LA SOLITUDINE

a cura dell’associazione internazionale SOL COSMICUS

“Esistono tre modi con cui l’uomo tenta di superare il senso di solitudine: la sessualità, il conformismo e l’attività creativa. Nel primo caso in risultato è un sempre crescente senso d’isolamento, poiché l’atto sessuale, senza amore, non riempie mai il baratro che divide due creature umane, se non in modo assolutamente momentaneo.

La soluzione più frequente scelta dall’uomo è l’unione col gruppo. Se io sono uguale agli altri, sia nelle idee che nei costumi, non posso avere la sensazione di essere diverso. Sono salvo: salvo dal terrore della solitudine. L’unione ottenuta mediante il conformismo, non è intensa né profonda; è superficiale e, poiché è il risultato della routine, è insufficiente a placare l’ansia della solitudine.

Un terzo modo per raggiungere l’unione è l’attività creativa: sia che il contadino coltivi il grano o il pittore dipinga un quadro, l’uomo si unisce col mondo nel processo di creazione. Questo, tuttavia, vale solo per il lavoro produttivo, per il lavoro nel quale io progetto, produco, vedo il risultato della mia fatica. Ma nel moderno processo di lavoro, il dipendente, anello di una catena senza fine, è un’appendice della macchina o dell’organizzazione burocratica”.

Erich Fromm, “L’arte di amare”

LA SOLITUDINE
LA SOLITUDINE

Transnistria ha richiesto la protezione russa

a cura della Redazione

02/03/2024

Transnistria – C’è una regione situata al confine ucraino ma nel territorio dello Stato della Moldavia, che ha chiesto la protezione della Russia. Conosciamo meglio questa regione.

Territorio della Transnistria o Repubblica di Pridnestrovye

Ha la forma di una stretta striscia di terra situata tra il fiume Dniester e il confine ucraino. La sua capitale è Tiraspol, la sua superficie totale è di 4.163 chilometri quadrati e la sua popolazione è di 465mila persone. La repubblica autodichiarata è a maggioranza russofona, mentre le altre lingue parlate nella regione sono il rumeno e l’ucraino.

La regione ha una costituzione, un proprio parlamento, una bandiera nazionale, un inno e persino una propria valuta, il rublo della Pridnestrovye.

La regione di Pridnestrovye, a maggioranza russofona, la cui popolazione etnica è per il 60% russa e ucraina, ha cercato l’indipendenza dalla Moldavia dopo il crollo dell’Unione Sovietica. Nel 1989 è stata approvata una legge che rendeva il Moldavo una lingua ufficiale, aumentando le tensioni.

La regione si separa dalla Repubblica Sovietica di Moldova

La regione si separò dalla Repubblica Sovietica di Moldova nel 1990. Questa separazione portò ad un conflitto armato, poiché le forze paramilitari nella regione presero il controllo delle istituzioni pubbliche moldave nella regione nel 1991. Dopo che la Moldova non riuscì a risolvere il conflitto con la forza, nel luglio del 1992 venne firmato il cessate il fuoco e venne istituita una zona di sicurezza demilitarizzata.

L’accordo fu attuato dalle forze russe di stanza nella regione e nel 1992 Pridnestrovye (Transnistria) divenne di fatto una regione fuori dal controllo della capitale moldava, Kishiniv. Purtroppo, il conflitto è rimasto irrisolto. La pace nella regione è mantenuta da una forza congiunta di mantenimento della pace che comprende soldati provenienti da Russia, Transnistria e Moldavia.

La regione ha chiesto protezione alla Russia contro il governo della Moldavia, sostenendo che stava esercitando pressioni sull’economia della regione, il che contraddice direttamente i principi e le regole europee in materia di protezione dei diritti umani e del libero scambio. Il Ministero degli Esteri russo ha annunciato che la difesa degli interessi degli abitanti di Pridnestrovye è una delle priorità e che tutti i ricorsi vengono esaminati con interesse dai ministeri competenti.

Tratto da: Il Faro sul Mondo

Transnistria ha richiesto la protezione russa
Transnistria ha richiesto la protezione russa

LA NOBILTÀ

a cura dell’associazione internazionale SOL COSMICUS

“Che cos’è nobile? Che cosa significa ancor oggi la parola «nobile»? Da che cosa si tradisce, in che cosa si riconosce, sotto questo greve velato cielo della incipiente signoria della plebe, per opera della quale tutto diventa opaco e plumbeo, l’uomo nobile? – Non sono le azioni che lo attestano – le azioni sono sempre ambigue, sempre insondabili -; non sono neppure le «opere». Si trova oggi, tra gli artisti e i dotti, un buon numero di persone che attraverso le loro opere rivelano come una profonda brama li incalzi verso quel che è nobile: ma proprio questo bisogno verso la nobiltà è radicalmente diverso dai bisogni della stessa anima nobile, ed è addirittura l’eloquente e pericoloso segno distintivo della sua mancanza. Non sono le opere, è la fede che su questo punto decide, che qui stabilisce la gerarchia, per adottare nuovamente un’antica formula religiosa in un senso nuovo e più profondo: una certa sicurezza di base che un’anima nobile ha riguardo a se stessa, qualcosa che non si può cercare né trovare e forse neppure perdere. – L’anima nobile ha un profondo rispetto verso se stessa. “

Friedrich Nietzsche

(da Al di là del bene e del male)

LA NOBILTÀ
LA NOBILTÀ

IL CERCHIO ARTICOLATO

a cura di Codice Genesi

Viviamo sulle rovine di una civiltà avanzata e la scienza ufficiale ci prende in giro, riscrivendo la storia:

Non ci viene detto dell’ultimo reset del 1816.

Non ci viene detto dell’elettricità atmosferica gratuita (questa tecnologia ha più di 200 anni)

– Non ci verrà mai detta la verità, perché distruggerebbe il “sistema” .

Sono stati sostituiti, non sono più loro. Non facciamoci ingannare nuovamente, siamo ormai in troppi e non potranno,

ricordate che il mondo attuale si regge su una grandissima menzogna.

Civiltà scomparse, segreti militari, invenzioni geniali, disastri, sensazioni, scoperte, versioni e fatti.

STANNO NASCONDENDO LA TERRA AL DI FUORI DELL’ANTARTIDE, ECCO PERCHÉ SI CHIAMA “CIRCOLO POLARE”.

“IL CERCHIO ARTICOLATO”.

UN TESTO ANTICO LO DIMOSTRA ANCHE IL VERO SIGNIFICATO DI EXTRA TERRESTRE .

Ci hanno mentito su tutto…

Tante montagne sono resti di alberi antichi pietrificati..

Avatar non è solo un film ed ha mostrato solo frammenti della nostra antica Terra..

Da dopo le civiltà degli Ottomani,non è stato più permesso di sapere della presenza di altre Terre al di fuori di Antartide.Gli elohim e i nordici corrotti sono assassini e hanno usato la razza terrestre per manovalanza. Hanno prosciugato le nostre risorse energetiche umane facendoci combattere tra noi. Hanno fatto patti con la parte più meschina ibridata dell’umanità per corrompere il mondo e portarlo alla decimazione perenne. Hanno cancellato i valori, i principi morali sdoganando pedofilia , cannibalismo e trangender. Mettendo a capo dei governi la loro discendenza, si sono create gerarchie NaziSioniste . Appartengono alla tribù dei falsi ebrei..e dominano sulla vecchia mamma Europa da 13000 anni .. dediti al culto luciferino di saturno. Sono pedo Satanisti, disprezzano gli esseri umani perché loro non lo sono, il loro DNA è diverso dal nostro, appartengono alla stirpe del serpente, il casato del dragone bugiardo e calunniatore.

Sono differenti a livello genetico, DNA e mRNA .

Il Maestro Gesù li identificava come coloro che dicono di essere giudei ma non lo sono. Sono sepolcri imbiancati, sono la sinagoga di Satana❗

Gli aschenaziti del gran canato di khazaria organizzano un reset ogni 100 anni circa .

Fanno tabula rasa ma nel frattempo lo dicono …mentre l’umanità neanche se ne accorge. (devono sempre dirci tutto e lo fanno attraverso film di fantascienza, canzoni , moda e spettacolo) .

La Terra è stata rasa al suolo e ricreata diverse volte, ogni volta più “piccola” in scala ridotta. Questo per cercare di controllarla meglio.

E’ stato più volte detto anche nel film Matrix dall’architetto: “questa è la sesta volta che azzeriamo il mondo perchè non riusciamo a controllarlo.

AGGIUNGO CHE A QUESTO GIRO NON CI SONO RIUSCITI.

IL CERCHIO ARTICOLATO
IL CERCHIO ARTICOLATO

LE AI POSSONO DIVENTARE SIMILI AGLI UOMINI? NO!

Premesso che tanti uomini di oggi sono dei perfetti vuoti di zucca, scarsamente coltivati nello spirito quanto nell’intelligenza, tuttavia, le macchine non potranno mai giungere alla coscienza umana.

Certo, le scienze materialiste ed evoluzioniste, tanto in voga nel senso comune, nelle università, nei circuiti accademici, ecc. sostengono che la coscienza sia emanazione del cervello, della materia.

O peggio ancora, che non esista proprio perché “se non riscontrabile nella macchina, allora non è prevista dai processi evolutivi” (cit. Dennet).

Di conseguenza anche una macchina, con il tempo dovuto, e all’interno dei processi evolutivi, un giorno potrà essere non solo intelligente (e anche su questo aggettivo ci sarebbe tanto da dire), ma addirittura “cosciente”.

In realtà le macchine, le AI, anche le meglio addestrate ed evolute, nella capacità computazionale, stocastica, e nella capacità di auto-migliorarsi correggendo i propri errori in base agli stimoli dell’interazione, non potranno mai raggiungere la coscienza umana.

La coscienza umana viene dai “piani superiori dell’Essere”, per gli induisti è il Manas, la forza che muove gli organi sensoriali (non viceversa); per i buddhisti è il “continuum mentale” quella mente sottile che si aggancia a quella grossolana al momento della nascita; mentre secondo talune ricerche neuroscientifiche la coscienza permane anche quando il corpo – e il cervello – è fermo (negli stati di pre-morte), di conseguenza è la coscienza ad avere il primato sul cervello, e non viceversa.

E ne potremmo citare ancora altre di ricerche di questa natura – sono spiegate nel video, così come è spiegata tutta l’evoluzione del dibattito sulle AI, e la giusta chiave di lettura per comprenderlo.

Buona visione!

LE AI POSSONO DIVENTARE SIMILI AGLI UOMINI? NO!
LE AI POSSONO DIVENTARE SIMILI AGLI UOMINI? NO!
LE AI POSSONO DIVENTARE SIMILI AGLI UOMINI? NO!

SQUILIBRI GLOBALI

di Giuliano Noci

In questi giorni si tiene il vertice dell’OMC negli Emirati Arabi. La crisi nel Mar Rosso rappresenta solo una delle numerose sfide che il panorama globale attuale ci presenta. Il commercio mondiale è caratterizzato da un significativo squilibrio, richiedendo urgenti riforme per renderlo più equo. Queste problematiche sono evidenziate dal confronto tra Cina e USA, dalla crisi economica tedesca e dall’instabilità nel Medio Oriente. Sebbene sembri che il mondo si stia polarizzando verso politiche protezionistiche, è essenziale considerare percorsi alternativi e sistemici che possano promuovere un maggiore equilibrio. Paesi come Cina e Germania stanno investendo massicciamente nel settore manifatturiero, a discapito della domanda interna e dei salari, il che provoca uno squilibrio nelle economie dei paesi importatori e, di conseguenza, a livello globale. Gli Stati Uniti, mantenendo una politica monetaria così aperta, rischiano di diventare il deflusso principale di questi squilibri. Infatti, i paesi che generano surplus tendono ad avere un Paese ricevente che assorbe tale surplus, perpetuando l’instabilità economica.

SQUILIBRI GLOBALI
SQUILIBRI GLOBALI

Aaron Bushnell e il sacrificio di fuoco

a cura di Giulia Bertotto

28 Febbraio 2024

Aaron Bushnell è il nome del soldato dell’aeronautica americana che si è dato fuoco davanti all’ambasciata israeliana a Washington, deceduto per le ustioni riportate. Il militare è arrivato davanti all’ambasciata israeliana senza destare sospetti con la divisa militare Usa, si è messo il berretto d’ordinanza, e dalla borraccia che teneva in mano si è cosparso il corpo di liquido infiammabile. Aveva 25 anni e si è filmato mentre gridava tra le fiamme “Free Palestine” davanti al palazzo istituzionale. Nel video l’uomo aveva dichiarato: “Non sarò più complice del genocidio”, prima di aggiungere che il suo gesto è un atto estremo di protesta ma è ben poco rispetto alla sofferenza dei palestinesi.

“Non è la prima volta che accade, un giovane americano si era già dato fuoco nel 1991 contro la guerra in Iraq e a dicembre 2023 un altro aveva fatto lo stesso ad Atlanta”, scrive il Manifesto[1]. Ma mentre i giornali hanno parlato a malapena del suo gesto, sui social è scattato il tam tam dei commenti: eroismo o follia? Un martire o un disperato? Non c’è una risposta univoca, non c’è una risposta che colga il mistero dell’essere umano che si dà la morte per non portare la morte.

La psichiatria intanto deve fare il suo lavoro; indaga il fattore traumatico, le ragioni personali, le istanze dell’inconscio, un eventuale senso di colpa famigliare e una punizione auto-inflitta, la vulnerabilità emotiva individuale. Mentre la filosofia esamina le ragioni collettive profonde, l’archetipo del sacrificio di sé e del fuoco e il suo legame con il sacro. Il fuoco è in tutte le culture elemento della purificazione, divide definitivamente ciò che è male da ciò che è bene.

Fuoco castigatore, fuoco purificatore

Secondo i miti più antichi, il fuoco ha origine divina, per questo gli uomini lo hanno dovuto rubare agli dei attraverso la figura del titano Prometeo. Un atto di infrazione che rappresenta la presa di coscienza sull’esistenza e su se stesso da parte dell’uomo, come nella metafora del morso della mela. Il fuoco consegna la luce della ragione e al contempo polverizza ogni umana ambizione, incenerisce ogni tracotanza. La fenice egizia, icona del ciclo di morte e rinascita, risorge dalle sue ceneri. In tutte le cosmogonie vediamo la presenza ancestrale di quattro elementi dal cui impasto primordiale emergono tutte le cose: acqua, terra, aria e fuoco. Il fuoco è accompagnatore del rituale ed è esso stesso oggetto di culto. Per lo più associato al maschile, punta verso l’alto, mentre l’acqua suo opposto femminile va verso il basso.

Agni, la divinità vedica del fuoco, è figlio del cielo e della terra, il fuoco canale di mediazione tra l’umano e il divino. In India e nei riti funerari in tutto il mondo, troviamo l’usanza di cremare le salme e nei riti del sacrificio si bruciano le offerte. Nella Roma imperiale le Vestali erano incaricate di custodire la fiamma perpetua nel tempio, simbolo di protezione per la città. Nell’Antico Testamento lo Spirito di Dio si manifesta da un roveto paradossale: arde ma non incenerisce. Il fuoco protegge e il fuoco castiga. Gli inquisitori davano le streghe e gli eretici al fuoco, considerato l’unico modo per liberare l’anima dal maligno e la comunità dalla sua influenza nefasta. Nella tradizione cattolica il fuoco brucerà per sempre i dannati imprigionati senza scampo all’inferno.


Il fuoco dei bodhisattva

Il gesto del soldato Aaron Bushnell riporta alla memoria Thich Quang Duc nel suo nome laico, il monaco buddhista vietnamita che divenne drammaticamente celebre perché nel 1963 si diede fuoco a Saigon per protestare contro la dittatura del presidente cattolico Ngô Dinh Diem che tiranneggiava il Vietnam del Sud con la sua politica di oppressione della religione buddhista.

Nelle settimane seguenti la persecuzione religiosa si auto-immolarono altri tre buddisti, forse di più. Il fuoco dell’entusiasmo e della rabbia si diffuse in tutto il mondo e il monaco impassibile tra le fiamme divenne un simbolo di eroismo e martirio. La volontà della sua mente aveva vinto ogni limite della paura e del dolore fisico. Aveva anteposto i suoi valori di libertà al terrore del massimo dolore. Il presidente Diem, perso il supporto degli USA, fu deposto e ucciso il 2 novembre dello stesso anno.

L’evento divenne noto grazie alla straordinaria fotografia scattata da Malcom Browne. Con questo scatto vinse il premio World Press Photo of the Year nell’anno 1963 ed il Premio Pulitzer l’anno successivo. Dopo la morte, il corpo di Thich Quang Duc fu cremato. Il fatto che tra le ceneri fosse ritrovato intatto il cuore persuase dell’autenticità della sua compassione e da allora viene venerato come bodhisattva, ossia colui che rimanda il proprio Nirvana per aiutare le anime in pena a liberarsi.

Il bodhisattva può sopportare il proprio calvario, ma la sua sensibilità cosmica e il senso di fusione unitaria con tutti gli esseri, non può invece mai ignorare il dolore dell’altro. Coerentemente con l’insegnamento buddhista l’immolazione non doveva essere associata al suicidio, vietato dalla dottrina che non tollera la distruzione della vita attraverso un gesto di violenza contro se stessi. L’affrancamento dalla condizione di sofferenza (dukkha) insita nella vita stessa, della sofferenza inevitabile connaturata al samsara, deve infatti essere invece superata dal Nobile Ottuplice Sentiero.

Proprio un soldato, colui che è chiamato alla guerra e alla sottomissione dell’altro per imporre la propria identità nazionale, rinuncia non solo a quest’ultima, ma perfino alla propria identità psico-fisica per la pace dell’altro, per l’Altro. Il gesto compiuto proprio da un soldato colpisce poiché rompe con la dinamica bellica e del conflitto, perché non si scaglia contro o una fazione o l’altra, ma annulla ogni dualità mortificando se stesso. Il soldato come un monaco illuminato, come un mistico, doma totalmente l’istinto di preservazione e supera la logica della biologia che difende l’impulso alla propria esistenza e incolumità ad ogni costo. Proprio un soldato si chiama fuori dalla sopraffazione cainitica dell’uno sull’altro in una logica scandalosa, quella che in Occidente chiamiamo Pietà e in Oriente Compassione. Il militare passa dalla dimensione temporale di Cesare a una dimensione eternizzante e cristologica, dalle milizie della terra a quelle schiere che hanno oltrepassato l’attaccamento alla terra. Il soldato disobbedisce l’ordine esteriore di versare il sangue dell’altro per rispondere al comando interiore di versare il proprio. Il suo sacrificio ridicolizza in una sorta di rovesciamento parodistico la dialettica dell’assassino. Proprio colui che per la sua divisa è chiamato a difendere la terra e sacrificare se stesso per la propria bandiera, si sacrifica invece per la libertà dal dolore e dall’ingiustizia di altri esseri umani oltre il proprio confine, fratelli al di là di ogni bandiera.

Tratto da: L’Antidiplomatico

Aaron Bushnell e il sacrificio di fuoco
Aaron Bushnell e il sacrificio di fuoco

ESISTENZA ED ESSERE

a cura dell’associazione internazionale SOL COSMICUS

Allah Onnipotente ha creato voi e gli altri per mezzo del Barakat di Sua Eminenza e se non ci fosse stato lui non ci sarebbe stato nessuno. Piuttosto se lui non ci fosse stato né la terra sarebbe venuta né il cielo. Questo punto è menzionato nelle tradizioni, alcune delle quali sono le seguenti:

1. Tra le epistole (Tawqee) di Sua Eminenza citate in Ihtijaaj c’è la seguente:

Noi siamo le creazioni del nostro Signore, e le creature dopo sono state create da noi.

Protesta; Shaykh Tabarsi; Vol. 2/278

Infatti il significato di questa affermazione ha due aspetti. Una di queste è la stessa che è menzionata in un’altra epistola nello stesso libro. Un gruppo di sciiti ha discusso se Allah Onnipotente avesse delegato la creazione e il sostentamento delle creature ai Santi Imam (a.s.). Così alcuni dicevano che era impossibile perché nessun altro all’infuori di Allah poteva creare corpi fisici. Alcuni però dicono che Allah Onnipotente ha delegato agli Imam il potere della creazione e, di conseguenza, essi sono i creatori e i donatori. Una grave disputa sorse tra gli sciiti su questo argomento. Qualcuno ha suggerito perché non dovrebbero contattare Abu Jafar Muhammad bin Uthman e chiederglielo in modo che i fatti siano chiari? Perché lui era il sentiero che conduceva all’Imam del tempo. Tutti hanno accettato questa proposta e hanno scritto una lettera ad Abu Jafar spiegando la questione. Così la risposta a questa domanda è stata ricevuta dall’Imam dell’Era (a.t.f.s.) come segue:

L’Onnipotente Allah ha creato i corpi e ha distribuito il sostentamento perché Egli non è né corpo né incarna in corpo. Non c’è niente come Lui ed Egli è tutto ascolta e vede. Quanto agli Imam, chiesero Allah Onnipotente ed Egli creò ed Egli diede nutrimento per soddisfare la loro richiesta e nel rispetto dei loro diritti.

Protesta; Shaykh Tabarsi; Vol. 2/284

La conclusione di questa ragione è che Imam Zamana (a.s.) e i suoi onorevoli antenati sono i medium attraverso i quali i favori divini raggiungono le creature. Lo stesso punto è menzionato in Dua Nudbah:

Dov’è il mezzo attraverso il quale i benefici celesti raggiungono gli abitanti della terra?

La seconda ragione è che l’obiettivo della creazione di tutto ciò che Allah, l’Eccelso e l’Altissimo ha creato sono Sua Eminenza e i suoi antenati purificati; cioè, essi sono lo scopo principale della creazione e tutto ciò che è presente è stato creato per loro.

Ciò che sostiene questa questione è una tradizionale relazione di Amirul Momineen Ali (a.s.) che ha detto:

Noi siamo le creazioni del nostro Signore, e le creature dopo sono state create da noi.

Molte tradizioni dimostrano questo punto alcune delle quali sono le seguenti:

Shaykh Sadooq ha citato un’autentica tradizione di Sua Eminenza, Ali bin Moosa ar-Reza (a.s.) da suo padre, Moosa bin Jafar da suo padre, Jafar bin Muhammad da suo padre Muhammad bin Ali da suo padre Ali bin al-Husain da suo padre, Husain bin Ali da suo padre Ali bin Abi Talib che il Santo Profeta (s.a.ws.) ha detto:

Allah Onnipotente non ha creato creatura migliore di me e non c’è nessuno più rispettabile di me vicino a Lui.

Ali dice che ha chiesto: o Messaggero di Allah, tu sei migliore o Jibraeel? Egli rispose, o Ali, che Allah Onnipotente ha dato ai profeti la superiorità sui Suoi angeli vicini e mi ha dato superiorità su tutti i messaggeri e i Profeti. E o Ali, dopo di me tu e dopo di te gli Imam avete la superiorità su di loro perché gli angeli di Dio sono nostri servi e servi dei nostri amici. O Ali, i portatori dell’Arsh e gli angeli intorno lodano e glorificano il loro Signore e pregano per il perdono di coloro che credono nel tuo Wilayat. O Ali, se non fossimo stati lì, Allah Onnipotente non avrebbe creato Sua Eminenza, Adamo (a.s.) né Sua Eminenza, Hawwa (a.s.) né Paradiso né Inferno, né la terra e il cielo. E perché non dovremmo essere superiori agli angeli? Li abbiamo preceduti nella lode e nella glorificazione del nostro Signore. È così perché le prime creazioni di Allah erano anime e ci ha fatto parlare con la Sua unità e la Sua magnificazione. Poi creò gli angeli. Quando ci hanno visto con effulgenza (Noor), hanno ritenuto che la nostra vicenda fosse di grande importanza. Ho detto: “Gloria ad Allah, affinché gli angeli capiscano che siamo creature e servi di Dio. E che Allah Onnipotente è più esaltato e purificato delle nostre qualità. Così, con la nostra glorificazione, gli angeli impararono a glorificare Allah e comprendono che Allah è purificato e purificato dalle qualità. Quando si accorsero della nostra grandezza e maestà, dicemmo: “Non c’è dio all’infuori di Allah”, affinché gli angeli capiscano che non c’è nessuno degno di divinità all’infuori di Allah e che siamo servi di Dio, non siamo soci nella Sua divinità. Così ribadirono: “Non c’è dio all’infuori di Allah. Quando gli angeli si sono accorti della nostra grandezza, abbiamo detto: Allah è il più grande, affinché capiscano che Dio è molto più grande di ciò che si può immaginare e che tutta la grandezza, la potenza e la forza sono riservati solo a Dio. Dopodiché, quando hanno visto che Allah ci ha donato onore e potenza, dicemmo: Non c’è potenza e forza se non da Allah, l’Altissimo e il grande, affinché gli angeli capiscano che non c’è potenza e potenza all’infuori di Allah. Così ripetono gli angeli: “Non c’è potenza e forza, se non in Allah. Quando hanno assistito alle generosità che Allah ci ha concesso e che la nostra obbedienza è da Lui incombente a tutte le creature, abbiamo detto: Al Hamdolillaah (Sia lodato Allah) affinché gli angeli sappiano che è diritto di Allah su di noi ringraziarlo per Le sue taglie. Così anche gli angeli dissero: Al Hamdolillaah. In altre parole, gli angeli hanno ricevuto la guida attraverso il nostro Barakat e hanno compreso l’unità, la glorificazione, la lode e l’ingrandimento di Dio. Dopodiché Allah ha creato Adamo (a.s.) e ha affidato la nostra effulgenza ai suoi lombi e, grazie al nostro rispetto e onore, ha ordinato agli angeli di prostrarsi davanti a lui. La loro prostrazione era dovuta alla servitù di Dio e al rispetto e onore a Sua Eminenza, Adamo (a.s.) era dovuto alla Sua obbedienza. Perché eravamo nei suoi leoni, allora perché non dovremmo essere superiori agli angeli, come tutti si prostravano davanti a Sua Eminenza, Adamo (a.s.).

Quando fui portato nei cieli, Sua Eminenza, Jibraeel recitò due volte Azan e Iqamah e mi disse: “O Muhammad vai avanti e guida le preghiere, io dissi: “O Jibraeel, dovrei avere la precedenza su di te? Sì, ha risposto, perché Dio aveva dato superiorità a tutti i profeti sugli angeli e vi ha dotato di una speciale eccellenza. Così, mi sono messo davanti e ho pregato con lui. Ma non lo dico per orgoglio. Dopodiché ho raggiunto il velo dell’effulgenza e Sua Eminenza Jibraeel (a.s.) disse: Maometto (a.w.s.), ora vai avanti, ed egli stesso è rimasto lì. Ho detto, mi lasci in questo frangente? Egli rispose, o Maometto (s.a.w.s.) questo è il limite che Allah mi ha fissato, se faccio un passo avanti le mie ali bruceranno. Così fui messo nell’oceano di effulgenza e iniziai a nuotare nei mari di luci divine. Finché non ho raggiunto quel luogo nel cosmo che Allah desiderava. Poi una voce mi venne, o Maometto. Ho detto: Eccomi mio Signore, Tu che dona onore e dignità. Maometto, tu sei il Mio servo, il Mio messaggero tra le Mie creature, Tu sei la mia prova sui Miei servi. Ho creato il Paradiso per chiunque ti obbedisca e preparato il fuoco dell’Inferno per tutti quelli che ti oppongono. Ho fatto favori e onori per i vostri successori e ho fatto ricompense divine per i loro sciiti. Ho detto, mio Signore, per favore presentatemi i miei successori. Disse: “I tuoi successori sono coloro i cui nomi sono iscritti sull’impireo del Mio trono. Così ho guardato ed ero davanti al mio Signore. Ho visto dodici luci sull’impireo del trono. In ogni luce vedevo una linea verde. I nomi di ognuno dei miei successori erano scritti in esso. Il primo nome era quello di Ali Ibne Abi Talib e l’ultimo era Mahdi. Ho chiesto, o mio Signore, sono loro i miei successori dopo di me? La risposta fu: sì, o Maometto, dopo di te, essi sono Miei amici, legati, eletti e la Mia prova sui Miei servi. Sono i tuoi successori e i tuoi Califfi e il meglio delle Creazioni dopo di te. Per la mia maestà e la mia gloria, rivelerò la Mia religione attraverso di esse ed esalterò le Mie parole e attraverso le ultime, purificherò la terra dai Miei nemici. E lo farò diventare il padrone assoluto del mondo intero. Renderò il vento sottomesso al suo comando e gli renderò la nuvola dura prova affinché possa cavalcarlo per andare dove vuole nel cielo e sulla terra e lo assisterò con i miei eserciti. E lo rafforzerò con i Miei angeli. Affinché il Mio richiamo sia sollevato e tutte le creature si radunino sulla Mia Unità. Così la sua governanza durerà e continuerà e, dai Miei amici, farò uno dopo l’altro, i capi della Mia fede fino a Qiyamat. Sia lodato Allah, Signore dei mondi e benedizioni sia il nostro profeta Maometto, e la sua progenie purificata e casta.

Kamaluddin; Shaykh Saduq; Vol. 1/254

ESISTENZA ED ESSERE
ESISTENZA ED ESSERE

LA NON COMPASSIONE

a cura di Martino Zeta

Una volta che avete sviscerato i vostri sentimenti, dovete imparare a ricanalizzare in vostri sforzi al di là dell’interesse umano, fino al luogo della non compassione. Per i veggenti, quel luogo è un’area della nostra luminosità funzionale quanto l’area della razionalità. Possiamo imparare a valutare il mondo da un punto di vista distaccato, proprio come abbiamo imparato, da bambini, a giudicarlo dal punto di vista della ragione. Solo che il distacco, come punto focale dell’attenzione, è molto più vicino al temperamento del guerriero. […]

Quando impara a contemplare il mondo della non compassione, intuendo che dietro ad ogni situazione che implica spreco di energia c’è un universo impersonale, l’apprendista smette di essere un groviglio di sentimenti e diviene un essere fluido.

Il problema della compassione è che ci costringe a vedere il mondo attraverso l’autocommiserazione. Un guerriero senza compassione è una persona che ha posto la sua volontà nel centro dell’indifferenza e non si compiace più nel “povero me”. E’ un individuo che non sente pietà per le proprie debolezze, ha imparato a ridere di se stesso. […]

La non compassione è sorprendente. La si intenta poco a poco, in anni di pressione continua, ma accade improvvisamente, come una vibrazione istantanea che rompe il nostro stampo e ci permette di guardare al mondo con un sorriso sereno. Per la prima volta in molti anni ci sentiamo liberi dal peso terribile di essere noi stessi e vediamo la realtà che ci circonda. Una volta là, non siamo più soli; una spinta incredibile ci attende, un aiuto che viene dalle viscere dell’Aquila e ci trasporta in un millesimo di secondo in universi di sobrietà ed equilibrio.

Non avendo pietà per noi stessi possiamo affrontare con eleganza l’impatto dell nostra estinzione personale. La morte è la forza che da al guerriero coraggio e moderazione. solo guardando attraverso i suoi occhi diventiamo consapevoli che non siamo importanti. Allora lei viene a vivere al nostro fianco e inizia a trasmetterci i suoi segreti.

(Armando Torres – Incontri con il nagual)

LA NON COMPASSIONE
LA NON COMPASSIONE

LA VISIONE MULTIPOLARE

Videoconferenza del canale YouTube FRATRIA ALTOTIBERINA, trasmessa online in live streaming il giorno 17 settembre 2023.

Augusto Bianconi intervista a Rainaldo Graziani: la parola chiave è multipolarità, in tutti i sensi: geopolitica, culturale, valoriale, economica, ecc. Solo un nuovo “ordine mondiale multipolare” che al pensiero unico, all’uniformità globale e all’unipolarismo americanocentrico contrapponga l’idea di un’umanità costituita da diversi poli decisionali sovrani corrispondenti alle molte civiltà che la caratterizzano, ciascuno dotato di un peculiare sistema valoriale conforme alle proprie radici storiche e culturali, potrà garantire il rispetto delle identità, delle tradizioni e dell’autodeterminazione dei popoli, nella convinzione che molteplicità e diversità siano da intendersi come una ricchezza e un tesoro da preservare, non come un motivo di inevitabile conflitto da eliminare.

LA VISIONE MULTIPOLARE
LA VISIONE MULTIPOLARE
LA VISIONE MULTIPOLARE