Il “reddito di base per gli artisti” (Basic Income for the Arts – BIA) è un programma sperimentale irlandese che fornisce un reddito settimanale fisso di 325 euro (circa 1.300 al mese) a un gruppo selezionato di artisti e lavoratori creativi, con l’obiettivo di stabilizzare la loro condizione economica. L’Irlanda ha deciso di rendere permanente la misura dal 2026 dopo un progetto pilota di successo, e l’iniziativa mira a ridurre la precarietà del settore creativo, permettendo agli artisti di concentrarsi sul loro lavoro.
Dettagli chiave del programma irlandese
Sostegno economico: 325 euro alla settimana, erogati senza vincoli specifici sul tipo di lavoro, a condizione che si dimostri di essere un artista o lavoratore della cultura.
Obiettivo: Ridurre la precarietà economica del settore creativo, che spesso costringe gli artisti ad accettare altri lavori per sopravvivere, a scapito della loro attività artistica.
Risultati del pilota: Il progetto pilota ha coinvolto 2.000 artisti. Secondo un rapporto, il programma, costato circa 72 milioni di euro, ha generato un beneficio economico per l’Irlanda di circa 80 milioni di euro, indicando un impatto positivo sull’economia.
Durata: È iniziato come progetto pilota triennale nel 2022 e, a partire dal 2026, diventerà una politica permanente in Irlanda.
Selezione: I beneficiari sono stati selezionati attraverso un processo che ha visto la ricezione di oltre 9.000 domande, di cui circa 8.000 ammissibili, per poi scegliere casualmente i 2.000 partecipanti.
Il New York Times – che ha visionato una serie di documenti strategici interni di Amazon – ha rivelato che l’azienda prevede di sostituire 160.000 posti di lavoro entro il 2025, con l’obiettivo di ridurre di circa 30 centesimi i costi di lavorazione e spedizione per ogni prodotto venduto.
Ciò riguarderà soprattutto i magazzini e le strutture per le spedizioni rapide, dove l’obbiettivo è di automatizzare il 75% delle operazioni.
Già da alcuni anni l’azienda opera verso una riduzione sistematica del personale. Nel 2023 – dopo l’aumento delle assunzioni dovuto al picco di domanda durante la pandemia – Amazon aveva tagliato 27.000 posti di lavoro. Nel 2024 i dirigenti avevano dichiarato al Consiglio di Amministrazione l’obbiettivo di ridurre ulteriormente il numero di lavoratori, puntando a evitare 600.000 nuove assunzioni – raddoppiando al contempo le vendite – entro il 2033.
Al posto dei lavoratori umani, il colosso dell’e-commerce intende introdurre sistemi robotici e di Intelligenza Artificiale. «Man mano che lanceremo più applicazioni di IA generativa e più agenti, cambierà il nostro modo di lavorare» e «ci aspettiamo che ciò riduca la nostra forza lavoro aziendale complessiva, man mano che otterremo guadagni di efficienza dall’uso estensivo dell’IA in tutta l’azienda», ha scritto sul blog aziendale il CEO di Amazon.
Tra le più recenti innovazioni Amazon ha introdotto Blue Jay, un sistema robotico che assisterà gli operatori dei magazzini nelle attività di spostamento e sollevamento e testerà durante il periodo natalizio Project Eluna, un modello di IA capace di svolgere analisi complesse e suggerire azioni appropriate ai manager dei centri logistici.
Proprio in questi giorni la Vice-Presidente Senior per l’area «People Experience and Technology» sul blog aziendale ha annunciato una nuova riduzione del personale di 14.000 ruoli.
«Questa generazione di Intelligenza Artificiale rappresenta la tecnologia più trasformativa dai tempi di Internet e sta consentendo alle aziende di innovare molto più velocemente che mai. […] Siamo convinti della necessità di un’organizzazione più snella, con meno livelli gerarchici e maggiore senso di proprietà, per poter muoverci il più rapidamente possibile a beneficio dei nostri clienti e del nostro business», ha spiegato la Vice-Presidente.
Nell’era della Rivoluzione Digitale alcune grandi aziende mirano a sfruttare le potenzialità della tecnologia per rendere più efficiente la produzione e aumentare i profitti, trovando più conveniente sostituire gli Umani con le macchine.
Con il progresso tecnologico il nostro lavoro sarà sempre più affiancato da robot automatizzati e dall’assistenza dell’Intelligenza Artificiale, ma ciò non deve avvenire a scapito dei lavoratori.
Le autorità politiche hanno il compito di ricordare alle imprese che svolgono una funzione sociale che non può essere subordinata agli interessi economici dei soli proprietari e investitori privati.
Gli extra-profitti derivanti dall’automazione devono essere redistribuiti e si deve finanziare la formazione e il reinserimento nel mercato dei lavoratori che hanno perso il lavoro.
“Devo accostarmi all’anima mia come uno stanco viandante, che nulla ha cercato nel mondo al di fuori di lei. devo imparare che dietro ogni cosa da ultimo c’è l’anima mia, e se viaggio per il mondo ciò accade in fondo per trovare la mia anima. Perfino le persone più care non sono la meta e il fine della ricerca d’amore, ma simboli della nostra anima”.
C.G.Jung, Libro Rosso, Liber primus, Anima e Dio, p.233.
Voi siete figli del ventesimo secolo, e il ventesimo secolo è – così pare – quello del progresso. Del progresso tecnico, sì; è vero, in questo campo gli esseri umani hanno compiuto prodigi. Ma che cos’è il progresso tecnico? Una vittoria sulla materia fisica. Allora cosa fanno gli esseri umani? Soddisfatti e fieri di essere riusciti a costruire apparecchi e prodotti d’ogni genere che facilitano loro la vita, non si rendono conto che li utilizzano per alimentare la propria natura inferiore: soddisfare l’egoismo, la pigrizia, la sensualità e l’aggressività. Ebbene, questo non è progresso, ma regressione. Provate ad analizzarvi, osservate come utilizzate tutto ciò che il progresso tecnico ha messo a vostra disposizione, e scoprirete che raramente, molto raramente è per la vostra evoluzione spirituale e per il bene degli altri. Perché? Perché per poter utilizzare beneficamente tutte le ricchezze che la materia fisica ci dà, è necessario aver prima lavorato sulla materia psichica. Il progresso tecnico sarà un vero progresso solo se l’essere umano lo accompagna con uno sforzo nella direzione della spiritualità.*
Omraam Mikhaël Aïvanhov
PROGRESSO TECNICO: ACCOMPAGNARLO CON UNO SFORZO IN DIREZIONE DELLA SPIRITUALITA’
Cosa succederebbe se in un solo istante l’intera rete Internet scomparisse?
Salute e benessere
Senza l’accesso alla rete la telemedicina e l’accesso alle informazioni sanitarie online non sarebbero più disponibili. Le persone con problemi di salute avrebbero difficoltà a ricevere cure adeguate.
La sorveglianza e il controllo delle malattie infettive, che dipendono da sistemi di comunicazione e dati online, sarebbero compromessi. L’utilizzo di tecnologie mediche che richiedono il collegamento alla rete sarebbe inutile.
Governo e politica
La disinformazione e la mancanza di comunicazione potrebbero portare a disordini sociali e instabilità politica. I governi avrebbero difficoltà a comunicare con i cittadini e a mantenere l’ordine pubblico.
I sistemi di governo online e l’accesso a informazioni digitali verrebbero meno, rallentando drasticamente i processi burocratici e l’erogazione di servizi ai cittadini.
In definitiva, la sopravvivenza di internet dipende da una serie di fattori, tra cui la preparazione alle minacce, la resilienza delle infrastrutture e la collaborazione globale. La consapevolezza dei rischi e la pianificazione di adeguate misure di mitigazione sono fondamentali per proteggere internet e garantirne la continua accessibilità. Ma è necessario non abbassare la guardia e investire su sviluppo e sistemi di sicurezza sempre più efficaci, che sappiano prevedere possibili situazioni di crisi.
Ma per sollevarsi al mondo degli dei, vi è un mezzo più sicuro e più pronto di quello della teurgia cerimoniale; il metodo cioè dello sviluppo spirituale. I sensi spirituali sono pei sentimenti morali ciò che le facoltà intellettive sono per le sensazioni fisiche. Lo sviluppo dei sensi spirituali conduce all’ illuminismo più puro, alla Yoga più santa; fra i metodi che ne sono stati dati, noi dobbiamo citare in primo luogo: L’Imitazione di Gesù Cristo la Bhagavat Gità e la Luce sul sentiero; poi gli Esercizi Spirituali di S. Ignazio di Loyola, di esposizione efficacissima, ma di uno spirito troppo esclusivo e di un simbolismo troppo ristretto; le opere di Giacobbe Boehme e quelle di Swedenborg, nelle quali un ricercatore potrà trovare utili indicazioni; finalmente l’Introduzione alla vita devota» di S. Francesco di Sales che, sotto apparenza di devozione e piccole pratiche familiari, contiene eccellenti insegnamenti. Queste opere basteranno al discepolo per apprendere a non cercare fuori di sè stesso il segreto dei segreti; quando conoscerà la porta da dove comincia la strada che conduce alla perfezione, dipenderà da lui solo il picchiarvi, l’entrarvi e l’avvicinarsi alla conquista della Corona eterna.
Giuliano Kremmerz
“Hanno la bocca e non parlano. Hanno gli occhi e non veggono. Hanno le orecchie e non sentono. Hanno le mani e non toccano. Hanno i piedi e non camminano”.
Nel linguaggio di René Guénon, tratto da Il Regno della Quantità, dal regno modernista-materialista della Quantità — la cui fase terminale è il postmodernismo — nasce, in ultima analisi, il Regno della Qualità Invertita, dove l’egualitarismo democratico viene distrutto non in nome dell’aristocrazia ma del caos, a beneficio di quei maghi socio-economici globalisti per i quali il caos culturale è la condizione naturale e rappresenta la via maestra verso il potere.
La diversità, per costoro, comporta l’accettazione dell’esistenza di una classe dirigente globale e multietnica: poiché nessuno che non sappia lavorare con gli inglesotti, i francesini, i beduini, i giapponesini, gli orientali e i neri può essere ritenuto autenticamente cosmopolita secondo il modello odierno.
Come il buon comunista, anche il buon globalista impara che la razza non conta, che la cultura è un ostacolo da superare e che ciò che realmente importa è soltanto la classe.
Eppure, nessuno risulta più utile a legittimare tali costumi “mondiali” dei suprematisti bianchi o neri, e dei fanatici o terroristi separatisti etnici, che ne rappresentano l’immagine speculare e rovesciata.
La fusione culturale mondiale è anche un mezzo mediante il quale l’élite dominante globalizza i mercati, standardizza tanto i consumatori quanto la forza lavoro, e ipnotizza permanentemente le masse — non semplicemente gettando un velo momentaneo di segretezza sulle proprie azioni, ma distruggendo perfino il naturale desiderio umano di sapere che cosa realmente accade, attraverso un’ideologia che proclama che in realtà non accade nulla, se non all’interno delle fantasie soggettive dell’individuo isolato.
E gli orrori del caos sociale, le armi di distruzione di massa e il degrado ambientale rendono una simile ideologia — per quanto folle — assai attraente come via di fuga: per coloro, cioè, che non hanno ancora optato per il suicidio assistito che Jack Kevorkian, perfettamente contemporaneo e altamente rappresentativo satanista postmoderno, sarà lieto di fornire loro con la sempre più esplicita benedizione del mondo così com’è, e come è destinato a diventare.
Tratto da Charles Upton – The System of Antichrist
Il mondo sta attraversando un’inevitabile transizione dal predominio unipolare occidentale a un ordine multipolare plasmato da civiltà in competizione.
La guerra in Ucraina non è la guerra di Putin. È la guerra del popolo russo. E sarà condotta fino alla vittoria finale e totale. Non fatevi illusioni. È in atto una transizione irreversibile dall’unipolarismo (il globalismo, l’egemonia liberale occidentale) al multipolarismo.
Ma la transizione irreversibile dall’unipolarismo (il globalismo, un’egemonia liberale occidentale) verso il multipolarismo non è facile . Passa attraverso conflitti e guerre perché i difensori dell’unipolarismo a qualsiasi costo non vogliono che ciò avvenga pacificamente.
La vera natura geopolitica e profonda della guerra in Ucraina è ben compresa dal popolo russo. Dubito che i popoli occidentali abbiano lo stesso livello di comprensione di come e perché le élite globaliste liberali vogliano usarli nella guerra contro la Russia.
La guerra in Ucraina non dipende da chi si trova effettivamente al Cremlino. Sarà combattuta fino alla fine in ogni caso.
Vedo alcuni segnali che l’Occidente sta iniziando ad abbandonare Zelensky. Forse l’UE lascerebbe che la Russia vincesse in Ucraina per mostrare alle proprie società quanto sia pericolosa, facilitando la preparazione della prossima guerra.
Difficilmente la prossima guerra con l’UE sarà il prolungamento di quella attuale. Sembra che l’UE non sia ancora pronta. Ha bisogno di alcuni anni e di cambiamenti politici, economici e ideologici molto importanti. Quindi potrebbe esserci un intervallo di tempo.
Se il divario temporale non sarà mediato da Trump, la pace non potrà che essere una vittoria russa su vasta scala in Ucraina. Gli Stati Uniti difficilmente inizieranno una guerra nucleare, e nemmeno l’UE è pronta per una guerra totale con noi. Quindi prevedo un periodo di tempo in cui assumeremo un controllo molto più ampio sul suolo ucraino (=russo).
IL CAMBIAMENTO IRREVERSIBILE: DALL’UNIPOLARITA’ ALLA MULTIPOLARITA’
Dagli anni Settanta alle donne non bastarono più le lotte di emancipazione e di rivendicazione dei diritti: l’uomo divenne il nemico da combattere e la donna cessò di essere tale per trasformarsi in una creatura infelice, grondante livore. La giornata dell’8 marzo cambiò, non solo perché la componente consumistica aveva lordato qualsiasi aspirazione al miglioramento, ma perché le teorie postmoderne avevano orientato gli studi accademici e l’attivismo. Non più domina, ma essere frustrato, la donna fu sottoposta ai processi interni al liberismo che implicarono la condanna della maternità come negazione della realizzazione e resa al progetto di procreazione per lei deciso dall’uomo e i processi interni alla cultura decostruzionista che videro nel lesbismo una forma di lotta e affermazione contro il maschio stupratore. Le tendenze imposte dal mondo mutevole e capriccioso della moda hanno chiesto al corpo della donna che questo si adattasse alle esigenze dell’industria rappresentate come forme di libertà: un corpo magro negli anni Sessanta, scolpito dall’esercizio fisico negli anni Ottanta, accessoriato di protesi voluminose negli anni 90, grasso nell’ultimo decennio. Ogni decade ha imposto paradigmi e finte libertà, sacrificando l’essenza femminile. L’empowerment è il costrutto di cui si sono occupate le Nazioni Unite in nome della crescita e dello sviluppo della condizione delle donne e della loro partecipazione pubblica. Come se prima della metà del Novecento, le donne non si fossero mai autodeterminate e valorizzate; come se Ipazia, Giovanna D’Arco, Trotula De Ruggiero, Rosa Luxemburg, Gerda Taro, Frida Kahlo, Emma Goldman o Tamara de Lempicka avessero avuto bisogno di un organismo internazionale per esprimere sé stesse e realizzarsi; come se, Mina, Nina Hagen, Diamanda Galas, Blondie, Siouxsie non avessero saputo realizzare i loro progetti. Come se Virginia Woolf non avesse già ammonito le ragazze all’università di Cambridge nell’ottobre 1928 spiegando loro che non avevano più scuse per non svolgere le attività che per secoli erano state loro precluse, voto incluso.
Quello che invece non ha scuse è la distruzione dell’eterno femminino, della combinazione tra Animus e Anima nell’accezione junghiana, la riduzione dell’Eros a sessualità manipolata e consumabile. Lo sgomento è la donna la cui estetica si ispira al travestito e alla drag queen, è la seduzione svilita nella nudità venduta come liberazione; la trans campionessa di lancio col disco.
La società liberista e la cultura postmoderna hanno condannato i poemi omerici sessisti e violenti, dimentichi del ruolo fondamentale di Andromaca o Penelope. Hanno dimenticato che “Eurinome, Dea di Tutte le Cose, emerse nuda dal Caos e non trovò nulla di solido per posarvi i piedi: divise allora il mare dal cielo e intrecciò sola una danza sulle onde. Sempre danzando si diresse verso sud e il vento che turbinava alle sue spalle le parve qualcosa di nuovo e di distinto; pensò dunque di iniziare con lui l’opera della creazione”
LA DISTRUZIONE DELL’ETERNO FEMMININO NELLA SOCIETA’ CONTEMPORANEA