Il Rituale Mitraico quale costruzione del Sè

di Umberto Bianchi

Quando usualmente si adopera il termine “rito”, bisognerebbe sempre cercare di andare a fondo dell’etimo del termine, per comprenderne sino in fondo le relazioni con la realtà a cui cisi riferisce. Il termine “Rito”, che trova le proprie origini  nel sanscrito “Rtah/Dar ordine (al mondo)”, può esser considerato l’espressione del consolidamento e della continuazione di una determinata consuetudine, umana, rivolta sia alla sfera politica, economica, sociale, che a quella del sovrannaturale.

Il Rituale Mitraico quale costruzione del Sè
Il Rituale Mitraico quale costruzione del Sè

Se per alcuni autori, la radice prima del rito sta nel sentire religioso, per altri invece, è unicamente dalla sua funzione di atto rivolto all’ambito prettamente sociale che deriva, invece, la sua applicazione all’ambito religioso.

A detta di studiosi quali il De Martino ed Emile Durkheim dalla religione deriva anche la funzione sociale di questo. Per A. Van Gennep, invece, il rito possiede una primaria funzione sociale, che solo posteriormente, assume una connotazione religiosa. L’ambito religioso, a sua volta, conosce una doppia sfera di applicazione dell’azione rituale, di cui una rivolta ad un ambito prettamente legato alla sfera liturgico-devozionale, nella quale l’azione rituale è volta a riconfermare e consolidare le linee-guida dei propri aspetti ufficiali (exoterici). Vi è poi un secondo ambito all’interno dell’azione religiosa, legato, invece, ai suoi aspetti più prettamente esoterici (laddove ve ne siano, è chiaro…). Quella di Mithra, può esser considerata una di quelle particolari forme di religiosità che, nel possedere ambedue le valenze a cui abbiamo poc’anzi accennato, si fa portatrice di sviluppi del tutto inusitati rispetto ad altre consimili forme.

Nel parlare del Mitraismo dovremmo, anzitutto, prenderne in considerazione il particolare ambito di crescita e sviluppo, che trova il proprio momento apicale in quel complesso ed articolato fenomeno, rappresentato dall’Ellenismo. La genesi di questa particolare forma di religiosità, va  rinvenuta nel pantheon indo-iranico, in cui Mithra si presenta quale divinità a tutela dei patti e dei legami, accanto a Varuna, invece inteso in una veste di giustiziere, assumendo anche la valenza di protettore delle mandrie. Successivamente, con l’arrivo dell’età ellenistica, il Mitraismo estenderà la propria area di influenza dall’ambito indo iranico, direttamente a quello romano, senza passare per la Grecia. L’unica testimonianza di una presenza di questo culto, in un’area adiacente a quella ellenica, sarà nella località anatolica di Doura Europos (nell’attuale Siria) e nel complesso archeologico di Nemruth Dhag, presso la tomba di Antioco III di Siria. Come il culto del dio indo iranico sia arrivato a Roma è, ad oggi, un mistero. Forse portato da schiavi e servi provenienti dalla Cilicia o da quegli stessi pirati, dal console Caio Mario combattuti in Età Repubblicana, o da comunità straniere di cultura ellenistica, insediatesi in Roma in Età tardo-repubblicana, per l’appunto. Fatto sta che, in Roma il culto assume una particolare valenza misteriosofica, ad esso precedentemente sconosciuta. Imperniato tutto sul motivo del giovane Dio Mithra petrogenito (cioè nato dalla pietra)  che, intento ad inseguire il toro primordiale, sotto richiesta della divinità solare, cattura l’animale in un antro ove questi si era rifugiato e riportatolo all’aperto lo sacrifica, afferrandolo per le froge del naso e alfine, squarciando il collo di quest’ultimo, sotto gli occhi del Dio Sole, di due dadofori e di un corvo.

Tra le svariate versioni del mito, Mithra affronta il Dio Sole e lo sconfigge. Il Sole allora stringe con lui un patto di alleanza donandogli la corona raggiata. In un’altra impresa, Mitra cattura il Toro e lo conduce in una caverna, ma il Toro fugge e il Sole, memore del patto, manda al Dio un corvo messaggero con il consiglio di ucciderlo. Grazie all’aiuto di un cane, Mitra raggiunge il Toro, lo afferra per le froge e gli pianta un coltello nel fianco. Dal corpo del toro nascono tutte le piante benefiche per l’uomo, dal midollo nasce il grano e dal sangue la vite. Ma Ahriman Dio del Male, invia un serpente e uno scorpione per contrastare questa profusione di vita. Lo scorpione cerca di ferire i testicoli del toro mentre il serpente ne beve il sangue, ma invano. Alla fine il Toro ascende alla Luna dando così origine a tutte le specie animali. Così, Mithra e il Sole suggellano la vittoria con un pasto che rimarrà nel culto con il nome di Agape. Sovente, Mithra è anche descritto come un uomo nato, o rinato, da una pietra, definita quale Petra Genitrix, o Petra Virginis, intorno alla quale è attorcigliato il primordiale serpente “Ouroboros”.

La tradizione per la quale Mithra sarebbe nato da una vergine, vede  nella pietra di cui sopra, l’ “onphalos”, quale “ombelico del mondo”, o della Grande Madre Terra, che è poi la medesima cosa. A Preneste infatti, abbiamo un Mithra infante che sta su una roccia a rombi: l’onphalos a rete come la pelle di serpente. Nella propria iconografia, Mithra è frequentemente associato a Varuna, insieme al quale personifica i due aspetti del cielo, diurno e notturno, nonché l’ordine cosmico e umano: Varuna punisce i malvagi e i trasgressori, mentre Mithra è protettore della giustizia e dei patti, del bestiame (cui garantisce buoni pascoli) e degli uomini giusti. Oltre agli aspetti celesti e solari la sua originaria personalità connessa con la giustizia assunse anche una connotazione cosmogonica e soteriologica, mirante cioè alla salvezza dell’uomo. Oltre alle proprie varie versioni, come tutte le narrazioni mitologiche, anche quella del mitraismo, si presta a varie interpretazioni e letture.

Tra queste, una di tipo astronomico, proposta da David Ulansey, osserva che tutti i personaggi che compaiono nel mito corrispondono a costellazioni: Mithra sarebbe associato con Perseo, la cui costellazione si trova al di sopra di quella del Toro. Ma un motivo del genere, non può interamente giustificare un mito. E’ come asserire che Cristo con i 12 apostoli sia un’allegoria del sole e le 12 costellazioni. Sempre secondo un’altra di queste interpretazioni, sempre di valenza astronomica, il Mitraismo affonderebbe le proprie radici dal motivo della scoperta della “precessione degli equinozi” da parte di Ipparco di Nicea, nella quale Mithra sarebbe la potenza celeste che causa il fenomeno. Il culto di Mithra simboleggerebbe la forza del Sole all’uscita dell’Equinozio di Primavera dalla costellazione del Toro verso la costellazione dell’Ariete, avvenuta nel XIX secolo a.c. La morte del toro genera la vita e la fecondità dell’universo, il quale rappresentando pure il segno di Venere, mostra come l’astro con la sua energia, rigenera la natura. In effetti, in molte rappresentazioni della tauroctonia (uccisione col toro), sono compresi anche i simboli del Sole, della Luna, dei sette pianeti, delle costellazioni zodiacali, dei venti e delle stagioni.

Ma anche qui, va osservato che non si può adorare un Dio, in base alle semplice osservazione di un fenomeno, come quello della “precessione degli equinozi”, che in pochi sanno cosa sia (spostamento dei segni zodiacali per il movimento della Terra che fa cambiare molto lentamente l’orientamento del suo asse di rotazione rispetto al cielo zodiacale). In passato, il Turcan ha posto delle forti obiezioni alla visione “astronomica” del Mitraismo, così come rappresentataci dall’Ulansey, osservando che la suddetta precessione non avrebbe affatto impressionato le menti dei popoli che la poterono osservare.Dal canto suo egli ha preferito attenersi alle steli a figure multiple del tipo retico-renano dalle quali emergerebbe il racconto di una vera e propria storia del mondo che cominciata con Aiôn leontocefalo-Saturno, finisce con il suo ritorno. In mezzo, l’intervento di Mithra. Da tutto ciò Turcan ricava che quella del mitraismo è la religione dell’eterno ritorno.

Ulansey ha ulteriormente precisato che nel dio del mitraismo andrebbe riconosciuto il sole iperuranio dei platonici, forza che non può essere contenuta nella caverna cosmica dalla quale erompe e la governa, quasi un dio eroico con il potere di sovrastare e di invertire il corso degli astri. Se dietro il toro si celasse Saturno-Aiôn la tauroctonia corrisponderebbe al mito del sacrificio primordiale, con il quale si dà inizio all’ordine cosmico.Tuttavia alcuni studiosi hanno ritenuto che Mithra si ponga in contrasto non tanto con Crono-Saturno quanto con Ahriman, dio di questo mondo, e nella figura con la testa di leone circondata da segni zodiacali hanno preferito vedere quest’ultima potenza. Naturalmente, una simile lettura comporta che l’uccisore del toro (saturnino) sia quella di Ahriman.

Come abbiamo già avuto modo di osservare all’inizio del nostro scritto, al di là del motivo mitopopietico, il mitraismo si offre in una doppia natura:  devozionale-liturgica, da una parte e più spiccatamente iniziatica dall’altro. A detta di vari studiosi come Dieterich, Mead e Cumont a prevalere, nel mitraismo, sarebbe proprio il primo aspetto. Mentre per il secondo aspetto, andrebbe presa in considerazione un’altra serie di aspetti, il primo dei quali è legato a  quella simbologia astrale che, strettamente collegata al mito ci riporta continuamente al numero sette ed al suo continuo esser associato ai vari aspetti del mito. Il numero sette è pertanto, associato ai gradi di iniziazione,  ai pianeti ed ai metalli ad essi collegati, in una determinata progressione alchemico-astrologica. Difatti, secondo alcune versioni del mito, a ogni grado era associata una porta, una sfera planetaria, un giorno della settimana e un metallo. Le varie versioni a volte differiscono per l’associazione dei pianeti. Il tutto senza dimenticare la forte valenza simbolica data dalla presenza dei due dadofori, gli eroti Pates e Cautopates, rispettivamente portanti una fiaccola tenuta verso l’alto, da parte del primo e verso il basso, da parte del secondo e rispettivamente rappresentanti l’inizio e la fine del ciclo vitale, associato a quello solare. La luna stessa, è qui a simboleggiare la presenza dell’elemento acqueo e femminino in una forma di simbiotico contrasto con la divinità solare.

A conferire, però, un carattere iniziatico all’intero mito mitraico, sarà Julius Evola, nell’interpretazione che, su “Ur” del 1927. Nell’analizzare l’ Apathanatismòs, il papiro Magico di Parigi, l’unico testo di un rituale dei Misteri Maggiori, pervenuto intero sino ai giorni nostri, Evola sottolinea i limiti e gli errori rappresentati da un’interpretazione esclusivamente “liturgica” del rito, al pari di una sua interpretazione esclusivamente “magica”, ovverosia agente sul mondo esterno. Al di là dell’aspetto puramente liturgico, la reale natura del mitraismo, sarebbe quella di teurgico rituale di perfezionamento e realizzazione del “Sè”, (Ur 1927) sino alla sua elevazione verso la dimensione del sovrannaturale. Scopo questo, da realizzarsi attraverso nove passaggi o “Lògoi” che, via via, porteranno il miste alla propria palingenesi, attraverso una serie di passaggi, consistenti in invocazioni, “parole di potenza”, sovente salmodiate e veri e propri esercizi di respirazione , tramite inspirazioni ed espirazioni ritmate.

Ed anche qui, andrebbe sottolineato il particolare significato che al termine “Logos-pl.Lògoi” viene qui conferito. “Logos/Ragione”, in ambito filosofico assume il particolare significato di ultima ratio, di senso ultimo e recondito che presiede all’intero ordine cosmico. Nell’ambito che stiamo trattando, pertanto, i “Lògoi” altro non sono che i significati reconditi dei vari stadi dell’Essere che, nel suo percorso iniziatico, il miste deve attraversare. Lo stesso ripetere il suono del mugghiare da toro, da parte dell’adepto, è qui inteso quale vero e proprio “mantra”. L’apparizione e l’espansione del disco solare, così come raffigurato nel testo mitraico, altri non è che la rappresentazione dell’espansione della coscienza del miste che, intimamente legata ad una dimensione di “solare” pienezza va, ad ogni stadio attraversato, completandosi e perfezionandosi. Le figura delle sette dee e dei sette dei, così come appaiono nel testo mitraico,  ricollegati al continuo comparire del numero 7, altro elemento dalla potente valenza simbolica, sono lì a conferire una garanzia di maggior efficienza e potenza all’intera azione dell’iniziando.

Scopo ultimo e recondito del rituale mitraico quindi, è quello di elevare il praticante ad una dimensione di espansione e potenziamento “solare” della coscienza tale, da fare di quest’ultimo un nume. Questo, proprio a causa del raggiungimento di quella dimensione del sovrasensibile, rappresentata dal superamento della semplice dimensione egoica, in favore del raggiungimento e completamento di quell’ “Io” sovrasensibile, ( l’Atman degli Indù, sic!) che trova la sua miglior definizione nel termine “Sè”, inteso nel senso di pienezza e realizzazione di un determinato percorso iniziatico. Il Mitraismo finisce con l’assumere, quindi, la valenza di una pratica in grado di operare anche e specialmente, sugli aspetti psichici più reconditi della nostra personalità. Il motivo dell’uccisione del toro (tauroctonia) nel rappresentare la vittoria dell’elemento solare e razionale sulle forze del Chaòs cosmico, in quello che può esser considerato un ambito macrocosmico, può esser tranquillamente letto quale eliminazione o escissione dell’elemento più infimo della nostra personalità, legato ad un’accezione puramente e brutalmente legata ai sensi, in tal modo determinando la vittoria di quello che può esser tranquillamente definito quale l’elemento “solare” e raziocinante più puro della nostra psiche, portando quest’ultima ad avvicinarsi via via alla dimensione del sovrasensibile.

Quello dell’uccisione o sacrificio primordiale, è un motivo presente in un po’ tutti i mitologemi del mondo tradizionale, a partire dal mesopotamico motivo del sacrificio della mostruosa Tiamat, passando per lo scandinavo mito del sacrificio del gigante Ymir, sino alla lotta di Zeus contro i Titani, passando anche attraverso il motivo dei mitici gemelli Castore e Polluce, Romolo e Remo e via discorrendo. Un motivo che sottintende sicuramente la vittoria del lato numinoso della psiche su quella negatività che però, ad essa deve esser necessariamente associata,nel nome di una perenne interazione e simbiosi tra positivo e negativo, tra luce ed ombra. Rispetto ai motivi a cui abbiamo precedentemente accennato, il Mitraismo porta a maggior compimento e raffinamento la propria valenza misterica  e formativa, durante quel periodo di sincretistiche rivisitazioni, rappresentato dall’Ellenismo. La stessa immagine della caverna, all’interno della quale si svolge la tauroctonia, rappresenta l’oscura e limitante dimensione dell’ “Io”, da cui si fuoriesce solo attraverso il recupero della dimensione “solare” del “Sè”, della quale il sacrificio costituisce l’atto principiale. Il Mitraismo sta quindi lì, con  il suo fascino, ad indicarci una via d’uscita all’alienazione di una contemporaneità, tutta imperniata sul culto di un’esteriorità di superficie e della quale, quel duro lavoro sull’ “Io” per addivenire ad una trasformazione qualitativa dell’esistenza, rappresenta la via maestra.

BIBLIOGRAFIA DI RIFERIMENTO:

  • Stefano Arcella, I misteri del sole. Il culto di Mithra nell’Italia antica, Controcorrente, Napoli;
  • Stefano Arcella, Il Dio splendente – I misteri romani di Mithra fra Oriente e Occidente, Arkeios, Roma;
  • Julius Evola, La via della realizzazione di sé secondo i misteri di Mithra, Fondazione Julius Evola, Roma;
  • Franz Cumont, Le religioni orientali nel paganesimo romano, Laterza, Bari.

Tratto da: Pagine Filosofali

SOL COSMICUS: IL NOME DELLA NOSTRA ASSOCIAZIONE INTERNAZIONALE

di Vincenzo Di Maio

Il nostro Sole è un astro divino in cui risiedono potenze angeliche delle gerarchie celesti ma è nient’altro che una soltanto delle tante stelle che compongono la nostra galassia che è la Via Lattea.

Nel XIX° secolo William Herschel (1738-1822) e Johann Heinrich von Mädler (1794-1874) hanno formulato l’ipotesi dell’esistenza del Sole Centrale, suggerendo che il centro della galassia fosse situato nel grappolo di stelle delle Pleiadi, attorno al quale ruota questo Sole Centrale, un’universo stellare che rimanda la mente a un altro concetto di gerarchia ancora superiore che è appunto il Sole Cosmico, quale centro dell’intero Creato Divino del cosmo spaziotemporale, quale residenza di Iddio Altissimo.

Quindi il nostro Sole Invincibile è una trasposizione in piccole dimensioni del Sole Centrale della nostra Via Lattea, una tra le tante miriadi di galassie dell’intero cosmo che include tutti i multiversi presenti, a cui fanno riferimento per forza di cose al SOL COSMICUS, il Sole Cosmico universale che detiene il controllo e la gestione della Creazione divina con tutte le sue Creature attraverso la sua infinita benevolenza che, come accade per gli infiniti Buddha così vi sono altrettante incarnazioni di Dio Altissimo che si dirama nello spazio e nel tempo in ogni universo, attraverso la struttura della gerarchia angelica.

Nelle opere di Alice Bailey l’ipotesi di un gigantesco buco nero nel centro galattico spiroidale viene da lui definito come Sole Centrale Spirituale, un concetto poi ripreso dalla tradizione esoterica occidentale, a cui appartenevano anche gli esploratori della Ahnenerbe, un’associazione fondata da Heinrich Himmler nel 1939 e che letteralmente significa: “Società di ricerca dell’eredità ancestrale”.

Le SS-Ahnenerbe compirono, dalla data della fondazione fino alla fine della guerra, numerose spedizioni in Europa e altrove, accomunate dalla ricerca di passaggi dimensionali, o portali, e di contatti con altri mondi o energie.

Si occupavano di astronomia, controllo climatico, rimedi occulti, erbe psicoattive, armi segrete e oggetti ritenuti portatori di potenti energie, come il Santo Graal o la lancia di Longino.

Tra il 1938 e il ’39 andarono alla ricerca del regno di Agharti in Tibet, regno sotterraneo illuminato da un sole “fumoso” e governato da saggi rappresentanti della razza ariana, era la loro convinzione, cui persino Buddha sarebbe appartenuto: il famoso Sole Nero nascosto nelle viscere del nostro pianeta.

Nonostante il suo significato apparentemente negativo, il Sole Nero allude alla rinascita del Sole in senso spirituale, la cui controparte è data dal suo tramonto o dissolvimento sul piano fisico: per questo esso appare nero.

Da un lato quindi può indicare lutto e rovina, assumendo un significato analogo a quello della Luna Nera, o diventando appunto metafora della nigredo governata da Saturno, pianeta della pesantezza e della malinconia associato ai colori scuri e tenebrosi. La sua somiglianza suggestiva con un buco nero che assorbe la luce può alludere in proposito ad un male gravoso da redimere.

D’altro lato tuttavia, l’immagine del Sole nero ricorda anche il momento della sua congiunzione con la Luna durante l’eclissi, quale simbolo del rebis o delle nozze chimiche tra il Re e la Regina.

Il Sole Nero, privo della sua luce visibile coi sensi ordinari, alludeva specificamente nei misteri antichi al rito di iniziazione grazie a cui si poteva accedere ai mondi ultraterreni.

Come a mezzogiorno giunge al culmine il Sole Naturale, così a mezzanotte diveniva percepibile, con gli occhi dell’anima, il Sole Soprannaturale, la cui nerezza indica lo stadio che precede la sua manifestazione, la potenza del suo non rendersi ancora esplicito.

Pertanto il Sole Cosmico, che in latino si traduce in SOL COSMICUS, è la summa di un fitto sistema di controllo e gestione atavica del Creato Divino per il mantenimento dell’Armonia Cosmica nella funzione delle Sue Creature nella Creazione Divina nel mondo terrestre, extraterrestre e ultraterrestre allo stesso momento.

Questa centralità concettuale pone quindi l’assoluta centralità di Dio Altissimo nell’ambito della Creazione Divina, quale attore fondamentale che guida i puri di spirito per gestire i flussi spaziotemporali delle energie vibrazionali che detengono il dominio del mutamento in atto nella storia di tutte le creature, incluso l’uomo.

Quindi si afferma una centralità che fa di Dio Altissimo il più grande essere cosmico divino che detiene il controllo assoluto sulla Sua Creazione Divina attraverso le sue emanazioni spaziotemporali che si incarnano di età in età, di era in era e di epoca in epoca attraverso eroi, santi e profeti che svolgono funzioni di Majestas Positivi disposti a vivere fino alla morte, per servire la causa divina dei disegni di Dio Altissimo, che si incarna anch’esso come Re dei Re, come Re Sacerdote del nostro mondo, come avviene nella metanarrazione cristiana del Melchisedek, o in quella islamica di Al Khidr, o in quella hindu di Manu e così via per le altre, le quali sono tutte nient’altro che una descrizione antropologicamente diversa dello stesso unico fenomeno, con caratteristiche precipue e particolariste di determinate casistiche di eventi più o meno rilevanti per la civiltà su cui la metanarrazione è incentrata.

In tal senso bisogna tener presente che vi sono i majestas minori positivi, ossia eroi, santi e profeti che hanno assolto un ruolo storico determinante per la realizzazione dei disegni divini sulla terra, che sono legati ai majestas maggiori positivi che sono stati imperatori, faraoni, raja e re sacerdoti in genere che si occupano di mantenere l’Armonia Cosmica sulla terra che assolvono al ruolo di riequilibrare gli squilibri socioantropologici di una o più civiltà, fino alla massima carica di Imperatore Planetario, un potente risvegliato che assolve al ruolo di Re Sacerdote del Sole e della Luna, un avatar incarnato che si occupa di comandare su tutto il pianeta e oltre, come furono gli antichi patriarchi abramiti, e/o gli antichi buddha del sole e della luna della tradizione buddhista, e/o gli antichi avatara hindu che prima dell’ultimo Diluvio Universale governavano la terra come Re dei Re su tutto il creato, in qualità di incarnazioni dirette di Dio Altissimo, una situazione che non a caso infatti, prima del Diluvio Universale, il mondo era unificato dalla reggenza di quel soggetto divino che era Krishna avatara per gli hindu, che gli abramiti chiamano Mathusalem e che i cinesi taoisti chiamano Fu Xi, ovvero il caso comparato di tre nomi antropologicamente distinti che contestualmente descrivono un medesimo soggetto protagonista di una vicenda realmente accaduta sul nostro pianeta.

Quindi detto questo, con il titolo ancestrale di SOL COSMICUS affermiamo in latino un riferimento alla nuova luce di Roma Imperiale e al ritorno dell’Imperium Populi tra le genti dei popoli in tutte le nazioni, un archetipo ancestrale voluto da Dio per unire tutte le nazioni del mondo sotto l’unico vessillo di Dio Altissimo in civiltà e continenti, come del resto affermiamo che il Sole Cosmico si incarnerà di nuovo nel Salvatore Promesso dall’escatologia profetica delle Cinque Sacre Religioni Tradizionali Rivelate e Autentiche, quale manifestazione di un nuovo Re Sacerdote che guiderà le nazioni verso una nuova Età dell’Oro, un nuovo Satya Yuga che risplenderà come un nuovo Eden Biblico in cui l’uomo nuovo risvegliato sarà l’antico uomo adamitico che viveva sulla terra prima della caduta, di quell’errore che in tutte le Cinque Sacre Religioni Tradizionali Rivelate e Autentiche ha determinato una forte decadenza della Vera Umanità in un essere rozzo e involuto che attraverso le Età Succedutesi, nella storia quanto nella protostoria, ha determinato la massima decadenza della contemporanea èra presente.

Per questa occasione proponiamo non solo che il vessillo di Dio Altissimo incarnato nel Salvatore Promesso sia la Stella Ottonaria con i Cinque Colori Fondamentali del Feng Shui, che noi impieghiamo anche come simbolo del movimento politico internazionale del Primordialismo Visionario, quale sommovimento messianico planetario, ma vogliamo introdurre anche ciò che è il simbolo della Dinastia della Luce, ossia la bandiera dell’Imperium Planetarius, la bandiera dell’Imperatore del Sole e della Luna, quell’Avatar di Sintesi che si è incarnato sulla terra di Urantia e che vive silenziosamente in occultazione per prepararsi alla Battaglia Finale tra i gregari di Satana e i figli di Dio, tra le forze delle tenebre e le forze della luce, quel Salvatore Promesso dall’escatologia profetica delle Cinque Sacre Religioni Rivelate e Autentiche che, in qualità di futuro Re Sacerdote del nostro pianeta e di garante dell’Armonia Cosmica, deterrà la bandiera qui sotto riportata come simbolo di SOL COSMICUS, di questa dinastia millenaria: la nuova dinastia del destino di luce che spetta all’intero creato.

SOL COSMICUS: IL NOME DELLA NOSTRA ASSOCIAZIONE INTERNAZIONALE
SOL COSMICUS: IL NOME DELLA NOSTRA ASSOCIAZIONE INTERNAZIONALE

IL DRAGONE DEVE RINASCERE

di Giuliano Noci

Per tornare a respirare, il Dragone deve superare visione tecnocratica marxista e attuare nuove riforme e politiche fiscali a sostegno della domanda. Ancora più rilevante è la riaffermazione di un sistema ibrido, dove il ruolo guida dello Stato, a livello macro, si accompagna a meccanismi di (quasi) mercato a livello micro. Il viaggio verso il ringiovanimento della nazione richiede di recuperare i tratti distintivi della crescita esponenziale della Cina moderna. Chi è al timone ne deve tenere conto.

IL DRAGONE DEVE RINASCERE
IL DRAGONE DEVE RINASCERE

Afghanistan: Massoud promette guerriglia

a cura della Redazione

05 ottobre 2023

Afghanistan – Non sono in corso colloqui con i talebani per negoziare un accordo di pace, ha dichiarato la scorsa settimana il leader afghano anti-talebano, Ahmad Massoud, promettendo di intensificare la “guerriglia” per portare i militanti al tavolo delle trattative.

In un’intervista rilasciata a Parigi, Massoud, il leader in esilio del Fronte di resistenza nazionale dell’Afghanistan (NRF), ha affermato che l’unico modo per i talebani di ottenere legittimità sarebbe quello di indire elezioni, ma per ora non vi è alcuna prospettiva che ciò accada.

“I talebani rifiutano qualsiasi trattativa e vogliono solo che il mondo e il popolo afghano accettino questa come unica via da seguire per andare avanti”, ha dichiarato Massoud, figlio dell’ex comandante mujaheddin antisovietico, Ahmad Shah Massoud.

L’NRF raggruppa le forze di opposizione fedeli a Massoud. Si è opposto alla presa del potere dei talebani e dall’agosto 2021 si sono verificati scontri tra le due parti nella roccaforte del movimento di resistenza del Panshir, a nord della capitale Kabul.

Massoud lontano dall’Afghanistan

Massoud, che opera dall’estero, ha dichiarato che l’NRF è stato costretto a cambiare tattica perché non poteva combattere convenzionalmente i talebani ben equipaggiati. “L’anno scorso abbiamo scelto un approccio più pragmatico e cioè la guerriglia.

Il 34enne, a Parigi per lanciare un nuovo libro, ha dichiarato che i suoi combattenti non ricevono alcuna assistenza militare, ma fanno affidamento su scorte provenienti da decenni di guerra nel Paese e hanno bisogno di munizioni. “È sufficiente per creare grattacapi ai talebani, ma non per rovesciarli. Quindi, questa è la cosa che il mondo deve capire”, ha sottolineato.

Massoud ha respinto qualsiasi proposta di ritorno in Afghanistan come parte di un programma di reintegrazione dei talebani. “Quelle persone che hanno lasciato l’Afghanistan, se ne sono andate per qualcosa di più che semplicemente una casa o un’auto. Se ne sono andati per cause nobili. Se ne sono andati per alcuni principi”, ha dichiarato Massoud.

Le elezioni più recenti in Afghanistan si sono svolte sotto l’amministrazione sostenuta dagli Stati Uniti, che i talebani hanno deposto nell’agosto 2021 quando le truppe occidentali si sono ritirate. I talebani hanno sciolto la commissione elettorale del Paese nel dicembre 2021.

Afghanistan: Massoud promette guerriglia
Afghanistan: Massoud promette guerriglia

LE BUFALE UN TANTO AL CHILO

Di Antonio Masoni

I siti a caccia di bufale? Chiedetevi chi ci sta dietro.

I siti a caccia di Bufale, da Bufale.net a B.U.T.A.C., bufale un tanto al chilo, sono considerati riferimento quando si deve esaminare una presunta fake news. Una notizia appare sconvolgente, urgente, destabilizzante e loro in maniera immediata e plateale la “sgamano” e la spiattellano sui loro siti. Sono siti molto frequentati e sempre al centro delle mille domande della gente quando si hanno dei dubbi. Ma chi sono coloro che gestiscono questi siti?

Bufale.net: «Bufale.net è un portale di fact-checking contro la disinformazione, le bufale e l’allarmismo che su Internet dilagano, infestando le bacheche social. Il nostro sito web offre un servizio per i cittadini completamente gratuito. Siamo persone, siamo liberi cittadini. Voi segnalate, noi verifichiamo. I nostri articoli sono ricerche, analisi di notizie pubblicate da quotidiani, notiziari e trasmesse dalla televisione e dalla radio. Cerchiamo sempre di usare un linguaggio comprensibile, partendo dalla vostra segnalazione e riportando le nostre conclusioni sulla base di dati oggettivi». Il virgolettato è quanto scrivono nella loro pagina alla sezione “chi siamo”».

Chi c’è dietro i siti a caccia di bufale?

A capo del sito Bufale.net c’è Claudio Michelizza, amministratore e fondatore. Tra gli scopritori di bufale, c’è David Alejandro Puente Anzil, origini venezuelane, residente a Udine dove si occupa di informatica. È primo firmatario dell’iniziativa Bastabufale.it insieme a Michelangelo Coltelli, Paolo Attivissimo e Walter Quattrociocchi. È responsabile del settore fact-checking del quotidiano online Open, fondato da Enrico Mentana. Assieme al gestore di BUTAC, Michelangelo Coltelli, a ad un altro gestore di siti negazionisti, furono denunciati da un blog unitamente alla ex presidente della Camera Laura Boldrini (LINK).

Nella denuncia querela si evince che: “…La Dottoressa Laura Boldrini ha lanciato la sua iniziativa contro l’informazione libera, spacciandola per una battaglia contro le “notizie false” (Le fake news n.d.r.) che circolano, secondo la sua visione ideologica, nella Rete. E’ evidente che la Signora Boldrini ha calato la maschera: ha nominato un gruppo di negazionisti formato dal Signor Paolo Attivissimo, incallito e storico capofila dei disinformatori, dal Signor Michelangelo Coltelli, dal Signor David Alejandro Puente Anzil…”

La denuncia va oltre e sostiene: “La Signora Boldrini, coadiuvata dai soggetti in questione, chiama a raccolta le istituzioni per tentare di cancellare le verità scomode, usando tutti gli strumenti più sofisticati della propaganda e della retorica. E’ il consueto tentativo di vilipendere e ghettizzare gli scrittori ed i ricercatori non allineati, evocando addirittura circostanze psichiatriche. Gli attivisti sono anche accusati di essere venali, quando sono proprio i depistatori ad essere finanziati in modo generoso dai Ministeri, come già dal sottoscritto dimostrato in innumerevoli denunce presentate alla Magistratura nonché in articoli e video pubblicati, con dati incontrovertibili alla mano”.

Qual’è l’obiettivo dei siti a caccia di bufale?

L’attività di questi siti, parrebbe essere a sua volta negazionista, non a caccia delle verità scomode ma delle non verità comode al sistema. Fuorviante e paradossale, ma il dubbio viene quando è vero che il 90% delle non verità scoperte dai siti sono realmente bufale, dalle catene ininterrotte di ricerca di sangue, alla truffe su whatsapp o sui social se non si fosse provveduto a fare una determinata azione preventiva.

Ma la cautela e di conseguenza i dubbi e le domande, te le metti quando la bufala riguarda fior di scienziati che cercano di dire la verità e vengono “bastonati”, per non dire sputtanati, selvaggiamente da questi siti negazionisti. Il gioco credo sia chiaro. La pandemia non è una pandemia ma non si deve dire. I morti per Covid-19 in realtà non sono quel numero che viene detto dai TG, così come le autopsie dimostrano che su 50 perizie eseguite, la morte è da attribuire a trombosi e non a polmoniti interstiziali.

Una ricerca attenta su questi siti, mette però in guardia. Ad esempio il loro personalissimo elenco di siti bufalari, la black list. Tra i nomi figuravano anche Byoblu, di Claudio Messora, minacciato più volte di chiusura e Scenari Economici, entrambi siti che raccontano la verità su euro truffa e sul necessario ritorno alla nostra sovranità.

Venire a scoprire che la stessa Boldrini, con l’intento di mettere un freno alle fake news, parola ormai nel linguaggio comune, che si ritiene giusto, sia dietro anche al finanziamento degli stessi siti, mi pare terribile.

Vedete quanto poco basti per agire nella cattiva informazione che devia il pensiero, non quello libero, verso l’omologazione? Basta un solo click.

Aprite i siti a caccia di bufale stando attenti che loro stessi non siano delle bufale al servizio del sistema. Meglio dubitare, porsi domande e mai smettere di cercare la verità. Una cosa vi risulterà: non troverete mai una sola notizia vera che metta in ombra l’operato del sistema. Tutte rigorosamente attendibili.

LE BUFALE UN TANTO AL CHILO
LE BUFALE UN TANTO AL CHILO

LE DONNE SOLITARIE

di Giada Aghi

Esistono alcune Donne molto sicure di se stesse e non hanno molti amici, alcune non ne hanno addirittura nessuno.

Queste Donne hanno forgiato la propria identità e fiducia in mezzo al caos delle relazioni superficiali e delle amicizie effimere.

Hanno trovato in se stesse la forza e la saggezza, imparando ad ascoltare la loro voce interiore e a seguire le loro intuizioni.

Hanno compreso che la qualità prevale sulla quantità nelle relazioni, e che le vere amicizie sono rare e preziose.

Non hanno paura della solitudine perché sanno che è un terreno fertile per la scoperta di se stesse e un aiuto per la realizzazione personale.

È una fonte d’ispirazione dimostrando che la fiducia e l’indipendenza sono tesori inestimabili e ciò dimostra che la solitudine può essere una scelta consapevole, piuttosto che una solitudine imposta.

Dimostra che le Donne possono essere complete e realizzate in se stesse senza dipendere dall’ approvazione o dalla presenza degli altri…

E chi si riconosce, lo sa e comprende queste parole perché siamo simili.

Un abbraccio a tutte voi Donne solitarie

Tratto da: Medicina della Psiche

LE DONNE SOLITARIE
LE DONNE SOLITARIE

LO SPIRITO E IL DENARO

di Mariano De Pardi

La recente kermesse spirituale a pagamento di un famoso guru, ha rinfocolato le polemiche in Rete tra quelli che dicono che non ci si dovrebbe far pagare per insegnare cose spirituali e quelli che al contrario ribattono che è giusto farsi pagare. Questi ultimi trovano varie giustificazioni, eccone alcune: 1) Anche i guru devono campare 2) Se paghiamo i professionisti qualsiasi (avvocati, medici, architetti, etc.), perchè non dovremmo pagare anche gli esoteristi e i maghi? 3) Solo pagando si apprezza pienamente un insegnamento spirituale ricevuto (frase che ripeteva spesso Gurdjeff, che coi danari dei seguaci si comprava auto costose).
Vi è però una differenza sostanziale tra i professionisti normali (medici, architetti, avvocati, etc.) e i professionisti dell’occulto. I primi hanno studiato e sostenuto esami, i secondi sono soprattutto autoreferenziali.
Scaligero insegnava gratuitamente ai suoi discepoli e non chiese mai un quattrino a nessuno. Diceva che lo Spirito non si vende, e quando lo vendi non è più Spirito. Il Maestro di Veroli campava grazie al suo salario di giornalista.
Quanto a Steiner, dobbiamo supporre che si facesse pagare, visto che la sua sola attività era parlare alle conferenze e non era ricco di famiglia. Se riuscì a edificare ben due Goetheanum, è evidente che giravano molti danari.
Nella polemica spirito-danaro, spesso viene tirato per la giacchetta (anzi per la tunica) pure Gesù: alcuni dicono che lui non si faceva pagare e quindi nessun’altro che abbia pretese spirituali dovrebbe farsi pagare. Altri ribattono che tra i seguaci di Gesù c’erano alcune donne facoltose che di fatto mantenevano lui e i suoi apostoli.
I preti cattolici non chiedono danaro ai fedeli (a parte libere offerte) ma va ricordato che percepiscono dei salari (grazie al Concordato con lo Stato Italiano) che vanno dai 1350eur al mese per un parroco ai 4000euro per un vescovo.
Naturalmente, tutte queste discussioni sulla liceità di farsi pagare o meno, riguardano soprattutto gli appassionati di esoterismo e spiritualità. La gente normale (mediamente materialista) semplicemente considera guru ed esoteristi alla stregua di ciarlatani che raccontano fregnacce e vendono aria fritta; e considera coloro che pagano per ascoltarli, alla stregua di babbei creduloni.

LO SPIRITO E IL DENARO
LO SPIRITO E IL DENARO

Economia italiana intrappolata nella recessione

a cura della Redazione

05 ottobre 2023

L’economia italiana è stata debole nel terzo trimestre e non si prevede un miglioramento significativo negli ultimi tre mesi dell’anno, secondo la principale associazione imprenditoriale del Paese, Bloomberg.

L’indice basato sulle risposte dei responsabili degli acquisti si è attestato a 46,8 a settembre, rispetto a 45,4 ad agosto. Sebbene l’indicatore abbia mostrato un miglioramento e abbia superato le stime degli economisti, rimane chiaramente al di sotto del livello 50 che indica una contrazione, ha riferito Bloomberg.

“L’economia industriale italiana sembra essere intrappolata in una profonda recessione senza una chiara via d’uscita. I nuovi ordini, sia nazionali che internazionali, si stanno riducendo, e anche le aspettative sulla produzione futura sono scese ben al di sotto della loro media a lungo termine ha dichiarato in un’analisi di accompagnamento, Tariq Kamal Chaudhry, economista della Hamburg Commercial Bank.

L’indagine Pmi (Piccole e Medie Imprese) ha indicato un aumento dell’occupazione nelle fabbriche, ma si è trattato principalmente di una risposta alla carenza di lavoratori qualificati. Le difficoltà affrontate dalle fabbriche italiane sono condivise con quelle di tutto il continente alle prese con la lentezza della domanda globale guidata dalla Cina. 

Per la terza economia più grande della zona euro, dove il settore manifatturiero rappresenta circa il 16% della produzione, le prove delle difficoltà industriali fanno presagire ulteriore debolezza dopo una contrazione inaspettata nel secondo trimestre. 

Ciò aggraverà la sfida per la premier Giorgia Meloni, che contava sulla crescita per sostenere le finanze pubbliche. La scorsa settimana il suo governo ha dichiarato che ritarderà il raggiungimento degli obiettivi di deficit dell’Unione Europea fino al 2026 poiché mantiene le promesse di riduzione delle tasse fatte agli elettori.

Il piano di bilancio prevede ora un deficit del 5,3% del Pil nel 2023 e del 4,3% nel 2024, e prevede che l’economia crescerà solo dello 0,8% quest’anno.

Tratto da: Il Faro sul Mondo

Economia italiana intrappolata nella recessione
Economia italiana intrappolata nella recessione