GLI OCCHIALI DEL PATRIARCATO: LA STORIA FEMMINISTA E LA SUA IDEOLOGIA

di Galatea Vaglio

Siccome ormai ad ogni post le polemiche fioccano e i commenti si riempiono di insulti, chiariamo alcune cose sul femminismo, la storia e il patriarcato.
Negli ultimi decenni, anche grazie al fatto che gli studi storici antropologici e umanistici in genere non sono più, come erano un tempo, portati avanti solo da maschi (per giunta in larga maggioranza bianchi, borghesi, etero e cis) la riflessione sulla storia del passato e del presente si è fatta più complessa e sfaccettata. Le persone (di qualsiasi genere, etnia, sesso, classe sociale e orientamento) hanno potuto accedere agli studi, hanno iniziato a studiare e interpretare il passato e si sono rese conto (o almeno molte di loro lo hanno fatto) che le categorie con cui la storia veniva scritta e spiegata -e quindi anche poi insegnata nelle scuole, creando così una ricaduta continua sulle nuove generazioni – erano troppo limitate per restituire la complessità del mondo.
La nostra società, odierna e passata, è stata improntata sul patriarcato, ovvero l’idea che il maschio vale più della femmina, e che la femmina, i suoi desideri, le sue aspirazioni e i suoi diritti sono totalmente secondari se non inesistenti, perché la sua funzione principale o addirittura esclusiva è quella di essere al servizio del maschio come moglie, madre o quello che oggi chiamiamo “caregiver”, cioè una “donatrice di servizi”. La donna aveva una funzione di supporto al maschio, in famiglia e nella società, aveva bisogno di continua protezione e doveva essere sottoposta al suo continui controllo per evitare che sbagliasse, perché non in grado di decidere da sola sul proprio destino.
Questo dura tutt’oggi, anche se magari in alcune società in maniera sempre più sfumata, grazie anche alle lotte portate avanti in passato e ancora oggi.
Questo fatto, ovvero l’impostazione patriarcale della società, non è una opinione o una lettura ideologica: è un fatto. Negarlo o sminuirlo è come negare che ci siano state le guerre puniche o l’eruzione a Pompei.
Il patriarcato non è stato accettato e difeso solo da maschi, ma anche dalle femmine, perché sia uomini e donne, fin da bambini, sono stati istruiti per pensare che sia l’unica organizzazione possibile per la società e l’unica giusta. Questo ha portato a creare una società con ruoli fissi per maschi e femmine che ha danneggiato, in realtà, la libertà di entrambi, anche se poi le più penalizzate sono state le donne.
Anche questo è un dato di fatto, non una opinione o una ideologia. Il patriarcato ha reso anche difficile la vita di tutti coloro, maschi, femmine, o persone che non si riconoscevano in nessuno dei due sessi, che venivano considerati “anormali” o “contro natura”.
Anche questo è un dato di fatto, non una posizione ideologica.
Oggi, con fatica perché i pregiudizi contro le donne e contro chiunque denunci la cultura patriarcale sono ancora fortissimi, si cerca di scardinare questa impostazione.
Il patriarcato in sostanza è come se fin dalla nascita tutti noi avessimo indossato senza accorgercene degli occhiali con le lenti colorate. Apparentemente tu vedi la realtà, ma i colori reali sono svisati. Finché non ti rendi conto che hai addosso delle lenti, non riesci a vedere le cose per quello che sono.
Bene, è ora di togliere gli occhiali. Non è detto che tutti ci riescano, e qualcuno continuerà a brontolare che il mondo con i filtri delle lenti colorate pareva più bello. Però, ragazzə, non si può continuare a scambiare un filtro per la realtà. Vi arrabbiate persino per le foto di Instagram e invece volete continuare a vedere una società per quello che non è?
La storia “femminista” quindi in realtà non esiste: esiste il tentativo da parte di storici e storiche contemporanei di rimuovere filtri e correggere visioni errate che sono state create nel corso del tempo, dando finalmente il giusto valore a personaggi ed eventi passati in secondo piano per via di questi pregiudizi patriarcali.
Questa non è ideologia, è semplicemente cercare di fare bene quello che è il compito fondamentale della storia e delle scienze umane in genere. I risultati possono essere differenti, discontinui, e certamente perfettibili, come per tutte le cose create dagli esseri umani, ma sono fondamentali e necessari.
Fatevene quindi una ragione e smettetela di considerare ideologia o “femminismo” (di solito usato come insulto come se fosse una brutta parola) questa cosa.
E se non riuscite a farvene una ragione, pazienza, ma rendetevi conto che il problema è vostro, non nostro, ecchediamine.

GLI OCCHIALI DEL PATRIARCATO: LA STORIA FEMMINISTA E LA SUA IDEOLOGIA
GLI OCCHIALI DEL PATRIARCATO: LA STORIA FEMMINISTA E LA SUA IDEOLOGIA

Blinken: Il ‘Vecchio Ordine’ ha fallito

a cura della Redazione

15 settembre 2023

Il segretario di Stato americano, Antony Blinken, ha affermato che il mondo sta passando a un nuovo ordine diplomatico in cui Washington deve aprire la strada nel superare le crescenti minacce provenienti da Russia e Cina, lavorando con i suoi alleati per creare fiducia tra le nazioni per le quali il vecchio sistema ha fallito.

“Un’era sta finendo, una nuova sta iniziando, e le decisioni che prendiamo ora plasmeranno il futuro per i decenni a venire”, ha dichiarato Blinken mercoledì in un discorso alla John Hopkins University di Washington. Ha inoltre affermato che “l’ordine post-Guerra Fredda” è terminato quando “decenni di relativa stabilità geopolitica hanno lasciato il posto a una crescente concorrenza con poteri autoritari”.

Vale a dire, queste potenze sono guidate da Russia e Cina, ha dichiarato Blinken, aggiungendo che “la guerra di aggressione della Russia in Ucraina è la minaccia più immediata e più acuta all’ordine internazionale”. La Cina rappresenta la più grande sfida a lungo termine, ha affermato, perché aspira a rimodellare l’ordine internazionale e sta sviluppando la potenza economica, diplomatica, militare e tecnologica per farlo.

“Pechino e Mosca stanno lavorando insieme per rendere il mondo sicuro per l’autocrazia attraverso la loro partnership ‘senza limiti’”, ha affermato Blinken. Russia e Cina hanno inquadrato l’ordine esistente come una “imposizione occidentale”, ma che il sistema è ancorato a valori universali e sancito dal diritto internazionale. Ironicamente, ha anche accusato i due rivali di credere che i grandi Paesi possano “dettare le loro scelte agli altri”, un’accusa che viene sempre più rivolta a Washington.

Blinken: “Blocco militare occidentale è diventato più forte”

“Quando Pechino e Mosca cercano di riscrivere – o di abbattere – i pilastri del sistema multilaterale, quando affermano falsamente che l’ordine esiste semplicemente per promuovere gli interessi dell’Occidente a spese del resto, un coro di nazioni e persone si alzerà per dire: “No, il sistema che state cercando di cambiare è il nostro sistema. Serve i nostri interessi”, ha affermato Blinken.

Il segretario di Stato americano ha aggiunto: “Sappiamo che dovremo guadagnarci la fiducia di un certo numero di Paesi e cittadini per i quali il vecchio ordine non è riuscito a mantenere molte delle sue promesse. Le alleanze saranno la chiave del successo di Washington”. Ha affermato che pochi anni dopo che le capacità e la rilevanza della Nato sono state apertamente messe in discussione, il blocco militare occidentale è diventato “più grande, più forte, più unito che mai”.

Il conflitto Russia-Ucraina ha dimostrato che: “Un attacco all’ordine internazionale danneggerà le persone ovunque. Gli Stati Uniti mirano a garantire che l’Ucraina sconfigga la Russia ed emerga dal conflitto come una democrazia vivace e prospera”, ha concluso Blinken.

Tratto da: Il Faro sul Mondo

Blinken: Il ‘Vecchio Ordine’ ha fallito
Blinken: Il ‘Vecchio Ordine’ ha fallito

RITORNO AD AMTARA

a cura di Giovanni Ascolani

VALENTINA FERRANTI: Ritorno ad Amtara, Fantascienza, collana Saggistica & Narrativa – Edizioni NPE, 2021. Cover di Nino Cammarata. Illustrazioni di Riccardo Galante-

RECENSIONE

“Ritorno ad Amtara“, scritto da Valentina Ferranti prima del febbraio 2020 e pubblicato nel 2021 da Edizioni NPE, è un fantasy che presenta anche elementi tipici del genere fantascientifico.

Il romanzo, primo capitolo di una saga, è ambientato in un futuro distopico dove il pianeta Terra risulta incompatibile con la vita per colpa dello sfruttamento sregolato delle risorse naturali e dei disastri ambientali causati dai Destinati alla Grande Eternità Scura, casta eletta che da secoli governa il mondo. Questa ha soggiogato l’umanità inconsapevole e l’ha reclusa in delle aree abitabili di natura artificiale.

Al di fuori di queste comunità, esiste un’altra fazione che vive nelle viscere della Terra: i Ribelli della Linea Bianca da sempre in lotta con i Destinati. A questo gruppo appartiene la protagonista del romanzo, Telesa, una giovane dotata di un enorme potere, che durante una missione viene tratta in salvo e portata nella città di Amtara, il luogo più sacro del pianeta con a capo le sette donne del Supremo Concilio. Queste possiedono straordinarie facoltà extrasensoriali, come la telepatia e la chiaroveggenza, e guideranno l’audace Telesa verso il suo destino.

Nel frattempo, Adam, compagno di lotta e di vita di Telesa, con la quale è collegato telepaticamente, viene catturato e condotto nell’area ZM66, dove verrà affidato alle cure del Dottor Vasani.

Il romanzo è incentrato sul dualismo tra bene e male, ovvero tra luce e oscurità, rappresentate rispettivamente dai Ribelli e dai Destinati. La storia, molto originale e coinvolgente, è presentata da un narratore onnisciente. I capitoli rispecchiano la contrapposizione tra i due schieramenti: infatti, si alternano vicende incentrate ad Amtara o nel sottosuolo ed episodi ambientati nell’area ZM66. Valentina Ferranti costruisce quasi due trame parallele che si intrecciano e congiungono per dare vita a una narrazione davvero avvincente.

Il libro presenta molti personaggi per entrambe le fazioni. I nomi sono spesso complicati, a volte quasi impronunciabili, ma con il progredire della lettura si assimilano senza grosse difficoltà. I protagonisti presentano un’evoluzione ben sviluppata nel corso della trama. In alcuni casi, arrivano anche a rivalutare le proprie posizioni e convinzioni e ad abbandonare lo schieramento di appartenenza per quello rivale.

L’ambientazione è molto interessante: abbiamo un pianeta pressocché deserto dove la popolazione sopravvissuta vive o nel sottosuolo o in delle strutture artificiali in cui sono conservati anche diversi tipi di piante. La Terra è, quindi, inospitale e per muoversi sulla sua superficie gli esseri umani sono costretti ad utilizzare particolari tute protettive.

Purtroppo, manca una cartina a inizio o a fine libro per visualizzare l’ubicazione delle diverse aree in cui avvengono le vicende narrate.

L’editore dovrebbe fare più attenzione alla qualità dell’editing: sono presenti un po’ troppi refusi che, però, non intaccano la qualità del testo.

Bella la cover firmata da Nino Cammarata e davvero magnifiche le illustrazioni interne di Riccardo Galante.

Valentina Ferranti ci presenta l’area ZM66 come una società che ha smarrito la propria umanità ed è governata da figure del tutto prive di emozioni. Una popolazione inconsapevole accanto alla quale troviamo inquietanti individui al servizio dei Destinati, i cosiddetti mrtani: uomini che a seguito di uno specifico trattamento risultano privi di volontà e, quindi, incapaci di qualsiasi forma di ribellione. Eppure, c’è chi tra l’indifferenza di una parte del popolo non smette di affrontare il potere e si ribella alla sua volontà. È evidente che la società frutto della fantasia dell’autrice sia una rappresentazione allegorica della nostra realtà, dove la maggior parte delle persone vive nell’apatia, e spesso proprio coloro che si battono per il bene collettivo vengono etichettati come i cattivi di turno.

Un libro che invita a ben più di qualche semplice riflessione sul nostro presente: lettura consigliata!

RITORNO AD AMTARA
RITORNO AD AMTARA

HO CHIÈSTO E DIO MI HA DATO

a cura dell’Associazione Internazionale SOL COSMICUS

Ho chièsto la fòrza …
e Dio mi ha dato difficoltà per èssere fòrte.
Ho chièsto la saggézza …
e Dio mi ha dato problèmi da risòlvere.
Ho chièsto la prosperità …
e Dio mi ha dato cervèllo e mùscoli per lavoràre.
Ho chièsto il coràggio …
e Dio mi ha dato perìcoli da superàre.
Ho chièsto amóre …
e Dio mi ha dato gènte bisognósa da aiutare.
Ho chièsto favóri …
e Dio mi ha dato opportunità.
Nón ho ricevùto niènte di quanto volèvo.
Ho ricevùto soltanto ciò di cui avèvo bisógno.
(antica poesia dei Nativi d’America)

HO CHIÈSTO E DIO MI HA DATO
HO CHIÈSTO E DIO MI HA DATO

CONFUCIO E LA DONNA IN LUTTO

a cura di Vincenzo Di Maio

Un giorno, in una radura della foresta, Confucio s’imbatté in una donna in lutto, distrutta dal dolore. Seppe da lei che poco tempo prima suo figlio era stato divorato da una tigre, e tentò di consolarla. Dopodiché riprese la sua strada, ma era appena rientrato nella foresta quando fu richiamato da un nuovo scoppio di pianto. «Non è tutto», disse la donna. «Vedi, mio marito fu divorato in questo luogo, un anno fa, dalla stessa tigre.» Di nuovo Confucio tentò di consolarla e di nuovo riprese la sua strada solo per sentire ancora una volta il pianto della donna. «Non è tutto, dunque?» «Oh, no. L’anno prima anche mio padre era stato divorato dalla tigre.» Confucio rifletté un momento, poi le disse: «Non mi sembra che questo luogo sia molto salutare. Perché non te ne vai?». La donna si torse le mani e rispose: «Lo so, lo so, ma vedi, è che qui c’è un ottimo governo».

L’ottimo governo secondo Confucio si fonda su una società imperiale incentrata sulla vita contadina come base dispositiva sociale in cui il villaggio ha un primato sulla città, dove la società è distinta in cinque classi sociali in cui è favorita anche la mobilità sociale tra esse, cinque classi sociali che sono rispettivamente, per ordine ascendente, la classe dei contadini, degli artigiani, dei letterati, dei guerrieri, degli imperiali.

Un pò come se fosse oggi equiparabile a un primo settore (di agricoltori sociali), un secondo settore (di industriali sociali), un terzo settore (di servizi sociali), un quarto settore (di salvaguardia sociale) e infine un quinto settore (di funzionariato sociale).

Una disposizione dell’ordine sociale in cui il principio di base è che ognuno deve essere proprietario del proprio lavoro, dove i principi etici, morali e spirituali sono il fondamento della vita sociale, dove le religioni determinate come sacre, tradizionali e armoniche, scandiscono i tempi della società arricchendo il folklore antropologico, dove il rispetto per gli antenati dell’umanità è una base di concatenazione della tradizione sociale, una società in cui la politica è basata sulla partecipazione circoscrizionale di piccole realtà come i villaggi, in cui il più ricco e il meno ricco (poiché la povertà non è moralmente ammissibile) valgono allo stesso modo e sono guidati da un capovillaggio che rappresenta il villaggio nelle relazioni superiori di concittadino e così via ascendendo a scatole cinesi fino all’imperatore quale rappresentanza suprema della società che accoglie ogni eccezione per far valere le regole sociali.

La tigre nella foresta dell’aneddoto significa che l’ottimo governo è un paese senza stato, una nazione imperiale in cui la libertà dell’arbitrio è condizionata solo dai propri simili e da Dio.

CONFUCIO E LA DONNA IN LUTTO
CONFUCIO E LA DONNA IN LUTTO

Suicidi tra i giovani: un trend inquietante

di Sebastiano Lo Monaco

13 settembre 2023

Come affermò il Prof. Galimberti, durante una sua conferenza, il problema dei suicidi non riguarda più solo i Paesi del Nord Europa, dove la depressione, a causa dei prolungati inverni, la fa da padrona. I suicidi riguardano anche il “Paese del sole”, l’Italia. A testimoniare un inquietante trend ci sono i numeri.

+40% degli accessi al Pronto Soccorso riguardante gli adolescenti, di casi inerenti ai tentati suicidi. Il 70% di questo quaranta percento deriva da atti di autolesionismo e da tentativi di suicidio. Sono 387, quelli dell’ultimo anno, spinti dalle dinamiche isolazioniste del Covid. I giovani sono quelli che stanno pagando lo scotto maggiore.

Covid come detonatore

Il Covid non è stato altro che il detonatore di disagi latenti: nel 2022 le consulenze neuropsichiatriche effettuate nel pronto soccorso dell’Ospedale Bambino Gesù di Roma, riferimento per il Centro e per il Sud Italia, sono state 1.580. Se si dovesse guardare al 2011, il dato che emerge è ancora peggiore perché in quell’anno le consulenze furono 155. In numeri si tratta di 4 ragazzi al giorno che entrano in Pronto Soccorso per problematiche mentali. 15 anni di media, il 90% ragazze, come dinamiche vi sono depressione e disturbi d’ansia.

Cause dei suicidi

Nel 2022 le degenze per queste cause sono state 544 e 7 su 10 derivano da “idee suicidarie.” L’ospedale della capitale ha deciso di accendere un riflettore su tale fenomeno dove si nota un anticipo dell’età di esordio, ed ha delle dinamiche trasversali tra famiglie di varia provenienza. Quello che si nota è che i ragazzi sono in una forte sofferenza psicologica. Una sofferenza che andrebbe, prima di tutto, scovata a scuola.

La scuola quindi, dovrebbe capire lì dove non arriva la famiglia e poi ascoltare le richieste di aiuto che i giovani mandano. Richieste che il più delle volte trovano scarsa comprensione e insufficiente ascolto. La scuola, nonostante tutte le sue mancanze, arriva dove può con il materiale che ha. Servirebbe anche assistenza territoriale, mancano i progetti terapeutici che garantirebbero una reale assistenza ed eviterebbero le ricadute. Mancano i luoghi di aggregazione, manca una filiera che potrebbe arginare il disagio che si riscontra quando i giovani entrano in ospedale. Manca soprattutto la volontà politica di affrontare il fenomeno, una politica distante che mira ad altri obiettivi, dimenticando il benessere della popolazione più giovane e non solo.

Tratto da: Il Faro sul Mondo

Suicidi tra i giovani: un trend inquietante
Suicidi tra i giovani: un trend inquietante

Foreign Affairs: Ayatollah Khamenei trasforma l’Iran in una potenza dominante in Medio Oriente

a cura della Redazione

12 settembre 2023

Riferendosi alla crescente cooperazione tra Iran, Cina e Russia, unita al declino del potere degli Stati Uniti, la rivista americana Foreign Affairs ha previsto che il leader supremo della Rivoluzione Islamica, l’Ayatollah Seyyed Ali Khamenei, è sulla buona strada per trasformare l’Iran nella “potenza dominante” in Medio Oriente.

Foreign Affairs: rafforzamento relazioni tra Iran, Russia e Cina li ha trasformati in un “Asse” che sfida gli Stati Uniti

Ray Takeyh, ricercatore senior presso il Council on Foreign Relations, e Reuel Marc Gerecht, ex ufficiale della Cia, hanno pubblicato congiuntamente un articolo su Foreign Affairs, sottolineando che il rafforzamento delle relazioni tra Iran, Russia e Cina li ha trasformati in un “Asse” che sfida l’ordine mondiale guidato dagli Stati Uniti.

“Mentre il potere e l’influenza di Washington sono diminuiti, Pechino e Mosca hanno deciso di poter sfidare l’ordine internazionale liberale. Hanno regolarmente accolto i funzionari iraniani e offerto a Teheran un sostegno economico e militare più ampio”, scrivono.

“Teheran ne ha tratto grandi benefici. La Cina fornisce all’Iran un commercio resistente alle sanzioni statunitensi e un accesso più facile alla tecnologia avanzata. La Russia ha contribuito a modernizzare l’esercito iraniano. Sul piano diplomatico, Pechino, Mosca e Teheran sono diventati un asse revisionista, ponendo di fatto fine all’isolamento della Repubblica Islamica”, riporta l’articolo.

Accanto al sostegno di Russia e Cina, il governo iraniano si sente ora più potente e sicuro che mai. Gli autori affermano che durante il primo decennio del 21° secolo l’Iran è rimasto isolato. Tuttavia, all’inizio del secondo decennio, gli eventi internazionali hanno giocato a suo favore, facendo uscire il Paese dall’isolamento.

Accordo nucleare del 2015

L’accordo sul nucleare del 2015, chiamato Piano d’azione globale congiunto (Jcpoa), non solo ha dato il via libera all’arricchimento interno dell’uranio dell’Iran, ma ha anche stabilito che dopo 15 anni l’Iran sarebbe stato libero di sviluppare un arricchimento su scala industriale. L’articolo sottolinea inoltre le crescenti relazioni tra Iran e Cina, che ha sempre più consolidato la sua presenza in Medio Oriente.

Nel 2021 Teheran e Pechino hanno firmato un accordo di 25 anni per la cooperazione in tutti i settori economici. Di conseguenza, la Cina investirà nelle infrastrutture dell’Iran e ha promesso di contribuire al suo programma nucleare civile, sottolineano gli autori.

“Nel febbraio 2023, il presidente cinese Xi Jinping ha assicurato al presidente iraniano Ebrahim Raisi che Pechino ‘sostiene l’Iran nella salvaguardia della sovranità nazionale’ e ha sostenuto i suoi sforzi per ‘resistere all’unilateralismo e al bullismo’”, scrivono gli autori.

Brics e Sco

“La Repubblica Islamica è membro dell’Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai (Sco) e in agosto l’Iran è stato invitato ad aderire ai Brics, un blocco di grandi economie in via di sviluppo. Pechino ha alleviato gran parte del peso delle sanzioni statunitensi”.

L’analisi spiega anche come la Russia abbia svolto il suo ruolo nell’assistere l’Iran. “Nei primi dieci mesi del 2022, le esportazioni russe verso l’Iran sono aumentate del 27%. I due Paesi hanno firmato un memorandum d’intesa che impegna Mosca a investire 40 miliardi di dollari in progetti sul gas iraniano”.

“Oggi, l’atmosfera nella Repubblica Islamica, rispetto a solo un anno fa, è trionfante”, notano gli autori. Ha attraversato con successo sanzioni e “rivolte interne”, stabilizzato l’economia con l’aiuto delle sue potenze alleate e rafforzato le sue capacità militari.

Gli autori concludono la loro analisi affermando che l’Ayatollah Khamenei “ha assicurato la sopravvivenza della Rivoluzione contro il suo principale nemico, gli Stati Uniti. Ha trasformato il Medio Oriente in una regione in cui l’Iran, dopo 44 anni di Resistenza, è la potenza dominante”.

Tratto da: Il Faro del Mondo

Foreign Affairs: Ayatollah Khamenei trasforma l’Iran in una potenza dominante in Medio Oriente
Foreign Affairs: Ayatollah Khamenei trasforma l’Iran in una potenza dominante in Medio Oriente

Blade Runner: simbolismo tra interpretazione esoterica ed attualità

Videoconferenza del canale YouTube PAGINE FILOSOFALI, trasmesso online in live streaming il giorno 10 set 2023.

Domenica 10 Settembre 2023, ore 21.15, in diretta sui canali Youtube, Facebook e Telegram del sito web Pagine Filosofali e dell’Ass. Il Cervo Bianco di Napoli, si svolgerà un simposio virtuale dedicato al film del 1982 del regista Ridley Scott, ispirato all’opera “Il cacciatore di androidi” dello scrittore Philip K. Dick.

Con la presentazione ed il coordinamento di Rosanna Lia, – Daniele Laganà (Ass. Il Cervo Bianco di Napoli, saggista) – Umberto Bianchi (Ass. Progetto Nuova Sintesi di Roma, saggista) – Luca Valentini (redattore Pagine Filosofali, saggista) approfondiranno gli aspetti simbolici ed esoterici della celebre pellicola, riconnettendoli con le caratteristiche patologiche dell’attuale postmodernità: “E’ tempo di morire”!

Blade Runner: simbolismo tra interpretazione esoterica ed attualità

MEN IN BLACK

di Mike Plato

Ci ritornerò, perchè dietro l’archetipo degli AGENTI-MEN IN BLACK-STRANGERS….si nascondono sempre loro….
Ad esempio, gli agenti occupano informatcamente il corpo di un umano posto nelle vicinanze di chi devono intercettare. Si chiama possessione, e penso proprio di essere stato vittima 24 anni fa di una cosa simile, quando mi vennero addosso ghignando. Ultima cosa…sia gli Agenti che i Men in Black usano la cravatta, che, per chi non sapesse, è un ben noto simbolo di schiavitù, altro che di eleganza. E’ un vero e proprio cappio al collo, un guinzaglio che indica un giogo, una sottomissione.
Nel nostro mondo ci sono molt agenti inconsapevoli di esserlo: gli psicologi, gli psichiatri, ad esempio, che, seppur portati a guarire reali infermità mentali dissociative o schizofreniche, mettono nel mucchione anche chi si sta risvegliando a tutt’altro e potrebbe sembrare un fuori di testa. Nell’intedimnto dei SULTANI DELL’INVISIBILE gli psicologi devono intercettare soprattutto queste anime
Gli AGENTI DELLA MATRIX sono un gruppo di personaggi nell’universo immaginario del di Matrix franchise . Sono i guardiani del mondo generato dal computer di Matrix , proteggendolo da chiunque o da qualcosa (molto spesso Redpills ) che potrebbe rivelarlo come una falsa realtà o minacciarlo in qualsiasi altro modo. Gli agenti inoltre danno la caccia e terminano eventuali programmi canaglia, come The Keymaker , che non servono più allo scopo generale della Macchina. Sono programmi informatici senzienti travestiti da agenti governativi umani, che appaiono fisicamente come umani ma con la tendenza a parlare e agire in modi altamente precisi e meccanici. Gli agenti rappresentano visivamente il regime egemonico delle macchine avendo associazioni con corporations, poliziotti, politici , banche, istituzioni
La locuzione MEN IN BLACK , in acronimo MIB, così definiti perché vestiti interamente di nero) nell’ambito della teoria del complotto sugli UFO identificherebbe supposti agenti del governo degli Stati Uniti d’America incaricati di intimidire o ridurre al silenzio i testimoni di avvistamenti di oggetti volanti non identificati. A volte vengono rappresentati essi stessi come alieni.
Gli STRANGERS sono i principali antagonisti del film Dark City del 1998 . Sono una specie aliena, di cui possiedono poteri incredibili e una tecnologia inimmaginabilmente avanzata. Nonostante ciò, sono comunque una razza in via di estinzione, con la loro società dalla mentalità alveare incapace di adattarsi o resistere alla loro imminente estinzione. Tuttavia, avendo osservato l’individualità degli esseri umani, credono che la soluzione alla loro situazione si trovi da qualche parte nella psiche umana; hanno organizzato un grande esperimento per approfondire le forze dietro la personalità e la memoria umana, sperimentando a lungo sugli umani che sono stati in grado di rapire nel tentativo di trovare qualche intuizione che sarà in grado di salvare la loro razza. In quanto tali, trascorrono il loro tempo orchestrando gli eventi da dietro le quinte, rivelandosi solo quando non hanno altra scelta che intervenire direttamente. Esteriormente, gli Stranieri sono individui uniformemente pallidi e calvi, vestiti con cappotti neri che nascondono le forme e cappelli a tesa larga – insoliti e spesso dimostranti una varietà di manierismi eccentrici, ma per il resto umani a tutte le apparenze. Tuttavia, questi sono solo i vasi che usano per interagire con l’umanità e proteggere il loro vero sé: in realtà, gli Stranieri sono entità trasparenti simili a meduse che usano cadaveri umani come ospiti e travestimenti, e hanno adottato permanentemente i loro attuali corpi ospiti per l’uso nello scimmiottare l’individualità umana. Tendono ancora a operare in gruppi: sebbene tutti possiedano la capacità di sintonizzarsi in una certa misura, i loro poteri vengono utilizzati al meglio quando riuniti in grandi numeri, dove possono concentrare le loro energie telecinetiche per alterare la struttura della realtà locale su vasta scala; allo stesso modo, quando sono sul campo, gli Estranei tendono a lavorare in gruppi di tre o quattro. Pertanto, uno Straniero solitario sul campo è uno spettacolo raro. Gli Stranieri sono per il resto uniformi nel loro comportamento generale. La maggior parte di loro tende a parlare con un tono monotono e snervante e ha l’abitudine di terminare le domande con la parola “sì?” Di tanto in tanto, battono i denti anteriori come se si segnalassero a vicenda, un’attività che eseguono sulla massa durante l’accordatura, spesso facendo risuonare l’intero laboratorio con l’eco dei denti che battono.

MEN IN BLACK
MEN IN BLACK

Europa: ogni notte un milione di persone dorme per strada

a cura della Redazione

09 settembre 2023

Ogni notte in tutta Europa un milione di persone dorme per strada. Feantsa, la Federazione delle organizzazioni nazionali che lavorano con i senzatetto, ha affermato che il dato, che riflette solo le “forme più visibili” di senzatetto, “evidenzia il fallimento dei Paesi europei nel rendere l’alloggio un diritto fondamentale”.

Si stima che ogni notte siano almeno 895mila le persone senza casa – “una popolazione paragonabile a quella di città come Marsiglia o Torino”. I dati raccolti dai Paesi dell’Ue e dal Regno Unito vanno dai dati dei censimenti ai dati delle autorità locali e rappresentano una “stima minima”, poiché i dati non sono disponibili per tutte e sei le categorie utilizzate dagli autori del rapporto per definire i senzatetto.

Queste categorie includono coloro che dormono all’aperto, le persone in alloggi di emergenza e “i senzatetto che vivono temporaneamente in alloggi convenzionali con familiari e amici”. Quest’ultima categoria è molto diffusa in molti Paesi come l’Irlanda, dove l’edilizia abitativa ha raggiunto alti livelli di crisi, lasciando le famiglie che lavorano sfrattate e costrette a vivere con la famiglia o gli amici.

Freek Spinnewijn, direttore di Feantsa, ha dichiarato: “La maggior parte dei governi in Europa continua a fallire la sua politica sui senzatetto, a frustrare i bisognosi e a sprecare risorse per gestire in modo inefficace il problema”.

Europa e gli impegni disattesi

Tutti gli Stati membri dell’Ue si sono impegnati l’anno scorso a risolvere il problema dei senzatetto entro il 2030. Tuttavia, il rapporto afferma che il problema sta peggiorando, e solo Finlandia e Danimarca stanno facendo progressi dimostrabili.

In Danimarca il numero dei senzatetto è diminuito del 10% tra il 2019 e il 2022, il che, secondo gli autori del rapporto, dimostra che è “uno dei Paesi che sta facendo chiari progressi” e potrebbe essere un modello per altri.

Il Centro danese per le scienze sociali conduce ogni due anni un’indagine nazionale sui senzatetto, raccogliendo dati su ogni persona con cui le autorità locali sono in contatto. “Un cambiamento di paradigma dalla gestione dei senzatetto all’interno del sistema di accoglienza per risolverli fornendo alloggi è un progresso importante – anche se ciò non porterà a zero senzatetto nel breve termine”, hanno affermato gli autori nel rapporto, intitolato 8th Overview. dell’esclusione abitativa in Europa.

Hanno affermato che la riduzione in Danimarca è “molto probabile” essere il risultato della politica nazionale per combattere i senzatetto come parte di una strategia “housing first”, che migliora la capacità dei centri di accoglienza e gestisce politiche di prevenzione rivolte ai minori di 24 anni nelle principali città.

Numeri drammatici

In Germania, secondo i dati ufficiali del censimento, il numero dei senzatetto è pari a 262.645, la Spagna ne ha registrati poco più di 28.500 nello stesso anno, mentre in Irlanda, dove la mancanza di alloggi oltre il divario sociale sta minacciando le prospettive di rielezione del governo, il numero ufficiale dei senzatetto ammontava a 11.632 alla fine del 2022.

Feantsa ha anche esaminato gli alloggi di scarsa qualità e ha scoperto che un numero significativo di persone nel Regno Unito, Francia, Bulgaria e Ungheria vivono in case ritenute al di sotto degli standard e inadatte alla vita. In tutta l’Ue, si chiede una maggiore consapevolezza del numero di persone ospitate in proprietà “fatiscenti”, caratterizzate da umidità e muffa, sovraffollamento, servizi igienico-sanitari inadeguati e rischi di incendio.

L’Ungheria è stata scelta per gli alloggi al di sotto degli standard, con quasi la metà della popolazione che “vive in alloggi sovraffollati”, mentre in Bulgaria una famiglia su otto vive in alloggi senza servizi igienici interni.

Tuttavia, gli alloggi inadeguati non sono solo una prerogativa dell’Europa orientale. Gli autori hanno scoperto che quasi un quinto della popolazione francese vive in alloggi considerati inadatti alla vita, mentre quasi un quarto di coloro che vivono in alloggi in affitto nel Regno Unito sono classificati nella stessa categoria.

Condizioni di vita inadeguate

Non sempre la colpa degli alloggi scadenti è delle autorità comunali o dei proprietari senza scrupoli. “Condizioni di vita inadeguate colpiscono anche innumerevoli proprietari-occupanti che non hanno le risorse per mantenere o rinnovare le loro case”, afferma il rapporto.

Secondo Eurostat, l’ufficio dati ufficiale dell’Ue, nel 2020 quasi 20 milioni di persone in tutto il blocco soffrivano di una qualche forma di “privazione abitativa”. “Ciò si riferisce alla percentuale di persone che vivono in alloggi sovraffollati che soddisfano almeno uno dei seguenti criteri: famiglie con il tetto che perde, senza vasca/doccia e senza servizi igienici interni, o abitazioni considerate troppo buie”, afferma il rapporto.

Tratto da: Il Faro sul Mondo

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