LA SESSUALITA’ NEL KAMASASTRA DELL’INDIA

di Luca Rudra Vincenzini

Cosa c’è di geniale nella sessualità così come venne presentata nei testi del Kāmaśāstra dell’India?

Sicuramente una buona parte delle tecniche erotico-esoteriche furono di derivazione cinese, sembra dunque la Cina a preservare il primato dell’antichità. Al contrario di quest’ultima però, l’India dona un’innovazione importante: il rispetto della donna. Nei testi indiani del piacere, la donna non è sottomessa da una prospettiva sociale, può invece esprimere la sua irruenza, può liberamente manifestare la sua passione ed esigere piacere e orgasmi. Non è a servizio di un padrone, anzi è lei che, portatrice degli umori della sessualità (yonidravya), deve essere condotta serenamente a ciò che oggi definiamo piacere multiorgasmico, per donare da quello stato la dolce medicina della longevità: rājapāna, letteralmente “la bevanda del Re”, come sinonimo dei liquidi sessuali femminili. In altre culture, per esempio, era ritenuto indecoroso che un uomo praticasse il cunnilingus, solo la fellatio era consentita, in India no.

Ora in tale ottica si comprendono meglio due aspetti noti ma non sempre ben compresi dell’arte amatoria indiana: le molteplici posizioni (bandha) e la ritenzione del seme nell’uomo (ūrdhvaretas). Innanzitutto, il termine bandha significa legatura, proprio perché gli amanti si “legavano”, spesso ai limiti del contorzionismo, durante l’amplesso. Il motivo reale, aldilà del folklore, della ginnastica, dei rinnovati attriti genitali, del piacere e della fantasia, è principalmente il secondo punto: la ritenzione del seme in lui. Venivano a rotazione praticate le posizioni che favorivano gli orgasmi in lei e che, parimenti, garantendo la durata, il ritmo e gli affondi (yonisthāna), scongiuravano il versamento in lui. Ergo in base alla stagione, la luna, la temperatura, etc, quelle posizioni che accorciavano i tempi dell’amore venivano rimandate al prossimo amplesso. La parola d’ordine era, dunque, il piacere della donna eroica (nāyikā), incarnazione della Dea.

Per chi volesse approfondire un pò di letteratura sulle tecniche in oggetto e le suggestioni circa l’aspirazione della vitalità gonadica (ojas) al cranio negli amanti, rimando al settimo capitolo del mio libro.

Ps: ovviamente non c’è da idealizzare nessuna cultura perché di episodi violenti, che smentiscono quanto scritto in questo post, ce ne sono stati purtroppo innumerevoli.

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LA SESSUALITA' NEL KAMASASTRA DELL'INDIA
LA SESSUALITA’ NEL KAMASASTRA DELL’INDIA

Pubblicato da vincenzodimaio

Estremorientalista ermeneutico. Epistemologo Confuciano. Dottore in Scienze Diplomatiche e Internazionali. Consulente allo sviluppo locale. Sociologo onirico. Geometra dei sogni. Grafico assiale. Pittore musicale. Aspirante giornalista. Acrobata squilibrato. Sentierista del vuoto. Ascoltantista silenziatore.

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