SMASCHERAMENTO E RAPPORTI DI FORZA

di Adriano Scianca

C’è una postura argomentativa facile facile, molto frequente dalle nostre parti, che abbiamo usato tutti una volta o l’altra, ma che non mi convince (più). È la retorica dello smascheramento. Lo smascheramento prende di mira l’ipocrisia di un potere che si vuole giusto, imparziale, equanime, ma che cela – tanto a livello nazionale che internazionale – partigianeria, squilibrio, iniquità.
Un caso tipico di retorica dello smascheramento è quella dell’«immaginiamo a parti invertite». Esempio: la sinistra frigna perché chi contesta i comizi della Meloni viene (molto raramente) fermato dalle forze dell’ordine. Immaginiamo a parti invertite, dei militanti di destra che braccassero sistematicamente Letta, interrompendone i comizi. Chi si scandalizzerebbe per l’intervento delle forze dell’ordine? Nessuno. Abbiamo quindi smascherato la retorica della democrazia, del pluralismo e della parità di diritti, c’è chi può disturbare la libera espressione democratica di un partito e chi no.
Un altro caso tipico riguarda le rare occasioni in cui gli Usa ci ricordano esplicitamente la reale natura del vero rapporto che intratteniamo con loro (rare perché per lo più ci pensiamo da soli ad allinearci, senza bisogno di richiami espliciti). Smascheriamo anche questo: perché il governo italiano ha bisogno di essere «validato» da quello americano? Sarebbe pensabile il contrario? E perché qui abbiamo basi Usa e negli Usa non c’è nessuna base militare italiana?
Ora, qual è l’obbiettivo di questi smascheramenti? È il discorso idealistico che legittima lo stato di cose vigente. Insomma, il discorso di Saverio Tommasi. O, per dirla con Marx, «i fiori immaginari sulla catena». Lo smascheramento strappa i fiori e lascia vedere la catena. Guardate, ci hanno detto che gli Usa o il Pd spargevano fiori, ma sotto in realtà c’è la catena con cui ci tengono avvinti.
Ora, qual è il problema? Che, in questo modo, al discorso idealistico sullo stato vigente si contrappone una critica altrettanto idealistica. Vergogna, il Pd fa il bello e il cattivo tempo. Vergogna, gli Usa non sono quegli alleati leali e paritari che ci avevano detto. Ma questo tipo di critica in realtà legittima proprio quel discorso idealistico sullo stato di cose vigente, a cui rimprovera solo promesse non mantenute.
Giova peraltro ricordare che il discorso idealistico sullo stato di cose vigente non è l’unico. Esiste anche un discorso realistico. Se si ascolta solo Saverio Tommasi, di diventa il negativo di Saverio Tommasi, il suo complementare, ci si fa formare da lui. Ma non c’è solo Saverio Tommasi. Fuori da quella retorica banalotta, c’è una sinistra che ammette candidamente di avere più legittimità degli altri e a cui lo schema dell’«immaginiamo a parti invertite» non si applica, perché non esiste alcuna parità tra le parti e nessuna inversione è ammessa. Stessa cosa per i rapporti internazionali: ma chi è, fuori dalle feste comandate post 45, che parla davvero dell’atlantismo come di un rapporto paritario? Che esista un centro e una provincia dell’impero, un signore e un vassallo, è candidamente ammesso da tutti gli analisti Usa, ma anche da chi, qui, studia queste cose con un minimo di serietà.
In altre parole, la retorica dello smascheramento rimuove i rapporti di forza. Rapporti di forza che per lo più non sono affatto mascherati. In questo modo, essa si esaurisce in una denuncia moralistica: ci avevano promesso i fiori, invece abbiamo catene. Non ci si pone però mai il problema della modifica di tali rapporti di forza, proprio perché il presupposto era e resta idealistico. Le catene sono un fatto. Sappiamo come spezzarle? Sappiamo come crearne di nuove, ma di cui siamo noi a possedere le chiavi? Se sì, facciamolo.

SMASCHERAMENTO E RAPPORTI DI FORZA
SMASCHERAMENTO E RAPPORTI DI FORZA

Pubblicato da vincenzodimaio

Estremorientalista ermeneutico. Epistemologo Confuciano. Dottore in Scienze Diplomatiche e Internazionali. Consulente allo sviluppo locale. Sociologo onirico. Geometra dei sogni. Grafico assiale. Pittore musicale. Aspirante giornalista. Acrobata squilibrato. Sentierista del vuoto. Ascoltantista silenziatore.

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