaza e i suoi angeli

MOHAMED KONARE’ SU GAZA

a cura di Alberto Nigro

Il Meraviglioso Mohamed Konaré: «Come facciamo a stare seduti a guardare questo genocidio? Hamas è stata creata da Israele in contrapposizione all’ OLP. Hamas viene finanziata oltre che dagli USA anche dal Governo Israeliano con 36 milioni di euro al mese»

  • L’EU, mentre è in corso il genocidio, pianifica una conferenza fra 6 mesi 1:12
  • Hamas creatura di Israele e finanziata dal suo Governo a 36 milioni di euro al mese 3:20
  • Israele ha creato Hamas in contrapposizione all’ OLP (Organizzazione per la Liberazione della Palestina) 4:28
  • Ci fanno credere che in Palestina ci siano solo musulmani, ma il 30% sono cristiani 4:47
  • Qualche giorno prima dell’ massacro di Hamas al rave, gli USA li avevano finanziari con 75 milioni 5:12
  • L’Italia è un paese occupato 6:38
  • Israele è un progetto imperialista 7:31
  • Gli USA finanziano con 4 miliardi di dollari Israele 9:24
  • In Italia stanno cercando di depredare gli italiani della loro ricchezza privata 12:01
  • Stanno instaurando una dittatura globale 13:00
  • Gli USA sono il braccio armato della famiglia reale inglese 17:36
  • Come mai in Italia non c’è un blocco unico di protesta? 18:19
  • Come facciamo a stare seduti a guardare questo genocidio? 21:27
  • Dobbiamo unirci e fare una grande manifestazione globale 23:17
  • Chi ha conoscenze e capacità deve trainare il popolo 25:04
    -Gli italiani hanno capito: non vanno più a votare perché non serve a nulla 25:26
  • Il popolo non vota ma nessuno si muove 26:04
  • Ovunque siano andati gli USA hanno prodotto distruzione 28:31
  • Se solo il 10% degli italiani si alza in modo pacifico i politici scappano 30:01
    Video integrale di un Grandissimo Uomo Libero. Tagliarlo, sarebbe stato davvero un delitto.
    Cosa serve all’Italia dunque?
    1- Resettare completamente tutto il marcio e corrotto Sistema
    2- Uomini Liberi e Patrioti, che supportino un Leader della statura di Konaré come Presidente del Consiglio
MOHAMED KONARE' SU GAZA
MOHAMED KONARE’ SU GAZA

SAMHAIN, ALL HALLOWS EVE, HALLOWEEN

di Gianluca Marletta

È stata per secoli una festa tipicamente cattolica, non solo in Irlanda ma anche da noi. Era certamente legata alla ricorrenza celtica di Samhain, quando il “mondo sottile” si avvicina a quello visibile.

Negli Stati Uniti, dove tutto diventa ostentazione, la festa sacra è diventata un pò una putt*nata dove, a volte, gruppi che puzzano di zolfo, si divertono a fare e ad aprire “porte” pericolosette (ma la colpa di questo, paradossalmente, è proprio della religiosità BIGOTTA tipica di quel paese).

Ma non sarebbe meglio capire di che si tratta?

Ripropongo un articolo di qualche anno fa: giusto per chiarire le cose.

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SAMHAIN, ALL HALLOWS EVE, HALLOWEEN

(ovvero, quando il bigottismo genera ciò che teme)

Chi ha occasione di visionare un Messale in lingua inglese, scoprirà che da stasera a domani ricorre la Liturgia della Festa di ALL ALLOWS EVE (Tutti i Santi). Sissignore! La cosiddetta Halloween è una festa cattolica (il termine Halloween è solo una storpiatura dialettale irlandese).

Certo, è probabile che la Festa cattolica si sovrapponga a quello che nell’Irlanda pre-cristiana era la ricorrenza di Samhain (la festa di “fine estate”, ma anche il momento in cui, per una serie di ragioni, il mondo grossolano si considerava più vicino al Sidhe – il mondo intermedio NON spirituale …per chi sa ancora quale sia la differenza, del tutto dimenticata anche dalla Teologia, fra mondo sottile e mondo spirituale.

Ora, è evidente che il mondo intermedio – il mondo delle Faires, dei jinn, il “mondo aereo” della tradizione biblica – è considerato in tutte le tradizioni come una dimensione “pericolosa”, proprio perchè sottile e ambigua, aperta ad ogni tipo di influsso spesso velenoso e ingannevole; ma questo non significa affatto che il mondo sottile sia sinonimo di abissi infernali, come alcuni sprovveduti immaginano.

In ogni caso, la festa di Samhain-Ognissanti è stata celebrata per secoli nella cristianissima Irlanda senza “turbare anime” o “spingere al satanismo” (è da ricordare che i Celti d’Irlanda sono stati tra i massimi evangelizzatori dell’Europa nel Medioevo). Peraltro, la credenza nel mondo intermedio è espressione stata diffusa per secoli senza che ciò si sovrapponesse o mettesse in pericolo la Religione (almeno fino all’età moderna che ha cominciato a non capirci più niente…).

MA ALLORA DOVE NASCE LA STORIA DELL’HALLOWEEN “SATANICO”?

E’ presto detto: dal pregiudizio del bigottismo protestante anglo-sassone – specie americano – che quando a metà dell’800 si vede rovesciati negli Stati Uniti migliaia di questi strani emigranti irlandesi, poveri, dalle insolite abitudini, biascicanti un’oscura lingua celtica o un inglese approssimativo e soprattutto “papisti” cattolici, ne demonizzarono da subito il pittoresco folklore.

Ognissanti – e ricordatevi che per i Protestanti il culto dei santi è idolatria come per i moderni wahabiti d’Arabia – era una festa ambigua, “pagana”, legata ad una religione odiata (il Cattolicesimo). Si diffondono voci sul significato “satanico” delle celebrazioni e dei rituali folklorici legati a questa ricorrenza, fino a …generare ciò che si temeva! Halloween diviene così negli USA sinonimo di festa “ambigua”, oscura, realmente “pagana”, celebrante la morte, ecc.

E così, se oggi realmente molti “satanisti” o “streghette” hanno eletto il 31 ottobre a loro celebrazione annuale lo dobbiamo, paradossalmente, all’opera dei bigotti protestanti (protestanti da cui, ormai troppo spesso, molti disorientati Cattolici prendono suggestioni, influssi, ideologia e persino agenda politica…).

C’è di che meditare…

SAMHAIN, ALL HALLOWS EVE, HALLOWEEN
SAMHAIN, ALL HALLOWS EVE, HALLOWEEN

Alessandro Barbero: “Regno di Israele non è mai esistito”

a cura della Redazione

30/10/2023

Alessandro Barbero si sofferma sulla Storia del regno di Israele durante una conferenza sul tema del revisionismo storiografico.

Alessandro Barbero: “Regno di Israele non è mai esistito”

Tratto da: Il Faro sul Mondo

Alessandro Barbero: “Regno di Israele non è mai esistito”
Alessandro Barbero: “Regno di Israele non è mai esistito”

HYSTRION

di Ezra Pound

“Nessuno mai osò scrivere questo,
ma io so come le anime dei grandi
talvolta dimorano in noi,
e in esse fusi non siamo che
il riflesso di queste anime.
Così son Dante per un po’ e sono
un certo Francois Villon, ladro poeta
o sono chi per santità nominare
farebbe blasfemo il mio nome;
un attimo e la fiamma muore.
Come nel centro nostro ardesse una sfera
trasparente oro fuso, il nostro “Io”
e in questa qualche forma s’infonde:
Cristo o Giovanni o il Fiorentino;
e poi che ogni forma imposta
radia il chiaro della sfera,
noi cessiamo dall’essere allora
e i maestri delle nostre anime perdurano.”

HYSTRION
HYSTRION

LA CADUTA DEI DINOSAURI

di Mike Plato

Luca 21,26

… mentre gli uomini moriranno per la paura e per l’attesa di ciò che dovrà accadere sulla terra. LE grandi potenze dei cieli INFATTI saranno sconvolte.

Usatela la mente per percepire la raffinatezza e le sottigliezze della scrittura. Pongo l’accento su alcuni fattori chiave della profezia apocalittica di Cristo che preannuncia IL CROLLO DELL’IMPERO ARCONTICO.

1) Connessione stretta tra uomini e potenze. Gli Uomini hanno paura della manifestazione divina perché le potenze hanno paura. Quel greco GAR – INFATTI indica il motivo per cui gli uomini hanno paura. Perché la mente degli uomini è controllata dalle potenze, è una variabile dipendente dell’equazione delle potenze.

2) l’arrivo del Messia, ovvero LA RESURREZIONE GLOBALE DI TUTTE LE PARTICELLE DI LUCE intrappolate in questo sistema, condurrà le GRANDI POTENZE ASTRALI alla fine del loro dominio eonico…

A parte i DYNOS, simbolo delle potenze DRACO (ne ho parlato più volte) Ho citato il libri di Kennedy perché quel dannato titolo, prima che mi ridestassi a tutt’altro, suscitò in me una grande attrattiva inconscia, a tal punto poi da acquistarlo nel 92.

La tesi di Kennedy, che ovviamente analizza le potenze terrene e non quelle astrali, è che quando il bilancio militare supera le risorse dell’economia, si verifica sempre quella costante che conduce dall’ascesa al declino della Potenza.

In sostanza una potenza dominante è costretta ad espandersi per mantenere il suo dominio, ma così facendo, gonfiandosi, pone le premesse del suo declino.

Allora mi si dirà, cosa ne dobbiamo fare di ciò a livello metaforico simbolico? nella Pistis Sofia, trattato gnostico che molti di voi conoscono, si descrive assai bene il motivo per cui le potenze astrali si indeboliscono nel momento in cui crescono. Esse mandano nel mondo una quantità sempre maggiore di anime forgiate dalla loro stessa materia e questo per mantenere in piedi il loro impero. Basato sul furto energetico (le anine vengo inviate qui per emettere energia). Ma nel momento in cui fanno questo, pongono le premesse per il. Loro collasso. Giungere all’apice del loro dominio significa arrivare al punto di picco in cui inizia il declino. Il Messia incipiente poi passerà sui loro resti (salmo 91,salmo 110)

LA CADUTA DEI DINOSAURI
LA CADUTA DEI DINOSAURI