La saggezza di Susanna, iniziata naturale, senza bisogno di iniziazioni ESTERIORI.
L’attitudine corretta è quella che vede la fatica e la affronta, senza scegliere la via più comoda. Le grandi conquiste della vita interiore cominciano da quelle piccole, nell’esistenza pratica. prendo le scale e non l’ascensore, mi alzo da tavola con il senso della fame non mi abbuffo, non metto il condizionatore d’aria o il riscaldamento al massimo, sopporto un po’ di caldo o di freddo. Assecondare il corpo nel suo desiderio di comodità vuol dire spingere lo spirito nella nebbia dell’ottusità. magari avremo grandi parole sulla bocca, ma dietro quelle parole ci sarà solo lo scheletro, in fil di ferro, di un manichino. Il corpo adora essere viziato e, più cose gli si danno, più ne desidera. La nostra società fugge la fatica come il più spaventoso degli spettri. Facilità, immediatezza sono le uniche vie praticate e risultati, purtroppo, ben visibili. Quella che vediamo intorno a noi è una società fragile, malata, inerme, in profonda decadenza. Una civiltà che cede a tutte le tentazioni, tranne a quella della fatica. Eppure la fatica è l’essenza stessa della nostra vita e di tutte le creature. Senza fatica, non c’è costruzione. Senza costruzione, non c’è senso. Ecco che, allora, arriva la disperazione, la depressione e gli attacchi di panico. Tra noi e le bottiglie che si fanno trasportare dalla corrente non vediamo alcuna differenza (Susanna Tamaro, Più fuoco più vento)
Secondo il metro del mondo, e ancor più del sistema capitalistico in cui siamo stritolati, il Cristo storico sarebbe da considerarsi un parassita ed un nemico del sistema. Lavorava ? NO. Lavorava per la prosperità del sistema? NO. Campava a spese del sistema? No assolutamente. Lavorava contro il sistema? Certamente lo criticava e avrebbe fatto lo stesso ovunque, quindi il suo obiettivo non era certo il mondo ebraico del tempo, ma ciò che esso rappresentava e veicolava. In ogni caso, era nel sistema ma non del sistema. Un uomo solo non può fare la battaglia al mondo. La fa nel luogo in cui opera, e critica il luogo in quante rappresentante del mondo (suo ramo frattalico) il quale è a sua volta rappresentante dell’INTERMEDIO DOMINANTE…Attenzione, non fa la battaglia nè al sistema locale nè a quello planetario, perchè sa perfettamente che QUESTO è UN MONDO -EFFETTO. La battaglia va fatta a MONDO CAUSALE, e di questo parla l’Apocalisse di Giovanni con la metaforica BATTAGLIA IN CIELO (INTERMEDIO) TRA LA FEMMINA MICHELIANA e la sua stirpe e il DRAGONE ARCONTICO e tutta la sua corte
Molto spesso alcune donne vanno in competizione, come se fossero sempre in gara, per essere meglio, per essere di più di un’altra donna. Con questa tipologia di donna non ci può essere amicizia sincera, né fiducia, né stima. La vera amicizia non compete, perché la competizione non si accorda proprio con l’amicizia. Quando vedo il comportamento di queste poverette provo tanta compassione, e me ne allontano. In ogni caso bisogna riconoscerne il problema, la profonda insicurezza di queste che nel voler continuamente affermarsi dimostrano di essere sempre appendice di qualcuno, e provano a svalutarti con parole puntate e dispettucci, ovviamente negando sempre e fingendo di agire in maniera disinvolta e naturale. Poi si meravigliano se sono sole.
Questo atteggiamento deriva da lontano, è un retaggio antico che vede la donna sottomessa nel corso della storia e gli strascichi arrivano fino ai giorni nostri. Una donna evoluta conosce il valore della solidarietà femminile, non deve sempre dimostrare ad un uomo, è indipendente, è VIRGO, è regina. E questo non dipende per forza dalla vanità, io posso voler essere bella, curarmi ma non competere, posso voler essere bella per me stessa, perché sono donna ed ho naturalmente in me me l’archetipo di Venere. Il valore di una vera donna è intoccabile e non dipende dal giudizio altrui. Siate regine non siate scendiletti, perché è vero esattamente il contrario. E circondatevi di donne solidali di altre regine, le sguattere, le cameriere, le donne di servizio lasciatele rosicare e sbattere altrove.
L’ anticristo arriverà con un messaggio cristiano, esattamente come sta succedendo, perché il male è subdolo e non si presenta come brutto e cattivo, ma come serpe sibilante e melliflua, travestito da pecorella. Amorevole ispirato e compassionevole.
E tutto ricomincia da capo.
Purtroppo l’Iniziato dev’essere giusto e severo, non dare la minestra ai poveri. Dev’essere magistero, non ministero.
(Nb: quando leggete della “tarda età di chi scrive” non credete a Julius Evola : quando scrive queste parole ha solo 28 anni. Il brano è molto importante però)
“Ne sarà forse colpa la tarda età di chi scrive, ma egli è ormai divenuto di una diffidenza e di un positivismo desolanti. Dei valori e dei non-valori degli uomini o delle donne che dir si voglia, dei loro idoli e di tutto il resto, ci siamo interamente degrisés: ci siamo ridotti a non guardar più che al concreto, reale, denudato rapporto con le cose e con gli esseri, rapporto che per gli uomini è quello estrinseco e contingente proprio allo stato fisico di esistenza. Quanto a tutto ciò che è filosofia discorsiva, moralità, mondo di sentimento e così via – tutto ciò lo abbiamo inteso come qualcosa di relativo a questo stato fisico stesso, e con tutti i suoi ‘inferiore’ e ‘superiore’, ‘alto’ e ‘basso’, ‘divino’ e ‘umano’, ‘materiale’ e ‘spirituale’, ‘bene’ e ‘male’ ecc., non porta di un passo di là da esso, non trasforma in nulla ciò che metafisicamente, nell’ordine di una assoluta concretezza, l’uomo è (meglio: l’Io è, come uomo).
Di là da ciò, due casi: o accettare questo stato di cose, o non accettarlo. Nella seconda alternativa, altri due casi: o riconoscersi insufficiente, ed allora credere, attendere, sperare. Dio è, perché ho bisogno di lui. Ma questo caso, in fondo, risbocca nella prima alternativa: passività rispetto alla propria vita, subirla quale è, quale accade, giacché ogni principio di iniziativa è nemico della grazia, è orgoglio, è furto a Dio – e resta soltanto permesso il vago, ottimistico sperare. Ovvero: sentirsi sufficiente – di una sufficienza, si badi, che non significa né orgoglio né cecità rispetto alle infinite privazioni che riprendono l’essere finito, sibbene ferma volontà di assumerle, di sopportarle, di non scaricarne ad altri il peso e il compito della risoluzione loro. Allora soltanto comincia la via dello spirito, spirito che non è vuoto suono e rifugio di consolazione degli impotenti, valendo invece soltanto nella misura che è una assoluta, radicale trasformazione del rapporto secondo cui si sta, quale potenza, con le cose e gli esseri – e non dono, ma creazione, valore, conquista.
Ma per questo, occorre avere la forza di prendere in blocco tutto ciò che si è, che si sente e si pensa e crede quali uomini, metterlo da parte, dire: Basta, e andare avanti; occorre cioè portarsi alla disperazione, creare una situazione in cui non resti più che una alternativa: o vincere, o scomparire.
In fondo tutta la cultura occidentale moderna si trova un po’ in questo stato d’animo, e da qui il doppio risveglio d’interesse sia per la religione che per le cose iniziatiche. Ma queste due istanze sono confuse insieme, nell’inconsapevolezza dell’assoluta antiteticità che le separa. “
(JE, Dualismo cristiano e dionisismo nella filosofia mistica di P. Zanfrognini, art. dell’ 1-15 luglio 1926), in JE, L’Idealismo Realistico (1924-1928), a cura di G. F. Lami, Fondazione JE / Pellicani Ed., Roma 1997).
“L’uomo non crea nè origina un pensiero le idee esistono già; egli non le inventa, ma esse sono già presenti, per cui è possibile solo raccoglierle, elaborarne e modificarne l’espressione.
Non possiamo immaginare nulla che non esista, ma siamo solo in grado di fare nuove combinazioni di quanto c’è già.
Non abbiamo alcun concetto delle forme che possono esistere in condizioni di cui non abbiamo esperienza e che quindi non esistono per noi.
I pensieri e le idee sono entità ed esistono indipendente dalla percezione dell’uomo; non hanno bisogno di di esso per la loro esistenza, ma l’uomo necessità di essi per poter pensare.”
Il segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, ha affermato che l’operazione militare del 7 ottobre contro Israele “non è avvenuta dal nulla”, sottolineando che i palestinesi “sono stati sottoposti a 56 anni di soffocante occupazione”.
Le osservazioni del massimo diplomatico mondiale hanno fatto arrabbiare Israele. L’inviato israeliano all’Onu, Gilad Erdan, ha chiesto le dimissioni di Guterres, affermando che Israele deve riconsiderare le sue relazioni con l’organismo mondiale.
“Il popolo palestinese è stato sottoposto a 56 anni di occupazione soffocante. Hanno visto la loro terra costantemente divorata dagli insediamenti e piagata dalla violenza; la loro economia soffocata; la loro gente sfollata e le loro case demolite. Le loro speranze per una soluzione politica alla loro situazione stanno svanendo”, ha dichiarato Guterres.
In seguito a queste affermazioni, il ministro degli Esteri israeliano, Eli Cohen, ha annullato anche l’incontro programmato con il capo dell’Onu. Inoltre, in un post su X, Antonio Guterres ha affermato: “Le lamentele del popolo palestinese non possono giustificare gli attacchi di Hamas. Questi attacchi non possono nemmeno giustificare la sottoposizione dell’intera popolazione palestinese a una punizione collettiva”.
La Conferenza delle Nazioni Unite sul commercio e lo sviluppo, in un rapporto annuale sulla Palestina, ha affermato che Gaza ha sopportato 16 anni di “soppressione del potenziale umano e del diritto allo sviluppo”.
se è vero che stiamo vivendo la fase finale del kali yuga…se leghiamo ciò alla visione islamica del progressivo invio di Profeti, ogni tradizione è “studiata” per ogni specifico ciclo e possiede determinate caratteristiche proprio a causa del ciclo in cui si “trova”, proponendo anche un diverso approccio alle “cose” fondamentali
per esempio, con il Vedanta, la realizzazione passa per l’eliminazione della maya, mentre con il Tantra, che nella tradizione hindu è “l’approccio” dei tempi ultimi, la realizzazione avviene “per mezzo” della māyā (che quindi assume un ruolo “positivo”)
…e nell’Islam, essendo l’ultima tradizione del ciclo, abbiamo uno “scudo” protettivo molto forte, la shariah, appunto perché ci troviamo nella fase “tempestosa” del kali yuga, però ci deve essere anche un modo per “sfruttare” e “cavalcare la tempesta” (sempre indossando lo scudo, l’adab, e la shariah)
per essere come “un giardino colpito da un tempesta, che [invece di essere distrutto], raddoppia i suoi frutti “ (Sacro Corano)
In alto mi sono elevato, grazie alle arti delle Muse, e sebbene abbia carpito molte conoscenze non ho mai trovato nulla di più forte di ANANKE. Euripide, Alcesti
“Nei secoli che sono diventati millenni noi siamo stati abituati a percepire e “subire” la Necessità (Ananke) come qualcosa di negativo. Se proviamo a denudare la storia di Ananke, scopriamo che Ananke ha una famiglia sui generis. Se diamo uno sguardo alle cosmologie e cosmogonie orfiche scopriamo che Ananke era prima degli dei, cosa che condivide ad esempio con Fanes, ma questa è un’altra storia. Scopriamo che imparentate ad Ananke vi sono altre due figure femminili: Astradea e Themis, e Themis è presente nel culto misterico di Mitra. Perché i culti misterici? Quale è l’importanza dei culti misterici? È uno snodo fondamentale il collegamento con i culti misteri. Ed è così importante che vi chiedo per un attimo di abbandonare la vostra razionalità. Muoviamoci utilizzando la Fantasiaed il Nous. In questo torniamo ad essere dionisiaci, perché Dioniso guardandosi allo specchio vedeva in questo il mondo riflesso (Dioniso guardandosi nello specchio vede il mondo). Proviamo a fare lo stesso, dimentichiamo per un attimo di essere nell’era attuale, proviamo a diventare o tornare esseri “primigeni” e non primitivi, espandiamo la nostra coscienza e le nostre sensazioni ed anziché razionalizzare tutto quello che sentiamo, proviamo e pensiamo, “lavoriamo usando due parole che per noi sono inusuali: Fantasiae Nous”… Che possiamo definire per estrema esemplificazione e comodità come quel pensare “pre” razionale nel quale tutto è compreso. Un pensare unitario e non frammentato. L’uno ci rimanda a Pitagora, quindi inevitabilmente alle antiche iniziazioni e anche a quella musica prodotta dalle Sirene vicino alle Moire(vedi mito Er). Perché questo riferimento? Perché solo se siamo uno possiamo divederci, solo dall’unità viene la molteplicità, ma in quanto molteplicità spesso disordinata abbiamo la necessità di tornare all’unità. Ricomporre la nostra unità, tornare ad essere uniti ed armonici è uno degli scopi delle iniziazioni in generale e di quelle misteriche in particolare. Non dimentichiamo Dioniso allo specchio. Nella vita di tutti i giorni siamo frammentati, nei diversi momenti dell’esistenza o della giornata riverberano schegge di noi, siamo padri, mogli, lavoratoti, abbiamo una vita emozionale spesso scissa da altre parti noi, siamo, spesso, tanti piccoli frammenti di quella unità che è ogni singolo individuo. Per ricomporci, noi dobbiamo tornare a quella unità che eravamo in origine. Cosa c’entra Ananke in tutto questo? La Necessità, la sola parola necessità, basta ascoltarla per metterci uno stato d’ansia, la necessità di fare qualcosa, vissuta come obbligo e costrizione e con come un imperativo, direi categorico, della nostra coscienza, del nostro spirito delle nostre emozioni. Forse, abbiamo perso il nostro rapporto più intimo con Ananke molto tempo fa e l’abbiamo persa per quanto ci riguarda più da vicino, nella nostra storia, in due momenti topici. Il primo è quando è morto l’Occidente, la morte dell’Occidente inizia con la separazione della Poesia dalla Filosofia o con Euclide che tradisce la matematica sacra di Pitagora. L’uomo oggi si trova in una stanza buia e come tutti i bambini teme i mostri che ne possano uscire o, peggio, quelli che egli stesso creerà. Lo smarrimento dell’esserciè è massimamente dovuto alla negazione più che cancellazione di due elementi che lo rapportavano con la sua coscienza/pneuma e con il Mondo Universo. LA NEGAZIONE DEL PRINCIPIO EROTICO E DEL SACRO, stanno portando l’essere umano a divenire una macchina di sangue e carne disumanizzandolo. L’annuncio di questa morte sulla fine del secolo XIX viene dato con questa semplice frase: Dio è MORTO. Annuncio che come tutti voi sapete è dato da Nietzsche in La gaia Scienza e Così parlò Zarathustra. La morte di dio porta l’Occidente a qualcosa di ancora più drammatico: la perdita del sacro. La perdita del sacro è una perdita che riguarda eminentemente l’uomo, perché persa la via del sacro l’essere umano perde questa relazione con se stesso, con gli altri e il Mondo Universo. Questa perdita porta inevitabilmente alla cancellazione, all’oblio della sacralità della vita. Inutile soffermarsi ora su questo, la perdita della sacralità della vita è un fenomeno tanto reale quanto psichico e coscienziale al quale assistiamo, quasi anestetizzati, tutti i giorni. Si perde un altro elemento costitutivo dell’uomo, dell’esserci, perdita che avviene in contemporanea con l’annuncio della morte di dio e trova la sua massima realizzazione nella contemporaneità, parlo della perdita del principio Erotico. Potrà sembrare strano parlare di perdita del principio erotico in una società definita di costumi liberi o immorale da finti perbenisti e afflitta dalla dipendenza pornografica manifestata dalla youporn generation, ma il principio erotico nulla ha a che vedere con la pornografia. Il principio erotico è il principio vitale sia esso fisico, artistico o metafisico, è in qualche maniera il principio dionisiaco della vita che reclama la sua manifestazione. L’esserci nella modernità ha in qualche modo rinunciato alla zoée alla psychépur cercandola bramosamente in luoghi diversi da quelli nella quale si trovano. Il rapporto erotico con la vita è quella pulsione imprescindibile che ci spinge ad andare avanti, È QUELLA FORZA NECESSARIAMENTE DISORDINATA CHE NELLA SUA REALIZZAZIONE CI PORTA ALL’ORDINE, meglio, ALL’ARMONIA. Mi viene in mente come Ananke in alcuni testi magici sia presentata come la Dea dell’irrazionale. Molti dei motti dedicati ad Ananke sono con L’ALFA PRIVATIVA DAVANTI ALLA PAROLA LOGOS, quindi con una traduzione imperfetta e semplificata: senza logica, senza razionalità. Non basta, noi dobbiamo recuperare tutto questo. Per recuperare tutto questo cosa possiamo fare? DOVREMMO RICORDARCI DI ANANKE CON LE BRACCIA APERTE CHE ACCOGLIE IN SÉ L’INTERO COSMO, l’intero Mondo Universo e non voglio arrivare a parlare della Grande Madre, però è un dato di fatto… …Potremmo leggere dei frammenti della letteratura orfica, ma non abbiamo tempo. Ananke, probabilmente, è la legge del cosmo, del Mondo Universo, non è la necessità intesa nel senso comune. È tanto la legge della fisica newtoniana moderna, tanto la legge occulta dei maghi, tanto la legge altrettanto occulta degli psicanalisti che occupandosi della coscienza si occupa di qualcosa di occulto nel senso di celato, non visibile. Noi guardiamo ad Ananke come colei che è nata con il serpente prima degli dei, che avvolge e accoglie l’intero universo in un continuo atto erotico di produzione e riproduzione, ed è colei che attraverso la sorella o la figlia, a seconda delle versioni di miti, che tra le altre cose avrebbe accudito Zeus (e questo la dice lunga) nella grotta , e se l’uomo è microcosmo nel macrocosmo, è quindi governato in una qualche maniera dalle stesse identiche leggi, solo abbracciando Ananke avremo l’armonia, ricomporremo l’unità e potremo stare bene.”
Iran – Il ministro della Cultura iraniano ha elogiato l’operazione militare di Hamas del 7 ottobre, affermando che il giorno sarà registrato nel calendario iraniano come “Giornata epica della gioventù palestinese”.
Martedì, il Ministro iraniano della Cultura e dell’Orientamento Islamico, Mohammad-Mehdi Esmaeili, ha affermato che il leader della Rivoluzione Islamica, l’Ayatollah Seyyed Ali Khamenei, ha sottolineato che il 7 ottobre sarà l’inizio del conto alla rovescia per la distruzione del regime occupante.
L’operazione Al-Aqsa Storm è stata “un’epopea senza precedenti nella memoria storica del popolo palestinese. Abbiamo registrato la giornata al Consiglio Generale della Cultura come la “Giornata Epica della Gioventù Palestinese”. Le procedure per la sua approvazione si svolgeranno presso il Consiglio Supremo della Rivoluzione Culturale”, ha aggiunto.
Hamas ha lanciato l’operazione Al-Aqsa Storm in risposta alle violazioni del regime israeliano alla moschea di Al-Aqsa e alla crescente violenza dei coloni contro i palestinesi. L’attacco a sorpresa ha scosso l’apparato di sicurezza dell’entità occupante, provocando la morte di 1.500 sionisti.
In risposta, il regime di Tel Aviv ha lanciato attacchi devastanti sulla Striscia di Gaza assediata. Secondo l’agenzia di stampa WAFA, finora più di 6mila palestinesi sono stati uccisi e altri 18mila feriti. Inoltre, ha bloccato l’accesso di acqua, cibo ed elettricità a Gaza, facendo precipitare l’enclave in una crisi umanitaria.
L’Iran ha elogiato le proteste nei Paesi musulmani, così come in Europa e negli Stati Uniti, condannando lo spargimento di sangue israeliano a Gaza. “Ieri il numero dei bambini uccisi a Gaza ha superato i 2.300. Questo livello di crudeltà va oltre tutti i soliti genocidi”, ha affermato Esmaeili.