Assange: concluso l’appello finale ma il verdetto in altra data

a cura della Redazione ANSA

LONDRA – Febbraio 21, 2024

Contro l’estradizione in Usa. Sarà questione di alcuni giorni secondo le attese

E’ terminata all’Alta Corte di Londra la seconda e conclusiva udienza sull’appello finale della difesa di Julian Assange, giornalista australiano e cofondatore di WikiLeaks, contro la sua contestatissima procedura di estradizione dal Regno Unito negli Usa, senza la pronuncia di un verdetto da parte del tribunale, previsto in un’altra data. Sarà questione di alcuni giorni secondo le attese, ma i giudici non hanno dato indicazioni precise in merito, riservandosi il tempo necessario per riflettere sulle argomentazioni contrapposte delle parti.

“Ci riserviamo la nostra decisione” e contatteremo le parti se avremo bisogno di ulteriori informazioni. Con queste parole la giudice Victoria Sharp ha chiuso l’udienza odierna sull’appello finale per decidere del destino di Assange. Udienza segnata da un fitto botta e risposta tra i legali dell’attivista australiano, Edward Fitzgerald e Mark Summers, e quella incaricata di rappresentare le autorità Usa, Clair Dobbin. In particolare sull’accusa rivolta agli Stati Uniti da parte della difesa di voler processare il giornalista per una questione meramente politica. Dobbin ha respinto quanto affermato dagli avvocati di Assange sostenendo che l’azione legale americana si basa “sullo stato di diritto e sulle prove”, riguardanti fra l’altro l’attività del giornalista nel reclutare altri hacker e spingere gli informatori a rivelare dati riservati. In risposta, Fitzgerald e Summers, oltre ad opporsi alle argomentazioni avanzate dalla parte statunitense, hanno fatto riferimento al presunto complotto da parte Usa per uccidere o rapire il fondatore di WikiLeaks emerso sui media negli anni scorsi.

Se il ricorso non fosse accolto risulterebbero esaurite le possibilità di azione legale presso la giustizia britannica.

Anche oggi diversi manifestanti sono riuniti dinanzi alla sede del tribunale. La moglie, Stella Assange, ha detto loro che l’esito è carico d’incognite. E che occorre protestare, “dimostrando che il mondo guarda, finché Julian non sarà libero”.   

Nessun segno della presenza di Julian Assange in tribunale anche oggi. Lo riportano testimoni presenti in aula, dopo che ieri la moglie, Stella Assange, e gli avvocati difensori, avevano informato i due giudici d’appello che il giornalista e attivista australiano, cofondatore di WikiLeaks, “non sta bene” a causa delle conseguenze di 5 anni di detenzione dura nel carcere di massima sicurezza di Belmarsh.

Il forfait è stato poi confermato da WikiLeaks sul profilo X dell’organizzazione, dove Assange viene mostrato da detenuto in foto, invecchiato ben al di là dei suoi 52 anni d’età con capelli lunghi e barba bianca, ma con lo sguardo di sfida di sempre. E viene indicato ancora una volta come “un prigioniero politico”.

“Julian Assange – si legge nel post, che presenta quello di oggi come una sorta di “giorno X” – non sarà in grado di presenziare neppure alla cruciale udienza odierna, a causa del protrarsi delle sue precarie condizioni di salute”. Assange – prosegue il messaggio – “rischia una condanna a 175 anni se estradato negli Usa, per aver pubblicato” documenti imbarazzanti sottratti agli archivi americani. Quindi i due hashtag: ” #DayX” e “#FreeAssange”.

Tratto da: ANSA

Assange: concluso l'appello finale ma il verdetto in altra data
Assange: concluso l’appello finale ma il verdetto in altra data

LA SACRALITA’ DELLA FIABA

Videoconferenza del canale YouTube LEXICON SYMBOLORUM, trasmessa in live streaming il giorno 21 febbraio 2024.

Care Amiche e cari Amici, oggi parliamo della sacralità della fiaba con Andrea Casella di Axis Mundi.

“Da sempre le fiabe sconcertano per le loro immagini che trascendono l’ordinario, ma basta sollevarsi di poco rispetto al livello del profano, a cui i segreti del sacro sono preclusi, per accorgersi che l’universo a cui le fiabe attingono è l’universo cosmico-simbolico.”

Andrea tra le altre cose è autore di: LA MACCHINA DEL TEMPO. Saggio sulla Cosmoteologia Arcaica per Axis Mundi Edizioni: https://axismundiedizioni.org

LA SACRALITA’ DELLA FIABA – PARTE PRIMA
LA SACRALITA’ DELLA FIABA – PARTE SECONDA
LA SACRALITA' DELLA FIABA
LA SACRALITA’ DELLA FIABA

Israele: cresce la rabbia tra laici e ultraortodossi per il servizio militare

a cura della Redazione

21/02/2024

Israele – Gli ebrei ortodossi, che costituiscono circa il 13,3% della popolazione israeliana, esercitano un’influenza significativa nel Paese. Tuttavia, è in corso un conflitto tra la popolazione ultraortodossa e quella laica, che porta ad una mancanza di coesistenza nel governo. La maggior parte degli ultraortodossi esercitano professioni religiose e fanno affidamento sui finanziamenti statali per le scuole indipendenti e per l’istruzione dei giovani nelle università religiose. A differenza degli altri ebrei, non prestano servizio nell’esercito. Il quotidiano “Haaretz” ha recentemente pubblicato un articolo in cui si discute della crescente tensione intorno al servizio militare tra laici e ultraortodossi, e si prevede un forte conflitto interno alla comunità israeliana dopo la guerra.

Comunità ultraortodossa pronta a contribuire alla “sicurezza dello Stato”

Sebbene molti riservisti abbiano prestato servizio in uniforme per quattro mesi dall’inizio della guerra a Gaza, le comunità ultraortodosse e laiche in Israele sono divise sulla questione di chi dovrebbe arruolarsi nelle Forze di difesa israeliane (Idf).

Nelle prime fasi del conflitto Israele-Hamas, un piccolo gruppo di ultraortodossi ha offerto il proprio servizio volontario alle Forze di difesa israeliane. Questo atto è servito come trovata pubblicitaria di successo e le loro foto, scattate nella base dell’Idf, hanno ricevuto una copertura significativa in varie agenzie stampa. Vale la pena notare che il figlio quarantenne del leader dello Shas, Ari Deri, è prominente in queste foto.

La comunità ultraortodossa, rimasta lontana dagli affari di Stato per 75 anni, è pronta a contribuire alla sicurezza dello Stato. Tuttavia, la realtà è che gli anziani non vengono mandati in un campo di addestramento in nessuna delle unità di combattimento delle Forze di difesa israeliane. Occasionalmente richiedono riserve leggere nel corpo rabbinico militare. Un totale di 450 uomini ultraortodossi hanno approfittato di questa opportunità per provare un senso di coinvolgimento sociale “servendo” in questo modo. Nel frattempo, anche se la Corte Suprema ha stabilito che l’esenzione di decine di migliaia di studenti delle scuole religiose ultraortodosse è incostituzionale perché discrimina coloro che prestano servizio militare, essi continuano ad essere esentati.

Israele al centro di controversie

Come altre controversie israeliane, questa questione potrebbe essere accantonata in tempo di guerra perché Israele ha questioni più urgenti di cui occuparsi. Tuttavia, alla Knesset è in preparazione un nuovo disegno di legge per una legislazione rapida, che lo impedisce. Se questo disegno di legge verrà approvato, il periodo obbligatorio del servizio giovanile sarà esteso a tre anni. Ad oggi, molti riservisti hanno già prestato servizio in uniforme per quattro mesi dall’inizio della guerra, e la loro motivazione a prestare servizio rimane alta. Tuttavia, con la possibilità di ulteriori riserve in futuro, si prevede che le tensioni rimarranno elevate non solo a Gaza ma anche sul fronte settentrionale e in Cisgiordania.

Finora la leadership ultraortodossa ha cercato di minimizzare la propria posizione in materia. I leader non sono pronti a permettere ai loro studenti di arruolarsi, poiché ciò comporterebbe lo svuotamento delle scuole religiose e la cessazione della loro influenza sui giovani nelle loro comunità. Tuttavia i politici sono consapevoli che non possono uscire vittoriosi da questo conflitto nei confronti dell’opinione pubblica.

La guerra spesso porta a sconvolgimenti e cambiamenti sociali significativi, soprattutto in termini di ruolo svolto dalle donne. Questo particolare conflitto ha posto fine al dibattito in corso sulla questione della concessione di posti di combattimento alle donne nelle Forze di difesa israeliane. Tuttavia, è importante notare che non tutte le questioni sociali possono essere risolte attraverso la guerra, e questo include il riferimento alla posizione del pubblico ultra-ortodosso nella società israeliana. Anche se il cambiamento è all’orizzonte, deve ancora materializzarsi pienamente.

Tratto da: Il Faro sul Mondo

Israele: cresce la rabbia tra laici e ultraortodossi per il servizio militare
Israele: cresce la rabbia tra laici e ultraortodossi per il servizio militare

INIZIAZIONE E GUARDIANO DELLA SOGLIA

di Mariano De Pardi

L’INIZIAZIONE è un libro di Rodolfo Steiner che illustra le modalità e le condizioni per le quali un discepolo dell’occultismo può pervenire alla conoscenza dei mondi superiori.

Steiner affermava di essere chiaroveggente, tuttavia non pretendeva che gli ascoltatori credessero sulla parola alle sue affermazioni, ma piuttosto esortava ad impegnarsi in una via di ascesi che conducesse alla chiaroveggenza, acciocchè tutti gli interessati potessero verificare e confermare personalmente.

Le qualità fondamentali che un discepolo dovrebbe coltivare in sè stesso sono la venerazione e la devozione, in quanto creano una disposizione animica e una trasformazione dell’aura che permette la crescita spirituale. Il Maestro Austriaco fa decisamente intendere che i soggetti animati da atteggiamento beffardo e irriverente, sono tagliati fuori da qualsiasi progresso spirituale. Tale indicazione vale non solo per quel che riguarda la relazione con maestri umani, ma anche per le comunicazioni con entità superiori, le quali tacciono se un soggetto umano cova in sè sentimenti di beffarda sufficienza e scetticismo.

A livello pratico, il discepolo deve :

-Al fine di formare i chakra, osservare i processi della natura che si estrinsecano in sviluppo e regressione. Ad esempio la crescita di una pianta, l’apparire di fiori e frutti, ed infine il suo appassire.

-Stimolare pensieri e sentimenti latenti attraverso la contemplazione di esseri naturali: pietre (possibilmente cristalli), piante, animali e umani.

-Pervenire al controllo di pensieri e sentimenti attraverso l’esecuzione quotidiana dei “Sei esercizi steineriani”

L’iniziazione porta seco degli effetti importanti nel discepolo dell’occultismo. Tali effetti andranno a incidere profondamente nella vita onirica del praticante e nella struttura della sua personalità, la quale subirà la scissione delle sue tre parti: il Pensare, il Sentire e il Volere. Per tali motivi è opportuno che il discepolo si mantenga sempre perfettamente centrato (grazie alla pratica degli esercizi raccomandati) laonde ridurre il rischio di squilibri mentali e psicopatologie.

Cruciale sarà anche l’incontro col Guardiano della Soglia: entità astrale orribile e spaventosa in quanto formata dal karma passato del soggetto.

INIZIAZIONE E GUARDIANO DELLA SOGLIA
INIZIAZIONE E GUARDIANO DELLA SOGLIA

IL KARMA: QUESTO CONOSCIUTO…

di Fabrizio Forme

Non sono un esperto del concetto originale e autentico di karma, ma darò un mio parere sulla questione di base a partire dal mio livello di coscienza attuale e dalla mia esperienza, per quanto bisogna essere consapevoli che la spiegazione esatta e completa non sarà mai alla portata della nostra comprensione terrena (della mia senz’altro no, per quanto capiti di convincersi di aver trovato la risposta ultima).

L’argomento è questo: nel karma non contano fattori quali la moralità e l’etica, i perché e i però: ogni azione dello stesso tipo ha pari valore e peso a prescindere da ciò che la muove; che sia fatta con l’intenzione di nuocere o a fin di bene o per necessità, non ha alcuna importanza ai fini del karma: le conseguenze, quali che siano, saranno le stesse.

Personalmente non credo che sia tutto così meccanico e scontato, che valga solo il principio di causa ed effetto o di mero accumulo. Questo ha senz’altro una valenza all’interno della dimensione psichica di questo piano di esistenza (e poi a suo modo la avrà nei piani superiori), per cui se carico una azione – ma direi anche solo una volontà – in uscita sto alimentando una azione equivalente o una conseguenza (anche se non identica e contemporanea) in entrata. Fra l’altro in questo le emozioni e l’intento (banalmente, l’energia) parrebbero avere un peso, quindi già avremmo delle variabili ad incidere.

Detto questo, il fatto è che esistono anche le ragioni e le influenze spirituali/divine, che nella mia cultura e nel mio credo sono ultraterrene (lo Spirito non è un agente materiale terreno). Questo vuol dire che le ragioni del mio Essere, o della mia anima, possono far variare le conseguenze su di me delle mie azioni (in qualunque momento, luogo, vita). In base a cosa? A seguito della combinazione di alcuni fattori.

I principali secondo me sono i seguenti:

– Consapevolezza di ciò che sto facendo (se consciamente sto cercando di danneggiare, ad esempio, non sarà lo stesso del caso in cui non lo sapessi pienamente).

– Motivazioni alla base delle mie azioni (se uccido per necessità o incidentalmente dopo essere stato aggredito, le implicazioni non saranno le stesse di una situazione in cui uccido pur sapendo chiaramente che potrei evitare di farlo).

– Ravvedimento/autentica richiesta di perdono (se capisco di essere stato mosso solo dal Male e, di puro cuore, chiedo perdono e/o interiormente risulto mutato, sarà diverso rispetto al caso in cui non lo capissi).

Tutto questo significa, in sostanza, che il mio livello di coscienza materiale e spirituale incide sulle conseguenze che le mie azioni terrene avranno su di me. In questa vita e, in qualche modo, nei successivi piani di esistenza.

IL KARMA: QUESTO CONOSCIUTO...
IL KARMA: QUESTO CONOSCIUTO…

LA MIA GUARIGIONE E’ GIA’ IN ATTO

di Marco Guzzi

Normalmente affermo che la mia vita sia sempre stata attraversata da una ricerca costante della verità.

Ed è vero.

Ma se scendo di più nell’ascolto di questa affermazione credo che dovrei precisarla così:

tutta la mia vita è un confronto serrato con il mistero della sofferenza, un vero e proprio corpo a corpo con il dolore, per indagarne la natura, e il significato, ma ancor più per alleviarlo, e, se possibile, dissolverlo.

La mia ricerca della verità, in altri termini, è sempre stata una contestuale ricerca della salvezza, della salute piena, della perfetta e completa guarigione.

La mia domanda più profonda, che solo di decennio in decennio mi si è chiarita nella sua semplicità, è questa: c’è in me un luogo indenne rispetto al dolore? sussiste una dimensione nell’essere umano che non sia travolta dalla sofferenza, e in definitiva dalla morte?

E ciò che ho compreso, grazie a Dio abbastanza presto, è che effettivamente in noi sussiste una qualche potenza che può fronteggiare il male, mettersi di fronte al dolore, e che quindi ne è in parte libera, separata, indenne appunto.

Questa è stata perciò ed è tuttora la prima parte del mio lavoro quotidiano: tentare di stanziarmi in quel luogo, rinforzarlo, cercarlo in tutti i modi possibili, sperimentando ogni forma di tecnica o di pratica, con esiti, per fortuna, sempre abbastanza soddisfacenti.

Più sono andato avanti però e più mi si è evidenziato un secondo motivo di ricerca: e cioè: come può questa dimensione indenne e santa, in quanto separata dal mondo della sofferenza, operare sul corpo del mio dolore? può farlo? se cioè io riesco a farmi assorbire almeno un po’ dalla Sfera della pace intatta, posso da lì operare, o meglio può quello Spirito indenne operare sulle mie sofferenze? può risanarle? posso guarirle? e in che misura?

E qui la rivelazione del Cristo mi ha aiutato in modo determinante a rispondere un forte: Sì!

Sì l’Io umano può prima disidentificarsi dal proprio corpo di dolore e poi ridiscenderne dentro, per operare mirabili guarigioni.

Questo ci ha mostrato il Cristo, appunto incarnandosi nel nostro corpo di dolore per risanarlo definitivamente.

Ma affinché il miracolo possa avvenire non dobbiamo custodire alcuna pretesa, dobbiamo affidarci al mistero senza difese e senza pretese, nella piena certezza che il miracolo sia già avvenuto.

Io spero di morire con questa certezza, di essere cioè già guarito, perché la guarigione può manifestarsi in forme, in tempi, e in dimensioni fuori dal nostro controllo, e della nostra esperienza sensibile terrena.

Da questi travagli fiorirono i gruppi darsi pace, che da 25 anni sperimentano infiniti miracoli, infiniti piccoli e grandi sollievi dalle infinite forme di sofferenza che ci affliggono.

Spero che lo Spirito, che dà la vita, continui a mostrarci con forza crescente le meraviglie e i miracoli che l’Io divino umano può compiere in noi e tramite noi in tutti, affinché la nostra gioia sia sempre più piena.

Amèn. Amèn. Alleluja.

LA MIA GUARIGIONE E' GIA' IN ATTO
LA MIA GUARIGIONE E’ GIA’ IN ATTO

LA MIGLIORE CONOSCENZA IN QUESTA ESISTENZA

di Luca Rudra Vincenzini

“Chi considera il passaggio dell’aria attraverso le narici come la migliore conoscenza in questa esistenza conosce (anche) i sintomi maligni degli elementi (bhūta)…l’asceta che conosce ciò è ritenuto il più elevato”, Śivasvarodaya.

Lo Śivasvarodaya, probabilmente scritto nel medioevo in Nepal presso i Nevāri, appartiene a pieno titolo agli Āgama, i testi rivelati del tantrismo duale (dvaita) e misto (dvaitādvaita). Il libro parla di magia rituale, divinazione e presagi, mescendo nozioni di Yoga, Āyurveda, Vastuvidyā, Sāṃkhya e tecniche tantriche di nyāsa per l’istallazione dei soffi e delle sillabe nel corpo sottile (sūkṣmaśarīra).

Il termine svara può essere tradotto con: vocale, suono, nota musicale, accento e sibilo dell’aria che passa attraverso le narici; mentre udaya è reso con: ascesa, interesse, guadagno, buona fortuna. Ergo il titolo dell’opera può essere tradotto come:”auspicio [derivante dalla circolazione] dell’aria nelle narici [secondo] Śiva”. Il testo, avendo a che fare con la divinazione, sottolinea in lungo e largo l’importanza di monitorare e saper gestire la rotazione di apertura/chiusura delle narici, le quali osservano un ciclo naturale di funzionamento e con i bioritmi sollecitano e/o aggravano i tridoṣa. Aldilà delle tecniche divinatorie, chi pratica la meditazione conosce perfettamente non solo l’importanza dall’avere i dotti nasali liberi, ma anche di come all’oclusione/apertura degli stessi si associno emozioni e stati mentali. L’occlusione causa un inauspicioso funzionamento dei 5 elementi del corpo (pañcabhūta), ciò può alla lunga spengere il metabolismo o causarne l’infiammazione.

Se la mente ha una produzione non consona di pensieri, spesso è sufficiente liberarsi il naso per tornare ad uno stato psicologico equilibrato. Questo perché l’afflusso d’aria è direttamente legato al funzionamento degli emisferi, del sistema endocrino (produzione ormonale) e di quello linfatico (eliminazione delle tossine)…

LA MIGLIORE CONOSCENZA IN QUESTA ESISTENZA
LA MIGLIORE CONOSCENZA IN QUESTA ESISTENZA

LE DEE E GLI EROI NEI TESTI ANTICHI

Videoconferenza del canale YouTube LA FABBRICA DELLA COMUNICAZIONE, trasmessa in live streaming online il 20 febbraio 2024.

Su Fabbrica della Comunicazione, la rubrica Libero Pensiero è a cura di Beatrice Silenzi – giornalista e direttore responsabile, qui con Valentina Ferranti per parlare delle dee e degli eroi della mitologia antica e nei poemi epici: da Ulisse a Penelope, da Teseo ad Arianna, alla Dea Kali, a Medusa…

LE DEE E GLI EROI NEI TESTI ANTICHI
LE DEE E GLI EROI NEI TESTI ANTICHI
LE DEE E GLI EROI NEI TESTI ANTICHI

LA FORMA DELL’ANIMA

a cura di Giuseppe Aiello

“Quando arriverà la morte, la nostra forma cambierà. Sarà determinata e composta dalle nostre qualità. Se le nostre qualità nel mondo sono come quelle di un maiale, assumeremo la forma di un maiale. Se viviamo con le qualità di un cavallo, un serpente o un cane mentre siamo in questo corpo umano, allora assumeremo quella forma lì. La forma che abbiamo creato attraverso le nostre qualità in questo mondo, è la forma che assumeremo dopo che i nostri corpi saranno reclamati dalla terra. Queste sono le forme che vedrete quando verranno innalzate. La forma che ciascuno assumerà sarà secondo il beneficio che ciascuno ha cercato, i beni che ciascuno ha accumulato, il capitale che ciascuno ha guadagnato, e le intenzioni che ciascuno aveva.”
― Bawa Muhaiyaddeen

LA FORMA DELL'ANIMA
LA FORMA DELL’ANIMA