LE LEZIONI IMPARTITE DA TUTTE LE TORNATE ELETTORALI

di Matteo Brandi
Presidente Pro Italia

7 ottobre 2025

Le elezioni regionali in Calabria impartiscono LE STESSE IDENTICHE LEZIONI di tutte le tornate elettorali dal 2022 in poi. E che qualcuno, non so perché, continua a ignorare.

1) La visibilità mediatica non conta NIENTE se non si ha davvero qualcosa di nuovo da dire. Il cittadino medio è già bombardato di informazioni e contenuti. Ciò che rimane in testa è pochissimo.

2) L’elettorato è disilluso e schifato. Non si innamorerà MAI di una sterile critica all’attuale sistema, a meno che non gli si offra una visione potente, riconoscibile, chiara.

3) La forza di un partito non sono i like e i follower, sono i MILITANTI sul territorio. Ovvero gente che è disposta a mettere le proprie energie e il proprio tempo al servizio del progetto.

4) BASTA invocare come un mantra l’unione di partitini. Questo non garantisce affatto più voti. E la vera sfida non è nemmeno entrare nelle istituzioni, è RIMANERCI. Un minestrone non dura.

5) Una forza politica deve avere una sua IDENTITÀ. Se sembra un centrodestra o un centrosinistra più inca**ato non interessa a nessuno. Perché prevarrà il “voto utile”. O l’astensionismo.

6) Non esistono SALVATORI. Innamorarsi di personaggi puramente mediatici sperando che risolvano tutto si è rivelato fallimentare. Contano le idee, non solo le persone.

7) Invocare il cambiamento e veicolare il FATALISMO non ha senso. Perché qualcuno dovrebbe votare gente che passa le giornate a dire che tutto, al mondo, è già deciso dalla notte dei tempi?

Il percorso c’è ma è LUNGO, non esistono scorciatoie.

E va affrontato sotto il sole, nel deserto.

Possibilmente senza lamentarsi e confrontandosi da adulti.

LE LEZIONI IMPARTITE DA TUTTE LE TORNATE ELETTORALI
LE LEZIONI IMPARTITE DA TUTTE LE TORNATE ELETTORALI

IL CAMBIAMENTO POLITICO E I SUOI INTOPPI

di Carlo Grossi

Guardando i dati delle prime tornate elettorali relative al rinnovo della presidenza dei consigli regionali scaduti qualche brivido corre lungo la schiena. In che senso? Iniziamo dall’affluenza alle urne in netto calo rispetto al precedente appuntamento del 2021. Prendo a campione, tra le sette regioni in lizza, le due nelle quali i rappresentanti più in vista dell’area del dissenso si sono candidati: Marche e Calabria.

Le Marche hanno perso circa il 10% di votanti raggiungendo la strategica percentuale del 50,01, piu vistoso il calo della Calabria che si è attestata su un risibile 43,14%! Quale rappresentanza possono vantare candidati che hanno “vinto” le elezioni con percentuali sufficienti in termini relativi ma fallimentari se correlati ai dati di affluenza alle urne?

Altro elemento dissonante è che in entrambe le regioni prese a campione ha vinto la destra. Non voglio credere che l’effetto Meloni possa aver trainato quella che definisco una vittoria di Pirro. Se il governo della premier bionda viene percepito in quei territori come esempio di virtuososismo politico sarà bene che qualcuno spieghi ai votanti che non è scodinzolando dietro a Trump o alla Von der Leyen che l’Italia potrà difendere i propri interessi nonché mettere al riparo la popolazione dai rischi di una guerra sempre più incombente. Sono propenso a credere che la cosidetta “alternanza democratica” tra sinistra e destra in atto da qualche decennio, continui a produrre i suoi effetti nefasti avendo traslato il discutibile concetto di oligopolio dall’economia alla politica.

Infine una riflessione sull’area del dissenso: il risultato più significativo, secondo me, lo ha ottenuto Evoluzione della Rivoluzione della valente Beatrice Marinelli, movimento giovane che ha incentrato sulle carenze della sanità pubblica la sua azione principale, superando di misura la soglia dell’1% pur non avendo a disposizione mezzi mediatici e roboanti campagne propagandistiche. Tutto ciò stimola due riflessioni fondamentali: quando si centrano con serietà e coerenza temi concreti è più facile ottenere consensi e riavvicinare alla politica attiva quell’elettorato ampiamente deluso se non addirittura nauseato da una certa politica servile e incapace di difendere gli interessi del popolo sovrano a qualsiasi livello. L’altra riflessione riguarda l’area del dissenso: possono rappresentanti che riescono ad ottenere percentuali ben al di sotto dell’1% nei propri territori di origine potendo oltretutto disporre di strumenti più avanzati, avere la credibilità per proporre il tanto agognato cambiamento? Se vogliamo che tutto ciò che portiamo avanti da anni abbia un senso compiuto dovrebbero essere abbandonate le vecchie logiche di potere, le pulsioni individuali ed iniziare un serio lavoro di insieme tra coloro che ritengono più urgente il cambiamento sistemico piuttosto che la realizzazione dei propri interessi. Non è un percorso facile ma strettamente necessario e impellente.

P.s. Mi complimento con Mario Improta per la sagace vignetta che ho ritenuto opportuno allegare al post

IL CAMBIAMENTO POLITICO E I SUOI INTOPPI
IL CAMBIAMENTO POLITICO E I SUOI INTOPPI

HAMAS CREATURA PALESTINESE

a cura di Terra dei Padri – Movimento Eurasiatista

Parlare di Hamas come creatura di Israele offende profondamente

– tutto il popolo di Gaza che si sarebbe fatto prendere per i fondelli da un proxy di Israele per 30 anni.

-11 gruppi alleati della Resistenza che da anni combattono e muoiono al fianco di Hamas.

-paesi alleati come l’Iran che contro Israele combattono una guerra esistenziale e avrebbero finanziato una creatura dei loro nemici.

-la memoria di tanti Martiri, dallo sceicco Yassin a Sinwar, per cosa sarebbero morti, per avere protestato contro il bonifico che non arrivava?

Nei prossimi giorni pubblicheremo altri elementi di approfondimento, chi insiste con queste tesi perché non ha voglia di approfondire fa più danni di un sionista.

Passo e chiudo

HAMAS CREATURA PALESTINESE
HAMAS CREATURA PALESTINESE

LA CONOSCENZA DISTRUGGE L’IGNORANZA

di Luca Rudra Vincezini

“Yathā kaṇṭakaḥ kaṇṭakam ācchaty eko‘nyam, evam vidyā avidyām hanti; pariśiṣṭaś ca saṃskāraḥ tyajyate”,”come (yathā) una spina (kaṇṭakaḥ) rimuove (ācchati) un’altra spina (ekaḥ anyam kaṇṭakam), così (evam) la conoscenza (vidyā) distrugge (hanti) l’ignoranza (avidyām); e (ca) [dopo ciò anche] la traccia mnestica restante (pariśiṣṭaḥ saṃskāraḥ) viene abbandonata (tyajyate)”, Śaṅkara bhāṣya alla Taittirīya Upaniṣad (trad. Rudra).

Distruggi la realtà (tattvam) per mezzo dell’idea di vuoto (śūnya), distruggi l’attaccamento (rāga) per mezzo del distacco (vairāgya), distruggi il Sé (ātman) attraverso l’idea di un non-sé (anātman), ma una volta dissipata l’ignoranza (avidyā) attraverso la retta conoscenza (vidyā), molla la presa e contempla l’indescrivibile (anirvacanīya) attraverso il silenzio (mauna), senza che altro prenda forma…

Parliamo di meditazione e non di uno stato allucinatorio con il quale distruggere il normale stato di veglia (cosa da precisarsi visti gli improvvisati che girano).

LA CONOSCENZA DISTRUGGE L'IGNORANZA
LA CONOSCENZA DISTRUGGE L’IGNORANZA

Israele ammette: il 7 ottobre fu un elicottero militare a colpire il rave

a cura della Redazione

21-11-2023

Israele – Le indagini della polizia israeliana hanno confermato che le Brigate al-Qassam non erano a conoscenza del rave che si stava svolgendo vicino al Kibbutz Ra’im durante l’attacco del 7 ottobre”. La polizia ha rivelato che un elicottero militare israeliano ha sparato sui manifestanti nel tentativo di colpire i combattenti della Resistenza.

Le indagini della polizia hanno dimostrato che un velivolo da guerra di Israele ha aperto il fuoco sui partecipanti al festival musicale “Nova” vicino al Kibbutz Ra’im, mentre cercava di prendere di mira i combattenti della Resistenza palestinese durante l’attacco del 7 ottobre.

Sabato scorso, il sito web del quotidiano Haaretz ha citato le parole di un funzionario di polizia: “L’indagine ha rivelato che un elicottero dell’esercito israeliano è arrivato sul luogo dell’attacco, proveniente dalla base di Ramat David, e ha aperto il fuoco colpendo diverse persone che erano lì.” Secondo la polizia, durante il festival sono stati uccisi 364 persone.

“Haaretz” ha indicato che la polizia è arrivata a questi risultati sulla base delle indagini condotte in seguito all’operazione “Al-Aqsa Flood”. Le indagini confermano che i membri della Resistenza intendevano raggiungere Ra’im e i kibbutz vicini. Mentre i membri di al-Qassam cercavano di raggiungere il Kibbutz Ra’im, sul posto è arrivato un elicottero militare proveniente dalla base di Ramat David che ha aperto il fuoco.

Israele: “Hamas non era a conoscenza del rave”

Secondo la polizia e i funzionari dei servizi di sicurezza israeliani, i primi combattenti palestinesi arrivati ​​in zona provenivano dalla Route 232 (dalle zone israeliane controllate dagli elementi della Resistenza), e non dalla direzione della recinzione di sicurezza, cioè dall’interno del settore.

Le indagini della polizia hanno anche dimostrato che la festa si sarebbe tenuta giovedì e venerdì vicino a Ra’im. Martedì sera della stessa settimana, l’esercito ha concesso agli organizzatori dell’evento il benestare di prolungarlo per un altro giorno (sabato). Secondo la polizia, “questo cambiamento dell’ultimo minuto rafforza la convinzione che Hamas non fosse a conoscenza della festa”.

Secondo l’alto funzionario della polizia che ha parlato con Haaretz, al Ra’im Festival hanno partecipato circa 4.400 persone, la stragrande maggioranza delle quali è riuscita a scappare dopo che è stata presa la decisione di fermare la festa e disperdere i partecipanti “quattro minuti dopo il lancio dei razzi”.

Tratto da: Il Faro sul Mondo

Israele ammette: il 7 ottobre fu un elicottero militare a colpire il rave
Israele ammette: il 7 ottobre fu un elicottero militare a colpire il rave

L’ISLAM E LA DIGNITA’ DEL LAVORO

di Giuseppe Aiello

1. Principio generale: giustizia e dignità nel lavoro

In tutte le scuole giuridiche islamiche, il lavoro è considerato una forma di adorazione (‘ibāda) se svolto con onestà e dignità.

Il Corano e la Sunnah insistono sul fatto che:

– Nessuno deve essere oppresso o trattato ingiustamente.

– Ogni lavoratore ha diritto a rispetto, paga giusta e condizioni umane.

Esempi di fonti:

“E quando pesate, siate giusti, con la bilancia esatta” (Corano 17:35)

“Date al lavoratore la sua paga prima che il suo sudore si asciughi” — ḥadīth riportato da Ibn Mājah.

“Dio non ama gli oppressori” (Corano 3:57)

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2. Quando si subisce oppressione o abuso sul posto di lavoro

Le scuole giuridiche islamiche non parlano esplicitamente di “burnout” o “mobbing” come li intendiamo oggi, ma trattano la ẓulm (oppressione, ingiustizia) e la ṣabr (pazienza) in modo articolato.

✦ a) Scuole sunnite (hanafita, malikita, shafi‘ita, hanbalita)

È illecito per il datore di lavoro opprimere il dipendente o imporre compiti che superano la sua capacità.

Il lavoratore ha diritto a interrompere il contratto se subisce danno fisico, morale o economico (concetto di ḍarar).

Il lavoratore può denunciare l’oppressione a un’autorità religiosa o legale (ḥākim shar‘ī).

È raccomandato reagire con pazienza e dignità, ma non con passività: l’islam distingue tra ṣabr (pazienza attiva, dignitosa) e sukūt (silenzio codardo).

Un principio classico enunciato da al-Ghazālī (XI sec.) nel Iḥyā’ ‘ulūm ad-dīn:

“Sopportare con pazienza è virtù, ma tollerare l’ingiustizia che perpetua il male è colpa.”

→ Quindi, se la resistenza pacifica o la denuncia può fermare l’ingiustizia, è doveroso farlo.

✦ b) Scuola sciita (ja‘farita)

Nella giurisprudenza sciita (fiqh ja‘farī), si trovano principi molto simili ma con accenti specifici:

Il lavoro è parte del dovere di ʿibāda e ʿizzah (dignità personale).

L’Imam ʿAlī (a.s.) ammoniva i governatori e amministratori pubblici:

“Non rendere schiavi i servitori di Dio, perché Dio li ha creati liberi.” (Nahj al-Balāgha, lettera 53 a Mālik al-Ashtar).

Se un lavoratore è oppresso, ha diritto a rompere il contratto e, se possibile, rivolgersi al giudice religioso (qāḍī shar‘ī).

È raccomandato esercitare ṣabr (pazienza) solo se la denuncia peggiorerebbe la situazione o porterebbe a maggiori danni.

Nei testi contemporanei sciiti (es. fatwa di al-Sayyid al-Sistani e al-Khamenei), si sottolinea che:

“Non è lecito al datore di lavoro trattare il lavoratore con disprezzo o negargli i suoi diritti. Ogni forma di umiliazione è ḥarām.”

3. Indicazioni pratiche che derivano da questi principi

Oppressione verbale o psicologica: cosa fare?

Denunciare con mezzi pacifici; non tollerare umiliazioni; mantenere dignità personale.

Sfruttamento o salario iniquo: cosa fare?

Interruzione del contratto lecita; diritto a compenso; denuncia religiosa o civile.

Ingiustizie collettive (struttura ingiusta): cosa fare?

Azione comune per la riforma (amr bil-maʿrūf wa-nahy ʿan al-munkar – “comandare il bene e vietare il male”).

Burnout o danno alla salute mentale: cosa fare?

È permesso sospendere o lasciare il lavoro per tutelare la salute, che nell’Islam è bene sacro (ḥifẓ an-nafs).

4. Sintesi

L’islam non incoraggia la sottomissione passiva all’oppressione sul lavoro.

La giustizia (ʿadl) e la dignità umana (karāmah insāniyyah) sono valori superiori.

È legittimo lasciare un lavoro, denunciare un superiore o cercare giustizia, purché si mantengano rispetto e pazienza.

In casi di sofferenza interiore o burnout, la sharīʿa permette di cercare aiuto medico e psicologico, poiché la salute è parte della fiducia (amānah) che Dio ha affidato all’uomo.

L'ISLAM E LA DIGNITA' DEL LAVORO
L’ISLAM E LA DIGNITA’ DEL LAVORO

VIRGILIO E L’OBLIO

di Franco Giovi

“O pater, anne aliquas ad coelum hinc putandum est
Sublimes animas, itremque in tarda reverti
Corpora? Quae lucis miseris tam dira cupido?”

(O padre, bisogna pensare che alcune anime di qui vadano lievi al cielo e di nuovo tornino ai pesanti corpi? Quale sì crudele desiderio di luce per le misere?)
Virgilio: Eneide, libro sesto: Sorte e destino delle anime.

Virgilio: quel Publio Virgilio Marone che il mondo ricorda come poeta.

Nato nel mantovano ma ben diversamente ricordato dal popolo partenopeo per tantissimi secoli, dove riposarono le sue ossa: protettore ma anche sublime mago, teurgo. Al punto che nel XII secolo i conquistatori normanni e la Roma papalina dissacrarono la tomba e rubarono i pochi resti con l’aiuto di un negromante!

Pensate poi che papà Dante si affidi ad un poeta latino per la tremenda impresa di scendere sino al fondo dell’Abisso? Solo i letterati ci cascano, come pere troppo mature!

Torniamo alla domanda di Enea che Virgilio pone in bocca al profugo troiano rivolgendosi al padre Anchise.

Infatti quale cieca voglia, anzi quale crudele bramosia contro sé stessi sarebbe quella degli spiriti che li trarrebbero a rinascere su questa impietosa terra – vera e non metaforica – valle di lacrime?

Chi mai, dopo averne sopportati i travagli, le ingiustizie, le amarezze e le delusioni, può risentire il maniacale desiderio di tornarvi daccapo?

Bisognerebbe essere matti incurabili, bietole incoscienti…oppure eroi votati alla santità del martirio!

Ecco perché la remota sapienza insegnava la necessità morale e indeclinabile (dharma) del rinascere per la educazione progressiva delle anime, per le quali la terra è la fucina atta a fusioni, temprature e forbiture.

Tale sapienza insegnava anche la necessità dell’oblio che accompagna la rinascita: indispensabile alla stessa possibilità del nuovo ritorno, essendo l’amnesia una sorta di amnistia temporanea, oltre che la tutelatrice o custode del “libero arbitrio”, non impantanato dal passato nelle sue iniziative e nel suo dinamismo etico. Da qui il favoloso fiume di Lete, le cui acque bevute a larghi sorsi (ma c’è chi beve molto e chi pochissimo) dalle anime sulla strada del ritorno alla terra davano la benefica dimenticanza dei tempi anteriori, terrestri e ultraterreni.

“Lethaeum ad fluvtum Deus evocat agmine magno:
Scilicet immemores supera ut convexa revisent
Rursus, et incipiant in corpora velle reverti”

Con questa ragionevole risposta Anchise dissipa lo stupore, non irragionevole, di Enea, descritto al principio. Il dio provvidenziale, con l’oblio, induce le anime a “voler ritornare nei corpi” (in corpora velle reverti) dopo che “Securos latices et longa oblivia potant”: cioè con la profonda dimenticanza di tutto ebbero sgombra mente e coscienza dai neri affanni del passato.

Gli antichi sofi iniziati, assertori della reincarnazione, non si lasciavano turbare dalla volgata e volgare obbiezione di un oblio postnatale che per loro era anzi prenatale, altrimenti il cervello fisico non ne avrebbe potuto usufruire e ben comprendevano la necessità morale delle rinascite inscindibile dalla concomitante condizione dello stato amnesico.

Ammettevano però la possibilità eccezionale dell’anamnesi in taluni casi e specialmente in individualità eccellenti, alle quali, come a spiriti maturi, il ricordo poteva non riuscire dannoso al loro progresso interiore, mentre divenivano testimoni viventi della grande legge delle rinascite.

Tale, tra alcuni altri quali Empedocle, Giuliano, ecc. fu Pitagora, santo della filosofia e martire della Sapienza al pari di Socrate. Pitagora infatti era lucidamente sicuro di serbare il ricordo di molte precedenti personalità, fino a declinarne i nomi e dandone anche prove credibili.

Ma in quei tempi, in cui Filosofia e Scienza non erano tra loro come suocera e nuora, i diritti e le ragioni del cuore erano valutati e fatti valere alla pari con le nobili esigenze dell’intelletto e anzi, più del “come” si stimava il “perché” delle cose e non meno della “causalità” si considerava la “finalità”.

Perciò si diceva che Socrate avesse fatto discendere la Filosofia dal cielo sulla terra, perché la portava nell’introspezione dell’anima e nella condotta morale della vita.

VIRGILIO E L'OBLIO
VIRGILIO E L’OBLIO

UNA VITA PER L’AMORE

a cura di Melissa Costanzi

La vita ti delude per farti smettere di vivere di illusioni e vedere la REALTA’.

La vita ti distrugge tutto il superfluo, fino a quando resta solo l’IMPORTANTE.

La vita non ti lascia in pace per farti smettere di litigare e ACCETTARE tutto così com’è.

La vita ti toglie quello che hai affinché tu smetta di lamentarti e incominci a RINGRAZIARE.

La vita ti manda persone conflittuali affinche’ tu smetta di pensare a ciò che c’è fuori e incominci a guardare ciò che avviene DENTRO.

La vita lascia che tu cada ancora ed ancora, fino a quando non decidi di imparare LA LEZIONE.

La vita ti tira fuori dal cammino presentandoti dei bivi, finché non smetti di voler controllare e FLUISCI come un fiume.

La vita ti mette nemici sulla strada, fino a quando non smetti di “REAGIRE”.

Ti spaventa la vita e lo fa ardentemente tutte le volte che sarà necessario, fino a quando perdi la paura e recuperi la tua FEDE.

La vita ti toglie l’amore vero, non te lo concede né permette, finché non smetti di provare a COMPRARLO con i gingilli.

La vita ti allontana dalle persone che ami, fino a quando capisci che non siamo questo corpo, ma l’ANIMA che lui contiene.

La vita ride di te tante volte, finché non smetti di prendere tutto così sul serio e RIDI anche tu di te stesso.

La vita ti fa fallire, ti rompe in tante parti perchè sono necessarie al fine che in te penetri la LUCE.

La vita non ti dà ciò che vuoi, ma ti dona ciò di cui hai bisogno per evolvere. Ti ferisce, ti tormenta, finché non lasci i tuoi capricci e ringrazi per il solo fatto che puoi ancora respirare.

La vita ti nasconde i tesori, finché non comprendi il viaggio ed entri a cercarli.

La vita ti nega Dio fino a quando non lo vedi in tutti e in tutto.

La vita ti accorcia, ti pota, ti toglie, ti delude, ti umilia, ti crepa, ti spezza, finché in te resta solo Amore.

Bert Hellinger

UNA VITA PER L'AMORE
UNA VITA PER L’AMORE

Merkel ha accusato la Polonia e gli stati baltici di aver avviato il Nuovo Ordine Mondiale

a cura della Redazione

6 ottobre 2025

Merkel ha accusato la Polonia e gli Stati baltici di essere coinvolti nello scoppio della seconda guerra mondiale.
Budapest , 6 ottobre 2025, 08:31 — Regnum News Agency. La Polonia e gli Stati baltici hanno indirettamente provocato la decisione della Russia di condurre un’operazione militare speciale.ha dichiarato l’ex cancelliera tedesca Angela Merkel in un’intervista alla rivista ungherese Partizán , pubblicata su YouTube.
Secondo la politica, nel 2021 ha proposto un nuovo formato di dialogo tra Unione Europea e Russia per risolvere il conflitto ucraino, ma Polonia, Estonia, Lituania e Lettonia si sono opposte all’idea.
“Questo [tentativo di accordo] non è stato appoggiato da alcuni Paesi. Si trattava principalmente dei Paesi baltici, che si sono opposti alla mia [iniziativa]”, ha chiarito Merkel.

Secondo l’ex cancelliere tedesco, questi Stati temevano che l’UE non sarebbe stata in grado di sviluppare una politica comune di dialogo con la Russia.

“In ogni caso, non si è concretizzato. Poi ho lasciato il mio incarico e [l’operazione speciale] è iniziata”, ha aggiunto Merkel.

Il 15 maggio, il tenente colonnello in pensione dell’esercito americano Daniel Davis ha accusato la NATO di aver scatenato il conflitto in UcrainaHa osservato che l’alleanza ha ignorato gli avvertimenti della Russia. Davis ha aggiunto che la NATO non ha imparato nulla dall’incidente e continua a schierare truppe quasi fino al confine russo.

Offensiva Russa

Il 25 aprile, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha espresso l’opinione che il desiderio dell’Ucraina di aderire all’Alleanza Atlantica fosse la causa dell’attuale conflitto . Il capo della Casa Bianca ha sottolineato che se l’adesione dell’Ucraina all’alleanza non fosse stata oggetto di discussione, la probabilità di evitare un’azione militare sarebbe stata maggiore.

Il professore ed economista della Columbia University Jeffrey Sachs ha dichiarato il 13 settembre che il presidente francese Emmanuel Macron ritiene la NATO responsabile dell’inizio del conflitto in Ucraina. Ha sostenuto che il conflitto ucraino può essere risolto solo se l’Unione Europea abbandona la russofobia e i piani aggressivi e sostiene lo status neutrale dell’Ucraina, il che implica il rifiuto di aderire al blocco militare.

L’8 settembre, il portavoce del presidente russo Dmitrij Peskov ha dichiarato che il numero di persone in tutto il mondo che comprendono le ragioni dell’avvio dell’operazione militare speciale in Ucraina è in crescita. Ha aggiunto che molti Paesi avevano già compreso le ragioni dell’operazione militare speciale russa.

Nota: Nonostante la massiccia propaganda USA e Ucraina, i veri motivi del conflitto in Ucraina iniziano ad emergere e la Merkel rilascia interviste in cui riconosce le vere responsabilità di coloro che hanno spinto per la guerra. Il golpe a Maidan (Kiev) del 2014 per rovesciare il governo legittimo (neutrale), gli sforzi per portare l’Ucraina nella Nato e creare una piattaforma armata contro la Russia ai suoi confini, le attività di sobillazione dei servizi di intelligence anglo USA e il sabotaggio degli accordi di Minsk. Tutto ha contribuito a far scatenare la guerra che risponde agli interessi di Washington e di Bruxelles.

Fonte: Regnum r.u.

Tratto da: ControInformazione

Merkel ha accusato la Polonia e gli stati baltici di aver avviato il Nuovo Ordine Mondiale
Merkel ha accusato la Polonia e gli stati baltici di aver avviato il Nuovo Ordine Mondiale