IL BUDDHISMO ZEN

di Felipe Guerra

Lo Zen è una scuola del Buddhismo Mahayana che enfatizza la meditazione per raggiungere la comprensione spirituale e l’illuminazione attraverso l’esperienza diretta, piuttosto che attraverso scritture o dogmi. Derivato dal cinese Chan e dal sanscrito Dhyana, il termine stesso significa “meditazione”. Un principio fondamentale dello Zen è che l’illuminazione è un potenziale intrinseco in ognuno di noi, accessibile attraverso pratiche come lo zazen (meditazione seduta) e la consapevolezza, che conduce al risveglio della propria vera natura.

IL BUDDHISMO ZEN
IL BUDDHISMO ZEN

IL TEMPO E LO SPAZIO

di Luca Rudra Vincenzini

Nei Tantra esistono diversi sistemi all’interno delle compagini più grandi: bauddha, śaiva, śākta, vaiṣṇava, saurya, gāruḍa, gāṇapatya, etc. Un aspetto meno conosciuto delle qualità (tattva) del Trika è l’associazione di tempo (kāla) e spazio (kalā) come categorie creative di Śiva e Śakti, ossia rispettivamente la coscienza ordinatrice e la realtà ordinata. Lo schema è più o meno lo stesso: le categorie (tattva) sono divise in pentadi, nella pentade il primo elemento è Śiva, l’ultimo è Śakti, la triade al centro sono le funzioni operative per lo scambio dialettico tra i due (idealismo indiano).

In tale ottica Śiva è spesso presentato come Kālabhairav, il terribile signore del tempo, e la Śakti come la Dea che si fa a pezzi, si parcellizza (kalā) nel cosmo disperdendosi in esso (memoria del mito dello smembramento vedico del macantropo). Nuovamente, Śiva è la successione temporale eterna, che da un senso alla manifestazione (creazione, mantenimento, riassorbimento, velamento e rivelazione), e la Śakti è la creazione fatta di parti, esattamente 16 (ṣoḍaśī) per il sentiero di Śrī Vidyā, ossia le 15 fasi lunari (tithi) a partire dalla luna nuova (amāvasyā) con l’aggiunta di quella piena (pūrṇimā). Questo per fare quadrare il calcolo lunare con le 16 sillabe del mantra (ṣoḍaśākṣarī) di Śrī Vidyā e le 16 vocali (svarāḥ) dell’alfabeto sanscrito (13 canoniche più anusvāra, anunāsika e visarga).

Nella tradizione śākta, espressamente nel Krama del Kāśmīr, sono invece le 13 versioni di Kālī (12+1 Kālasaṅkarṣinī) a rappresentare il tempo in tutte le sue varianti e Śiva è a loro sottoposto. Nota è l’immagine di Śiva (śiv-giacere), sottomesso dalla Śakti (śak-potere), a subire l’egemonia della Dea ed esserne asservito contro la propria volontà.

Ora aldilà degli elementi numerologici e di quelli di genere, emerge un aspetto molto importante, ovvero che tempo e spazio, all’interno delle qualità contratte (aśuddha-tattva) della cascata creativa (del Sāṃkhya e del Paramādvaitavāda), sono la sine qua non della creazione; Māyādevī crea attraverso queste coordinate.

Anticipando Immanuel Kant di diversi secoli, lo ŚK intuisce che non ci può essere creazione al di fuori delle categorie di spazio e tempo.

IL TEMPO E LO SPAZIO
IL TEMPO E LO SPAZIO

IL REGNO DELLA VITA AUTENTICA

a cura di Giuseppe Aiello

“Gli esseri umani hanno paura di “abbandonare” la loro mente (vecchie credenze profane, convinzioni umane), perché temono di precipitare nel vuoto senza potersi arrestare. Non sanno che il Vuoto non è veramente vuoto, perché è il Regno della Via Autentica.”

(Huang-po)

IL REGNO DELLA VITA AUTENTICA
IL REGNO DELLA VITA AUTENTICA

COSA E’ VERAMENTE IL SATANISMO?

di Giuseppe Aiello

MONDO PSICHICO E MONDO SPIRITUALE

Satanismo non è la mera adorazione di Iblis / Satana.

Il Satanismo “divide” perchè è esso stesso duplice.

– Prima forma di satanismo: disgregazione dell’essere – “vittime”

La prima forma di satanismo è il cedere ai “sussurri” satanici, che tendono ad alimentare una ‎tendenza dissolutoria, disgregatrice, centrifuga che opera nell’interiorità (psiche instabile, perdita ‎del centro, dispersione delle energie, senso di abbandono ecc.), nella società (livellamento, materialismo, perdita di valori ‎qualitativi), nella spiritualità (deviazione, sentimentalismo, irrazionalismo)‎

Questo “satanismo” è legato a forze che negano il principio trascendente, frammentano l’unità ‎dell’essere, dissolvono la forma e la gerarchia, riducono la coscienza a impulsi inferiori, insomma ‎una dinamica entropica dell’essere, un movimento verso il basso, verso la frammentazione e la ‎perdita del centro.‎

La vera spiritualità è integrazione, centramento, unificazione delle componenti dell’essere, che ‎mira a ricondurre corpo, psiche e spirito sotto un principio superiore, ottenere una “forma ‎interiore” stabile, a rendere l’individuo “integro”, non disperso, ascendere, anziché dissolversi nel ‎caos psichico-mondano. Ciò si contrappone all’uomo “disgregato”, “passivo”, “aperto al basso”.‎

– Seconda forma di satanismo: potenza psichica – “agenti/complici” (awlliya shaytan – santi di satana)

Molti di voi potranno testimoniare il fatto che esistono individui che possiedono ‎disciplina, mostrano autocontrollo, hanno una personalità stabile, sembrano “forti”, “centrati” o ‎‎“magicamente potenti” – yogin deviati, maghi cerimoniali, psichici potenti, figure di contro-‎iniziazione, occultisti, oppure anche individui semplicemente dotati di una volontà eccezionale – ma ‎questo non implica in alcun modo che siano spiritualmente realizzati.

‎E’ del tutto possibile avere poteri, forza, coerenza interiore senza alcuna apertura allo Spirito.‎

C’è una differenza radicale tra il DOMINIO PSICHICO – sottile, energetico, emotivo-volitivo, ‎magnetico, legato a potenze naturali o “occultistiche” – e il DOMINIO SPIRITUALE

Il dominio spirituale (metafisico) è sovraindividuale, trascendente, non-formale, non-psichico, non ‎legato alla volontà individuale, radicato nella Realtà principiale.‎

Molti individui possono avere una potenza psichica notevole, che appare come “forza spirituale”, ‎ma non lo è.

Ciò in quanto la stabilità che mostrano appartiene solo ai livelli inferiori dell’essere – corporeo, vitale, ‎psichico, energetico, volontario – e può essere ottenuta tramite esercizi psico-fisici, discipline ‎interiori non orientate verso lo Spirito, tecniche magiche o psichiche, natura caratteriale, forte ego ‎consolidato.

Questa unificazione non è la vera integrazione spirituale, ma una forma di ‎coagulazione psichica, che può essere molto potente… e profondamente ingannevole.‎

Chi si chiude nel dominio psichico — anche con grande forza — resta comunque individuale, e ‎quindi non può accedere al sovraindividuale, cioè al livello metafisico. ‎

Il mondo spirituale è al di sopra dell’individualità, il mondo psichico è all’interno dell’individualità

Un essere che resta chiuso nel dominio psichico può rafforzarsi a quel livello, può acquisire poteri, ‎può illudersi di evolversi, può apparire “superiore” agli altri, ma in realtà non fa che consolidare la ‎sua prigionia nella manifestazione sottile.‎

Questo è uno degli aspetti tipici della contro-iniziazione: dare l’illusione della ‎realizzazione spirituale mentre si resta confinati — o addirittura sprofondati — nel dominio ‎psichico.‎

Questo è l’errore più pericoloso della nostra epoca, il supremo inganno: confondere il sottile con lo spirituale.‎

COSA E' VERAMENTE IL SATANISMO?
COSA E’ VERAMENTE IL SATANISMO?

IL VIANDANTE SPIRITUALE NEI TEMPI ULTIMI

a cura di Giuseppe Aiello

Il Profeta disse:

«Verrà un tempo per le persone in cui colui che si manterrà saldo sulla sua religione sarà come colui che tiene in mano un carbone ardente.»

— Sunan al-Tirmidhi, n. 2260 (hasan)

Esprime che rimanere credenti e osservanti sarà estremamente difficile, tanto da richiedere sopportazione e forza paragonabile a trattenere qualcosa che brucia.

È spesso citato per incoraggiare la pazienza e la perseveranza nella fede quando la società si allontana dai valori religiosi.

Nel Vangelo, un padrone esce più volte durante la giornata per assumere lavoratori per la sua vigna: alcuni all’alba, altri a metà mattina, altri a mezzogiorno, altri nel pomeriggio e infine alcuni nell’ultima ora del giorno.

Alla fine della giornata, paga tutti allo stesso modo, cominciando dagli ultimi arrivati.

I primi assunti protestano perché pensano di meritare di più, avendo lavorato più a lungo. Il padrone risponde che non è ingiusto, perché a ciascuno dà quanto promesso, e sottolinea che la sua generosità gli permette di dare agli ultimi quanto ai primi.

La parabola si conclude con l’insegnamento:

«Gli ultimi saranno primi e i primi ultimi.» (cfr Matteo 20, 1-16)

Gli ultimi tempi saranno più difficili, e gli ultimi “lavoratori” (i credenti che vivono nei periodi finali o più duri) riceveranno comunque la stessa ricompensa dei primi.

Oggi anche solo riuscire a fare le pratiche basilari della propria religione, e attenersi alle norme etiche principali, può portare grandi benefici.

IL VIANDANTE SPIRITUALE NEI TEMPI ULTIMI
IL VIANDANTE SPIRITUALE NEI TEMPI ULTIMI

LA GUERRA COME SE FOSSE UN FUMETTO

Videoconferenza del canale YouTube CASA DEL SOLE TV, trasmessa online in diretta live streaming il giorno 10 Dicembre 2025.

Qualunque operazione relative alle riserve auree gestite dalla Banca d’Italia non dipendono dallo Stato e forse neanche gli appartengono, hanno fatto presente dalla BCE spiegando che si tratta di politiche monetarie. La sovranità appartiene al Popolo, recita la Carta Costituzionale, evidentemente ignara dei mostri che si celano dietro angolo. Nel frattempo, Israele continua a violare ogni accordo, l’elemosiniere Zelensky conta il denaro e un repubblicano del Kentucky scrive una proposta di legge per far uscire gli USA dalla NATO. Ne parliamo con Stefano Orsi, esperto di strategia militare, Roberto Quaglia, scrittore, Valentina Ferranti, scrittrice, antropologa. In studio Jeff Hoffman.

LA GUERRA COME SE FOSSE UN FUMETTO

La strategia di sicurezza di Trump sposta la finestra di Overton

di Joakim Andersen

Rivista Arktos

8 dicembre 2025

Joakim Andersen descrive come la nuova strategia per la sicurezza nazionale di Trump delinei una visione nazionalista e realista incentrata sulla forza americana, sul non interventismo e su una posizione critica nei confronti della direzione di civiltà dell’Europa.

La politica estera dell’amministrazione Trump può apparire irregolare e reattiva a un osservatore superficiale, ma è comunque possibile individuarne alcune caratteristiche principali. Queste caratteristiche e la strategia che le sottende sono descritte nel documento ” Strategia per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti d’America” . Si tratta di una lettura interessante per diversi motivi, non da ultimo alla luce delle relazioni tra Stati Uniti ed Europa. Gli stati europei, se non vere e proprie satrapie americane, sono quantomeno fortemente influenzati dalla politica americana.

La visione del mondo che emerge nel documento è una miscela di diverse scuole geopolitiche. Vi sono chiari elementi di realismo di potenza, evidenti ad esempio nella visione dell’emisfero occidentale e degli stati con regimi illiberali, ma viene anche enfatizzata la connessione tra istituzioni liberali come il mercato e la libertà di parola, da un lato, e la sicurezza e la forza americane, dall’altro. È presente anche una certa prospettiva di classe, in particolare per quanto riguarda la connessione tra reindustrializzazione, una forte classe media e operaia, e forza e sicurezza internazionali. È degno di nota l’allontanamento dal liberalismo in generale, e in particolare dalla sua variante “woke”. L’attore fondamentale nella politica internazionale, secondo la strategia, è lo stato-nazione:

” L’unità politica fondamentale del mondo è e rimarrà lo Stato-nazione. È naturale e giusto che tutte le nazioni mettano al primo posto i propri interessi e tutelino la propria sovranità. Il mondo funziona meglio quando le nazioni danno priorità ai propri interessi. “

Si può notare che la definizione di nazione non coincide del tutto con la tradizione nazionalista europea, così come la tensione tra affermazioni come ” siamo a favore dei diritti sovrani delle nazioni ” e l’articolazione di una rinnovata Dottrina Monroe riguardante l’America Latina. In ogni caso, rappresenta una presa di posizione contraria ai progetti transnazionali e alle politiche interventiste estese (“guerre eterne”). Collegato a ciò è l’ormai esplicito disinteresse per la forma di governo che gli alleati dell’America potrebbero avere (“mantenere buoni rapporti con paesi i cui sistemi di governo e società differiscono dai nostri”). Vengono tuttavia fatte eccezioni per gli alleati storicamente liberali, come l’Europa e l’Anglosfera.

Il “realismo flessibile” descritto nel documento si basa sull’obiettivo di mantenere la superiorità americana evitando progetti costosi e impossibili come il dominio mondiale (l’egemonia nell’economia globale anziché trasformarla in un impero mondiale, per usare i termini di Wallerstein). Tra gli obiettivi figurano un’economia forte, un esercito forte, il “soft power” e un settore energetico robusto.

È interessante notare che c’è un’intuizione secondo cui una nazione forte ha bisogno anche di salute spirituale e culturale e che le ideologie woke sono viste come un’afflizione che indebolisce:

” Vogliamo il ripristino e il rinvigorimento della salute spirituale e culturale americana, senza la quale la sicurezza a lungo termine è impossibile. Vogliamo un’America che custodisca le sue glorie passate e i suoi eroi, e che guardi con ansia a una nuova età dell’oro ” .

Il documento si concentra sugli interessi fondamentali dell’America, sottolineando che elencarne troppi diventa controproducente. I principi fondamentali della strategia di sicurezza sono: Definizione mirata dell’interesse nazionale, Pace attraverso la forza, Predisposizione al non interventismo, Realismo flessibile, Primato delle nazioni, Sovranità e rispetto, Equilibrio di potere, Lavoratore filoamericano, Equità, Competenza e merito.

L’amministrazione Trump può essere in parte interpretata come una ripresa della politica americana, con una maggiore enfasi sull’interesse personale (si vedano le osservazioni sulla Groenlandia) e l’aspettativa che gli alleati si assumano una maggiore responsabilità per la propria difesa. Questo viene presentato come una ricerca di equità, ma può anche essere visto come un’espressione del relativo indebolimento dell’America sulla scena globale.

La sezione sull’Europa è per molti aspetti la più interessante. La politica europea è descritta come patologica e pericolosa sia per l’Europa che per gli Stati Uniti. Un’eccessiva regolamentazione economica ha contribuito a indebolire la crescita, la politica migratoria implica che diversi stati europei potrebbero, nel corso della nostra vita, avere una popolazione a maggioranza non europea, mentre gli eurocrati stanno attaccando la libertà di parola e i meccanismi della democrazia. Il documento descrive il rischio reale di “cancellazione della civiltà” in modo sorprendente e inquietante. L’Europa potrebbe cessare di esistere a causa delle sue attuali politiche. Al di là dei legami emotivi dell’America con l’Europa, un tale sviluppo significherebbe la perdita di forti alleati. Pertanto, si afferma:

“ Vogliamo che l’Europa resti europea, che riacquisti la sua autostima in quanto civiltà e che abbandoni la sua fallimentare attenzione al soffocamento normativo.”

Secondo il documento, gli Stati Uniti intendono svolgere un ruolo più attivo nella politica europea, anche difendendo la libertà di parola e ” coltivando la resistenza all’attuale traiettoria dell’Europa all’interno delle nazioni europee “. Come fattore positivo, si sottolinea ” la crescente influenza dei partiti patriottici europei “. Un’interpretazione cinica potrebbe essere che l’amministrazione Trump abbia valutato l’ondata patriottica come lo scenario futuro più probabile e voglia già sostenere, plasmare e allinearsi con la futura leadership europea. (Lo scenario alternativo, in cui l’ondata popolare viene invece schiacciata dagli eurocrati e dal cambiamento demografico, segna la fine dei giochi per l’Europa). Ma l’interpretazione cinica è probabilmente solo una parte del quadro.

In particolare, il documento critica apertamente il discorso della sinistra liberale, descritto come una debolezza e una malattia. Questo vale anche per l’immigrazione di massa, come afferma:

“ Nel corso della storia, le nazioni sovrane hanno proibito l’immigrazione incontrollata e concesso la cittadinanza solo raramente agli stranieri, che dovevano anche soddisfare criteri rigorosi. L’esperienza dell’Occidente negli ultimi decenni conferma questa saggezza duratura. ”

In linea con i principi del realismo flessibile e con il desiderio di evitare interventi costosi, il documento considera la guerra in Ucraina, dove l’obiettivo è la pace e il problema è inquadrato come ” funzionari europei che nutrono aspettative irrealistiche per la guerra, appollaiati su governi di minoranza instabili, molti dei quali calpestano i principi fondamentali della democrazia per reprimere l’opposizione ” .

Anche le sezioni sull’emisfero occidentale, l’Asia, il Medio Oriente e l’Africa offrono spunti su priorità e piani. La Dottrina Monroe, ancora in vigore, include, ad esempio, una minaccia non troppo velata contro il Venezuela, attraverso la seguente dichiarazione:

“ Negheremo ai concorrenti non emisferici la possibilità di posizionare forze o altre capacità minacciose, o di possedere o controllare risorse strategicamente vitali, nel nostro emisfero .”

Un altro focus importante è sulla Cina come concorrente economico e minaccia geopolitica. L’obiettivo è sia ” riequilibrare le relazioni economiche tra America e Cina, dando priorità alla reciprocità e all’equità per ripristinare l’indipendenza economica americana “, sia mantenere ” un’attenzione solida e costante alla deterrenza per prevenire la guerra nell’Indo-Pacifico “. Ci si aspetta ancora una volta che gli alleati si assumano la responsabilità del progetto, e si accenna all’importanza dell’India.

La sezione sul Medio Oriente è inaspettatamente breve e ottimistica, giustificata dalla posizione indebolita dell’Iran e dalla ridotta dipendenza degli Stati Uniti dal petrolio della regione. Per quanto riguarda sia il Medio Oriente che l’Africa, il testo afferma che i tentativi di esportare il liberalismo sono ormai terminati e che l’attenzione si concentra invece sulla cooperazione con alleati selezionati.

Nel complesso, è un documento interessante, sebbene contenga anche una discreta dose di retorica. (Non è certo, ad esempio, che i rifugiati dell’Artsakh/Nagorno-Karabakh siano altrettanto positivi riguardo agli sforzi di Trump quanto lo è lui stesso.) Ciò che non viene detto è spesso altrettanto interessante di ciò che viene detto. Ad esempio, il cristianesimo è menzionato solo indirettamente (come “salute spirituale e culturale americana”). L’islamismo è menzionato una volta direttamente come minaccia terroristica in Africa, e una volta indirettamente, in relazione alla lotta contro la “radicalizzazione” in Medio Oriente. Anche i pochi riferimenti a Israele possono essere interpretati in modi diversi da lettori diversi. Il diritto internazionale è piuttosto assente dal documento, e si potrebbero anche notare contraddizioni latenti tra l’enfasi sulla libertà di parola e la preoccupazione per le “campagne di influenza”, così come nella visione della natura della nazione americana.

Per quanto riguarda la situazione europea, il documento è ampiamente positivo. L’offensiva eurocratica contro i meccanismi della democrazia, non solo la libertà di parola, e il continuo ricambio demografico sono descritti esplicitamente come problemi contro cui l’amministrazione Trump agirà. Ciò potrebbe comportare un sostegno concreto ai popoli europei e ai loro rappresentanti. Anche senza tale sostegno, rappresenta un cambiamento nella finestra di Overton e offre alle élite nazionali l’opportunità di connettersi con la retorica americana. Ciò non significa che gli interessi americani ed europei diventino necessariamente identici, o che si debba adottare una posizione acritica nei confronti di Trump (si confronti la Groenlandia e la Siria), ma significa che le condizioni per la politica europea stanno migliorando.

Tratto da: Arktos.com

La strategia di sicurezza di Trump sposta la finestra di Overton
La strategia di sicurezza di Trump sposta la finestra di Overton

LA SECOLARIZZAZIONE DELLA CHIESA

di Christian Lenzini

La Secolarizzazione della Chiesa non è iniziata con un atto di apostasia, ma con una sostituzione.

Si è progressivamente abbandonata la scandalosa specificità della Croce – simbolo di sacrificio, redenzione e limite invalicabile – per abbracciare un vago ethos empatico e mondano.

Lo slogan “Dio è amore”, svuotato del suo contesto teologico e della sua drammatica esigenza, è stato ridotto a una garanzia di accettazione incondizionata, a una complicità emotiva.

Il risultato è stato la diffusione di un presupposto devastante: che l’amore divino legittimi ogni scelta, dissolvendo il concetto stesso di responsabilità e di limite oggettivo.

In nome di questo fraintendimento, si è edificata una pastorale che somiglia più a una psicologia di supporto che a un percorso di salvezza.

Si è scambiata la ricerca della santità con la ricerca del benessere, la tensione verso l’assoluto con l’adattamento al relativo.

Questa mutazione ha prodotto, nel gregge e quindi nella società, una pericolosa immaturità: l’idea che la vita possa essere condotta senza doveri superiori, senza croci da abbracciare, senza un giudizio da temere.

I valori sono stati sostituiti dal vuoto del “tutto è permesso”, vestito a festa da un amore senza volto e senza prezzo, senza anima.

La Croce è scomoda, è un segno di contraddizione.

L’empatia mondana, al contrario, ambisce a essere rassicurante e accomodante, ma una Chiesa che rassicura e accomoda, anziché convertire e salvare, non sta diffondendo il Vangelo.

Sta semplicemente firmando la propria irrilevanza, scambiando il tesoro della Tradizione per un piatto di lenticchie dell’applauso contemporaneo.

LA SECOLARIZZAZIONE DELLA CHIESA
LA SECOLARIZZAZIONE DELLA CHIESA

GLI STATI UNITI APPROFONDISCONO I RAPPORTI CON TAIWAN

a cura di Zenit

10 Dicembre 2025

Il Presidente degli Stati Uniti – Trump – ha ratificato il «Taiwan Assurance Implementation Act», il quale prevede che il Dipartimento di Stato riveda e aggiorni le linee guida che regolano le interazioni ufficiali tra Washington e Taipei.

La nuova legge è un emendamento al «Taiwan Assurance Act» del 2020 e prevede una revisione delle linee guida che disciplinano le relazioni tra i due Stati non meno di una volta ogni cinque anni.

Si tratta di un ulteriore avvicinamento tra gli Stati Uniti e Taiwan, nel solco dell’«ambiguità strategica» portata avanti dalla Casa Bianca.

Washington infatti riconosce formalmente la «One China Policy», ovvero la sovranità della Repubblica Popolare Cinese sull’isola di Formosa, ma allo stesso tempo si è sempre opposta alla riunificazione tra Pechino e Taipei e soprattutto – con il «Taiwan Relations Act» – si è impegnata a garantire la difesa dell’Isola in caso di attacco.

Come abbiamo spiegato nel nostro articolo «La Politica Estera degli Stati Uniti con Trump», «L’isola di Formosa costituisce infatti un avamposto dell’Occidente, una portaerei terrestre perennemente ancorata di fronte alla costa che impedisce al Dragone l’accesso diretto all’Oceano Pacifico».

«La Casa Bianca è consapevole che il contenimento aggressivo della Cina deve partire proprio da Taiwan».

Leggi «La Politica Estera degli Stati Uniti con Trump»:

https://www.redazionezenit.it/…/la-politica-estera…/

GLI STATI UNITI APPROFONDISCONO I RAPPORTI CON TAIWAN
GLI STATI UNITI APPROFONDISCONO I RAPPORTI CON TAIWAN