L’ESTINZIONE IN DIO ALTISSIMO

a cura di Andrea Cecchetto

Ecco magistralmente spiegati i “concetti” di mistica, morte iniziatica, estinzione dell’ego, ecc.

  • La tappa obbligatoria della via del sufi è l’estinzione (fanā’). Per poter ricongiungersi con Dio è necessario morire a se stessi. “‘Dio ti fa morire a te stesso e ti fa vivere in lui’ […]. Morendo a se stesso, tuttavia, il mistico non cessa di esistere nel vero senso della parola, come individuo; piuttosto si può dire che la sua individualità, inalienabile dono divino, viene perfezionata, trasformata e resa eterna tramite Dio in Dio” [Arthur John Arberry, Introduzione alla mistica dell’Islam, 1986, pp. 45-46]. Questo concetto venne espresso dallo sceicco Aḥmad Al-‘Alāuī (1869-1934) con le seguenti parole: “Gli gnostici vivono una morte che precede la morte del corpo fisico. Il Profeta disse: ‘Muori prima di morire’, e questa è proprio la morte reale, dato che la morte del corpo fisico non è null’altro che un passaggio da un mondo ad un altro. Il vero significato della morte nella dottrina dei Sufi è la totale estinzione dell’individuo, ovvero la sua totale obliterazione e il suo totale annichilamento. Lo Gnostico muore a se stesso e all’intero mondo per risorgere in Dio, cosicché se viene interrogato a proposito della sua esistenza non potrà rispondere, dato che ha completamente perso di vista la sua individualità” [Martin Lings, Un santo sufi del XX secolo, 1994, pp. 155-156]. Il concetto di fanā’, ‘estinzione’, ha molti punti in comune con quello buddhista di nibbāna [nirvāna]. Questo concetto venne definito dal Profeta come ‘grande guerra santa’, ovvero la grande guerra contro l’idolatria dell’anima. L’anima umana è diventata schiava dell’io che impedisce all’uomo di ricollegarsi a Dio. “Tendiamo a identificare noi stessi con la nostra mente e il nostro corpo. Pensiamo di essere la mente e il corpo. E questa è l’illusione fondamentale della vita, la causa di tutte le tragedie della vita. Questo identificarsi forma il falso ego, ed è questa illusione che deve essere superata, così che possiamo riscoprire la vera natura della nostra coscienza, il nostro vero sé che è in realtà collegato con lo spirito universale” [Joannes Hendrikus Witteveen, Sufismo universale, 1998, p. 134] (Franco Fabbro; Neuropsicologia dell’esperienza religiosa, pp. 262-263).

Non si tratta solo di teoria. Si provi a sospendere il giudizio sulle cose (fare epochè), limitandosi ad osservare ciò che rientra nel campo percettivo, senza applicarvi la nostra categoria “Io“, senza la narrazione dogmatica “Io, soggetto, vedo gli oggetti del mondo“, senza il solito vecchio sguardo che – in funzione del numero – separa il reale in “tante cose“.

L'ESTINZIONE IN DIO ALTISSIMO
L’ESTINZIONE IN DIO ALTISSIMO

LE EMOZIONI SECONDO LO HUANGDI NEIJING

a cura di Felipe Guerra

I desideri e le passioni sono considerati dai pensatori cinesi come il principale ostacolo al vero compimento della vita umana e al compimento del proprio destino. Sono considerati nella medicina cinese come la principale causa di malattia e della debolezza che porta alle malattie.

Pertanto, le emozioni devono essere governate da una forza autosufficiente che viene dal profondo della natura individuale: un Cuore vuoto e tranquillo, una chiara consapevolezza, che consenta un comportamento perfetto e un rapporto autentico con il Cielo. Tutto questo produce movimenti regolari di qi e buona salute.

Il Cuore è la nostra vita emotiva, intellettuale, mentale e spirituale; è tutto ciò che accade dentro di noi e attraverso il quale sentiamo la nostra esistenza.

È la nostra capacità di pensare, sviluppare conoscenza, consapevolezza e coscienza e coltivare la nostra realtà interiore per costruire il nostro spirito vitale (jing shen 精神). Il Cuore è ciò che permette all’essere umano di assumersi la responsabilità della propria vita e del proprio destino, di saper nutrire la vita secondo l’ordine naturale.

Altrimenti c’è disordine, malattia e morte prematura. Pertanto il Cuore (mente) è responsabile in ultima analisi dell’ordine corretto o scorretto nei movimenti del qi dentro di sé.

Da dove vengono le emozioni? Sono le reazioni che abbiamo quando entriamo in contatto con qualcosa di esterno (un essere, un oggetto, un evento, ecc.), o quando ne ricordiamo il ricordo.

Per natura (xing 性), l’uomo possiede sangue e qi (xue qi ⾎氣) e un Cuore che permette la conoscenza (xin zhi ⼼知).

Il dolore così come la gioia, l’euforia o la rabbia non esistono permanentemente dentro di noi; sono movimenti reattivi all’incitamento di oggetti.

È allora che opera l’arte del Cuore (xin shu ⼼術).

Le emozioni sono quindi attivate da un oggetto o evento esteriore e viene indotta la reazione immediata, che si modula in molteplici possibilità come attrazione o repulsione, amore o paura, esultanza o rabbia, tristezza o gioia, arroganza, invidia, ecc…

La reazione a qualcosa dipende dalla disposizione naturale, dalla natura propria di ciascun individuo così come dal modo in cui si è fedeli alla propria natura nel momento della reazione, e quindi dall’ordine naturale.

La natura della reazione dice se il desiderio nel Cuore è rivolto allo sviluppo della vita o a ciò che è in conflitto con essa.

Da qui le variazioni di significato del carattere più comunemente usato per le emozioni (qing 情): disposizioni naturali, tendenze, emozioni e passioni.

Se i desideri sono conformi all’ordine naturale, se le reazioni sono appropriate, allora ci si governa in modo appropriato (Zhi治) e non c’è disordine (luan亂).

Questo è seguire il giusto ordine, seguire la natura e la propria natura, secondo le circostanze; questo è compiere il proprio destino (ming命).

L’arte del Cuore (Xin shu ⼼術) assicura le reazioni appropriate attraverso l’attenuazione dei desideri che portano “fuori di sé”.

Le emozioni sono percepite come movimenti del qi, e ogni emozione accresce oltremodo una particolare qualità e attività del qi in un essere umano. Durante l’era classica, tutti i movimenti del qi venivano analizzati, caratterizzati e classificati attraverso la teoria dello Yin/Yang e dei Cinque elementi (o Fasi).

Ciascuno dei Cinque organi (Zang) è quindi legato ad un’emozione che è fondamentalmente l’espressione del movimento del qi appartenente allo stesso elemento (fase). Proveniente dalla profondità dell’organo, questo qi influenza tutto ciò che è sotto il suo controllo all’interno dell’essere umano, nella fisiologia e nella psicologia, nel lavoro del corpo così come nel lavoro della mente.

In quanto tale, il fegato fornisce un’impennata e avvia movimenti verso l’alto; il movimento del qi chiamato nu怒 è prima un’impetuosa ondata, che promuove un movimento ascendente. L’eccitazione di questo movimento, del Fegato (o del Legno), lo trasforma in rabbia, che è solo l’eccesso di esso. Così le Cinque volontà (wu Zhi 五志), che sono profonde propensioni e tensioni di vitalità in ciascuno dei Cinque organi Zang, diventano le Sette emozioni (qi qing 七情), che sono un disturbo del regolare movimento del qi che produce vita.

Quindi le emozioni hanno origine nei cinque organi Zang, che sono i ricettacoli degli Spiriti in diverse modalità. Tutte le facoltà mentali e l’equilibrio psicologico, anche il modo di reagire a qualsiasi cosa, compreso ciò che suscita emozioni e libera passioni, dipende interamente dallo stato dei cinque Zang, uniti da e nel Cuore.

Quindi, quando un organo Zang è disturbato, non solo fa emergere sintomi fisici e psicologici legati al disturbo specifico, ma la persona subisce un’alterazione della propria facoltà di percepire, conoscere accuratamente, giudicare senza passione, sentire, reagire in modo appropriato.

Se i Cinque organi fanno affidamento su un Cuore libero da passione e attaccamento, che opera sotto una luce spirituale (o intelligenza spirituale, shen ming神明) e mantengono questa dipendenza, non c’è eccesso.

Il Cuore e lo spirito (shen神) ispirano ciascuno di loro fino al midollo. Questi sono i Cinque spiriti (wu shen 五神), la quintuplice espressione degli spiriti in un essere umano, che illumina il funzionamento della mente.

Quando un organo perde il suo radicamento negli spiriti, il suo qi non scorre più correttamente e interrompe il funzionamento psicologico e fisiologico.

Il capitolo 39 di Suwen descrive bene queste interruzioni:

Quando c’è rabbia, il qi si alza.

Quando c’è esultanza, il qi si allenta.

Quando c’è tristezza, il qi scompare.

Quando c’è paura, il qi discende.

Quando fa freddo, il qi viene raccolto.

Quando c’è calore, il qi scorre verso l’esterno.

Quando c’è un sussulto di paura, il qi è in disordine.

Quando c’è affaticamento, il qi è danneggiato.

Quando c’è un pensiero ossessivo, il qi è annodato.

Ciascuno dei cinque Zang è influenzato dalla sua emozione, ma un’emozione può ferire diversi organi causando disordine nel loro stesso movimento di qi. Pertanto, un organo può essere danneggiato da diverse emozioni.

Questa è la complessità dell’interazione tra i cinque movimenti del qi sullo schema dei cinque elementi con tutti gli effetti sul funzionamento del corpo e della mente.

Tutti i livelli dell’essere comunicano che un’interruzione emotiva avrà ripercussioni fisiologiche (nelle aree governate dall’organo responsabile dell’emozione così come nelle aree governate da altri organi disturbati da questo disturbo). Al contrario, un movimento deviato del qi porta a interruzioni fisiologiche, ma anche a uno stato emotivo. Questo stato può essere solo di breve durata, come riflesso della condizione del qi e del suo movimento durante quel periodo. Oppure può derivare dalla rottura di un organo che raggiunge il disordine più completo e quindi non è più in grado di controllare il movimento del suo qi, non può più partecipare alla composizione armonica del centro, né all’equilibrio psicologico e aspetti mentali.

Destino significa vita individuale mentre si svolge secondo la sua origine naturale/celeste. Compiere il proprio destino è vivere in armonia con il cosmo, rimanere integrati con l’armonia universale. Agire come tale fornisce il più profondo appagamento dei propri doni naturali e la salute più perfetta possibile.

LE EMOZIONI SECONDO LO HUANGDI NEIJING
LE EMOZIONI SECONDO LO HUANGDI NEIJING

LE VERE RELAZIONI D’AMORE

di Simona Rivolta

Le vere “relazioni” sono possibili solo sullo stesso piano di Coscienza. Inutile cercare di far funzionare un rapporto che non è in risonanza. La comunicazione profonda che porta al nutrimento dell’anima è realizzabile solo partendo dalla stessa vibrazione.

Nascono, allora, scambi puri, liberi da conflitti perché non c’è nessuno da convincere, nessuno da prevaricare, nessuno che deve vincere. Nasce la vera Comunione.

Il riconoscimento vero è immediato e solido. Si ripete la magia del linguaggio, che mai viene distorto. Il suono delle parole proviene dalla stessa fonte. Si parla la stessa lingua.

Non vi è critica ma sostegno. Non vi è distanza. Non si percepisce separazione.

Io sono te e tu sei me, come potrei ferirti?

Nasce il rispetto dell’altro tanto quanto si riconosce il rispetto di sé stessi. Nessuna paura abita questi luoghi. Ogni nuvola che si affaccia su questi cieli è destinata a scivolare via senza lasciare traccia. Non esiste fatica nel tentativo di far funzionare le cose. Non esiste sopportazione o perdono. Non servono spiegazioni, non servono giustificazioni. Non si conoscono rivalse nè ripicche. Non c’è il dubbio. Non si crea il danno.

I gesti accompagnano la delicatezza e la leggerezza di questo flusso che accarezza il cuore. Non temi più che possa finire perché sai che queste vibrazioni sono eterne. Lo hai sperimentato e lo senti.

Finché morte non vi separi?

No.

Nemmeno la morte può.

LE VERE RELAZIONI D'AMORE
LE VERE RELAZIONI D’AMORE

LA PRATICA DELLO ZEN

a cura di Felipe Guerra

Zengetsu, un maestro cinese della dinastia Tang, scrisse per i suoi allievi i seguenti consigli:

Vivere nel mondo e tuttavia non stringere legami con la polvere del mondo è la linea di condotta di un vero studente di Zen.

Quando assisti alla buona azione di un altro, esortati a seguire il suo esempio. Nell’aver notizia dell’errore di un altro, raccomandati di non imitarlo.

Anche da solo in una stanza buia comportati come se avessi di fronte un nobile ospite. Esprimi i tuoi sentimenti, ma non diventare più espansivo di quanto la tua vera natura ti detti.

La povertà è il tuo tesoro. Non barattarla mai con una vita agiata.

Una persona può sembrare sciocca e tuttavia non esserlo. Può darsi che stia solo proteggendo con cura il suo discernimento.

Le virtù sono i frutti dell’autodisciplina e non cadono dal cielo da sole come la pioggia o la neve.

La modestia è il fondamento di tutte le virtù. Lascia che i tuoi vicini ti scoprano prima che tu ti sia rivelato.

Un cuore nobile non si mette mai in mostra. Le sue parole sono come gemme preziose, sfoggiate raramente e di grande valore.

Per uno studente sincero, ogni giorno è un giorno fortunato. Il tempo passa ma lui non resta mai indietro. Né la gloria né l’infamia possono commuoverlo.

Critica te stesso, non criticare mai gli altri. Non discutere di ciò che è giusto e di ciò che è sbagliato.

Alcune cose, benché giuste, furono considerate sbagliate per intere generazioni. Poiché è possibile che il valore del giusto sia riconosciuto dopo molti secoli, non c’è alcun bisogno di pretendere un riconoscimento immediato. Vivi con un fine e lascia i risultati alla grande legge dell’universo. Trascorri ogni giorno in serena contemplazione.

LA PRATICA DELLO ZEN
LA PRATICA DELLO ZEN

ANGELI E DEMONI?

di Nicola Hans

Gli “alieni” esistono; vengono chiamati così per depistare e ingannare, per affascinare chi non crede o sviare chi crede in Dio e negli angeli; infatti non sono altro che angeli e demoni: quelli al suo servizio, gli angeli, o quelli caduti al servizio del diavolo, e divenuti demoni, col potere di mutarsi in serpenti, in uomini o in dragoni…

“13 eri in Eden, il giardino di Dio; eri coperto di ogni tipo di pietre preziose: rubini, topazi, diamanti, risoliti, onici, diaspri, zaffiri, carbonchi, smeraldi, oro; tamburi e flauti, erano al tuo servizio, preparati il giorno che fosti creato.

14 Eri un cherubino dalle ali distese, un protettore. Ti avevo stabilito, tu stavi sul monte santo di Dio, camminavi in mezzo a pietre di fuoco.

15 Tu fosti perfetto nelle tue vie dal giorno che fosti creato, finché non si trovò in te la perversità.

16 Per l’abbondanza del tuo commercio, tutto in te si è riempito di violenza, e tu hai peccato; perciò io ti caccio via, come un profano, dal monte di Dio e ti farò sparire, o cherubino protettore, di mezzo alle pietre di fuoco.

17 Il tuo cuore si è insuperbito per la tua bellezza; tu hai corrotto la tua saggezza a causa del tuo splendore; io ti getto a terra, ti do in spettacolo ai re.

18 Con la moltitudine delle tue iniquità, con la disonestà del tuo commercio tu hai profanato i tuoi santuari; perciò io faccio uscire in mezzo a te un fuoco che ti divori e ti riduco in cenere sulla terra, in presenza di tutti quelli che ti guardano.

19 Tutti quelli che ti conoscevano fra i popoli restano stupefatti al vederti; tu sei diventato oggetto di terrore e non esisterai mai più”».” Ezechiele 28,13-19

“7 Scoppiò quindi una guerra nel cielo: Michele e i suoi angeli combattevano contro il drago. Il drago combatteva insieme con i suoi angeli, 8 ma non prevalsero e non ci fu più posto per essi in cielo. 9 Il grande drago, il serpente antico, colui che chiamiamo il diavolo e satana e che seduce tutta la terra, fu precipitato sulla terra e con lui furono precipitati anche i suoi angeli. 10 Allora udii una gran voce nel cielo che diceva: «Ora si è compiuta la salvezza, la forza e il regno del nostro Dio e la potenza del suo Cristo, poiché è stato precipitato l’accusatore dei nostri fratelli, colui che li accusava davanti al nostro Dio giorno e notte. 11 Ma essi lo hanno vinto per mezzo del sangue dell’Agnello e grazie alla testimonianza del loro martirio; poiché hanno disprezzato la vita fino a morire. 12 Esultate, dunque, o cieli, e voi che abitate in essi. Ma guai a voi, terra e mare, perché il diavolo è precipitato sopra di voi pieno di grande furore, sapendo che gli resta poco tempo». 13 Or quando il drago si vide precipitato sulla terra, si avventò contro la donna che aveva partorito il figlio maschio. 14 Ma furono date alla donna le due ali della grande aquila, per volare nel deserto verso il rifugio preparato per lei per esservi nutrita per un tempo, due tempi e la metà di un tempo lontano dal serpente. 15 Allora il serpente vomitò dalla sua bocca come un fiume d’acqua dietro alla donna, per farla travolgere dalle sue acque. 16 Ma la terra venne in soccorso alla donna, aprendo una voragine e inghiottendo il fiume che il drago aveva vomitato dalla propria bocca. 17 Allora il drago si infuriò contro la donna e se ne andò a far guerra contro il resto della sua discendenza, contro quelli che osservano i comandamenti di Dio e sono in possesso della testimonianza di Gesù. 18 E si fermò sulla spiaggia del mare.” Apocalisse 12:7-18

“Il peccato di Adamo e la prima promessa Mt 4:1-11 (2Co 11:3; 1Ti 2:14) Mt 6:13

1 Il serpente era il più astuto di tutti gli animali dei campi che Dio il SIGNORE aveva fatti. Esso disse alla donna: «Come! Dio vi ha detto di non mangiare da nessun albero del giardino?» 2 La donna rispose al serpente: «Del frutto degli alberi del giardino ne possiamo mangiare; 3 ma del frutto dell’albero che è in mezzo al giardino Dio ha detto: “Non ne mangiate e non lo toccate, altrimenti morirete”». 4 Il serpente disse alla donna: «No, non morirete affatto; 5 ma Dio sa che nel giorno che ne mangerete, i vostri occhi si apriranno e sarete come Dio, avendo la conoscenza del bene e del male».

6 La donna osservò che l’albero era buono per nutrirsi, che era bello da vedere e che l’albero era desiderabile per acquistare conoscenza; prese del frutto, ne mangiò e ne diede anche a suo marito, che era con lei, ed egli ne mangiò.

Gm 1:13-15 (Ro 5:12-21; 8:20-22)

7 Allora si aprirono gli occhi ad entrambi e s’accorsero che erano nudi; unirono delle foglie di fico e se ne fecero delle cinture. 8 Poi udirono la voce di Dio il SIGNORE, il quale camminava nel giardino sul far della sera; e l’uomo e sua moglie si nascosero dalla presenza di Dio il SIGNORE fra gli alberi del giardino.

9 Dio il SIGNORE chiamò l’uomo e gli disse: «Dove sei?» 10 Egli rispose: «Ho udito la tua voce nel giardino e ho avuto paura, perché ero nudo, e mi sono nascosto». 11 Dio disse: «Chi ti ha mostrato che eri nudo? Hai forse mangiato del frutto dell’albero, che ti avevo comandato di non mangiare?» 12 L’uomo rispose: «La donna che tu mi hai messa accanto, è lei che mi ha dato del frutto dell’albero, e io ne ho mangiato». 13 Dio il SIGNORE disse alla donna: «Perché hai fatto questo?» La donna rispose: «Il serpente mi ha ingannata e io ne ho mangiato».

14 Allora Dio il SIGNORE disse al serpente: «Poiché hai fatto questo, sarai il maledetto fra tutto il bestiame e fra tutte le bestie selvatiche! Tu camminerai sul tuo ventre e mangerai polvere tutti i giorni della tua vita. 15 Io porrò inimicizia fra te e la donna, e fra la tua progenie e la progenie di lei; questa progenie ti schiaccerà il capo e tu le ferirai il calcagno». 16 Alla donna disse: «Io moltiplicherò grandemente le tue pene e i dolori della tua gravidanza; con dolore partorirai figli; i tuoi desideri si volgeranno verso tuo marito ed egli dominerà su di te». 17 Ad Adamo disse: «Poiché hai dato ascolto alla voce di tua moglie e hai mangiato del frutto dall’albero circa il quale io ti avevo ordinato di non mangiarne, il suolo sarà maledetto per causa tua; ne mangerai il frutto con affanno, tutti i giorni della tua vita. 18 Esso ti produrrà spine e rovi, e tu mangerai l’erba dei campi; 19 mangerai il pane con il sudore del tuo volto, finché tu ritorni nella terra da cui fosti tratto; perché sei polvere e in polvere ritornerai».

20 L’uomo chiamò sua moglie Eva, perché è stata la madre di tutti i viventi. 21 Dio il SIGNORE fece ad Adamo e a sua moglie delle tuniche di pelle, e li vestì.

22 Poi Dio il SIGNORE disse: «Ecco, l’uomo è diventato come uno di noi, quanto alla conoscenza del bene e del male. Guardiamo che egli non stenda la mano e prenda anche del frutto dell’albero della vita, ne mangi e viva per sempre». 23 Perciò Dio il SIGNORE mandò via l’uomo dal giardino d’Eden, perché lavorasse la terra da cui era stato tratto. 24 Così egli scacciò l’uomo e pose a oriente del giardino d’Eden i cherubini, che vibravano da ogni parte una spada fiammeggiante, per custodire la via dell’albero della vita.”

Genesi 3

2Pietro 2

Avvertimento contro i falsi dottori

At 20:29-30; Gd 3-7; Ap 2:14-15

1 Però ci furono anche falsi profeti tra il popolo, come ci saranno anche tra di voi falsi dottori che introdurranno occultamente eresie di perdizione, e, rinnegando il Signore che li ha riscattati, si attireranno addosso una rovina immediata. 2 Molti li seguiranno nella loro dissolutezza; e a causa loro la via della verità sarà diffamata. 3 Nella loro cupidigia vi sfrutteranno con parole false; ma la loro condanna già da tempo è all’opera e la loro rovina non si farà aspettare.

4 Se Dio infatti non risparmiò gli angeli che avevano peccato, ma li inabissò, confinandoli in antri tenebrosi per esservi custoditi per il giudizio; 5 se non risparmiò il mondo antico ma salvò, con altre sette persone, Noè, predicatore di giustizia, quando mandò il diluvio su un mondo di empi; 6 se condannò alla distruzione le città di Sodoma e Gomorra, riducendole in cenere, perché servissero da esempio a quelli che in futuro sarebbero vissuti empiamente; 7 e se salvò il giusto Lot che era rattristato dalla condotta dissoluta di quegli uomini scellerati 8 (quel giusto, infatti, per quanto vedeva e udiva, quando abitava tra di loro, si tormentava ogni giorno nella sua anima giusta a motivo delle loro opere inique), 9 ciò vuol dire che il Signore sa liberare i pii dalla prova e riservare gli ingiusti per la punizione nel giorno del giudizio; 10 e soprattutto quelli che vanno dietro alla carne nei suoi desideri impuri e disprezzano l’autorità.

(Gd 8-19; 2Ti 3:1-9, 13) Mt 12:43-45

Audaci, arroganti, non hanno orrore di dir male delle dignità; 11 mentre gli angeli, benché superiori a loro per forza e potenza, non portano contro quelle, davanti al Signore, alcun giudizio ingiurioso. 12 Ma costoro, come bestie prive di ragione, destinate per natura a essere catturate e distrutte, dicono male di ciò che ignorano, e periranno nella propria corruzione, 13 ricevendo il castigo come salario della loro iniquità. Essi trovano il loro piacere nel gozzovigliare in pieno giorno; sono macchie e vergogne; godono dei loro inganni mentre partecipano ai vostri banchetti. 14 Hanno occhi pieni d’adulterio e non possono smettere di peccare; adescano le anime instabili; hanno il cuore esercitato alla cupidigia; sono figli di maledizione! 15 Lasciata la strada diritta, si sono smarriti seguendo la via di Balaam, figlio di Beor, che amò un salario di iniquità, 16 ma fu ripreso per la sua prevaricazione: un’asina muta, parlando con voce umana, represse la follia del profeta.

17 Costoro sono fonti senz’acqua e nuvole sospinte dal vento; a loro è riservata la caligine delle tenebre. 18 Con discorsi pomposi e vuoti adescano, mediante i desideri della carne e le dissolutezze, quelli che si sono appena allontanati da coloro che vivono nell’errore; 19 promettono loro la libertà, mentre essi stessi sono schiavi della corruzione, perché uno è schiavo di ciò che lo ha vinto.

20 Se infatti, dopo aver fuggito le corruzioni del mondo mediante la conoscenza del Signore e Salvatore Gesù Cristo, si lasciano di nuovo avviluppare in quelle e vincere, la loro condizione ultima diventa peggiore della prima. 21 Perché sarebbe stato meglio per loro non aver conosciuto la via della giustizia, che, dopo averla conosciuta, voltare le spalle al santo comandamento che era stato dato loro. 22 È avvenuto di loro quel che dice con verità il proverbio: «Il cane è tornato al suo vomito», e: «La scrofa lavata è tornata a rotolarsi nel fango».

Nota bene: l’immagine allegata non è per forza l’immagine di questi esseri, ma avendo loro la forza di mimetizzarsi la prendiamo come esempio dal web.

ANGELI E DEMONI?
ANGELI E DEMONI?

LE PECORE NERE

di Gabriela Candini

Bert Hellinger ha detto che le “pecore nere” della famiglia (dovrebbero essere chiamate “leoni della famiglia” sono in realtà nati cercatori di percorsi di liberazione per l’albero genealogico”Coloro che fin da piccoli hanno costantemente cercato di rivoluzionare le credenze, lasciando i percorsi segnati dalle tradizioni familiari, quelli criticati, giudicati e persino rifiutati, quelli, sono solitamente chiamati a liberare l’albero da storie ripetitive che frustrano intere generazioni.”

“Coloro che non si adattano, coloro che gridano ribellione, svolgono un ruolo fondamentale all’interno di ogni sistema familiare; riparano, disintossicano e creano un nuovo e fiorente ramo nell’albero genealogico. Grazie a questi membri, i nostri alberi rinnovano le loro radici. La sua ribellione è terra fertile, la sua follia è acqua che nutre, la sua testardaggine è aria nuova, la sua passione è fuoco che riaccende i cuori degli antenati.”

“Nessuno ti faccia dubitare, prenditi cura della tua “rarità” come del fiore più prezioso del tuo albero.

“Sei il sogno che si avvera di tutti i tuoi antenati.”

LE PECORE NERE
LE PECORE NERE