Audioconferenza del canale Spreaker ZAMBRACCA, Ep. 1 vol. II trasmesso in diretta live streaming il 7 ottobre 2023 con Valentina Ferranti e Valerio Savioli.
Cosa vuol dire oggi essere antropologi, significato e ragioni di una missione letteraria “non convenzionale”, la fede spirituale minacciata dal materialismo radical-progressista, cosa si cela di maligno nei piani di “resettaggio” del sistema di governo globale.
Il postumano è già oggi! Già oggi, l’uomo è ibridato con la macchina, le sue reti neurali sono già cablate con quelle della macchina (PC, Smartphone, ecc.), la quale in qualche modo è già incarnata, senza bisogno di installazioni corporee particolari. Il postumano necessita di un paradigma conoscitivo, un paradigma che sia all’altezza della sfida. I filosofi postumanisti puntano sul superamento dell’antropocentrismo, tipico dell’umanesimo, del rinascimento, e della modernità a nostro avviso. In favore di un’eguaglianza e di un’apertura permanente dell’uomo con l’alterità e verso l’alterità (macchine e animali). Allo stesso modo, i filosofi postumanisti mirano a superare l’essenzialismo, l’idea che via siano delle forme, delle identità fisse, dei Sé. In favore di un continuo divenire degli enti. Alla base di tutto un paradigma darwinista e sostanzialmente materialista. A nostro avviso, se la critica all’antropocentrismo “moderno” ha un suo senso, e pure quella all’essenzialismo, se si concepisce l'”essenza” in rapporto dualistico e non integrativo con la “sostanza”, sbagliato, almeno a un livello fondamentale, è il darwinismo e il materialismo. Diverse sono le teorie e le ricerche attuali, che dalla fisica quantistica alle neuroscienze, appoggiano le conoscenze tradizionali di tutto il mondo nelle quali vi sono già le risposte, ovvero la centralità del “cosmo” e non dell’uomo, il quale però più di tutti vi si avvicina per composizione e “opportunità”; la generazione della materia, e quindi pure degli esseri viventi, da ciò che è “immateriale”, e che quindi la storia dell’uomo non si evolve a partire da una presunta comunità di “semi-primati”. Di questo ed altro parleremo nell’articolo (link al primo commento)
“La virtù dell’anima invece è la conoscenza. Chi conosce infatti, è sia buono che pio, ed è già divino. “E che tipo di uomo è questo, padre mio?” “Quello che non parla molto, e che non ascolta molto. Infatti, chi perde tempo a fare e ad ascoltare chiacchiere, figliolo, combatte con le ombre. Dio, infatti, che è Padre e che è il Bene, non si può né descrivere né udire. Così stando le cose, in tutti gli esseri sono presenti gli organi di senso, poiché non potrebbero vivere senza: ma la conoscenza è molto diversa dalla sensazione. La sensazione, infatti, si verifica in dipendenza dall’oggetto che riduce un’impressione su di noi, mentre la conoscenza è il fine della scienza, e la scienza è un dono di Dio. Ogni scienza, infatti, è incorporea, e si serve dell’intelletto stesso quale strumento; l’intelletto, a sua volta, si serve del corpo. Entrambi, dunque, trovano spazio in un corpo, sia gli oggetti intellegibili sia quelli materiali. Tutte le cose, infatti, devono costituirsi in base a un’antitesi, a un’opposizione; ed è impossibile che sia altrimenti.” (Tratto dal “Corpus Hermeticum”)
Oggi parliamo dell’ultimo libro del giovane esoterista Klod Nagàl, uno scrittore che definirlo esoterista è forse riduttivo giacchè le sue conoscenze non sono soltanto libresche. Egli ha vissuto esperienze che il 99% delle persone neppure potrebbe immaginare; cose paragonabili al film “Circle of Iron” (con David Carradine) colla differenza che la vita di Klod non è fiction ma realtà. Egli partì per l’Oriente munito soltanto di zaino e sacco a pelo, con l’intento di trovare uomini eccezionali sulla via della Conoscenza. Klod attraversò torridi deserti pietrosi, giungle impenetrabili, caotiche città indiane brulicanti di miseria umana, sentieri dirupati per montagne altissime, fino a giungere in valli remote nelle quali sorgevano antichi templi. Incontrò gli yogi, i sadhù, i rishi, i fachiri, i guru, i monaci e i santi. E a tutti costoro pose le domande cruciali sui misteri della Vita e della Morte. Ma non solo Oriente per Klod, che per non farsi mancare nulla si recò anche nelle americhe, laddove fu istruito dagli enigmatici stregoni del lignaggio tolteco-nagualista.
Il suo libro si propone di svelare il mistero del “Tunnel di Luce” (dal quale le anime vengono attratte dopo la morte del corpo fisico o in particolari circostanze) e di ciò che vi sarebbe oltre. La maggior parte degli appassionati di spiritualità pensa che il Tunnel conduca in un luogo di pace e amore, benevolmente ricevuti da angeli o da spiriti guida o da amici e parenti precedentemente defunti. I materialisti invece ritengono che tunnel e angeli siano solo allucinazioni indotte dall’organo cerebrale in situazioni critiche: Piero Angela nè parlo pure alla tivù.
La tesi di Klod Nagàl è assai più inquietante: il Tunnel sarebbe una trappola finalizzata a cancellare la memoria delle anime e costringerle a reincarnarsi nuovamente sulla Terra, che di fatto sarebbe un pianeta-prigione gestito da potenti entità parassite che si spacciano per entità buone. Tali entità farebbero credere che la Terra è un pianeta-scuola nel quale si ha l’opportunità di evolversi spiritualmente in concerto colla Legge del Karma. L’autore del libro (come si evince dal suo video qui sotto) è consapevole che questa tesi (della quale è profondamente certo) è un vero e proprio “sasso in piccionaia” che potrà suscitare forti reazioni emotive contrastanti, perché si propone di mettere in crisi convinzioni largamente diffuse tra il Popolo della Rete.
IL MISTERO DEL TUNNEL DI LUCE E ALTRI INQUIETANTI ENIGMI
IL MISTERO DEL TUNNEL DI LUCE E ALTRI INQUIETANTI ENIGMI
I vitelli dei romani sono belli è un’espressione italiana che corrisponde a una frase grammaticalmente corretta della lingua latina: I, Vitelli, dei Romani sono belli (Va’, o Vitellio, al suono di guerra del dio romano). Il gioco di parole è apprezzabile in relazione alla profonda differenza tra significato italiano e latino, nonostante l’identità della frase nelle due lingue.
“A nessun ita(g)liano contemporaneo si può dire “I Vitelli Dei Romani sono belli”. Gli ita(g)liani odierni possono, al massimo, andare ad abbrutirsi in qualche discoteca fra droga, pornografia e alcool, bevendo insieme con quest’ultima sostanza (l’unica estranea – per natura – alla composizione chimica, fisica, minerale, dell’organismo umano) tutte le bischerate, le frottole, le baggianate dei media e delle scuole obbedienti al nuovo Minculpop che da circa ottanta anni avvelena l’ex popolo italiano. E si, perché l’ex popolo italiano sempre più itaGliano, è diventato un’accozzaglia anglofona e una plebaglia che scimmiotta tutta la spazzatura cinematografica, pseudoculturale, politica, sociale del più comodo “progressismo” utile al Mercato Unico, al Globalismo Satanico Tecnofinanziario. In ciò, gli itaGliani sono ben istruiti e condotti da compiaciuti e pasciuti domestici (i cosiddetti Ministri dei cosiddetti governi) del padrone d’oltreoceano, cui obbediscono con cosciente e cieco servilismo. I cambiamenti socioeconomici e politici innescati da una svolta decisa a tavolino già da decenni, hanno trovato la loro eco: le Risonanze all’interno di Universi relazionali psico – sociali che hanno creato gli effetti devastanti, nella mente delle persone, concretizzati nell’acquiescenza ovina delle greggi a ogni misura tirannica: dalla CREAZIONE delle emergenze sanitarie alla CREAZIONE dei conflitti internazionali in cui il paese itaGlia (scritto di proposito in tale forma) è stato coinvolto.
Poiché l’ex popolo italiano, nella sua quasi totalità, IN CUI ABBIAMO LA COSCIENZA DI NON RICONOSCERCI (perché abbiamo l’eguale coscienza di venire da un Mondo altro di altra Epoca) ad alcun livello, NON ha più né forma né ethos, essendo in tutta evidenza diventato un coacervo del peggio possibile, auguriamo un rapido dissolvimento di tale status quo, magari per intervento di una qualche forza cosmica, tanto fisica quanto metafisica, come unica possibilità rigeneratrice del popolo e della terra, ormai abbandonata dal suo Genius Loci e dal suo Genius Populi, che hanno ben pensato di ritrarsi nei luoghi inaccessibili per il fetore plebeo. In fine, annoto come la psicologia e la psichiatria e la medicina – ruotanti attorno “alla comunità scientifica” (non si sa di quale comunità scientifica si parli) come recita il nuovo codice deontologico degli psicologi italiani – abbiano deciso di essere ossequiosi verso il Sistema economico-politico dominante.
Se i presupposti sono sbagliati e/o le informazioni incomplete o autolimitate, i vostri beati ragionamenti (di cui tanto vi vantate di solito, specie se siete dei “razionaloni”) saranno anche perfettamente logici ma, comunque, potranno essere errati o nient’altro che possibilità eventualmente funzionanti o funzionali. Per questo il Logos è solo Divino e la logica moderna applicata alla conoscenza è in realtà razionalità ridotta. Per questo la scienza mainstream è, mediamente, a un punto morto pur sostenendo il contrario. Ed è per questo, che esiste il concetto di intelligenza (nel suo senso antico), che non prevede la conquista della conoscenza attraverso il ragionamento e l’analisi ma per mezzo di una chiara ed istantanea visione di ciò che è vero. E benché anche l’intus legere, o insight o altro nome, possa essere fallace o interpretativo essendo la (super)percezione soggetta a perturbazioni e limiti, resta quella la modalità regina del sapere autentico. Quella è la vera mente. È incredibile, davvero, che così poca gente, oggi, lo sappia e coltivi questa capacità.
Continuano le polemiche tra il primo ministro dell’Ungheria, Viktor Orban, e l’Unione europea in materia di immigrazione. Secondo il premier ungherese sia la propria Nazione che la vicina Polonia sarebbero state “stuprate legalmente” dagli organi istituzionali di Bruxelles per quanto riguarda il dossier migranti e, in particolare, il Patto Ue sulla migrazione. Sia Budapest che Varsavia sarebbero quindi state costrette ad accettare loro malgrado l’accordo europeo.
Orban al Consiglio europeo
Le parole di Orban al suo arrivo al Consiglio europeo a Granada si riferiscono alle decisioni prese a maggioranza qualificata e non all’unanimità: “Se sei legalmente stuprato, costretto ad accettare qualcosa che non ti piace, come pensi di raggiungere un compromesso? È impossibile”. Il premier dell’Ungheria ha in seguito affermato: “Non c’è la possibilità di un accordo sui migranti t perché prima avevamo deciso che l’immigrazione sarebbe stata regolata sulla base di accordi unilaterali, ma questo è stato cambiato nell’ultimo incontro. La Polonia e l’Ungheria non erano insoddisfatte della proposta, ma sono state lasciate da parte. La proposta è stata spinta avanti. Polonia e Ungheria sono state lasciate totalmente fuori“.
Ue ancora contro l’Ungheria
Orban ha infine concluso attaccando direttamente l’Unione europea, rea di non rispettare la volontà dei singoli Stati membri: “Dopo non c’è nessuna possibilità di nessun tipo di accordo o compromesso sull’immigrazione, politicamente è impossibile. Non solo oggi, ma in generale per i prossimi anni, perché’ noi siamo stati, come dire, violentati giuridicamente. Se sei violentato giuridicamente, costretto ad accettare qualcosa che non ti piace, come si può avere un compromesso, un accordo? È impossibile”. La situazione tra Ue ed Ungheria è ancora in stallo, per i burocrati di Bruxelles Budapest va messa in riga. Non importa quale sia la volontà del Paese.
Il tasso di laureati in Italia è tra i più bassi d’Europa, con forti differenze tra Nord e Sud e ancora più ampie tra italiani e stranieri. Per quanto riguarda l’occupazione, la percentuale di donne con un lavoro è inferiore nonostante siano più istruite degli uomini.
Nel 2022, fra gli under 35 con titolo conseguito da almeno un anno e non oltre tre, cresce il tasso di occupazione: 56,5% tra i diplomati e 74,6% tra i laureati (+6,6 e +7,1 punti sul 2021). Per i laureati il valore supera di 4 punti il livello raggiunto prima della crisi del 2008. Restano molto ampie le distanze con l’Europa. Lo rileva l’Istat nel report “Livelli di istruzione e ritorni occupazionali – 2022”. Nel Mezzogiorno, i laureati 30-34enni (21,6% contro 29,6% del Nord) hanno un tasso di occupazione 20 punti più basso rispetto al Nord (69,9%, contro 89,2%). Se i genitori hanno un basso livello di istruzione, un giovane su quattro abbandona precocemente gli studi e uno su 10 raggiunge il titolo terziario. Con almeno un genitore laureato, le quote sono, rispettivamente, meno di tre su 100 e circa sette su 10.
Quanti laureati ci sono in Italia
La quota di 30-34enni in possesso di un titolo di studio terziario era uno degli indicatori target della Strategia Europa 2020, nel nuovo Quadro strategico per la cooperazione europea relativo al 2030, l’indicatore è stato sostituito con quello riferito alla classe di età 25-34 anni. Nonostante in Italia, nel 2022, la quota di giovani adulti in possesso di un titolo di studio terziario sia leggermente cresciuta, attestandosi al 27,4% tra i 30 e i 34 anni e al 29,2% tra i 25 e i 34 anni, resta decisamente lontana dagli obiettivi europei (40% e 45%, rispettivamente). In particolare, tra i giovani 25-34enni, il valore italiano è decisamente inferiore alla media europea (42,0% nell’Ue27) e molto al di sotto dei valori di altri Paesi (50,4% Francia, 50,5% Spagna e 37,1% Germania), evidenzia l’Istat. Questa distanza trova ragione anche nella limitata disponibilità, in Italia, di corsi terziari di ciclo breve professionalizzanti, erogati dagli Istituti Tecnici Superiori, che in altri Paesi europei forniscono una quota importante dei titoli terziari conseguiti: con riferimento alla classe di età 25-34, in Spagna rappresentano quasi un terzo dei titoli terziari (30,2%), in Francia un quarto (24,3%), un decimo (10,9%) nella media dei 22 paesi europei membri Ocse e il 16,4% nella media dei paesi Ocse
Divario tra Italia e Paesi europei
Il divario con l’Europa nella quota di laureati diventa ancora più marcato tra i giovani adulti di cittadinanza straniera: 12,0% in Italia e 35,0% nella media Ue. Anche il divario territoriale a sfavore del Mezzogiorno è molto marcato: è laureato meno di un giovane su quattro (23,9%), contro oltre tre giovani su 10 nel Centro e nel Nord (34,5% e 31,2%). Il background familiare condiziona fortemente la possibilità che un giovane raggiunga un titolo terziario. Nelle famiglie con almeno un genitore laureato, la quota di figli 25-34enni che hanno conseguito un titolo terziario è pari al 67,6%, se almeno un genitore è diplomato cala al 39,1% e scende al 12,3% quando i genitori possiedono al piu’ un titolo secondario inferiore.
Donne più istruite ma tasso di occupazione più basso
Le donne in Italia sono più istruite degli uomini: il 65,7% delle 25-64enni ha almeno un diploma (60,3% tra gli uomini) e le laureate arrivano al 23,5% (17,1% tra gli uomini). Le differenze di genere sono in aumento e risultano più marcate di quelle osservate nella media Ue 27. Il vantaggio femminile nell’istruzione non si traduce però in un vantaggio lavorativo: il tasso di occupazione femminile è molto più basso di quello maschile (57,3% contro 78,0%) e il divario di genere è in aumento nel 2022, rileva l’Istat. I differenziali occupazionali si riducono al crescere del livello di istruzione (32,5 punti per i titoli bassi, 21,0 per i medi e 7,7 punti per gli alti), per effetto dell’aumento dei tassi di occupazione femminili più marcato di quello maschile: il tasso di occupazione tra le laureate è di 18,4 punti superiore a quello delle diplomate (soli 5,1 punti tra gli uomini); tra le diplomate è di 25,8 punti più elevato di quello tra le donne con al massimo la licenza media inferiore (14,3 punti tra gli uomini). Tra le donne anche le differenze con la media europea si riducono all’aumentare del livello di istruzione: per le laureate, il tasso di occupazione è inferiore di 4,7 punti alla media Ue27, differenza pari a circa la metà di quella che si osserva per i titoli di studio medio-bassi.
Ampia differenza tra italiani e stranieri laureati occupati
Nel 2022, la quota di popolazione con almeno un titolo secondario superiore e’ pari al 64,6% tra i cittadini italiani e scende al 49,7% tra gli stranieri; la quota di laureati e’ rispettivamente pari a 21,4% e 11,5%. In Italia, i premi occupazionali dell’istruzione tra i cittadini stranieri sono molto bassi, decisamente inferiori a quelli degli italiani e a quelli osservati in altri Paesi europei, riporta l’Istat. Il tasso di occupazione degli stranieri laureati, nonostante sia in aumento, è 16,6 punti inferiore rispetto a quello degli italiani (la differenza scende a 12,3 punti nella media Ue) e rimane leggermente inferiore a quello degli stranieri diplomati.
Donne laureate in discipline Stem sono il 50% degli uomini
Nel 2022, il 23,8% dei giovani adulti (25-34enni) con un titolo terziario ha una laurea nelle aree disciplinari scientifiche e tecnologiche, le cosiddette lauree Stem (Science, Technology, Engineering and Mathematics). La quota sale al 34,5% tra gli uomini (un laureato su tre) e scende al 16,6% tra le donne (una laureata su sei), evidenziando un importante divario di genere. Differenze territoriali per i laureati in discipline Stem sono evidenti per la sola componente maschile: la quota varia dal 29,7% del Mezzogiorno al 37,7% del Nord, rileva l’Istat.
Tassi di occupazione più alti per i laureati Stem
L’indirizzo di studio universitario determina importanti differenze nei tassi di occupazione dei laureati. Nel 2022, il tasso di occupazione tra i 25-64enni laureati nell’area Umanistica e dei servizi è pari al 77,7%, sale all’83,7% per i laureati nell’area Socio-economica e giuridica,si attesta all’86,0% per le Stem e raggiunge il massimo valore (88,0%) tra i laureati nell’area medico-sanitaria e farmaceutica. Lo svantaggio delle donne rispetto agli uomini nei ritorni occupazionali è più ampio nelle discipline socio-economiche e giuridiche e raggiunge il massimo nelle lauree Stem. Tale risultato, tuttavia, non dipende dalla bassa incidenza di donne laureate nelle aree disciplinari Stem che presentano le quote più elevate di occupati (informatica, ingegneria e architettura), poiché il forte divario di genere si osserva anche a parità di macro area Stem: il tasso di occupazione femminile sia per l’area “scienze e matematica” sia per l’area “informatica, ingegneria e architettura” è inferiore a quello maschile di 10 punti e la differenza scende appena tra i 25-44enni (7,5 e 9,2 punti rispettivamente). Le ridotte opportunità occupazionali che contraddistinguono l’area geografica del Mezzogiorno caratterizzano tutti i settori e le skills – dall’economico, al tecnico/scientifico, all’umanistico – e le differenze territoriali nei tassi di occupazione dei laureati si riducono solo per le lauree medico-sanitarie e farmaceutiche.
La presenza militare americana (illegale) in Siria si traduce in 28 siti militari, distribuiti su 24 basi militari e 4 points of presence.
La presenza militare americana (illegale) in Siria si traduce in 28 siti militari, distribuiti su 24 basi militari e 4 points of presence. Circa duemila sono i soldati americani presenti sul territorio siriano.
Le basi militari americane sono distribuite nella Siria orientale, nell’area che si estende a est del fiume Eufrate dalla Siria sudorientale vicino al valico di frontiera di Al-Tanf, a nord-est vicino ai giacimenti petroliferi di Rmelan, e sono distribuite ad Al-Hasakah e Deir ez -Zor. Le missioni delle unità americane occupanti in Siria si dividono tra:
1) addestramento e gestione dei rifornimenti logistici per i gruppi armati affiliati 2) supporto aereo e di artiglieria alle Forze Democratiche Siriane 3) monitoraggio aereo, intercettazioni e sorveglianza
Le forze di occupazione americane svolgono anche missioni speciali tra cui: 1) lancio di droni spia 2) spionaggio, sorveglianza e monitoraggio 3) lanci di missili contro veicoli o contro “nemici” 4) atterraggi notturni dietro linee dell’Isis 5) Prendere di mira elementi “ostili”.
Da Esiodo all’Intelligenza Artificiale, per la riconquista del nostro destino.
L’Unione Europea, va da sé, non è l’Europa che ci piace. Ma quale Nazione, oggi, ci piace davvero? Quale Stato e quale regime politico, oggi, soddisfa pienamente le nostre aspettative? Essa non ci piace, è vero: pecca di poca determinazione ed eccessiva condivisone dei poteri, mostrando tutti i limiti di una burocrazia elefantiaca. Essa non ci piace, ma è quotidianamente sotto attacco: lo è per ciò che è stata, per ciò che rappresenta e per quello che potrebbe diventare. Lo è perché, malgrado il fatalismo che ci affligge, i nostri nemici ci temono terribilmente.
Questo libro – pubblicato nel 2018 e passato in sordina per i boicottaggi di un sovranismo sciovinista che aveva confuso l’essenza europea con il meccanismo che ne governa i processi monetari – vuole farsi portatore di una logica di rigenerazione rivoluzionaria, lanciando un monito e un appello.
La riforma costituzionale e sociale dello spazio fisico europeo che si collega al nostro Genius Loci, probabilmente, non è alla nostra portata. Ma possiamo fare molto per riempire i vuoti e accendere le fiaccole, restituendo senso e coscienza alla nostra gente. Non si tratta di definire un progetto politico, ma di suscitare una tendenza e di esserne i bardi: vivere da europei, coniugando le nostre specificità storiche, culturali ed antropologiche in una forza d’Impero. Per farlo, però, occorre ripartire dal Mito e dalla Necessità dell’Europa.