DALLA PARTE DELLA PALESTINA

a cura di Osservatorio sul Neoliberismo

La Global Sumud Flotilla ha mostrato apertamente, attraverso il fango delle critiche che ha ricevuto, tutto il substrato culturale iper-individualistico, cinico, egoista e antipolitico che è non solo il cuore del neoliberalismo, ma anche l’elemento profondo che accomuna conservatorismo, fascismo e liberalismo al di là delle differenze “di superficie” tra queste diverse visioni della società e dell’esistenza.

È, tra l’altro, uno dei tratti culturali dominanti in Italia, che non a caso ospita un pezzo rilevante di società e opinione pubblica orgoglioso di “stare dalla parte di Israele” e di abitare in un Paese che, politicamente, è una colonia degli Stati Uniti d’America. In fondo, da questo punto di vista, gli americani sono italiani all’ennesima potenza, ospitando infatti una cultura di massa che spinge a guardare al proprio orticello, a pensare egoisticamente a sé stessi, a “lavorare” senza farsi troppi problemi e troppe domande su ciò che ci accade intorno; lavorare, consumare, mostrare, e ricominciare da capo con cinico pragmatismo. Ingranaggi della società di mercato. La teoria neoliberale ci ha costruito un intero impianto di civiltà, su questo modo di stare al mondo: ognuno pensi a sé stesso, al proprio lavoro e al proprio personale piano di vita; il mercato, quale luogo di incontro scontro e competizione degli individualismi, darà una direzione alla società; la politica e l’impegno personale per “prendersi cura dei problemi del mondo” sono persino dannosi, poiché distraggono le persone dalla propria funzione economica e pretendono di “decidere” i fini collettivi della società (Hayek, uno dei maggiori teorici del neoliberalismo, parla proprio di “eclissi della politica” e di smantellamento della democrazia rappresentativa).

Il sistema capitalistico, ovviamente, si nutre di questa cultura: i lavoratori pensino a lavorare, e non rompano tanto i coglioni con l’attivismo e l’organizzazione politica e sindacale; il fascismo, storicamente, è una evoluzione collettivistica di questa cultura profondamente “padronale”, che al fondo ha comunque questa radice antipolitica profonda (il collettivismo fascista, d’altra parte, è proprio finalizzato all’ordine di classe e alla spoliticizzazione della società, in cui il conflitto socio-economico viene risolto nel bene superiore della patria e nel corporativismo). Anche qui: è tutta roba italiana, italianissima, noi il fascismo l’abbiamo inventato e abbiamo fatto scuola. In fondo, a 80 anni di distanza, il blocco socio-economico e culturale che sostiene il governo Meloni è lo stesso: l’Italia che possiede (magari, pure poco: siamo un Paese di bottegai e piccolo-borghesi) e produce, e che non vuole tante rotture di coglioni. Gli struzzi stanno bene con la testa sotto la terra, dove l’eco dei problemi arriva molto ovattata.

Non sono affatto casuali gli “argomenti” delle persone che in queste settimane hanno criticato, delegittimato e attaccato con estrema violenza retorica l’equipaggio della Global Sumud Flotilla: “noi qua a lavorare, loro sulle barche a godersela”, “pensassero ai veri problemi, invece che alla Palestina”, “attivisti idealisti”, “radical chic privilegiati che non sanno quali sono i problemi veri della vita”, e via dicendo. È tutta roba culturale italianissima, di chi vuole pensare solo al proprio orticello e non vuole troppi discorsi su ciò che avviene al di fuori; in questo senso, non solo l’impegno politico è qualcosa di fastidioso e contrario alle norme del buon vivere (“a lavorare, alternativi scansafatiche!”), ma diviene totalmente incomprensibile e inaccettabile l’impegno politico per cause che non ci riguardano direttamente (“ma cosa scioperate a fare per i palestinesi, pensate ai problemi degli italiani!”). Ci definiscono, non a caso, “comunisti” e “anti-occidentali” per questa ragione: osiamo preoccuparci di questioni e problemi generali del mondo e di altri popoli che non ci riguardano direttamente (indirettamente, tuttavia, eccome se ci riguardano: il 90% del corpo degli struzzi rimane fuori dal terreno, con il deretano in bella vista), e osiamo sollevare questioni che ci mettono in discussione come sistema di potere politico-economico e quindi mettono in discussione il sistema che ci permette di pensare al nostro orticello senza troppe preoccupazioni.

Come scrivevo sopra, noi italiani siamo molto simili agli statunitensi, da questo punto di vista: ci piace l’appartenenza ad un sistema di potere che ci consente di rinchiuderci nei confini angusti dell’orticello e della botteguccia. Tanti italiani sono fieri della colonia Italia perché è la garanzia di questo assetto politico-economico; supportano Israele perché è la punta di diamante della nostra impresa imperialistica e capitalistica in Medio Oriente, e d’altra parte Israele rappresenta al massimo grado la logica tribalistica del gruppo chiuso che dà la priorità assoluta ai propri bisogni e interessi rispetto a quelli degli altri che è una delle modalità occidentalissime di stare al mondo – e combatte pure gli sporchi islamici che cercano di conquistarci da secoli. Come dicevo qualche riga sopra, il neoliberalismo ha portato a teorizzazione compiuta e sistematica questo impianto di civiltà anti-politico fino al midollo, ma si tratta di roba antica che fa parte della cultura italiana profonda, da sempre gelosissima del “particulare” e, anche a causa di questo, spesso “serva di dolore ostello”.

L’impresa della Global Sumud Flotilla, in questo senso, è la quintessenza di tutto ciò che viene odiato: l’impegno politico quale senso dell’esistenza (“a lavorare, zecche comuniste”), il mettere la propria vita in pericolo quando si potrebbe sguazzare nel consumismo e nei privilegi garantiti dalla nostra parte di mondo (“radical chic ingrati! arriverà la vostra ora”), il preoccuparsi degli “altri” invece che di “noi” e di ciò che ci riguarda direttamente (“idealisti scansafatiche!”), addirittura il criticare e il lavorare politicamente contro quel sistema di potere politico-economico (l’imperialismo capitalistico Usa – Israele – Nato) che garantisce a “noi” il benessere ai danni degli “altri” (“anti-occidentali!!”). Dal punto di vista antropologico la Global Sumud Flotilla è la nemesi dell’italiano che vuole pensare solo al proprio orticello e alla propria botteguccia, che non vuole troppi discorsi fastidiosi sui problemi del mondo (figuriamoci se riguardano questioni di giustizia che riguardano “gli altri”), che è contento di appartenere a quella parte del mondo che si è assicurata benessere materiale attraverso l’imperialismo occidentale.

Nota a margine: la riflessione sul genocidio e il “male assoluto” di 80 anni fa va in parte aggiornata. Oggi sappiamo che un genocidio, e più in generale il totale disprezzo dei diritti umani e del valore ontologico dell’Altro, sono possibili non solo per estrema ideologizzazione della società (come accaduto nel totalitarismo nazista), ma anche semplicemente per l’imbarbarimento culturale dovuto al consumismo, al benessere materiale, all’individualismo egoistico e alla cinica difesa dell’interesse personale. La libera società di mercato è capace di ripetere ciò che è accaduto nel totalitarismo politico: non solo il genocidio in sé, ma anche tutto il carico di legittimazione, di argomenti e di dinamiche culturali che lo accompagnano. La banalità del male ha cambiato volto, ma ha saputo manifestarsi anche nella nostra civiltà di mercato. Ciò manda completamente in frantumi le teorie neoliberali sul mercato e sull’individualismo quali motori del progresso civile.

DALLA PARTE DELLA PALESTINA
DALLA PARTE DELLA PALESTINA

LE NOSTRE CELLULE CI STANNO ASCOLTANDO

a cura di Gemme di Saggezza

L’Università di Kyoto ha appena confermato qualcosa che molti di noi hanno percepito.

Le cellule stanno ascoltando.

Nel loro nuovo studio, i ricercatori hanno progettato un modo per inviare onde sonore pure direttamente nelle cellule umane colte senza aggiungere calore o vibrazione dalle apparecchiature. Al volume di un tosaerba, le cellule hanno risposto.

Quasi 200 geni sono stati colpiti.

Le proteine si sono attivate, i modelli di aderenza sono cambiati e anche lo sviluppo delle cellule adipose è stato soppresso.

In altre parole, è bastato il suono per riprogrammare il comportamento delle cellule.

Diversi tipi di cellule hanno risposto a modo loro, mostrando che il corpo è sintonizzato sulle vibrazioni a un livello molto più profondo di quanto pensassimo.

Dal punto di vista di Matrix questo ha molto senso.

Le nostre cellule portano già le colonne sonore della nostra vita.

Lo sbattere di una porta, la nitidezza del tono di un genitore, o il silenzio che ha detto lunga non sono solo ricordi, sono vibrazioni impresse nel campo.

Questo è il motivo per cui il corpo reagisce prima che la mente raggiunga.

Nel lavoro di Matrix, usiamo parole, voce, tapping e presenza per risintonizzare quei ricordi cellulari in modo che il corpo possa contenere una nuova vibrazione.

C’è una logica biologica del suono.

Ogni tessuto del corpo ha il suo modo di risuonare, proprio come ogni relè cerebrale risponde ad un tipo specifico di conflitto.

Il fatto che il suono possa influenzare la differenziazione delle cellule adipose e l’adesione cellulare ci dimostra che l’inquinamento acustico non è solo irritante, ma sta direttamente modellando la nostra biologia .

Dall’altra parte, significa che il suono ha il potenziale di essere medicina, di ristabilire coerenza senza farmaci o interventi chirurgici.

Metti insieme le due cose.

Le cellule stanno ascoltando.

Il trauma è una vibrazione ricordata.

La GUARIGIONE è una VIBRAZIONE RIPRISTINATA.

La scienza inizia finalmente a spiegare ciò che il corpo sa già.

Titolo: Modulazione acustica dei geni meccanosensibili e differenziazione degli adipociti

Pubblicato in Biologia della comunicazione il 16 aprile 2025

• Autori: Masahiro Kumeta, Makoto Otani, Masahiro Toyoda e Shige H. Yoshimura

• DOI: 10.1038/s42003-025-07969-1

LE NOSTRE CELLULE CI STANNO ASCOLTANDO
LE NOSTRE CELLULE CI STANNO ASCOLTANDO

IL VERO ISRAELE

di Mike Plato

Una notte di almeno 23 anni fa mi disse

CAVALLO PAZZO, IL NOSTRO BUON SIOUX…

Li capii definitivamente cosa fosse davvero ISRAELE…. e come Dio Padre avesse fatto uso di un popolo carnale per figurarne uno spirituale.

E chi ha letto della vita di Crazy Horse avrà capito che era un potente mistico guerriero e un sacro difensore della sua gente, considerato strano persino dai suoi allorche si allontanava solitario in cerca del. Contatto

Un altro segreto vero Israele? ERACLITO

il vero Israele disperso è questo… Può nascere ovunque, in Grecia, in America, in India…

Il vero Israele è quindi una massa critica di uomini dallo spirito pneumatico che abitano in ogni angolo del pianeta per servire Iddio Altissimo…

IL VERO ISRAELE
IL VERO ISRAELE

Medvedev: la Russia non ha bisogno di guerra e l’Europa non può farla

a cura della Redazione

1 ottobre 2025

“La Russia in linea di principio non ha bisogno di guerra con nessuno, nemmeno con la fredda vecchia Europa. Non c’è nulla da guadagnare lì”

La guerra tra la Russia e l’Europa non ci sarà, parola di Dmitry Medvedev. Il vicepresidente del Consiglio di sicurezza russo, come di consueto, è estremamente loquace sui social e coglie l’occasione per sfottere Donald Trump. Da Telegram a X, l’ex presidente passa da una piattaforma all’altra per condividere le proprie riflessioni sulla guerra in Ucraina, per delineare scenari e per pungere gli Stati Uniti.

Perché la Russia non vuole la guerra

Si parte dal rischio di un allargamento della guerra ad altri paesi europei. C’è questo rischio? “Non dovrebbe esserci”, scrive Medvedev su Telegram. “Perché? Perché contraddice gli interessi del nostro paese. La Russia in linea di principio non ha bisogno di guerra con nessuno, nemmeno con la fredda vecchia Europa. Non c’è nulla da guadagnare lì. L’economia europea è debole e dipendente dagli Stati Uniti, la sua cultura sta degradando senza gloria. L’Europa sta perdendo la sua identità, dissolvendosi in migranti aggressivi”, afferma.

Quindi, accende i riflettori sull’obiettivo che Mosca deve perseguire: “Il compito principale del popolo russo è lo sviluppo dei propri territori, incluso il recupero delle nostre terre tornate. È un lavoro difficile e costoso”.

Perché l’Europa non può permettersi la guerra

“La Russia è sempre arrivata in Europa solo come liberatrice, non come conquistatrice”, dice Medvedev, che non considera possibile l’inizio del conflitto per iniziativa di altri paesi europei. “Perché una tale guerra non può essere scatenata dalla stessa Europa? Ecco perché. I paesi europei sono vulnerabili e divisi. Possono perseguire solo i propri interessi, cercando di sopravvivere nel caos economico moderno. Semplicemente non possono permettersi una guerra con la Russia”, sostiene.

“I leader europei sono degenerati insignificanti, incapaci di assumersi la responsabilità di qualsiasi impresa seria. Non possiedono un pensiero strategico, tanto meno la passionalità necessaria per decisioni militari di successo. Gli europei sono per lo più inerti e viziati, non vogliono combattere per ideali comuni o anche per la propria terra“, continua, criticando aspramente i leader del Vecchio Continente.

Al di là di queste considerazioni, “la probabilità di un incidente fatale esiste sempre. E il fattore di iperattività di idioti sconsiderati non è scomparso. E un tale conflitto ha un rischio assolutamente reale di degenerare in una guerra con l’uso di armi di distruzione di massa. Perciò -conclude- bisogna stare allerta”.

L’attacco a Trump

Dopo i fendenti riservati all’Europa, Medvedev si sposta su Twitter e prende di mira Donald Trump. Il presidente degli Stati Uniti, nelle ultime ore, ha fatto nuovamente riferimento ai sottomarini nucleari inviati non lontano dalle coste russe. Per Medvedev, si tratta di un “nuovo episodio della serie thriller”. “Trump ha tirato ancora una volta in ballo i sottomarini che avrebbe ‘inviato sulle coste russe’, insistendo sul fatto che sono ‘molto ben nascosti'”, prosegue l’ex presidente russo nel tweet. “Come dice il proverbio, è difficile trovare un gatto nero in una stanza buia, soprattutto se non c’è”.

Ieri Trump ha descritto Medvedev come “una persona stupida”, sostenendo di aver spostato uno o due “sottomarini” sulle coste della Russia. Ad agosto il presidente americano aveva dichiarato di aver ordinato lo spostamento di due sottomarini nucleari nelle “regioni appropriate” in risposta alle minacce di Medvedev, allora descritto come un ”presidente fallito della Russia, che si crede ancora presidente”. In quell’occasione Trump aveva avvertito Medvedev invitandolo a “stare attento a quello che dice. Sta entrando in un territorio molto pericoloso”.

Tratto da: ADN Kronos

Medvedev: la Russia non ha bisogno di guerra e l'Europa non può farla
Medvedev: la Russia non ha bisogno di guerra e l’Europa non può farla

GLOBAL SUMUD FLOTTILLA: UN ESPERIMENTO DI INGEGNERIA SOCIALE

di Claudia Placanica

1 ottobre 2025

Si erano sottratti dalla trappola tesa nel 2020 con una pandemia cucita ad arte per poter comprimere le libertà dei popoli europei e deindustrializzare gli stati dell’UE, se ne erano sottratti respingendo la narrazione sul conflitto russo-ucraino funzionale alle sanzioni alla Russia, ma ne sono rimasti invischiati adesso.

Quello della Global Sumud Flotilla è un esperimento di ingegneria sociale: una flotta a bordo della quale ci sono membri del PD e del movimento 5 stelle insieme al prodotto neoliberista prowoke Greta Thunberg, barche il cui intento non è mai stato trasportare aiuti umanitari, ma destabilizzare l’opinione pubblica e i governi, innescando la violenza nel corso di manifestazioni, distrarre dal riarmo dell’UE a spese dei cittadini, fare propaganda a una sinistra priva di programmi e in grave crisi di consensi, sviluppare un asse tra quest’ultima e l’islamismo europeo finanziato da Hamas in funzione elettorale (vedasi il candidato governatore Ricci con bandiera della Palestina).

Intendiamoci: dai 20 punti proposti da Trump, emerge il profilo gangheristico e imperialista del mondo anglosassone che ripropone un mandato britannico che nega l’autodeterminazione, eppure molti stati arabo-musulmani li hanno approvati. E questo dimostra come, anche per loro, Hamas cominci ad essere un intralcio. Se Hamas e il popolo gazawo sono due cose differenti, il primo dovrebbe costituire un comitato interlocutore di Trump (non del criminale Netanyahu) che corregga i 20 punti, promuovendo l’autodeterminazione e la pace.

GLOBAL SUMUD FLOTTILLA: UN ESPERIMENTO DI INGEGNERIA SOCIALE
GLOBAL SUMUD FLOTTILLA: UN ESPERIMENTO DI INGEGNERIA SOCIALE

IL TRANSUMANESIMO

a cura di Vincenzo Di Maio

Lettura adatta solo a chi riesca a leggere un testo per 6 minuti di fila e vuole sapere quale siano i piani già posti in atto dalla Dea scienza serva della tecnologia ( genuflettersi prego ) per il futuro già parzialmente avveratosi dell’umanità del post umano.

Che cos’è il Transumanesimo?

Il Transumanesimo è un approccio radicalmente nuovo alla futurologia e si basa sul concetto che l’essere umano (Homo sapiens) non è il prodotto finale della nostra evoluzione, ma solo l’inizio. La definizione di Transumanesimo è la seguente:

Lo studio delle ramificazioni, delle promesse e dei potenziali pericoli dell’uso creativo di scienza, tecnologia ed altri mezzi per il superamento delle fondamentali limitazioni umane.

Il movimento intellettuale e culturale che propone come possibile e desiderabile l’alterare la condizione umana usando ragione e tecnologia, quindi abolendo l’invecchiamento ed aumentando le capacità intellettuali, fisiche e psicologiche della razza umana.

Il Transumanesimo può essere descritto come un’estensione dell’Umanesimo, dal quale è in parte derivato: “Non solo intendiamo utilizzare mezzi razionali per migliorare la condizione umana ed il mondo, ma vogliamo anche utilizzare gli stessi strumenti per migliorare l’organismo umano (creazione di una nuova specie vivente chiamata postumana). Questo vuol dire che non ci limitiamo ai mezzi usualmente sostenuti dagli umanisti (per esempio l’educazione), ma che sosteniamo anche l’uso dei mezzi tecnologici che, un giorno, ci permetteranno di spingerci al di là di quello che oggi si definirebbe umano”.

Scopo del transumanesimo è la creazione, tramite la tecnologia, di una nuova specie, successiva all’Homo sapiens. Una specie più evoluta che superi i limiti dell’Homo Sapiens: una nuova specie postumana.

Che cos’è un postumano

Un postumano è il discendente di un essere umano che è stato incrementato fino al punto di non essere più un essere umano. Molti transumanisti aspirano a tale condizione.

Una volta raggiunto lo stadio postumano, le capacità intellettuali e fisiche saranno di molto superiori a quelle di un essere umano non incrementato. Un essere postumano sarà più intelligente di ogni genio mai vissuto e avrà una memoria infallibile. L’organismo postumano non sarà suscettibile alla malattia e non subirà l’invecchiamento. Energia, vigore e gioventù saranno illimitate. La capacità di provare emozioni, piacere ed amore potrebbe anche essere amplificata, così come la capacità di apprezzare la bellezza artistica. Stanchezza, noia, irritabilità sarebbero sotto il nostro controllo. I mezzi con i quali i transumanisti sperano di raggiungere lo stadio postumano includono, ma non solo, i seguenti: nanotecnologia molecolare, la cosiddetta “ingegneria genetica”, l’intelligenza artificiale (alcuni pensano che i primi postumani saranno proprio delle intelligenza artificiali, i cosiddetti Artilect), medicinali per il controllo dello stato d’animo, terapie anti-invecchiamento, interfaccia neurologica, strumenti avanzati per la gestione delle informazioni, medicinali per l’incremento mnemonico, computer portabili/indossabili, computer Quantici.

I postumani potrebbero essere completamente sintetici (fondati su intelligenze artificiali: gli Artilect) o potrebbero essere il risultato di una serie di incrementi parziali effettuati su esseri umani biologici o su esseri transumani. Certi postumani potrebbero persino decidere di sbarazzarsi dei propri corpi e di vivere all’interno di supercomputers, assumendo la forma di informazione pura. E’ stato detto che è impossibile per noi esseri umani immaginare come potrebbe essere la condizione postumana. Gli esseri postumani potrebbero intraprendere attività ed avere aspirazioni che noi non possiamo nemmeno cominciare ad immaginare, come una scimmia non ha la possibilità di comprenere la complessità della vita umana.

Qual è lo scopo ultimo del “controllo globale”?

E’ abbastanza facile prevedere che la creazione di una nuova specie postumana, i cosiddetti GenRich o Artilect, scatenerà la rivolta degli Homo sapiens. GenRich e Artilect sono specie superiori alla nostra ed è inevitabile che noi finiremmo per diventare gli schiavi di queste nuove specie. E’ per questa ragione, per evitare, cioè, rivolte e conflitti da parte degli Homo Sapiens, che gli Illuminati – che stanno organizzando e realizzando questo piano – hanno l’esigenza di avere il controllo sociale degli stati: per imporre, quando sarà il momento, le loro decisioni sul futuro della nostra specie.

Il Transumanesimo è la nuova frontiera della setta massonica degli Illuminati. La setta massonica che ha pensato il nuovo futuro della umanità e sta mettendo in atto le strategie per realizzarlo. Si, proprio loro: gli Illuminati.

Gli Illuminati/Transumanisti già parlano di neoluddismo per denigrare coloro che si oppongono a questo futuro (il luddismo fu un movimento di protesta operaia, sviluppatosi all’inizio del XIX secolo in Inghilterra, caratterizzato dal sabotaggio dello sviluppo tecnologico).

Denigrare chi si oppone al futuro immaginato dagli Illuminati/Transumanisti è la prima fase del cosiddetto “controllo globale”. Ma opporsi è necessario. Infatti, un conto è usare la tecnologia per migliorare la condizione umana, altro conto è usare la tecnologia per creare una nuova specie. Una specie più forte, più intelligente, più longeva se non addirittura immortale.

Si verificherebbe, infatti, ciò che è accaduto con la coesistenza tra Homo Sapiens e Homo di Neanderthal. L’Homo di Neanderthl era una specie inferiore rispetto all’Homo Sapiens e, per qualche tempo, le due specie si sono sovrapposte. Risultato? L’Homo di Neanderthal si è estinto, perchè l’Homo Sapiens era più forte.

Ps: tutto ha inizio dalla Iatromeccanica , principio elaborato dal nostro “ malpighi” .

IL TRANSUMANESIMO
IL TRANSUMANESIMO

IL FALSO AMBIENTALISMO

di Maria Maria

Esiste una tremenda voracità di materie prime per la transizione energetica del capitalismo multiculturale verde, una versione carbon neutral e più inclusiva del capitalismo, che, a detta sua, impedirà ulteriori catastrofi climatiche.

L’ambientalismo è una nuova forma di governo, che riorganizza il potere politico sulla vita dei cittadini e sulla natura stessa.

La transizione verso le rinnovabili ha preso forma: controllata da investitori privati in ogni parte della catena di approvvigionamento, è guidata dalle economie occidentali e sfruttata dalla Cina, e vede le nazioni in via di sviluppo quale vittima sacrificale, a causa della loro storica “maledizione delle risorse”, e quindi funzionali ad una ipotetica crisi che, peraltro, non è neppure una loro responsabilità.

L’estrattivismo è una modalità di accumulazione di materie prime attraverso la quale alcune regioni, solitamente del nord del mondo, estraggono le risorse naturali di altre regioni, principalmente per l’esportazione ed ha caratterizzato le relazioni dell’Europa con le Americhe, l’Africa e l’Asia fin dall’epoca della loro conquista e colonizzazione.

La più recente forma di estrattivismo delle compagnie minerarie è il colonialismo del carbonio, sinergico alla loro attività, in quanto utilizzato per rendere i metalli necessari alla transizione carbon neutral.

Pertanto rendere “verde” un metallo è un sistema apparentemente semplice: tutto ciò che serve è un software blockchain, una foresta protetta e naturalmente i fondi necessari a pagare i crediti acquistati. Una volta acquistate le compensazioni e tracciate le spedizioni del metallo attraverso la tecnologia blockchain il gioco è fatto.

IL FALSO AMBIENTALISMO
IL FALSO AMBIENTALISMO

IL RUOLO COSMICO DELL’INTENZIONE

a cura di Evano Zaccaron

“Buona parte della nostra energia viene usata per alimentare la nostra sensazione di essere interessanti e importanti; se riuscissimo a rinunciare a tutto ciò, ci accadrebbero due eventi straordinari. Primo non utilizzeremmo più la nostra energia per cercare di mantenere viva l’illusione della nostra grandezza; secondo, avremmo risparmiato energia sufficiente per intravedere la vera grandezza dell’universo. Nell’universo c’è una forza indescrivibile e smisurata che gli stregoni chiamano “Intento”. In assoluto, tutto quello che esiste nell’intero cosmo, è unito all’Intento da un anello di collegamento.”

(Carlos Castaneda)

IL RUOLO COSMICO DELL'INTENZIONE
IL RUOLO COSMICO DELL’INTENZIONE