“il “Medioevo” non esiste: è una convenzione. La stessa parola che lo indica è un’antidefinizione, una non-definizione. Gli umanisti italiani tre-quattrocenteschi, a cominciare dallo stesso Petrarca, avevano riscoperto (per l’ennesima volta, dopo che ciò era già accaduto nel IX, nel X, nel XII secolo) l’antichità romana e un po’ più tardi anche greca con la sua lingua e la sua arte: e ritenevano che il lungo periodo che da essa li separava fosse stato una lunga notte (tra V e XIV secolo) di barbarie, d’ignoranza, di fanatismo, di superstizione. Un periodo indegno perfino di esser definito: quindi Medium Aevum, Media Tempestas. Essi s’illudevano di restaurare l’Antichità…L’espressione “Medioevo” copre nella sua accezione comune una decina di secoli, dal V al XV, in cui è successo tutto e il contrario di tutto. Il mondo carolingio, tra VIII e IX secolo, è stato tutt’altro che trascurabile da un punto di vista culturale. Nel X secolo assistiamo alla “rinascita ottoniana”; verso l’Anno Mille un grande filosofo e matematico provenzale, Gerberto d’Aurillac, che aveva subito l’influsso della cultura arabo-iberica, è diventato papa Silvestro II ed è stato un grande scienziato che si occupava perfino di automi, sul modello bizantino; ed eccoci, quindi, allo splendido sviluppo filosofico ed economico del medioevo pieno, nei secoli XI-XIII: si costruiscono le cattedrali, nascono sul modello musulmano le Università nelle quali si “vende” e si “compra” il sapere, si sviluppano il commercio mediterraneo più intenso (contemporaneamente alle crociate!), la circolazione sulle vie del pellegrinaggio e sulle rotte marittime, si fondano i principi del sistema creditizio sul quale si basano le banche moderne. È insomma là che nasce la Modernità occidentale.”
Tra “chimica” e “alchimia” c’è una bella differenza! La gente le confonde spesso. La chimica è quando c’è attrazione fisica da entrambe le parti la voglia di scoprirsi! L’alchimia? “L’Alchimia” è percepire ciò che l’altro sente… è una musica che non tutti riescono ad ascoltare. Sentire il profumo di chi è lontano. e i suoi silenzi, infilarsi tra pensieri dove nessun altro può arrivare. La cosa più difficile nella vita è trovare una persona in cui “chimica e alchimia” siano una cosa sola. Ti accorgi di averla trovata quando tutto il resto sa di niente!… e rimani incastrato in quella musica che solo tu…puoi sentire!
La preghiera: farla breve, farla semplice, farla sincera. Il minimo è il massimo.
Nelle Istituzioni di Cassiano viene detto come «sia meglio pronunciare preghiere brevi e ripeterle più spesso» e «dobbiamo pregare spesso, ma per poco tempo, affinché il Nemico non trovi nella lunghezza una occasione per distrarci».
Santa Teresa amava elevarsi al Divino con «Misericordias Domini in aeternum cantabo». Macario diceva: «Signore, abbi pietà di noi, come tu vuoi e come tu sai» e quando l’anima è angustiata basta: «Aiutami».
Come si vede siamo sul breve. Non deve importarci di chi accoglie la preghiera o come indirizzarla: è tutto il Mondo spirituale che provvede ad immetterla nel dharma universale.
La preghiera è un fiducioso e positivo abbandono nelle mani dello Spirito e un atteggiamento diverso dell’anima la renderebbe inutile e inascoltata. Però la preghiera migliore è un silenzioso slancio dal cuore verso lo Spirito nella lampeggiante certezza che Esso risponda.
In un attimo ci si lanci con l’anima e il cuore, e Lui si protende ad afferrare tutto l’orante. In un certo senso non nulla va “fatto” se non affidarsi al Divino. Però anche la preghiera, mi si perdoni le parole, non è una cosa da poco quasi uno scherzo.
Se essa è soltanto una sorta di elaborato mentale, è niente. Se è solo una tensione personale (egoica), può diventare pericolosa. Meyrink fa dire ad un saggio che la preghiera è una freccia scagliata nell’orecchio di Dio, ma se essa cade prima di giungervi, viene raccolta dagli esseri dell’Abisso.
Inoltre andrebbe praticata a mani giunte: è da esse che s’innalza una fiamma che giunge ai Cieli.
Termino con una precisazione. Concentrazione o meditazione conducono alla contemplazione. La contemplazione ci conduce nel mondo dello Spirito nel quale l’anima si dispone come nella preghiera.
Progressivamente, come dice Scaligero, «tutta la vita è una continua, profonda preghiera», sia che si mediti o che si preghi. Comunque ognuno è giusto che operi secondo il suo profilo interiore.
Analisi di un fenomeno in crescita esponenziale tra il Popolo della Rete.
Sempre più operatori olistici offrono metodi per sottrarsi dal giogo degli Arconti ed uscire dalla Matrix. Essi hanno intuito che una parte consistente del Popolo chiede questo. Ma gli operatori olistici fanno il loro mestiere, campano di quello. Semmai è più interessante rilevare donde origina questo movimento psichico collettivo che ormai ammonta a centinaia di migliaia di persone che si avviano e diventare milioni. Ebbene tutti costoro anni fa erano più o meno appassionati di spiritualità NewAge, la quale si dimostrò inefficace nel risolvere i loro problemi e da questa cocente delusione è scaturito un sentimento di rabbia contro quel modello di spiritualità, oggi percepito come una colossale e bugiarda presa in giro operata da entità parassite. Va notato pure che il rigetto della spiritualità NewAge non è un fatto recente: le sue prime avvisaglie iniziarono già attorno al 2017, quando tanti ex-new-agers delusi si buttarono nel Cospirazionismo (proteste contro le Scie Chimiche, il 5G, etc.) e in seguito, durante il Covi, furono coloro che si ribellarono alle restrizioni sanitarie. Come si può notare abbiamo un filo conduttore di “ribellione” che ha una valenza simbolica anche politica. L’attuale società capitalista opprime le classi sociali livellate verso il basso, e non essendovi più forze politiche capaci di rappresentare gli oppressi, questi ultimi proiettano la loro rabbia contro le figure simboliche degli Arconti, veri mandanti delle classi dominanti. L’idea di “uscire tutti da Matrix per far crollare il Sistema” è un po’ l’equivalente esoterico degli scioperi generali degli anni 70. Ma questo moderno popolo di ribelli non si nutre soltanto delle ideologie (trasformate) tipiche della Sinistra e della Anarchia. Esso si nutre anche delle forme pensiero tipiche di quella Destra che paventa una cospirazione globale ordita da occulti poteri giudaico-massonici (che poi era il refrain di Adolfo..) dietro ai quali si suppongono poteri ancora più occulti: alieni, entità e arconti.
Ho letto qualcosa della vicenda di un tale, seguace di una setta evangelica, che è arrivato a massacrare la famiglia perché c’era “Satana”.
Questa pericolosa ossessione per “Satana” tipica di un certo protestantesimo di marca puritana ha infestato anche il mondo cattolico in maniera pericolosa. C’è gente che vede Satana nel festival di Sanremo, nel film di Hollywood, nei cartoni di Disney o nei manga giapponesi (poi magari vedono l’arcangelo Michele in un tizio che sta bombardando intere città riducendole a cumuli di cenere…).
La cosa arriva dal protestantesimo. E qual è il guaio del protestantesimo? Aver lasciato la libera interpretazione dei testi sacri al popolo. Così suona bene, ma è effettivamente come dare un fucile in mano ad un bambino: sparerà alla sorellina. Nel Cattolicesimo medievale l’episodio più clamoroso di questa sorta di proto-evangelismo fu quel pazzo furioso di Savonarola che la Chiesa di allora saggiamente fece fuori (molti “eretici” erano pericolosi fanatici: leggetevi qualcosa su quei pazzi dei catari). Ma pensiamo al Carnevale, festa di chiare origini paganeggianti, con personaggi come Arlecchino che alludono a forme burlesche del Diavolo. Oggi moltissimi cosiddetti tradizionalisti la bollerebbero come roba satanica tipo Halloween (che a sua volta non ha nulla di demoniaco), la Chiesa medievale non aveva nulla da ridire: Sant’Ambrogio allungò a bella posta il carnevale milanese perché era a Roma e non voleva perderselo.
Dal punto di vista cristiano il male esiste. Però il fanatico lo vedrà ovunque. Cosa distingue il fanatico dalla persona equilibrata? Una sindrome da accerchiamento che inevitabilmente sfocia nella violenza.
Il fanatismo non è solo cristiano. Che esistano musulmani fanatici lo sappiamo sin troppo bene, ma esistono anche gli ebrei ultraortodossi e i fondamentalisti indù e persino i fondamentalisti atei che possono essere abbastanza innocui come quei quattro coglioni dell’Uaar o pericolosissimi come i giacobini, i bolscevichi e i maoisti. Non esiste solo il fanatismo religioso. Esistono i fanatici politici (Robespierre, Saint Just, i neocon americani) nazionalisti (i nazionalsocialisti tedeschi, i banderisti ucraini, Dugin) e via discorrendo. Il minimo comun denominatore è il nemico, e quel nemico lo vedono dappertutto. Il mondo del fanatico è visto come una perenne lotta contro il male e il male è ovunque.
Non si può e non si devono dare alcuni testi in mano alla “ggente”. Ci vogliono mediatori molto ben preparati, psicologicamente e spiritualmente equilibrati e possibilmente autonomi da qualsiasi potere politico (altrimenti poi si hanno i problemi dei patriarchi ortodossi troppo spesso megafoni dello zar di turno).
Io ho visto lentamente crescere il fanatismo e a volte ne sono stato coinvolto. Ne sto uscendo per cercare di coltivare una spiritualità più sana, più centrata sul migliorare la propria anima che non nel vedere il Male.
Spiace dirlo, ma nell’area del dissenso che ha svolto un ruolo positivo nel 2020-21 sto vedendo crescere parecchio fanatismo: chi combatte i mostri diventa a sua volta un mostro.
Forse è tempo di concentrarsi più sul bello e sul positivo.
La Chiesa Cattolica paradossalmente dovrebbe tornare al Medioevo, al tempo in cui si faceva andar d’accordo Aristotele e Vangelo e i dotti avevano il monopolio dell’interpretazione del Sacro. Da quando si è cominciato a inseguire il protestantesimo, ovvero dal Concilio di Trento (che l’unica cosa saggia che fece fu interdire l’interpretazione della Bibbia all’uomo comune, per il resto un disastro) le cose sono andate sempre peggio.
La strada verso di Me è come un fiume verso il mare. La strada verso di Me è come Fuoco a Fuoco. La via verso di Me è la diligenza e la fiducia. Chi è diligente con Me mi vedrà. Chi confida in Me mi conoscerà. Sono sempre fedele a chi confida: Fedele e Immutabile è il Mio nome. Ma voglio che tu sia diligente e lasci che la tua speranza sia Fuoco.
a cura dell’associazione internazionale SOL COSMICUS
“Se proviamo amore nei confronti di un essere, vediamo in lui delle meravigliose qualità. Se perdiamo questo amore, non vediamo più nessuna di queste qualità, eppure quell’essere non è cambiato. È dunque il cuore che ci apre o ci chiude gli occhi. Se vogliamo conoscere il nostro prossimo, dobbiamo avere dell’amore per lui. Gli esseri umani vogliono conoscere senza amare; è impossibile. Possiamo conoscere gli esseri solo permettendo loro di aprirsi e di espandersi grazie al calore dell’amore. Il medesimo principio vale per qualunque cosa nella vita. Se non amiamo la natura, essa non si abbandonerà a noi. Il segreto magico consiste nell’amare. I libri ci forniscono un’infinità di nozioni, ma solo l’amore permette alla natura di rivelarsi a noi.”
Omraam Mikhaël Aïvanhov (1900-1986), La seconda nascita
10 febbraio 2024. Ecco l’anno del Drago Verde di Legno, Yang. Per oltre un miliardo di persone solo in Cina (pensate che eggregore) , questo è un anno fortunato. Il Drago è l’unico animale mitologico dello zodiaco cinese; il calendario è basato sui cicli lunari. Al Drago vengono associate la saggezza, la forza, la potenza, la ricchezza, la longevità e la salute. Il Drago era simbolo degli imperatori, i quali venivano considerati discendenti diretti della creatura. Un Drago cinese è descritto con nove attributi (numero del Drago) e di solito ha 117 (9×13) squame: 81 (9×9) Yang e 36 (9×4) Yin. Ci sono 9 draghi mistici di diverso colore e 9 figli del Drago. ll Muro dei Nove Draghi è una parete con immagini dei nove draghi che si trova nei palazzi e nei giardini imperiali cinesi. L’anno del Drago è particolarmente importante per chi aspira al successo e deve intraprendere un percorso, poiché il mitico animale è considerato portatore di fortuna e abbondanza, essendo associato alle piogge ed all’acqua. Nella mitologia cinese, i draghi vivevano migliaia di anni, per questo venivano associati alla longevità. Nella settimana precendente l’ingresso dell’anno del Drago, in Cina si puliscono le case per spazzare via la cattiva sorte e fare spazio alla buona sorte portata dall’animale. Il Drago è il corrispettivo dell’Ariete dello zodiaco occidentale. Il legno è associato a Giove e, quindi, all’abbondanza e alla potenza. Il 2024 è anno Yang, ossia maschile e attivo. Tutto ciò fa sì che sia un anno estremamente propizio per raggiungere il proprio massimo potenziale. La polarità Yang, il segno e l’elemento legno rendono questo un anno di quelli che si ricorderanno sempre per la potenza degli eventi che vedremo manifestarsi. Insomma, nel cavalcare Il Drago Verde bisogna calibrare bene la volontà, perché si rischia di essere addirittura dirompenti. Che ci saranno eventi che resteranno nella storia è certo. Succederà di tutto… la potenza non ha colore. L’ultima volta che abbiamo visto il Drago era il 2012. Rivedremo nuovamente il Drago nel 2036, ma l’elemento sarà il fuoco. Buon anno a quasi tutti, e fanculo al Coniglio D’Acqua che ci ha appena lasciati, per lo meno da parte mia, senza alcun rimpianto! In bocca al Drago!
“Lo Sposo Figlio di Dio pone l’anima Sposa nel possesso della pace e della tranquillità; conformando la parte inferiore a quella superiore: la purifica da tutte le sue imperfezioni ponendo sotto controllo le potenze e le facoltà naturali dell’anima, acquietando tutti gli altri appetitii. Lo Sposo scongiura e comanda alle inutili divagazioni della fantasia e dell’immaginazione che, d’ora in poi, cessino; inoltre pone sotto controllo le due potenze naturali, quella irascibile e quella concupiscibile, che in antecedenza tanto affliggevano l’anima. E adegua alla perfezione dei loro oggetti le tre potenze dell’anima: memoria, intelletto e volontà, Per quanto è possibile in questa vita.”