Hezbollah mette in guardia i burattini filo-americani

a cura della Redazione

Il Segretario Generale di Hezbollah, lo sceicco Naim Qassem, ha commemorato il primo anniversario del martirio del leader dei media Mohammad Afif, sottolineandone il ruolo di primo piano nel mondo dei media. Ha descritto Afif come una figura brillante che univa potenti capacità di scrittura e oratoria a una profonda cultura e consapevolezza.

Lo sceicco Qassem ha sottolineato il ruolo cruciale di Afif nella guida del dipartimento relazioni con i media per oltre un decennio sotto la supervisione del defunto Sayyed Nasrallah. La presenza di Afif in questo incarico ha conferito al lavoro con i media un carattere unico, grazie alla sua capacità di tenere il passo con gli sviluppi del settore e di costruire relazioni con diverse testate.

Il Segretario generale ha elogiato la capacità di Afif di lasciare un segno speciale nel lavoro mediatico di Hezbollah, in particolare dopo il martirio di Sayyed Nasrallah, quando ha proposto di tenere conferenze stampa consecutive per chiarire questioni importanti. Lo sceicco Qassem ha sottolineato la cultura distintiva di Afif, soprattutto nei media, e il suo impegno per l’ideologia della Resistenza.

Lo sceicco Qassem ha inoltre elogiato la posizione coraggiosa di onesti professionisti dei media che sono stati uccisi in Libano mentre lavoravano per rivelare la verità sui crimini israeliani. Qassem ha inoltre sottolineato che l’unità del Libano è la via per scoraggiare l’aggressione israeliana e ripristinare i diritti, chiedendo il ritiro del nemico israeliano dai territori libanesi, la cessazione dell’aggressione e il rilascio dei prigionieri.

Lo sceicco ha condannato le azioni israeliane, descrivendole come una minaccia per il Libano e le sue componenti, e ha messo in guardia dai pericoli posti da alcune fazioni e partiti libanesi che lavorano al servizio del progetto israeliano.

Hezbollah: il problema è l’aggressione, non la Resistenza

Il Segretario generale ha evidenziato che il governo libanese ha la responsabilità di mettere in atto programmi chiari per contrastare le ripetute aggressioni israeliane. Il problema è l’aggressione, non la Resistenza, e che il popolo libanese non si arrenderà alle richieste israeliane. Lo sceicco Qassem ha inoltre sottolineato l’importanza di sostenere la Resistenza e di respingere qualsiasi tentativo di indebolirne il ruolo nella difesa del Libano.

Il Segretario Generale di Hezbollah ha inviato un messaggio diretto al governo libanese, affermando che Hezbollah fa parte di questo governo e aspira al suo successo nella costruzione e nella liberazione del Libano. Ha sottolineato che le concessioni fatte dal governo di fronte all’aggressione non hanno prodotto risultati tangibili.

Lo sceicco Qassem ha sottolineato che l’approccio del governo, basato su concessioni nella speranza di porre fine all’aggressione, è fallito e che le ripetute concessioni non hanno ricevuto alcuna risposta dalla controparte. Ha aggiunto che l’attuazione degli accordi da parte del Libano è stata disciplinata per oltre un anno, mentre il nemico israeliano non ha adempiuto a nessuno dei suoi obblighi.

Lo sceicco Qassem ha messo in guardia i burattini filo-americani in Libano, ricordando loro che i collaborazionisti della milizia Lahd sono stati abbandonati da israeliani e americani.

L’attacco al presidente Berri mira a destabilizzare il Libano

Nel contesto interno, il Segretario generale di Hezbollah ha affermato che l’attacco al Presidente del Parlamento, Nabih Berri, è un attacco peccaminoso che non ha altra giustificazione se non quella di tentare di facilitare il controllo del Paese attraverso la tutela straniera. Ha sottolineato che il presidente Berri rappresenta un pilastro fondamentale per il raggiungimento della stabilità in Libano, la prevenzione dei conflitti e il contributo alla costruzione di uno Stato indipendente e liberato.

Lo sceicco Qassem ha evidenziato l’esistenza di una legge elettorale che deve essere rispettata, criticando le richieste di includere i voti degli espatriati all’interno del Libano. Ha spiegato che un tale approccio consentirebbe ad alcuni libanesi di votare all’estero in circostanze che impediscono ad altri di esercitare il loro diritto di voto liberamente e pienamente all’interno del loro Paese. I voti degli espatriati potrebbero essere utilizzati per scopi interni senza garantire un clima equo che consenta a tutti di partecipare. Ha sottolineato che è impossibile avviare un’azione politica efficace o consentire alle persone di recarsi ai seggi elettorali se i loro interessi sono a rischio o minacciati.

Lo sceicco Qassem ha aggiunto che, alla luce di questa realtà, giustizia e uguaglianza sono assenti dal processo elettorale, e c’è chi si rifiuta di ottenere giustizia solo per ottenere ulteriori benefici in base alle proprie percezioni. Ha sottolineato la necessità di continuare ad applicare la legge elettorale senza interruzioni o manipolazioni, al fine di preservare l’integrità e la stabilità della vita politica libanese.

Il Libano non sarà sconfitto

In conclusione, lo sceicco Naim Qassem ha dichiarato che i proprietari della terra, che portano la bandiera dell’onore, della dignità e della Resistenza, sono i veri vincitori e rimarranno nonostante le pressioni e le sfide. I figli della terra si sacrificano a caro prezzo, ma alla fine raccolgono i frutti della libertà e dell’indipendenza dal sangue dei loro figli, dalla loro pazienza e dalla loro fermezza.

Lo sceicco Qassem ha sottolineato che la Resistenza e i suoi alleati, sostenuti dall’esercito e da tutti coloro che credono nella liberazione e nell’indipendenza del Libano, sono in grado di ottenere la vittoria e non saranno sconfitti nonostante la forza delle pressioni e delle sfide.

Tratto da: Il Faro sul Mondo

Hezbollah mette in guardia i burattini filo-americani
Hezbollah mette in guardia i burattini filo-americani

TRAMA DEL COLLE

a cura di Maurizio Blondet

18 Novembre 2025

Un articolo sul quotidiano La Verità con frasi su Giorgia Meloni, il Pd e gli scenari politici futuri attribuite a Francesco Saverio Garofani, consigliere del presidente della Repubblica, carpite – secondo il giornale – in un contesto informale.

E’ il casus belli che fa impennare a livelli altissimi (non si vedevano da tempo in modo così palese) la tensione tra Fratelli d’Italia ed il Quirinale. A chiedere una smentita è il capogruppo di FdI alla Camera, Galeazzo Bignami, che senza giri di parole invita il consigliere del Capo dello Stato a chiarire quanto raccontato dal quotidiano.

Una richiesta a cui risponde il Colle che in poche righe manifesta “stupore” per la dichiarazione del capogruppo meloniano e non esita ad osservare che in questo modo di sta “sconfinando nel ridicolo”. Un botta e risposta che manda in secondo piano la discussione sulla legge di Bilancio e le elezioni regionali ormai al rush finale. A tenere banco sono solo le parole di Bignami, la risposta che arriva dal Quirinale e lo scontro politico che ne consegue. Tutto inizia con una pagina che La Verità diretta da Maurizio Belpietro dedica al racconto di un presunto “piano del Quirinale per fermare la Meloni”.

“A quanto pare – scrive il direttore del giornale – si ragiona di ‘una grande lista civica nazionale’, una riedizione dell’Ulivo. Ma questo potrebbe non essere sufficiente e allora il consigliere di Mattarella, Francesco Saverio Garofani, invoca la provvidenza: ‘Un anno e mezzo non basta per trovare qualcuno che batta il centrodestra, ci vorrebbe un provvidenziale scossone”.

Ma non è tutto, nella stessa pagina c’è un secondo pezzo in cui si raccontano i dettagli “dell’incontro informale” in cui Garofani avrebbe spiegato ai suoi interlocutori i dettagli dell’operazione. Una ricostruzione su cui il capogruppo di Fdi chiede chiarezza: “Confidiamo che queste ricostruzioni siano smentite senza indugio in ossequio al rispetto che si deve per l’importante ruolo ricoperto dovendone diversamente dedurne la fondatezza”.

A rispondere con nettezza, è il Colle che parla di “stupore” per “la dichiarazione del capogruppo alla Camera del partito di maggioranza relativa che sembra dar credito a un ennesimo attacco alla Presidenza della Repubblica costruito sconfinando nel ridicolo”. Bignami prova a correggere il tiro precisando di non riferirsi al presidente della Repubblica “non mi permetto di tirare in mezzo il Colle”. ma insiste nel chiedere una smentita al diretto interessato: “Se non c’è – dice – ne prendiamo atto che è l’opinione di Garofani”. Una linea condivisa anche dalla prima linea del partito, Giovanbattista Fazzolari e Giovanni Donzelli che, al contrario, attaccano le opposizioni pronte a “mettere un bavaglio alla stampa”. A rincarare la dose ci pensa poi Belpietro che conferma “parola per parola quanto scritto”, e va all’attacco bollando come “istituzionalmente scorretta la nota del Colle”. E se la Lega dà la solidarietà a Belpietro per gli attacchi della “sinistra che dimostra la sua doppia morale nei confronti della stampa”, Fi non esita a prendere le difese del Capo dello Stato: “massima fiducia nei confronti del Mattarella, che si è sempre dimostrato super partes” dice il senatore azzurro Pierantonio Zanettin, mentre Maurizio Lupi prova a chiudere la vicenda: “Non credo che ci siano trame del Colle contro il governo”.

Tutte le opposizioni fanno quadrato attorno al capo dello Stato : “Mattarella è una guida sicura. Chiunque provi mai a dire una cosa diversa, ci troverà dall’altra parte”, mette in chiaro la leader del Pd Elly Schlein mentre Giuseppe Conte si dice convinto che Fdi “si inventa una polemica ad arte per operare una distrazione di massa, perchè oggi la notizia è che anche la Commissione Europea certifica lo zero crescita dell’Italia”.

Al Quirinale, in risposta, “si registra stupore per la dichiarazione del capogruppo alla Camera del partito di maggioranza relativa che sembra dar credito a un ennesimo attacco alla Presidenza della Repubblica costruito sconfinando nel ridicolo”.

Pd, M5s e Avs alla Camera hanno chiesto un’informativa urgente alla premier Giorgia Meloni dopo le parole del capogruppo di FdI Galeazzo Bignami. “Parole inaccettabili nei confronti della presidenza della Repubblica – ha attaccato la capogruppo dem Chiara Braga -. Chiediamo a Meloni di rendere conto delle parole del suo capogruppo e di prendere le distanze da affermazioni che rischiano di generare un conflitto senza precedenti”.

“Il principale partito di maggioranza getta fango sul Quirinale”. Vittoria Baldino (M5s) ha parlato di “un atto intimidatorio nei confronti anche di Mattarella”. “Mi unisco alla richiesta di informativa di Meloni – aggiunge Vittoria Baldino –  perché oggi scopriamo che oltre ai magistrati, alle toghe rosse, alla Corte dei Conti, alla Corte penale internazionale, ai giornalisti rossi, c’è anche un’altra grossa trama contro Giorgia Calimero Meloni, ordita direttamente dal Quirinale rosso. Venga a riferire in Aula perché nessuno qui è talmente ingenuo da accettare la versione offerta dal capigruppo di maggioranza relativa” secondo la quale “Bignami si è svegliato la mattina e abbia diramato una nota stampa per chiedere chiarimenti dal Quirinale senza aver avuto almeno un cenno con la testa dalla presidente del Consiglio”.

Per la capogruppo di Avs, Luana Zanella si tratta di “picconature alle istituzioni fondamentali” condotte “nel solco di un attacco alla Costituzione”. Per Matteo Richetti di Azione “ci sono poche regole non scritte” e una di queste prevede che “il capo dello Stato non si mette in mezzo alla polemica politica. Al presidente della Repubblica tutta la nostra solidarietà”.

L’esponente di FdI però insiste:  “Non ci permettiamo mai di citare il Quirinale come destinatario di richieste. Oggi”, a fronte di quanto riportato da “un autorevole giornale” che “riferisce nomi precisi e virgolettati, abbiamo chiesto di smentire a colui a cui vengono attribuite quelle frasi di smentire. La reazione delle sinistre è ignobile”, vogliono “mettere il bavaglio alla stampa non allineata”, ha detto nell’Aula della Camera.

Bignami ha definito “superflua” l’informativa chiesta dalle opposizioni alla premier Meloni perché “noi siamo abituati a ragionare con la nostra testa”. Poi ha chiosato:” Continuiamo ad aspettare la smentita”. Bignami ha puntato il dito contro “l’attacco virulento al direttore di un giornale”.

Nell’articolo de La Verità, firmato dal direttore Maurizio Belpietro, si indica in Francesco Saverio Garofani, ex parlamentare del Pd, uno dei “consiglieri di Mattarella che a quanto pare si agitano nella speranza di fare uno sgambetto a Giorgia Meloni e impedirle di arrivare a conclusione del mandato e di ricandidarsi nel 2027£.

“C’è chi è arrivato a immaginare un candidato moderato di centrosinistra per tentare di ripetere il successo del 1996 con Prodi – scrive Belpietro – L’operazione, a prescindere da chi la debba guidare, passerebbe però dalla rottura della coalizione di centrodestra per portare una parte centrista in braccio ai compagni”.

“A quanto pare – prosegue Belpietro – si ragiona di ‘una grande lista civica nazionale’, una riedizione dell’Ulivo. Ma questo potrebbe non essere sufficiente e allora il consigliere di Mattarella, Francesco Saverio Garofani, invoca la provvidenza: ‘Un anno e mezzo non basta per per trovare qualcuno che batta il centrodestra, ci vorrebbe un provvidenziale scossone’, sussurra l’uomo del Colle”, conclude Belpietro.

Belpietro: ‘Su Garofani confermo tutto. Ridicolo chi silenzia’

“Confermo parola per parola quanto pubblicato oggi dalla Verità. Di ridicolo in questa vicenda c’è solo il maldestro tentativo di mettere il silenziatore a dichiarazioni inquietanti rilasciate da un consigliere del presidente della Repubblica”. Così Maurizio Belpietro, direttore de ‘La Verità’, risponde alla nota diffusa dal Quirinale, in merito alle dichiarazioni del capogruppo di Fdi, Galeazzo Bignami.

Fazzolari, da Fdi e Chigi mai dubbi su lealtà Mattarella

“Nè Fdi né tanto meno Palazzo Chigi hanno mai dubitato della lealtà istituzionale del presidente Mattarella con il quale il governo ha sempre interloquito con totale spirito di collaborazione, non da ultimo sugli importanti dossier internazionali, dall’Ucraina al Medio Oriente. Infatti Bignami non si è in alcun modo riferito al Quirinale né si è rivolto in modo irrispettoso al presidente della Repubblica ma ha semplicemente fatto notare che sarebbe stata opportuna una smentita del consigliere Garofani per le affermazioni a lui attribuite dal quotidiano La Verità. Smentita che avrebbero risolto sul nascere ogni tipo di polemica”. Lo ha detto il sottosegretario alla presidenza Giovanbattista Fazzolari interpellato dall’Ansa.

“Ho trovato comunque grave l’attacco scomposto del Partito democratico al direttore Belpietro: una notizia pubblicata può essere smentita o confermata ma non è accettabile che si pretenda di silenziare i giornalisti non graditi”, ha sottolineato ancora Fazzolari.

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

Tratto da: Maurizio Blondet BLOG

TRAMA DEL COLLE
TRAMA DEL COLLE

Attualità della guerra senza limiti: la strategia ibrida cinese e le intuizioni di “Guerra senza limiti”

di Lelio Antonio Deganutti

Quando nel 1999 i colonnelli dell’Esercito Popolare di Liberazione Qiao Liang e Wang Xiangsui pubblicarono “Guerra senza limiti” (Unrestricted Warfare), pochi immaginavano che quel testo sarebbe diventato una chiave interpretativa del potere cinese nel XXI secolo. Non un documento ufficiale, ma una finestra sulla mentalità strategica di Pechino, capace di anticipare la forma dei conflitti futuri.

Il libro sostiene che la guerra moderna non si combatte più soltanto con armi e soldati, ma attraverso un continuum di strumenti economici, informativi, tecnologici, culturali e diplomatici. Una guerra invisibile, costante, senza limiti, che scorre sotto la soglia del conflitto dichiarato.

La visione cinese: una strategia non duale

Per capire la profondità di questa dottrina, occorre comprendere come ragiona la Cina.
A differenza del pensiero occidentale, fortemente dualistico (amico/nemico, guerra/pace, economia/politica), la tradizione cinese – profondamente influenzata dal Tao – vede la realtà come un intreccio dinamico di opposti che si compenetrano: Yin e Yang.

Questa prospettiva non duale implica:

-che guerra e pace non siano categorie opposte, ma fasi di un unico processo;

-che politico, economico e militare non siano ambiti separati, ma parti della stessa strategia;

-che il conflitto sia fluido, mutevole, opportunistico;

-che il nemico non debba essere distrutto, ma sbilanciato e messo in posizione di dipendenza.

Nella logica del Tao, la vittoria migliore è quella ottenuta senza combattere.
E Guerra senza limiti traduce questa idea antica in una forma moderna, applicata alla globalizzazione, alle reti digitali, al capitalismo interdipendente.

Pechino non ragiona in termini di “guerra sì / guerra no”, ma di pressione modulata, di influenza continua, di competizione che non si interrompe mai. Questo spiega perché la Cina privilegi strumenti che confondono i confini tradizionali: interdipendenze economiche, soft power culturale, tecnologia, logistica, informazione.

Cos’è la guerra ibrida secondo Pechino

Il conflitto contemporaneo, secondo la visione cinese, combina simultaneamente:

-coercizione economica e controllo delle catene globali;

-attacchi informatici e spionaggio tecnologico;

-influenza mediatica e sofisticate operazioni di narrativa;

-diplomazia assertiva nelle zone grigie;

-soft power strutturato attraverso università, cultura e diaspora;

–acquisizioni strategiche, porti, infrastrutture, telecomunicazioni;

-incremento graduale della pressione, senza mai superare la soglia formale di guerra.

Tutto può diventare un’arma. Tutto può diventare una leva.

“Guerra senza limiti”: un manuale visionario

Il libro del 1999 anticipava quattro idee centrali:

1. La distinzione tra pace e guerra è superata.
Una competizione permanente sostituisce il conflitto convenzionale.

2. La tecnologia è un campo di battaglia totale.
Chi domina le reti domina il mondo.

3. La globalizzazione è vulnerabile.
L’interdipendenza può essere un’arma.

4. La guerra futura è multidimensionale: economica, informativa, psicologica, finanziaria, diplomatica.

Una visione coerente con la mentalità non duale cinese: non si tratta di “scegliere un ambito”, ma di usarli tutti insieme, in modo flessibile.

Perché il libro è ancora attualissimo

Le dinamiche degli ultimi anni confermano quanto Unrestricted Warfare fosse anticipatore.

-La Belt and Road Initiative

Un progetto infrastrutturale e finanziario che, oltre alle merci, sposta equilibri politici e dipendenze strategiche.

-La guerra tecnologica

-Lo scontro su 5G, semiconduttori, supercalcolo e intelligenza artificiale riflette la centralità delle reti come terreno di potere.

-Il cyberspazio come fronte permanente

-Intrusioni, furti di proprietà intellettuale, compromissione di infrastrutture: un conflitto senza dichiarazione e senza confini.

-La forza del soft power

-Accademie, media internazionali, investimenti globali e radicamento culturale: la battaglia per controllare la narrazione.

-La coercizione economica mirata

-Restrizioni commerciali o turistiche contro Paesi critici verso Pechino: una pressione calibrata, perfettamente coerente con la logica della guerra a bassa intensità.

Tratto da: Paese Roma

Attualità della guerra senza limiti: la strategia ibrida cinese e le intuizioni di “Guerra senza limiti”
Attualità della guerra senza limiti: la strategia ibrida cinese e le intuizioni di “Guerra senza limiti”

DE-COLONIZZAZIONE DEL PENSIERO UMANO

Videoconferenza del canale YouTube NEXT ANCESTORS, trasmessa online in diretta live streaming il giorno 17 Novembre 2025.

Valentina Ferranti e Roberto ci conducono in “Sveglia Planetaria” per un’esplorazione approfondita degli eventi attuali attraverso la lente della ricerca alternativa. Con un focus sulla consapevolezza, in questo episodio indagheremo gli eventi globali, offrendo una nuova prospettiva per uscire dalla Matrix. Come scrollarsi di dosso la colonizzazione del pensiero nella quale l’umanità è ridotta. Come liberarsi dalla schiavitù e recuperare le nostre radici, tramite l’azione.

DE-COLONIZZAZIONE DEL PENSIERO UMANO

Siria: base aerea americana nel cuore di Damasco

a cura della Redazione

18-11-2025

Siria – Fonti Reuters hanno riferito che gli Stati Uniti si stanno preparando a schierarsi in una base aerea a sud della capitale Damasco, “per monitorare l’accordo di sicurezza siro-israeliano”. Il rapporto indica che gli Stati Uniti perseguiranno obiettivi logistici, di intelligence e umanitari presso questa base. Di conseguenza, se le forze statunitensi saranno schierate, si creerà un triangolo di influenza tra Damasco, Safed e Kiryat Gat. Questo triangolo, collegato alla base di al-Tanf, alla Siria settentrionale, alle basi statunitensi in Giordania e Iraq e alla presenza militare statunitense nei territori palestinesi occupati attraverso numerose basi e strutture, nonché alla presenza militare a Cipro, in Turchia e negli Stati del Golfo, fornirà al Comando Centrale degli Stati Uniti la capacità di monitorare e controllare direttamente la regione. Ciò consentirà agli Stati Uniti di rafforzare la propria posizione contro la Repubblica Islamica dell’Iran.

Usa lavorano da mesi per raggiungere un accordo di sicurezza tra Tel Aviv e Damasco

Sebbene i tempi di dispiegamento delle truppe statunitensi nella base rimangano poco chiari, il rapporto Reuters ha aggiunto che l’amministrazione statunitense sta lavorando da mesi per raggiungere un accordo di sicurezza tra Israele e Siria. Sperava di annunciare l’accordo all’Assemblea generale delle Nazioni Unite a settembre, ma i colloqui si sono arenati all’ultimo minuto. Il rapporto, citando una fonte siriana a conoscenza dei negoziati, ha rivelato che Washington sta facendo pressione sulla Siria affinché raggiunga un accordo prima della fine dell’anno.

Per quanto riguarda le fasi pratiche del progetto, è stato rivelato che il Pentagono ha accelerato la valutazione della base da utilizzare negli ultimi due mesi (il suo nome è stato omesso dai media, ma è molto probabile che si tratti della base aerea di Mezzeh, che vanta una pista di 2,8 km). Sono stati effettuati diversi voli di ricognizione sulla base e la sua lunga pista è stata ritenuta “pronta per l’uso immediato”. Due fonti militari siriane hanno affermato che le discussioni tecniche si sono concentrate sull’autorizzazione all’utilizzo della base per attività logistiche, di sorveglianza, di rifornimento e per operazioni umanitarie, mantenendo la “piena sovranità” della Siria sulla struttura.

Nel frattempo, un funzionario dell’attuale Ministero della Difesa siriano ha dichiarato che un aereo C-130 americano è atterrato alla base per verificare l’idoneità della pista, mentre una guardia ha confermato che gli aerei americani stavano “atterrando nell’ambito di test operativi”. La questione della base è stata discussa durante la visita del comandante del Comando Centrale degli Stati Uniti (CENTCOM), ammiraglio Brad Cooper, a Damasco il 12 settembre.

Siria: dimensioni e rischi della mossa americana

Questa mossa rafforzerà la presenza militare americana in Siria, elevandola a un livello ben più significativo rispetto alla sua presenza nella base di al-Tanf o nelle basi a nord dell’Eufrate. Questa volta, la presenza avverrà in una base aerea a Damasco, garantendo di fatto agli Stati Uniti la “sovranità” su di essa, indipendentemente da qualsiasi tentativo delle autorità di al-Julani di minimizzarla. Di conseguenza, lo spazio aereo siriano – come quello iracheno – diventerà inevitabilmente un terreno libero per l’attuazione di piani e progetti israeliani in tutta la regione, avviati dalla Siria.

Questo passo non si fermerà qui, ma potrebbe segnare l’inizio di una nuova fase della presenza militare americana in Siria, attraverso la trasformazione da forze di occupazione (come avviene fino ad oggi, poiché la loro presenza nel Paese non è approvata né dall’ex regime siriano né dall’attuale regime ad interim), a forze militari presenti in modo legittimo. Washington rafforzerà certamente la protezione delle sue forze con tutti i sistemi, le attrezzature, il personale, i contractor, gli accordi giudiziari e così via necessari. Il ritmo e le dimensioni di questa attività aumenteranno rapidamente fino a includere l’intera area geografica siriana, secondo quanto Washington riterrà opportuno.

Questo sarà un indicatore del reale allineamento strategico della Siria con gli Stati Uniti dopo la caduta del presidente Bashar al-Assad. La domanda sorge spontanea: dove risiedono gli interessi della Turchia in questa situazione e nelle sue ripercussioni?

Tratto da: Il Faro sul Mondo

Siria: base aerea americana nel cuore di Damasco
Siria: base aerea americana nel cuore di Damasco

RITORNO ALL’EDEN

a cura di Marco Pavoloni

L’Eden, la Resurrezione e la Terra dei Viventi – un libro che riconsegna all’essere umano il senso della sua origine e del suo destino

L’Eden non è una narrazione infantile né un frammento di preistoria spirituale: è la realtà che abbiamo smarrito.

Il saggio di Gianluca Marletta parte da questa consapevolezza e restituisce al lettore la visione originaria dell’essere umano, non come individuo disperso ma come realtà chiamata alla reintegrazione.

Attraverso un confronto lucido tra le grandi tradizioni sapienziali e la visione cristiana, Marletta mostra come caduta, morte e resurrezione non siano episodi isolati, ma le tappe di un’unica dinamica cosmica: la lenta, dolorosa ma possibile riconquista dell’unità perduta.

Uno dei punti di forza dell’opera, a mio avviso, è la capacità di intrecciare con naturalezza il simbolismo cristiano con la sapienza delle grandi tradizioni — dal Taoismo all’Egitto antico, dal Vedānta all’Ebraismo, fino al Buddhismo e all’Induismo — senza alcuna deriva sincretistica, ma evidenziandone la comune verticalità metafisica.

Il libro mette in luce la continuità profonda tra il simbolismo universale e la Rivelazione cristiana, restituendo alla Resurrezione il suo significato originario: non semplice consolazione morale, ma trasfigurazione dell’essere, ritorno alla “Terra dei Viventi” annunciata dai profeti.

Un testo prezioso per chi percepisce che l’esilio moderno non può essere l’ultima parola sull’umano, e che la strada verso l’Origine resta aperta — oggi come allora.

~ MP~

RITORNO ALL'EDEN
RITORNO ALL’EDEN

UNA NUOVA NORIMBERGA?

a cura di Opinioni Libertarie

Putin rivelerà al mondo tutti i crimini di Kiev e le autorità occidentali in Ucraina, ha detto:

“Quando cominceranno ad ascoltarmi, vi dirò tutto ciò che vi infastidirà, ci sarà un processo contro tutti coloro che sono coinvolti in questi crimini contro l’umanità” “Norimberga-2”.

La Federazione Russa conferma:

– ci sono consiglieri NATO tra quelli circondati nei negozi Azovstal;

– Nei piani sotterranei di questo piano (fino a 8 piani più giù) esiste un laboratorio biologico dove vengono condotti esperimenti su persone vive scomparse da qualche parte nella prigione “Biblioteca” dell’aeroporto di Mariúpol.

E queste sono decine di migliaia di persone. I prigionieri della biblioteca sostengono di essere regolarmente spaventati da un buco dal quale non tornavano. Molte persone pensano che sia una specie di pozzo. Ma stiamo parlando piuttosto del sottosuolo di Azovstal – un’intera città sotterranea dove viaggiano persino le locomotive diesel.

Apparentemente questi laboratori in Ucraina non sono puramente americani – specialisti di TUTTA la NATO hanno lavorato lì e tutti i presidenti di quei paesi che sostengono il globalismo occidentale sono coinvolti in questo. Tutto è molto più serio.

Se non era difficile rimuovere i campioni di infezione esistenti da altri laboratori in Ucraina – i volumi non erano grandi – allora come nascondere questo centro di test e montagne di cadaveri? Sono in fiamme. Qui ci sono i forni di zibellino, i forni a mano – tutto brucerà.

L’emozione del proprietario di Azovstal Ahmetov e il suo panico assoluto sono comprensibili, il motivo per cui l’Occidente non vede il nazismo in Ucraina è chiaro e perché il nazionalista Azov ha sede a Mariúpol.

L’operazione di decalcificazione e smilitarizzazione è entrata in una fase decisiva. Le basi militari costruite dai “partner” sono state distrutte da una valanga, la loro costruzione ha richiesto 8 anni. Fonti straniere tacciono su quanti dei loro morti e distrutti, ma non poco.

Il principale gruppo militare di Donetsk Ukroreich è circondato e verrà distrutto. L’umore è molto serio. Lo spazio aereo sopra l’Ucraina è chiuso e completamente controllato dalla Russia.

Le truppe russe hanno distrutto più di 10 laboratori dei 18 di armi biologiche in tutta l’Ucraina, prima di distruggere nel febbraio 2021 migliaia di bambini che li tenevano prigionieri in gabbia in questi sotterranei dell’Ucraina.

Putin è informato che l’Occidente – l’American Health Institute, l’Istituto francese di Salute e il Centro tedesco per la ricerca sulle infezioni – hanno investito miliardi di dollari ai contribuenti in Ucraina per sviluppare armi biologiche sotto una proposta di “ricerca scientifica”. Putin afferma di avere le prove che alla fine rilascerà “quando il mondo vorrà ascoltare”.

Secondo Putin, Zelensky conosceva i laboratori e ha ricevuto aiuti finanziari e militari per “cambiare dal consentire loro di lavorare in segreto e senza supervisione ufficiale” e le prove che ha il presidente Putin sono le stesse dichiarazioni video degli scienziati e degli ingegneri che lavoravano lì in questi laboratori, il no ci dirà cosa si faceva lì, ce lo diranno gli stessi esseri che erano lì e prestavano servizio in questi laboratori. (Ingistrato nel 2021).

Putin ha detto di aver dato molti avvertimenti e ha chiesto lo smantellamento dei laboratori entro il 2020. e ha avvertito che l’avrebbe fatto lui stesso se Zelensky non avesse rispettato queste richieste nel quadro delle leggi internazionali. Ha segnalato i possibili danni accompagnatori, che solo Zelensky è colpa di aver messo in pericolo il popolo ucraino.

I partner occidentali dell’Ucraina hanno partecipato attivamente alla creazione di biolaboratori di Ukroreich.

Ci sono prove che il Ministero della Salute israeliano e il MOSSAD hanno avviato un laboratorio biologico sull’isola Zmeyni di proprietà ucraina, situata nel Mar Nero, vicino al Delta del fiume Danubio, con un ruolo importante nella divisione delle acque territoriali ucraine.

Il biolaboratorio di Serpente Island ha partecipato a uno studio sulla rabbia di tipo combattimento nell’aria, che se disperso, potrebbe devastare la Terra con quasi il 100% di mortalità.

Putin ha affermato di aver adottato misure cautelari per garantire che tutti gli agenti patogeni siano colpiti e che le misure siano sufficientemente efficaci da renderli inerti. Non ha detto se sono state usate munizioni termobariche, ma sembra probabile.

La Russia non distrugge infrastrutture civili e non attacca civili. Se così non fosse, allora più di un edificio a Kiev avrebbe sofferto e non ci sarebbe elettricità, acqua, niente. Stiamo bruciando un po’ di merda

Quindi ora sappiamo cosa sta facendo Putin in Ucraina: SALVA L’UMANITÀ.

!! Distribuisci queste informazioni a tutte le chat, i canali, i siti web, ecc. – affinché gli ucraini e il mondo conoscano la VERITÀ e lo stato reale delle cose – abbiamo bisogno di RIPOST!!!

Tradotto da Antonia-Deniza Vasileva – novembre 2025

UNA NUOVA NORIMBERGA?
UNA NUOVA NORIMBERGA?

LE TRE SINISTRE

di Aleksej Zaville

{Verranno fatte delle precisazioni successivamente per chiarire alcune dinamiche}.

Parlando su scala globale emergono tre sinistre che possiamo catalogare come:

La Sinistra Radical-Rivoluzionaria (S.R.R.)

La Sinistra Social-Democratica (S.S.D.)

L’Ideologia Intersezionale e Internazionale (3i)

La Sinistra Radical-Rivoluzionaria ha una vera cultura politica e una vera storia che va dalla Commune di Paris (18 Marzo – 28 Maggio 1871) e quindi dalla sperimentazione anarco-socialista fino al Macro Mondo dei “Marxismi” che inizia in modo ufficiale nel 02/1848 e darà anch’esso il suo contributo teorico all’esperienza parigina che fu cruciale.

Questa è una sinistra come tutte le altre sinistre dogmatica, intransigente e quando ne ha l’occasione anche violenta, ma a differenza delle altre due sinistre successive non è ipocrita, non lo è perché la S.R.R. teorizza l’uso della violenza come strumento politico in modo chiaro e non celato. La S.R.R. vuole una rottura immediata con il sistema capitalistico e le strutture statali esistenti. La caratteristica cruciale della S.R.R. è la volontà di abbattere lo status quo, non di riformarlo, siamo davanti ad una categoria politica che ha SI prodotto degli Statisti (Stalin) ma anche delle Stragi (PolPot).

La S.R.R. ha come meta finale l’instaurazione di una società senza classi o di una società completamente decentralizzata e anarchica come previsto sia dal Comunismo (nelle sue forme classiche, marxiste-leniniste) sia dal movimento Anarchico (anarco-sindacalismo).

La S.R.R. sogna la completa abolizione della proprietà privata, il totale controllo dei mezzi di produzione e la lotta di classe come motore (perpetuo?) del cambiamento, il tutto in attesa che lo stato si dissolva dopo la fase Rivoluzionaria iniziale, la S.R.R. ancor’oggi non ha capito che lo stato non è una struttura artificiale e non è eliminabile dalla realtà.

Va notato che la S.R.R. è riuscita ad avere un impatto globale soprattutto nel terzo Mondo.

La Sinistra Social-Democratica ama definirsi Riformista e Rigorosa, è una sinistra che è palesemente classista ma cerca di celare il proprio classismo con ogni mezzo e ci riesce.

La S.S.D. ha come sua massima missione la realizzazione di uno Stato Sociale (Welfare State) forte che dovrebbe garantire la giustizia sociale e le pari opportunità all’interno di un sistema capitalista e pseudo democratico. Alcune correnti della S.S.D. ambiscono a sviluppare un sistema ad economia mista che però è sempre momentaneo e mai viene tollerato per lunghi periodi storici dai vertici di queste Sinistre Social-Democratiche che sono dipendenti dai Veri Padroni del Sistema che sono i medesimi delle due Destre D.L. e D.R.

Il rapporto della S.S.D. con lo Stato è un rapporto complementare e pacifico, la S.S.D. vede nello stato lo strumento fondamentale per la redistribuzione della ricchezza, la regolamentazione del mercato e la fornitura di servizi essenziali (istruzione, pensioni e sanità) non esiste una S.S.D. che combatte il Sistema.

Gli adepti della S.S.D. hanno delle caratteristiche umane uniche, per loro l’umiltà è un valore che devono avere solo gli altri, hanno un “amore” patologico per chi è in una posizione di svantaggio rispetto a loro e quindi può essere “manipolato” fingendo di aiutarlo e in questo si appropriano della patologia tutta occidentale del “ti renderò come me e ti salverò”. La S.S.D. è una sinistra meno universale rispetto alla S.R.R. e più occidentale soprattutto nel settore culturale e diplomatico.

L’Ideologia Intersezionale e Internazionale (3i) è la cosiddetta “Sinistra Sognante” e/o Woke, chi crede nei dogmi della 3i non ha alcuna capacità di distinguere la propria propaganda dalla realtà e sviluppa una dissonanza cognitiva totale col mondo reale e le sue leggi.

Per la 3i i diritti sociali sono “noiose pretese della plebe”, idee considerate superate e da vecchi che vanno cancellate insieme a tutto ciò che esisteva prima dell’arrivo della 3i stessa.

Parlando storicamente è la sinistra più giovane e la sinistra dei giovani, infatti la 3i nasce a partire dal dopoguerra, il suo momento cruciale è il 1968 e da lì la massa inumana che sostiene la 3i sposta (lentamente) il proprio focus dalla lotta di classe economica (tradizionalmente cruciale per le prime due sinistre) a questioni relative a svariate identità immaginarie e insensate, l’eco-finanza per la 3i non è un argomento prioritario, per la 3i esiste la cultura (se conferma i loro dogmi devianti), l’ambiente e le crisi climatiche e la liberazione personale da ogni legame e limite sia divino sia umano che li ostacoli nel loro lungo cammino verso la disumanizzazione presentata come liberazione da una fantomatica oppressione inesistente.

La caratteristica cruciale per la 3i è la sua “lotta” contro le strutture di potere non economiche (patriarcato, razzismo, specismo, ecc.) che si traduce in una lotta contro il buonsenso, il raziocinio, la realtà e l’umanità stessa e rende quest’ultimo tipo di sinistra la più dogmatica e al contempo la più delicata ideologicamente. La 3i non potendo e non volendo accettare nessun confronto o dissenso usa tutti gli strumenti repressivi ad oggi disponibili in Occidente e questo la rende la più ipocrita e temibile delle tre sinistre.

LE TRE SINISTRE
LE TRE SINISTRE

MANTRAYANA: IL VEICOLO DEI MANTRA

di Luca Rudra Vincenzini

Ciò che rende il sentiero delle formule (mantramārga o mantrayāna, veicolo dei mantra nel Buddhismo esoterico) efficace è l’utilizzo dei mantra. Questi non sono a corollario bensì, tema centralissimo, sono: proclamati (vācika), sussurrati (upāṃśu), recitati mentalmente (manasā), istallati nei corpi (nyāsa) e nei diagrammi (maṇḍala e yantra). Continuamente, in base alle emozioni se ne predilige la velocità di ripetizione e la lunghezza, finché, nella raggiera (śrī śakti cakra) delle potenze delle Dee (karaṇadevī), le iraconde (ghora) non divengono miti (saumya). È lì che si attua il passaggio dalla ripetizione al silenzio:”maunaṃ eva paraḥ japaḥ”,”il silenzio [è] in realtà la recitazione suprema”. La pacificazione finale passa attraverso la pratica (abhyāsa) ancora ed ancora (bhūyo bhūyaḥ) e ciò senza dubbi (na saṁśayaḥ).

MANTRAYANA: IL VEICOLO DEI MANTRA
MANTRAYANA: IL VEICOLO DEI MANTRA