Il fallimento globale della globalizzazione

di Roberto Bonuglia

Nel giugno 1996, in occasione dell’International Labour Conference, Jacques Chirac pronunciò un discorso che oggi pochi ricordano: The Economy Must Be Made to Serve People. Espresse tutti i suoi dubbi sulla globalizzazione, preoccupato che non stesse affatto migliorando «la vita di coloro che hanno maggiormente bisogno dei benefici che essa aveva promesso».

Non solo i timori del leader conservatore francese erano fondati, ma è successo di peggio: della globalizzazione si sono giovati proprio coloro che non avevano bisogno di migliorare la propria condizione. Oggi, “grazie” alla pandemia da Covid-19 e alle sue conseguenze, quasi tutti hanno capito che qualcosa è andato terribilmente storto. Era ora.

La globalizzazione non ha ridotto la povertà mondiale, l’ha aumentata e re-distribuita tramite le ondate migratorie controllate delle ONG e caldeggiate dal buonismo radical chic. Essa non ha nemmeno assicurato la stabilità del capitalismo finanziario – nel frattempo fattosi “turbocapitalismo” neoliberista – visto che le crisi dell’Asia e dell’America Latina sono poi arrivate, con i loro effetti negativi, anche in Europa e in Nord America.

Non va meglio se consideriamo la globalizzazione come fattore propulsivo di passaggio all’economia di mercato per quelle “in transizione”: l’Occidente era persuaso che il nuovo sistema economico avrebbe portato una prosperità senza precedenti. Senza precedenti, invece, è stata la povertà in cui tutti siamo sprofondati. Sotto molti aspetti, per gran parte della popolazione, l’economia di mercato si è dimostrata addirittura peggiore di quanto avessero previsto i leader comunisti: il contrasto fra la transizione della Russia, manovrata dalle istituzioni economiche internazionali, e quella della Cina, gestita invece internamente, lo conferma. Nel 1990 il PIL cinese era il 60% di quello russo; alla fine del decennio le cifre si sono invertite. La povertà in Russia è dilagata, in Cina è scesa a livelli senza precedenti.

La globalizzazione che avrebbe dovuto creare un “nuovo mondo” fatto di solidarietà, cooperazione e sviluppo si è invece risolta in una dittatura internazionale dei mercati. Gli egoismi finanziari delle élite finanziarie hanno fagocitato la nobile mission della politica, quella di intervenire per sanare gli squilibri attraverso interventi correttivi che sono stati, ovviamente, demonizzati dai “meccanismi di stabilità”. Deregulation da una parte (quella finanziaria) e vincoli rigidi ai bilanci nazionali hanno reso le banche le “braccia armate” di questo sistema. Quelle occidentali, infatti, hanno tratto vantaggio dall’attenuazione dei controlli sui mercati finanziari in America Latina e in Asia, ma queste regioni hanno subito un contraccolpo quando improvvisamente si è interrotto l’afflusso di capitali vaganti provenienti da operazioni speculative a cui certi Paesi erano abituati. Il brusco deflusso di denaro ha provocato il tracollo di alcune valute e l’indebolimento dei sistemi bancari che ha finito per interessare anche i Paesi non abituati a questi shock.

Tutto ciò – e molto altro – è successo col benestare delle tre principali istituzioni che hanno governato la globalizzazione: il FMI, la Banca mondiale e il WTO. Nessuno dei loro leader – pur essendo esse “istituzioni pubbliche” – è stato mai eletto dai cittadini di nessun Paese. Nessuno alla loro guida, insomma, ha mai dovuto rispondere all’opinione pubblica internazionale o nazionale dei Paesi di provenienza. Ciò, invece di garantire a tali organismi una certa “apertura”, ha spinto nella direzione diametralmente opposta, rendendo la loro azione sempre meno “trasparente”.

Questa troika avrebbe dovuto sovrintendere i processi dell’ultimo trentennio similmente a quanto fecero i governi nazionali guidando quelli di nazionalizzazione. Ma non lo hanno fatto, anzi. Hanno realizzato un sistema di governance globale nel quale poche istituzioni e pochi protagonisti – la finanza, il commercio e i ministeri del Commercio, strettamente legati a interessi finanziari e commerciali ben precisi – hanno dominato incontrastati la scena, mentre molti di coloro che ne subiscono le decisioni non hanno mai avuto voce in capitolo.

L’unico ambito in cui la globalizzazione non ha fallito, dunque, è stato quello di aggirare ogni forma di rappresentatività – linfa vitale ogni democrazia che possa definirsi come tale – soprattutto se letta nella concezione elaborata dal fondatore del diritto pubblico italiano, Vittorio Emanuele Orlando. Secondo il giurista, infatti, ogni elezione avrebbe dovuto essere «una designazione di capacità: un gruppo ristretto di elettori indicava quelli che riteneva capaci di gestire problemi collettivi. Chi votava sceglieva non solo kratos, ma anche aretè ed episteme, non solo forza, ma anche virtù e competenza».

La globalizzazione, de facto, ha reciso ognuna di queste radici. E non è stato certo un caso.

Roberto Bonuglia

Liberamente tratto da ilpensieroforte.it

La fine della globalizzazione

Siamo Esseri Divini

di Giordano Bruno

“Verrà un giorno che l’uomo si sveglierà dall’oblio e finalmente comprenderà chi è veramente e a chi ha ceduto le redini della sua esistenza, a una mente fallace, menzognera, che lo rende e lo tiene schiavo. L’uomo non ha limiti e quando un giorno se ne renderà conto, sarà libero anche qui in questo mondo.

Che ci piaccia o no, siamo noi la causa di noi stessi. Nascendo in questo mondo, cadiamo nell’illusione dei sensi; crediamo a ciò che appare. Ignoriamo che siamo ciechi e sordi. Allora ci assale la paura e dimentichiamo che siamo divini, che possiamo modificare il corso degli eventi, persino lo Zodiaco.

Non so quando, ma so che in tanti siamo venuti in questo secolo per sviluppare arti e scienze, porre i semi della nuova cultura che fiorirà, inattesa, improvvisa, proprio quando il potere si illuderà di avere vinto.

Gli Esseri Divini vegliano sulla gestazione della terra e alcuni nascono qui per aiutare gli umani a comprendere che la trasformazione dipende dal loro risveglio.

L’uomo non è cattivo, è solo infelice. È la sua piccola mente la causa della sua infelicità.

Ho lottato, è già tanto, ho creduto nella mia vittoria. È già qualcosa essere arrivati fin qui: non aver temuto morire, l’aver preferito coraggiosa morte a vita da imbecille.

Non è la materia che genera il pensiero, è il pensiero che genera la materia. Tutte le cose sono nell’universo e l’universo è in tutte le cose. In questo modo tutte le cose si uniscono in una perfetta armonia. Tutti gli esseri viventi, sono fenomeni diversi di un’unica sostanza universale.”

(Giordano Bruno)

Giordano Bruno

Quinta dimensione

di Lorenzo Merlo

Del dopo-virus. Se ne parla con 1.preoccupazione, 2.incertezza,3.fiducia, 4.curiosità

  1. La crisi economica che seguirà quella sanitaria sarà più dura di quanto il virus e le politiche della sua gestione abbiano imposto.
  2. Non sappiamo a cosa stiamo andando incontro. Sarà tutto diverso o riprenderà tale e quale? Cosa cambierà?
  3. Ce la faremo e presto ripartiamo per recuperare il tempo perduto. È stato solo un tunnel. Finirà.
  4. Vediamo se la lezione fisica e metafisica imposta dallo stop forzato corrisponde a un passo evolutivo.

Quattro posizioni, non certo tutte, ma sufficientemente emblematiche di quattro psicologie, sentimenti e quindi realtà.Si tratta di modelli, tutti autoctoni, tutti con radici occidentali, già presenti nella nostra cultura:

  1. La paura deriva da un dio a noi esterno che per noi sceglie e provvede. Senza però mai anticiparci cosa farà per noi, nonostante le preghiere. È il retaggio del cristianesimo. La morale occidentale ne è pregna. Di base, nessuno può sfuggirle. Chi ritiene di essersi svincolato dalla vischiosa religione, a mio parere l’ha solo sostituita con l’elezione della ragione a supremo e solo riferimento della buona vita e dell’espiazione – nel senso di assoluzione – dai peccati commessi in nome del business.
  2. L’incertezza invece, sebbene con forti parentele con la paura, ha più un valore che esprime l’individualismo quale solo riferimento per il pensiero ormai di tutti. Senza la comunità solo i pazzi e gli eroi possono fare i conti con se stessi.
  3. Dai giovani arriva l’afflato di speranza e fiducia. Quale momento migliore di una crisi radicalee per rinnovare il mobilio, i programmi, le attenzioni, il futuro.
  4. Chi invece si sente in attesa degli eventi per capire come stanno davvero le cose non può che essere ronda di se stesso mentre passa in rassegna tutti gli stati d’animo che lo attraversano. Punti cospicui, di guardia, garitte dalle quali tutti gli orizzonti precedenti si affacciano ad ogni angolo del fortino col quale vorremmo comunque proteggerci e trovare le sicurezze di prima, al momento traballanti anche per il curioso.

Ma c’è un quinto modello di pensiero forse ancora poco presente e considerato. Lo si può vedere, diciamo chiaramente, appena si acquisiranno le doti per la muta. Appena si riuscirà a svestirsi dai drappi in cui alloggiamo dalla nascita. In parte una morte simbolica è necessaria, per accedere a nuova vita, spesso più ricca, nel senso di più adatta a noi. E in generale più adatta a comprendere le dinamiche delle relazioni, della realtà, del mondo. Lo si può vedere a causa della solita prospettiva che ora – gioco-forza, o quasi – ha ruotato il suo sguardo. Fino a ieri aveva sempre puntato a Ovest ora si è girata e guarda a Est. Da una parte c’era sempre stato il cestino pieno del ben di dio, dall’altra solo stranieri gialli senza dignità. È il modello confucianista che si sta prendendo uno spicchio crescente nel giro d’orizzonte. E se lo è preso nonostante l’egemonia occidentale che fino a ieri affermava il suo diritto di prelazione per tutti i posti a sedere in sala. Se la testa d’ariete è economica, ad essa seguiranno modelli di pensiero. Al momento non pare cosa di poco conto. Hollywood cessarà di diffondere i suoi standard di pensiero. E in poco tempo ¬avremo a che fare col confucianesimo. L’uomo è duttile e accetterà di far sopravvivere la propria azienda con il nuovo ordine. Confucio, il confucianesimo è il primo riferimento culturale per gran parte della cultura cinese.

La dimensione individualista, e le sue derive predatorie, non fanno parte del confucianesimo, così come non c’è un dio col quale instaurare rapporti personali. Non c’è neppure la frammentazione del Tutto. Spirito e materia non trovano separazione e gli opposti non sono che indicatori dell’alternanza di tutte le cose della vita. La ragione non ha il presunto privilegio che le diamo noi di discernere il varo dal falso, il bene dal male. Essa è solo uno strumento non portante di niente se non di se stesso. La tendenza all’equilibrio, alla non prevaricazione, alla disponibilità di vedere sempre la complementarità degli opposti è nello spirito confuciano. Non servono filosofi concettuali per sapere come dirigere la vita e la società perché ognuno ha la responsabilità del proprio ruolo in famiglia, tra amici, tra genitori e figli, verso lo stato e gli altri. E chi dovesse cercare i guadagni personali sostituendoli alla rettitudine, avrebbe i suoi inconvenienti secondo un criterio assai meno tollerante di quello al quale siamo abiti. Non è una religione in senso occidentale ma una serie di indicazioni comportamentali intorno alle quali evidentemente ruota gran parte del pensiero dei cinesi. Sia la Rivoluzione maoista di ieri, che il galoppo capitalista di oggi, pare ne esprimano l’essenza.

I precetti individuati da Confucio – 551-479 a.C. – sono fina dalla sua concezione destinate al miglioramento sociale. Per lui era necessario educale i singoli uomini per realizzare la migliore società. Erano e sono infatti dedicati ai doveri più che ai diritti, sebbene con una accezione organica più che gerarchica. Ognuno sentiva – e sente? – la responsabilità di tutto il contesto sociale. Sommariamente, riguardano la famiglia, l’autorità, lo stato. Tre punti fermi di tutte le relazioni di ogni individuo. Organica in quanto rispettando le gerarchie che ogni relazione comporta si realizza la miglior società. Nessuno si sente escluso dal risultato finale. Una specie di opposto dell’individualismo. Ma detto così, il discorso si presta a facile critica. L’assolutismo cinese è inaccettabile per il pensiero democratico. Bisogna infatti aggiungere i cinque riferimenti che presiedono alla concezione confuciana:

Ren (benevolenza), Yi (rettitudine), Li (lealtà), Zhi (conoscenza), Xin(integrità).

Ognuno, di loro, parla da sé. E ognuno, di noi, volendo, purché con la medesima responsabilità confuciana per la buona riuscita della società, vi troverà spunti di riflessione o rivisitazione di ciò che ha condotto le nostre vite finora. 5 punti che forse ora, pur coniugati attraverso la nostra provenienza superiore, non permettono più di ridere dei cinesi. Forse ora sembrano affascinanti e – perché no?– adatti a fare da quinto modello. Se quanto hanno fatto i cinesi in questi ultimi decenni dovesse proseguire – e vista la pericolante situazione americana, potrebbe essere giusto pensarlo, magari anche moltiplicato –, iniziare a familiarizzare con le abitudini del nuovo padrone potrebbe tornare utile alla sopravvivenza. E, perché no? a valori nuovi o dimenticati.

Lorenzo Merlo

Tratto liberamente da Ereticamente

Confucio

E la dittatura impose il reato di vivere (Italia)

di Marcello Veneziani

L’Italia si avvia a diventare un regime totalitario temperato dall’inefficienza e dal ridicolo. Con la scusa della salute è stato introdotto il divieto di sbarco agli italiani in piazza, al bar, al ristorante, sulle spiagge; ora mitigato da libertà provvisoria, con la condizionale. I veri clandestini sono gli italiani, sorpresi a consumare all’aperto il più losco dei crimini: il reato di vivere. L’eversione ha un nome preciso: movida. Acchiappatelo, fa la movida. È pericoloso, ha un’arma in pugno, lo spritz.

Gli unici che hanno diritto di sbarco sulle nostre coste senza dover prenotare lo scoglio né il tavolo o stare a distanza regolamentare, sono i migranti, che è reato chiamare clandestini. Appena sbarcano ricevono la mascherina vanamente cercata dagli italiani per mesi. Difatti hanno ripreso a sbarcare in massa, incoraggiati dalle aperture dell’Italistan e dall’imam che si professa papa. In omaggio ai nuovi arrivati le nuove mascherine promesse dal floppista Commissario agli Interventi Immaginari, detto Arcuri, saranno burqa o chador; ma in virtù della parità dei diritti non saranno riservati alle donne ma estesi pure ai maschi e agli asmatici che così potranno soffocare liberamente per strada, nella loro anidride carbonica.

Dopo un’ottantena di reclusione ci è stata concessa l’ora d’aria, che è poi la tregua in corso. Gli italiani clandestini per strada sono stati regolarizzati dalla legge Bruttavecchia (simmetrica alla legge Bellanova sui migranti); ma col preciso avvertimento che saremo controllati, limitati, dovremo prenotare tutto, dal prete allo scoglio, dal barbiere al bar, fare i turni per respirare. Dovremo vivere separati, mai riuniti, il sesso solo se lo prescrive la Guardia Medica; c’è divieto di associazione come nei regimi totalitari, salvo quelle di stampo mafioso. Purché in bonafede. Il permesso provvisorio di vivere concesso ora potrà essere revocato da un giorno all’altro e comunque si sta già predisponendo il comitato accoglienza del covid-20, il nuovo virus annunciato per l’autunno, molto atteso dagli addetti ai lavori (forzati). Allora ci sarà una nuova stretta, appena varano il vaccino e il 5G, secondo i dettami di Colao-Tse-tung.

Intanto allo scopo di perseguire il reato di vivere, è stata istituita la Guardia del popolo, la guardia civile reclutata dai 5Stelle & Bandiera rossa tra i pasdaran del regime; il Servizio d’Ordine del Partito Grillo e Martello vigilerà sugli italiani come l’Ovra, Organizzazione Vigilanza Repressione Asintomatici.

Siamo diventati una succursale di Hong Kong, mitigata dalla nostra incapacità di pianificare la violenza di Stato (neanche quella funziona) in cui il dissenso in piazza è proibito, naturalmente per ragioni di salute; e una piccola, innocua manifestazione tricolore viene dispersa con uno spiegamento di forza che manco a Piazza Tienanmen; l’opposizione è perseguitata da associazioni di stampo mafioso e da magistrati collusi col potere ed è accusata a sua volta di agire per conto di potenze straniere e clan mafiosi. Si può tenere in cattività un popolo di 60milioni di italiani per più di due mesi ma non si può tenere su una nave, con tutti i comfort, alcune decine di scappati di casa, per una decina di giorni. Questo è sequestro di persona, quella è profilassi sanitaria.

Nella Repubblica Impopolare Filocinese la gente non ha soldi ma la verità, somministrata dell’Istituto Nazionale Propaganda Sociale, detto Inps, afferma tramite il suo satrapo chiamato Tridico perché ha tre narici, di aver “riempito di soldi gli italiani”. Ci governa un’imitazione scadente di totalitarismo prodotta in Cina e venduta a Zingaretti a prezzi gonfiati. L’emergenza a ogni livello – sanitario, previdenziale, giudiziario, ministeriale – viene guidata da un gruppo di persone d’estrazione grillosinistra, che risultano asintomatiche al test sull’intelligenza. Non ci sono neanche i più vaghi sintomi d’intelligenza, forse ne sono immuni. E sono così puri da avere spesso il curriculum immacolato, senza una voce, almeno decente. La tv di regime rispecchia perfettamente i requisiti indicati e offre l’immagine di un Paese felice di vivere sotto questa cappa totalitaria, che porta la foto di Conte nel portafoglio, adora la divinità Kasalino e segue gli ordini del regime, con poche infrazioni represse nel sangue delle multe. Seguono a ruota i giornaloni conniventi col potere per tirar su i profitti dei loro padroni anche sotto i pechinesi della Repubblica impopolare. Avallano le peggiori incompetenze, tacciono le peggiori nefandezze, appoggiano il peggior venditore di fumo al governo. Un po’ come fa, nel suo piccolo, Renzi.

La Lombardia è il loro Tibet, da reprimere e sradicare; all’uopo è stato allestito pure un giornale, la Piccola Vendetta Lombarda, che si occupa ogni giorno di spostare l’attenzione sul duo Fontana-Gallera, reputati la causa di tutti i mali.

Gli Stelle & Coronas guazzano nell’emergenza perché sospende ogni libertà e riduce il Paese a un asilo infantile per grillini; sospende i luoghi del sapere, dando un chiaro impulso all’estensione universale dell’ignoranza come prevede la loro costituzione; dispone dei cittadini come se fossero pupazzetti nelle mani del Pagliaccio, riduce la democrazia e la scuola, il lavoro e la vita a un video-collegamento con la Piattaforma del Grande Fratello o della Grande Sorella col rossetto (tipo Azzolina, per capirci).

Ridendo e scherzando abbiamo un regime comico-totalitario che per nostra fortuna funziona male. Appena aprono le frontiere ce ne andiamo. Oppure finiamola in fretta, dateci di corsa il Mes, ma a una condizione: che ci annetta all’Austria o alla Svizzera, alla Germania, alla Scandinavia o ai Paesi Bassi (e Loschi). La troika è troppo poco.

MV, La Verità 26 Maggio 2020

Liberamnete tratto da: Marcello Veneziani Blog

I vaccini indeboliscono la struttura fisica e vitale umana

a cura di Domenico Sacco

Rudolf Steiner nel 1917 parlava dei vaccini come un arma contro l’evoluzione spirituale, contro lo sviluppo dell’onda di coscienza. Notare come la manipolazione mentale del sistema informativo manistream sta ampliando la disinformazione generale e la paura riguardo presunte malattie, ormai debellate da moltissimi anni come se fossimo in uno stato di pandemia. Non hanno ancora il coraggio di provarci in Germania dove non vi sono vaccinazioni obbligatorie ma in Italia, uno stato fallimentare ed una classe politica corrotta in pura svendita hanno permesso al volo di trasformare l’intera classe d’età infantile della polazione italiana in una cavia per le vaccinazioni elaborate da Big Pharma.

Mentre in America il presidente degli Stati Uniti prende posizione pubblica contro il pericolo dei vaccini infantili (affermando la correlazione di vaccini ed autismo) ed affida una Commissione Nazionale di Studio al nipote di J.F. Kennedy, raccogliamo questa ulteriore e assolutamente preoccupante segnalazione da parte di amici antroposofi.

Ecco cosa dice Steiner:

“Ma gli Spiriti delle tenebre sono in mezzo a noi, sono qua.
Dobbiamo restare in guardia in modo da accorgerci quando li incontriamo, in modo da comprendere dove si trovano.Perché la cosa più pericolosa nel prossimo futuro sarà abbandonarsi inconsciamente a tali influssi, che realmente esistono intorno a noi. Infatti, che l’uomo li riconosca o meno, non fa alcuna differenza per la loro reale esistenza.

Ma soprattutto, per questi Spiriti delle tenebre sarà importante portare confusione, dare false direzioni in ciò che si sta ora diffondendo in tutto il mondo e per cui gli Spiriti della luce continueranno a operare nella direzione giusta. Ho già avuto occasione di mettere in guardia su una direzione sbagliata, che è davvero tra le più paradossali.

Vi ho indicato che i corpi umani si svilupperanno in modo tale che vi potrà trovar posto una certa spiritualità, ma che il pensiero materialista, la cui diffusione è sempre più alimentata dalle indicazioni degli Spiriti delle tenebre, opereranno in modo da opporvisi con mezzi materiali. Vi ho detto che gli Spiriti delle tenebre ispireranno le vittime di cui si nutrono, gli uomini che abiteranno, persino ad inventare un vaccino per deviare verso la fisicità, fin dalla primissima infanzia, la tendenza delle anime verso la spiritualità.

Come oggi si vaccinano i corpi contro questo e quello, così in futuro si vaccineranno i bambini con una sostanza preparata in modo che attraverso la vaccinazione, queste persone saranno immuni dalla sviluppare in sè la “follia” della vita spirituale , follia, ovviamente, dal punto di vista materialistico.

(…) Tutto questo tende in ultima analisi a trovare il metodo con cui si potranno vaccinare i loro corpi in modo che essi non potranno dviluppare inclinazioni verso idee spirituali , ma crederanno per tutta la loro esistenza solo alla materia fisica. Così, come dagli impulsi, che la medicina ha tratto dall’inclinazione all’inganno [qui Steiner fa finta di sbagliarsi facendo un gioco di parole tra Schwindelsucht, parola che vuol dire all’incirca disposizione all’inganno e Schwindsucht, che significa tubercolosi ndT] – pardon, scusate, – ha tratto dalla tubercolosi, oggi vaccina contro la tubercolosi, cosi domani si vaccinerà contro la disposizione verso la spiritualità.

Con ciò si intende solo dare un accenno a qualcosa di particolarmente paradossale tra le molte altre cose che accadranno in questo ambito in un futuro prossimo e anche più remoto, in modo di creare scompiglio in ciò che deve fluire sulla terra dai Mondi spirituali grazie alla vittoria degli Spiriti della luce.”

Rudolf Steiner, conferenza del 27 Ottobre 1917

IL MATERIALISMO DELLE TENEBRE

di Rudolf Steiner

“Gli spiriti delle tenebre sono in mezzo a noi, sono qua. Dobbiamo restare in guardia in modo da accorgerci quando li incontriamo, in modo da comprendere dove si trovano. Perché la cosa più pericolosa nel prossimo futuro sarà abbandonarsi inconsciamente a tali influssi, che realmente esistono intorno a noi. Infatti, che l’uomo li riconosca o meno, non fa alcuna differenza per la loro reale esistenza. Soprattutto, per questi spiriti delle tenebre sarà importante portare confusione e dare false direzioni in ciò che si sta ora diffondendo in tutto il mondo.
Vi ho detto che i corpi umani si svilupperanno in modo tale che vi potrà trovar posto una certa spiritualità, ma che il pensiero materialista, la cui diffusione è sempre più alimentata dalle indicazioni degli spiriti delle tenebre, opererá in modo da opporvisi con mezzi materiali. Essi ispireranno le vittime di cui si nutrono, gli uomini che abiteranno, persino ad inventare un vaccino per deviare verso la fisicità, fin dalla primissima infanzia, la tendenza delle anime verso la spiritualità. Verrà affidato ai medici materialisti il compito di eliminare l’anima dall’umanità.
Come oggi si vaccinano i corpi contro questo e quello, così in futuro si vaccineranno i bambini con sostanze preparate in modo da renderli immuni dallo sviluppare in sè la “follia” della vita spirituale, follia, ovviamente, dal punto di vista materialistico. Essi non potranno sviluppare inclinazioni verso idee spirituali, ma crederanno per tutta la loro esistenza solo alla materia fisica. Saranno estremamente intelligenti ma non svilupperanno una coscienza, il loro pensiero diverrá quello di un automa. E questo è il vero obiettivo di determinati circoli materialisti.”
(Rudolf Steiner, 27 Ottobre 1917)

La lotta vera è tra il Sistema e le forze anti-Sistema

di Francesco Di Marte

Il preciso e vigoroso intervento di Sara Cunial alla camera dei deputati, ha mostrato chiaramente cosa significhi parlare con coraggio, come ha fatto lei, invece che parlare ad alta voce, come fanno Salvini ed in particolare la Meloni.

Appare chiaro che ormai lo schema destra-sinistra sia usurato e sostenibile solo da chi ci guadagna sopra, da chi sbarca il lunario grazie ai giornali dell’una o dell’altra parte o con altre forme d’interesse da manutengoli.

Lo schema reale, l’unico esistente, è Sistema contro anti-Sistema. Nel sistema ci sono anche Salvini e Meloni, eredi di Bossi e Fini, usati dal sistema grazie alla loro mancanza di spessore e poi gettati via come pezze usate, come accade a tutti i servi. L’opposizione serve al Sistema così come l’attore che fa il cattivo in una sceneggiata è funzionale alla finzione. Serve simulare differenza, che può essere anche reale per questioni di poca importanza, ma non certo, ad esempio, per il principio usurocratico che domina tutto e che consente la dittatura psichica, scientista e sanitaria.

L’intervento della Cunial, se vera opposizione, l’avrebbero dovuto fare Salvini e Meloni.

Salvini e Meloni avrebbero dovuto e potuto chiedere, con una proposta di legge, visto il momento tragico, aiuti per gli italiani con moneta nazionale versata dallo Stato direttamente ai cittadini, senza creare debito, né pubblico né privato.
Non lo hanno fatto perché il Sistema del quale loro fanno parte è basato sull’usurocrazia, e quindi loro non possono parlare contro la dittatura bancaria, semmai proporre come presidente del consiglio dei ministri un usurocrate tipo Mario Draghi, come ha fatto Salvini o proporre varie forme di debito per Stato e popolo, come ha fatto la Meloni.

Naturalmente quando parliamo di anti-Sistema, non parliamo di ghetti storico-ideologici, steccati anch’essi utili alla neutralizzazione, a volte nemmeno pilotata e masochisticamente auto-imposta.

Se tanti militanti pieni di belle speranze capissero che tra Salvini e Giorgia Meloni e un qualsiasi politico del PD non c’e nessuna differenza sostanziale, capirebbero che la loro propria azione militante si svolge solo DENTRO il Sistema, è funzionale al Sistema, rinforza e sostiene il Sistema.

Ma la grande pasionaria, dicono con soddisfazione i suoi militanti, ha portato il partito al quattordici per cento.
Certo, ci era riuscito anche Gianfranco Fini, che dopo aver tradito tutto e tutti ora è occupato a tempo pieno a portare il cane a pisciare.

Liberamente tratto da Patres.

La vita non è una commedia ma un campo di battaglia!

La propaganda COVID19 nella nuova normalità

di Carlo Brevi

I profeti della “nuova normalità” procedono ormai dritti come un treno, totalmente incuranti degli sviluppi della questione “pandemia”.
Nonostante siano ormai emerse decisive evidenze che offrono una nuova luce sulle questione (adesso si sa che la maggioranza delle morti sono avvenute nelle case di cura, che le prognosi iniziali furono totalmente sbagliate, e che corrette le quali la mortalità si è quasi annullata; nuove cure si sono rivelate efficaci, il virus ha perso la sua carica infettiva, e presto sarà del tutto estinto, come tutti i coronavirus stagionali), nonostante tutte queste evidenze le misure ritenute essenziali nel culmine dell’emergenza continuano ad essere in vigore.

Si preannunciano mascherine obbligatorie nelle scuole a partire da settembre, corsi universitari del prossimo anno accademico verranno svolti in modalità online, si prospetta una estate all’insegna dei controlli nei luoghi di vacanza, si suggeriscono vaccini obbligatori per i bambini in autunno, concerti e manifestazioni pubbliche vengono rimandate alla seconda metà del 2021, i sindaci vogliono imporre una stretta sugli “assembramenti” permanente – la “movida” è diventata il nuovo nemico – , addirittura si prospetta la chiusura dei locali in orari anticipati, non più come misura temporanea.

Il tutto mentre il virus è praticamente scomparso, ed è diventato innocuo, a detta anche dei virologi più mainstream (come il presidente della Società italiana dei virologi).

C’è quindi tutta una serie di nuove evidenze, ribadite dai dati, che viene completamente ignorata.

E’ importante notare che in tutta questa vicenda è stato nuovamente confermato, in maniera clamorosa, che per quanto riguarda la diffusione delle informazioni la televisione, e i telegiornali in particolare, godono ancora di un primato incontrastato.

Tutte le informazioni che abbiamo a disposizione, e che ormai offrono una visione della questione totalmente diversa da quella propagandata, divengono del tutto superflue finchè non vengono fatte proprie dai notiziari televisivi.
La prima notizia del telegiornale della sera sarà sempre quella che delineerà il sentimento della maggiornaza della popolazione.
La televisione gode ancora del diritto supremo di giudice e validatore ultimo della realtà.
Se la prima notizia del tg1 o del tg5 insiste sulla immutata gravità della situazione, quella diventerà la realtà.

Tutti i principali virologi potrebbero asserire che l’emergenza è passata e pubblicare articoli a riguardo, con migliaia di condivisioni sui social network, potrebbero anche scriverne nelle riviste specializzate, ma basterà un Burioni qualsiasi che compare in prima serata ad avvertire che “non bisogna abbassare la guardia”, oppure un ministro che dichiara che “non potremmo stare tranquilli finchè non ci sarà un vaccino” e la preoccupazione della maggioranza della popolazione sarà sempre massima.

Non a caso, ancora adesso l’88% degli italiani dichiara che anche dopo la fine delle misure d’emergenza continuerà “ad evitare assembramenti” (dati riportati oggi anche da “il fatto quotidiano”).

Si tratta di quasi la totalità delle persone, ormai totalmente paralizzata mentalmente ed incapace di osservare la situazione razionalmente (c’è stato un virus, si è diffuso, ha fatto dei morti, ora gli infetti stanno sempre diminuendo, sono tutti curabili, il virus si sta indebolendo, è tempo di tornare a vivere come essere umani, come abbiamo sempre fatto).

Ma il solo concetto di “assembramento” ormai genera un riflesso condizionato di terrore.
Nell’assembramento cova il virus, pronto a scatenarsi più letale che mai.
Una volta si chiamava “passeggiata in centro”, “festa del paese”, “concerto”, “gita al mare”, “serata con gli amici”.
Ora tutte queste attività umane sono diventate “assembramento”, hanno assunto una valenza malefica, terrificante, oscura, tanto che l’88% dei nostri connazionali dichiara che vorrà evitarle ancora a lungo.
La demonizzazione del termine è stata scientificamente portata avanti ed ha raggiunto il massimo successo.

E davanti a questa fobia, instillata con modalità che sfiorano il condizionamento mistico, nessun “fatto” sarà mai forte abbastanza.

Addio festeggiamenti

La stretta sui popoli favorita dalla crisi del Coronavirus

di Luciano Lago

Come interpretare quello che sta accadendo?

La crisi determinata dal Coronavirus ha messo allo scoperto il piano dell’Elite transnazionale di utilizzare la pandemia per ottenere il controllo totale delle popolazioni e dei governi sotto il pretesto dell’emergenza sanitaria. Dietro le quinte si muovono i grandi protagonisti della finanza e della politica internazionale dettando le loro direttive e, in qualche circostanza, manifestando apertamente le loro intenzioni.

È il caso di George Soros, il vecchio finanziere, speculatore e cinico promotore di migrazioni e di scardinamento degli stati nazionali, il quale non si è trattenuto ed ha voluto dire la sua. Nel corso di un’intervista rilasciata l’11 maggio, Soros ha detto che la pandemia apre la strada a cambiamenti sociali ritenuti impossibili, definendo questa come “un’opportunità rivoluzionaria per completare i nostri obiettivi”.

Naturalmente altri si muovono con discrezione per comunicare le direttive ad organismi come l’Organizzazione Mondiale della Sanità, il FMI, il WTO, la Banca Mondiale, la BCE e consimili dove sono presenti i fiduciari dell’Elite.

Ci sono però resistenze di alcuni governi che vedono nella crisi l’occasione per riaffermare la sovranità dello stato nazionale e allentare i vincoli dell’Unione Europea, abolendo l’apertura delle frontiere e affermando la preminenza delle proprie costituzioni rispetto alla UE. È il caso dell’Ungheria e della Polonia, che sfidano le regole imposte dalla UE e sono insofferenti delle intromissioni di questa.

Più preoccupanti per la elite sono i tentativi di ribellione di gruppi di cittadini verso la stretta messa in atto dai governi con le misure che sospendono le libertà costituzionali e impongono uno stretto controllo dei movimenti. Queste misure suscitano una reazione di rivolta di settori della popolazione a causa, fra l’altro, di una crisi economica che sta portando all’impoverimento di una massa di persone.

Tutto questo rende la gente dipendente dagli aiuti di stato e quindi maggiormente ricattabile dalle classi dominanti che possono imporre i loro provvedimenti sulla base degli interessi dei grandi gruppi economici a scapito delle comunità nazionali. Il tutto viene favorito dal clima di paura alimentato dai media facendo balenare l’idea di una nuova ondata di contagi in autunno.

Isolare le persone, prevenire gli assembramenti e dare un senso di precarietà è un fattore importante per condizionare possibili tentativi di resilienza da parte dei soggetti più critici.

Già da tempo nelle riunioni ristrette dei club della Elite (Bilderberg, Trilateral, Davos, ecc. ) si paventava un possibile “risveglio globale” (“the Global Awakening”), come un rischio reale. Tale fenomeno potrebbe avvenire (ed è avvenuto) non soltanto nei paesi in via di sviluppo ma anche nei paesi occidentali, vista la situazione di impoverimento di massa.

Da qui la necessità di controllare il fenomeno, censurare le pagine di controinformazione nei social ed isolare i fautori della dissidenza. Uno scenario a cui ci stiamo avvicinando sempre più con casi eclatanti come la censura di Facebook, di You Tube e l’internamento di personaggi come Julian Assange.

Non bisogna farsi illusioni: il sistema sta progressivamente stringendo la morsa del controllo e si stanno perfezionando strumenti di sorveglianza quali algoritmi su pagine web, app di tracciamento, braccialetti elettronici, microchip sottocutanei. Ci stiamo avviando verso un sistema sociale dominato dallo scientismo dogmatico per instaurare il Nuovo Ordine Mondiale, quello che rende superflui i governi nazionali, obsolete le costituzioni.

Soltanto una sana sollevazione dei popoli, pacifica ma determinata, può evitare questa deriva.

Le difficoltà spezzano alcuni uomini ma rafforzano la volontà di altri.

Tratto liberamente da: ilpensieroforte.it