NON SI DIVENTA GENERALE VANNACCI PER CASO

di Lorenzo Fontana

Vannacci frequenta il 168º Corso “Fedeltà” dell’Accademia Militare di Modena e, dopo la Scuola di applicazione di Torino, passa le selezioni per accedere all’unità di incursori dell’Esercito Italiano, il 9º Reggimento d’Assalto Paracadutisti “Col Moschin”, dove completa il corso di formazione e consegue il brevetto di incursore (corso 80/B).[1] Con il grado di tenente assume il comando del Distaccamento incursori e partecipa alla Missione Ibis in Somalia (1992-1994), successivamente comanda una Compagnia incursori e, dal 2004 al 2006, assume il comando del Battaglione incursori.
Ha inoltre prestato servizio, nel biennio 1999-2000, come addetto alle Forze speciali presso l’Ufficio Operazioni del Comando delle forze operative terrestri e come “Chief Special Forces” presso l’Allied Rapid Reactions Corps (ARRC) di Solbiate Olona.
Nel 2004, Vannacci viene distaccato presso il neo costituito Comando interforze per le operazioni delle Forze speciali a Roma, dove ricopre tutti gli incarichi operativi e di staff, tra cui quello di capo ufficio Operazioni, sottocapo di stato maggiore operativo e vice comandante/capo di stato maggiore. In tali ruoli, oltre che promuovere e gestire tutte le operazioni speciali nazionali, Vannacci redige la prima Dottrina Interforze per la componente Operazioni speciali italiana. Sempre nello stesso anno, Vannacci ha un ruolo di comando nell’aliquota di incursori impegnati nell’evacuazione dei connazionali dalla Costa d’Avorio. Terminato l’incarico al COFS, nel 2009, viene inviato in Afghanistan come assistente militare del capo di stato maggiore della International Security Assistance Force (ISAF),[2] il generale Marco Bertolini, primo ufficiale italiano a ricoprire tale incarico. In tale ruolo Vannacci ha occasione di collaborare anche con il comandante dell’ISAF generale Stanley McChrystal.
Sempre al comando di unità di Forze speciali, Vannacci ha partecipato a numerose operazioni militari. Da comandante di distaccamento operativo incursori prende parte alle operazioni in Somalia, Rwanda e Yemen. In particolare, durante la missione in Somalia, ha partecipato a operazioni speciali (denominate “Hillac”) finalizzate al sequestro dei depositi di armi e alla neutralizzazione dei miliziani di Mohammed Farah Aidid, noto come signore della guerra somalo. Nel 1994 Vannacci comanda uno dei due distaccamenti incursori incaricati di evacuare i civili italiani (e non solo) dal Rwanda, sconvolto dalla guerra civile (Operazione Ippocampo).
È stato impiegato in Bosnia Erzegovina nella zona di Pale, sede del Parlamento della Republika Srpska e ancora dimora di Radovan Karadžić, in qualità di comandante di Compagnia incursori. Nel 2000, inoltre, ritorna in Bosnia, a Mostar, dove nell’ambito della Divisione Francese “Salamandre” è tra i responsabili delle operazioni psicologiche del contingente.
Da maggiore e tenente colonnello, ha condotto operazioni speciali in Iraq e in Afghanistan. Nel dettaglio, Vannacci ha comandato per due turnazioni (2005-2006) lo Special Forces Task Group in Iraq ed è stato il primo comandante della Task Force 45 in Afghanistan, schierata a Herat e Farah e con la stessa ha preso parte a numerose azioni cinetiche contro gli insorti nei distretti di Farah, Bakwa, Bala Baluk, Delaram e Shindand. Gli incursori della Task Force 45, impiegati nell’individuazione e neutralizzazione dei gruppi di miliziani ostili hanno condotto operazioni mirate, finalizzate a limitare eventuali danni collaterali.
Nel 2011, durante la Primavera Araba, Vannacci opera in Libia quale Comandante di Nucleo Avanzato del Comando Interforze delle operazioni delle Forze speciali (COFS), svolgendo attività di supporto alle autorità diplomatiche italiane. Sotto tale incarico ha organizzato e portato a termine l’evacuazione d’emergenza della sede diplomatica di Tripoli e dei cittadini italiani ancora rimasti nelle vicinanze della capitale. Tornato in Afghanistan, nel 2013, poco prima della transizione da ISAF a Resolute Support Mission (Operazione Sostegno Risoluto), Vannacci assume l’incarico di capo di stato maggiore delle Forze speciali della NATO (ISAF SOF HQ): si impegna nell’organizzazione dell’articolato Comando e nell’approvazione delle delicate operazioni che hanno visto il coinvolgimento di tutte le Forze speciali dell’Alleanza Atlantica. In riconoscimento dei risultati conseguiti, Vannacci è stato decorato dalle autorità statunitensi della Bronze Star Medal.
Dal 2011 al 2013, Vannacci comanda il 9º Reggimento d’assalto paracadutisti “Col Moschin” . In seguito, dal 2014 al 2016, ha assunto l’incarico di capo ufficio relazioni internazionali presso il III Reparto dello Stato Maggiore della Difesa, dove ha consolidato la rete di cooperazione internazionale militare tra l’Italia e le nazioni alleate e amiche. Nel 2016, promosso generale di Brigata, Vannacci assume il comando della Brigata Paracadutisti “Folgore”. Durante tale incarico, ha aggiornato tutte le procedure tecnico-tattiche-aviolancistiche della Grande unità.
Nel 2017, in Iraq, Vannacci ha assunto il comando del Contingente nazionale terrestre dell’operazione Prima Parthica[3] nonché del Deputy Commanding General for Training della Coalizione anti ISIS nell’ambito dell’Operation Inherent Resolve. In tali ruoli è stato responsabile dell’addestramento e dell’equipaggiamento delle forze irachene impegnate nell’annichilimento militare dello stato islamico e nelle attività di contro-insurrezione e di controllo del territorio.
Successivamente, dal 2018, ha assunto l’incarico di capo di stato maggiore della Divisione “Vittorio Veneto”. Dal gennaio 2020 ricopre l’incarico di addetto per la Difesa [4] alla rappresentanza diplomatica italiana a Mosca, con accreditamenti in Bielorussia, Armenia e Turkmenistan. Sotto tale profilo gestisce il periodo caratterizzato dall’inasprirsi dei rapporti tra l’Italia e la Federazione Russa, a causa dell’invasione russa dell’Ucraina. Dichiarato “persona non grata” dalle autorità russe, come rappresaglia per le espulsioni decise dal Ministro degli esteri italiano a seguito delle vicende belliche tra Russia e Ucraina, conclude l’incarico nel settembre del 2022.
Vannacci ha tre lauree di livello magistrale: in Scienze Strategiche (conseguita presso l’Università degli Studi di Torino), in Scienze Internazionali e Diplomatiche (presso l’Università di Trieste) e in Scienze Militari (presso l’Università di Bucarest). Ha conseguito, inoltre, il Master universitario di II livello in Scienze Strategiche presso l’Università di Torino e il Master di II livello in Studi Internazionali Strategico-Militari in collaborazione con l’Università Cattolica di Milano e l’Università LUISS di Roma.
Nel 2019 è stato premiato dall’Unione Nazionale Veterani dello Sport (UNVS) con il premio per le Missioni di pace.

NON SI DIVENTA GENERALE VANNACCI PER CASO
NON SI DIVENTA GENERALE VANNACCI PER CASO

IL TEMPO ESISTE?

di Mauro Bertamè

“Il tempo non esiste; Gli uomini potrebbero rendersi conto che il futuro c’è sempre stato. Allora tutti i problemi connessi al tempo lineare svanirebbero”.
Una tesi rivoluzionaria quella dell’astrofisico Giuliana Conforto che spiega le profonde ripercussioni sulla cultura umana delle recenti scoperte scientifiche che racconta nel libro “Baby Sun Revelation”. “Il tempo non è un’unica freccia che va dal passato al futuro come si crede. C’è anche l’altra freccia, quella che va dal futuro al passato e, se sparisse la magnetosfera come potrebbe accadere, gli uomini potrebbero rendersi conto che il futuro c’è sempre stato. Allora tutti i problemi connessi al tempo lineare, quali i limiti di energia o il crescere del debito, svanirebbero”. “Per le antiche civiltà (spiega) il tempo era ciclico, legato ai ritmi del sole e della luna, all’alternarsi delle stagioni. Il tempo lineare (quello che va dal passato al futuro con un ritmo costante) è sorto con l’usura e con la venerazione di “falsi idoli” come diceva Giordano Bruno. Uno dei quali è appunto il tempo lineare creato dalla famosa “mela”, che non è il frutto colto dall’albero, ma è la magnetosfera terrestre (plasma) che ci avvolge: ha la forma di una mela e ha intrappolato finora le due fasce di Van Allen (zone più dense di plasma e supersoniche), una vicinissima (200-700 km) alla superficie terrestre e carica positivamente, l’altra, lontanissima (50-80 mila km) e carica negativamente. Queste due fasce creano l’illusione ottica, testimoniata sempre dai saggi e oggi anche dalle esplorazioni spaziali”. Un’illusione “creata dal campo elettromagnetico che si muove tra le due fasce in un solo verso, dal passato al futuro. E l’astrofisica, infatti, “mangia la mela” nel senso che osserva solo questo campo e non osserva, invece, il 96% (calcolato dalla stessa astrofisico) della massa che è oscura perché non riflette la luce elettromagnetica. Inoltre (aggiunge Conforto) con lo studio dei buchi neri, gli astrofisici riconoscono l’esistenza di universi paralleli nel futuro, anzi in diversi futuri e questo non fa che convalidare la tesi che il tempo non è affatto lineare e non è unico. Anche i processi vitali di tutti gli organismi avvengono con ritmi miliardi di volte più brevi del secondo che “batte” i nostri ritmi sociali e quotidiani. Lo stesso concepimento è così fulmineo che nessuno è riuscito a osservarlo. E così, sia a livello universale, che a livello locale, ci sono ritmi diversi. La novità poi è che la magnetosfera, la “mela”, in questo momento presenta una serie di buchi all’interno dei quali il possente vento solare può penetrare spazzandola via”. Un pericolo? “No, anzi, la rivelazione che esistono tanti tempi, tutti legati alle diverse velocità di rotazione e che la ‘mela’ finora ha nascosti”. “Anche la geofisica lo conferma (evidenzia Conforto) Osserva non le luci, bensì i suoni, le onde sismiche e così facendo nel 1936, ha riconosciuto l’esistenza di un unico cristallo plasmico solido al centro della Terra e, nel 1995, i suoi moti liberi e indipendenti dagli strati sovrastanti. Tutte le sue ricerche dimostrano poi che la Terra non è affatto una sfera rigida come si crede, ma composta di vari strati che sono liberi di muoversi in modo indipendente l’uno dall’altro. Così come la superficie della Terra, anche il cristallo ruota verso Est, ma con una velocità di poco superiore; ha un raggio di 1200 km e genera il campo magnetico terrestre (magnetosfera inclusa) con effetti su tutti gli esseri viventi”. “Nel 2005 poi un’altra scoperta sconvolgente. All’interno del cristallo c’è una piccola sfera di appena 300 km di raggio che ruota in senso opposto, verso Ovest. Il cristallo ruota in verso antiorario e il suo cuore in senso orario. È la conferma di un’altra celebre frase di Giordano Bruno: “doppio il movimento delle cose”. Doppio movimento che si auto-alimenta. I due moti opposti sono, infatti, come quelli di un ciclone, centripeto e centrifugo; uno genera l’attrazione e, l’altro, l’espansione. Il doppio movimento presente ovunque, nel cuore dell’atomo (il nucleo con le due forze nucleari: debole e forte), nel Cuore della Terra e in tutto l’universo osservato come gravità ed energia oscura che sta accelerando la sua espansione. Il “doppio movimento” presente anche nel Dna. Doppio movimento che ci spiega il perché tutto in natura si muova a velocità vertiginose senza bisogno di fare benzina”. “Allora si svela la macchinazione mentale prodotta da una piccola porzione del cervello. È la materia grigia (15%), la mente minore, utile a fini pratici, ma credente solo a ciò che vede, alla comunicazione dominante, elettromagnetica (come la tv o internet o la radio). L’essere umano, però, ha anche una mente superiore, la materia bianca, molto più cospicua (85%) simile a una madre premurosa che nutre e supporta tutto il cervello, inclusa la materia grigia, senza usare l’elettricità (e senza quindi bisogno di “vedere per credere”). Materia bianca che è perciò libera dal tempo e dallo spazio, libera di sognare e di realizzare progetti davvero innovativi. Solo di recente le neuro scienze hanno svelato il suo ruolo sovrano e i suoi modi di comunicare che, però, sono tuttora misteriosi”.

IL TEMPO ESISTE?
IL TEMPO ESISTE?

Fosfenismo, cos’è e a cosa serve

di Andrea Spadoni

Trasformare Energia Luminosa in Energia Mentale con il fosfenismo

Il termine Fosfenismo derivante dal termine greco “Phos” che significa Luce, indica un insieme di tecniche che permettono di trasformare l’energia luminosa in energia mentale. Le stesse provenivano comunque dalle tradizioni di culto iniziatiche del sole e del fuoco (ad esempio in Grecia con i Misteri Eleusini).

Esse si basano sull’osservazione del sole o di una grande fiamma e sono in grado di provocare il fosfene che, spesso inconsapevolmente, veniva utilizzato per sviluppare le facoltà sottili nell’uomo.

Queste tecniche non sono molto conosciute in Italia ma hanno una discreta diffusione in Francia e in Canada ed ora, iniziano ad essere diffuse anche in tutto il mondo, grazie alla traduzione di testi scritti sull’argomento e alla diffusione delle stesse via web.

Queste metodiche ideate dal medico ricercatore Dott. Francis Lefebure tra gli anni 50 e 60 sono state seguite e sperimentate da migliaia di persone con risultati sorprendenti sull’ incremento delle nostre facoltà cerebrali.  

In particolare si sono avuti risultati eccezionali sulla memoria, la concentrazione, la creatività e il numero delle associazioni di idee: in una parola lo sviluppo dell’intelligenza.  

Questo aspetto ha reso il fosfenismo una tecnica molto importante dal punto di vista pedagogico ed infatti è stata utilizzata per migliorare le performance scolastica di centinaia di studenti ed attualmente è adottata ufficialmente in alcune scuole portoghesi. Si potrebbe dire quindi in questo caso di non trovarci di fronte a una nuova tecnica “new age” ma ad una vera e propria tecnica con riscontri scientifici comprovati.    

La tecnica consiste nella creazione di un “fosfene” ottenuto con la luce artificiale (esistono apposite lampade per creare l’effetto) oppure tramite stimolazione luminosa naturale con il sole, nel qual caso è necessario attenersi a regole ben precise per evitare danni alla guaina retinica posta sul fondo dell’occhio.

Per definire cosa sia un fosfene è sufficiente rammentarci di cosa proviamo quando osserviamo una sorgente luminosa e poi chiudiamo gli occhi; quella macchia di colore cangiante che vediamo per un breve periodo di tempo è esattamente il fosfene.

Cosa ha di così particolare questo globulo di energia luminosa? Innanzi tutto diciamo che è fotografabile, rendendo la sua esistenza molto materiale rispetto al semplice riflesso fisiologico soggettivo che si attua; poi con il suo bagliore diffuso consente di vedere gli oggetti anche in piena oscurità e per ultimo essendo trascinato da un movimento oscillatorio della testa con un certo ritmo permette di escludere la sua appartenenza a una semplice persistenza retinica.

Per ultimo è trasmissibile per telepatia. Come strumento di lavoro può essere utilizzato, da solo, per potenziare qualsiasi esercizio mentale o per indurre un grande rilassamento ed inoltre, può essere impiegato nella meditazione e la trasmissione di energia.

Per ottenere la massima efficacia sulle facoltà cerebrali è necessario che venga utilizzato collegandolo ad un pensiero preciso (mixaggio fosfenico). La capacità di mescolare un pensiero al fosfene trasforma l’energia luminosa in energia mentale.

Esistono poi innumerevoli vie di esercizio e di pratica che possono condurre, se eseguite correttamente e quotidianamente, al raggiungimento di obbiettivi diversificati in base alle esigenze di ogni praticante.

Per esempio, per tutti coloro che vogliono approfondire il fosfene su un percorso spirituale sono suggeriti una serie di esercizi detti di “ritmofosfenismo” che implicano il ritmo, il fosfene e il dondolamento della testa.

Questi esercizi consentono di creare nuove connessioni cerebrali e consentono una maggiore circolazione del liquido cefalo rachidiano implicato nel buon funzionamento del cervello. 

Esistono poi degli esercizi basati sulla funzione di rotazione della testa (giroscopia) con cui, sempre tramite la creazione di un fosfene, è possibile riportare in equilibrio i chakra.  

Quindi, riassumendo, con costanza e pratica, la tecnica del fosfenismo può permetterci di raggiungere stati di coscienza e attitudini cerebrali che aprono innumerevoli scenari personali di benessere e di crescita individuale.

Tratto da: Cure Naturali

Fosfenismo, cos'è e a cosa serve
Fosfenismo, cos’è e a cosa serve

UNA COMPARAZIONE DELLA MENTE

di Monaco Guerriero

Per Mente, Ermete intende quella che noi chiamiamo la Coscienza, a volte è una questione d’accezione, poiché Mente o Coscienza Separativa sono le stessa cosa, come Mente o Coscienza Divina sono la stessa cosa.
Nei 5 Skanda o Aggregati del Buddhismo, il quinto è la Coscienza (Vijñāṇa/Viññāṇa) ma in codesto caso è inteso come Coscienza/Mente duale o separativa (Manas). Mentre nella frase di Ermete equivale alla Buddhi (Intelligenza) un aspetto del Purusha (Coscienza Divina o Uomo Primordiale) che nell’Ermetismo equivale al Nous greco, un aspetto dell’Arcanthropos, sempre riferito all’Uomo Primordiale o Adam Kadmon nella Tradizione Mistica Ebraica.
Idem la parola Demone qua sta pel Daimon greco, l’Essere o Voce Divina.

UNA COMPARAZIONE DELLA MENTE
UNA COMPARAZIONE DELLA MENTE

Occidente fa soldi con il conflitto ucraino

a cura della Redazione

18 agosto 2023

L’Occidente non è interessato ai negoziati su un accordo di pace in Ucraina perché desidera fare quanti più soldi possibile per il suo complesso militare-industriale, ha affermato il vicepresidente del Consiglio di sicurezza russo, Dmitry Medvedev.

“Le loro speculazioni sull’effetto che il tempo è maturo per venire al tavolo dei negoziati e avviare colloqui di pace mostrano semplicemente quanto siano furbi. Non lo vogliono affatto. Vogliono mantenere attivo il volano militare per fare soldi per i loro budget”, ha dichiarato Dmitry Medvedev durante una visita al forum Army-2023.

Ha ricordato che i soldati russi hanno avuto “molto successo” nel distruggere attrezzature fornite dall’Occidente e continueranno a farlo. Sullo sfondo delle perdite, l’Occidente riprende periodicamente “le speculazioni secondo cui è necessario tornare al tavolo dei negoziati per trovare dei compromessi”, ha dichiarato all’agenzia TASS. 

“Ma dobbiamo tenere presente che questa è solo una parte della storia, mentre l’altra parte è che il complesso militare-industriale statunitense, e anche quello europeo, si stanno arricchendo. E questo è un modo per loro di fare enormi profitti fornendo le loro attrezzature all’Ucraina. Stanno facendo soldi con questa guerra”, ha spiegato Medvedev.

Durante la sua visita alla mostra delle armi sequestrate dalle forze russe durante l’operazione speciale, ha dato un’occhiata a molti lanciagranate, sistemi anticarro e armi leggere di fabbricazione occidentale. Gli è stato anche mostrato un sistema di artiglieria M777 di fabbricazione statunitense, veicoli corazzati Hummer e apparecchiature di comunicazione occidentali.

Tratto da: Il Faro sul Mondo

Occidente fa soldi con il conflitto ucraino
Occidente fa soldi con il conflitto ucraino

Futuro del Kurdistan siriano: che fare dopo un ritiro Usa?

di Olsi Krutani

Il Kurdistan da sempre ha fatto le scelte sbagliate per crearsi una propria nazione. Soprattutto in Siria. Da sempre fanno il gioco degli statunitensi credendo che quest’ultimi non li abbandonano mai. Un castello di carte che è destinato a crollare!

Nel conflitto siriano le decisioni e le scelte fate per il futuro del Kurdistan siriano sono contrastanti, nonché disastrose. Appoggiati dalle forze statunitensi contribuiscono nel combattere l’ISIS ma anche a contrastare l’Esercito Arabo Siriano. Scelte poco diplomatiche prese sotto l’euforia di un possibile stato indipendente curdo.

Ma quale futuro si aspetta il Kurdistan siriano?

Per capire meglio le scelte bisogna partire dalle relazioni dei curdi con il governo siriano. I curdi in Siria, prima del conflitto godono di una certa autonomia, le loro tradizioni, insegnamento della propria lingua, nonché i loro culti religiosi. In Siria, diverse etnie vivono in pace nel pieno rispetto della fede e delle tradizioni. Inoltre, il governo siriano da sempre cura questo equilibrio. Dopo le primavere arabe, tocca alla Siria a essere scossa da un conflitto armato che dura da dieci anni. I curdi in Siria non sempre sono coerenti con le scelte che prendono. Armati dagli statunitensi combattono l’ISIS cercando però anche il distacco politico e territoriale dal governo siriano. Una scelta che pagheranno molto cara dopo l’intervento della Turchia in Siria. Il parziale ritiro statunitense trova i curdi abbandonati e facile preda delle incursioni turche.

Una presenza statunitense per sempre?


Alexander Lavrentiev, rappresentate diplomatico in Siria invita le milizie curde a dialogare con il governo siriano al fine di sviluppare dei punti da cui partire. Questo subito dopo che gli statunitensi abbandonavano il governo dell’Afghanistan. Lavrentiev afferma che: “la milizia delle forze democratiche siriane (SDF) sta attualmente cooperando con le forze di occupazione statunitensi che potrebbero ritirarsi bruscamente dalla Siria, come hanno fatto in Afghanistan”. Un avvertimento molto sensato che fa anche pensare sul vero motivo della presenza statunitense nei territori siriani. “Gli iracheni informano la Russia che Baghdad è determinata a rimuovere l’unità militare statunitense dal paese. Se ciò accade, è impossibile per gli Usa rimanere in Siria, causa di difficoltà logistiche” aggiunge il diplomatico.

Il futuro del Kurdistan siriano è l’apertura al dialogo con il governo

È necessario quindi, che i curdi in Siria aprano al dialogo con il governo. È l’unico modo per contribuire nel trovare soluzioni al fine di far uscire la Siria dalla crisi. Sicuramente gli statunitensi non rimarranno per sempre, cosa che mette in difficoltà i curdi. I curdi assieme agli statunitensi controllano quasi il 70 percento dei pozzi petroliferi siriani. Sono molte le volte che il governo siriano denuncia la presenza statunitense in Siria come illegale e non conforme al Diritto Internazionale. Washington, argomenta la sua presenza in Siria come una missione che ha come fine il combattere e prevenire l’ISIS. Motivo che il governo siriano nega categoricamente, denunciando che gli Usa sono ancora presenti in Siria per saccheggiare il petrolio.

Tratto da: Periodico Daily

Futuro del Kurdistan siriano: che fare dopo un ritiro Usa?
Futuro del Kurdistan siriano: che fare dopo un ritiro Usa?

IL LEGNO DELLA VITA

a cura di Valentina De Cicco

“Il mito non riconosce nell’albero
solo un simbolo della vita
ma anche del cosmo.
Con le radici affondate
nel terreno promordiale,
dischiudendo la sua fioritura nell’universo, genera stelle e soli.
Qui il padre e la madre
sono uniti in eterno splendore.
È il legno della vita
al centro della città eterna
in cui ancora non vi sono divisioni
né luoghi sacri.
Anche il frassino Yggrasil,
all’ombra del quale ogni giorno
si riuniscono gli dèi
per tenere consiglio,
non deve morire con loro:
sopravvive oltre il tramonto.”
Ernst Jünger

IL LEGNO DELLA VITA
IL LEGNO DELLA VITA

UCRAINA ANTICORRUZIONE: UNA FAVOLA PER GONZI

di Manlio Dinucci

“Zelensky rilancia la guerra alla corruzione. Tolleranza zero contro corrotti e contro quanti si arricchiscono con la guerra”: così titola l’Avvenire dando l’immagine di un presidente semplice e onesto, che rinuncia a qualsiasi privilegio e combatte la corruzione. Questa immagine, veicolata dall’intero mainstream politico-mediatico, viene demolita dall’inchiesta di Scott Ritter “Agente Zelensky”. Scott Ritter, militare di carriera nei Marines USA e specializzato in intelligence, dette prova di onestà intellettuale e coraggio quando, messo a capo degli ispettori ONU in Iraq nel 1991-1998, concluse che l’Iraq non possedeva armi di distruzione di massa e si oppose pubblicamente alla guerra del 2003. Il suo docufilm d’inchiesta mostra le società offshore costituite da Zelensky e soci in paradisi fiscali, attraverso le quali “i suoi burattinai gli hanno fornito un cuscinetto finanziario” con un primo versamento di 41 milioni di dollari. Mostra le lussuose ville che Zelenski possiede a Miami (solo questa vale 34 milioni di dollari), in Israele, in Italia a Forte dei Marmi, a Londra, in Georgia, in Grecia e anche in Crimea (unico investimento sbagliato perché ora Zelensky non ne ha più la proprietà).
L’inchiesta di Scott Ritter demolisce allo stesso tempo la falsa storia che la Russia distrugge il grano ucraino e affama così l’Africa. La realtà è che la Cargill e altre multinazionali agroalimentari si stanno impadronendo delle migliori terre ucraine e usano il grano qui prodotto per le proprie strategie. In tale quadro rientra il piano statunitense di ridurre la sicurezza alimentare dell’Europa per meglio controllare gli stessi paesi alleati.
L’Ucraina – dimostra l’inchiesta – non solo viene derubata delle sue terre, svendute da Zelensky e soci alle multinazionali, ma viene sempre più indebitata. Le enormi forniture militari che riceve dagli Stati Uniti e dalle maggiori potenze europee non vengono regalate ma date a credito. L’Ucraina ha così già accumulato un debito estero tale che occorrerebbero secoli per ripagarlo. Tale debito crescerà ulteriormente con la “ricostruzione” che Zelensky ha messo nelle mani della statunitense BlackRock, la maggiore società di investimenti del mondo.

UCRAINA ANTICORRUZIONE: UNA FAVOLA PER GONZI
UCRAINA ANTICORRUZIONE: UNA FAVOLA PER GONZI

IL NUOVO EDEN

di Vincenzo Di Maio

Il nuovo paradiso terrestre sarà composto soltanto da uomini e donne e non sarà previsto alcun orientamento sessuale perché tutto ritornerà alla fonte, quella stessa fonte formata da amore innocente e incondizionato della Philia Ellenica, quella amicizia reale e concreta basata sul rispetto reciproco per la distruzione delle Mura di Gerico, come di Sodoma e Gomorra, che avverrà con l’avvento prossimo della battaglia finale dell’Armageddon, in cui un nuovo squarcio nel cielo attuale, dividerà gli angeli di Dio Altissimo dai nuovi angeli caduti.

IL NUOVO EDEN

Russia: gli USA pianificano un’altra pandemia

a cura della Redazione

17 agosto 2023

Russia – L’Office of Pandemic Preparedness and Response Policy negli Stati Uniti sta tramando una nuova pandemia implementando mutazioni del virus, afferma il capo della Radiation, Chemical and Biological Protection Force della Russia, Igor Kirillov.

“Il passo successivo degli Stati Uniti, volto a portare avanti i suoi piani strategici per stabilire il controllo globale sulla situazione biologica, è stata la creazione dell’Office of Pandemic Preparedness and Response Policy. Questa nuova agenzia dovrebbe essere responsabile di tracciare una rotta e il coordinamento delle azioni per combattere le sfide biologiche note e sconosciute, compresi gli agenti patogeni che potrebbero innescare un’altra emergenza globale”, ha affermato Igor Kirillov alla TASS.

Kirillov ha affermato che gli Stati Uniti hanno così iniziato a prepararsi a una nuova pandemia effettuando una ricerca sulle mutazioni del virus. “Non escludiamo che gli Stati Uniti possano utilizzare le cosiddette tecnologie difensive per scopi offensivi, nonché per la governance globale creando situazioni di crisi di natura biologica”, ha affermato.

Kirillov ha anche aggiunto che le priorità dell’Ufficio includevano il lavoro per creare vaccini e farmaci per fermare i virus e le loro varianti geneticamente modificate, nonché per introdurre tecnologie avanzate di bioproduzione.

“L’Ufficio sarà guidato dall’assistente speciale del presidente degli Stati Uniti e direttore senior per la sicurezza sanitaria globale e la biodifesa presso il Consiglio di sicurezza nazionale, il maggiore generale dell’aeronautica in pensione Paul Friedrichs”, ha concluso Kirillov. Buona fortuna Mondo!

Tratto da: Il Faro sul Mondo

Russia: gli USA pianificano un’altra pandemia
Russia: gli USA pianificano un’altra pandemia