Oggi 15 dicembre 2023, muore Toni Negri, le cui analisi andrebbero studiate, e non liquidate con sufficienza o disprezzate.
Meglio di altri è riuscito a comprendere l’essenza dell’Impero, delle società a capitalismo avanzato e della postmodernità più in generale.
Liquidità dei rapporti, sorpasso delle forme classiche di sovranità, nuove forme aggregative oltre quelle otto-novecentesche, dominio e penetrazione del potere ad un livello meno marcato e visibile ma personale, e tanto altro.
E sarebbe una ingenuità anche pensare di voler tornare indietro, tentando di ripristinare forme di sovranità appartenenti ad altra epoca, in generale in politica, a livello sociale, quanto nello Stato.
Le nostre società (occidentali) hanno già introiettato tutto questo, in particolare i giovani i quali non sanno più cosa farsene di tutto ciò.
Il problema casomai sono le soluzioni, il vero errore o meglio, la soluzione politica che tutta una schiera di pensatori postmoderni dai post-strutturalisti alla Deleuze e Guattari, ai postumanisti alla Marchesini, è il loro modello di approdo.
Un errore che compiva all’epoca anche il Marcuse, la cui analisi rompeva giustamente con quella dei marxisti ortodossi in merito alla complessità della struttura sociale e antropologica, andando oltre il mero piano economico e materiale, ma la cui soluzione era una liberazione ancora maggiore delle pulsioni e delle forze caotiche alla base della realtà.
Ne*ri è rimasto fedele a posizioni anti-sistemiche, per quanto criticabili da me per primo, fino alla fine, mentre i babbioni che lo condannarono a morte nel carcere di Palmi, in una specie di faida all’interno della sinistra extra-parlamentare, i profeti del partito dei professionisti della rivoluzione e dello Stato operaio cedettero o si vendettero uno per uno (le BR).
Evidentemente giunti a un certo livello di conflittualità non si può fare altrimenti, evidentemente la lotta politica nelle società attuali va portata su altri piani rispetto alla classica “presa del potere”.
13) Gli arconti vollero ingannare l’uomo, perché essi videro che egli aveva la stessa origine di quelli che sono veramente buoni. Essi presero il nome delle cose che sono buone e lo diedero alle cose che non sono buone, per potere, per mezzo dei nomi, ingannare gli uomini e legarli alle cose che non sono buone. E poi, se essi fanno loro un favore, li allontanano da ciò che non è buono e li collocano in ciò che è buono, quello che essi conoscono. Perch’essi hanno deliberato di prendere l’uomo libero e fare di lui un loro schiavo, per sempre.
11) I nomi che vengono dati alle cose terrestri racchiudono un grande inganno, perché distolgono i cuori da concetti che sono autentici verso concetti che non sono autentici.
LE PAROLE SONO IL PIU FORMIDABILE INGANNO CHE GLI ARCONTI ABBIANO MAI PREDISPOSTO….
Termini offensivi che celano una radice buona e spirituale…
2 esempi su tutti:
1) CRETINO, viene dalla parola franc. CHRETIENNE=CRISTIANO
2) IDIOTA, viene dal greco IDIOTES che significa COLUI CHE SI APPARTA, CHE NON FA VITA PUBBLICA….(a parte la radice IDDIO o DIO, che fa intendere che l’IDIOTA è colui che cerca DIO e si allontana dalla massa per questo)
“Quando partono dal loro posto in alto, ogni anima è maschio e femmina come una cosa sola. Solo quando scendono in questo mondo si separano, ciascuno dalla propria parte. E poi è Colui che è in Alto che li unisce di nuovo. Questo è Il suo dominio esclusivo, perché solo Lui sa quale anima appartiene a quale e come devono riunirsi.”
“Di’: Signor mio, accresci la mia Conoscenza” (Corano XX, 114)
‘Ilm (arabo: علم “) è il termine arabo per conoscenza che – in virtù della lettera “l” che lo lega ai termini relativi alla Divinità – si riferisce alla “conoscenza religiosa”, “divina”, che comprende sia gli aspetti manifesti che quelli nascosti dell’esistenza. Non si tratta di mera erudizione, ma di qualcosa di più profondo (anche se l’erudizione può essere di supporto e orientamento per la sua ricerca e approfondimento).
Non vorrei sbagliarmi, ma questo è l’unico versetto in cui Dio “ordina” al Profeta cosa chiederGli direttamente, ossia questa conoscenza superiore, a sottolinearne dunque l’estrema importanza che ha anche per tutti noi.
D’altronde cosa c’è di più bello, entusiasmante e per certi versi anche avventuroso, che cercare la Conoscenza, quella che, intrecciandosi con il nostro stesso essere, nessuno potrà mai rubarci o eliminare, che ci arricchisce e ci avvicina a Dio e, come cantava Attar, ci farà spiccare il volo?
L’ex leader di Autonomia Operaia si è spento nella notte a Parigi. Filosofo e politologo, aveva 90 anni
È morto questa notte a Parigi il filosofo e politologo Toni Negri. Aveva 90 anni. A dare la notizia della sua scomparsa è stata la compagna e filosofa francese Judith Revel. Antonio Negri, detto Toni, nato a Padova il 1° agosto 1933, è stato uno dei maggiori teorici del marxismo operaista, spesso definito “cattivo maestro” per il suo pensiero e la sua militanza politica, che lo hanno portato ad essere cofondatore e teorico delle organizzazioni della sinistra extraparlamentare Potere operaio e Autonomia operaia. Accusato di aver partecipato ad atti terroristici e di insurrezione armata, fu incarcerato e processato all’interno del “processo 7 aprile” dal quale venne alla fine assolto.
Fu poi condannato a 12 anni di carcere per associazione sovversiva e concorso morale nella rapina di Argelato (Bologna). Eletto nel 1983 alla Camera dei deputati con il Partito radicale, usufruì dell’immunità e uscì di prigione. Espatriò in Francia, dove beneficiò della dottrina Mitterrand. Nella capitale francese insegnò all’università di Parigi 8, la Sorbona, l’École Normale Supérieure e il Collegio internazionale di filosofia.
Nel 1997 il rientro in Italia dove, dopo aver patteggiato, scontò una pena fino al 2003. Nel 2002 aveva pubblicato “Impero. Il nuovo ordine della globalizzazione”, uno dei suoi maggiori saggi, molto critico riguardo alla globalizzazione liberista.
Nel Media Freedom Act, la prima legge europea sulla libertà e la trasparenza dei media, non ci sarà la clausola esplicita che avrebbe permesso di spiare i giornalisti per tutelare “la sicurezza nazionale”. Dopo dieci ore di negoziato, i rappresentanti delle istituzioni Ue hanno raggiunto un accordo e ci si prepara, in primavera, all’adozione definitiva del testo. Un passaggio definito “storico”. In particolare, nonostante le pressioni di alcuni Stati membri (Francia e Italia in primis), è stato riformulato il passaggio più controverso e criticato sul controllo dei cronisti. Ad annunciarlo, nel corso della conferenza stampa, è stata la relatrice Ramona Strugariu: “Posso dire”, ha dichiarato, “che non c’è alcun riferimento alla salvaguardia della sicurezza nazionale in nessuna parte di questo testo. C’è una disposizione generale, nell’articolo 4.4, che dice che dobbiamo rispettare le responsabilità degli Stati per ciò che riguarda i trattati”. Inoltre, secondo i primi annunci, viene stabilito che un giudice dovrà autorizzare ogni sorveglianza e ci sarà l’obbligo di notifica al cronista, aprendo quindi alla possibilità di fare ricorso.
Salta il riferimento esplicito allo spionaggio dei giornalisti per la sicurezza nazionale – L’accordo è stato accolto con entusiasmo a livello politico, a partire dalla presidente del Parlamento Ue Roberta Metsola, ma anche dalla Federazione europea dei giornalisti (“Grazie per aver tenuto in considerazione le nostre richieste”, si legge su X). Per Christophe Deloire, segretario generale di Reporters without borders, è “una vittoria” perché “il testo prevede progressi significativi nella lotta alla sorveglianza e nella protezione della riservatezza delle fonti”. Ora, in attesa della versione finale del regolamento, restano alcuni aspetti importanti da chiarire. “Da quanto emerge avremo un testo in qualche modo capace di tutelare il giornalismo europeo”, ha detto a ilfattoquotidiano.it Dimitri Bettoni, giornalista e ricercatore dell’Osservatorio Balcani Caucaso Transeuropa, “e questo grazie al lavoro dei parlamentari europei, l’istituzione che ha preso una posizione chiara in difesa del giornalismo, e al lavoro della società civile che si è impegnata a fondo perché il testo rispondesse ai bisogni reali del giornalismo”. Bettoni ha partecipato alla coalizione della società civile che ha affiancato il Parlamento Ue nel lavoro sul regolamento. Ed è stato tra coloro che, insieme a OBCT, ha messo in guardia sul fatto che la tutela delle fonti per i cronisti in Europa fosse in pericolo. “Resto ovviamente deluso dall’atteggiamento del Consiglio, che ha dimostrato di non voler recepire i fondamenti su cui il giornalismo funziona e, da cittadino italiano, del ruolo che l’Italia si è ritagliata all’interno del percorso, tra i Paesi più ostili”. Proprio l’Italia, come rivelato da un’inchiesta dei consorzi di giornalismoInvestigate Europe (IE), Disclose e Follow The Money e pubblicata da il Fatto quotidiano, aveva minacciato il veto purché restasse la possibilità di spiare i giornalisti.
Secondo Bettoni, ora ci sono “alcuni punti che andranno confermati”. Innanzitutto, “l’eliminazione dell’eccezione della sicurezza nazionale”: “Vederla sparire dall’articolo in favore del rispetto dei trattati europei è un buon segno, frutto dell’opposizione dura del parlamento, e una vittoria enorme; non solo per il giornalismo, ma perché c’è bisogno che questa ‘sicurezza nazionale’ sia un concetto chiaro e ben delimitato”. Poi la valutazione ex ante di un giudice e l’obbligo di notifica a chi viene sorvegliato: “Sono ottime notizie non solo in chiave di tutela della professione, ma anche di emersione di informazioni rispetto all’uso di tecnologie invasive e pericolose da parte delle autorità”. Infine, continua, “resta da vedere l’applicazione pratica della cosiddetta lista dei crimini gravi, per i quali si attiva la possibilità dell’uso di tecnologie di sorveglianza. Insomma, vediamo come verrà implementato il regolamento e come si comporteranno i tribunali”. La nuova formulazione, prevede il riferimento ai trattati Ue, dove (art.4.2) si fa riferimento al fatto che “la sicurezza nazionale è di competenza degli Stati membri”. Un passaggio che preoccupa alcuni degli osservatori. Secondo Bettoni però, “non potrebbe essere diversamente” perché “sono gli accordi che definiscono le competenze di istituzioni europee e Stati”. “Certo, tutta la storia di questo regolamento dimostra che è impensabile una separazione manichea tra competenze di sicurezza e tutela dei diritti fondamentali. Serve un cambio di visione da parte delle istituzioni su cosa siano e come si costruiscano sicurezza nazionale e sicurezza pubblica”. Intanto, però, chiude, “in generale si può dire che c’è un passo nella giusta direzione e oggi ci sentiamo soddisfatti”.
Non solo spionaggio. Su cosa si è trovata l’intesa – Il Media Freedom Act non si occupa solo di spionaggio e tutela delle fonti (qui il testo che era stato approvato dall’Eurocamera), ma interviene anche sulla trasparenza dei media (dai finanziamenti ai proprietari) e cerca di regolamentare per la prima volta il rapporto con le grandi piattaforme (si stabilisce, ad esempio, l’obbligo di spiegare i motivi per cui un social network interviene per rimuovere un contenuto giornalistico). Tra i punti fondamentali del provvedimento: tutti i media devono essere trasparenti su chi li possiede; si richiede una distribuzione equa della pubblicità statale; gli Stati membri devono garantire l’indipendenza editoriale e funzionale dei media pubblici. Per conoscere i dettagli definitivi però, si dovrà aspettare la diffusione del testo definitivo. Intanto, il Parlamento Ue in una nota ha ribadito che la proposta di regolamento “risponde alle crescenti preoccupazioni nell’Ue circa la politicizzazione dei media e la mancanza di trasparenza della proprietà dei media e dell’assegnazione dei fondi pubblicitari statali ai fornitori di servizi di media”. Per il ministro della Cultura spagnolo Ernest Urtasun i Domènech, “l’accordo odierno conferma la posizione dell’Ue come leader mondiale nella protezione dei giornalisti“. Per oggi i legislatori europei festeggiano e gli attori della società civile tirano un sospiro di sollievo. In attesa di vedere come sarà la messa in pratica della legge.
Il più grande cimitero a cielo aperto del mondo un giorno entrerà nell’Unione europea. Vorrei fare i complimenti a quel gruppo di falliti politici che guida l’Unione europea. I falliti hanno prima lavorato alla distruzione di un Paese e poi l’hanno accolto nel proprio seno.
Che grande strategia! I brandelli dell’Ucraina saranno un giorno parte dell’Unione europea. Ursula von der Leyen ha dato l’ordine a tutti i commissari europei di girare con i sacchetti deiezione per la raccolta dei cervelli.
Nel frattempo, centinaia di bambini massacrati in Ucraina. Si poteva evitare?
Certo, con i sacchetti deiezione.
Se fossero stati distribuiti a tutti i commissari europei nel 2021, non avremmo questa guerra.
“Dio ha distribuito “armi” a tutto ciò che esiste: ha dato ali all’uccello, zanne al leone, corna al toro, pungiglione all’ape; all’uomo ha dato la Ragione.” (Focilide di Mileto)
La tigre è un animale affascinante. Venerato e temuto allo stesso tempo, compare nella mitologia di diverse culture del mondo.
In questo articolo vi parleremo del significato spirituale della tigre, della sua comparsa nella mitologia e nel folklore, del suo significato nei sogni e nei tatuaggi.
Se siete amanti delle tigri e volete saperne di più sul simbolismo di questi maestosi animali, continuate a leggere.
I significati spirituali della tigre
Quando si parla di simbolismo della tigre, spesso si fa riferimento al simbolismo della tigre del Bengala. Dopotutto, le tigri si trovano in Asia e principalmente nella regione del Bengala occidentale, in India.
Così, in molti Paesi in cui si utilizza il simbolismo della tigre, si tratta di un adattamento della maestosa bestia indiana. Inoltre, la maggior parte della simbologia associata ai leoni è utilizzata anche per le tigri.
Il simbolismo della tigre rappresenta quindi la forza, l’abilità militare e persino la regalità. La mistica tigre era anche ampiamente utilizzata per la sua medicina. In molte aree tribali, le tigri sono ancora oggi cacciate per le loro ossa e pelli.
Un altro significato simbolico della tigre è la sensazione di essere a terra, poiché nessun altro animale è così impavido e saldo come la tigre. In alcuni Paesi orientali, la tigre rappresenta lo status, il rango, il luogo e la posizione.
Quando non caccia, la tigre sta ferma e sembra presiedere dalla sua tana. E mentre sorveglia con attenzione il suo regno, è consapevole di tutto. Così, la tigre ci insegna a rimanere ancorati al momento presente.
In Cina, la tigre incarna orgoglio, coraggio, ferocia, difesa e austerità. Le persone hanno immagini di Tigri nelle loro case o sui loro abiti come modo per proteggere la proprietà o la persona. Le tigri rappresentano anche l’abbondanza, come dimostra la divinità che governa la ricchezza: Tsai Shen Yeh, le cui rappresentazioni ritraggono spesso il dio con una tigre al suo fianco.
Una storia di creature raffigura cinque Tigri, di colore giallo, rosso, blu, nero e bianco, responsabili di assicurare l’armonia del Cosmo sostenendo l’Universo. Le Tigri stesse governano i cinque elementi cinesi, Terra, Fuoco, Acqua e Metallo, insieme al Sole e alle stagioni.
La tigre nella mitologia e nel folklore
India
La tigre è venerata in tutta l’India. Infatti, alcune antiche culture indiane credevano di discendere dalle tigri.
I Naga raccontano la storia della creazione di tre fratelli nati dall’unione del Cielo e della Terra. Un fratello era uno spirito, l’altro un umano e il terzo una tigre. I fratelli cominciarono a litigare, come fanno i fratelli. Mentre lo spirito rimase neutrale, l’uomo e la tigre combatterono. L’uomo è riuscito a superare il fratello tigre. Poi la tigre andò a vivere nella foresta. Il fratello spirituale, infastidito dalla rottura, si allontanò dall’uomo. Così, quando la tigre fu costretta a ritirarsi nella foresta, l’uomo perse il legame sia con il fratello spirito che con il fratello tigre.
La divinità indù Durga la dea della guerra, della forza e della protezione, cavalca una tigre. Un’altra divinità, Vaghadeva, è un dio tigre, guardiano della foresta.
Cina e Giappone
Nell’antica Cina, la tigre simboleggiava la protezione del bene e la distruzione del male.
Nella cultura cinese, infatti, il fondatore del taoismo – il maestro celeste Zhang Daoling – era raffigurato a cavallo di una potente tigre, proprio come la dea indù Durga. La tigre aiutò Zhang Daoling a distruggere i demoni per poter ascendere al cielo.
In Cina e in altre culture asiatiche, la tigre è considerata una forza spirituale che equilibra le drago. Mentre il drago rappresenta lo yang, o energia maschile, la tigre rappresenta lo yin, o energia femminile. Senza uno di essi, il mondo diventa squilibrato.
La Tigre bianca, nota in cinese come Baihu, è uno dei quattro simboli delle costellazioni cinesi. A volte viene chiamata la Tigre bianca dell’Occidente. Rappresenta l’ovest in termini di direzione e la stagione autunnale. È conosciuto come Byakko in giapponese, Baekho in coreano e Bạch Hổ in vietnamita.
Nella cultura cinese, la tigre è il re delle bestie e da secoli porta un 王 (pinyin: wáng; lett. “re”) sulla fronte. Secondo la leggenda, la coda della tigre divenne bianca quando raggiunse l’età di 500 anni. Così, la tigre bianca divenne una sorta di creatura mitologica. Si diceva che la tigre bianca apparisse solo quando l’imperatore governava con assoluta virtù o se c’era pace nel mondo. Poiché nella teoria Wu Xing il colore bianco rappresenta anche l’Occidente, la tigre bianca divenne un guardiano mitologico dell’Occidente.
Durante la dinastia Han, c’era un’antica usanza di venerare il Dio Tigre Bianca il 14° giorno del primo mese lunare a Huiji, nello Zhejiang, presso il Tempio Baihu, uno dei quattro templi Weiyang. Secondo le ricerche testuali, il culto della tigre bianca compare nell’antico popolo Qiang Rong. Ancora oggi, le nazionalità Yi, Bai, Buyi e Tujia della Cina chiamano la tigre bianca il loro antenato, chiamandosi“Liba” e“Baidi Tianwang“, ritenendo che la stella della tigre bianca sia scesa nel mondo dove ha dato vita a sette uomini e donne.
Nei racconti popolari cinesi, le tigri uccidono i cattivi e proteggono i buoni. Gli amuleti della tigre sono usati per allontanare le malattie e il male, e ai bambini vengono regalate scarpe di tigre ricamate a colori per proteggerli. Immagini di tigri decorano spesso vestiti e magliette per bambini.
Si ritiene che l’amuleto“Artiglio di tigre” (hu chao) allontani gli spaventi improvvisi e dia a chi lo indossa il coraggio della tigre. Poiché la tigre scaccia i disastri, è popolare come una delle nove divinità venerate nella festa di Capodanno. Le immagini della tigre sono dipinte sulle pareti delle case e dei templi per allontanare gli spiriti maligni.
La Montagna della Tigre del Drago è il nome del palazzo del capo ereditario della religione taoista, situato sulle Montagne della Tigre del Drago della provincia di Jiangxi, a est della capitale Nanchang. Zhang Daoling (Chang Tao-ling), il “Primo Maestro del Cielo” della religione taoista, è raffigurato a cavallo di una tigre e con una spada che disperde i demoni mentre scorta i morti verso la loro destinazione finale. Una leggenda taoista narra di due fratelli che assunsero il ruolo di proteggere gli esseri umani catturando i demoni e gettandoli in pasto alle tigri.
Come nemici degli spiriti maligni, soprattutto di quelli che tormentano i morti, le tigri sono scolpite su tombe e monumenti. Il sistema cinese di feng shui (geomanzia) prevede che un luogo di sepoltura sia più alto sul lato destro, il lato più forte del corpo, in modo che la Tigre Bianca possa sorvegliarlo; il Drago Blu sorveglia il lato sinistro, il lato più debole del corpo.
Nell’arte cinese, la tigre bianca appare spesso insieme al drago. La tigre bianca simboleggia il potere e l’esercito. Per questo motivo, molte cose che prendono il nome dalla tigre bianca nell’antichità sono legate a questioni militari, come la bandiera della tigre bianca nell’esercito antico e il simbolo che può comandare l’esercito.
Russia
Le popolazioni indigene della Siberia e della Russia orientale chiamano la tigre il guardiano della foresta. Considerano la tigre uno spirito protettore che mantiene la foresta sana e la natura in equilibrio.
Cosa significa sognare una tigre?
Se una tigre entra nei vostri sogni e vi chiedete cosa possa dirvi il sogno, considerate le emozioni che avete provato nel sogno. Sebbene i significati e le interpretazioni dei sogni siano personali, tutti abbiamo in comune il fatto che le nostre emozioni inconsce non ci mentono.
Ad esempio, se nel sogno ci si sente impauriti, ansiosi, eccitati o addirittura confortati, vale la pena di esaminare più da vicino queste emozioni. Le emozioni provate nel sogno possono fornire indizi su ciò che il sogno sta cercando di insegnare.
Le tigri possono essere animali temibili. Se sognate che una tigre vi attacca, può significare che siete pronti a “uccidere” e trasformare una parte della vostra vita. Oppure può significare che vi sentite impotenti, quindi dovete concentrarvi sull’acquisizione delle conoscenze, dell’esperienza e della fiducia in voi stessi per “possedere” una situazione. Le emozioni negative in un sogno possono essere un potente promemoria per agire in un settore della vita. È il modo in cui la mente subconscia attira la vostra attenzione.
Allo stesso modo, se fate un sogno piacevole di una tigre, può significare che siete finalmente “arrivati” o arriverete presto in un settore della vostra vita, a significare che avete raggiunto la padronanza.
La tigre come animale spirituale e Totem
Se una tigre cattura la vostra attenzione, sia nella vita reale che nell’arte, nei film o nei media, prestate attenzione. Non ci sono coincidenze. La tigre ha dei messaggi speciali per voi, che possono guidarvi nel vostro viaggio.
Quando la tigre è la vostra guida spirituale, siete stati benedetti da un protettore onnipotente. La tigre possiede una combinazione vincente di forza, bellezza, indipendenza e percezione oculata.
Lo spirito della tigre vi ispira a diventare padroni del vostro dominio, sia esso un campo di conoscenza, un’abilità o anche la padronanza di voi stessi in qualche modo. Diventando un maestro, potete realizzare il vostro pieno potenziale sulla Terra e diventare la persona che volete essere in questa vita.
Un animale totem racchiude i poteri protettivi dell’animale che rappresenta. Il totem della tigre è quindi un simbolo utile per manifestare forza, fiducia e indipendenza nella vita. Il totem della tigre è utile anche quando si vuole ottenere il rispetto degli altri e dimostrare il proprio diritto a essere chi si è destinati a essere.
La tigre potrebbe ricordarvi il vostro potere personale e la vostra capacità di superare gli ostacoli. Vedere questo spirito animale significa anche che si stanno superando le paure e si sta imparando a gestire emozioni forti che un tempo sembravano minacciose, ma che stanno diventando più gestibili.
La tigre nell’astrologia cinese
Nell’astrologia cinese, i nati sotto il segno della Tigre sono audaci, focosi, capricciosi e determinati. I nati sotto il segno della Tigre sono carismatici, hanno una personalità focosa e sanno bene come suscitare fascino. A volte le Persone Tigre sono un po’ irregolari e testarde e, se non si fa attenzione, il loro temperamento può diventare instabile.
La tigre rappresenta il massimo potere terreno e la protezione sulla vita umana. Scaccia le cosiddette “tre calamità”: fuoco, ladri e fantasmi.
Nell’astrologia orientale, l’ anno della tigre è un periodo di avventura, cambiamento e persino di assunzione di rischi. I nati nell’Anno della Tigre sono coraggiosi, ambiziosi e competitivi per natura. Tuttavia, sono anche generosi ed estremamente amorevoli e desiderano il meglio per tutti. L’Anno della Tigre ha luogo ogni 12 anni e in ogni ciclo un elemento è associato al segno animale. Il 2022 è l’anno della Tigre d’acqua. Pertanto, le persone sentiranno il bisogno di cambiamento e di avventura e questo si combinerà con forti emozioni e sentimenti.
Simbologia della tigre nei tatuaggi
Un tatuaggio con la tigre invia un messaggio potente al mondo perché la tigre incarna molte qualità maestose. Naturalmente, i tatuaggi sono molto personali per la persona di cui adornano la pelle. Inoltre, il modo in cui il tatuatore presenta la tigre dirà tutto. Ad esempio, le tigri possono essere sia feroci che coccolose.
Il tatuaggio di una tigre rilassata e a riposo può mostrare al mondo che siete arrivati: avete raggiunto un livello di padronanza di voi stessi, delle vostre emozioni, della vostra carriera o di un altro settore della vostra vita. In confronto, il tatuaggio di una tigre che ringhia può indicare che siete ferocemente indipendenti o protettivi nei confronti dei vostri confini e dei vostri cari.
A livello spirituale, un tatuaggio con una tigre, soprattutto se accompagnata da un drago, può indicare che cercate l’armonia nella vostra vita, l’equilibrio dell’energia yin e yang.
Tu non sei l’anima che si reincarna, tu sei un programma astrale che viene accoppiato ad un’anima per tenerla a bada, per ignorarla, o frenarla o danneggiarla. Il primo Arconte sei tu, ed è meglio che lo capisci, ed in fretta, per non risultare l’ennesimo programma da cancellare al più presto