TRE GIGANTI DEL PENSIERO POLITICO

di Daniele Scalea

Mill, Schumpeter, Scruton: tre giganti del pensiero politico che, ognuno a suo modo, hanno detto la stessa cosa scomoda. Senza un’identità nazionale forte, la democrazia liberale semplicemente non regge.

  • Mill: è quasi impossibile avere istituzioni libere in una società composta da più nazioni
  • Schumpeter: la democrazia è possibile se c’è vasto accordo su principi basilari e regole del gioco
  • Scruton: la nazione è come la famiglia, anche nel disaccordo si mantiene coesione e lealtà

La liberal-democrazia europea è nata e si è sviluppata dentro gli Stati-nazione. Non nel vuoto cosmopolita, non in un’umanità astratta.

E per far nascere quegli Stati-nazione ci sono volute guerre civili, religiose, etniche: secoli di sangue per creare ciò che oggi diamo per scontato.

Oggi stiamo distruggendo consapevolmente (o incoscientemente, poco cambia) quel collante che tiene insieme una società libera.

Da fuori: immigrazione di massa senza vera integrazione né assimilazione + ideologia multiculturalista che celebra la separatezza invece della condivisione

Da dentro: relativismo culturale che insegna ai nostri figli che tutte le culture sono uguali e che difendere la propria è razzismo + élite che disprezzano la propria storia e la propria gente

Il prezzo lo pagheremo.

E lo pagheranno soprattutto i nostri figli.

L’Europa o torna a essere una comunità di nazioni orgogliose di sé stesse, oppure smetterà di essere libera.

TRE GIGANTI DEL PENSIERO POLITICO
TRE GIGANTI DEL PENSIERO POLITICO

IL “PEPERIT CHARM”: LA PREGHIERA MEDIEVALE CHE AIUTAVA LE PARTORIENTI

di Tania Perfetti

A prima vista potrebbe sembrare una semplice preghiera. Forse, al più, una formula magica. In realtà, il cosiddetto Peperit Charm appartiene a quella vasta zona grigia del pensiero medievale in cui fede, medicina popolare e pratiche magiche convivevano senza contraddizione.

Diffusa in tutta Europa e conosciuta in ogni ambiente sociale, la Preghiera del Peperit prometteva di donare alle donne un parto senza complicazioni e un travaglio breve e sereno. La sua efficacia veniva attribuita all’invocazione della Vergine Maria e di altre figure bibliche, Anna, Elisabetta, Maria, accomunate dall’esperienza del parto e dal dolore che ne derivava.

Ne sono state censite ben sessantasei versioni, conservate in manoscritti di varia natura: libri di devozione, testi di magia, ricettari medici. Questa molteplicità riflette il carattere ibrido della formula, sospesa tra preghiera e incantesimo. Nei paesi anglosassoni essa è appunto definita charm, cioè “incantesimo”, mentre in ambito latino resta percepita come orazione.

LA FORMULA

La forma più nota si trova in un manoscritto devozionale del XII secolo, oggi conservato a Vienna:

Anna peperit Samuelem. Elisabeth genuit Iohannem. Anna genuit Mariam. Maria genuit Christum. Infans, sive masculus sive femina, exi foras: te vocat Salvator ad lucem. Sancta Maria peperit Salvatorem, peperit sine dolore. Christus natus est de virgine. Christus te vocat, ut nascaris. Exinanite! Exinanite! Exinanite! Postea, ter Pater Noster.

La traduzione è immediata: “Anna partorì Samuele, Elisabetta generò Giovanni, Anna generò Maria, Maria generò Cristo. Bambino, maschio o femmina che tu sia, esci fuori: il Salvatore ti chiama alla luce. Santa Maria partorì il Salvatore senza dolore. Cristo nacque da una vergine, Cristo ti chiama affinché tu nasca. Esci! Esci! Esci!”.

STRUTTURA E RITMO

La preghiera presenta una struttura ritmica sorprendentemente complessa. Dopo un lungo preludio narrativo (“Anna peperit Samuelem, Elisabeth genuit Johannem…”), il tono cambia bruscamente con la ripetizione degli imperativi Exinanite! (“esci, svuota il grembo”), pronunciati in rapida successione. Il ritmo si fa incalzante, quasi a scandire il momento della spinta, per poi tornare alla calma con la recita dei tre Pater Noster.

Chiunque abbia familiarità con l’esperienza del parto non può non cogliere in questa alternanza un’eco delle contrazioni: un movimento ciclico di tensione e distensione, dolore e respiro, forza e pausa. Il Peperit Charm appare dunque come una sorta di trascrizione simbolica del parto, una preghiera che accompagna il corpo nella sua fatica.

Le versioni più brevi della formula erano spesso incise su tavolette di cera o piccoli fogli, poi legati al corpo della partoriente come amuleto protettivo. Quelle più lunghe, invece, venivano recitate coralmente dalle donne presenti al parto, in un contesto di solidarietà femminile e rituale condiviso.

TRA FEDE E FISIOLOGIA

Negli studi contemporanei, il Peperit Charm è stato reinterpretato anche alla luce delle moderne conoscenze fisiologiche. La medievista Marianne Elsakkers ha suggerito che la struttura alternata della formula – una sezione lenta e rassicurante

seguita da una parte imperativa e accelerata – potesse agire come una guida ritmica durante il travaglio. Le parole accompagnavano la respirazione, aiutando la partoriente a regolare il ritmo del respiro e della spinta.

In assenza di strumenti medici o anestetici, il controllo del respiro e la ripetizione cadenzata di formule sacre rappresentavano un aiuto reale per alleviare la fatica e contenere il dolore. Da questa prospettiva, la preghiera del Peperit non era soltanto un atto di fede, ma anche uno strumento pratico: un esercizio di concentrazione e ritmo, un modo per sincronizzare corpo e voce, sofferenza e preghiera.

Anche Peter Murray Jones e Lea T. Olsan, nel loro studio Performative Rituals for Conception and Childbirth in England, 900–1500 (Bulletin of the History of Medicine, vol. 89, n. 3, 2015), hanno evidenziato come tali preghiere funzionassero da veri e propri “riti performativi”, nei quali la parola sacra aveva un potere operativo, quasi terapeutico.

CONCLUSIONE

Dietro la semplicità apparente di una formula religiosa si nasconde un sapere antico, femminile e condiviso. Il Peperit Charm è insieme preghiera, rituale e strumento di assistenza al parto: un modo per trasformare il dolore in parola e il respiro in fede.

In esso convivono la speranza del miracolo, la fiducia nella Vergine e la consapevolezza del corpo: un intreccio di spiritualità e pratica che restituisce voce alle donne medievali, capaci di coniugare la devozione alla sopravvivenza, la preghiera alla forza del respiro. Una preghiera, certo, ma anche un atto di vita.

È particolarmente significativo che questa preghiera sia stata usata da donne, nelle “sale parto” medievali: levatrici, parenti, forse religiose, spesso si affidavano a formule verbalizzate e oggetti (“amuleti”) per gestire la paura, il dolore, la speranza. Non era vista come magia pagana in opposizione alla fede cristiana, ma spesso come un atto di devozione e insieme di cura pragmatica. In alcuni manoscritti inglesi, ad esempio, il “charm” viene scritto su strisce cerate, legate sotto il piede destro della partoriente, oppure avvolte attorno al corpo.

Ancora oggi, la scoperta di oggetti tangibili, come “cinture da parto” (birth girdles), conferma che queste pratiche non erano solo testuali. Una ricerca del 2021 ha analizzato un rotolo di pergamena inglese di circa 3 metri (intorno al 1500) che presenta tracce di fluidi corporei e sostanze legate al parto: miele, latte, legumi, tutte cose indicate nei testi medievali come “rimedi” o “ausili” alla nascita.

Da un lato la preghiera, dall’altro l’oggetto materiale, mostrano che il travaglio era affrontato con una combinazione di fede, tecnica e rituale: la parola sacra, la protezione fisica (amuleti, cintura), e la cura del corpo (erbe, supporti). In quel mondo, non c’era la netta divisione che oggi facciamo tra “medicina” e “magia”: molti testi medici includevano formule “protettive”, molte pratiche religiose avevano anche dimensione terapeutica. Le ossa del travaglio, dell’attesa, del corpo femminile, erano al centro di un sapere empirico e simbolico insieme.

È affascinante pensare che quella serie di “exi, exi, exi”, ripetuta, urgente, abbia potuto essere recitata proprio nel momento in cui la donna sentiva la contrazione, ed essere una sorta di guida vocale alla spinta finale. Mentre la levatrice e le donne intorno scandivano la formula, controllavano il respiro, offrivano conforto, facevano emergere l’analogo di un moderno “esercizio pre-parto”. Certo, non abbiamo prove dirette che fosse usata esattamente così in ogni caso, ma l’ipotesi ha senso e spiega la diffusione di questa formula in diversi contesti.

Infine, il valore del Peperit Charm va oltre la semplice efficacia terapeutica: è testimonianza della centralità della voce delle donne, del sapere femminile, del corpo che genera e soffre e spera. È un frammento di storia che restituisce alla partoriente medievale non solo la vulnerabilità, ma anche il potere della recita, del respiro, della compagnia. In una parola: della parola che cura.

FONTI E BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE

• Elsakkers, Marianne, “‘In pain you shall bear children’ (Gen 3:16): Medieval Prayers for a Safe Delivery”, in Women and Miracle Stories, a cura di Anne-Marie Korte, Brill, Leiden–Boston, 2001.

• Jones, Peter Murray e Lea T. Olsan, “Performative Rituals for Conception and Childbirth in England, 900–1500”, in Bulletin of the History of Medicine, vol. 89, n. 3, 2015, pp. 406–433.

• Skemer, Don C., Binding Words: Textual Amulets in the Middle Ages, Penn State University Press, 2006.

• Petrosillo, Sara, Hawking Women: Falconry, Gender, and Control in Medieval Literary Culture, The Ohio State University Press, 2021 (cap. 2: “Charm and Childbirth”).

• Jolly, Karen Louise, Popular Religion in Late Saxon England: Elf Charms in Context, The University of North Carolina.

IL “PEPERIT CHARM”: LA PREGHIERA MEDIEVALE CHE AIUTAVA LE PARTORIENTI
IL “PEPERIT CHARM”: LA PREGHIERA MEDIEVALE CHE AIUTAVA LE PARTORIENTI

Siria: migliaia di ex militari di Assad si uniscono alle Sdf

a cura della Redazione

20-11-2025

Siria – Sarebbero oltre 4.500 ufficiali e membri del personale del governo di Bashar al-Assad passati nelle fila delle Forze democratiche siriane (Sdf). Questo sviluppo non solo ha alterato l’equilibrio militare e di sicurezza in Siria, ma ha anche introdotto nuove complessità nel futuro processo di integrazione delle Sdf nella struttura di un nuovo Stato siriano.

Media locali evidenziano anche i frequenti voli di elicotteri russi all’aeroporto di Qamishli, osservando che questi voli coincidevano con il trasferimento di funzionari del governo di Assad nelle regioni costiere della Siria, un’indicazione dell’emergente coordinamento indiretto tra Russia, Sdf e gruppi allineati con il governo di Assad.

Ciò rafforza l’ipotesi che Mosca svolga un ruolo nascosto ma attivo in questo movimento. Sin dal suo intervento militare in Siria, la Russia ha cercato di mantenere la sua influenza su entrambi i lati dell’equazione dell’Eufrate, sostenendo le forze di Assad e al contempo interagendo con le Sdf.

Il principale fattore alla base di questa defezione su larga scala è la motivazione economica. La netta differenza tra gli stipendi del personale militare sotto il governo di Assad e quelli offerti dalle Sdf dimostra che la Siria orientale è diventata un polo di attrazione per soldati economicamente vulnerabili.

I proventi del petrolio della regione forniscono i mezzi finanziari per sostenere questi pagamenti, mentre le forze dell’ex regime, in cerca di sicurezza e prendendo le distanze dalla violenza degli elementi di al-Julani, gravitano verso la potenza dominante nell’area. Questa tendenza sottolinea che l’economia di guerra rimane il fattore decisivo che determina l’orientamento delle forze armate in Siria.

Tratto da: Il Faro sul Mondo

Siria: migliaia di ex militari di Assad si uniscono alle Sdf
Siria: migliaia di ex militari di Assad si uniscono alle Sdf

Hezbollah condanna il massacro di Ain Al-Hilweh

a cura della Redazione

20-11-2025

La Resistenza Islamica in Libano di Hezbollah ha emesso mercoledì una ferma condanna per l’orribile massacro compiuto martedì sera dalle forze di occupazione israeliane nel campo di Ain Al-Hilweh a Sidone. L’attacco ha causato la morte di 13 civili palestinesi e molti altri sono rimasti feriti, prendendo di mira un’area densamente popolata, piena di civili e bambini. Il partito ha descritto l’attacco come un atto brutale che si aggiunge alla lunga lista di crimini e di sistematica oppressione di Israele contro palestinesi, libanesi e i popoli di tutta la regione.

Nella dichiarazione si sottolinea che questo spargimento di sangue costituisce non solo un attacco alla sovranità del Libano, ma anche una palese violazione dell’accordo di cessate il fuoco e della risoluzione 1701 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, che Israele viola ripetutamente con il sostegno, e talvolta con la pianificazione, dell’amministrazione degli Stati Uniti.

Hezbollah ha avvertito che qualsiasi dimostrazione di clemenza, debolezza o sottomissione da parte delle autorità statali libanesi non farebbe altro che incoraggiare l’aggressione israeliana, portando a ulteriori massacri e violazioni. Le semplici misure reattive, ha sottolineato la dichiarazione, sono insufficienti e rischiano di incoraggiare ulteriori attacchi israeliani.

Il movimento ha chiesto una posizione nazionale ferma e unitaria per contrastare i crimini israeliani, esortando il Libano a sfruttare tutti i mezzi di potere disponibili per scoraggiare e contrastare l’aggressione, salvaguardare la propria sovranità e proteggere la propria sicurezza.

Hezbollah ha concluso esprimendo le sue più sentite condoglianze alle famiglie dei martiri, agli abitanti di Ain Al-Hilweh e al popolo palestinese, pregando per la misericordia dei defunti e per una pronta guarigione dei feriti.

Tratto da: Il Faro sul Mondo

Hezbollah condanna il massacro di Ain Al-Hilweh
Hezbollah condanna il massacro di Ain Al-Hilweh

NEMESIS: EVVIVA LE DONNE

di Roberto Vannacci

Evviva le donne.

Ieri ho incontrato Alice e Astrid, rappresentanti del gruppo francese Nemesis: un movimento di giovani donne che denunciano senza paura il fallimento del multiculturalismo e le conseguenze dell’immigrazione incontrollata nelle città europee.

Donne che hanno scelto di esporsi in prima persona, raccontando ciò che vivono ogni giorno nei quartieri dove lo Stato arretra, dove la legge non vale più per tutti, dove regole culturali estranee all’Europa iniziano a imporsi sulla vita quotidiana.

Mentre una certa politica continua a negare ciò che è sotto gli occhi di tutti pur di non disturbare equilibri ideologici, c’è chi sceglie di dire le cose come stanno.

La nuova generazione di donne non vuole slogan: vuole protezione reale.

Andate avanti così ragazze: non arretrate di un millimetro.

NEMESIS: EVVIVA LE DONNE
NEMESIS: EVVIVA LE DONNE

UNA TABELLA EUROPEA DI DIFESA EUROPEA

a cura di Zenit

La Commissione Europea ha presentato al Parlamento e al Consiglio Europeo «una tabella di marcia per raggiungere la prontezza di difesa dell’Europa».

Nel documento si afferma che «entro il 2030 l’Unione Europea e i suoi Stati membri devono essere in grado di agire in modo indipendente e assumersi la responsabilità della propria difesa e sicurezza senza fare eccessivo affidamento su altri».

Il riferimento implicito è – finalmente – a una difesa del nostro Continente senza gli Stati Uniti.

L’attuale contesto internazionale richiede «che gli Stati membri agiscano insieme, piuttosto che frammentare gli sforzi in iniziative nazionali non coordinate».

Per raggiungere questo obiettivo, la Commissione propone «una serie di iniziative europee iniziali di preparazione di natura paneuropea».

Tra queste vi sono «l’Iniziativa Europea di Difesa con Droni, la Sorveglianza del Fianco Orientale, lo Scudo Aereo Europeo e lo Scudo Spaziale Europeo», aperte a tutti gli Stati membri che vorranno parteciparvi.

Viene inoltre evidenziata la necessità «che l’Europa disponga di una base industriale forte, resiliente e tecnologicamente innovativa, con radici nell’Unione Europea, che le conferisca un vantaggio strategico e l’indipendenza necessaria».

L’Europa deve «abbracciare l’innovazione, posizionandosi all’avanguardia nel settore della tecnologia della difesa, in particolare per quanto riguarda l’uso dell’Intelligenza Artificiale».

Si riconosce infatti che «coloro che sviluppano le proprie tecnologie saranno i più forti e i meno dipendenti, in particolare per quanto riguarda i droni, i satelliti o i veicoli autonomi».

La Commissione Europea propone «di incentivare un aumento degli investimenti privati e pubblici nel settore della difesa e dello spazio», a cui dovranno aggiungersi gli «altrettanto importanti flussi di capitali privati destinati alla difesa», in modo da «ottenere la massima efficienza e il massimo impatto dal sostegno finanziato dall’Unione Europea».

Il Consiglio Europeo «ha confermato la sua determinazione a realizzare questo obiettivo in modo rapido e su vasta scala».

Proprio come abbiamo scritto nel nostro quaderno «L’Europa – Nel Nuovo Mondo Multipolare» nel capitolo su «La Sovranità Militare», l’Europa «deve unirsi anche sotto l’aspetto militare se vuole riconquistare la propria sovranità e perseguire i propri interessi, anche attraverso la credibilità della minaccia dell’uso della forza».

UNA TABELLA EUROPEA DI DIFESA EUROPEA
UNA TABELLA EUROPEA DI DIFESA EUROPEA

IL CORPO COME MICROUNIVERSO

di Luca Rudra Vincenzini

Secondo il Mālinīvijayottaratantram nel corpo fisico esistono 246 mondi (bhuvana), posti a pochi centimetri (aṅgulī, dita) gli uni dagli altri, posizionati a salire dai piedi: 118 di basso livello (aparā), 58 di medio (parāparā) e 70 di alto (parā). Paradisi (svarga), intermedi (loka) ed inferni (pātāla) incastonati nell’involucro fisico come occhielli su di una porta magica, ognuno è punto di transito in sfere ultraterrene. Un rimando evidente allo smembramento del Puruṣa, il macantropo che, sacrificando sé stesso, ha creato la realtà convenzionale, ma anche e forse una sorta d’intuizione ante litteram della Psicosomatica e di come effettivamente il corpo sia usato dal cervello come magazzino per ricordi, traumi ed emozioni…

Mantieni il tuo corpo pulito dall’interno, fai ginnastica ed elimina le tossine, i tuoi pensieri sono fatti di abitudini.

IL CORPO COME MICROUNIVERSO
IL CORPO COME MICROUNIVERSO

L’AZIONE DI DIO SUGLI UOMINI

a cura di Giuseppe Aiello

Si narra che Gesù, figlio di Maria, fosse seduto e che ‎un vecchio stesse lavorando la tarra con una piccola zappa.

Gesù disse: «O Dio! Togli da lui il ‎desiderio (la volontà di agire).» Il vecchio pose a terra la ‎piccola zappa e si addormentò per un’ora. Poi Gesù ‎disse: «O Dio! Rendi a lui il desiderio.»‎

‎ Allora l’uomo si alzò e riprese a lavorare. Gesù gli ‎chiese spiegazioni.

Egli rispose: «Mentre stavo lavorando ‎dissi a me stesso: “Fino a quando continuerai a lavorare, ‎visto che sei un vecchio?” Allora posai la piccola zappa e ‎mi addormentai.

Poi dissi a me stesso: “Per Dio! Non ‎hai altra scelta se non quella di vivere finché ne avrò la forza.” Allora mi alzai con la mia piccola zappa.»‎

‎(Bihar al-Anwar, 14, 329, 57)‎

L'AZIONE DI DIO SUGLI UOMINI
L’AZIONE DI DIO SUGLI UOMINI

ESSERE UN UOMO

a cura di Gatta Asociale

Se riesci a tenere la testa a posto quando tutti intorno a te
l’hanno persa e danno la colpa a te,
se puoi avere fiducia in te stesso quando tutti dubitano di te,
ma prendi in considerazione anche i loro dubbi.

Se sai aspettare senza stancarti dell’attesa,
o essendo calunniato, non ricambiare con calunnie,
o essendo odiato, non dare spazio all’odio,
senza tuttavia sembrare troppo buono, né parlare troppo da saggio;
Se puoi sognare, senza fare dei sogni i tuoi padroni;
se puoi pensare, senza fare dei pensieri il tuo scopo,
se sai incontrarti con il Successo e la Sconfitta
e trattare questi due impostori allo stesso modo.

Se riesci a sopportare di sentire la verità che hai detto
Distorta da imbroglioni che ne fanno una trappola per gli ingenui,
o guardare le cose per le quali hai dato la vita, distrutte,
e piegarti a ricostruirle con strumenti usurati.
Se puoi fare un solo mucchio di tutte le tue fortune
e rischiarlo in un unico lancio di una monetina,
e perdere, e ricominciare daccapo
senza mai fiatare una parola sulla tua perdita.

Se sai costringere il tuo cuore, nervi, e polsi
a sorreggerti anche quando sono esausti,
e così resistere quando in te non c’è più nulla
tranne la Volontà che dice loro: “Resistete!”
Se riesci a parlare alle folle e conservare la tua virtù,
o passeggiare con i Re, senza perdere il contatto con la gente comune,
se non possono ferirti né i nemici né gli amici affettuosi,
se per te ogni persona conta, ma nessuno troppo.

Se riesci a riempire ogni inesorabile minuto
dando valore a ognuno dei sessanta secondi,
tua è la Terra e tutto ciò che contiene,
e – cosa più importante – sarai un Uomo, figlio mio!

(Rudyard Kipling)

ESSERE UN UOMO
ESSERE UN UOMO

Libano: strage israeliana nel campo profughi palestinese di Ain Al-Hilweh

a cura della Redazione

19-11-2025

Israele ha portato a termine l’ennesima strage di civili palestinesi. Martedì sera, un brutale attacco israeliano ha colpito il campo profughi palestinese di Ain Al-Hiweh, nella città di Sidone, nel Libano meridionale. Il Ministero della Salute libanese ha annunciato che il numero dei martiri ha raggiunto quota 13, mentre decine di altre persone sono rimaste ferite.

Il corrispondente di Al-Manar ha dichiarato che martedì alle 21:20 i droni israeliani hanno colpito un parcheggio vicino alla moschea Khalid bin Al-Walid nel campo profughi. L’agenzia di stampa nazionale ha riferito che tre missili sono stati lanciati nella zona.

I media locali hanno riferito che gli ospedali di Sidone hanno lanciato un appello per donazioni di sangue per i civili feriti nell’attacco.

L’esercito di occupazione israeliano ha confermato l’attacco, sostenendo che aveva preso di mira i membri di Hamas all’interno del centro all’interno del campo.

Libano, reazioni al raid

Commentando l’attacco, il gruppo di Resistenza palestinese Hamas lo ha descritto come un brutale attacco al popolo palestinese indifeso e alla sovranità libanese.

Il movimento ha negato le affermazioni israeliane secondo cui l’area presa di mira fosse un “complesso di addestramento” appartenente ad Hamas, sottolineando che tali accuse sono “puramente inventate e menzogne”.

Le fazioni dell’Organizzazione per la Liberazione della Palestina (Olp) a Sidone hanno affermato che prendere di mira Ain Al-Hilweh “fa parte della criminale campagna israeliana volta a minare la stabilità dei campi profughi”.

Tratto da: Il Faro sul Mondo

Libano: strage israeliana nel campo profughi palestinese di Ain Al-Hilweh
Libano: strage israeliana nel campo profughi palestinese di Ain Al-Hilweh