IL MALE CHE GLI INIZIATI E I GRANDI MAESTRI SANNO UTILIZZARE

di Omraam Mikhaël Aïvanhov

“Non si può risolvere il problema del male col ragionamento, poiché esso è molto al di sopra dell’intendimento umano. In realtà, il male non esiste; esiste solo pei deboli, per coloro che non sono pronti, che non sanno servirsene. Ma per i figli di Dio, pegli Iniziati e i grandi Maestri, il male – quella materia infernale di cui i religiosi hanno tanto parlato senza comprenderla – è una materia preziosa, ricca, che può essere sfruttata e di cui ci si può servire per delle realizzazioni fantastiche.* Essendoché gli Iniziati sono molto forti e molto puri, osano affrontare il male immergendosi nelle profondità della propria natura, e grazie a quell’audacia ne riportano perle preziose, come i pescatori che s’immergono nell’oceano per raccogliere ostriche perlifere senza esser divorati dagli squali o rimanere intrappolati nelle alghe. Queste esperienze, però, non sono consigliabili a tutti. Solo pochissimi sulla terra possono permettersi di scendere sin nelle profondità della loro natura e trasformare tutto, sublimare tutto e rendere tutto luminoso e bello.”

Vedi anche L’albero della conoscenza del bene e del male, Izvor n.210 capitolo II Omraam Mikhaël Aïvanhov – Edizioni Prosveta

IL MALE CHE GLI INIZIATI E I GRANDI MAESTRI SANNO UTILIZZARE
IL MALE CHE GLI INIZIATI E I GRANDI MAESTRI SANNO UTILIZZARE

IL CULTO DI DIANA

di Daniela Di Niro

“Silvarum patrona et domina, Diana, es”
“O Diana, tu sei la patrona e la padrona delle selve”

Diana è antichissima Dea italica, la DIA, signora delle selve e delle belve, custode di fonti e torrenti, Dea della Natura e dell’agricoltura, protettrice delle donne caste. Caste, non vergini, a significare le donne indipendenti che non soggiacciono a mariti padroni. La radice si trova nel termine latino arcaico “dius” (“della luce”, da dies, “ luce del giorno”), divino, per cui il nome originario sarebbe stato Divina.
Il principale luogo di culto di Diana italica si trovava presso il piccolo lago laziale di Nemi, sui colli Albani, e il bosco che lo circondava era detto nemus aricinum per la vicinanza con la città di Ariccia.
Il santuario di Ariccia potrebbe essere stato il nuovo santuario federale dei latini dopo la caduta di Alba Longa, da quanto riportato da Catone nelle “Origines”, cioè che il dittatore tusculano Manio Egerio Bebio officiò una cerimonie comunitaria nel Nemus Aricinum insieme ai rappresentanti delle altre principali comunità latine: “Tusculanus, Aricinus, Lanuvinus, Laurens, Coranus, Tiburtis, Pometinus, Ardeatis, Rutulus.
In seguito Servio Tullio fondò il nuovo tempio di Diana sull’Aventino e lì spostò il centro del culto federale con il consenso dell’aristocrazia latina.
Sempre secondo Catone, i Rutuli avevano partecipato alla fondazione del tempio della dea sulle sponde del lago di Nemi,e il santuario fu frequentato e attivo fino all’avvento del cristianesimo.
Inoltre molti altri santuari erano situati nei territori del Lazio antico e della Campania e di recente è stato scoperto un santuario dedicato a Diana Umbronensis all’interno del Parco Regionale della Maremma. Era in questi luoghi che si celebravano, in onore della Dea, le feste dette Artemisie.
La Dea di Nemi è denominata Diana Nemorense, ma nella sua forma più antica Diana era Iana, la controparte di Iano o Diano. Macrobio narra che le due facce di Giano derivano dalla sua fusione con Giana. o Jana, che è presente in tutto il Mediterraneo.
Trattavasi di un culto della fertilità della natura, del ciclo eterno di morte e rinascita del sole, dell’unione fra il sole e la luna. Jana-Jano sono i custodi delle porte (i solstizi erano le porte del ciclo universale, alba e tramonto erano le porte del cielo nel ciclo quotidiano) e quindi i garanti dell’equilibrio e del passaggio fra vita e morte.
Tito Livio ed altri grandi storici affermano che diversi secoli prima di Cristo, sul Mons Algidus vi erano templi dedicati a divinità, soprattutto a Diana la veneratissima e bella Dea dei boschi e della caccia. Non a caso in zona, siamo presso il Monte Cavo (o Gavo come veniva chiamato nell’antichità) ci sono i boschi dell’Artemisio, dedicati appunto alla Dea della natura selvaggia.

La Dea italica divenne romana e Catullo cantò:
“Su, devoti a Diana, fanciulle e fanciulli innocenti,
preghiamo nel canto Diana,
fanciulle e fanciulli innocenti.
O grande Latonia, sangue
santo di Giove, che a Delo
tua madre depose
accanto all’ulivo,
perchè di monti e di boschi
e di macchie profonde,
e di fiumi sonanti tu
fossi Signora,
t’invocano Madre Lucina
in doglia le puerpere,
ti chiamano magica Trivia,
e Luna di luce riflessa.”

IL CULTO DI DIANA
IL CULTO DI DIANA

DOSTOEVSKIJ: UNA PROFEZIA DI 155 ANNI FA

a cura di Adriano Segatori

<<(Ci sarà) la divisione dell’umanità in due parti diseguali. Una decima parte riceverebbe la libertà della personalità ed un diritto illimitato su gli altri nove decimi. Questi dovrebbero perdere la personalità, trasformarsi come in una specie di gregge e per mezzo d’una illuminata obbedienza raggiungere, attraverso una serie di rigenerazioni, l’innocenza primordiale, qualcosa come il paradiso primordiale, dove, tuttavia, dovrebbero lavorare>> (p. 413).

<<(…) ogni membro della società vigila sull’altro ed è tenuto a denunciarlo. Ciascuno appartiene a tutti, e tutti appartengono a ciascuno. Tutti sono schiavi, e nella schiavitù sono eguali>> (p. 427).

<<(…) per scrollare sistematicamente le basi della società, disfarla sistematicamente e rovinare tutti i principi: per scoraggiar tutti e fare una sola minestra di tutto e di tutti>>. (p. 685).

Fëdor Dostoevskij, I demoni, Mondadori, Milano 1998.

DOSTOEVSKIJ: UNA PROFEZIA DI 155 ANNI FA
DOSTOEVSKIJ: UNA PROFEZIA DI 155 ANNI FA

Afghanistan: USA offrono rilascio dei fondi in cambio dell’insicurezza dell’Iran

a cura della Redazione

25 agosto 2023

Dopo aver lasciato un Paese devastato e ridotto alla fame, gli Stati Uniti hanno nuovamente inserito l’Afghanistan nella loro agenda di politica estera. Due anni dopo il ritorno dei talebani a Kabul, la situazione umanitaria in Afghanistan rimane disastrosa, il che sembra aver motivato gli Stati Uniti a sfruttare questa situazione. 

Nelle ultime settimane, una raffica di sforzi diplomatici nella regione dell’Asia occidentale ha portato alla ribalta i talebani. La scorsa settimana, il ministro degli Esteri iraniano, Hossein Amir Abdollahian, si è recato nel vicino Pakistan a capo di una numerosa delegazione. Durante la visita sono state discusse molte questioni di sicurezza, tra cui la situazione in Afghanistan. Lo si evince dal fatto che Hassan Kazemi Qomi, inviato presidenziale iraniano per l’Afghanistan, ha accompagnato il ministro degli Esteri durante la visita di tre giorni. 

Qomi ha affermato che gli Stati Uniti stanno cercando di trasformare l’Afghanistan in un punto caldo per i Paesi vicini. “A causa dei lunghi confini che abbiamo con l’Afghanistan, i nemici stanno cercando di creare insicurezza da questa direzione”, ha aggiunto. 

L’inviato ha dichiarato che stanno avvenendo una serie di sviluppi legati agli americani. “Gli occupanti di ieri stanno cercando di creare nuovi imbrogli in questo Paese sotto un nuovo travestimento. Gli Stati Uniti hanno sostituito le loro truppe con mercenari di Daesh. Gli americani stanno agendo in modo tale da impedire le interazioni dell’Afghanistan con altri Paesi”, ha dichiarato Qomi. 

Usa utilizzano il denaro bloccato per esercitare pressioni

Infatti, gli Stati Uniti stanno usando molte leve per “gestire le relazioni estere dell’Afghanistan. Usano il denaro bloccato dell’Afghanistan come strumento e leva per esercitare pressioni”.

“Pertanto, nella politica degli americani, il perdurare dell’instabilità in Afghanistan è importante, perché questo Paese deve diventare un’area critica per i suoi vicini. Questo mentre i Paesi della regione vogliono che l’Afghanistan vada verso la stabilità, la pace e la costruzione”, ha dichiarato.

Qomi ha invitato i leader talebani a essere vigili e ad andare verso la convergenza e la cooperazione regionali. “Questo è ciò che stiamo seguendo e le nostre consultazioni in Pakistan rientravano nel quadro di questo problema”, ha affermato. 

L’avvertimento dell’inviato sull’uso dei talebani da parte degli Stati Uniti per creare insicurezza arriva dopo un importante incontro tra i talebani e gli Stati Uniti in Qatar, dove hanno tenuto i primi colloqui ufficiali dopo la presa del potere da parte dei talebani. 

Un portavoce del ministero degli Affari esteri afghano ha dichiarato lunedì che le due parti hanno discusso di misure volte a rafforzare la fiducia durante i colloqui di due giorni, tra cui la revoca delle sanzioni e dei divieti di viaggio, nonché la restituzione dei beni della banca centrale afghana detenuti all’estero. 

Un’offerta per destabilizzare l’Afghanistan contro l’Iran

Una fonte ha rivelato al Tehran Times il motivo dell’avvertimento dell’Iran. Gli Stati Uniti hanno presentato un’offerta ai negoziatori talebani che potrebbe destabilizzare la regione. Gli Stati Uniti si sono offerti di sbloccare sette miliardi di dollari in fondi afghani congelati nelle banche americane in cambio di una mossa talebana per destabilizzare l’Iran, cosa che i talebani non hanno ancora accettato.

Il coinvolgimento degli Stati Uniti nei confronti dei talebani arriva anche tra i rapporti secondo cui i talebani avrebbero preso in considerazione l’uso di attentatori suicidi nei recenti scontri al confine con l’Iran che hanno fatto seguito a una disputa sull’acqua. I talebani hanno inviato migliaia di soldati al confine con l’Iran in una dimostrazione di forza. Oltre a soldati e attentatori suicidi, il suo raro dispiegamento militare include anche centinaia di veicoli militari e armi lasciate dagli Stati Uniti, secondo Bloomberg. 

Dall’acquisizione del potere da parte dei talebani quasi due anni fa, l’Iran ha cercato di aiutare l’Afghanistan a superare sfide a più livelli. A tal fine, l’Iran ha tenuto ampi colloqui con quasi tutte le parti interessate. Per quanto riguardo gli scontri di confine tra le due parti, l’Iran ha calmato la situazione e ha sollecitato una soluzione diplomatica.  

Tratto da: Il Faro sul Mondo

Afghanistan: USA offrono rilascio dei fondi in cambio dell’insicurezza dell’Iran
Afghanistan: USA offrono rilascio dei fondi in cambio dell’insicurezza dell’Iran

LA ROSA E L’UNO

di Alfredo Cattabiani

II fiore evoca, anche e soprattutto, l’ineffabile Uno. Nella prefazione al Gulistan il mistico musulmano Sa’dì narra che un uomo era sprofondato nel mare della contemplazione. Quando tornò in sé un amico gli domandò per scherzo: «Che cosa ci porti in dono dal giardino in cui sei penetrato?». «Avevo in animo» rispose l’uomo «che appena giunto all’Albero della rosa me ne sarei riempito il grembo come regalo per gli amici. Ma quando vi giunsi il profumo della rosa mi inebriò tanto che mi sfuggì il lembo già colmo della veste.»

Alla rosa come simbolo della conoscenza ineffabile s’ispirò nel secolo XVI Vicino Orsini, l’ideatore del Sacro Bosco di Bomarzo, creando il cimiero di famiglia, un orso eretto che tiene in mano una rosa d’oro o rossa a cinque petali alludendo anche al segreto ermetico. Per questo motivo il fiore è diventato, mondanamente, emblema del segreto: quando si ammoniva a mantenere un segreto, si diceva per esempio che l’argomento era sub rosa, sotto la rosa. Inoltre si usava avvolgere attorno ai boccali una ghirlanda di rose oppure appendere il fiore al soffitto delle locande per ricordare agli avventori di non propalare discorsi tenuti «sotto la rosa». Rose a cinque petali nel nimbo si intagliavano, infine, nei confessionali e nelle sale riservate agli affari di Stato col medesimo significato.

Il turbine dei suoi petali verso il centro del bocciolo, quasi sfere concentriche rotanti, è un’immagine della manifestazione dell’Uno che si dispiega negli archetipi: «Ogni rosa pregna di interno profumo» scriveva Giala ud-Din Rumi «narra, quella rosa, i segreti del tutto». Quando Dante dovette descrivere l’Empireo, anfiteatro dei beati, non potè che utilizzare il fiore per antonomasia in Occidente: una rosa che dal suo centro, giallo lago di luce, s’innalza come un anfiteatro verso la sua sorgente, estrema luce floreale che si manifesta nel mezzo del cielo notturno pieno di stelle, culmine dell’itinerario spirituale.

Ma la rosa evoca anche un’altra immagine. Quando Dante si appresta all’ultima visione, san Bernardo di Chiaravalle gli spiega che la contemplazione dell’«amor che move il sole e l’altre stelle» gli sarà concessa soltanto grazie alla mediazione della Vergine Maria. Ed ecco apparire agli occhi del poeta la regina dell’Empireo, Madre e Figlia del Figlio, colei che regna nella Rosa del decimo cielo, potenza spirituale che ama e salva, Flos Florum. Sicché nel suo trascolorare simbolico la rosa indicò nel Medioevo anche la Madonna di cui divenne uno degli attributi.

Tratto da “LUNARIO”

LA ROSA E L'UNO
LA ROSA E L’UNO

Iran diventa nuovo membro dei Brics

a cura della Redazione

24 agosto 2023

L‘Iran è diventato ufficialmente membro del gruppo di economie emergenti Brics, i cui leader sono a Johannesburg, in Sud Africa, per discutere dell’espansione del blocco.

Il presidente sudafricano Cyril Ramaphosa ha annunciato giovedì che gli stati membri del Brics hanno accettato di ammettere Iran, Argentina, Egitto, Etiopia, Emirati Arabi Uniti e Arabia Saudita come nuovi membri.

I cinque attuali Stati membri hanno raggiunto un “consenso sulla prima fase di questo processo di espansione” e hanno invitato i sei Stati a diventare nuovi membri del gruppo Brics dal 1° gennaio 2024, ha dichiarato al vertice dei leader del gruppo a Johannesburg.

In reazione alla notizia, Mohammad Jamshidi, vice capo dello staff per gli affari politici del presidente iraniano, ha affermato che la piena adesione dell’Iran ai Brics è uno “sviluppo storico” e un “successo strategico” per la politica estera della Repubblica Islamica.

Il presidente cinese Xi Jinping ha affermato che l’espansione dei Brics darà nuovo slancio al meccanismo di cooperazione del gruppo. Questa espansione riflette la determinazione dei Brics verso l’unità e la cooperazione, ha affermato Xi al vertice.

I Brics sono costituiti da India, Russia, Cina, Brasile e Sud Africa. Mercoledì i capi di stato del gruppo hanno tenuto il 15° vertice annuale a Johannesburg, concordando meccanismi per prendere in considerazione i nuovi membri e chiedendo l’uso delle valute locali per facilitare gli scambi.

Tratto da: Il Faro sul Mondo

Iran diventa nuovo membro dei Brics
Iran diventa nuovo membro dei Brics

UN COMPLESSO DIVINO

di Mike Plato

Un complesso divino è una convinzione incrollabile caratterizzata da sentimenti costantemente gonfiati di abilità personale, privilegio o infallibilita. La persona è molto dogmatica nelle sue opinioni, nel senso che parla delle proprie opinioni personali come se fossero indiscutibilmente corrette e supportate dal marchio divino. Qualcuno con un complesso divino potrebbe non mostrare alcun rispetto per le convenzioni e le richieste della società e potrebbe richiedere una considerazione o privilegi speciali. Il complesso di Dio non è un termine clinico né un disturbo diagnosticabile e non compare nel Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali ( DSM ). Il nome diagnostico riconosciuto per i comportamenti associati a un complesso divino è disturbo narcisistico di personalità (NPD). Un complesso divino può anche essere associato alla mania o ad un complesso di superiorità . La prima persona a usare il termine “complesso di Dio” fu Ernest Jones (1913–51). La sua descrizione, almeno nella pagina del contenuto di Essays in Applied Psycho-Analysis , descrive il complesso divino come la convinzione di essere un dio .
Cristo e Buddha rientrerebbero nel complesso di Dio? Per quanto concerne Cristo, la risposta potrebbe essere affermativa, mentre per Buddha no, in quanto si è dichiarato un risvegliato e non un Dio. Ma dovremmo poi stabilire se fosse Cristo – Adam a parlare attraverso Yeshua, oppure qui non c’è distinzione tra uomo interiore e uomo esteriore. La questione non è lieve. Spesso, fin troppo spesso, i new ager (e non solo) ritengono di essere essi stessi Dio, un Dio che deve solo prendere consapevolezza di se stesso e finalmente ridestarsi. Per la tradizione spirituale, l’uomo esteriore carnale immerso nel mondo non è affatto l’uomo o il Dio dell’intimo. Battista, nella tradizione cristiana, da uomo esteriore estremamente evoluto e consapevole, dice di non essere il messia, e che c’è qualcosa in lui che era preesistente a lui come a tutti gli uomini, e che prenderà il posto in futuro della stessa umanità esteriore ilica. Mostrando per questo verso che l’uomo esteriore deve morire in vita per cedere il posto al vero uomo che è in lui. I new ager dicono IO SONO LA MIA ANIMA, IO SONO IL MIO DIO, fraintendendo totalmente il TAT TVAM ASI – QUELLO È ME. l’uomo esteriore non è quell’anima, non è quello spirito, ma HA un anima, uno spirito. Anzi, li possiede nel peggior senso del termine, perché li incatena. L’ego umano, la personalità, non può dire IO SONO DIO, o IO SONO QUESTA ANIMA. Sono due vasi comunicanti, non un solo vaso. Due irriducibili opposti di natura diversa e inconciliabile. L’ego è un accidenti transitorio, ha un inizio e una fine, l’interiore no. Ergo, tutte le pretese dell’ego di sentirsi divino e sentenziare dogmi in assenza di ispirazione divina sono COMPLESSO DI DIO ovvero di un ego che si fa Dio, anziché sacrificarsi in nome di quel Dio.
Il complesso di Dio, la megalomania dell’ego che si sente Dio o un superuomo (Nietzsche), o persino il Dio Creatore (Malanga) è ben descritto in Ezechiele.

Ezechiele 28,2: Figlio dell’uomo, parla al principe di Tiro: Dice il Signore Dio: Poiché il tuo cuore si è insuperbito e hai detto: Io sono un dio, siedo su un seggio divino in mezzo ai mari, mentre tu sei un uomo e non un dio, hai uguagliato la tua mente a quella di Dio.

UN COMPLESSO DIVINO
UN COMPLESSO DIVINO