LA PORTA DEL DRAGONE

di Vincenzo Di Maio

La crescita in questo mondo è una spinta costante verso una precisa forma fisica, animica e spirituale che è già prevista dai talenti nascosti nel DNA alla nascita di ogni fanciullo, una crescita costante che prima di tutto costa fatica, dedizione e disciplina di concentrazione delle azioni rivolte al traguardo della Porta del Dragone, in cui si può ammirare il mondo da cima a fondo con una mostruosa forza multidimensionale tipicamente conosciuta nel mondo gnostico come pneumatica spirituale.

Il mio augurio è che tutti gli uomini e le donne di buona volontà raggiungano un tale traguardo, con l’aiuto del Cielo.

LA PORTA DEL DRAGONE
LA PORTA DEL DRAGONE

IL CORPO DELLE DONNE TRA SACRO E PROFANO

Videoconferenza del canale YouTube MEGLIO DI IERI, trasmessa in live streaming online il 31 Luglio 2024.

Valentina Ferranti – Antropologa e Scrittrice vive e lavora a Roma. Si occupa di mitologia e simboli legati alle antiche civiltà, ma nelle sue ricerche antropologiche si interessa anche del mondo contemporaneo. Scrive per diverse riviste che si occupano di tradizioni sacre e di attualità.

IL CORPO DELLE DONNE TRA SACRO E PROFANO

MEDAGLIA DELL’ORRIDO ALLE OLIMPIADI DEL CAOS

Videoconferenza del canale YouTube CASA DEL SOLE TV, una videointervista alla antropologa Valentina Ferranti trasmessa il live streaming online il 30 luglio 2024.

Parigi 2024: mens sana in corpore sano? Come recitava Alighiero Noschese nelle sue gag, “No, mi dicono che non è vero”. E infatti, quella di Parigi è stata da una parte una rappresentazione della bruttezza e dall’altra un’enorme truffa. Ne parliamo con Valentina Ferranti, antropologa e scrittrice. Intervista a cura di Jeff Hoffman.

MEDAGLIA DELL’ORRIDO ALLE OLIMPIADI DEL CAOS

Kidon: l’unità di sicurezza che ha eliminato Shaqaqi

a cura della Redazione

30-07-2024

“Sparate sui corpi dei combattenti del Jihad Islamico più che in qualsiasi altro luogo, non solo per ucciderli ma anche per far saltare in aria la testa e il cervello”, così hanno pubblicato i media ebraici sulle raccomandazioni degli ufficiali dello Shin Bet ai soldati delle forze speciali israeliane. Secondo queste raccomandazioni, l’occupazione stessa rivela l’entità della sua preoccupazione per il pericolo rappresentato dal movimento del Jihad Islamico e dalle sue attività in Palestina, per la sua mentalità di Resistenza fondata dal leader martire Dott. Fathi Shaqaqi, che ha ispirato i principi tra i membri e gli attivisti del movimento. Il suo amico, il dottor Ramadan Abdullah, afferma che la sua stanza (durante i suoi studi di medicina all’università) era “un laboratorio che ha rimodellato tutto intorno e le nostre menti e coscienze.

Il ruolo di Shaqaqi non si è limitato a stimolare la lotta contro l’occupazione della Palestina, ma ha anche espresso la sua aspirazione ad unire la nazione araba e islamica per affrontare il progetto occidentale. “Il nostro jihad continuerà finché la nazione non si sveglierà e unirà le sue forze, almeno alcune di esse, nella lotta fatale contro il nemico sionista e l’influenza occidentale”, affermava il leader. Il Jihad include una guerra totale a livello culturale, ideologico, di sicurezza e militare.

“… Palestina sarà liberata attraverso una dura lotta armata contro Israele”

Gli ambienti israeliani ammettono che Shaqaqi “ha aggiunto una nuova forma all’attività palestinese, una forma più militare, certo che la Palestina non sarà liberata se non attraverso una dura lotta armata contro Israele.” Il dottor Shaqaqi era all’interno della cosiddetta “lista rossa”, il che significa che era stata presa la decisione di eliminarlo. Secondo ambienti israeliani, l’occupazione inserisce in questa lista i nomi delle persone che hanno ucciso soldati israeliani o che in futuro rappresenteranno un “pericolo per la sicurezza di Israele”.

Il compito di eliminare Shaqaqi venne assegnato all’unità speciale dell’istituto di occupazione “Kidon“.
Unità “Kidon”: unità di sicurezza subordinata all’ala del Mossad, la cui missione è compiere omicidi esterni (fuori dai territori della Palestina occupata) ed è specializzata nel non lasciare tracce. L’unità utilizza due metodi principali nel suo lavoro: uccidere con il fuoco diretto o iniettando veleno nei personaggi previsti.

I giornali britannici hanno affermato nel dicembre 2010 che l’unità conta 40 militari, almeno cinque dei quali sono donne, e la maggior parte ha vent’anni. La sua base si trova nel deserto del Negev, nella Palestina occupata. I soldati israeliani dell’unità operano sotto falsi nomi e in ogni missione inventano quattro nomi falsi in modo che l’occupazione cerchi di mantenere segreta l’identità dei responsabili.

Come ha fatto “Kidon” ad eliminare il dottor Shaqaqi?

Secondo gli ambienti israeliani, durante il soggiorno del dottor Shaqaqi sull’isola di Malta nel 1995, quando stava tornando all’albergo dove aveva soggiornato per diversi giorni prima di tornare alla sua residenza a Damasco, due autisti (che erano soldati israeliani appartenenti a “Kidon”) hanno sparato cinque colpi calibro 9 mm, che è un proiettile di arma da fuoco appuntito a corto raggio progettato per uccidere il “bersaglio” senza ferire gli altri. Tutti i colpi hanno colpito la testa del leader palestinese, il che indica che l’unità voleva assicurarne la morte. Un sottomarino aspettava i due soldati per riportarli nella Palestina occupata.

Sebbene Israele classifichi “Kidon” come un’unità segreta e di sicurezza, la sua responsabilità nell’esecuzione delle operazioni è stata rivelata più volte, non solo nel caso del martire Fathi Shaqaqi, ma anche nel tentativo di eliminare i leader del movimento Hamas, tra cui Khaled Meshal e Mahmoud al-Mabhouh, oltre al comandante di Hezbollah, Imad Mughniyeh, nel 2008 in Siria. L’ultima operazione di cui l’unità è stata accusata è stata l’assassinio dello scienziato nucleare iraniano Mohsen Fakhri-Zadeh, ma questa volta sono state utilizzate tecnologie più intelligenti e avanzate.

Tratto da: Il Faro sul Mondo

Kidon: l’unità di sicurezza che ha eliminato Shaqaqi
Kidon: l’unità di sicurezza che ha eliminato Shaqaqi

LA TERZA GUERRA MONDIALE E’ INIZIATA GIA’ DA ANNI: QUANDO FINIRA’?

di César C. Torella de Sanleucio y Sanmiguel

30 Luglio 2024

Ecco tutti “i fronti caldi”:

In Mali e in Sudan (África), come in Ucraina (Europa) e in Medio Oriente (Israele, Palestina, Libano), si combatte la medesima Guerra: la Terza Guerra Mondiale.

Essa vede, su tutt’e tre gli scenarî di guerra testé rassegnati, affrontarsi i due medesimi bandi. Da un lato, vi sono gli Occidentali, gli Atlantisti, i Sethiani, i Güelfi e, dall’altro lato, c’è la Santa Russia Ortodossa, con i suoi pochi, ma fidati alleati: gli Sciiti della Siria, del Libano, dell’Irán e dello Yemen.

Siamo dinanzi chiaramente ad una situazione apocalittica, iniziata già da alcuni decenni.

Lo “czar” Vladimir Putin è chiaramente, come ho sempre detto io – da oltre dieci anni -, un Giustiziere della Fine dei Tempi, un Kathekon.

L’attuale situazione generale mondiale, malgrado l’enorme prudenza di Putin, non potrà che andare verso una “escalation”.

Che gli italiani e gli europei se ne rendano conto o meno, presto le città dell’Europa Occidentale diventeranno terreno di scontro.

LA TERZA GUERRA MONDIALE E' INIZIATA GIA' DA ANNI
LA TERZA GUERRA MONDIALE E’ INIZIATA GIA’ DA ANNI: QUANDO FINIRA’?

Amman apre le porte alla Nato

di Yahya Sorbello

29-07-2024

Il regime di Amman continua il suo percorso di trasformazione della Giordania in un centro e base per le forze americane e occidentali nella regione dell’Asia occidentale, forse a causa della sua paura per il futuro della sua autorità dopo l’operazione Al-Aqsa Storm.

Nel corso di questa battaglia, la monarchia giordana ha compiuto numerosi passi esecutivi e procedurali a sostegno dell’aggressione americano-israeliana alla Striscia di Gaza, confermandosi il primo alleato arabo di Israele, innanzitutto regolamentando gli aeroporti del Paese in base all’arrivo di spedizioni americane di armi inviate all’entità occupante, e in secondo luogo creando un ponte via terra attraverso il Paese per compensare ciò che il Fronte yemenita ha interrotto, inclusa una linea di trasporto marittimo per le merci destinate all’entità, e in terzo luogo, affrontando i droni della Resistenza irachena lanciati contro Israele, l’attacco iraniano “True Promise”, e infine, svolgendo ruoli esecutivi a fianco delle forze di occupazione nell’assediare la Resistenza palestinese in Cisgiordania.

Per quanto riguarda l’ultimo passo della Giordania, si tratta dell’apertura nel Paese del primo ufficio di collegamento della Nato nella regione del Medio Oriente, che rappresenta un prolungamento di 30 anni di coordinamento tra le due parti. Allo stesso tempo, gli Stati Uniti d’America stanno aumentando il loro sostegno economico e militare ad Amman, che dovrebbe raggiungere i 2,1 miliardi di dollari nel 2025.

Percorso verso l’approfondimento delle relazioni militari tra Amman e la Nato

Questo incarico può costituire una copertura giuridica internazionale per trasformare la Giordania in una base di lancio per le operazioni e le guerre americane condotte sotto il nome dell’Alleanza, che potrà partecipare nel quadro di futuri confronti, battaglie e guerre contro l’Asse della Resistenza.

Nel 1994, l’Alleanza ha istituito quello che è noto come il quadro del “Dialogo Mediterraneo”, che comprendeva Israele, Egitto, Marocco, Tunisia e Mauritania, e poi la Giordania si è unita nel 1995.

La cooperazione militare bilaterale tra questi Paesi e l’Alleanza includeva la cosiddetta “lotta al terrorismo” attraverso un’efficace condivisione dell’intelligence, consultazioni sulla sicurezza delle frontiere e altri campi. Recentemente, al vertice Nato a Washington, è stato concordato quello che è stato definito un piano d’azione per rafforzare l’approccio di cooperazione nella regione del Medio Oriente e del Nord Africa per tenere il passo con gli sviluppi nella scena della sicurezza, regionale e globale.

Non si può escludere che Israele sfrutti la situazione per utilizzare le terre giordane come arena di manovre e forse come arena da utilizzare durante le sue guerre, soprattutto se le basi aeree nella Palestina occupata sono esposte a qualche minaccia. Qualcosa di simile è accaduto durante l’operazione True Promise, quando gli aerei israeliani hanno abbattuto missili e droni iraniani nello spazio aereo giordano.

H.A. Heller, ricercatore sul Medio Oriente presso il Carnegie Endowment, vede la decisione della Nato di aprire un ufficio di collegamento in Giordania come un “passo importante” che dimostra la volontà della Nato di sottolineare che il mondo è cambiato. La considera una decisione logica alla luce della “presenza russa in Medio Oriente”. Questo significa forse che il re Abdullah II ha deciso di coinvolgere la Giordania nel conflitto occidentale con la Russia!

Tratto da: Il Faro sul Mondo

Amman apre le porte alla Nato
Amman apre le porte alla Nato

ESSERE PADRE ED ESSERE MADRE

a cura di Cuore di Mamma

Alcuni ritengono che l’amore di una madre per il figlio sia incomparabile rispetto a quello di un padre. Dicono che la vita di una donna cambia, il suo corpo cambia, per far spazio al bambino.

Tuttavia, l’amore di madre e padre, pur essendo diversi, sono entrambi profondi e fondamentali. Anche l’uomo subisce trasformazioni, la sua mente cambia per sempre.

Mentre la madre si occupa incessantemente del bambino, il padre si impegna con tutto se stesso per garantire che alla sua famiglia non manchi nulla nella vita.

Essere padre significa avere lo stesso scopo: se la madre protegge i figli senza sosta, il padre fa lo stesso con tutta la famiglia.

In fondo, una famiglia prospera sull’amore e sulla collaborazione di tutti i suoi membri.

ESSERE PADRE ED ESSERE MADRE
ESSERE PADRE ED ESSERE MADRE