Il ministro degli Esteri iraniano, Hossein Amir-Abdollahian, ha denunciato ancora una volta la profanazione del Sacro Corano in alcuni Paesi europei con il pretesto della libertà di espressione, che ha portato a grandi manifestazioni di protesta in tutto il mondo musulmano.
Parlando in un incontro a Teheran con il presidente dell’Assemblea nazionale serba, Vladimir Orlić, Hossein Amir-Abdollahian ha affermato che la profanazione del Corano in Svezia e Danimarca ha ferito i sentimenti di due miliardi di musulmani in tutto il mondo, aggiungendo: “Condanniamo qualsiasi insulto ai libri divini”.
“Crediamo che la libertà di espressione non debba essere usata come scusa per insultare la santità dei musulmani e dei seguaci delle religioni divine”, ha dichiarato il massimo diplomatico iraniano. Nel corso delle sue osservazioni, il ministro degli Esteri iraniano ha definito positiva l’ulteriore espansione delle relazioni Teheran-Belgrado in campo politico, economico e culturale.
Amir-Abdollahian ha espresso la speranza che entrambe le parti continuino a scambiarsi delegazioni nel tentativo di promuovere la cooperazione bilaterale.
Il funzionario serbo, da parte sua, ha salutato il sostegno dell’Iran all’integrità territoriale e alla sovranità nazionale del suo Paese, affermando che Belgrado è determinata a rafforzare i legami a tutto campo con Teheran.
Orlić è arrivato a Teheran domenica a capo di una delegazione di alto rango. Ha già tenuto incontri separati con il presidente iraniano Ebrahim Raisi e il presidente del parlamento Mohammad Baqer Qalibaf.
Giorgio Bianchi spiega le ragioni che hanno determinato il totale fallimento della controffensiva ucrainae il complessivo isolamento dell’Occidente oramai inviso al resto del mondo. “Il continente africano guarda alla Russia per liberarsi dal neocolonialismo degli occidentali”.
Russia aiuterà gli africani a liberarsi dallo sfruttamento occidentale
In Occidente (incluse le sue residue dipendenze neocoloniali) si può dividere oggi la società in alcune classi:
– una classe, difficilmente identificabile quanto ai singoli, di gente davvero potente, che sfugge a ogni costrizione e ognuno dei cui componenti fa quel che gli pare, purché non danneggi gli interessi dei suoi sodali;
– una classe, maggioritaria, composta di un’infinità di ruoli, dall’alta borghesia al proletariato sottopagato, che, a seconda della propria posizione, s’illude più o meno di avere una qualche importanza e un qualche potere, mentre non ce l’ha affatto;
– una massa di emarginati che serve ai potenti come manovalanza, sia in lavori che equivalgono alla schiavitù sia in quanto venga assorbita dalla delinquenza organizzata;
– la delinquenza organizzata, i cui vertici spesso hanno uno stretto contatto con la classe dei potenti e talora anzi vi si identificano. Narcotrafficanti, mafia, camorra, ’ndrangheta, triadi cinesi, mafie albanesi, slave, nigeriane eccetera permettono di esercitare attività profittevoli sfuggendo ad ogni controllo, pur minimo, degli stati, eliminando gli oppositori fastidiosi e creando di tanto in tanto isole sottratte al controllo di qualunque potestà nazionale o internazionale.
In tutto ciò si nota che:
– non esiste alcuna democrazia; quanto viene chiamato tale è oligarchia rivestita di demagogia;
– i mezzi di informazione sono totalmente prostituiti all’oligarchia, e svolgono un ruolo importante in quanto nascondono l’identità dei potenti, creano problemi immaginari per occultare quelli reali, illudono la maggioranza nascondendo i veri rapporti di forza, ingannano gli emarginati nascondendone i problemi ed emarginandoli di fatto ancor di più, sono di fatto responsabili in solido con l’oligarchia e la delinquenza organizzata nel sostenere l’irreversibilità dei modelli sociali e la decadenza dei modelli etici, eventuali eccezioni comportando il boicottaggio personale o l’eliminazione fisica;
– forze armate, forze dell’ordine e magistratura sono di fatto colluse, nella gran maggioranza e spesso per ignavia, con l’oligarchia e i mezzi d’informazione, in quanto evitano di vedere ed affrontare i problemi, costituendo di fatto caste che si autotutelano nell’illusione di contare qualcosa; chiunque esca fuori da questo schema di collusione rischia l’eliminazione fisica.
Cosa si potrebbe fare per porre rimedio?
Ben difficile dare risposte pragmatiche.
Senz’altro è più utile un modello parzialmente autocratico che non la finzione democratica occidentale; è meglio che al vertice ci stiano funzionari che conoscono bene il sistema che non miliardari messi su dall’oligarchia per fare solo finta di governare. Da questo punto di vista gli attuali sistemi russo e cinese, pur con macroscopici difetti, sembrano oggi funzionare meglio di quello americano od europeo.
Infatti è chiaro che l’oligarchia andrebbe, nella sua grande maggioranza, spazzata via, soprattutto quando pretende di svolgere un ruolo di gestione politica. Si dovrebbe considerare che coloro le cui ricchezze superano o rivaleggiano con quelle dello stato in cui vivono, sono potenzialmente nemici dello stesso, essendo in grado di utilizzare lo stato per il proprio vantaggio invece che per il bene comune.
Questo, incidentalmente, sarebbe importante prima di tutto per gli stessi americani, che rischiano l’implosione sociale per le storture del loro sistema.
Contemporaneamente all’oligarchia andrebbe eliminata l’emarginazione, ed in effetti dato che la seconda è causata dalla prima, non dovrebbe neanche essere così difficile. Costruire case, servizi ed opportunità di lavoro per gli emarginati, eliminando ogni forma di mendicità e parassitismo, non dovrebbe essere particolarmente difficile se davvero si desiderasse farlo.
Nelle zone (soprattutto italiane) dove la società è in mano alla delinquenza andrebbe usata la forza senza tanti scrupoli, ma valutando anche la possibilità di accordi locali che di fatto amnistino e integrino a livelli non gestionali nelle strutture dello stato, coi relativi acquisiti obblighi di legge, coloro che, senza aver commesso gravi crimini, abbiano fatto parte di associazioni a delinquere e accettino di adeguarsi per il futuro agli ordinamenti dello stato (lo fecero gli americani a suo tempo nel Far West).
Come conseguenza dell’eliminazione delle due classi suddette andrebbero ristrutturate sia la magistratura che le forze dell’ordine, rendendole territoriali, elettive ed obbligatorie (il miglior giudice è quello che non lo vuole fare, ma il vero problema sarebbe decidere chi lo vota, perché la finzione democratica per cui vota chiunque non funziona), con maggiori poteri discrezionali ma anche con maggiori responsabilità civili e penali.
Molte decisioni legali di interesse locale andrebbero discusse e prese a livello locale, decidendole in assemblea con modalità da definire. Non deve succedere che i codici legali vengano utilizzati per aggirare la giustizia e sostenere la prevaricazione.
I codici andrebbero col tempo sfrondati massicciamente, per renderli utilizzabili e comprensibili alle persone oneste (sembra utopistico, ma dipende solo dal volerlo fare davvero).
Le Forze armate sono, allo stato attuale, l’unica risorsa che nei paesi occidentali potrebbe permettere questo drastico cambiamento. Se si riuscisse a realizzare un nucleo di potere efficace all’interno di esse, dovrebbero prendere il potere, eliminare i collusi dal proprio interno, impadronirsi dei mezzi di informazione, esautorare temporaneamente gli esponenti politici (che andrebbero comunque drasticamente depurati delle loro componenti delinquenziali) e arrestare oligarchi e loro emissari.
Colpo di stato?
No, lo stato non c’è più da un pezzo…
Non mi nascondo che è assai difficile.
Difficile che le Forze armate si sveglino, trovino compattezza sufficiente e circostanze esterne favorevoli.
Se succedesse, l’informazione andrebbe in fase transitoria rigidamente controllata, per il semplice fatto che in effetti ora non c’è, c’è solo una forma di manipolazione che viene spacciata per informazione.
I partiti politici andrebbero temporaneamente eliminati perché non rappresentano più il popolo ma solo gruppi di potere.
Si potrebbero ripristinare nel tempo, su base solidaristica locale, ragionandone pragmaticamente.
Tutto ciò è improbabile? Sì.
Impossibile? No.
La deriva etica ha oggi raggiunto livelli tali che non posso credere che molti non se ne rendano conto.
Il consumismo e la pubblicità mendace hanno bombardato per decenni la mente di gente che, già passiva, è stata resa ancor più passiva.
La famiglia è stata pressoché distrutta perché ostacolava il disegno di controllo generale.
La religione è stata contrastata per la stessa ragione.
Per far questo si sono evidenziate di queste due strutture tutti gli aspetti negativi (storicamente molti e gravi) tacendo quelli positivi.
Siamo giunti a non poter più distinguere maschi e femmine, a non poter più tutelare un simbolo religioso.
Vedere questo come simbolo di libertà individuale è da folli.
Questa è solo strategia di marketing: tu devi accettare solo quello che ti fornisco io, il resto non vale niente.
Vogliamo accettare questo?
No. Al diavolo gli oligarchi e la loro mentalità malata.
Tuttavia è chiaro che un cambiamento è possibile tanto più quanto più si riuscirà a ritrovare una centralità spirituale.
L’uomo è mortale e deve confrontarsi con la propria morte. Tutto il resto va dimensionato su questa consapevolezza.
E senza Spirito non si va da nessuna parte.
Fenomeni geopolitici come la attuale convergenza tra i cristiani ortodossi, i musulmani sciiti e la pragmatica visione cinese del mondo, apparentemente atea ma di base confuciana, possono suggerire un’aspettativa.
I musulmani sunniti dormono, i cristiani cattolici dormono, i cristiani protestanti sono quasi morti, hindu e buddhisti stanno per i fatti loro. Se tutte queste forze spirituali si risvegliassero a poco a poco e convergessero nella necessità di una comune riforma spirituale, la situazione potrebbe ribaltarsi.
Mai porre limiti alla Provvidenza.
UNO SPUNTO DI RIFLESSIONE SULLA SITUAZIONE POLITICA DELL’OCCIDENTE NEL XXI SECOLO
Nel libro ‘Pistis Sophia’ la Maddalena rappresenta la Conoscenza vale a dire la Gnosi e quindi l’incarnazione umana della Sophia e come tale la Sposa del Cristo. L’identificazione di Maria Maddalena con la Sophia è presente anche nel vangelo apocrifo di Filippo. Secondo la teologia gnostica Gesù e Maria Maddalena erano le incarnazioni umane degli eoni Cristo e Sophia. Sophia letteralmente dal greco significa saggezza. Sophia è anche il femminile della divinità giudaico cristiana ed inoltre una sorgente di puro potere, lo “Spirito”. Sophia quindi è il Sacro Divino Femminile nel Suo aspetto di Saggezza che viene dal Cuore. Nella foto la facciata della chiesa di Santa MARIA MADDALENA a Venezia dove si legge: “Sapientia aedificavit sibi domum”, cioè: LA SAPIENZA HA COSTRUITO LA SUA CASA.
Chiesero a Rumi, maestro spirituale persiano del tredicesimo secolo: Cos’è il veleno? Tutto ciò che va oltre ciò di cui abbiamo bisogno è veleno. Può essere potere, pigrizia, cibo, ego, ambizione, paura, rabbia, o qualsiasi altra cosa … Cos’è la paura? La non accettazione dell’incertezza. Se accettiamo l’incertezza, diventa un’avventura. Cos’è l’invidia? La non accettazione della beatitudine nell’altro. Se lo accettiamo, diventa ispirazione. Cos’è la rabbia? La non accettazione di ciò che è al di fuori del nostro controllo. Se accettiamo, diventa tolleranza. Cos’è l’odio? La non accettazione delle persone così come sono. Se li accettiamo incondizionatamente, allora diventa amore. Cos’è la maturità spirituale? È quando smettiamo di provare a cambiare gli altri e ci concentriamo sul cambiare noi stessi. È quando accettiamo le persone così come sono. È quando capiamo che tutti hanno successo secondo la loro prospettiva. È quando impariamo a lasciar andare. È quando siamo in grado di non avere aspettative in una relazione, e diamo solo per il piacere di dare. È quando capiamo che ciò che facciamo, lo facciamo per la nostra stessa pace. È quando perdiamo la necessità di mostrare al mondo quanto siamo intelligenti. È quando smettiamo di cercare l’approvazione degli altri. È quando smettiamo di paragonarci agli altri. È quando siamo in pace con noi stessi. La maturità spirituale è quando siamo in grado di distinguere tra bisogno e volere e siamo in grado di lasciar andare questa volontà. La maturità spirituale si ottiene quando smettiamo di cercare la felicità nelle cose materiali.
Un giorno un uomo di 75 anni viaggiava in treno leggendo un libro durante il tragitto. Al suo fianco viaggiava un giovane universitario. Improvvisamente, il giovane si rende conto che il libro che sta leggendo il vecchio è una Bibbia e gli chiede: «Credi ancora in quel libro pieno di favole e sciocchezze?» «Sì certo,» gli rispose il vecchio, «Voi pensate che mi stia sbagliando nel farlo?» Il giovane rispose: «Certo! Penso che lei, signore, dovrebbe dedicarsi allo studio della scienza e della storia del mondo. Solo persone senza cultura e i fanatici credono ancora in queste sciocchezze. Vi farebbe bene studiare e informarvi meglio! Sapere cosa dicono gli scienziati di queste cose.» Il signore anziano con molta calma gli disse: «E dimmi, giovane, è questo che dicono i nostri scienziati della Bibbia?» Il giovane gli rispose: «Sì, esatto. Ora purtroppo devo scendere, non ho tempo di spiegarti, ma lasciami il tuo nome con il tuo indirizzo, così posso inviarti del materiale scientifico per posta, in modo da illuminarti sulle questioni che contano davvero per il mondo.» Il vecchio allora, con molta pazienza, aprì la tasca del cappotto e diede al giovane universitario il suo biglietto da visita. Il giovane prese il biglietto, e nel leggerlo sgranò gli occhi. Sul biglietto c’era scritto: Dottor Louis Pasteur, Direttore dell’Istituto nazionale di ricerca scientifica dell’Università nazionale francese. Fatto accaduto nel 1892. Ora, potete credere o non credere, coltivare in voi il dubbio, sospendere ogni giudizio, farvi paladini dell’ateismo; potete credere in qualsiasi cosa vogliate, ma questa storia insegna una cosa, una cosa soltanto: chi ha la presunzione di sapere, di giudicare l’altro, chi spara sentenze molto spesso finisce per essere come il giovane universitario: uno sciocco presuntuoso.
L’introduzione delle valute digitali nei paesi sarà sincronizzata con l’ingegneria sociale, il cui scopo è eliminare la struttura a tre livelli dell’ordine sociale (povero-borghese-ricco) e il passaggio a una struttura a due livelli struttura in cui non ci saranno né poveri né borghesi, ma al loro posto si creerà una massa stratificata, il cui criterio non sarà il reddito, ma il grado di fedeltà al sistema. Il denaro digitale è in realtà l’ultima fase della ristrutturazione sociale della società, che include la lealtà della popolazione attraverso programmi di controllo. Il denaro digitale elimina completamente la base economica del capitalismo moderno basato sul consumo illimitato; al contrario, regola rigorosamente il consumo attraverso standard di consumo introdotti che dipendono dal livello di lealtà dei cittadini. Il cambiamento dei principi porta a una radicale ristrutturazione dell’intera società. Crea un nuovo spazio di contraddizioni, in cui le contraddizioni scompaiono, che hanno portato all’odierna crisi insolubile del capitalismo. La società che si sta costruendo oggi sul pianeta non sarà né capitalista né socialista, sarà una società di controllo totale, ma senza il feedback che la democrazia oggi fornisce. E questo significa che tutti i principi morali e morali all’interno dei quali esiste la società odierna scompariranno completamente. Il denaro digitale in questo caso è solo un indicatore che mostra fino a che punto questo o quel paese è avanzato nella transizione verso questo nuovo stato.
IMAM HUSSAYN IBN ALI In esempio storico lampante di una perfetta armonia tra azione interiore e azione esteriore è quello rappresentato dall’Imam Hussein, nipote de Profeta Muhammad, modello del piccolo e del grande jihad, della sforzo dell’uomo su sé stesso, sulle sue pulsioni inferiori, nella tensione di uno sforzo che riconduce l’uomo al divino, e allo stesso tempo è azione esteriore, lotta contro i oppressori e i corruttori. Egli si sollevò, alla guida di meno di cento fedeli ed eroici compagni, contro un empio e ingiusto governante, fronteggiando senza timore né dubbi un esercito di migliaia di uomini che voleva costringerlo alla sottomissione. Un manipolo di uomini rimase fedele fino alla morte alla Guida, perché egli rimase fedele fino alla morte all’Islam del Profeta. Molti sono le personalità le cui gesta costituiscono un modello esemplare di azione: a partire dall’Imam stesso, il cui grido di battaglia fu «ben lontana è da noi la viltà!»; suo figlio Alì, che gli chiese: «Caro padre, noi non siamo forse nel giusto?», ed egli rispose: «Certo, giuro su Dio che noi siamo nel giusto!», al che il giovane figlio rispose: «in questo caso la morte non ci spaventa»; il compagno che interpose il proprio corpo per difendere fino allo stremo il suo Imam, e che prima di spirare tra le sue braccia, assolutamente incurante di sé e delle proprie condizioni, chiese: «O figlio dell’Inviato d’Allah, ho mantenuto fede alla mia promessa?»; Zeinab, sua sorella dell’Imam, quando le venne chiesto «cosa ne pensi di ciò che Dio ha fatto con tuo fratello e la tua famiglia?», rispose: «non ho visto nient’altro che la bellezza!» (Maa ra’aytu illa jameela, lett.: non ho percepito che la bellezza assoluta); Horr, che era uno dei comandanti dell’esercito nemico, tra i primi a fronteggiarlo, tenendolo sotto assedio e impedendogli l’accesso all’acqua, il giorno di Ashura prese una decisione straordinaria: appena prima dell’inizio della battaglia, lasciò la sua posizione e l’esercito da lui comandato, e raggiunse l’Imam Husayn chiedendogli di essere accettato tra le sue fila e, una volta ammesso, chiese di essere il primo a poter scendere in battaglia e morire contro l’esercito di cui egli stesso era un comandante solo poche ore prima, realizzando così il destino contenuto nel suo nome “Horr”, che significa “uomo libero”, “nato libero”, “nobile”.
Durante la notte prima di Ashura, l’Imam Hussein sciolse dal Patto cavalleresco di Fedeltà i suoi cavalieri, dicendo: ”siete liberi, il nemico vuole solo me, approfittate della notte per tornare dalle vostre famiglie”. Ma i cavalieri uno a uno rinnovarono il giuramento di fedeltà. Secondo la tradizione più diffusa, erano in 72. Perfetto esempio di Spirito Legionario…
LO SPIRITO LEGIONARIO “E’ l’abitudine di chi seppe scegliere la vita più dura, di chi seppe combattere anche sapendo che la battaglia era materialmente perduta, di chi seppe convalidare le parole dell’antica saga: «Fedeltà è più forte del fuoco»” Julius Evola, Orientamenti