IMAM MAHDI: IL RITORNO DEL RE OVVERO IL RESTAURATORE UNIVERSALE

a cura di Giuseppe Aiello

L’Imam Mahdi, discendente del Profeta Muhammad, è la figura che riapparirà alla fine dei tempi per ristabilire la giustizia, la verità e la purezza sulla Terra. La sua venuta è attesa non solo dai musulmani sciiti e sunniti, ma trova echi profondi anche in altre tradizioni spirituali del mondo.

Nell’induismo è il Kalkin Avatara, nel zoroastrismo il Saoshyant, nel buddhismo il Buddha Maitreya, nel cristianesimo il Figlio dell’Uomo, nel taoismo Li Hong e nelle tradizioni esoteriche il misterioso Re del Mondo. Tutte queste figure convergono nell’annuncio di una nuova era di pace e consapevolezza, guidata da un inviato divino che riporterà l’umanità alla sua maturità spirituale.

In questa pagina Facebook approfondiremo:

– Le origini e la vita dell’Imam Mahdi, dalla sua nascita nel nascondimento fino alla sua futura manifestazione (secondo la prospettiva Sciita e Sunnita).

– I segni e gli eventi che ne preannunciano la venuta, secondo le fonti islamiche.

– Il simbolismo (spada, cavallo, colore bianco ecc) legati alla sua figura e alla sua funzione

– I paralleli tra la sua missione e le figure redentrici di altre religioni e culture.

– Il significato spirituale della sua attesa e il modo in cui essa può trasformare la nostra vita interiore.

Questa non è solo una pagina di studio, ma uno spazio di riflessione e di azione. Perché l’attesa dell’Imam Mahdi non è un’attesa passiva: è un cammino di preparazione, purificazione e consapevolezza, che unisce i cuori di chi cerca la verità in ogni angolo del mondo.

IMAM MAHDI: IL RITORNO DEL RE OVVERO IL RESTAURATORE UNIVERSALE
IMAM MAHDI: IL RITORNO DEL RE OVVERO IL RESTAURATORE UNIVERSALE

FILOSOFIA VERTICALE

a cura di Claudio Pirillo

Una delle perle tematiche di “Filosofia Verticale” di Natalia Melentyeva (AGA editrice) è la discussione intorno alla “follia produttiva”. L’analisi della interpretazione di Gerd Bergfleth circa la „Theorie der Verschwendung: Einführung in Georges Batailles Antiökonomie“. Si tratta della teorizzazione dello spreco ovvero della dissipazione, nella ipotizzazione di un’Antieconomia formulata da Bataille. La superproduzione capitalista che, dovendo combattere la dissipazione del surplus produttivo a opera delle civiltà tradizionali attraverso momenti cronologici ritmici (feste e riti), tenta di fermare e di strumentalizzare la dissipazione dell’iperproduzione investendo il surplus in “tecnologie”, trasformando il surplus così in strumenti di morte e distruzione di quelle stesse energie che – naturalmente, invece – nella ritmicità rituale della dissipazione festiva, perpetuavano l’ordine e il ritorno delle forme vitali. Il surplus non dissipato è spacciato per progresso tecnologico dal capitalismo: la necessità tutta capitalista del supermercato e della superproduzione come arma tecno-economica quale via alla sovversione antitradizionale, quale eversione della società del Rito e del ciclo della vita.

FILOSOFIA VERTICALE
FILOSOFIA VERTICALE

IL RISPETTO DEL DHARMA

di Luca Rudra Vincenzini

“Senāyor ubhayor madhye”,”nel bel mezzo (madhye) di due eserciti (senāyoḥ ubhayoḥ)”, Arjuna, sopraffatto dallo sgomento (viṣāda), interroga Kṛṣṇa sul senso intimo della guerra e sul “rispetto” del dharma in pieno conflitto.

La Bhagavadgītā è tutta incentrata su questo tema, ovvero la definizione del concetto di dharma. Il termine deriva dalla radice dhṛ sostenere e come significato primario si intende ciò che sostiene l’ordine cosmico. Non è dunque solo un mero ordine morale, piano sul quale Arjuna era bloccato da uno sgomento tipicamente umano.

Kṛṣṇa così, partendo con un sorriso, srotola con l’andare degli eventi un’analisi impeccabile sulla natura delle cose. L’ordine cosmico sovrasta quello umano che, a stento, si inserisce in uno stato di subordinanza rispetto al precedente, ben più ampio e complesso, a meno che l’essere umano non comprenda il suo ruolo.

Abhinavagupta commenterà che il dharma universale si compone di tutte le variabili creative (svātantrya), è proprio qui che una visione contratta (paśu) della realtà cade in conflitto e non coglie due punti fondamentali di esso:

1) il primo è che l’essere umano deve trovare un posto in questo motore cosmico, riscoprendosi come un mero ingranaggio nel momento in cui trova il proprio dovere di vita (svadharma) nell’abbandono alla volontà che lo sovrasta;

2) il secondo è che le azioni perché siano libere devono essere svincolate dal desiderio dei frutti (niṣkāma-karma), è necessario agire senza l’attaccamento o la repulsione verso i risultati legati ad essi, se si vuole toccare con mano la libertà di cui la Coscienza può essere capace.

Solo in tale ottica lo kṣetra fisico, ovvero il campo di battaglia in cui gli eserciti si affrontano, può essere letto come l’allegoria della mente, mentre Pāṇḍava e Kaurava possono essere visti come le qualità ed i vizi della stessa da canalizzare in “alto”, verso la coscienza che li ingloba entrambi.

Infine, solo accettando la complessità della vita si può trovare il proprio posto (svadharma) e solo seguendolo con il dovuto distacco (niṣkāma) si può ottenere il fine della liberazione in vita (jīvanmukti).

IL RISPETTO DEL DHARMA
IL RISPETTO DEL DHARMA

LIBERIAMOCI DA QUESTA ILLUSIONE

a cura di Ottava di Bingen

“Un essere umano è parte di un tutto chiamato Universo.
Egli esperimenta i suoi pensieri
e i suoi sentimenti
come qualche cosa di separato dal resto:
una specie di illusione ottica della coscienza.
Questa illusione è una specie di prigione.
Il nostro compito deve essere quello di liberare noi stessi
da questa prigione
attraverso l’allargamento del nostro circolo
di coscienza e di comprensione di Dio,
sino a includervi tutte le creature viventi
e l’intera natura,
nella sua bellezza”.

(Albert Einstein)

LIBERIAMOCI DA QUESTA ILLUSIONE
LIBERIAMOCI DA QUESTA ILLUSIONE

Rio de Janeiro: guerra ai narcotrafficanti

a cura della Redazione

29-10-2025

Una massiccia operazione della polizia brasiliana contro criminali e narcotrafficanti a Rio de Janeiro ha causato ieri almeno 120 morti. Oltre un centinaio le persone arrestate finora nell’operazione. Le autorità brasiliane hanno definito lo scontro la più grande operazione contro il gruppo criminale “Commando Vermelho”.

 Oltre 2.500 uomini delle forze di sicurezza dispiegati ad Alemão e Penha dove vivono 280 mila persone in decine di favelas.

Tratto da: Il Faro sul Mondo

Rio de Janeiro: guerra ai narcotrafficanti
Rio de Janeiro: guerra ai narcotrafficanti

L’IGNORANZA SULLA MORTE

a cura di Evano Zaccaron

« Nessuno sa cosa sia la morte e se per l’uomo essa non sia per caso il più grande dei beni, eppure la temono come se sapessero con certezza che è il più grande dei mali. E credere di sapere quello che non si sa non è veramente la più vergognosa forma di ignoranza? »

Platone, “Apologia di Socrate”

L'IGNORANZA SULLA MORTE
L’IGNORANZA SULLA MORTE

IL GOVERNO MELONI E IL TRADIMENTO DEL POPOLO ITALIANO

di Raffaele De Santis

E COSÌ SIETE SERVITI, CARI MELONIANI!

VERGOGNA NAZIONALE: MELONI E NORDIO SPALANCANO LE PORTE ALLA CORRUZIONE DEI “COLLETTI BIANCHI”!

BASTA CON LE IPOCRISIE! Quello che il Governo Meloni sta facendo non è un errore, non è una svista: è un vero e proprio ATTO CRIMINALE contro la giustizia e la legalità in Italia e in Europa! Giorgia Meloni e il suo sodale Carlo Nordio non stanno solo bloccando una direttiva europea, stanno attivamente SMANTELLANDO ogni argine alla corruzione per proteggere i loro amici, i “COLLETTI BIANCHI” che banchettano sulla pelle del nostro Paese!

Ricordiamo tutti con quale arroganza Nordio ha cancellato l’abuso d’ufficio in Italia. Un reato che, per decenni, ha rappresentato una delle poche armi per colpire chi, dall’interno delle istituzioni, usava il proprio potere per favorire affari loschi, per intascare tangenti, per manipolare appalti e servizi pubblici. L’hanno chiamato “burocrazia”, ma era la SPINA DORSALE della corruzione sistemica! E ora, con l’abuso d’ufficio abolito, il messaggio è chiaro: VIA LIBERA ALLA MALAFEDE, ALL’ARROGANZA DEL POTERE, ALL’IMPUNITÀ!

Ma non contenti di aver trasformato l’Italia in un paradiso per i corrotti, Meloni e Nordio vogliono estendere questa vergogna a tutta Europa! L’Unione Europea, stanca di scandali come il Qatargate, chiede a gran voce che l’abuso d’ufficio sia un reato OBBLIGATORIO per tutti gli Stati membri. Una richiesta sacrosanta per tutelare i cittadini e le risorse pubbliche. E cosa fa il Governo Meloni? Si mette di traverso, si oppone con ogni mezzo, cercando di annacquare la direttiva, di renderla una barzelletta, un semplice “suggerimento”!

Questo non è un dibattito tecnico, è una GUERRA CONTRO LA LEGALITÀ! Meloni e Nordio stanno dimostrando, senza ombra di dubbio, di essere i PROTETTORI DEI CORROTTI, i difensori di chi abusa del proprio ruolo per arricchirsi impunemente. Stanno isolando l’Italia, rendendola complice di un sistema marcio, e stanno calpestando la fiducia di milioni di cittadini onesti che chiedono solo giustizia.

È un TRADIMENTO! Un tradimento verso i principi di legalità, trasparenza e onestà che dovrebbero guidare ogni governo. Non possiamo accettare che l’Italia diventi il rifugio dei “colletti bianchi” grazie a chi dovrebbe difenderla. È tempo di alzare la voce, di denunciare questo scempio e di pretendere che la Meloni e Nordio smettano di distruggere la lotta alla corruzione per i loro sordidi interessi!

IL GOVERNO MELONI E IL TRADIMENTO DEL POPOLO ITALIANO
IL GOVERNO MELONI E IL TRADIMENTO DEL POPOLO ITALIANO

RELIGIOSITA’ INDOEUROPEA

a cura di Carlo Weiblingen

La certezza di una fatalità non ha reso il vero Ariano bisognoso di redenzione, non ha mai fatto di lui un sofferente, anche se la tragicità del suo Destino lo faceva spesso tremare fin nel fondo dell’anima, né gli ha fatto conoscere la paura del peccato. Eschilo, pieno di ellenica religiosità e del senso di potenza degli Dei, sta, da vero indoeuropeo, eretto e levato incontro agli Dei immortali e, anche nei più tremendi sconvolgimenti dell’anima, non conosce il sentimento del peccato.

La religiosità indoeuropea non è religione della paura, dell’umiliazione, della mortificazione (contritio) di sé, ma la religiosità di chi vuole onorare la divinità stando eretto in mezzo alla fatalità della vita umana per l’onore della divinità che è in lui.

La parola tedesca ‘pio’ (fromm) significa secondo la sua radice verbale lo stesso che ‘bravo’; con il gotico fruma, ‘primo’, e il greco pròmos, ‘prominente’, appartiene alla radice di pro, ‘davanti’. Per l’Ariano era religiosità anche la volontà di mostrare, nel mezzo di ogni fatalità, di fronte agli Dei-amici, tutta la bravura e l’eccellenza di chi appartiene a una razza nobile, e d’esser tanto più irremovibilmente fermo, e nello stesso tempo sempre più pieno di divina certezza, quanto più terribilmente la catastrofe si abbatteva su di lui. E’ proprio dai migliori che gli Dei esigono che diano buona prova di sé innanzi al Destino.

[Hans F.K. Gunther, Religiosità Indoeuropea]

RELIGIOSITA' INDOEUROPEA
RELIGIOSITA’ INDOEUROPEA