Gaza, eliminare la Resistenza è solo un’illusione

a cura di Raissa Tabakova

La realtà è che non si tornerà a prima del 7 ottobre; gli americani sono consapevoli che Gaza è una bomba a orologeria e che continuare ad assediare la Striscia porterà inevitabilmente ad un intensificarsi della Resistenza.

30/11/2023

All’incontro dei ministri degli Esteri del G7 all’inizio di questo mese, il segretario di Stato americano Antony Blinken ha illustrato la visione americana per Gaza dopo l’attuale confronto. Ha dichiarato: “Non dovrebbe esserci uso di Gaza come piattaforma per il terrorismo. Nessuna rioccupazione di Gaza dopo la fine del conflitto. Nessun tentativo di bloccare o assediare Gaza. Nessuna riduzione nel territorio di Gaza. Nessun trasferimento forzato dei palestinesi da Gaza, né adesso, né dopo la guerra”. 

La realtà è che non si tornerà a prima del 7 ottobre; gli americani sono consapevoli che Gaza è una bomba a orologeria e che continuare ad assediare la Striscia porterà inevitabilmente ad un intensificarsi della Resistenza.

L’ipocrita “soluzione a due Stati”

Blinken ha chiarito che l’unica soluzione a lungo termine per sottomettere la Resistenza di Gaza è avviare il processo pratico di una soluzione a due Stati. Avendo in mente una leadership favorevole all’Occidente, ha affermato: “Non appena possibile, il risultato più auspicabile è un passaggio verso una leadership palestinese amante della pace”. Si tratta di una completa battuta d’arresto rispetto all’era degli Accordi di Abraham di qualche anno fa, quando Trump mediava l’“Accordo del secolo”, che cercava di risolvere la questione palestinese attraverso la corruzione che coinvolgeva i governi arabi.

Questa posizione contrasta con quella dell’entità occupante israeliana, che non può ritirarsi psicologicamente dall’era degli Accordi di Abramo. I funzionari della sicurezza ed i politici del regime hanno discusso approfonditamente della rioccupazione di Gaza e dell’istituzione di un controllo di sicurezza completo. La loro visione è quella di liberarsi completamente di Gaza, sia che ciò implichi lo spostamento della popolazione nel Sinai o la trasformazione in rifugiati globali. A coloro che a Gaza sono fuggiti nel sud viene impedito di tornare alle loro case nel nord, poiché l’entità di occupazione desidera ammassarli in un unico luogo per trovare la loro “soluzione finale”. Tuttavia, ciò si basa sull’illusione che la Resistenza di Gaza possa essere distrutta militarmente.

Gaza rappresenta per Israele una guerra di sopravvivenza

Israele è disposto a sacrificare i suoi soldati perché considera questa una guerra di sopravvivenza, nella quale la coesistenza con la Resistenza di Gaza che cerca di sradicare è impossibile. Tuttavia, data la densità della popolazione di Gaza, la praticità dello sfollamento, l’indignazione internazionale nei confronti dell’entità occupante, la forza d’animo degli abitanti di Gaza e la Resistenza, tutte queste soluzioni sono costruite su illusioni. 

Se l’entità di occupazione israeliana avesse il potere, rifiuterebbe ogni altra soluzione, sia quella dei “due Stati” sia quella del consolidamento della presenza dell’Autorità Palestinese a Gaza. La mentalità coloniale è espansionistica nella sua essenza e non ci si aspetta altro da lei, poiché apprezza la fame e l’umiliazione dei palestinesi relegati ad “animali umani”.

Indebolire la Resistenza di Gaza

L’obiettivo americano tuttavia è diverso da quello dell’entità occupante israeliana; si tratta di indebolire la Resistenza di Gaza come prerequisito per introdurre soluzioni politiche poiché considera la Resistenza un ostacolo alla soluzione della questione palestinese. È per questo motivo che l’America combatte questa guerra per conto dell’entità occupante, attraverso i suoi 5mila soldati sul terreno e la Delta Force in missioni speciali di salvataggio, oltre a ritardare qualsiasi cessate il fuoco.

Tuttavia, dal 7 ottobre, l’entità di occupazione israeliana non è stata in grado di raggiungere alcun obiettivo militare sul terreno. Di fatto, attraverso l’uccisione indiscriminata di donne e bambini palestinesi, hanno suscitato veementi critiche e condanne all’establishment americano a causa della consapevolezza globale e della mobilitazione di massa per porre fine a questa guerra. È per questo motivo che l’amministrazione Biden ha fornito all’entità israeliana la posizione dei gruppi umanitari per prevenire attacchi contro le loro strutture, poiché non sono in grado di salvare la faccia. Tuttavia, l’entità di occupazione israeliana salva la faccia con la sua popolazione di coloni proprio attraverso un maggiore spargimento di sangue!

La debolezza d’Israele non è funzionale agli obiettivi strategici dell’Occidente

Il ritiro americano dalla regione avvenne nel contesto di un riuscito accordo di normalizzazione tra l’entità di occupazione e i Paesi arabi, che avrebbe consentito a questi ultimi di operare sotto la protezione dell’entità di occupazione e creare stabilità per gli interessi americani nella regione. Tuttavia, la prova della debolezza dell’entità è il ritorno più forte dell’America nella regione e il consolidamento della sua presenza diretta, dato che l’entità di occupazione israeliana non è sufficiente a proteggere gli interessi occidentali. Per questo motivo, nove aerei cargo militari provenienti da vari Paesi sono atterrati all’aeroporto di Beirut, trasportando armi e attrezzature militari.

Ora ci sono due possibilità per andare avanti: se la Resistenza di Gaza viene indebolita militarmente, il confronto si espanderà fino a includere l’intero Asse della Resistenza. Tuttavia, se l’America continua a concedere il via libera alla guerra e la Resistenza di Gaza non viene indebolita, ciò indebolirà ulteriormente la posizione occidentale nella regione. Inoltre, l’America non è disposta a porre fine alla guerra in questo momento, poiché ciò simboleggerebbe una forte vittoria per la Resistenza palestinese che è attualmente in una posizione forte, poiché il passaggio di potere del 7 ottobre non è stato invertito da alcuna vittoria militare israeliana. Pertanto, è probabile che il cessate il fuoco entrerà in vigore una volta che gli americani non avranno più speranza di ottenere nulla e non avranno altra scelta che accettare la coesistenza e l’adattamento con l’Asse della Resistenza.

L’obiettivo è far apparire la Resistenza di Gaza come un ostacolo alla “pace”

La situazione nel complesso si sta muovendo verso una riduzione dell’escalation, il cui primo passo è l’attuale tregua di 4+2 giorni, dopo di che è probabile che la guerra continui nello stesso modo, poiché Israele desidera salvare la faccia. Tuttavia, la sua intensità diminuirà gradualmente, dopodiché è probabile che ci saranno ulteriori negoziati e una tregua più ampia. È probabile che questo periodo transitorio si protragga per diversi mesi durante i quali la situazione rimarrà instabile, come l’attuale esperienza nel sud del Libano. È anche probabile che un cessate il fuoco entrerà in vigore senza aver eliminato la Resistenza e ciò sarà dovuto al fallimento dell’entità di occupazione.

La realtà è che è l’America a condurre questa guerra per conto dell’entità occupante, che non può sopravvivere senza il sostegno americano, quindi il piano americano andrà avanti. Tuttavia, ciò non significa che avrà successo. Il piano cerca di trovare un sostituto alla Resistenza di Gaza attraverso negoziati, probabilmente mediati da Turchia e Qatar, tra l’Autorità Palestinese e la Resistenza di Gaza, oltre che tra l’Autorità Palestinese e i Paesi arabi. Potrebbero cercare di tenere elezioni a Gaza con un volto più amichevole nei confronti di Abbas che attualmente rappresenta l’Autorità Palestinese, in modo tale che la Resistenza venga lasciata senza autorità. Cisgiordania docet.

L’obiettivo è far apparire la Resistenza di Gaza come un ostacolo alla “pace” proposta attraverso la soluzione dei “due Stati”. Si tratta di un tentativo di manipolare l’opinione pubblica in questa direzione. Tuttavia, anche se questa pressione indebolisse tecnicamente la Resistenza di Gaza, non ridurrà lo spirito della Resistenza. L’Asse della Resistenza sul terreno è forte e pronto a fornire tutto il supporto logistico a qualsiasi gruppo palestinese che cerchi di lottare per ottenere la piena liberazione delle proprie terre.

Tratto da: Il Faro sul Mondo

Gaza, eliminare la Resistenza è solo un’illusione
Gaza, eliminare la Resistenza è solo un’illusione

LA VIA INFERNALE

di Dario Chioli

La via infernale fu chiamata in tanti modi, in particolar modo goezìa (γοητεία, in latino gŏētīa), che vale in pratica quanto “magia nera”.

Chi la pratica è il γόης (góēs), così chiamato perché emette voci lamentose (γοάω, goáō), forse d’oltretomba, nella possessione, come succede ai medium.

La goezìa usa rituali perversi per evocare potenze demoniache e trarre da esse vantaggio.

Dev’essere chiaro ad ogni modo che non porta alcun vantaggio a lungo termine, e che dedicarvisi compromette il destino dell’anima.

Ha due princìpi chiave: chiudere le porte del cielo e aprire le porte dell’inferno.

Questi due princìpi ovviamente non sono mai presentati come tali, soprattutto in una fase iniziale…

Per chiudere le porte del cielo, a parte tutte le stupidaggini cerimoniali che servono solo ad illudere e suggestionare (in questo senso, tanto quanto la ritualità cerimoniale agiscono le droghe, l’alcol, l’iperossigenazione operata da certe lunghe invocazioni da pronunciarsi ad alta voce in modi particolari, la commistione col sesso), necessità fondamentale è impedire l’accesso nell’anima alle forze angeliche.

E questo lo si ottiene soltanto mediante un costante stato di impurità.

Perciò vi è chi si dà a pratiche disgustose (alcuni stregoni indiani, a detta di Sudhir Kakar, si cospargono di escrementi, tanto per fare un esempio) e chi più semplicemente, ed efficacemente, compie dei crimini. Il crimine infatti, se deliberato ed in assenza di pentimento, chiude davvero le porte del cielo.

Come le varie società a delinquere costringono il nuovo adepto al delitto per comprometterlo ed essere pertanto sicure della sua fedeltà, così l’ispirazione satanica cerca di compromettere l’uomo sul piano etico inducendo in lui la disperazione di mai più potere redimersi (ovviamente questa disperazione è infondata, ma ciò nonostante al mago nero, che ispirato dai demoni ha impostato su di essa la propria vita, pare insormontabile).

Ma la goezìa non può funzionare (ovvero il mago nero non può averne vantaggi) se non si aprono le porte dell’inferno.

Se è infatti vero che le potenze demoniache non possono manifestarsi o comunque avere potere in presenza di quelle angeliche, una volta che le porte del cielo siano chiuse e l’uomo compromesso per propria libera scelta nella via dell’autodistruzione spirituale, allora in corrispondenza delle porte che erano in precedenza aperte al cielo appaiono e si dispongono guardiani demoniaci, che assumono pieno potere nella nostra anima, ne assorbono le luci e le conferiscono per durate più o meno brevi alcuni benefici, assecondandone i desideri più materiali.

Si potrebbe dire che al posto degli angeli delle sette Virtù (Fede, Speranza, Carità, Prudenza, Giustizia, Fortezza, Temperanza) si dispongono i demoni dei sette Vizi (Superbia, Avidità, Ira, Invidia, Lussuria, Gola e Accidia) che per meglio impadronirsi dell’anima la coinvolgono nel proprio mondo e le fanno sperimentare la vastità delle proprie desolazioni.

L’anima entra e si sperde in paesi incantati dal male, vere e proprie psicosi, ma nello stato di obnubilamento in cui si trova ne prova piacere. In lei non si manifesta più la volontà reale, che ha costretto al silenzio, ma la volontà derivante dai demoni dei Vizi capitali.

La differenza del mago nero rispetto al pazzo è solo che quest’ultimo non rappresenta alcun potere, mentre il mago nero si fa tramite del potere dei demoni. Di suo non ha nulla, anzi ha perso anche quello che aveva, la sua situazione è dunque assai peggiore di quella del pazzo, ma essendo tutt’uno coi demoni ne sperimenta la natura come cosa propria.

Finché dura. Perché una volta esaurita la sua luce e la sua vita, è probabile che di lui non rimanga molto, e certo nulla di gradevole.

* * *

Questa via infernale va accuratamente distinta dalla pratica sciamanica, che si basa sui rapporti con il mondo intermedio per intenti curativi sia fisici che psichici ma non ha alcun intento maligno.

La pratica sciamanica, dove sussiste, si tramanda per strane vie, con ispirazioni di sogno o tramite malattie, in alcuni casi per cooptazione, ma in nessun modo può ottenersi semplicemente con rituali o invocazioni. Non è una via accessibile a volontà.

In casi di decadenza può tuttavia succedere che le due cose vadano a fondersi. È quel che forse almeno in parte è successo al Voodoo quando ha dato origine al Hoodoo…

LA VIA INFERNALE
LA VIA INFERNALE

TRASFORMARSI IN UN ALTRO ESSERE

a cura di Ottava di Bingen

“Ogni atto produce una causa e questa è seguita da un effetto che reagisce su colui che ha indotto la causa, sia che tale effetto sia esperibile in questa vita sia in un’altra.
Per sfuggire all’effetto della causa che è stata creata, il creatore di essa deve cercare di trasformarsi in un altro essere…”
(F.Hartmann)

“Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua.
Perché chi vuole salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia, la troverà.”
(Matteo 16:24-25.)

“Perciò sospiriamo in questo nostro stato, desiderosi di rivestirci del nostro corpo celeste: a condizione però di esser trovati già vestiti, non nudi. In realtà quanti siamo in questo corpo, sospiriamo come sotto un peso, non volendo venire spogliati ma sopravvestiti, perché ciò che è mortale venga assorbito dalla vita. È Dio che ci ha fatti per questo e ci ha dato la caparra dello Spirito.”
(2Corinzi 5,2-5)

TRASFORMARSI IN UN ALTRO ESSERE
TRASFORMARSI IN UN ALTRO ESSERE

I PORTATORI DI LUCE SCAVANO IN SE’

di Chiara Rovigatti

In giro ci sono esseri portatori di Luce: sono pochissimi, e loro non sanno di esserlo, anzi scavano tantissimo in loro stessi alla sua ricerca per ravvivarla.

Compito improbo, perchè privo di qualsiasi certezza: è la giusta punizione per uno sgarro antico altrimenti imperdonabile.

I PORTATORI DI LUCE SCAVANO IN SE'
I PORTATORI DI LUCE SCAVANO IN SE’

IL DESTINO DELLA TERRA E’ GIA’ SEGNATO

di Iside Suberati

Però i VERI RISVEGLIATI saranno pronti e preparati. Le emozioni che circolano maggiormente ora sul pianeta sono quelle di rabbia, egoismo, odio, paura e disperazione.

Lo vediamo tutti i giorni.

C’è da “pulirsi”, proteggersi, attraverso un lavoro quotidiano meticoloso.

Non lasciare che queste emozioni​ distruttive ti abbattino e ti drenino.

Mantieni viva la percezione di ciò che SEI.

Man mano che si avanza le Coscienze di VERA LUCE desidererànno stare sempre di più con coloro che hanno Energie affini.

Ma sarà il silenzio il grande rivelatore.

Non temere, la solitudine ti guiderà e sarà tua fedele alleata.

È in atto una selezione ulteriore tra Coscienze Pure e finte coscienze che dicono di essere pure.

In molti si saranno resi conto che non si incastrano​ più in questa realtà virtuale.

Altri proprio non tollerano più questa Energia.

Altri agiscono da disturbatori e fanno il doppio gioco per confondere e provocare.

L’ obiettivo rimane il drenaggio emozionale!

La selezione sarà spietata ma necessaria. Ci sarà del dolore da gestire e lasciar andare.

Altri ancora non possono più stare vicini a chi ha molta energia oscura come i robot/ demoni ( Coscienze ARTIFICIALI).

Coloro che non rispondono all’ AMORE non sono tuoi amici…

e con molta probabilità sono artificiali mascherati. Non confondere Amore con sesso, fisicità o amore/ vincolo emozionale.

Noi tutti veri sappiamo cos’è il VERO AMORE DIVINO.

Sono sicura che a volte lo avete sperimentato…lo avete riconosciuto, e sono sicura avete incontrato persone che hanno risposto al vero Amore e altre no.

C’è talmente poco vero Amore nel mondo di oggi che l’ oscurità ha preso il sopravvento e domina praticamente indisturbata.

Più ti proteggi, più sei limpido, più riconoscerai questa nuova energia PURA come un torrente di montagna.

Sarai al di sopra del giudizio e dell’ identificazione.

Non ti disperare in tutta questa frammentazione sociale, religiosa, politica, geografica, climatica, finanziaria, di mente, di relazioni, di famiglia.. e oltre.. una frammentazione solare e galattica che culminerà in una frammentazione UNIVERSALE.

Questo​ processo non si può arrestare. Tutte le strutture fisiche devono SPARIRE. GLI oscuri già non saranno capaci di occultare la VERITÀ con le loro bugie.

Tutti vedremo cosa hanno fatto.

Stiamo vedendo oggi l’ evidenza della loro codardia, inganno, ipocrisia e manipolazione.

Loro sono così, è la loro natura, non cambieranno mai.

C’è sempre​ meno Energia​ per sostenere l’ impero del MALE così che COLLASSERÀ su se stesso.

Anche se il mondo è stato messo in quarantena ( non si entra e non si esce..) c’è qualcosa che può sfuggire al loro controllo e oppressione, ed è la tua libertà interiore. È sapere chi SEI.

Una dimensione crolla sopra se stessa se non ha “contenuto” gli stessi​ lacci che mantengono le particelle atomiche e subatomiche unite, così che si dissolveranno e la materia si frammentera’ e sarà trasmutata. Nulla rimarrà.

Già non esisterà tempo e spazio e le dimensioni e tutte le sue sub dimensioni di questa falsa creazione ​finiranno di esistere.

Tutti coloro che possono vedere SAPRANNO CHI È CHI VICINO AL FINALE. SAPRETE CHI È UN DEMONE , CHI UN ROBOT, CHI È ETERNO E CHI NON LO È.

Sviluppate la pace l’ armonia e il SILENZIO INTERIORE, perché la mente esterna sarà assaltata costantemente a causa delle condizioni di deterioramento.

La tua mente è il loro bersaglio principale!

SIAMO TESTIMONI DEL CROLLO DELL’ ILLUSIONE DELLA REALTÀ VIRTUALE IN CUI SIAMO STATI INTRAPPOLATI PER MIGLIAIA DI ANNI! EVITATE MECCANISMI E SITUAZIONI DRENANTI.

PROTEGGITI.

OSSERVA.

IL DESTINO DELLA TERRA E' GIA' SEGNATO
IL DESTINO DELLA TERRA E’ GIA’ SEGNATO

I DUE ALBERI DELLA GENESI

di Mike Plato

MARCO 8:24 Quegli, alzando gli occhi, disse: «Vedo gli uomini, poiché vedo come degli alberi che camminano».

QUESTA è UNA CHIAVE ENORME PER CAPIRE IL SIMBOLISMO DEI DUE ALBERI DI GENESI 1,2,3. E forse dico forse, Tolkien fu ispirato quando creò gli ENT per la saga del Signore degli Anelli…

Che l’albero sia un simbolo dell’uomo, appare chiaro. Ma la scrittura te lo sbatte in faccia affinche tu comprenda la verita sull’ALBERO DELLA VITA e L’ALBERO DELLA CONOSCENZA DEL BENE E DEL MALE.

La scelta, come argutamente intuì PICO DELLA MIRANDOLA, era rivolta all’ADAM INTERMEDIO (il secondo, quello plasmato, del dominio astrale-yetziratico), l’ANIMA, e, intuendo la similitudine ALBERO-UOMO, la scelta era tra il RIVESTIRSI DELL’UOMO ETERNO e il RIVERSTIRSI DELL’UOMO CADUCO. Volendo usare un certo simbolismo vegetale:

SE DIVENTARE UN SEMPREVERDE o UN ALBERO CADUCO, SE RIVESTIRSI DI LUCE o di CARNE, SE ESSERE ETERNO o MORTALE.

Sappiamo come è finita e lo stiamo ancora pagando…o perlomeno stiamo RIVEDENDO COME LO PAGAMMO…perlomeno alcuni di noi….

I DUE ALBERI DELLA GENESI
I DUE ALBERI DELLA GENESI

LA PATRIA POTESTAS

a cura di Antonio Di Siena

“Può piacere o no, ma la civiltà occidentale dall’invasione dorica di 1500 anni prima di Cristo si imposta su un’idea di patria potestas. Questo chiaramente non c’entra col condividerlo o meno, è la realtà […] La famiglia patriarcale, nel senso autentico del termine, è in crisi da 500 anni e non esiste più da 200 anni. È una cosa che dura grosso modo, per poi andare in crisi, fino al nostro Rinascimento. È una rivoluzione vera, culturale e antropologica.

Già nei drammi di Shakespeare è chiarissima la crisi del modello patriarcale. Via via questa crisi si approfondisce, l’epoca storica della famiglia borghese segna una grave crisi nella cultura patriarcale. È venuto sempre meno, con drammatica rapidità nell’ultimo periodo, il ruolo della figura maschile all’interno della famiglia. Io ritengo che queste tragedie siano il frutto del venir meno, nelle personalità più deboli e più fragili, di questa centralità e di questa figura di riferimento, di questo esercizio del potere, ma anche di legittimità valoriale”.

(Massimo Cacciari)

LA PATRIA POTESTAS
LA PATRIA POTESTAS

PER D’ANNUNZIO LE DONNE NON ERANO “USA E GETTA”

a cura di Sandro Consolato

In questi giorni di aspre polemiche sulle relazioni uomo-donna mi sembra interessante proporre questo passo:

“Gabriele non è capace di sfruttare le sue donne, è una leggenda faziosa e assai imprecisa quella per cui avrebbe predato a Eleonora Duse tutto il denaro, rovinandola. L’aveva amata e – soprattutto – ammirata davvero, e con lei costituì l’unico sodalizio artistico profondo della sua vita. […] Gabriele non l’ingannò , perché pensava di dare con le sue opere più di quanto ricevesse, e che il denaro, suo o di altri, non avesse importanza. Se fece soffrire ‘la Divina’, non fu certo per motivi economici.

A dispetto della fama di egocentrico che lo circonda, quando vede in difficoltà qualcuno che gli è caro si impegna per risolvere il problema, e dimostra apprensione autentica, vigilanza partecipe, aiuto concreto. Oltre a colmare di regali anche le ospiti più umili, si affeziona, le assiste e si prende a cuore quelle che gli sembrano più esposte alle minacce dell’esistenza. Viene meno l’impietosa superbia di considerare qualche ora passata con lui un compenso più che sufficiente per la gran parte delle signore ammesse tra le mura della Leda.

Il Poeta sa offrire una reciproca soddisfazione: la sua, certo, ma anche quella delle ‘badesse’, disposte a tutto per qualche ora da incidere per sempre nella memoria. Però si chiede anche cosa sarà di quelle creature ‘dopo aver abbandonato questo rifugio così alto’.

Vale anche per il passato. Se qualcuna delle sue amanti storiche è in difficoltà, Gabriele potrebbe fare spallucce, non ha più niente da condividere con le passioni effimere della sua prolungata giovinezza. Eppure, sul piatto della bilancia, aggiunge corpose dosi di gratitudine.

Non ha dimenticato Donatella, Nathalie de Goloubeff, la nobildonna russa sua compagna in Francia, che gli eventi successivi alla Grande Guerra e alla Rivoluzione sovietica hanno ridotto in disgrazia. Non potranno tornare i ‘giorni inimitabili’ di Parigi e Arcachon, quando la generosità della donna lo aveva aiutato a far fronte ai debiti e la sua ammirata avvenenza ne aveva fatto la regina dell’harem. Eppure Donatella, abbandonata dal marito e confortata solo dalla dispendiosa compagnia degli amati cani, affogata nell’alcol e in una vecchiaia precoce, continuerà a ricevere denari da Gabriele.

Non fu un caso isolato. […]”

(GIORDANO BRUNO GUERRI, “LA MIA VITA CARNALE: AMORI E PASSIONI DI GABRIELE D’ANNUNZIO”, Oscar Mondadori)

PER D'ANNUNZIO LE DONNE NON ERANO "USA E GETTA".
PER D’ANNUNZIO LE DONNE NON ERANO “USA E GETTA”

LE CATENE DI UNA SCHIAVITU’ MATERIALE

a cura di Disconnected

Lavori 8 ore per vivere 4.

Lavori 6 giorni per goderti 1.

Lavori 8 ore per mangiare in 15 minuti.

Lavori 8 ore di sonno 5.

Lavori tutto l’anno solo per prenderti una settimana o due di ferie.

Lavori tutta la vita per andare in pensione in vecchiaia.

E guarda solo i tuoi ultimi respiri.

Col tempo ti rendi conto che la vita non è altro che una parodia di te stesso che pratichi il proprio oblio.

Ci siamo abituati così tanto alla schiavitù materiale e sociale che non vediamo più le catene.

LE CATENE DI UNA SCHIAVITU' MATERIALE
LE CATENE DI UNA SCHIAVITU’ MATERIALE

SPAROLARE

di Michele Maino 

Il fatto che il mondo sia un gioco divino non significa che le sue regole non siano da prendere sul serio.

Tra i requisiti importanti, per poter giocare, vi sono senz’altro il rendersi conto di essere in un gioco, di doverne imparare almeno alcune regole di base e di essere disposti ad acquisire alcune abilità fondamentali.

Una molto importante per cominciare a condurre un po’ il gioco e non essere invece insensatamente trascinati sul tabellone da invisibili forze, è imparare a modulare il flusso di informazioni in ingresso e in uscita.

Il confine tra un moderato, piacevole e utile scambio verbale e una comunicazione ridondante e molesta è piuttosto sottile e molto più spesso di quanto non si creda viene indebitamente travalicato.

Se è vero che, in alcuni contesti relazionali, trattenere le parole è sintomo di una stipsi verbale che va curata lasciando evacuare ciò che ristagna, parole d’amore, di rabbia o di perdono non dette, è altresì vero che la patologia inversa, ovvero l’eccesso di comunicazione, lo scilinguagnolo compulsivo, l’incontenibile, sbracato abuso della parola è di gran lunga più comune.

Entrambe le tendenze sono svantaggiose: un eloquio esitante e inceppato rende difficoltosa la mutua comprensione e il soddisfacimento dei bisogni primari, squalificando un po’ il giocatore mentre la seconda gli fa rischiare l’evitamento da parte degli altri concorrenti, rendendo difficili le alleanze, rivelando le sue intenzioni agli avversari ed esponendolo al rischio di predazione, come l’uccellino troppo garrulo che, cantando inopportunamente, rivela ai rapaci la propria posizione.

Mentre la mente sana produce una quantità di pensiero e, quindi, di parole, commisurate alla necessità delle circostanze, quella disturbata porta a una smodatezza nel parlare, a vivere una vita all’insegna dell’esibizione o del pettegolezzo ciò che, alla lunga, arreca un danno esistenziale e intralcia le strategie dell’anima.

Sì, sono i demoni dell’insuccesso, interiori ed esterni, che fanno straparlare ai colloqui di lavoro o agli appuntamenti galanti facendoli andare storti, e, in generale, bisogna stare attenti non solo a non sproloquiare ma anche a chi si dimostra troppo interessato a farci parlare.

Chi elicita il nostro pensiero, infatti, o è un maieuta, un terapeuta, un amorevole ostetrico del nostro logos, e in questo caso lo abbiamo cercato e trovato noi stessi, o è un inquirente, un inquisitore che, con la lusinga e l’inganno, ci fa spogliare del pudore per carpirci informazioni proprio come all’inferno, davanti a Minosse, “l’anima mal nata […] tutta si confessa” (Dante, Inferno V, 7-9).

Travestendola da libertà di parola e d’espressione, predatori, manipolatori e demoni rendono seducente la logorrea e per il suo tramite saccheggiano i piccoli e grandi segreti degli uomini, i frutti del loro santo o infame giardino interiore. Le opinioni e le parole non hanno salvato il mondo e non lo salveranno. Ma il silenzio e la misura potrebbero, se non li daremo per scontati e sapremo onorarne la sacralità.

Immagine: Bagalāmukhī (dal web)

SPAROLARE
SPAROLARE