Israele ha distrutto la presenza cristiana in Palestina

di Fabio Piemonte

21-10-2025

È il 29 agosto 2023 quando a Igor Colombo viene diagnosticata una grave forma di cancro partito dal colon e con metastasi a fegato, milza e polmoni. Tale infausta «diagnosi viene confermata dall’esame istologico con cappa al quarto stadio. Dopo tante settimane di degenza ospedaliera, in cui i medici del reparto di Oncologia di Lamezia Terme le tentarono tutte, subentrarono gravi complicazioni e la situazione in quella fine estate precipitò». Racconta così a Pro Vita & Famiglia lo scrittore calabrese la sua vicenda personale, e in particolare la dolorosa fase della malattia e ci tiene a farlo – come egli stesso dichiara – per  testimoniare con forza come la vita sia sempre degna di essere vissuta, anche nelle sofferenze più acute. Una testimonianza che ci tiene a portare all’attenzione dell’opinione pubblicata proprio nel corso del dibattito parlamentare su un’eventuale legge sul suicidio medicalmente assistito, che tra l’altro è anche l’oggetto di una petizione popolare lanciata dalla onlus e che ha già raccolto quasi 30.000 firme

La malattia di Igor

«Il cancro avanzava dentro me e i medici potevano solo cercare di attenuare le mie sofferenze con morfina, ma neppure quella bastava per i forti dolori che accusavo in alcuni momenti della giornata. Ossigeno, trasfusioni di sangue, alimentazione artificiale, mi prospettavano non più di due settimane di vita. In quel periodo ho pensato solo due volte alla morte e ho pregato Dio affinché mi venisse a prendere per evitarmi quelle sofferenze. Ma quelli erano i momenti più intensi, dove la sofferenza ti faceva perdere la lucidità. In realtà pensavo a uscire di lì, guardavo fuori dalla finestra e desideravo passeggiare, incontrare e abbracciare amici, stare con mia mamma a bere un caffè in un bar», confessa con franchezza rispetto ai dolori atroci patiti. «La voglia di vivere sta alla base di tutto ma non possiamo dare lezioni a chicchessia, specie alle persone che soffrono più di quanto abbia sofferto io. Oggi combatto e non nascondo che spesso mi vengano pensieri cattivi per cui mi dico: “Se le terapie che sto facendo venissero bucate dal cancro, altre più forti non potrei più sopportarle”, e conseguentemente penso: “Potrei lasciarmi andare e finalmente finire con la sofferenza e i momenti di ansia e paura”. Però in quel momento mi rendo conto di non essere abbastanza lucido», ci tiene a specificare.

Una legge sul fine vita?

A questo punto, riflettendo sul dibattito sul suicidio medicalmente assistito attualmente in discussione in Parlamento, si chiede: «Se un giorno in mancanza di lucidità, dovessi pensare allo Stato, che consente di uccidermi ‘dolcemente’, reagirei subito allo stesso modo come sto facendo da due anni? Cosa ne sarebbe degli altri pazienti che non hanno la stessa reazione; che magari non trovano forza, stimoli e motivazioni per continuare a vivere e combattere, anche se in fondo al loro cuore lo vorrebbero, ma non trovano la forza? Ecco che allora lo Stato ti consente di farla finita». Nel solco della sua visione politica, filosofica e religiosa, Colombo afferma senza mezzi termini che «uno Stato dovrebbe sempre legiferare per la vita, non per la morte. L’inganno – spiega – è che quando pensi a certe brutte cose non sei mai lucido e guardi alla vita come una morte vivente, esattamente come i vampiri nel romanzo Dracula di Bram Stoker. Ecco perché il governo Meloni non dovrebbe ingannare prima di tutto gli elettori e poi se stesso». 

I dati: dove c’è una legge c’è la morte

Lo stesso Igor cita dati e statistiche che parlano chiaro: lì dove sono state approvate tali leggi, i casi di suicidio sono aumentanti vertiginosamente fino ad arrivare ai 60mila del Canada, compresi molti addirittura per forme depressive che con le terapie di oggi si curano benissimo. «La morte – racconta sempre Colombo – è qualcosa che esiste. Dobbiamo solo comprendere che la vita è un passaggio terreno che prima o poi finirà. Avere paura è lecito. Purtroppo questa società moderna borderline da un lato ti facilità la morte, dall’altro invece l’annulla come se fosse qualcosa che non riguarda mai te ma sempre gli altri. Ecco perché amo l’uomo medievale, il quale sapeva vivere sereno consapevole che la vita è un passaggio e dopo arriva il ‘conto’, l’incontro con Dio e quando qualcuno di noi lascia questo mondo dobbiamo smetterla di dire “Ciao” e dire piuttosto “A Dio” perché è da Dio che ci si rincontrerà».

L’appello

Si auspica, quindi, che una testimonianza così forte ma soprattutto così diretta – che arriva, appunto, direttamente da chi dal cosiddetto “fine vita” viene chiamato in causa – sia un campanello d’allarme e allo stesso tempo un appello a chi oggi governa, decide e amministra. In special modo, ovviamente, a quella maggioranza di centrodestra in Parlamento che ormai da settimane parla di una legge sul suicidio medicalmente assistito quasi presentandola come una sorta di “male minore”. Ma, appunto, come dimostrano le parole e la stessa storia di Igor, non c’è mai un male minore quando uno Stato vuole legiferare sulla morte e non sulla vita.

Tratto da: PRO VITA & FAMIGLIA

Igor Colombo: «Da malato oncologico dico che uno Stato non dovrebbe mai legiferare per la morte»
Igor Colombo: «Da malato oncologico dico che uno Stato non dovrebbe mai legiferare per la morte»

Israele ha distrutto la presenza cristiana in Palestina

a cura della Redazione

21-10-2025

L’Alto Comitato presidenziale per gli affari ecclesiastici in Palestina ha dichiarato che il regime di Israele ha distrutto la presenza cristiana in Palestina.

In seguito all’attacco genocida del regime israeliano a Gaza, il Comitato ha riferito che sono state attaccate numerose chiese e istituzioni cristiane, tra cui la chiesa di San Porfirio, la chiesa della Sacra Famiglia, l’ospedale battista e il centro culturale e sociale ortodosso. Ha confermato che dall’inizio del genocidio sono stati uccisi 44 cristiani, alcuni a causa di attacchi diretti del regime israeliano, altri a causa del peggioramento delle condizioni umanitarie.

Il Comitato ha inoltre evidenziato i ripetuti attacchi dei coloni al villaggio cristiano di Taybeh nella Cisgiordania occupata, il congelamento dei conti bancari appartenenti al Patriarcato ortodosso di Gerusalemme, l’imposizione di pesanti tasse alle chiese e il sequestro delle proprietà della Chiesa armena, tutti in violazione degli accordi di status quo di lunga data.

La dichiarazione sottolinea che i cristiani subiscono quotidianamente molestie, tra cui sputi, aggressioni fisiche e profanazioni di chiese e cimiteri. Inoltre, la libertà di movimento è fortemente limitata dai posti di blocco e dal muro di separazione, che spesso impediscono ai cristiani di praticare la propria fede o di celebrare eventi religiosi come la Pasqua. Ha anche richiamato l’attenzione sull’assedio di Betlemme, il luogo di nascita di Gesù, ora circondato da oltre 150 posti di blocco, insediamenti e tratti del muro di separazione. La superficie della città è stata ridotta da 37 chilometri quadrati a soli 7,3. Il Comitato ha avvertito che il piano di insediamento israeliano, noto come “E1”, isolerebbe ulteriormente Gerusalemme dai suoi dintorni palestinesi e rafforzerebbe l’assedio di Betlemme.

Prima della Nakba del 1948, i cristiani palestinesi costituivano circa il 12,5% della popolazione nella Palestina storica. Oggi rappresentano solo l’1,2% e appena l’1% nei territori occupati nel 1967.

Israele ha sistematicamente smantellato la presenza cristiana in Terra Santa

Si conclude affermando che il regime israeliano, e non nessun altro, ha sistematicamente smantellato la presenza cristiana in Terra Santa. “Le bugie del Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu non possono cancellare la storia o la realtà dei palestinesi che vivono sotto occupazione”, si legge nella dichiarazione.

Il Comitato ha rilasciato una dichiarazione accompagnata da una foto di un carro armato israeliano fuori dalla Chiesa della Natività durante l’invasione della Cisgiordania del 2002, sottolineando che le politiche coloniali del regime israeliano, tra cui la pulizia etnica, l’apartheid e gli atti di genocidio, hanno portato alla distruzione della vita cristiana in Palestina.

Secondo il Comitato, 90mila cristiani palestinesi furono sfollati durante la Nakba e circa 30 chiese furono costrette a chiudere. Le milizie sioniste perpetrarono anche massacri contro civili cristiani, tra cui l’uccisione di 25 persone all’Hotel Semiramis di Gerusalemme e l’esecuzione di altre 12 nel villaggio di Eilabun, vicino a Nazareth, nel 1948.

La dichiarazione ha anche ricordato i villaggi cristiani di Iqrit e Kafr Bir’im nell’Alta Galilea occupata, dove ai residenti è stato impedito di tornare nonostante le sentenze dei tribunali a loro favore. Nel 1953, le forze di occupazione israeliane demolirono i villaggi per impedirne il ritorno. Oggi, solo le chiese e i cimiteri rimangono a testimonianza dello sfollamento forzato.

Il Comitato ha invitato la comunità internazionale a ritenere Israele responsabile secondo il diritto internazionale, ha esortato le chiese di tutto il mondo a parlare in difesa dei loro fratelli cristiani in Terra Santa e ha chiesto alle Nazioni Unite di proteggere la libertà di culto e la presenza cristiana in Palestina.

Tratto da: Il Faro sul Mondo

Israele ha distrutto la presenza cristiana in Palestina
Israele ha distrutto la presenza cristiana in Palestina

PUDICIZIA E PROMISCUITA’

a cura di Giuseppe Aiello

Solo l’Islam è così “permaloso” e restrittivo oppure è un principio di tutte le civiltà tradizionali?

INDUISMO

Nella tradizione vedico-brahmanica l’ordine sociale e morale è basato sul dharma, che regola anche i rapporti sessuali e familiari.

Separazione dei sessi e modestia:

Nel Manusmṛti (II.215, IX.13-14) si raccomanda che le donne non si mostrino liberamente a uomini estranei e non frequentino luoghi dove ci siano uomini soli. La castità femminile è considerata fondamentale per il dharma familiare (strīdharma).

Promiscuità condannata:

Rapporti extraconiugali o prematrimoniali sono considerati adharma (contrari alla legge divina). In particolare, Manusmṛti VIII.356-359 prescrive punizioni severe per l’adulterio.

Ragioni spirituali e sociali:

Il controllo dei desideri sessuali (kāma) è parte del cammino verso la purezza interiore e la liberazione (mokṣa).

La sessualità è accettata nel matrimonio, ma con regole precise e in contesti ritualizzati.

In sintesi, nella tradizione indù classica vi è una netta distinzione tra uomini e donne non sposati, e il contatto libero o la promiscuità sono visti come pericoli morali e spirituali.

Fonti: Dharmashastra, Manusmṛti, Mahabharata, Purana

Manusmṛti (Leggi di Manu)

Protezione e separazione della donna

“La donna deve essere protetta dal padre nella giovinezza, dal marito dopo il matrimonio, e dal figlio nella vecchiaia; non deve mai essere indipendente.”

— Manusmṛti IX.3 (माता रक्षति कौमारे…)

Condanna dell’adulterio e della promiscuità

“L’uomo che si unisce con una donna altrui, sia essa sposata o promessa, deve essere punito secondo la legge.”

— Manusmṛti VIII.356-357

Modestia e controllo del desiderio

“L’uomo saggio deve controllare i propri sensi come un cocchiere controlla i cavalli indocili; poiché il desiderio, se lasciato libero, trascina l’uomo alla rovina.”

— Manusmṛti II.88

Mahābhārata (Shanti Parva)

“La donna casta, che serve il marito e custodisce la propria purezza, conquista il cielo; ma quella che desidera altri uomini cade nell’abisso.”

— Mahābhārata, XII.144.45

La PROMISCUITA’ è vista come adharma, un disordine contro la legge cosmica; la purezza sessuale è virtù spirituale e sociale.

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ANTICA ROMA

La società romana classica (prima della decadenza imperiale) aveva una morale fortemente centrata sulla castitas e sul pudor.

Leggi sulla morale sessuale:

La Lex Julia de adulteriis coercendis (18 a.C., di Augusto) puniva l’adulterio e promuoveva il matrimonio legittimo per motivi morali e demografici.

Le donne rispettabili dovevano evitare ogni contatto sospetto con uomini non parenti.

Ruolo della donna e promiscuità:

La matrona romana viveva sotto l’autorità del pater familias e la sua reputazione era strettamente legata alla modestia e alla riservatezza.

In pubblico, l’eccessiva libertà o la frequentazione di uomini estranei era segno di disonore.

Ideali di pudicitia e modestia:

Questi valori erano celebrati come virtù cardinali femminili; il termine pudicitia è spesso associato a divinità tutelari (es. il tempio della Pudicitia).

Cicerone (De Officiis I, 130) lega la decenza e il rispetto delle convenzioni sessuali all’ordine sociale.

Anche a Roma, dunque, la PROMISCUITA’ era vista come minaccia alla moralità e alla stabilità familiare, e vi erano norme giuridiche e religiose contro la libera mescolanza dei sessi.

Fonti: Leges XII Tabularum, Mos maiorum, autori latini (Cicerone, Livio, Ovidio)

Leges XII Tabularum (V sec. a.C.)

“Se una donna è colta in adulterio, può essere uccisa dal marito con giusta causa.”

— Lex Duodecim Tabularum, Tab. VI (fr. 10 Mommsen)

Livio – Ab Urbe Condita

“Il pudore e la castità delle matrone romane furono la forza della città; mai esse si mostrarono in pubblico se non per il culto degli dèi.”

— Livio, I, 57

Cicerone – De Officiis

“Nessuna cosa è più disonorevole per una donna che la perdita della pudicizia; poiché essa è il fondamento della dignità e dell’ordine domestico.”

— Cicerone, De Officiis I, 130

Lex Julia de adulteriis coercendis (18 a.C.)

Stabiliva la pena per chi intratteneva rapporti adulterini e imponeva ai cittadini di sposarsi entro certe età, come segno di moralità pubblica.

(Testo frammentario in Digesto 48.5)

La morale romana è civica e religiosa insieme — la pudicitia e il pudor sono virtù sociali; la promiscuità è percepita come minaccia all’ordine pubblico.

ANTICA GRECIA

La Grecia antica aveva un sistema diverso ma ugualmente patriarcale e regolato.

Segregazione delle donne rispettabili:

Le donne ateniesi di buona famiglia vivevano in gran parte ritirate nella casa (gynaeceum). Non frequentavano simposi o banchetti maschili, salvo le etère (donne colte, ma considerate al di fuori delle convenzioni morali).

Aristotele (in Politica, I, 1259b) parla della donna come parte dell’oikos (famiglia), sotto la tutela del marito o del padre.

Promiscuità sociale malvista:

Le relazioni extraconiugali erano fonte di vergogna e di reati (l’adulterio era punibile anche con la morte o la confisca dei beni).

Solone e le leggi ateniesi regolavano anche la frequentazione delle donne, distinguendo tra concubine, etère e mogli legittime.

Eccezioni rituali o filosofiche:

In alcuni culti misterici (come quelli dionisiaci) o in certe scuole filosofiche (ad es. i Cinici), si trovano forme di libertà sessuale, ma erano minoritarie o provocatorie.

Quindi anche in Grecia, pur con una cultura diversa, vi era una rigida distinzione pubblica tra uomini e donne rispettabili, e la promiscuità era moralmente censurata.

Fonti: Platone, Aristotele, tragediografi, storici

Platone – Leggi (Libro VI)

“Il contatto tra uomini e donne deve avvenire solo nei limiti della legge matrimoniale; ogni unione fuori di essa deve essere ritenuta ingiusta e empia.”

— Platone, Leggi VI, 775b

Aristotele – Politica

“La donna deve essere governata dall’uomo, come l’anima governa il corpo; la sua virtù è quella dell’obbedienza e della modestia.”

— Aristotele, Politica I, 1259b

Lisia – Contro Eratostene

(testimonianza sulla separazione domestica)

“Le nostre donne vivevano dentro la casa, non erano viste da estranei. Quando uscivano, erano accompagnate da una serva.”

— Lisia, Or. 12, 19

Nella Grecia classica, la donna “rispettabile” era separata dalla vita pubblica; la promiscuità era associata solo alle etère (donne non sposate o di ceto libero), ma non accettata come norma sociale.

PUDICIZIA E PROMISCUITA'
PUDICIZIA E PROMISCUITA’

Paul Craig Roberts: i leader occidentali hanno perso il senso della realtà

a cura della Redazione

19 Ottobre 2025

“Ho sottolineato l’estremo pericolo che i popoli occidentali corrono a causa di leader o decisori che non vivono nella realtà. Vivono invece in false narrazioni da loro stessi costruite”.

Queste le prime righe del commento pubblicato  il 16 ottobre dall’economista ed ex vice ministro delle finanze statunitense nell’amministrazione di Ronald Reagan, Paul Craig Roberts,  dal titolo “Reality, Like Facts, Is No Longer Applicable to Western Decision Making” (“La realtà, come i fatti, non è più applicabile al processo decisionale occidentale”).

Concetti e preoccupazioni espressi in molte occasioni su Analisi Difesa, anche di recente, ampiamente illustrati fin dal 2022 in numerosi testi raccolti nel libro “L’Ultima guerra contro l’Europa” (Il Cerchio, 2023) in cui abbiamo spesso evidenziato la profonda inadeguatezza dei leader del cosiddetto Occidente, ammesso che questo termine abbia ancora un senso.

Forte della sua esperienza, Roberts è impietoso nel suo commento che riportiamo integralmente tradotto più in basso e soprattutto configura il rischio che questa incapacità di leggere e accettare la realtà possa portarci alla catastrofe.

Questo il testo dell’articolo:

Ho sottolineato l’estremo pericolo che i popoli occidentali corrono a causa di leader o decisori che non vivono nella realtà. Vivono invece in false narrazioni da loro stessi costruite.

In una riunione dei ministri della Difesa dei paesi NATO, il Segretario Generale della NATO Mark Rutte ha presentato un quadro fantasioso di una schiacciante superiorità militare della NATO sulla Russia. Rutte ha dichiarato che “le nostre forze armate sono infinitamente superiori a quelle russe”. Ha affermato che l’aeronautica russa non può “nemmeno stare all’ombra” della potente forza della NATO e che i russi non hanno “piloti da caccia ben addestrati”.

È difficile immaginare una persona stupida come Rutte. Il Ministro degli Interni britannico afferma che la Gran Bretagna non può nemmeno difendere i propri confini, e nemmeno Francia, Germania, Paesi Bassi, Italia e Spagna, ma possono difendere i confini dell’Ucraina e dell’Europa dalla Russia. Come possono queste torri di Babele difendersi dai russi quando sono totalmente incapaci di difendersi dagli invasori immigrati? Non c’è Europa, non c’è NATO. C’è un Califfato musulmano.

Trump vive nello stesso mondo immaginario. Ha recentemente annunciato che l’economia russa sta crollando, che la giornata lavorativa russa è persa a causa della forza lavoro in coda per il gas a causa dei riusciti attacchi ucraini alle infrastrutture energetiche russe, e che l’Ucraina ha inflitto 1,5 milioni di vittime alle forze militari russe. 1,5 milioni è la dimensione delle forze armate russe. Allora perché gli ucraini non sono a Mosca?

Le dichiarazioni di Rutte e Trump non hanno alcun rapporto con la realtà. L’esercito russo non permetterebbe a Putin di combattere la guerra nel modo limitato e ristretto che Putin ha fatto se il risultato fosse così disastroso per la Russia. I russi hanno limitato i loro sforzi a cacciare gli ucraini dalla provincia russa del Donbass e non hanno fatto alcuno sforzo per impedire a Kiev di continuare la sua resistenza.

Ho sostenuto più volte che si tratta di un errore strategico di Putin, derivante dalla sua incomprensione dell’Occidente e delle sue intenzioni nei confronti della Russia. Ma il fatto che Putin abbia scelto di non conquistare l’Ucraina, ma solo di sfrattarla dalle aree russe, non significa che la Russia non abbia i mezzi.

Putin non ha fatto alcun tentativo di impedire a Kiev di continuare il conflitto. Non me ne ha spiegato il motivo. Forse non voleva dare conferma alla propaganda occidentale di essere sulla buona strada per restaurare l’Impero sovietico.

Forse non voleva assumersi la responsabilità di restaurare un’Ucraina distrutta, la cui esistenza, tranne che negli ultimi 30 anni, era una provincia della Russia e dell’Unione Sovietica. L’Ucraina come stato indipendente è la creazione artificiale del crollo del governo sovietico nel 1991, quando il Politburo sovietico pose il presidente sovietico Gorbaciov agli arresti domiciliari.

Washington si è precipitata e ha creato nuovi stati indipendenti da ex province russe e sovietiche. Questo è stato fatto per ridurre la capacità della Russia di difendersi. La popolazione e le risorse russe sono state ridotte. La Russia ha perso le sue zone cuscinetto e l’Occidente si è dato da fare per creare animosità nei confronti della Russia nei nuovi stati che Washington ha creato da ex province russe.

Tutto questo avrebbe dovuto far capire a Putin qual è il punto. Tuttavia, sembra che Putin sia un liberal americano di inizio XX secolo così fuori moda che la realtà della situazione gli è inaccettabile.

Per ribadire quella che considero l’inevitabile guerra nucleare: Rutte, Trump e tutti i responsabili della politica estera e i pianificatori di guerra occidentali stanno fraintendendo Putin e la situazione. Sono convinti di avere a che fare con una Russia militarmente incapace, destinata a crollare sotto una pressione eccessiva. Putin, a causa della sua stessa errata interpretazione della situazione, ha trasmesso loro questo pericoloso equivoco.

Prima o poi, le illusioni di Putin sulla buona volontà e la razionalità dell’Occidente lo abbandoneranno. Ed è allora che la situazione precipita. (SHTF, cioè Shit Hits The Fan”, letteralmente “la merda colpisce il ventilatore”).

Tratto da: Analisi Difesa

Paul Craig Roberts: i leader occidentali hanno perso il senso della realtà
Paul Craig Roberts: i leader occidentali hanno perso il senso della realtà

CONTRO LE INGERENZE ILLEGITTIME DELL’AMERICA

a cura di Mostafa Miliani Amin

20 Ottobre 2025

Ayatollah #Khamenei al presidente degli Stati Uniti: «Chi vi credete di essere?»

Il Leader della Rivoluzione Islamica, commentando le parole del presidente americano che si era vantato di aver bombardato e distrutto l’industria nucleare iraniana, ha dichiarato: «Non importa, restate pure in questa illusione. Ma voi chi siete per stabilire cosa un Paese possa o non possa avere? Che c’entra l’America con le capacità nucleari dell’Iran? Queste ingerenze sono illegittime, sbagliate e prepotenti».

Agenzia Hawzah News – Parlando a centinaia di campioni sportivi e vincitori di Olimpiadi scientifiche, l’Ayatollah Khamenei li ha definiti «manifestazione della crescita e della potenza nazionale», sottolineando che i giovani iraniani hanno dimostrato di poter salire sulle vette mondiali e mostrare al mondo l’immagine luminosa dell’Iran. Ha lodato le loro medaglie come risposta concreta alla guerra psicologica che mira a deprimere il popolo, e ha ribadito che i giovani iraniani sono «simbolo di speranza», capaci di raggiungere le vette con impegno e perseveranza.

Ha poi ricordato i progressi straordinari dopo la Rivoluzione, dalle vittorie sportive e scientifiche fino alle conquiste in settori come nanotecnologia, laser, nucleare, industria militare e medicina, citando la recente scoperta di una cura per una malattia finora incurabile. Ha denunciato i tentativi dei nemici di oscurare questi successi con propaganda e menzogne, e che nonostante ciò i giovani, mostrando le loro capacità, hanno reso visibile la realtà luminosa del Paese.

La Guida Suprema ha richiamato il ruolo decisivo dei giovani nella guerra di otto anni imposta all’Iran, quando con mezzi limitati inventarono soluzioni militari che portarono alla vittoria contro un nemico sostenuto da tutti. Ha ribadito che anche oggi i giovani, con le loro energie, devono rafforzare speranza e potenza nazionale, ricordando che l’Iran è la loro «casa e terra», mentre all’estero resterebbero sempre stranieri.

Passando alle dichiarazioni del presidente americano, ha affermato che con parole vuote e atteggiamenti ridicoli egli ha cercato di incoraggiare i sionisti delusi, ma il duro colpo inferto a Israele nella guerra dei dodici giorni ha mostrato la forza dei missili iraniani, realizzati grazie al talento dei giovani del Paese e non importati dall’estero. Ha ribadito che le forze armate dispongono di questi mezzi e li useranno se necessario.

Ha accusato gli Stati Uniti di essere complici diretti dei crimini israeliani a Gaza, ricordando che le armi usate erano americane, e ha definito menzognera la pretesa di combattere il terrorismo: «Più di ventimila bambini sono stati uccisi a Gaza. Erano forse terroristi? Il vero terrorista è l’America, che ha creato l’ISIS e lo mantiene per i propri scopi». Ha citato i 70mila morti a Gaza e l’assassinio di scienziati iraniani come prova della natura terroristica di USA e Israele, sottolineando che «la scienza non può essere assassinata».

L’Ayatollah Khamenei ha ricordato le proteste di milioni di americani contro il loro presidente, invitandolo a occuparsi di loro invece di interferire negli affari altrui. Ha definito false le dichiarazioni di amicizia verso il popolo iraniano, ricordando che le sanzioni colpiscono direttamente la nazione. Ha respinto l’idea di «trattativa» se basata su imposizione e coercizione: «Queste non sono trattative, sono imposizioni. E il popolo iraniano non accetterà mai imposizioni».

Infine, ha ribadito che le guerre e la morte in Asia occidentale sono conseguenza della presenza americana e delle sue basi militari: «Che cosa ci fate qui?! Questa regione appartiene ai suoi popoli». Ha concluso che le posizioni del presidente americano sono sbagliate, menzognere e arroganti, ma che, con l’aiuto divino, non avranno mai effetto sul popolo iraniano.

Durante la cerimonia, la squadra nazionale giovanile del varzesh‑e bāstāni, l’antica disciplina ginnico‑marziale iraniana, ha presentato una dimostrazione che ha suscitato l’apprezzamento del Leader.

CONTRO LE INGERENZE ILLEGITTIME DELL'AMERICA
CONTRO LE INGERENZE ILLEGITTIME DELL’AMERICA

INTERVISTA A VALERIO RAIMONDI

a cura di Mike Plato

Il gioco del “che ne pensi?” fatto con un uomo della strada.

– Che ne pensi di quel che sta accadendo in I$ra&le?

– Che gli aderenti alla sinagoga di Satana, falsi giudei dediti da sempre all’usura e alla frode, stiano accelerando la loro stessa fine, una fine che li vedrà razzolare mano nella mano nello stagno di fuoco e di zolfo e nella valle di Hinnom.

– Non ti pare di esagerare?

– No.

– Cosa ne pensi di chiunque li appoggi, di dritto o di rovescio, direttamente o di sguincio, a cominciare dai burattini politici?

– Sottuomini che si stanno mettendo al collo una macina da mulino.

– Che ne pensi di questo mondo?

– Un inferno a cielo aperto nel quale si è soliti scambiare un guinzaglio un po’ più lungo della media per libertà o, il che è lo stesso, un cinema in cui si proietta uno spettacolo sempre più penoso h24 a uso e consumo di un termitaio di dannati dalla bava alla bocca.

– Che ne pensi dei materialisti che riducono la coscienza a somma di sinapsi neuronali?

– Dei sottuomini che sarebbe stato meglio per loro non fossero mai nati.

– Che ne pensi del gender?

– Una supercazzola ideata dai frodatori di cui sopra che poteva far presa solo su una massa di perdizione fatta da minorati mentali e, in definitiva, sottuomini,

– Come mai usi così spesso il termine “sottuomini”?

– Perché rende bene il concetto cui alludo.

– Cosa ne pensi dell’intelligenza artificiale?

– Una frode ideata dagli usurai di cui sopra per fini tenebrosi che può entusiasmare solo degli ottenebrati che vi si specchiano senza riconoscersi.

– Che ne pensi della massoneria?

– Un residuo di un’iniziazione di mestiere cristiana derivante dalle iniziazioni di mestiere dell’antica Roma ormai parodistico, grottesco, infiltrato a partire dalla fine del medioevo prima dalla magia rinascimentale con i suoi sincretismi sterili e poi dal protestantesimo moralisteggiante e usuraio e, non di rado, ridotto ora a cricca criminale ora a convegno dopolavoristico in doppiopetto e panciotto.

– Cosa ne pensi della chiesa cattolica?

– Un’ipocrita contraffazione del cristianesimo originario, un guscio attualmente vuoto che ha avuto un senso finché al suo interno vi fu la polpa delle vie iniziatiche occidentali; con il declinare del cosiddetto medioevo, ovvero dell’ultimo periodo veramente luminoso dell’occidente, tale contraffazione ha iniziato ad agonizzare cadaverizzandosi prima e poi riducendosi non a uno scheletro, ma a una lisca di pesce. Ora non rimane neanche più la traccia del puzzo mefitico che ha appestato molti sventurati per secoli. Tale parodia, oggi, può solleticare solo la fantasia di sottuomini dediti al più laido dei sentimentalismi e al più oscuro dei ritardi mentali. Nondimeno la dottrina che ancora indegnamente custodisce è, nel suo fondo, sacrosanta, nonostante i tentativi di molti sottuomini di farne strame.

– Che ne pensi della gnosi?

– L’unica via di liberazione, come del resto disse il Maestro: “Conoscerete la verità e la verità vi renderà liberi”.

– Che ne pensi di quelli che manifestano o protestano per la pace nel mondo?

– Che sguazzano in pantani di nescienza: questo mondo è un campo di battaglia fin dalla sua fondazione, dal punto di vista esterno e da quello interiore, che del primo è la vera causa.

– Che ne pensi dei social network?

– Un subdolo mezzo di coercizione e di nullificazione ideato nei recessi della sinagoga di Satana.

– Non pensi che la bontà di un qualunque mezzo dipenda dal modo in cui lo si usi?

– La capacità di dominare qualcosa all’esterno è pari a zero da parte di chi non sappia dominare se stesso.

– Che ne pensi delle neuroscienze?

– Una disciplina puramente quantitativa che, come tutte le scienze di questo tipo, grattando dal suo punto di vista solo la superficie delle cose, finisce con il fondarsi su dogmi pseudoreligiosi elaborati da atei e da semidementi istituzionalizzati che si prendono molto sul serio.

– Che ne pensi della non dualità?

– La vetta delle vie spirituali.

– Che ne pensi di Giorgia Meloni?

– Una carciofara meno stupida della media che, come tutti i burattini politici, è destinata a un post mortem coi fiocchi.

– Che ne pensi degli alieni?

– Esiste solo un alieno, ed è quello che Paolo il tarsiota chiamava “uomo interiore”.

– Che ne pensi degli ufo?

– Velivoli militari o manifestazioni di esseri sottili non benevoli decodificate dalla coscienza larvale di chi le vede attraverso il filtro dell’inventario percettivo condiviso dall’attuale sottumanità.

– Che ne pensi degli arconti?

– Famelici divoratori che apparentemente occupano il vertice della piramide alimentare nutrendosi di una sottumanità di paśu.

– Perché apparentemente?

– Perché al vertice c’è l’Unico divoratore.

– Che ne pensi dell’arte?

– Che ha senso purché sia un atto contemplativo che dissolva, per l’artista come per il fruitore, lo scarto tra soggetto e oggetto. Al di fuori di tale possibilità oggi utopistica è, a seconda dei casi, un futile passatempo, una parodia, il modo col quale degli insetti guardandosi in una pozzanghera fangosa si scambiano per dei leoni, un gioco di società, un’astuta frode, un mercimonio.

– Che ne pensi delle banche?

– Un sistema usuraio escogitato nei recessi della sinagoga di Satana che può essere ammesso solo in seno a una civiltà marcescente e suppurante afflitta da devastanti ritardi cognitivi. Una civiltà sana giustizierebbe sulla pubblica piazza chiunque s’azzardi a pensare di guadagnare foss’anche un’inezia dal denaro.

– Che ne pensi del darwinismo?

– Uno degli insulsi dogmi pseudoreligiosi di cui sopra ficcato a forza, da generazioni, nelle scatolette craniche di milioni di sottuomini fin dalla tenera età per scopi, in ultima battuta, antispirituali.

– Che ne pensi degli attuali teologi?

– Usurpatori di un titolo con il quale non hanno nulla a che fare neanche di sguincio, squallidi elucubratori di cose che non sanno, letteralisti da due spicci, indegni sottuomini.

– Che ne pensi degli attuali filosofi?

– Che non sono filosofi, almeno non nel significato etimologico che allude all’azione di chi si metta sulle tracce della sapienza spogliandosi di se stesso (non si dà sapienza senza spoliazione); sono piuttosto dei rimasticatori, dei replicanti, dei copiaincollatori, dei futili produttori di filosofumo, delle parodie d’uomini.

– Come pensi di conciliare l’insegnamento non duale con il concetto del mondo come formicaio brulicante di sottuomini furiosamente dediti alla porneia e all’abiezione a ogni costo?

– In nessun modo.

– Che ne pensi del senso dell’esistenza umana?

– Qualora non venga intesa come un’ardente guerra di liberazione sub specie interioritatis è la più brutale delle illusioni destinata a dissolversi come ghiaccio al sole.

INTERVISTA A VALERIO RAIMONDI
INTERVISTA A VALERIO RAIMONDI

I TEMPLARI DEL FUTURO

di Mike Plato

Certe volte mi accade di dimenticare certi sogni CHIAVE….

Uno di questi mi vedeva genuflesso in preghiera in una cattedrale. Ero assorto, finchè non si avvicina a me un omone gigantesco, di 3 mt almeno, vestito da prete ortodosso. Strafottendosene del mio stato di concentrazione e evozione, il gigante si siede accanto a me e con un fare che definire arrogante è poco, mi dice perentorio:

VOI TEMPLARI SIETE CARNE MORTA…..

Gli rispondo come se sapessi: VE LA FAREMO VEDERE NOI, FRA POCO, CHI è CARNE MORTA….

Ora, a parte diversi elementi importanti, il sogno dice anche una cosa…..CI SONO SEMPRE LORO DIETRO QUESTI STERMINI DEI FIGLI DI DIO. IL GIGANTE, ovvero l’Arconte, in pratica ha ammesso che il TEMPIO fu distrutto in primo luogo dalle Potenze, come è scritto di Gesù:

1Corinzi 2,8 Nessuno degli Arconti di questo cosmo di questo ha potuto conoscere la sapienza divina; se l’avessero conosciuta, non avrebbero crocifisso il Signore della gloria.

E lo stesso fecero col Tempio, usando i loro squallidi pupazzi umani

I TEMPLARI DEL FUTURO
I TEMPLARI DEL FUTURO

INCARNARE LA TRADIZIONE PRIMORDIALE

di Vincenzo Di Maio

Dobbiamo incarnare la Tradizione Primordiale uscendo dalla prospettiva dicotomica di destra e sinistra, una prospettiva fallace che dobbiamo sostituire con una prospettiva pluralista in cui qualsiasi movimento politico, metafisico e spirituale converge verso lo stesso alveo confermando la sua predisposizione alla Tradizione Primordiale, ovvero tutto ciò che va nella direzione della salvaguardia della tradizione letteraria, civile, militare, religiosa e spirituale, un’impostazione antropologica in cui le tradizioni culturali delle nazioni del mondo sono fondamentali per la tutela dell’etnodiversità dei popoli del mondo, in qualità di naturale opposizione al conduzionismo della subcultura woke, al colonialismo del globalismo sionista e al capitalismo dell’alta finanza che guida e spinge l’egemonia dell’Occidente verso il resto del mondo.

Quindi se una certa sinistra si batte per la liberazione della Palestina e per i diritti delle minoranze religiose, se un certo centro si batte per la cristianità nel mondo e per una concreta democrazia delle nazioni e se una certa destra si batte per la tutela dell’integrità nazionale e per la remigrazione delle invasioni di massa, dobbiamo sostenere contemporaneamente tutte queste istanze dal basso affinché emerga un nuovo parlamentarismo parallelo a quello vigente, un nuovo pluralismo politico valoriale fondato sull’amore per l’integrità etica, morale e spirituale di tutte le nazioni del mondo, delle nazioni che contemporaneamente emergono verso l’alto come fiori di primavera.

Così in Italia quindi, dobbiamo prima di tutto sentirci italiani e mettere insieme tutta la galassia extraparlamentare italiana che in modo trasversale si riconosce nell’odio verso questi carnefici nel mondo e del loro monopolarismo liberale, liberista e libertario, che di libero nulla possiedono se non la libertà di continuare a generare vittime umane, animali e naturali in tutto il pianeta.

Incarnare la Tradizione Primordiale quindi significa porsi nella prospettiva di Dio Altissimo che fa delle differenze, del discrimine e della diversità una ricchezza funzionale alla realizzazione del disegno divino.

Svegliamoci!

INCARNARE LA TRADIZIONE PRIMORDIALE
INCARNARE LA TRADIZIONE PRIMORDIALE

UNA VIA ITALIANA CONTRO L’AMERICANIZZAZIONE DEL MONDO

di Matteo Brandi
Presidente Pro Italia

La Meloni dice che gli USA e l’Italia sono le colonne del mondo libero.

Io non vedo negli Stati Uniti alcun tipo di pilastro culturale, simbolico o storico da preservare. La globalizzazione, che qualunque patriota dovrebbe combattere, non è stata altro che un’opera di americanizzazione del mondo.

Città alienanti, poltiglie multiculturali, sciatto consumismo… Per non parlare dell’ultima ondata di spazzatura woke. Tutta roba uscita fuori dal cilindro dello Zio Sam, in cui sono confluiti il peggio della destra finanziaria e il peggio della sinistra post-marxista, unita a un neopuritanesimo anglosassone insopportabile.

Una robaccia che ha travolto civiltà millenarie.

L’Italia ha tutto il bagaglio storico e identitario per cercare la propria strada, illuminando, ancora una volta, il resto del globo con una visone potente. E propria.

Non lo Stato minimo, né lo Stato onnipresente. Non il capitalismo yankee, né il collettivismo orientale. Non il mercantilismo tedesco, né la teocrazia islamica.

Una via italiana. Il pilastro siamo noi.

UNA VIA ITALIANA CONTRO L'AMERICANIZZAZIONE DEL MONDO
UNA VIA ITALIANA CONTRO L’AMERICANIZZAZIONE DEL MONDO

METTERE INSIEME DELLE PARTI

di Chiara Rovigatti

La Merkavah è il Carro di Luce, il Corpo Plasmatico che ha letteralmente bruciato quello carneo e le sue facoltà sia fisiche che del basso animico della Nephesh (anima carnale), permettendo quindi la liberazione della Neshamah-Anima Spirituale: cioè la Scintilla Adamica ante-Caduta di cui Yeshua, diventando Cristo dopo il Sacrificio, ha lasciato testimonianza sul telo sindonico.

Orbene, il termine Merkavah deriva da una radice che significa anche “mettere insieme delle parti”: e di quali parti si tratta di ricomporre? Quelle dell’Adamo primigenio e androgino del 6° giorno di emanazione divina separatesi dopo la grande disubbidienza e pretesa di essere come Dio Padre.

E questo dovrebbe dar da pensare a chi sostiene ancora la pretesa di essere Dio: eh sì, perchè è chiaro cosa Dio pensi di loro vista la reazione che ha avuto con il nostro illustre progenitore causa delle nostre disgrazie umane…

La Scintilla nei pochi è quella parte della Merkavah, Scintilla a cui si può accedere se si elimina la sporcizia della Nephesh: altrimenti si rimane pezzi meccanici sciolti con impossibilità di ri-unione e ri-torno.

METTERE INSIEME DELLE PARTI
METTERE INSIEME DELLE PARTI