UN APPUNTO DI APORIA

a cura di NEA (Nuova Ecologia Artistica)

Sta male chi pensa di dover difendere la verità perché, in fondo, non sa che cosa è la verità o, per lo meno, la scambia con l’accozzaglia di associazioni mentali personali, pregne di impressioni provenienti dall’astrale basso che crede attività spirituale o pensare.

L’errore è confermato dalla lampante determinazione e convinzione di dover correggere gli altri senza amore, né compassione o servizio, ma con giudizio spietato. Pieni di condizionamenti e senza disciplina interiore.

𝘕𝘰𝘯 𝘨𝘪𝘶𝘥𝘪𝘤𝘢𝘵𝘦, 𝘱𝘦𝘳 𝘯𝘰𝘯 𝘦𝘴𝘴𝘦𝘳𝘦 𝘨𝘪𝘶𝘥𝘪𝘤𝘢𝘵𝘪;​ 𝘱𝘦𝘳𝘤𝘩𝘦́ 𝘤𝘰𝘭 𝘨𝘪𝘶𝘥𝘪𝘻𝘪𝘰 𝘤𝘰𝘯 𝘤𝘶𝘪 𝘨𝘪𝘶𝘥𝘪𝘤𝘢𝘵𝘦 𝘴𝘢𝘳𝘦𝘵𝘦 𝘨𝘪𝘶𝘥𝘪𝘤𝘢𝘵𝘪, 𝘦 𝘤𝘰𝘯 𝘭𝘢 𝘮𝘪𝘴𝘶𝘳𝘢 𝘤𝘰𝘯 𝘭𝘢 𝘲𝘶𝘢𝘭𝘦 𝘮𝘪𝘴𝘶𝘳𝘢𝘵𝘦 𝘴𝘢𝘳𝘦𝘵𝘦 𝘮𝘪𝘴𝘶𝘳𝘢𝘵𝘪.​

𝘗𝘦𝘳𝘤𝘩𝘦́ 𝘰𝘴𝘴𝘦𝘳𝘷𝘪 𝘭𝘢 𝘱𝘢𝘨𝘭𝘪𝘶𝘻𝘻𝘢 𝘯𝘦𝘭𝘭’𝘰𝘤𝘤𝘩𝘪𝘰 𝘥𝘦𝘭 𝘵𝘶𝘰 𝘧𝘳𝘢𝘵𝘦𝘭𝘭𝘰, 𝘮𝘦𝘯𝘵𝘳𝘦 𝘯𝘰𝘯 𝘵𝘪 𝘢𝘤𝘤𝘰𝘳𝘨𝘪 𝘥𝘦𝘭𝘭𝘢 𝘵𝘳𝘢𝘷𝘦 𝘤𝘩𝘦 𝘩𝘢𝘪 𝘯𝘦𝘭 𝘵𝘶𝘰 𝘰𝘤𝘤𝘩𝘪𝘰?​ 𝘖 𝘤𝘰𝘮𝘦 𝘱𝘰𝘵𝘳𝘢𝘪 𝘥𝘪𝘳𝘦 𝘢𝘭 𝘵𝘶𝘰 𝘧𝘳𝘢𝘵𝘦𝘭𝘭𝘰: 𝘱𝘦𝘳𝘮𝘦𝘵𝘵𝘪 𝘤𝘩𝘦 𝘵𝘰𝘭𝘨𝘢 𝘭𝘢 𝘱𝘢𝘨𝘭𝘪𝘶𝘻𝘻𝘢 𝘥𝘢𝘭 𝘵𝘶𝘰 𝘰𝘤𝘤𝘩𝘪𝘰, 𝘮𝘦𝘯𝘵𝘳𝘦 𝘯𝘦𝘭𝘭’𝘰𝘤𝘤𝘩𝘪𝘰 𝘵𝘶𝘰 𝘤’𝘦̀ 𝘭𝘢 𝘵𝘳𝘢𝘷𝘦?​

𝘐𝘱𝘰𝘤𝘳𝘪𝘵𝘢, 𝘵𝘰𝘨𝘭𝘪 𝘱𝘳𝘪𝘮𝘢 𝘭𝘢 𝘵𝘳𝘢𝘷𝘦 𝘥𝘢𝘭 𝘵𝘶𝘰 𝘰𝘤𝘤𝘩𝘪𝘰 𝘦 𝘱𝘰𝘪 𝘤𝘪 𝘷𝘦𝘥𝘳𝘢𝘪 𝘣𝘦𝘯𝘦 𝘱𝘦𝘳 𝘵𝘰𝘨𝘭𝘪𝘦𝘳𝘦 𝘭𝘢 𝘱𝘢𝘨𝘭𝘪𝘶𝘻𝘻𝘢 𝘥𝘢𝘭𝘭’𝘰𝘤𝘤𝘩𝘪𝘰 𝘥𝘦𝘭 𝘵𝘶𝘰 𝘧𝘳𝘢𝘵𝘦𝘭𝘭𝘰​.

𝘕𝘰𝘯 𝘥𝘢𝘵𝘦 𝘭𝘦 𝘤𝘰𝘴𝘦 𝘴𝘢𝘯𝘵𝘦 𝘢𝘪 𝘤𝘢𝘯𝘪 𝘦 𝘯𝘰𝘯 𝘨𝘦𝘵𝘵𝘢𝘵𝘦 𝘭𝘦 𝘷𝘰𝘴𝘵𝘳𝘦 𝘱𝘦𝘳𝘭𝘦 𝘥𝘢𝘷𝘢𝘯𝘵𝘪 𝘢𝘪 𝘱𝘰𝘳𝘤𝘪, 𝘱𝘦𝘳𝘤𝘩𝘦́ 𝘯𝘰𝘯 𝘭𝘦 𝘤𝘢𝘭𝘱𝘦𝘴𝘵𝘪𝘯𝘰 𝘤𝘰𝘯 𝘭𝘦 𝘭𝘰𝘳𝘰 𝘻𝘢𝘮𝘱𝘦 𝘦 𝘱𝘰𝘪 𝘴𝘪 𝘷𝘰𝘭𝘵𝘪𝘯𝘰 𝘱𝘦𝘳 𝘴𝘣𝘳𝘢𝘯𝘢𝘳𝘷𝘪.

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Leggo di chi tiene la posizione sul­l’eliminazione del sentire al fine di co­nquistare un’oggetti­vità pura di pensier­o.

Ecco dove sta l’inganno di compren­sione. Dovremmo dive­ntare come le macchi­ne?

Ergo, certi che si credono spiritua­li, sono invece arim­anicamente radicati nel regno della quan­tità e del tutto disarmonici.

Non il sentimento de­ve essere escluso ma​ il sentimentalism­o! – che passa dalla purificazione del sentire e non dalla sua eliminazione.

L’intelletto senza attività del sentimen­to è esattamente come la scienza moderna: sterile ammasso di nozioni intellettua­li senza vivente com­prensione della vita, priva di vivificazione del suo stesso contenuto.

Parliamo della emozi­one superiore, però, che è quella che pe­rmette l’intuizione.​

Perché accade questo?

Perché la purificazio­ne del sentire fa più paura, ed è più di­fficile, della purif­icazione dell’intell­etto, allorché passa da­lla gestione dell’is­tinto! Che è proprio il piombo, la mater­ia grezza, il catrame dell’anima senzien­te. Ci si deve sporc­are fino al midollo per poi lavarsi!

E qu­esto non è da tutti!

Se non attraverso la sublimazione del se­ntire, come si supera il razionalismo?

UN APPUNTO DI APORIA
UN APPUNTO DI 𝗔𝗣𝗢𝗥𝗜𝗔

Pubblicato da vincenzodimaio

Estremorientalista ermeneutico. Epistemologo Confuciano. Dottore in Scienze Diplomatiche e Internazionali. Consulente allo sviluppo locale. Sociologo onirico. Geometra dei sogni. Grafico assiale. Pittore musicale. Aspirante giornalista. Acrobata squilibrato. Sentierista del vuoto. Ascoltantista silenziatore.

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