SCONFITTI

di Chicco Costini

Trump scrive una pagina definitiva nella tragedia della guerra Russo Ucraina. Come è nelle sue corde prende atto di una situazione il cui finale è scritto da mesi, e accelera un processo inevitabile. L’Ucraina, l’Europa non potevano e non possono vincere una guerra contro la Russia senza l’aiuto americano. Gli USA di Trump non hanno alcun interesse a continuare un conflitto con la Russia, spingendo sempre più Mosca nella braccia della Cina, vero avversario per il Tycoon. Dato un messaggio chiaro al comico Zelenski, che sembrava non voler capire, scoperchiando il vaso della corruzione di un governo che ha sacrificato il proprio popolo per arricchire i suoi membri, lancia un piano di pace che ricalca le richieste russe, formulate fin dall’inizio. E l’eroe delle cancellerie europee, consapevole di rischiare nella migliore dei casi di tornare a ballare nudo in tv, piagnucola chiedendo una pace dignitosa. Ma già Sto arrivando! Che alla fine accetterà, perché non alternative sé non quella di essere eliminato da un colpo di mano della CIA, sul modello di quello che lo ha portato dal fare il comico a diventare presidente. Ed alla fine questa sarà il migliore finale anche per il popolo ucraino, massacrato sotto i bombardamenti, truffato dai suoi stessi dirigenti che si costruivano bagni d’oro mentre i cittadini morivano di fame e freddo. Chi tenterà fino all’ultimo di giungere alla conclusione del conflitto saranno invece i leader europei, Van Der Layden in testa, che hanno seguito supinamente i desiderata di Biden e del suo comitato d’affari. Una leadership che in questi anni ha sbagliato tutte le proprie scelte, conducendo i popoli del vecchio continente ad un declino economico e morale dal quale sarà difficilissimo rialzarsi. Hanno iniziato con una gestione criminale della pandemia Covid, per proseguire con la follia del green deal, finendo con il diventare i principali protagonisti di una sconfitta devastante in una guerra dove l’Europa non aveva nulla da guadagnare fin dall’inizio. E questi leader, in gran parte marionette e servi di lobbies e banchieri, ora si troverà a dover giustificare ai propri cittadini una sequele di errori, senza soluzione di continuità. E cominciano a temere che pur avendo anestetizzato, rincoglionito, svilito lo spirito dei popoli europei, rendendo soprattutto i nostri giovani degli zombies senza spina dorsale, alla fine qualcuno chiederà il conto di questa inettitudine. Oggi è l’ora del riscatto della nostra civiltà, oggi è l’ora di restituire dignità e orgoglio a Nazioni che hanno scritto la storia, cacciando i mercanti dal tempio. Se non ci riusciremo la colpa sarà solo la nostra, che quanto stava avvenendo lo abbiamo capito da subito

SCONFITTI
SCONFITTI

EPSTEIN FILES

Videoconferenza del canale YouTube LA NUOVA OCCIDENTALE, trasmessa in diretta online in live streaming il giorno 20 Novembre 2025.

Il parlamento americano approva la derubricazione degli Epstein files. Ne vedremo delle belle, soprattutto per i democratici, i Clinton, gli Obama, ecc., che sono i veri protagonisti di questa vicenda. Con Roberto Siconolfi.

EPSTEIN FILES

UNO STATO DEBOLE COI POTENTI E DURO COI DEBOLI

di Giorgio Bianchi

20 Novembre 2025

Tutta la violenza di un sistema totalitario, che non ammette scelte che ne mettano in discussione i pilastri fondanti.

Casa nel bosco, allontanati i tre bimbi. Il tribunale: «Dovranno vivere in casa famiglia»

Il caso di Palmoli (Chieti). Arrivato oggi pomeriggio il provvedimento dei giudici aquilani: basta vivere nella casa nel bosco, la madre potrà restare con i figli nella struttura protetta

Di Gianluca Lettieri

PALMOLI. I tre bambini che abitano a Palmoli con i genitori nella casa nel bosco non possono più vivere lì e devono essere accompagnati in una casa famiglia. È questo il senso del provvedimento del tribunale per i minorenni dell’Aquila, arrivato oggi. La madre potrà stare con i piccoli nella struttura protetta. Nelle scorse ore in migliaia avevano firmato la raccolta online a sostegno della famiglia che si era trasferita nel paese da 800 anime in provincia di Chieti. La vicenda ha sollevato un acceso dibattito tra favorevoli e contrari allo stile di vita della famiglia anglo-australiana, che ha scelto di restare lontano dalle città senza gli allacci a elettricità, gas e acqua.

«Per i nostri figli volevamo una vita diversa e abbiamo deciso di vivere nel bosco. Vogliamo vivere qui, con i nostri bimbi e i nostri animali», si sono sempre difesi i due genitori. Per i figli, una bambina di otto anni e due gemelli di sei, hanno deciso di affidarsi all’home schooling con un’insegnante privata molisana. La vicenda è finita all’attenzione della Procura dei minorenni dell’Aquila lo scorso anno, dopo che la famiglia finì in ospedale per un’intossicazione da funghi. Un successivo controllo dei carabinieri nell’abitazione portò alla segnalazione che ha avuto come conseguenza la sospensione della potestà genitoriale, confermando comunque l’affidamento dei minori ai genitori. «Non c’è alcun disagio, né violenza, ma una scelta di vita ben precisa che mira a preservare il rapporto tra uomo e natura», ha più volte dichiarato l’avvocato Giovanni Angelucci, legale della famiglia.

In verità emerge chiaro che Sono terrorizzati!

Volevano punire una famiglia per dominarle tutte.

La cosa gli è sfuggita di mano perché questa famiglia e tutti quelli che sempre più numerosi stanno scegliendo questo tipo di vita, sono una crepa nel sistema, un crepa che sta crescendo e può annientare tutto il potere capitalista e ciò che lo sostiene. È una variante che avevano in parte previsto infatti sì sono accaniti anche a danneggiare la natura ma non è stato sufficiente.. si sono tirati un boomerang e ne stanno tirando uno più grosso ora!

Non ha nessuna logica il loro comportamento, non togli bambini per un’abitazione inadeguata, casomai imponi di mandarli a scuola, di allacciarsi ad acqua ed elettricità ma non ci sono presupposti (sofferenza dei bambini ) per poterli togliere. Sono in panico e usano la forza, il caso è diventato enorme, pensavano di screditarli ma al contrario li hanno resi un’ispirazione, amatissimi e stimati da tutti.

Più si accaniscono contro di loro e più gente aderirà alla causa .. ma peggio … aprirà gli occhi!

UNO STATO DEBOLE COI POTENTI E DURO COI DEBOLI
UNO STATO DEBOLE COI POTENTI E DURO COI DEBOLI

LA MEDITAZIONE DEI ROSACROCE

Ai tempi nostri anche se l’esasperazione mediatica della cultura dell’informe utilizza aggettivi come esoterico, iniziatico, karmico, in serie televisive o in aggiunta ai titoli di modesti romanzi popolari (raddoppiandone la tiratura), nei Sodalizi poggiati su di una schietta ricerca interiore l’idea dell’esoterismo, generalmente vaga, assume comunque un significato abbastanza alto e nobile.

Permane invece, per l’infelice colpa di indicatori, invero di scarsa statura interiore, sia pure onesti in quanto ricercatori dello Spirito ma nemici della Libertà (per la coscienza umana contemporanea che si risveglia questa è una contraddizione perfetta), una grande confusione tra l’esoterico ed il segreto.

Quando ci si rappresenti l’esoterismo identico ad una conoscenza riservatissima e posseduta da associazioni qualitativamente differenziate, che ritengono opportuno non comunicarla a causa dell’intrinseco potere in essa contenuto, il correttivo informale a una simile rappresentazione ingenuo-romantica potrebbe essere una bella risata liberatoria. Nei casi in cui tali associazioni esistono davvero, lo Spirito, se un tempo c’era, si è ormai ritirato, e ciò che rimane è solo la segretezza aggiunta ad una entità psichica di dubbio segno, poiché portatrice di erranti cariche medianiche.

Se si è capaci di superare l’estroversione materialistica del pensato convenzionale, appare chiaro che una vera conoscenza esoterica non è qualcosa che per ragioni misteriose debba essere rifiutata alla conoscenza generale, ma che trova senza dubbio notevoli impedimenti a causa del grado di destità di coscienza necessaria per venir comunicata ed accolta.

La segretezza eccita come non mai la vanità umana personale e nelle grandi organizzazioni profane come nelle piccole conventicole occultistiche c’è molto dell’anelito a penetrare in ciò che si presume essere intimo, segreto: nel circolo più interno. Esiste un bel libro di C.S. Lewis intitolato Questa orribile forza (raro caso in cui il piacere della narrativa fantastica si coniuga senza sforzo al racconto morale e ad originali intuizioni) in cui, incarnato nelle vicissitudini di un protagonista, l’autore descrive con arguta sapienza questo prepotente difetto.

Difetto che, insieme alla presunzione ed alla litigiosità, ha pesato sulle organizzazioni di carattere esoterico, confondendo il ragionevole riserbo con segretezze personalizzate, rendendo in pratica alquanto peregrina per molte anime una corretta connessione interiore con l’Insegnamento originario, ostacolato persino da pretese mediazioni formali-amministrative.

Ingiustificabili lotte di distinzione e di potere hanno pesato, sulla bilancia dell’agire, molto più di un corretto lavoro interiore, quest’ultimo anzi venendo di solito osteggiato o respinto. Il problema è mondiale, come dall’Oriente ci conferma Lu K’uan Yu, che dedicò molti decenni della sua vita a tradurre e pubblicare in lingua inglese i testi più segreti ed antichi della grande tradizione alchemica e buddistica cinese per divulgarli presso gli occidentali: «Il buddismo in Oriente è in declino, perché il Dharma si è frantumato in diverse scuole in ostile contraddizione tra loro …invece di praticare si abbandonano a interminabili disquisizioni prive di concretezza e di risultati pratici …senza sforzarsi di comprendere il profondo significato dei Sutra…». Ecco il triste ponte tra Oriente ed Occidente: la disgrazia comune!

Chi incontra la moderna Scienza dello Spirito occidentale dovrebbe riascoltare (o rammentare) le parole, nette e decise, di Massimo Scaligero: «Non c’è alcun segreto, il Dottore ha detto tutto». Scaligero aveva ragione. Un esempio?

Due pagine della Scienza Occulta (testo diffuso in molte nazioni da cent’anni, letto da milioni di persone) minuziosamente dedicate alla costruzione della più importante meditazione d’Occidente, sintesi tecnica dell’immaginare, del meditare e della concentrazione, la cui dinamica reintegrativa può permettere al discepolo l’esperienza dell’astrale sidereo e la connessione sovrasensibile con la Comunità interiore che guida l’umanità: in pratica l’accesso al più grande dei Misteri dei nostri tempi.

Il segreto, quello inviolabile, certamente esiste, ed esiste una linea di confine tra l’esoterico e l’essoterico, ma essi non stanno nei libri o nelle conferenze e nemmeno nei testi della Classe, bensì nella capacità o nell’incapacità dell’uomo di mutare una parte di sé, di modificare la propria coscienza.

Finché l’approccio all’esoterismo rimane una curiosità da soddisfare o una facile risposta a questioni poste dalla leggerezza intellettuale, allora è soltanto l’incontro tra illusioni. Se la Scienza Sacra fosse veramente capace di rispondere in siffatta maniera, allora dimostrerebbe di essere Essa stessa null’altro che un prodotto illusorio (ed è proprio in questa visione che spesso viene giudicata da chi fuggevolmente Le si accosta). Per la coscienza immatura, le domande e le risposte che l’esoterismo pone ed insegna all’uomo non sono altro che parti di parole incrociate: essa è soddisfatta quando queste si combinano.

Il pensiero addormentato sogna fatalmente il materialismo: il dato oggettivo a sé stante. Il pensiero addormentato quando sogna lo Spirito lo sogna al pari di un oggetto, perciò può coerentemente sognare che il manoscritto riservato o la conferenza secretata contengano l’insegnamento più esoterico.

Il pensiero addormentato non conosce il proprio potere: quello di essere lui stesso lo Spirito cercato altrove.

Troppo spesso il ricercatore del Sacro non riesce a destarsi alla sperimentabile realtà di essere lui stesso il pensatore che pensa la Scienza Occulta o il Trattato del pensiero vivente. È nostra l’attività di pensiero che riaccende significati e forze di risveglio giacenti come inerti segni in tali Testi. Il pensiero che, finalmente portato a coscienza, possa volere solo e semplicemente se stesso, si libera da ciò che esso non è.

Abbandonato il riflesso di ciò che esso non è, permane il suo moto impersonale, perciò sovrasensibile, poiché inizia dove cessa il proprio sentire se stessi, ossia il limite della temporanea illusione sensibile.

Sentire se stessi è l’inganno necessario alla nascita della coscienza individuale. Per l’asceta dotato di coscienza individuale il senso della vita è spezzare il prolungarsi dell’inganno.

Da questo punto inizia l’esoterismo perenne (poiché di continuo rinnovantesi) che, come ripeto spesso, è essenzialmente esperienza: in cui ci si ritrova colmi di una speciale devozione, perché è l’Infinito che diviene parte del nostro essere.

LA MEDITAZIONE DEI ROSACROCE
LA MEDITAZIONE DEI ROSACROCE

IL SIBILO DEL SILENZIO

di Luca Rudra Vincenzini

In meditazione concentrati sul sibilo del silenzio ed applicalo come un balsamo ai pensieri, evaporeranno. Respiraci dentro creerai spazio, li diraderai come il vento sparge le nuvole. Una volta sedati, osserva il corpo e manda sibilo e respiro dentro le fibre, lo sentirai espandere, avvertirai sensazioni di rilascio, pizzicore, scioglimento sinché un tuffo nel cuore annuncerà l’entrata nella cava. Lì i suoni ovattati fugheranno la sensazione di avere un corpo e sarai solo coscienza. Permani, non ti stupire, al sopraggiungere di una chiara luce, sullo sfondo buio come l’universo, sarai nello stato della mente naturale (svabhāva) e un sentimento di pace (śāntarasa) si accompagnerà al silenzio (mauna).

IL SIBILO DEL SILENZIO
IL SIBILO DEL SILENZIO

Ucraina: cosa prevede il piano Trump per la pace in 28 punti

di Maurizio Perriello

21 Novembre 2025

Il programma include la cessione ai russi di territori anche non conquistati sul campo e garanzie di sicurezza per Kiev simili alle clausole Nato. Nessun soldato dell’Alleanza Atlantica sarà però ammesso in terra ucraina. Tutti i punti dell’accordo

Un piano di pace in 28 punti per tentare di porre fine alla guerra in Ucraina: il documento preparato dall’amministrazione Trump è stato pubblicato dal portale Axios e conferma molte delle anticipazioni degli scorsi giorni. La bozza prevede infatti la concessione di territori alla Russia, oltre a sottoscrivere l’impegno per Kiev a non aderire alla Nato e a limitare le sue Forze armate. La roadmap, ispirata al recente piano per la pace a Gaza, è stata realizzata dall’inviato statunitense Steve Witkoff con il contributo del Segretario di Stato, Marco Rubio, e del genero di Donald Trump, Jared Kushner.

Ucraina sotto pressione

 Che il negoziato per porre fine alla guerra in Ucraina fosse una questione tra Stati Uniti e Russia, con Kiev in secondo piano, era chiaro da tempo. Un funzionario statunitense anonimo ha affermato che gli Usa starebbero premendo sull’Ucraina per fare approvare il piano con una “tempistica aggressiva”. Witkoff ha discusso la proposta anche con Kirill Dmitriev, amministratore delegato del Fondo russo per gli investimenti diretti, che ha espresso “ottimismo” in merito, e successivamente con il consigliere per la Sicurezza nazionale ucraina, Rustem Umerov. I contenuti del documento potrebbero tuttavia cambiare con il proseguimento dei negoziati tra le parti. Ecco di seguito il testo completo.

1. Sovranità ucraina

 Il primo punto della proposta “conferma” la sovranità dell’Ucraina.

2. Accordo di non aggressione

 Sarà concluso un accordo globale di non aggressione tra Russia, Ucraina ed Europa. Tutte le ambiguità degli ultimi 30 anni saranno considerate risolte.

3. Nessuna invasione russa

 Si stabilisce che la Russia non invaderà i Paesi vicini e che la Nato non si espanderà ulteriormente.

4. Dialogo aperto tra Russia e Nato

 Si terrà un dialogo aperto tra Russia e Nato, con la mediazione degli Stati Uniti, per risolvere tutte le questioni di sicurezza e creare le condizioni per una de-escalation. L’obiettivo è garantire la sicurezza globale e aumentare le opportunità di cooperazione e di futuro sviluppo economico.

5. Garanzie di sicurezza per l’Ucraina

 L’Ucraina riceverà garanzie di sicurezza affidabili. È la prima volta che un documento ufficiale americano riporta questa dicitura in riferimento al Paese invaso. Un funzionario anonimo ha spiegato ad Axios che il passaggio è da intendersi come una “garanzia esplicita” per Kiev da parte degli Stati Uniti. Ad agosto avevamo già anticipato gli scenari possibili su Tgcom24. In particolare una seconda bozza del piano di Trump include una garanzia di sicurezza modellata sull’articolo 5 della Nato, che impegnerebbe gli alleati statunitensi ed europei a trattare un attacco all’Ucraina come un attacco all’intera “comunità transatlantica”. Si afferma infatti che qualsiasi futuro “attacco armato significativo, deliberato e sostenuto” da parte della Russia contro l’Ucraina “sarà considerato un attacco che minaccia la pace e la sicurezza della comunità transatlantica”, e che Usa e alleati risponderanno di conseguenza.

6. Le dimensioni dell’esercito ucraino

 La dimensione delle Forze armate ucraine sarà limitata a 600mila effettivi. Secondo un funzionario ucraino, l’esercito ucraino conta attualmente 800mila-850mila militari, mentre prima della guerra ne contava circa 250mila.

7. Ucraina mai nella Nato

 L’Ucraina accetta di sancire nella propria Costituzione che non aderirà alla Nato. Allo stesso modo la Nato accetta di includere nei propri statuti una disposizione secondo cui l’Ucraina non sarà ammessa in futuro.

8. Nessun soldato della Nato in Ucraina

 La Nato accetta di non stazionare truppe in Ucraina. Gli Stati alleati, tra cui Francia e Gran Bretagna, hanno lavorato a proposte separate che includerebbero un piccolo numero di truppe europee sul suolo ucraino dopo la guerra. Il piano di Trump sembra tuttavia ignorare quest’ultima possibilità.

9. Jet europei pronti in Polonia

 Gli aerei da combattimento europei saranno di stanza in Polonia, per qualsiasi evenienza di protezione del continente.

10. Le condizioni degli Usa sulla perdita di garanzie

 Il decimo punto stabilisce le condizioni secondo cui le garanzie offerte dagli Usa verrebbero meno:

  • gli Stati Uniti riceveranno un risarcimento per le garanzie offerte;
  • se l’Ucraina dovesse invadere la Russia, perderebbe le garanzie americane;
  • se la Russia dovesse invadere (nuovamente) l’Ucraina, oltre a una risposta militare coordinata e decisa, tutte le sanzioni globali verrebbero ripristinate, il riconoscimento dei nuovi territori e tutti gli altri vantaggi del presente accordo verrebbero revocati;
  • se l’Ucraina dovesse lanciare un missile su Mosca o San Pietroburgo senza motivo, le garanzie di sicurezza stabilite dal piano sarebbero considerate invalide.

11. Ucraina legata all’Ue

 L’Ucraina ha i requisiti per entrare a far parte dell’Ue e, mentre la questione viene esaminata, otterrà un accesso preferenziale a breve termine al mercato europeo.

12. La ricostruzione dell’Ucraina

 Il piano cita un “potente pacchetto globale” di misure per ricostruire l’Ucraina, tra cui:

  • la creazione di un Fondo di sviluppo per l’Ucraina per investire in settori in rapida crescita, tra cui tecnologia, data center e intelligenza artificiale;
  • gli Stati Uniti collaboreranno con l’Ucraina per ricostruire, sviluppare, modernizzare e gestire congiuntamente le infrastrutture del gas ucraino, compresi i gasdotti e gli impianti di stoccaggio;
  • sforzi congiunti per la riabilitazione delle aree colpite dalla guerra, per il restauro, la ricostruzione e la modernizzazione delle città e delle aree residenziali;
  • sviluppo delle infrastrutture;
  • estrazione di minerali e risorse naturali;
  • la Banca Mondiale elaborerà uno speciale pacchetto di finanziamenti per accelerare questi sforzi.

13. Russia reintegrata nell’economia globale

 La Russia sarà reintegrata nell’economia globale:

  • la revoca delle sanzioni sarà discussa e concordata in più fasi e caso per caso;
  • gli Stati Uniti stipuleranno un accordo di cooperazione economica a lungo termine per lo sviluppo reciproco nei settori dell’energia, delle risorse naturali, delle infrastrutture, dell’intelligenza artificiale, dei data center, dei progetti di estrazione di terre rare nell’Artico e di altre opportunità aziendali reciprocamente vantaggiose;
  • la Russia sarà invitata a rientrare nel G8.

14. Gli asset russi congelati

 I fondi russi congelati saranno utilizzati come segue:

  • 100 miliardi di dollari di beni russi congelati saranno investiti negli sforzi guidati dagli Stati Uniti per ricostruire e investire in Ucraina;
  • gli Stati Uniti riceveranno il 50% dei profitti derivanti da questa iniziativa. L’Europa aggiungerà 100 miliardi di dollari per aumentare gli investimenti disponibili per la ricostruzione dell’Ucraina. I fondi europei congelati saranno sbloccati. La parte rimanente dei fondi russi congelati sarà investita in un veicolo di investimento separato tra Stati Uniti e Russia che implementerà progetti congiunti in aree specifiche. Questo fondo sarà finalizzato a rafforzare le relazioni e ad accrescere gli interessi comuni per creare un forte incentivo a non tornare al conflitto.

15. Gruppo di controllo russo-americano

 Sarà istituito un gruppo di lavoro congiunto americano e russo sulle questioni di sicurezza per promuovere e garantire il rispetto di tutte le disposizioni del presente accordo.

16. Politica di non aggressione russa

 La Russia sancirà per legge la sua politica di non aggressione nei confronti dell’Europa e dell’Ucraina.

17. Pace nucleare tra Usa e Russia

 Gli Stati Uniti e la Russia concorderanno di estendere la validità dei trattati sulla non proliferazione e il controllo delle armi nucleari, incluso il trattato Start I, firmato per la prima volta nel 1991 e in scadenza a febbraio 2026.

18. Ucraina non nucleare

 L’Ucraina accetta di essere uno Stato non nucleare in conformità con il Trattato di non proliferazione delle armi nucleari.

19. Condivisione della centrale nucleare di Zaporizhzhia

 La centrale nucleare di Zaporizhzhia sarà avviata sotto la supervisione dell’Aiea e l’elettricità prodotta sarà distribuita equamente tra Russia e Ucraina (50 e 50).

20. Distensione e tolleranza tra russi e ucraini

 Russia e Ucraina si impegnano a realizzare programmi educativi nelle scuole e nella società volti a promuovere la comprensione e la tolleranza delle diverse culture e a eliminare il razzismo e i pregiudizi. Secondo il seguente schema:

  • l’Ucraina adotterà le norme dell’Ue sulla tolleranza religiosa e sulla tutela delle minoranze linguistiche;
  • entrambi i Paesi accetteranno di abolire tutte le misure discriminatorie e di garantire i diritti dei media e dell’istruzione ucraini e russi. Disposizioni simili sono state incorporate anche nel primo piano di pace di Trump proposto per il Medioriente nel 2020.
  • ogni ideologia e attività nazista deve essere respinta e proibita.

21. La cessione di territori alla Russia

 La divisione dei territori avverrà secondo il seguente schema:

  • la Crimea, Luhansk e Donetsk saranno riconosciute come di fatto russe, anche dagli Stati Uniti;
  • Kherson e Zaporizhzhia saranno congelate lungo la linea di contatto, il che significa un riconoscimento di fatto lungo la linea del fronte attuale;
  • la Russia rinuncerà agli altri territori concordati sotto il suo controllo al di fuori delle cinque regioni annesse;
  • le forze ucraine si ritireranno dalla parte dell’oblast’ di Donetsk attualmente sotto il loro controllo. Questa zona di ritiro sarà considerata una zona cuscinetto neutrale e demilitarizzata, riconosciuta a livello internazionale come territorio appartenente alla Federazione Russa. Le forze di Mosca si impegnano a non entrare in questa zona demilitarizzata.

22. Nessun uso della forza dopo gli accordi

 Dopo aver concordato i futuri accordi territoriali, sia la Russia sia l’Ucraina si impegnano a non modificarli con la forza. Eventuali garanzie di sicurezza non saranno applicate in caso di violazione di questo impegno.

23. Libera navigazione nel fiume Dnepr e nel Mar Nero

 La Russia non impedirà all’Ucraina di utilizzare il fiume Dnepr per attività commerciali e saranno raggiunti accordi sul libero trasporto di grano attraverso il Mar Nero.

24. Prigionieri, bambini deportati e vittime del conflitto

 Sarà istituito un comitato umanitario per risolvere le questioni in sospeso:

  • tutti i prigionieri e i corpi rimanenti saranno scambiati sulla base del principio “tutti per tutti”;
  • tutti i civili detenuti e gli ostaggi saranno restituiti, compresi i bambini;
  • verrà attuato un programma di ricongiungimento familiare;
  • saranno adottate misure per alleviare le sofferenze delle vittime del conflitto.

25. Elezioni in Ucraina entro cento giorni

 Si stabilisce che entro 100 giorni dalla sottoscrizione ufficiale degli accordi, si terranno le elezioni in Ucraina.

26. Amnistia totale per le azioni di guerra

 Tutte le parti coinvolte in questo conflitto riceveranno piena amnistia per le loro azioni durante la guerra e si impegnano a non avanzare alcuna richiesta o prendere in considerazione alcuna lamentela in futuro.

27. Accordo garantito dagli Usa

 Il presente accordo sarà giuridicamente vincolante. La sua attuazione sarà monitorata e garantita dal Consiglio per la Pace, presieduto da Donald Trump. Saranno imposte sanzioni in caso di violazione. Si tratta della medesima struttura generale proposta da Trump per l’accordo di pace per Gaza.

28. Cessate il fuoco immediato

 Una volta che tutte le parti avranno concordato questo memorandum, il cessate il fuoco entrerà in vigore immediatamente dopo che entrambe le parti si saranno ritirate nei punti concordati per iniziare l’attuazione dell’accordo.

Tratto da: TGCOM 24

Ucraina: cosa prevede il piano Trump per la pace in 28 punti
Ucraina: cosa prevede il piano Trump per la pace in 28 punti

IL FEMMINISMO DI QUINTA ONDATA

di Matteo Martini

Questo femminismo di quinta ondata (ma potrebbe essere anche il sesto, s’è perso il conto) sta compiendo atti infami sulla società e l’umanità in generale.

E mi spiace dirlo ma le donne tutte, anche quelle che non appoggiano minimamente ciò, temo dovranno pagare in futuro un bel debito karmico collettivo. Non che il patriarcato non abbia avuto in passato i suoi limiti e anche i suoi eccessi, ma la donna non ha voluto, o saputo, limitarsi a riequilibrare la bilancia… No, ha voluto squilibrarla di nuovo.

Il mito del Genesi, dell’antico Serpente che parla alla donna, ha un suo senso. Bisogna sempre guardare il mito perché nel mito parlano fatti archetipici, modello del reale.

IL FEMMINISMO DI QUINTA ONDATA
IL FEMMINISMO DI QUINTA ONDATA

BOLLE FINANZIARIE E CONTROLLO MORTIFERO

Videoconferenza del canale YouTube LA CASA DEL SOLE TV, trasmessa in diretta online in live streaming il giorno 20 Novembre 2025.

“Ci hanno insegnato tutto gli americani” recitava Giorgio Gaber qualche decina di anni fa, e purtroppo aveva ragione. L’identità italiana ed europea si è sciolta in un blob privo di cultura e per di più incapace di riconoscere il reale dall’inventato. Tra genocidi, blackout, bolle finanziarie e lavoratori condannati all’oblio. Cosa hanno in mente i giganti del Big Tech? C’è un’alternativa? Ne parliamo con Valentina Ferranti, antropologa e scrittrice, Maurizio Martucci, giornalista e scrittore, Mario Apicella, musicista, agronomo e militante. In studio Jeff Hoffman.

BOLLE FINANZIARIE E CONTROLLO MORTIFERO

𝗚𝗔𝗥𝗢𝗙𝗔𝗡𝗜 𝗠𝗔𝗧𝗧𝗔𝗥𝗘𝗟𝗟𝗔 𝗘 𝗟𝗔 𝗦𝗢𝗥𝗣𝗥𝗘𝗦𝗔 𝗗𝗜 𝗡𝗘𝗦𝗦𝗨𝗡𝗢

di Franco Marino

20 Novembre 2025

Una delle malattie di questo paese è il feticismo istituzionale che avvolge il concetto di contropotere, una di quelle commedie all’italiana che meriterebbe di essere ridicolizzata senza mezzi termini.

In questo senso, ogni potere non è mai contro o a favore di qualcosa, ma è semplicemente potere e basta. E quando smettiamo di raccontarci favole sui garanti, sui custodi della Costituzione e sui padri della patria, sul giornalismo cane da guardia del potere (il che è vero, ma solo se lo intendiamo nel senso di difesa del potere) iniziamo finalmente a capire come funzionano davvero le cose.

In questo senso, la vicenda di Francesco Saverio Garofani è di una gravità che dovrebbe far tremare le fondamenta del nostro sistema istituzionale ma che sorprende fino ad un certo punto.

La notizia, per chi finora la sta leggendo solo a spizzichi e bocconi, in sintesi è questa: un consigliere del Presidente della Repubblica si è permesso di auspicare pubblicamente uno scossone pur di far cadere il governo Meloni. Non siamo di fronte alla critica politica di un consigliere un po’ chiacchierone (verrebbe da dire “troppo” soprattutto confrontando la sua figura con quella del silenzioso Mattarella) e nemmanco di fronte ad un’opposizione dialettica, ma all’augurio, da parte di un personaggio vicino a quello che dovrebbe essere il “garante dell’unità del paese” che accada qualcosa di terribile al paese per ottenere un risultato politico. E la gravità non sta nemmeno tanto nelle parole di Garofani, ma nel fatto che Mattarella non lo abbia messo al suo posto e di come tutto questo rappresenti perfettamente la mentalità di un’élite che considera il governo democraticamente eletto come un incidente di percorso da correggere con qualsiasi mezzo, in nome della cui caduta, se non bastano le solite manovre di palazzo, allora ben vengano le disgrazie nazionali.

Ma ripeto, qui siamo di fronte ad una sorpresa e ad uno scandalo che fanno sorridere per l’ingenuità di chi li solleva. Perché il gigantesco equivoco è quello di considerare il Presidente della Repubblica come il saggio custode delle istituzioni. E vediamo perché.

Il sistema italiano, se lo si legge con attenzione, è praticamente identico al sistema iraniano. Come funziona il sistema iraniano?

Sebbene l’Iran sia, formalmente, una democrazia – teoricamente si può candidare chiunque come presidente dell’Iran e chiunque può far parte della cosiddetta Assemblea degli esperti – nella pratica, il vero potere è detenuto dal clero islamico, composto dal Consiglio dei guardiani della Costituzione, al di sopra del quale vi è la Guida Suprema, la quale può tranquillamente sabotare qualsiasi candidato non gli piaccia.

Se lo confrontiamo col sistema italiano e al Consiglio dei guardiani della Costituzione sostituiamo le lobby dell’informazione e alla Guida Suprema il Presidente della Repubblica, abbiamo rifatto il sistema iraniano tale e quale.

Il Presidente della Repubblica oltre a godere di guarentigie che gli altri politici si sognano, ha un potere enorme che gli consente di bocciare ministri che non gli piacciono, di rimandare le leggi al mittente qualora non gli piacessero, di sciogliere le camere quando gli pare e di nominare senatori a vita per sistemare gli equilibri parlamentari. L’unica differenza con l’Iran è che da noi questo potere si esercita con il sorriso e le buone maniere, condito da qualche citazione di Piero Calamandrei.

I casi di Savona e Previti dovrebbero averci insegnato qualcosa. Nel 2018 Mattarella semplicemente cancellò la volontà degli elettori bocciando Paolo Savona come ministro dell’Economia perché parrebbe che quest’ultimo avesse detto la cosa più banale del mondo: “Se l’Euro crolla dobbiamo avere un piano B per affrontare le conseguenze”. Che è come se licenziassimo il comandante di una nave perché vuole le scialuppe di salvataggio, una roba che nel paese del disastro della Concordia non deve stupire. Ma il punto è che quando un Presidente della Repubblica boccia il ministro di un governo espressione di una chiara maggioranza, di fatto altera la legittimità politica del governo di cui espressione. Nel caso Previti, fu Scalfaro a mettersi di traverso, impedendo che Berlusconi mettesse quello che, piaccia o meno, almeno a quei tempi era un avvocato noto per la sua bravura.

In sintesi, un Presidente della Repubblica può sabotare un governo democraticamente eletto e può premiare chi è stato condannato dalla magistratura. E tutto questo viene venduto come garanzia costituzionale.

Sergio Mattarella, il nostro presidente, è l’incarnazione perfetta di questo sistema. Un politico siciliano che ha attraversato tutti i gangli del potere democristiano, fratello di Piersanti ammazzato dalla mafia, figura che nessuno osa toccare perché protetta dall’aura del dolore e del sacrificio familiare. Ma proprio per questo dovremmo chiederci: può davvero essere garante dell’unità dello Stato uno che rappresenta una precisa parte politica, una specifica visione del mondo, una determinata idea di società? La risposta è ovviamente no. Nessun presidente della Repubblica può essere garante di un bel niente, perché ogni presidente porta con sé la sua storia, le sue convinzioni, i suoi interessi. E quando questi interessi collidono con la volontà popolare, indovinate chi vince?

La realtà di cui non si vuol prendere atto è che il sistema presidenziale italiano è stato congegnato per essere un freno alla democrazia, non una sua garanzia. È l’ultimo baluardo di un’élite che non si fida del popolo e che ha bisogno di mantenere il controllo anche quando perde le elezioni. Per questo i presidenti vengono scelti sempre tra i soliti noti, tra chi ha dato garanzie di affidabilità al sistema, tra chi non farà mai il passo più lungo della gamba. E per questo i loro consiglieri si permettono di auspicare disgrazie nazionali pur di liberarsi di un governo sgradito.

Così, mentre noi ci raccontiamo la favola del presidente padre di tutti, la realtà è che l’unico vero contropotere in una democrazia dovrebbe essere il popolo. Non i giudici, non i presidenti, non le autorità indipendenti, non i garanti di questo o di quello. Il popolo. Quello stesso popolo che però viene considerato troppo ignorante per capire, troppo emotivo per decidere, troppo manipolabile per governare. Allora ecco che servono i contropoteri, i pesi e i contrappesi, le autorità super partes. Tutte scuse per legittimare un sistema che di democratico ha solo la facciata.

Quando finalmente smetteremo di credere alle favole istituzionali e riconosceremo che il potere è potere – né buono né cattivo, semplicemente potere – forse inizieremo a costruire davvero una democrazia. Ma fino a quando continueremo a venerare presidenti, giudici e autorità varie come se fossero entità superiori al gioco politico, resteremo sudditi travestiti da cittadini. E i consiglieri presidenziali continueranno a auspicare sciagure nazionali per i loro giochi di palazzo.

𝗚𝗔𝗥𝗢𝗙𝗔𝗡𝗜 𝗠𝗔𝗧𝗧𝗔𝗥𝗘𝗟𝗟𝗔 𝗘 𝗟𝗔 𝗦𝗢𝗥𝗣𝗥𝗘𝗦𝗔 𝗗𝗜 𝗡𝗘𝗦𝗦𝗨𝗡𝗢
𝗚𝗔𝗥𝗢𝗙𝗔𝗡𝗜 𝗠𝗔𝗧𝗧𝗔𝗥𝗘𝗟𝗟𝗔 𝗘 𝗟𝗔 𝗦𝗢𝗥𝗣𝗥𝗘𝗦𝗔 𝗗𝗜 𝗡𝗘𝗦𝗦𝗨𝗡𝗢

NO ALLE RAZZE SI ALLA LEGGE

a cura di Flottiglia di Anime

“Ora che cosa vuol dire Roma? (…) Se noi vediamo la Roma di Costantino e la confrontiamo con quella di Numa Pompilio ci accorgiamo che sono diverse. Quindi non è quello, non è il sistema politico. Non è una razza, almeno nel senso fisico del termine. Voi sapete quante razze ci siano state in Roma. In Roma c’erano gli Etruschi, in Roma c’erano i Latini, in Roma c’erano i Cimbri e il resto delle popolazioni italiche che poi sono diventate tutte romane. E poi sono diventati romani anche i Galli e i Dalmati anche perché Roma si estendeva. Non si estendeva come dominio politico, si estendeva come Civiltà. Diventavano romani. I romeni si chiamo ancora così perché erano romani, e parlano una lingua latina. Quindi non é una razza, non ne ha nulla a che fare. Roma non ha nulla di nazionalistico. Non è una religione: certamente, Roma aveva la sua religione, ma aveva una religione estremamente tollerante. Voi sapete che a Roma c’è il Pantheon, che è un grande tempio, non è mica una chiesuola. Costruito apposta dai romani, da Menenio Agrippa, per quei popoli che avevano religioni poco rappresentate a Roma, non potendo in quindici persone farsi un tempio, allora i romani fecero un tempio buono per tutti. Il tempio per tutte le religioni, tutte accolte, tutte per la romanità, che era più grande di loro. E allora cos’è Roma? Roma è un modo di essere. Romano è anzitutto il senso del sacro.”

NO ALLE RAZZE SI ALLA LEGGE
NO ALLE RAZZE SI ALLA LEGGE