TAIJITU – IL POTERE SUPREMO

di Vincenzo Di Maio

Il potere supremo del Taijitu avviene nella realizzazione dello yang superiore che genera quella creazione in cui vige l’equilibrio perfetto dell’armonia cosmica in una spirale concentrica che espelle le parti epurate in un crescendo ritmico, progressivo e complesso che culmina ad un apice ultimo in cui avviene la fine di tutti gli squilibri che si sono manifestati in assenza di gioia.
Dal vuoto assoluto del Wuji raggiungeremo il pieno assoluto del Taijitu passando attraverso il caos apparente della polarizzazione assoluta che è l’attuale periodo di tempo che stiamo attraversando prima del grande risveglio planetario in cui tutto sarà chiaro come il sole e leggiadro come la luna, laddove il padre senza nome diverrà la madre delle diecimila cose.

TAIJITU – IL POTERE SUPREMO

CONGIUNGERE LE MANI

di Omraam Mikhaël Aïvanhov

“Congiungere le mani è uno dei gesti della preghiera, ed è un gesto colmo di significato. La mano destra e la mano sinistra che si uniscono rappresentano l’unione dell’intelletto e del cuore, del pensiero e del sentimento. Grazie alla sua luce, l’intelletto trova la migliore richiesta da rivolgere al Cielo, e il cuore, con il suo calore, sostiene quella richiesta. In quanti dei loro quadri i pittori hanno rappresentato persone in preghiera, anche bambini e angeli con le mani giunte! Questo non significa che per pregare si debbano necessariamente congiungere le mani fisicamente, no, perché non è il lato fisico che conta, ma il lato interiore. Occorre unire l’intelletto e il cuore, e più in alto ancora lo spirito e l’anima, poiché è la loro unione che fa la forza della preghiera.”

– dipinto di Emily Balivet: The Moon, Goddess of Mystery

CONGIUNGERE LE MANI

ILLUMINARE L’OSCURITA’

di Vincenzo Di Maio

Come afferma Carl Jung “non si diventa illuminati immaginando figure di luce, ma rendendo consapevole l’oscurità”, proprio per affermare che bisogna arrivare a descrivere opportunamente le tenebre per conoscerle e sconfiggerle, come dentro così fuori, come a destra così a sinistra, come sopra così sotto.

ILLUMINARE L’OSCURITA’

PER UN ECONOMIA UMANISTA MONDIALE DEFINITA DAL PRIMORDIALISMO VISIONARIO

di Vincenzo Di Maio

La ricchezza economica è sinonimo di libertà e in un paese realmente libero non soltanto la povertà non esiste ma l’imprenditoria è aiutata dallo stato sociale che permette concretamente di mettere in grado di impiegare i propri talenti e le proprie virtù in attività remunerative che determinano la dignità di ognuno verso ciascuno in una società nazionale.
Purtroppo viviamo in un mondo che legittima un sistema economico capitalista globale in cui si determina continuamente lo status quo dei ricchi a discapito dei meno abbienti e che pertanto oggi ciò che davvero rende felice una persona, non deve essere più la detenzione di ricchezza ma deve essere la capacità di aggregarsi per cambiare lo status quo del capitalismo in un sistema economico sociale di tipo umanista, che è la teoria di una forma di economia derivata dalle esperienze storiche dei socialismi nazionali che si sono verificate nelle nazioni dei continenti di questo pianeta.
La differenza sostanziale tra un sistema economico umanista e un sistema economico socialista è il fatto che non ci si basa soltanto su una generica società collettiva orientata da valori antropologici nazionali ma si fonda sul principio di incentivazione di tutte le virtù, i talenti e i doni naturali dell’integrità sociale di una nazione, ossia sulla diffusione di principi etici, morali e spirituali che mantengano integrata e integrante l’integralità di una nazione che si costituisca sulla integrazione sociale delle rispettive comunità in rapporto alle ricchezze, alle risorse e alle rigenerazioni di un territorio a tutti i livelli amministrativi di sicurezza di ogni nazione.
In una tale società di giustizia sociale, quindi, a differenza di una società socialista, il capitale non è detenuto soltanto dal sistema pubblico ma anche dal singolo privato, con la differenza che la produzione della moneta in circolazione è, come ogni altra risorsa strategica, sottoposta ad un processo di nazionalizzazione inviolabile mentre la finanza è regolata da apposite leggi nazionali e internazionali. 

PER UN ECONOMIA UMANISTA MONDIALE DEFINITA DAL PRIMORDIALISMO VISIONARIO

LA POLIGAMIA RELIGIOSA

di Vincenzo Di Maio

Viviamo in un mondo caotico privo di un ordine naturale, laddove la confusione regna sovrana ovunque, in ogni ambito dell’esistenza.
Nella società europea vige un nuovo panorama fatto di persone europee, e quindi non di immigrati, che si stanno aprendo alla vocazione spirituale verso religioni tradizionali di altra provenienza rispetto al cristianesimo, come è il caso del buddhismo, del taoismo, dell’induismo e dell’islam.
Nella fattispecie queste religioni tradizionali, in particolare per quanto riguarda il buddhismo e l’islam, pongono una serie di quesiti all’etica, alla morale e alla giurisprudenza di tipo culturale e antropologico, come è il caso poco affrontato della poligamia.
La poligamia significa letteralmente “legami multipli” da cui si distingue la poliginia di più donne per un solo uomo, la poliandria di più uomini per una sola donna e la promiscuità di più uomini e più donne insieme come nel caso dell’accoppiamento delle scimmie bonobo.
Mentre la poliandria è una pratica sessuale unica al mondo, relativa di certe religioni tribali himalayane, la poliginia è una pratica diffusa e sottoposta all’ordine etico e morale di religioni come il suddetto buddhismo, in particolare quello tantrico vajrayana, e il suddetto islam.
Pertanto riconoscere la legittimità stessa di simili istituzioni sociali per coloro che accettano la nuova vocazione religiosa, oltre ad essere un serio provvedimento di ordine governativo, è un fatto sociale di ordine antropologico e culturale che si fonda sulla accettazione morale di tale prassi etica di tipo comunitario relativa ai buddhisti e ai musulmani.
Così in tal senso, la poligamia diventa elemento particolare di una società generale come quella italiana e di una civiltà originaria come quella europea, un’identità che si aggiorna allo stato attuale dei fatti concreti dell’essere una nazione vivente, una civilizzazione vivente che riconosce la diversità in modo plastico senza perderne i caratteri fondamentali.

LA POLIGAMIA RELIGIOSA

ANTICIPARE IL FUTURO

di Vincenzo Di Maio

Bisogna anticipare il futuro e per farlo cu vuole la visione del mondo, la Welthanschauung del Primordialismo Visionario che non è distopica ma utopica come ai loro tempi in Europa furono Tommaso Campanella e Tommaso Moro, ma anche Al Farabi per l’islam medievale e Platone prima di loro, solo che anziché guardare al futuro la visione utopica deve descrivere il futuro guardando al passato, con precisione all’età dell’oro, all’Eden biblico, al Satya Yuga.
Solo con questa impostazione metodologica possiamo uscire dal pantano visionario di questa distopia dilagante sulle menti dei popoli del mondo, poiché soltanto in questo modo possiamo affermare una visione alternativa al sistema vigente. 

ANTICIPARE IL FUTURO

LA LOTTA DI POPOLO É LA TERZA POSIZIONE

di Vincenzo Di Maio

Se il popolo è in rivolta rinnega non solo una parte del sistema politico ma l’intero arco parlamentare. Un popolo in rivolta è extraparlamentare per antonomasia e non é nè extraparlamentarismo di destra nè extraparlamentarismo di sinistra ma un magma pluralista di tipo culturale, politico ed economico che afferma un’alternativa progettuale allo stato di cose vigenti. Infatti la borghesia con l’illuminismo ha scalzato l’intera oligarchia vigente rappresentata dal potere della monarchia assoluta (l’élite) mentre oggi l’extraparlamentarismo del popolo plurale se avesse a disposizione un progetto costituente comune come la visione di Terza Posizione allora politicamente l’intero arco parlamentare con le sue rappresentanze e pensioni d’oro verrebbe scalzato come attuale oligarchia vigente.
La lotta di popolo è la Terza Posizione, poiché l’identità di popolo nasce dalla lotta.

LA LOTTA DI POPOLO É LA TERZA POSIZIONE

INNO AL SOLE

di Flavio Claudio Giuliano

“Canto la gloria del risplendente Dio del Sole,
la bellissima progenie del possente Giove,
Colui che, attraverso la vivificante fonte solare,
nella sua mente creatrice nascose
la forma di una triade di splendidi Dei solari;
da cui le multiformi forme del mondo emersero
dalla mistica tenebra nella magnifica luce,
perfetta e ricolma di beni della sfera intellettiva.
Salve a te! Dio oltremondano della luce divina,
l’immagine più bella del bene sconosciuto:
poiché, come la luce procede dall’Uno,
il Dio degli Dei, il fiore senza paragone della bellezza,
gli Intelligibili, con occulti raggi divini,
illumina; così dai raggi di Apollo,
esultando glorioso grazie al potere dell’armonia,
il mondo della mente è colmato in esuberanza di luce che eleva,
il Sole visibile largamente diffonde attraverso il mondo dei sensi,
una luce che tutto genera, bella e divina”.

INNO AL SOLE