PAM ridurrà aiuti alimentari alla Siria

a cura della Redazione

19 giugno 2023

Programma Alimentare Mondiale ha annunciato di dover tagliare la metà degli aiuti alimentari alla Siria, colpita dalle sanzioni Usa, per mancanza di fondi.

Il Programma Alimentare Mondiale delle Nazioni Unite (Pam) ha annunciato di dover tagliare la metà degli aiuti alimentari alla Siria, colpita dalle sanzioni Usa, per mancanza di fondi. “Una crisi finanziaria senza precedenti sta costringendo a tagliare l’assistenza a 2,5 milioni dei 5,5 milioni di persone che si affidano all’agenzia per i loro bisogni alimentari di base”, ha affermato il Pam.

Dopo aver esaurito tutte le altre opzioni, il Pam ha preso la decisione di estendere le risorse estremamente limitate dando la priorità a tre milioni di siriani che dipendono totalmente dagli aiuti del Pam.

Il rappresentante dell’agenzia e direttore nazionale in Siria, Kenn Crossley, ha descritto questo come uno scenario desolante. “Invece di aumentare le dimensioni o addirittura tenere il passo con le crescenti esigenze, ci troviamo di fronte allo scenario desolante di sottrarre assistenza alle persone, proprio quando ne hanno più bisogno”. L’annuncio del Pam arriva a pochi giorni dalla settima conferenza di Bruxelles sul “Sostenere il futuro della Siria e della regione”.

L’ambasciatore russo in Siria, Alexander Efimov, ha dichiarato lunedì che le sanzioni statunitensi alla Siria stanno ponendo un grave ostacolo alla ricostruzione del Paese. In osservazioni rilasciate al quotidiano locale online al-Watan, Efimov ha manifestato soddisfazione per il recente ripristino delle relazioni tra la Siria e altri Paesi arabi, principalmente l’Arabia Saudita e altri Stati del Golfo Persico, ma ha affermato che la cooperazione economica è bloccata dalle persistenti sanzioni statunitensi.

“Queste sanzioni costituiscono ancora un grave ostacolo alla piena partecipazione dei Paesi della regione alla ricostruzione della Siria. Invito l’Occidente a revocare tutte le misure illegali di pressione finanziaria ed estorsione. Spero che altri Paesi del Medio Oriente aiutino a fermare questa politica disumana il prima possibile”, ha concluso l’ambasciatore.

Tratto da: Il Faro sul Mondo

PAM ridurrà aiuti alimentari alla Siria
PAM ridurrà aiuti alimentari alla Siria

LA NATO ATTACCA L’EUROPA

a cura di Beppe Da Gori

18 giugno 2023

“Una squadra di sabotatori ha usato la Polonia come base operativa per far saltare i gasdotti Nord Stream che trasportavano gas dalla Russia alla Germania attraverso il Mar Baltico”: lo ha appurato una indagine ufficiale tedesca, riportata da The Wall Street Journal.
Gli investigatori tedeschi hanno ricostruito la rotta nel Mar Baltico dello yacht Andromeda, proveniente dalla Polonia, a bordo del quale hanno trovato tracce di HMX, esplosivo militare per la demolizione di infrastrutture sottomarine. Si aggiunge così un altro capitolo esplosivo all’inchiesta del giornalista statunitense Seymour Hersh “Come l’America ha fatto fuori il gasdotto Nord Stream”. Tutto ormai è provato. Nel dicembre 2021 viene convocata alla Casa Bianca una task force – composta da ufficiali della CIA, dello Stato Maggiore e del Dipartimento di Stato – con il compito di sabotare il Nord Stream. Nel giugno 2022, durante l’esercitazione NATO Baltops, incursori statunitensi e norvegesi, operando dallo yacht Andromeda inviato dalla Polonia, piazzano le cariche sottomarine. Tre mesi dopo, il 26 settembre 2022, un aereo P8 della Marina norvegese sgancia una boa sonar, il cui segnale fa esplodere le cariche.
Il Wall Street Journal lo definisce “uno dei più grandi atti di sabotaggio in Europa dalla Seconda Guerra Mondiale”. È una azione bellica compiuta da tre membri della NATO – Stati Uniti, Norvegia e Polonia – contro la Germania, membro della NATO, per impedire all’Europa di importare gas russo a basso costo.
Il Segretario di Stato Antony Blinken ha definito il blocco del Nord Stream “un’opportunità straordinaria per eliminare una volta per tutte la dipendenza dell’Europa dall’energia russa, un’enorme opportunità strategica per gli anni avvenire” e ha sottolineato che “gli Stati Uniti sono divenuti il principale fornitore di gas naturale liquefatto all’Europa”. GNL, ovviamente, molto più caro del gas russo. Ora arrivano alla conquista del mercato energetico europeo la Exxon, la Chevron e altre compagnie USA che “hanno registrato profitti record grazie all’impennata dei prezzi del petrolio”.
A causa del crescente prezzo dell’energia – scrive il Wall Street Journal – “l’Eurozona scivola verso la recessione, perché l’inflazione danneggia i consumi, e l’Europa è bloccata dall’equivalente economico di un lungo Covid”. In questa Europa è iniziato “il più grande dispiegamento multinazionale di forze aeree nella storia della NATO” con l’esercitazione “Air Defender” che si svolge in Germania sotto comando USA.

Tratto da Controredazione

LA NATO ATTACCA L’EUROPA
LA NATO ATTACCA L’EUROPA

Napoli e Roma, tra legami storici e culti misterici

di Lelio Antonio Deganutti

Unintervista al professore Stefano Arcella

“Storicamente, Napoli fu sempre una città fedele a Roma. È noto che per il culto di Cerere le sacerdotesse erano reclutate da Napoli, ove esisteva un prestigioso sacerdozio preposto a quel culto”

Il professore Stefano Arcella è uno dei massimi studiosi italiani di culti misterici, in particolar modo del culto di Mithra che si diffuse in Italia nel I secolo d. C.. Basti pensare ai molti mitrei diffusi nella penisola italica, in particolare quello nell’attuale basilica di San Clemente a Roma. Ha scritto diversi saggi ed opere che la loro prosa agevole e fluida non sono esclusivamente destinati ad un pubblico di esperti in materia. La sua ultima fatica è “Il dio splendente – i misteri romani di Mithra fra Oriente e Occidente”.

Alcuni studiosi vogliono sovrapporre la figura di Mithra a quella di Cristo. Che differenze ci sono in realtà?

“Si tratta di divinità molto diverse. Mithra è un dio invitto, ossia sempre vincitore sul toro simbolico. Nel linguaggio epigrafico delle descrizioni del mithraismo romano egli è ‘Deus sol invictus Mithra’. Il processo di morte/rinascita concerne il toro che simboleggia l’incoercibilità degli istinti e delle passioni dell’uomo, della sua condizione ordinaria. Il toro colpito dal pugnale di Mithra muore ma dalla sua coscia nasce la spina di grano; il simbolismo vegetale è un simbolismo verticale. La forza della pianta spezza la zolla di terra e ascende verso la luce e verso il Sole, a simboleggiare la spinta dell’uomo – iniziato ai misteri del sole – verso la trascendenza. Peraltro si tratta di un culto misterico, riservato agli iniziati, a differenza del culto del sol invictus fondato dall’Imperatore Aureliano (275 d. C.) che era un culto pubblico, di stato. Mithra era l’aspetto misterico, della spiritualità solare ed è attestato a Roma almeno dai tempi dell’Imperatore Domiziano, con riferimenti al dio della tebaide del poeta latino Stazio. Ciò in estrema sintesi. Gesù Cristo è configurato nella dottrina cattolica quale dio incarnato che vive una vicenda di passione, morte e resurrezione. La morte/resurrezione aveva già riguardato altre divinità del mondo antico: Dionisio, Osiride, Attis. La peculiarità del Cristo è la sua incarnazione, il dio fatto uomo. Inoltre, il cristianesimo, se nei primi secoli presentava caratteri tipici delle comunità misteriche, dal IV sec. d. C. in poi, diviene una religione aperta a tutti, fino a diventare, sul finire del IV secolo, l’unica religione di Stato nell’Impero (mi riferisco agli editti dell’Imperatore Teodosio del 391/392 d. C. che proibivano i culti celebrati dai Maiores, quelli che , nella vulgata, sono definiti i ‘culti pagani’. Di questo processo storico religioso del cristianesimo ho parlato ampiamente nel ‘Misteri del sole’ (Controcorrente, Napoli, 2002) e nell’ultimo libro, ‘il dio splendente’ (Arkeios/Mediterranee, Roma, 2019). Vi sono anche alcune parziali somiglianze, fra i due culti: il pasto sacro Mithriaco e l’Eucarestia cristiana; la iniziazione al Miles mithriaco che ritroviamo, con caratteri simili, nella Cresima cristiana (il soldato di Cristo) che sorse, in realtà, come sacramento autonomo, molto più tardi; il Pater mithriaco (settimo e massimo grado dell’iniziazione) e il Santo Padre del Cattolicesimo occidentale. Entrambi i culti nascono nel bacino culturale dell’ellenismo, ma sviluppano caratteri molto differenti”.

Come è possibile, se è possibile, per l’uomo contemporaneo vivere in misteri antichi?

“Di questo tema mi sono ampiamente occupato nel capitolo La via solare nel XXI secolo, in Il dio splendente. La scienza dello spirito di Rudolf Steiner nonché i contributi, gli approfondimenti, degli esoteristi Giovanni Colazza e Massimo Scaligero e anche quelli di Pio Filippani Ronconi ci indicano una via di realizzazione spirituale sperimentale, molto empirica, in forme adatte alla costituzione interiore dell’uomo moderno e contemporaneo. La Tradizione è sempre viva perché è sempre nuova, oltre il retaggio sacrale delle forme del passato, con riferimento a tutti i ritualismi cristallizzati. Essi sono il ‘pensiero pensato’ ,fisso, irrigidito”.

Cosa può dirci sul concetto di salvezza? Anche nelle antiche credenze misteriosofiche si insisteva su questo concetto?

“I Misteri del mondo antico avevano un aspetto fortemente soteriologico. Il fine dei Misteri era il conseguimento, da parte del miste, dell’adepto, della isothèos physis, la natura divina, per cui l’adepto diveniva l’eidolon, l’immagine del dio La salvezza dell’anima, in questo contesto, non era per tutti, ma per coloro che avevano compiuto un itinerario iniziatico in cui avevano conseguito la purificazione, poi la graduale elevazione interiore per unificarsi al Divino. Nella dottrina mithriaca, in particolare, l’anima che, discesa verso la nascita terrena, aveva attraversato sette sfere planetarie, in ciascuna acquisendo la veste di una determinata passione, poi, nel cammino iniziatico, attraversava sette gradi, sette ‘sfere’ o ‘porte’, liberandosi progressivamente nelle impurità che aveva in precedenza acquisito. Peraltro, nel mondo classico, si distingueva fra due possibilità diverse nel post-mortem: i Campi Elisi – riservati agli iniziati- e il ‘mondo delle ombre’, per coloro che non avevano compiuto un cammino di purificazione. Questa salvezza, nei Misteri, era perseguita diversamente, a seconda delle varie vie praticate: vi era quella apollinea (nei regni ellenistici Mithra era assimilato ad Apollo quale ‘dio della luce’), quella dionisiaca, ma anche il percorso dei Misteri della terra (Eleusi) e quello dei misteri di Cibele e Attis”.

Secondo lei il culto di Maria nella Chiesa Cattolica è connesso ad antichi culti mediterranei della dea madre?

“Indubbiamente la rappresentazione cattolica di Maria presenta affinità simboliche e iconografiche con la dea Iside (il simbolismo stellare, la dimensione celeste) e anche con Cibele. Il culto popolare della Madonna presenta, talvolta, affinità di rituali con quello di Cibele. A Napoli abbiamo il culto della Madonna dell’Arco che viene celebrato con le musiche e danze che ricordano i caratteri rumorosi del culto di Cibele ricordato da Catullo nei suoi versi. Tuttavia, va rilevata una differenza di fondo: il culto della Madonna è aperto a tutti, in una prospettiva di fede religiosa e di riconoscimento dei dogmi della Chiesa Cattolica. I Misteri di Iside erano riservati agli iniziati, come anche quelli di Cibele. Vero è anche, però, che attorno a questi culti misterici, si sviluppava e si articolava tutta una serie di celebrazioni pubbliche, come avveniva nei Misteri di Dionisio. I misteri di Mithra avevano, invece, un carattere rigorosamente ed esclusivamente misterico”.

Perché Roma e Napoli (l’antica Palepoli) sono cosi indissolubilmente legate?

“Storicamente, Napoli fu sempre una città fedele a Roma, in particolare durante la guerra e l’invasione di Annibale in Italia. Peraltro è noto che – come ci informa Tito Livio- per il culto di Cerere da celebrare a Roma, le sacerdotesse erano reclutate da Napoli, ove esisteva un prestigioso sacerdozio preposto a quel culto. Se esaminiamo inoltre il vocabolario delle istituzioni statuali del Regno di Napoli -al tempio, ad esempio, degli Angiò-Durazzo (Re Ladislao.1394-1414)- queste istituzioni erano ispirate all’antico ordinamento romano. Su questo aspetto rinvio al testo di Alessandro Cutolo su Re Ladislao. Napoli, pur essendo una città di origine greca, a partire da Palepoli e poi con Neapolis, ha sempre avuto un rapporto preferenziale con Roma, quasi una sua manifestazione, come si può notare anche dal simbolismo cromatico: i colori della città-il rosso e il giallo-sono simili ai colori di Roma Imperiale. E questo simbolismo cromatico ha una storia molto antica”.

Tratto da: VMagazine

Napoli e Roma, tra legami storici e culti misterici
Napoli e Roma, tra legami storici e culti misterici

L’AUKUS VUOLE SUPERARE LA CINA

di Andrea Muratore

16 giugno 2023

La mossa per vincere la battaglia del Pacifico

A quasi due anni dal compimento dell’asse securitario tra Stati Uniti, Regno Unito e Australia che ha messo in campo l’alleanza Aukus i tre Stati dell’Anglosfera stanno procedendo nel consolidare il nocciolo duro della sinergia che li unisce.

La partita per lo sviluppo di sottomarini nucleari che è alla base di Aukus mira a creare una supremazia nell’Indo-Pacifico per i Paesi del patto, e ad essa si aggiungono altri ritrovati dall’importante ricaduta geostrategica: una di queste riguarda lo sviluppo di sciami di droni intelligenti e guidati in coordinamento, una tecnologia di rottura che può aprire alla convergenza militare anche con attori come Giappone e Taiwan.

Un’altra frontiera è quella che il trattato dell’Aukus individua come suo secondo pilastro: la partita per l’intelligenza artificiale e le tecnologie più dirompenti. L’obiettivo, sintetizza The Strategist, è “contrastare i progressi tecnologici della Cina, mettendo in comune risorse in aree di capacità militari avanzate come l’intelligenza artificiale, il calcolo quantistico, la tecnologia informatica, le capacità sottomarine, gli ipersonici e gli anti-ipersonici, la guerra elettronica e la condivisione delle informazioni”. La testata è un’emanazione dell’Australian Strategy Policy Institute (Aspi) che ha classificato ventitré tecnologie come centrali per la definizione dei livelli di sviluppo strategico-militare del secondo pilastro Aukus, indicando in diciannove di esse un vantaggio cinese.

Tra queste, spiccano tutte le tecnologie che hanno a che vedere con la guerra sottomarina e la gestione automatizzata e guidata dall’intelligenza artificiale di missili ipersonici e sistemi di contrasto di questi vettori di ultima generazione. A cui si sommano anche le sfide della guerra elettronica. Gli Stati Uniti, traino del patto Aukus, si trovano in testa principalmente sul calcolo quantistico. Per questo l’Aspi invita i Paesi Aukus a “approfondire rapidamente la loro collaborazione per garantire la futura libertà di azione” dell’asse tra i tre Stati, anche “attraverso l’accesso a catene di approvvigionamento tecnologiche critiche affidabili e sicure”.

A tal proposito, a fine maggio i Defence Science and Technology Laboratory di Salisbury, nel Regno Unito, hanno organizzato il primo evento di prova attiva di tecnologie di intelligenza artificiale dual-use per preparare i Paesi del patto a far convergere gli standard, mettere in comune talenti e capacità e far coesistere apparati civili e militari funzionali a governare le sfide del presente e del futuro nel comune scenario Indo-Pacifico. Le cosiddette Advanced Capabilities di cui parla il trattato Aukus dovranno essere sviluppate, secondo i tre Paesi aderenti, in sinergia e non in coda al programma-guida dei sottomarini nucleari.

Regno Unito e Australia possono costruire la loro rilevanza geostrategica nel campo Aukus proprio su questi fronti ove è il fattore umano, il livello tecnologico delle accademie e delle forze armate e la capacità di formare talenti a fare la differenza, trovando un elemento complementare alla primazia americana sulle tecnologie militari tradizionali. Gli Usa possono fornire carburante all’innovazione di frontiera, e il calcolo quantistico lo dimostra, Regno Unito e Australia garantire le capacità perché tale innovazione sia testata e messa a terra in tecnologie di deterrenza e sicurezza.

Dalla robotica per la tutela delle infrastrutture sottomarine alla guerra elettronica, passando per lo sviluppo di materiali più resistenti alle acque oceaniche e a tecnologie di rilievo di danni ai dispositivi militari e manutenzione predittiva ormai la militarizzazione delle tecnologie va di pari passo con la sempre più elevata complessità tecnologica delle forze armate stesse. Su questa ibridazione si giocherà molto del potenziale di deterrenza di Aukus contro la sfida cinese. E dunque una parte fondamentale della “nuova Guerra Fredda” tra Pechino e Washington.

L’AUKUS VUOLE SUPERARE LA CINA
L’AUKUS VUOLE SUPERARE LA CINA

Cina: Washington usa Kiev come carne da macello contro la Russia

a cura della Redazione

17 giugno 2023

Cina – Il generale dell’esercito cinese, He Li, ha affermato che il governo degli Stati Uniti sta usando l’Ucraina come “carne da macello” contro la Russia attraverso la sua continua fornitura di armi.

“Gli Stati Uniti hanno usato l’Ucraina come “carne da macello” nella loro guerra contro la Russia per avere un concorrente minore e un fragile avversario strategico”, ha dichiarato il generale al South China Morning Post.

He Li ha aggiunto che le nuove forniture di armi da Washington non fanno che prolungare il conflitto. Il generale ha sottolineato: “Vorrei chiedere agli Stati Uniti se vogliono davvero la pace. Vuoi essere una mano oscura dietro le quinte o sei seriamente intenzionato a essere un amico che porta la pace?”.

Come ha notato il generale cinese, l’attuale crisi in Ucraina è stata una sorpresa per Pechino. Ha aggiunto: “La Cina è molto preoccupata e si rammarica di non aver ancora visto prospettive di pace”. Ha anche negato le accuse secondo cui Pechino stava cercando di convincere Kiev a fare concessioni territoriali per amore della pace.

Martedì, Washington ha annunciato l’assegnazione di un nuovo pacchetto statunitense di armi e attrezzature militari del valore di 325 milioni di dollari all’Ucraina.

Tratto da: Il Faro sul Mondo

Cina: Washington usa Kiev come carne da macello contro la Russia
Cina: Washington usa Kiev come carne da macello contro la Russia

NON AMATE IL MONDO, AMATE DIO

a cura di Paola Orfei

Dal Vangelo di Giovanni 2:15-16:
Non amate il mondo né le cose che sono nel mondo. Se uno ama il mondo, l’amore del Padre non è in lui. Perché tutto ciò che è nel mondo, la concupiscenza della carne, la concupiscenza degli occhi e la superbia della vita, non viene dal Padre, ma dal mondo.

NON AMATE IL MONDO, AMATE DIO
NON AMATE IL MONDO, AMATE DIO

UNABOMBER: TRA IDEALISMO E FOLLIA

Videoconferenza del canale YouTube IDEE&AZIONE, trasmesso in live streaming il giorno 14 giugno 2023.

Chi era Theodor John Kaczynski, accademico, scrittore e terrorista statunitense, meglio noto con il soprannome “Unabomber”, condannato all’ergastolo nel 1996 e passato oltre lo scorso 10 giugno 2023? Scopriamo questo personaggio controverso e geniale con il giornalista e psichiatra Adriano Segatori, modera Urizio Federico.

UNABOMBER: TRA IDEALISMO E FOLLIA

IDDIO E’ IMMENSO E SAPIENTE

di Chiara Rovigatti

Dio è immanifesto, manifesto e manifesto in potenza: per cui è al di là di ogni dimensione e simultaneo perché è oltre lo spazio-tempo che lo limiterebbe.

Per questo è chiamato “il Tutto” qualsiasi religione Lo possa esprimere.

Sia Gloria a Lui!

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A Dio appartengono l’Oriente e l’Occidente. Ovunque vi volgiate, ivi è il Volto di Dio. Iddio è immenso e sapiente.

Corano 2-115

IDDIO E' IMMENSO E SAPIENTE
IDDIO E’ IMMENSO E SAPIENTE

ESORDIO DEL REGNO DEI ROTHSCHILD IN EUROPA

a cura di Flavio Duminuco

18 Giugno 2023

Il 18 giugno 1815 Napoleone viene sconfitto a Waterloo, in una battaglia memorabile, magnificamente condotta, ma dall’esito sfortunato.

Con la sua scomparsa dalla scena si entra nell’era della Dinastia Rothschild in Europa. Egli, che aveva fatto arrestare il banchiere di Parigi, aveva dichiarato la guerra all’usura. La sua sconfitta determina il dominio della dinastia dei finanzieri. Sono basati in cinque città di diverse nazioni: Francoforte, Londra, Parigi, Vienna e Napoli.

I napoletani si possono fregiare del titolo prestigioso di essere stati i soli a farli fallire.

ESORDIO DEL REGNO DEI ROTHSCHILD IN EUROPA
ESORDIO DEL REGNO DEI ROTHSCHILD IN EUROPA

Di Battista: “Il berlusconismo e la sua glorificazione interessata”

di Alessandro Di Battista (ilmillimetro.it)

17 giugno 2023

«Tutti ti amano quando sei due metri sotto terra» disse Oscar Wilde. Ma siamo in Italia, dunque: se sei stato potente, tutti devono dire di averti amato ancor prima del funerale. Il fatto che la beatificazione postuma di Berlusconi fosse ampiamente prevedibile non ne riduce l’inciviltà. La santificazione a reti unificate di Berlusconi è l’ennesima pagina nera della nostra democrazia a sovranità (intellettuale) limitata. Pagina nera sì, perché, salvo eccezioni, non ha nulla a che fare con l’umano dolore, semmai ha a che fare con il potere. Dunque, nella maggior parte dei casi si tratta di una santificazione ipocrita. Ho aspettato alcuni giorni prima di aprire bocca. La morte è un mistero che va rispettato così come merita rispetto il dolore dei parenti di chi muore. E questo vale per tutti. Come scrisse Antonio de Curtis ‘A morte ‘o ssaje ched’è? E’ ‘na livella. ‘nu rre, ‘nu maggistrato, ‘nu grand’ommo, trasenno ‘stu canciello ha fatt’o punto c’ha perzo tutto, ‘a vita e pur’o nomme. Tu nun t’he’ fatto ancora chistu cunto? Perciò, stamme a ssentì, nun fa’ ‘o restivo, suppuorteme vicino, che te ‘mporta? ‘Sti ppagliacciate ‘e ffanno sul’e vive: nuje simme serje… appartenimmo a morte!. “Noi siamo seri…apparteniamo alla morte!” dice il povero netturbino al signor Marchese nella poesia di Totò. Il punto è che lo spettacolo indecoroso al quale abbiamo assistito in questi giorni di riabilitazione mediatica (molto più che politica) è tutto tranne che serio. Ma in Italia le tragedie, e la morte lo è, si trasformano spesso in farsa. I sette giorni di lutto parlamentare decretati dai presidenti di Camera e Senato sono un insulto a tutti coloro che li pagano per lavorare. Non bastava, evidentemente, la settimana corta degli onorevoli. Così come è un insulto la celebrazione di Berlusconi apparsa sul sito istituzionale del Ministero di grazia e giustizia. Ricordo quando una pletora di cortigiani, capitanati da Angelino Alfano, occupò la quarta sezione penale del Tribunale di Milano per protestare contro uno dei tanti processi del loro padrone. Per non parlare della patetica corsa all’inquadratura di un nugolo di morti di fama tutti interessati ad apparire nel momento giusto. Non vi è ormai alcuna differenza tra la Rai e Mediaset. Eccolo il lascito berlusconiano, altro che atlantismo ed europeismo.

Il berlusconismo e la sua glorificazione interessata – Il festival dell’ipocrisia

Non mi permetto di mettere il becco sulle lacrime vere che in molti hanno versato e comprendo perfettamente la gratitudine di chi ha vissuto una vita agiata grazie a Berlusconi. Nell’oceano di ipocrisia (a questo ci arriverò presto) Vittorio Feltri è stato il meno ipocrita di tutti. Grazie a lui sono diventato ricco, questo basta per avere ammirazione e gratitudine. La gratitudine è un sentimento nobile perché sincero. Quel che è davvero scandalosa è l’adulazione, la santificazione, la glorificazione da parte di coloro che, teoricamente, sarebbero dovuti essere antagonisti politici di Berlusconi ma che non lo erano affatto. C’è chi ha contrastato Berlusconi non per le innumerevoli ragioni politiche e morali per la quali sarebbe stato opportuno farlo. No, l’ha fatto per invidia! Non temo Berlusconi in sé, temo il Berlusconi in me” disse Gian Piero Alloisio. Come a dire che vi è un pizzico di Berlusconi in ognuno di noi. Ma qui siamo ad un altro livello. Evidentemente la maggior parte dei suoi sedicenti avversari politici che si sono affrettati a tesserne le lodi più che temere il Berlusconi in loro stessi, sognavano di diventare come lui. I Berlusconi che non ce l’hanno fatta sono molti di più di quelli che immaginavamo. Sono coloro che non hanno detto nulla sulla vergogna del lutto nazionale, lutto che non venne concesso neppure quando i servitori dello Stato venivano fatti a pezzi dal tritolo della mafia e dalla connivenza con Cosa nostra da parte di quello Stato che volevano servire.

Sono coloro che per decenni, a chiacchiere sostenevano che Berlusconi fosse il male ma che nella realtà hanno condiviso con lui tutte le leggi ad personam e le ignobili guerre in Afghanistan e Libia. Sono coloro che si sono vantati di non aver toccato il conflitto di interessi o che raggiungevano l’orgasmo quando potevano finalmente affermare di avere una bancaL’Italia berlusconiana, in gran parte, è quella che per anni si è spacciata per anti-berlusconiana, quella che ha portato avanti un anti-berlusconismo di facciata la cui falsità, oggi, non è più possibile mascherare. Non mi interessa parlare di Berlusconi oggi. È morto. La morte non cancella tutto ci mancherebbe altro. Non cancella la memoria e la memoria va coltivata. Tuttavia, oggi, davanti allo spettacolo mediocre che è stato offerto da una parte del Paese che giustifica Berlusconi per poter giustificare meglio se stesso, è opportuno parlare di quei vivi che lo idolatrano e che lo glorificano di più di quel che lui stesso si sarebbe immaginato. E non mi riferisco a chi gli ha voluto bene in modo disinteressato o chi (e sono molti) gli ha voluto bene in modo spiccatamente interessato. Il bene è bene. Mi riferisco a coloro che oggi lo dipingono come uno statista ma che ieri brindavano quando Monti prese il suo posto. Coloro che, presi da un’incontinenza verbale davvero stomachevole, lo esaltano per poter farsi accettare da quel che resta della comunità di Forza Italia o per tentare di raccattare qualche voto o qualche parlamentare.

Il berlusconismo e la sua glorificazione interessata – Un Paese sull’orlo del fallimento etico

Renzi è il principale protagonista di tale immorale strategia. Montanelli parlando di Berlusconi disse che credeva alle bugie che raccontava e forse per questo per molti sono risultate così credibili nel tempo. L’esatto opposto di Renzi che odora di falsità lontano un miglio. L’esatto opposto di coloro i quali, quando negli ultimi tempi la lucidità senile consentiva a Berlusconi di parlare liberamente (e spesso in modo più che condivisibile) della genesi della guerra in Ucraina e di quel personaggio mediocre come Zelensky, lo trattavano o da vecchio rincoglionito o sostenevano che le sue tesi sul conflitto e sugli innumerevoli responsabili fossero strumentalizzate. Per decenni gli avevano inumidito le natiche ma adesso era vecchio, malato e osava criticare gli Stati Uniti, meglio prendere le distanze perché lui sarebbe passato, la NATO no. D’altronde, come scrisse Longanesi la nostra bandiera nazionale dovrebbe recare una grande scritta. Ho famiglia. Posso dire di averlo contrastato eccome il berlusconismo. Tuttavia, mi rendo conto che peggio di Berlusconi vi sono tutti quei servi che oggi si dedicano all’elogio del berlusconismo non come operazione sul passato ma come investimento sul futuro. Pensano, e temo a ragione, che la beatificazione di Berlusconi potrà garantirgli una maggior licenza di nefandezza. Con la santificazione di oggi si stanno comprando l’indulgenza di domani. Il tutto a discapito di un Paese che non può sopravvivere all’illegalità, ai conflitti di interesse che evidentemente (e lo dico da anni) non riguardavano soltanto Berlusconi, o alla propaganda bellicista che rischia di spingerci in un conflitto senza fine. Il nostro è un Paese complicatoUn Paese sull’orlo del fallimento eticoUn Paese così pieno di letame da far nascere tuttavia diamanti preziosissimi. D’altro canto, Falcone e Borsellino non potevano che essere italiani. A proposito di Borsellino, mi sono venute in mente queste sue parole: «Non ho mai chiesto di occuparmi di mafia. Ci sono entrato per caso. E poi ci sono rimasto per un problema morale. La gente mi moriva attorno». La mafia gli ammazzava gli amici, ma non ci sarebbe riuscita senza l’omertà. Il nostro resta un Paese profondamente omertoso. E l’omertà non si esprime soltanto attraverso il silenzio. A volte coincide con l’ipocrisia delle parole.

Tratto da: InfoSannio

Di Battista: “Il berlusconismo e la sua glorificazione interessata”
Di Battista: “Il berlusconismo e la sua glorificazione interessata”