Natura Il sistema immunitario e quello comunitario hanno forse una sola matrice simbolica e un solo scopo pratico: proteggere l’organismo che presiedono. Nel sistema immunitario, le ghiandole, come gli istituti sono distribuiti nel campo del loro corpo fisico, alla bisogna si radunano. Entrambi si chiudono a riccio o reagiscono all’attacco di elementi estranei alla sopravvivenza del corpo di cui fanno parte. Uno ha i globuli bianchi e compagnia, l’altro ha gendarmi e saggi. La reazione è dettata esteticamente per entrambi i sistemi: non servono riunioni, né votazioni. Riconoscono a pelle ciò che è adatto a loro e quindi anche ciò che gli è sconveniente. Chi è in grado di raccogliere le informazioni sottili, energetiche lo potrà confermare. Mentre chi – individuo o società – identifica se stesso in qualche modello a lui esterno, acquisito, d’immagine, voluttuario, ideologico non avrà modo di percepire le vibrazioni che corpo e società continuamente emettono. La psicologia dei due sistemi è organica, quindi ontologicamente coordinata, salvo diversivi (mutabilità virale, comunicazione) che ne possono deviare la logica protettiva.Dunque, a volte, per qualche attacco particolarmente subdolo (alterazione geni riparatori Dna delle cellule cancerogene, discendenti del serpente paradisiaco) vanno in crisi. Sovraeccitati si procurano danni, peggiorano la situazione dell’organismo, anche fino a comportarne la morte. Forse sono solo prove della Natura (per entrambi) affinché tragga idee su come migliorarsi. I due sistemi sono in balia delle emozioni. Purtroppo sfugge ancora ai medici ordinariamente formati, ma fortunatamente non ai sociologi, che però pare non abbiano peso politico. Tutti gli specialisti hanno un’operatività analitico-scientifica, non sono in grado di cogliere l’unità, l’organismo con cui hanno a che fare. La loro azione è necessariamente solo destinata alla sintomatologia. Le emozioni alterano la capacità di difesa (s. immunitario) e di giudizio (s. comunitario). Quando ci sono di mezzo le emozioni, la capacità di difesa (s. immunitario) e di creatività (s. comunitario) vengono meno. A quel punto, il nocivo che entrambi i sistemi erano in grado di respingere ora li sopraffà: avvio di malattie nelle persone e cedimento dei valori nella comunità. Le emozioni hanno una carica elettrica, energica che comporta una sorta di collasso sistemico se negative (malattia, malessere). Vero corto circuito energetico.
Per il sistema immunitario le medicine – allopatiche in primis, solo in grado di gestire i sintomi e mai di arrivare alle cause e sono esse stesse causa di patologie – sono un obbligo di lavori forzati. Nonché l’equivalente della goccia d’acqua sulla pietra, cioè in grado di far cedere le maglie più deboli del sistema immunitario stesso. Per il sistema comunitario, corrispondono le comodità, e peggio, le abitudini lascive e lassismiche, le consuetudini che privilegiano, danno diritto, al singolo rispetto al bene comune. Quale compagine può muoversi insieme per un solo scopo comune se i suoi componenti avanzano esigenze e diritti individuali, ponendo se stessi, come nell’individualismo, alla pari delle istituzioni? Le cure per ambo le strutture preposte alla vita individuale e comunitaria, la cura e il benessere hanno altre origini e caratteristiche. Cibo, ambiente, sentimenti, qui ed ora adeguati per uno; rispetto dei ruoli, delle tradizioni locali, bioregionalismo, dei riti, degli antenati, per l’altro. Ogni stravaganza a chilometro 1000 è tossica d’ufficio. Sia essa alimento che valore. Le vie di mezzo ci sono e hanno una identità assai precisa: riguardano tutte le ipotetiche estraneità che tali non sono in quanto integrabili nei sistemi senza che questi ne risentano. La cura comunitaria sta nei calli, nel lavoro creativo, nel lavoro adatto a sé, nel sole, nel cibo locale nel dedicarsi al prossimo, come in famiglia. La cura di sé non impiega mezzi esterni a sé, si basa sull’assunzione di responsabilità. Il sé sa bene che se c’è un problema, l’ha creato lui stesso, quindi solo lui può risolverlo. Solo lui ha le doti per arrivare all’origine di ciò che l’ha causato. Spesso sentimenti negativi e inaccettazione di ciò che è. Sa che per compiere la guarigione è necessario scavare per arrivare a raggiungere l’assenza di consapevolezza che ha generato il problema. Gli aiuti esterni sono buoni solo se richiesti. Affidare se stessi agli altri, delegare la propria salute ad esterni da se stessi o dalla comunità è facilmente fallace e crea dipendenza affettiva o economica che sia.
Entrambi i sistemi autopoieuticamente si mantengono se restano legati alla tradizione locale e alla terra. Diversamente avvertono subito la tossicità dell’aria, del cibo, dei ritmi dettati dalla produzione a discapito di quelli della natura, di quelli imposti da farmaci e rimedi sociali da medici e politiche non in grado di considerare la natura rispettivamente della persona e della comunità, che prediligono – ma non hanno alternativa – dedicarsi ai sintomi, applicare protocolli identici per persone e ambiti sociali differenti. Nel sistema comunitario, l’altro da sé non è un oggetto. È un essere senziente. Viene riconosciuto come parte della comunità e non solo gli uomini, anche l’ambiente e le bestie. Entrambe hanno una dignità prima di avere un nome e un valore nell’equilibrio della comunità, prima che di sussistenza o economico. I venditori di fuffa sono percepiti a distanza, come il cervo col cacciatore.
Cultura Ma ora non c’è più comunità. La mannaia dell’individualismo e della globalizzazione, ha squartato quei corpi vestiti di lana, cotone e cuoio, quegli spiriti semplici. Calli e modestia sono diventati vergogne. Il presente ha il culto della scienza medica. Gli ha dato il sangue e si ritrova con le sacche per trasfusione infette.Al culto degli esperti ha delegato il delegabile, tutto, fino all’educazione. L’Uomo della Comunità ha aperto i cancelli ai miraggi dei mercanti e si è ritrovata senza terra sotto i piedi. Ciò che era ordine si è mescolato agli acidi corrosivi dell’io voglio di più. Il tessuto è macerato. Non veste più nessuno, tranne che alienati spiriti mortificati e umiliati. Ora singole persone si muovono spaesate senza sapere il perché della loro solitudine, o rimpiangendola o ricordando quando, soddisfatti della proposta, in cambio di benefit hanno scelto, come fosse cosa giusta, di adorare un dio immediato. Lo hanno fatto con un cinismo che gli era prima estraneo, hanno ucciso quello immortale dentro sé. Ora tutti hanno tutto. Le case sono piene di oggetti e vuote di quel sentimento che ci faceva sentire la bellezza e la diversità degli altri come fortuna. Che alla festa faceva danzare e al lutto faceva rispettare il suo tempo. Confusi, ma senza saperlo, abbiamo scambiato la tecnologia per progresso e adesso siamo costretti ad essa come il cane al guinzaglio. Lo siamo per sapere cosa e come fare, per sapere e sostenere dov’è il giusto e lo sbagliato. La parola della vulgata della scienza, è un magnete che ci domina i pensieri; che mai vorremo metterci a discutere; della quale mai abbiamo sospettato il matrimonio che essa aveva celebrato con qualche commerciante. La comunicazione ci invita a concepire la natura come campo sportivo. Il diritto al tempo libero è vissuto come una conquista universale. Anche a scapito di tutto ciò che nella comunità è sostanziale. Le comunità sono morte di suicidio e gli individui seguono l’esempio credendo che una malattia possa capitare sempre a chiunque, come per caso.
Favola Non è una favola, anche se forse per qualcuno ne ha i tratti. Ma anche lasciando lo sia, come tutte le favole, ha un valore. L’allegoria e la metafora parlano e alludono ad altro per fare in modo che ognuno ricostruisca in se stesso il significato sotteso. Lo abbiamo fatto per Fedro: non ci siamo fermati a dire “eh ma la volpe mica mangia l’uva”, (peraltro non del tutto vero). Possiamo farlo sempre, anche ora. È a quel punto che non è più una favola, ma concreta realtà. Del resto non avevamo creduto alla leggenda del progresso infinito? Dell’uomo come essere più elevato degli altri? Della ricchezza come solo magnete delle nostre scelte?
Torniamo su un argomento scottante, per questo periodo di oscurità di una repubblica mai apprezzata da parte mia; un argomento complesso e sfaccettato che riguarda i tre poteri sui quali si fonda uno Stato: quello legislativo, quello esecutivo e quello giudiziario.
È la prima volta che si assiste con indecente spregiudicatezza alla commistione anomala del potere politico con quello giudiziario: alla perversa interferenza del secondo sul primo, ed alla immorale complicità del primo con il secondo. Il tutto, chiaramente, per addomesticare la massa e per depotenziare le opposizioni.
Ci sono sempre stati dei fenomeni anomali nella gestione del potere, ma l’obiettivo era sempre la ragione di stato, mai l’interesse privato di singoli o di gruppi politicamente implicati.
Pensiamo, ad esempio, al famoso lodo-Moro, dove un politico, in accordo con i servizi segreti, stipula un patto internazionale per tutelare l’Italia da attacchi terroristici, con conseguenti influenze della politica sulla magistratura e viceversa. Certo, per le anime belle considerato immorale, ma in una strategia necessariamente spregiudicata di importante valore e rilievo.
Oggi, invece, assistiamo a giochi sporchi di tornaconti personale e partitici, e senza che vi sia neppure l’alito di una ribellione per la scandalosa scoperta e le untuose ammissioni di colpevolezza. Tutto tace sul fronte dell’opposizione.
A fronte del comportamento di miserabili che hanno rapinato i voti mistificando onestà e correttezza, che hanno promesso di aprire il parlamento come una scatola di sardine, ci sono coloro che hanno garantito occupazioni, hanno millantato barricate, hanno giurato rivolte, mentre postano le riuscite lasagne al forno o l’acconciatura del parrucchiere con tanto di mascherina tricolore.
I primi belano sentitamente purché li lascino sulle loro poltrone, gli altri miagolano per non perdere gli identici benefici, e intanto il potere grufola controllando la greppia dove tutti si abbuffano, in questa parlamentare fattoria degli animali.
La cosa vergognosamente ridicola delle sedicenti opposizioni è di rifarsi ai valori costituzionali e al rispetto delle regole. È come andare in una bisca e pretendere di spiegare ai bari la correttezza etica e il principio di onestà.
La cosa, invece, pericolosamente reale è che – un sospetto terribile che mi auguro venga smentito a salvaguardia della Nazione – stiamo assistendo ad uno squallido gioco delle parti in cui ogni avversario sostiene l’altro per una strizza notevole e condivisa del confronto elettorale.
Tutti hanno assaporato il gusto del privilegio e l’odore del comodità, e nessuno vuole abbandonare la sala del banchetto per magari tornare alla mensa dalla quale sono stati miracolosamente sfuggiti.
In questa roulette politicante, l’abile croupier fa vincere un po’ il rosso e un po’ il nero, con la precisa coscienza – la sua – che alla fine il banco vince sempre.
Siamo alla fine dei tempi? Non lo siamo? Oppure siamo in una fine dei tempi pilotata mediaticamente, ed anche in forma olografica e subliminale, camuffata da una Matrix che ci ipnotizza risucchiandoci in un ingannevole effetto gregge? Tutte le ipotesi sono aperte, ma di certo vi è che i “giocatori” sono tutti fortemente impegnati nel proprio ruolo, schierati in campo da ambo le parti, impersonificandosi chi da Angeli e chi da demoni. La nostra generazione è nata adamitica in origine, passando per la via stretta noachita dal diluvio universale in poi. La Teo Intelligence ci impone, in questo contesto storico, di ragionare con il riferimento del testo biblico e dei vangeli sinottici che meglio ci fanno comprendere, da occidentali e per forma mentis culturale acquisita, tralasciando di spaziare tra altre immaginifiche e suggestive realtà spirituali \extraterrestri di tipo alieno e di oggetti non identificati, giungendo inesorabilmente a distinzioni tra il Rettiliano, il Pleiadiano e gli Annunaki o più in generale tra le realtà umanoide galattiche spinte con suggestione dalla vulgata alla moda della New Age, del rito Babilonese o di tipo orientaleggiante sincretico ed esoterico che ha trovato alimento nel secolo scorso, sulla spinta interpretativa del dopo Concilio Ecumenico II concluso da Paolo VI, ma non riferito a quello svolto nella prima sessione del 1962, presieduto da papa Giovanni XXIII che, per intenderci, era volta ad «approfondire ed esporre» la «dottrina certa e immutabile» della Chiesa.
Paolo VI non portò a termine lo spirito iniziale conciliare impostato e dettato da Giovanni XXIII, concludendo un concilio su impostazione diversa che, invero, appunto, era già stato definito e palettato dall’ispirato Roncalli il quale, consapevole del tempo rimastogli per la malattia in corso, lasciò in chiaro il Concilio Ecumenico definendo quel tratto conclusivo e finale della storia della chiesa cattolica profetata nel terzo segreto di Fatima. Paolo VI, nel portare a termine il Concilio durante il suo pontificato, ha personalizzato lo spirito conciliare ecumenico iniziale distorcendo quanto dettato da Giovanni XXIII, non capendo che, lo stesso, lo aveva già realizzato con la convocazione in Santa Sede di tutte le realtà spirituali cristiane e non che, intervenendo e rispondendo alla chiamata, realizzarono di fatto l’ecumenismo in terris. Il Concilio con Paolo VI si concludeva con la novità dell’ermeneutica della discontinuità, che attribuisce al Concilio un valore in quanto, evento cruciale di rottura con il depositum Fidei tradizionale, di fatto aprendo le porte a quel “fumo d Satana” che proprio Paolo VI, anni dopo, fu costretto a lamentare.
Successivamente, quello che fino ai giorni nostri i vari pontefici hanno praticato, è stato solo un tentativo, forse inutile, di rinnovare e rinfocolare ciò che era stato già realizzato da Giovanni XXIII, probabilmente interpretando ancora Fatima nei suoi 100 anni offerti a satana, conclusi nel 2017. Anche papa Francesco, con il suo nuovo ecumenismo ha esondato nell’ecologia integrale, includendo i riti della Pachamama, forzando quello spirito ecumenico iniziale, riducendolo ad un rituale degli ultimi, fortunatamente, non andato a buon fine.
I volti del papa
Anche qui abbiamo assistito allo “scontro” tra una visione Ratzingeriana di tipo teologico e tradizionale, rispetto ad una visione Bergogliana di tipo naturalistica ed ambientalista. Al pontificato di Bergolio è mancata la “spalla” di Barak Obama per il fatto imponderabile della mancata rielezione alla presidenza degli USA di una figura di continuità progressista ed ecologista che avrebbe dovuto assumere Hillary Clinton, ritrovandosi Bergoglio, un presidente come Trump vocato su posizioni opposte ed inconciliabili. Obama, se eletta Clinton, sarebbe ritornato anche lui in Santa Sede, riaccolto con grandi sorrisi da Bergoglio ed insieme avrebbero tracciato l’agenda vincente, a tutti i costi, di un Sinodo amazzonico ecologico ed integrale, sentendosi forti, uniti e potenti, sicuramente incuranti, in tal caso, delle posizioni dell’emerito papa Benedetto XVI, che sarebbe rimasto isolato e inascoltato. Trump è stato a sua insaputa la “spalla” forte ed inattesa di Ratzinger. Le ultime prese di posizione di Benedetto XVI, lo pongono in serio contrasto con la rimanente “Mafia di san Gallo”, correndo il serio pericolo di essere allontanato dalla Santa Sede, fatto che se accadrà, segnerà un momento certo sui tempi attuali scismatici e di abominio, ma anche di ira di Dio.
Con la Teo Intelligence, analizziamo i fatti, attenendoci ad essi. Nelle sacre scritture vi sono due figure centrali collocate in un preciso tempo apocalittico: il Falso Profeta e l’Anticristo. Due figure che sono la faccia della stessa medaglia. L’uno senza l’altro è depotenziato ed il loro disegno profetizzato non si realizza se è contrastato dalle forze del cielo in unione con l’uomo di fede della Chiesa rimanente. L’Anticristo e il Falso profeta, nei sacri testi, seppur uniti, non sono vincenti, ma se contrastati, sono ancora più miseramente perdenti.
Trump e Putin
Trump non è tra le figure rintracciabili nelle sacre scritture, anche se potrebbe essere collocato tra il Cavaliere veritiero dell’apocalisse ed il profeta Enoc o Elia della bibbia. Egli è una figura solitaria, che nasce all’occasione, catapultato a svolgere un ruolo fondamentale, trovandosi al posto giusto ed al momento giusto, sollecitato ed eletto per le sue doti e qualità umane e spirituali. Ruolo che svolge in concomitanza con il presidente russo Vladimir Putin, il quale condivide la comune fede cristiana unitamente alla linea di distensione di Trump per promuovere la pace rispetto alla guerra. Il 25 aprile 2020 i due hanno rinnovato l’accordo in occasione del 75esimo anniversario dello storico incontro delle truppe statunitensi e sovietiche sul fiume Elba, evento che segnò un passo decisivo nella fine della Seconda Guerra Mondiale rinnovando, adesso, il patto contro il nuovo nazismo-socialcomunista che è l’humus incestuoso su cui alligna l’attuale Deep State deviato, divenuto ormai, di fatto, un nefasto Stato tra gli Stati.
Anche la Cina di Xi Jinping si è allineata alle posizioni di Trump e Putin e, per questo, è stata punita dal Deep State deviato per aver infranto un patto diabolico ultra trentennale di reciproca complicità, consistente nel far decollare l’economia cinese a scapito di quella americana ed occidentale. La vicenda Covid 19 è servita anche a questo, nel tentativo di colpire e incolpare la Cina, al fine di creare contrasti e far rompere anche il triplice Patto di Alleanza tra Trump, Putin e Xi Jinping. Calma e sangue freddo si impongono in questi tempi, attendendo lo schiarirsi di questa diabolica verità.
JFK Jr, Trump e Vincent Fusca
Il vero toccato da Dio quindi, non è Trump, ma è un uomo che sta al suo fianco e sul quale poggia l’intera operazione QAnon, nata dalla volontà di patrioti civili e militari delle alte sfere gerarchiche americane e delle Forze Alleate, persone dotate di doti morali e spirituali, fedeli ai principi della costituzione americana e alla legge divina. Una operazione ormai resa nota ed operativa, che ha innescato in questi ultimi tre anni di presidenza Trump, uno straordinario effetto “pigmalione”, tipico della “Profezia che si auto avvera”, coinvolgendo milioni di persone nel mondo.
QAnon, nasce all’indomani dell’assassinio del presidente John Fitzgerald Kennedy, barbaramente ucciso a Dallas nel 1963 da un complotto ordito da traditori interni ai servizi segreti deviati, alla politica deviata e alle corporazioni d’affari internazionali legate al petrolio e alle armi, con un sub strato di esoterismo e satanismo attinto ai riti di una occulta ed alta scuola massonica deviata. Il luogo dove è tutt’ora sepolto JFK è a forma di una grande Q.
Nessun progetto patriottico nato tra i militari fedeli ed appartenenti alle varie organizzazioni dei servizi segreti americani, potrebbe aver funzionato ed essere portato a termine in un progetto seppur segretissimo fino a tre anni fa, ma che dura da circa 60 anni, con una svolta cruciale e determinante nel 1999, all’or quando si convinse la persona individuata di alta moralità e gradimento, sulla quale venne incentrata e costruita l’intera operazione. Il progetto QAnon, altrimenti, non sarebbe mai potuto essere portato avanti, impossibilitati a trovare in un riferimento certo, il giusto e razionale coraggio di affrontare un altissimo rischio nell’indagare i propri vertici gerarchici corrotti, in una strategia di attacco al Deep State deviato, specie nei servizi segreti, con alleanze, coperture e sostegno da parte di potenti dell’élite delle corporazioni multinazionali.
Se tutto questo ha una logica, il nome del leader tenuto segreto e protetto fino ad oggi è il figlio minore di JFK, quel bimbo di tre anni che, nel 1963, commosse l’America davanti al feretro del padre nel mentre JFK Junior lo salutava tributandogli l’onore con un saluto militare. Cresciuto, divenne avvocato e giornalista fondando la prestigiosa rivista “George” molto in voga e seguita in particolare per gli scoop che pubblicava.
Little patriot
Un uomo brillante, sempre in vista e molto temuto dal Deep State e dallo “Shadow Governament” corrotto, i cui agenti dei servizi segreti deviati temevano JFK Jr il quale, aveva giurato vendetta, scovando prima o poi, i criminali di suo padre. JFK Jr, che ormai dopo la morte del padre, possiamo chiamare JFK, come ha anche precisato in un recente post il presidente Trump su twitter il quale, in una recente domanda di una giornalista se JFK Junior fosse veramente morto nel 1999 in un incidente aereo, ha risposto che Junior è morto, ma precisando che la domanda era posta male, perché Junior, appunto, non lo è più dopo la morte del padre, assumendo di conseguenza il nome, JFK, lasciando intendere che poteva essere vivo. Una traccia a tutto ciò è riscontrabile seguendo la vita di Vincent Fusca. Pubblicamente è anche molto nota la profonda amicizia tra JFK Jr e Donald Trump. In occasione del giuramento di Trump il giorno dell’insediamento da Presidente USA, insieme a Melania, elegantissima con un abito azzurro stile Jacqueline Kennedy, regalarono alla coppia Obama qualcosa contenuto dentro una scatola azzurra di Tiffany, tenendo molto in vista la scatola che venne molto fotografata. Per la cronaca, parte delle ceneri di JFK Jr, sarebbero state conservate, stranamente, in una identica scatola di Tiffany. Un messaggio ben preciso agli Obama, oppure un caso?
La logica dell’imponderabile e dell’assurdo ci spinge a valutare l’ipotesi di un finto incidente aereo nel 1999 di JFK Jr con moglie e cognata a bordo, organizzato proprio in accordo con i patrioti militari del QAnon, per salvarlo da un attentato certo e pianificato dagli stessi criminali di suo padre. Morto per morto, ipotizziamo, avrà pensato di simulare l’incidente aereo preparando, nel nascondimento e ben protetto, il piano QAnon in questi ultimi 20 anni, che si sta meglio concretizzando in questi tre anni di presidenza Trump, imprimendo una forte accelerazione che vediamo in concreto proprio adesso in questi primi mesi del 2020. Tempi coincidenti con la ben condita cronaca planetaria della pandemia del Covid-19, occasione per la duplice tattica del Deep State deviato e corrotto di creare i presupposti per una grossa zeppa nel percorso del rinnovo delle presidenziali americane a novembre 2020, per affossare Trump facendo crollare il trend molto positivo dell’economia americana e riprendersi loro la vitale e strategica presidenza USA, mentre dall’altra parte si cavalca la vicenda Covid-19 con una azione di controspionaggio operata dai patrioti QAnon i quali, nel frattempo potentemente insediatisi al fianco del presidente Trump, mirano a smascherare il Deep State corrotto, facendolo in diretta e sotto gli occhi del popolo.
Anthony fauci sotto lo sguardo vigile di Trump
Un progetto quello di QAnon, che mira a scardinare anche i santuari del Deep State tra questi l’Europa e la BCE, l’ONU e le sue agenzie quali l’OMS, ma anche la Federal Reserve già ipotecata da Trump con un recente Ordine Esecutivo, portandola sotto il controllo del Dipartimento del Tesoro americano trasformandola di fatto, da privata a statale, avendo così inferto un colpo mortale ai grandi banchieri mondiali, corrotti e strozzini.
Trump è un “Bugiardino”, o meglio è un furbo che fa finta di apparire ingenuo, un atteggiamento che usa come fine tattica contro i nemici, assecondandoli sul “farmaco” da loro scelto, ma guardando agli effetti collaterali ben descritti nel bugiardino, che potrà far subire ai nemici.
Trump quando in diretta televisiva, in risposta ad un giornalista, afferma che il virus lo si può combattere senza attendere un costoso antivirus bensì, pulendo le superfici con dei disinfettanti sperimentati ed altresì iniettando nel corpo piccole dosi degli stessi disinfettanti, chiedendo conferma agli esperti presenti accanto a lui, lo fa sapendo di provocare una reazione di disprezzo verso lui stesso da parte dei suoi nemici, i politici democratici e i suoi nemici di Big Pharma, facendo abboccare all’amo, seduta stante, il virologo Anthony Fauci, affermando orgoglioso che il disinfettante fa male se iniettato nel corpo umano, decretando inconsapevolmente così, in diretta televisiva, la condanna di Bill Gates e di quanti altri operano nel campo del business della produzione di antivirus, in quanto è stato accertato che in questi antivirus da loro prodotti, vi siano presenti parti degli stessi disinfettanti citati da Trump. E’ notizia di questi giorni che Anthony Fauci è proprio sotto inchiesta con accuse pesanti su un conflitto d’interessi nella produzione e ricerca dei farmaci antivirali, con il coinvolgimento di Bill Gates e della sua fondazione.
Patriot Q
Il piano QAnon va avanti spedito ed inarrestabile. Di recente in un drop decodificato sulla piattaforma QAnon, se correttamente tradotto, è stata data indicazione della piena e totale pulizia all’interno dei vari apparati dei servizi segreti americani ed alleati, con l’eliminazione e l’arresto degli agenti infedeli, un’operazione ancora top secret. Questo comporterà una forte accelerazione all’agenda del progetto che, in ogni caso, ha una fase fondamentale da concludersi entro le elezioni americane del prossimo 3 novembre 2020. Chi sarà il candidato repubblicano? Trump o JFK ex Junior? Tra gli addetti si vocifera una rielezione di Trump sostenuta e data vincente senza alcun problema dall’apparizione propizia di JFK che sarà il garante e la persona credibile all’opinione pubblica americana sui fatti gravissimi che verranno presto denunciati da Trump, che di sicuro saranno sconvolgenti con un effetto shock nell’apprendere che i nemici erano tra le alte personalità corrotte della politica e dell’establishment, compresi Vip del cinema e della musica immischiati in atti pedosatanici e quant’altro di orrendo ed immondo. Arresti resi possibili grazie ad un particolare Ordine esecutivo del 21.12.2017 contro la pedofilia e la corruzione inclusi tra i crimini contro l’umanità, che destabilizzano e mettono in crisi la tenuta democratica della nazione, sequestrando agli incriminati tutti i beni materiali e immateriali.
I complottisti e i contro complottisti disquisiscono in questi giorni sulle pagliuzze, non capendo che se il Nuovo Ordine Mondiale deve insediarsi lo fa e lo farebbe infischiandosene dei complottisti, atteso lo strapotere esercitato dall’establishment, ma se a questi è venuto veramente meno il potere della presidenza degli Sati Uniti d’America, con un presidente addirittura ostile ai loro piani e per di più con al fianco il loro peggiore nemico, JFK Junior, allora il piano QAnon assume, per loro, i contorni nefasti di una vera e incontrollabile “Tempesta” apocalittica.
Bisogna essere degli stolti e degli idioti, se al presentarsi nella storia una tale occasione unica e utile a sconfiggere il comune nemico, non si riuscisse a cogliere l’attimo fuggente per sostenere Trump, se è vero come sembra vero che stia operando per sconfiggere il comune nemico. Diversamente, se fosse anche lui parte del gioco, il gioco sarebbe sciocco farlo, perché così potentemente forti da non poter essere contrastati da niente e da nessuno, non potendo fare altro il popolo, che assistere e subire gli eventi della creazione di un Nuovo Ordine Mondiale, alleviando, ormai succube, le pene di una sconfitta, attraverso la inevitabile sindrome di Stoccolma.
Ma i fatti analizzati, supportati dalla tecnica della Teo Intelligence, ci dimostrano che Trump sta combattendo quel Depp State satanico e corrotto che sta arrancando ed è in grande difficoltà, avendo perso sull’imprudente richiesta d’impeachment orchestrata ai danni di Trump su un inesistente Russiagate smontato pezzo su pezzo da Trump il quale, abilmente, sta rivoltando tutto contro gli stessi fautori politici del Partito Democratico, di membri della FBI corrotti ed in particolare l’agente Joe Pientka ed altri, innescando Trump, il recentissimo scandalo Obamagate con la pesante accusa di “Alto tradimento” verso membri infedeli dei servizi segreti coinvolgendo di sicuro l’inchiesta, anche l’ex presidente dai voli “pindarici”, identificato come figura apicale del Deep State. Anche il meno recente, ma altrettanto gravissimo scandalo pedofilo del Pizzagate scoppiato nel 2016, vede coinvolti Hillary e Bill Clinton e la loro Fondazione, insieme a molte personalità dell’élite mondiale, in parte già sotto processo e in parte già condannate, come il miliardario e pedofilo Jeffrej Epstein e il regista stupratore Harvey Weinstein, dopo aver testimoniato e fatto i nomi dei loro complici di altissimo livello. Insomma, una realtà ormai evidente che il mainstream sottace al pubblico televisivo, proteggendo i criminali sponsor finanziatori dei propri editori, moralmente coinvolti negli scandali.
Il progetto QAnon sembra non essere uno scontro tra due schieramenti opposti e terreni, ma si veste dei contorni di una battaglia assistita dall’alto, quindi spirituale, perfettamente incastonata tra le fasi dell’apocalisse descritta dall’apostolo Giovanni. Una occasione unica ed irripetibile alla quale non si può rimanere spettatori e nemmeno comparse, bensì attori, sceneggiatori e registi. Sulla “Servitù volontaria”, diceva Etienne de La Boètie che “il padrone ha solo in più i mezzi per distruggerci che noi stessi gli forniamo”
Gli Angeli, gli Arcangeli, i Serafini e tutte le schiere celesti saranno in aiuto per il bene dell’umanità, mentre i demoni, Lucifero, Belzebù, Moloc, Lilith e tutte le legioni infernali, saranno di aiuto per il male dell’umanità, in uno scontro ben descritto nelle sacre scritture e nell’apocalisse.
Chiamateli Angeli o Demoni, ma anche più genericamente confusi con gli Extraterrestri, o ancor più con i Pleiadiani, Rettiliani, Annunaki, ecc., oppure Esseri di luce o Esseri delle tenebre, ma sappiate che parliamo di quelle stesse entità bibliche che gravitano da sempre intorno a noi e in mezzo a noi provenienti da un’altra dimensione, la loro, i quali, inconsapevolmente o consapevolmente, invochiamo o rivolgiamo preghiere, ma sono spesso l’ombra di noi stessi, non avendo coscienza della nostra realtà evolutiva o involutiva derivante dal nostro libero arbitrio.
Come un seme che incontra la terra e risveglia nella sua coscienza la memoria di essere un tronco che fa crescere i suoi rami, le sue foglie e, infine, il suo frutto, così noi esseri umani conserviamo memoria dell’intero nostro essere corporale e spirituale vivendo in contemporanea i vari livelli di coscienza che vengono percepiti in tutto o in parte, in base alla propria evoluzione e alla personale presa di coscienza spirituale. In sostanza, potremmo essere noi stessi Angeli, Arcangeli, Serafini, ecc. se solo avessimo, qui e ora, la giusta evoluzione e presa di coscienza, ritrovandoci faccia a faccia con il nostro stesso Io. Si dice spesso che tra noi vi siano angeli incarnati e/o demoni incarnati e questo è vero. Anche Cristo si è incarnato per farsi uomo. Questi possono essere terze entità, ma potrebbero essere benissimo le stesse nostre entità che si muovono su piani e livelli diversamente dimensionali, passando dalla terza dimensione alla quarta e alla quinta ecc., seppur non conservando ricordo o coscienza ai livelli bassi della materia in cui viviamo attualmente in questo pianeta.
La Chiesa cattolica e le religioni monoteiste in particolare, parlano della presenza dello Spirito Santo, riportando le sacre scritture che lo Spirito verrà non per fare cose nuove, ma per fare nuove le cose. Ebbene, la nuova frequenza spirituale interessa sia il nostro pianeta che gli esseri viventi, e niente e nessuno potrà smentire che vi sarà a breve, ciclicamente predestinato, l’evoluzione verso una quinta dimensione che obbligherà all’ingresso verso una progressiva e ciclica frequenza dell’armonia cosmica, come da milioni di anni ogni 26 milioni di anni accade al nostro sistema di precessione dell’asse terrestre. Questa umanità è destinata amorevolmente a subire, lottando tra gioie e dolori e tra il bene e il male, una evoluzione verso altre dimensioni o ad involversi singolarmente, rimanendo padroni del proprio libero arbitrio.
Le sacre scritture indicano e insegnano che l’aiuto dall’alto avviene su esplicite richieste e intenzioni di preghiera e non per allettamenti e compromessi misericordiosi. La battaglia tra il bene e il male in terra si svolge da millenni, ma solo alla fine dei tempi vi sarà l’intervento eccezionale divino. Le sacre scritture e le profezie recenti attendibili, ci avvisano sui segni premonitori divini, alcuni già in atto con le apparizioni mariane e con la scritta Fatima che verrà e che dovrà essere leggibile in cielo. Seguirà un avvertimento che permetterà l’incontro personale con Dio nel mentre si vedrà lo scorrere della propria vita sulle cose buone e male fatte, utile a risvegliare la propria coscienza e a scegliere su quale strada proseguire. Seguirà la liberazione dei demoni in tre giorni di buio affinché raccolgano le loro anime di uomini depravati che gli spettano nel patto stretto con Dio, perché dediti fino alla fine al culto a Satana rinnegando Dio, nel mentre, un intervento di elevazione degli eletti della Chiesa rimanente rimasta fedele a Cristo, provvederà a mettere al sicuro i fedeli. In ultimo su chi rimarrà tiepido e ateo sfidando Dio, vi saranno cataclismi, terremoti e inondazioni che sconvolgeranno la terra purificandola e mondandola dal peccato per essere preparata a ricevere quegli eletti che furono rapiti e portati in luogo sicuro, per farvi ritorno in una terra nuova e rigenerata su basi dimensionali più elevate sia spiritualmente che umanamente, volgarmente definita, quarta e quinta dimensione…
Quindi, rispondendo alle tre domande iniziali, possiamo affermare che siamo alla fine dei tempi. L’apocalisse si compie come profetato, nell’attesa della desiderata Parusia.
Di Antonio Leonardo Montuoro, Analista di Teo Intelligence
Il governo indiano ha deciso di rescindere alcuni accordi finanziari con la Fondazione Bill e Melinda Gates, così come il suo coinvolgimento con il programma di immunizzazione indiano a causa di decessi attribuiti all’utilizzo di alcuni vaccini.
La Fondazione Gates stava finanziando e lavorando con la Immunization Technical Support Unit (ITSU), che fornisce consulenze per la strategia e per il monitoraggio del programma di immunizzazione di massa di New Delhi, un progetto che interessa circa 27 milioni di bambini ogni anno. Il governo indiano ha ormai preso le distanze dal programma e ha rifiutato anche il finanziamento della fondazione. La decisione di ritirare l’accordo è stata interpretata come un tentativo da parte del governo indiano per cercare di ridurre l’interferenza delle ONG nel processo decisionale nei settori politici chiave. L’anno scorso l’India ha ordinato il licenziamento di decine di esperti sanitari stranieri, finanziati dalle ONG, che lavoravano alla messa a punto dei sistemi di welfare pubblico. La Fondazione Gates stava sostanzialmente lavorando per gli stessi obiettivi.
Sul sito della Fondazione Bill e Melinda Gates (BMGF), si può trovare una descrizione del lavoro che questa ONG sta facendo in India. Fra gli scopi dell’organizzazione ci sono le collaborazioni con diversi governi degli stati indiani per affrontare le problematiche che coinvolgono milioni di persone in questo paese. Gli interventi nel campo della salute pubblica, per esempio, includono la salute materna e infantile, la nutrizione, la pianificazione familiare, e l’immunizzazione di routine con i vaccini per il controllo di determinate malattie infettive.
La fondazione afferma che una delle sfide che si sta cercando di affrontare con l’immunizzazione in India è il tasso di mortalità crescente dei neonati e dei bambini. Infatti un bambino su cinque nato in India muore prima dei 5 anni a causa di malattie che possono essere prevenute attraverso l’uso di vaccini sicuri ed efficaci. La strategia che la fondazione intende seguire per vincere questa sfida passa attraverso il rafforzamento della rete e dei sistemi di somministrazione di vaccini esistenti e l’introduzione di nuovi vaccini per prevenire le malattie ad alto impatto come la diarrea e la polmonite, che insieme rappresentano oltre il 30% delle morti infantili in India sotto i 5 anni.
Dal 28 febbraio, il National Technical Advisory Group on Immunisation (NTAGI) si separerà dalla Immunization Technical Support Unit (ITSU) finanziata dalla Bill e Melinda Gates Foundation. Il gruppo consultivo verrà spostato al National Institute of Health and Family Welfare, un’organizzazione autonoma finanziata dal governo che funziona come un gruppo di esperti impegnato nell’analisi e nella soluzione di problemi complessi, impegnati in questo caso nei programmi di salute e benessere della famiglia nel paese.
Quali sono state le motivazioni per questa decisione? Possiamo citare almeno due ragioni importanti:
1. Sono state espresse preoccupazioni per il fatto che la BMGF stesse facilitando interessi stranieri in questi programmi di immunizzazione, agevolando le grandi multinazionali farmaceutiche per testare e commercializzare i loro prodotti in India. Queste preoccupazioni derivano dal sostegno che la Fondazione dà al GAVI (Global Alliance for Vaccine and Immunisation) e al PHFI (Public Health Foundation of India). Questo atteggiamento viene visto come un evidente conflitto di interessi.
2. In India il GAVI è responsabile per l’introduzione del vaccino contro l’epatite B nel programma universale di immunizzazione (UIP), lanciato dal governo indiano nel 1985. Il vaccino pentavalente sostituirà i vaccini DPT (difterite, tetano e pertosse), il vaccino contro l’epatite B (HepB) e meningite da emofilo (Hib). Il governo indiano ha deciso di introdurlo nell’UIP, secondo le raccomandazioni dell’OMS, nel 2011. Tuttavia, le accuse riguardano il fatto che la decisione di introdurlo in India sia stata presa senza considerare l’esperienza di altri paesi che hanno utilizzato questo vaccino, e che tale decisione abbia portato a moltissime morti infantili.
Secondo il sito della BMGF, questa fondazione ha donato 39,6 miliardi di dollari dall’inizio della sua attività (fine anni ’90) ad oggi. Si ritiene che attraverso queste forme di finanziamento abbia influenzato le politiche delle organizzazioni internazionali e dei governi nazionali. Il suo approccio per una soluzione dei problemi di salute dell’India condizionata dalla sembrerebbe quindi collegata con gli interessi delle società con cui collabora.
L’India ha in passato ha aperto le sue porte a sperimentazioni di farmaci sponsorizzati: una volta terminate, il prodotto viene normalmente commercializzato anche in altri paesi. Come accennato in precedenza, la fondazione collabora con diverse ONG, finanziatori privati provenienti da diversi paesi e governi per incoraggiare la diffusione di soluzioni ai problemi di salute di una certa rilevanza. La BMGF sostiene progetti che identificano gli interventi tecnologici chiave necessari per i problemi di salute pubblica e conduce studi di mercato per questi interventi.
La domanda chiave che viene posta è: per quale motivo sono stati permessi l’utilizzo e la promozione di questi vaccini in diversi stati nel quadro del programma di immunizzazione nazionale, nonostante vi siano state segnalazioni di decessi in seguito al loro utilizzo?
Sull’introduzione del mortale vaccino pentavalente sono state avviate delle cause di interesse pubblico (PIL, Public Interest Litigation) che mettono in discussione la rilevanza e l’efficacia del vaccino in India.
Due membri del NTAGI, un consulente politico e un funzionario hanno depositato un PIL alla corte suprema contro l’introduzione del vaccino pentavalente nell’UIP. Il PIL sostiene chiaramente che:
– Il piano per introdurre il vaccino pentavalente è stato abbozzato ignorando lo studio di Minz che suggerisce che il numero di casi di meningite da emofilo, Hib, è talmente basso in India da non giustificare la decisione governativa di introdurre un vaccino per eradicarla.
– I dati provenienti da paesi in cui il vaccino pentavalente è stato in uso per anni, dimostrano che non vi è alcun beneficio reale dall’utilizzo di questo vaccino nella prevenzione delle malattie.
– L’efficacia del vaccino pentavalente è dubbia dato che presenta effetti collaterali importanti e ha causato morti in molti paesi in via di sviluppo. Il vaccino è stato introdotto in India nel programma UIP sotto la spinta dell’OMS e l’influenza del GAVI, ignorando fatti e cifre circa la sua utilità e sicurezza.
– Il governo avrebbe dovuto, prima di ogni cosa, testare gli effetti del vaccino Hib sui bambini, prima di utilizzarlo in formulazioni combinate con i vaccini DPT ed Hep B.
La strategia del GAVI appare molto chiara: inizialmente questa organizzazione sovvenziona i governi per l’acquisto dei vaccini ma in seguito, quando i vaccini sono stati fatti entrare ufficialmente nei programmi di immunizzazione, ritira queste concessioni, lasciando campo libero alle multinazionali che impongono ai governi prezzi molto alti. In sostanza, il lavoro di GAVI è quello di identificare i mercati per i vari vaccini, raccogliere fondi per la loro ricerca e sviluppo, convincere i governi a comprarli e provvedere quindi alla loro commercializzazione.
Il dottor Jacob M Puliyel di Nuova Delhi, membro del comitato istituito dal NTAGI per esaminare la morte dei bambini ai quali era stato somministrato il vaccino pentavalente ha scritto in un articolo per il Sunday Guardian. Sappiamo per certo che fino ad agosto 2016 ci sono stati 237 decessi segnalati al governo indiano entro 72 ore dalla vaccinazione con il vaccino pentavalente.
Il dottor Puliyel ha poi commentato nel Journal of Medical Ethics:
“Le morti associate a questo vaccino si sono verificate in modo sporadico … e seguono un modello di reazione anafilattica … se un farmaco è noto per aver causato questa forma di reazione fatale, non è lecito somministrarlo senza aver prima condotto dei test di sensibilità … test che non vengono effettuati nel caso del vaccino pentavalente … banalizzare tutte queste morti come coincidenze significa voler nascondere la realtà delle cose“.
Numerosi insabbiamenti sono stati perpetrati dal governo e dall’OMS sui risultati delle indagini relative alle reazioni avverse del vaccino pentavalente: il NTAGI è riuscito a convincere il governo che l’utilizzo del vaccino è sicuro. Nel mese di ottobre 2016, il NTAGI stesso ha raccomandato che il vaccino pentavalente (introdotto nel Kerala per la prima volta nel 2011 e successivamente in altri sette Stati membri), doveva essere introdotto in tutto il paese. La raccomandazione è arrivata dopo che il comitato nazionale AEFI (Adverse Events Following Immunisation) – che ha studiato tutte le morti infantili nei vari Stati membri (presumibilmente a causa del vaccino) – ha deciso di escludere ogni collegamento fra questi eventi e il vaccino stesso.
Nel mio tentativo di spiegare il motivo per cui il governo ha fatto una buona azione nel bloccare questi accordi con la Fondazione Gates, vorrei far riferimento ad un documento pubblicato nel 2014 da Sandhya Srinivasan, dal titolo “I cambiamenti nella ricerca medica: influenza del capitale privato” pubblicato in India dalla Oxford Press.
Srinivasan descrive come i nuovi vaccini vengono introdotti in India e nei programmi di immunizzazione, spiegando come le fondazioni come la BMGF riescono a influenzare il governo e la comunità scientifica nell’adattare i programmi di ricerca e di salute pubblica e condizionare l’agenda della ricerca e degli interventi di sanità pubblica e di assistenza sanitaria per le classi meno abbienti.
Descrive inoltre come nel 2008, gli impianti di produzione del settore pubblico – che fornivano la maggior parte dei vaccini per il programma nazionale di immunizzazione – furono dismessi e la produzione di vaccini fosse passata a società private che li commercializzarono a prezzi molto più alti. Dopo questa trasformazione, cinque delle prime sei compagnie con il maggior fatturato nella produzione di vaccini in India erano diventate private, e tutto ciò con i finanziamenti ricevuti dalla BMGF e dal dipartimento di biotecnologia del governo indiano.
A giudicare dalle relazioni presentate finora, si può capire come ben poche ricerche siano state condotte sui reali benefici che questi vaccini avrebbero dovuto avere sulla salute pubblica. Se ammettiamo che la BMGF e il GAVI possono aver avuto un ruolo nei programmi di eradicazione della poliomielite e di altre malattie, allo stesso modo non possiamo negare che questi abbiano causato anche dei decessi. Il governo, indiano, con questa decisione, si è assunto in qualche modo la responsabilità per lo stato delle cose, e potrà probabilmente muoversi con maggiore cautela nella tutela della salute pubblica. La Fondazione Gates continuerà ad estendere il supporto tecnico, in qualsiasi forma, come richiesto dal suo coinvolgimento nella politica sanitaria indiano, ma questo sarà ad un livello molto ridotto.
Roma, 30 maggio 2020 – Quello che emerge in queste ore dalle intercettazioni sul caso Palamara rappresenta quel grumo nero fatto di interessi non sempre lineari che legano pezzi di giornalismo a pezzi di magistratura e altri poteri dello stato. – scrive in una nota l’associazione Lettera22 – Una vera e propria centrale di potere che ha inquinato l’informazione e la vita, non solo politica, italiana.
Come Lettera22 denunciamo l’imbarazzato silenzio del sindacato dei giornalisti e delle associazioni a questo affiliate. Di solito sempre sul chi va là ma, evidentemente, è difficile essere controllati e controllori. Amici degli amici e vestali della libera stampa…Noi invece cerchiamo sinceramente di essere, da sempre, liberi.
Da sempre profondamente preoccupati quando leggiamo su questo moderno strumento di tortura che rappresentano le intercettazioni questo spaccato imbarazzate del dietro le quinte della vita pubblica italiana. Per questo – conclude la nota – vogliamo gridare alta e forte la nostra indignazione e dire ai tanti colleghi di unirsi a questo grido. Per difendere la libertà di informazione, i diritti, il Diritto.
Mentre appare una bufala la teoria secondo cui l’“arma biologica” COVID-19 sarebbe stata creata nei laboratori cinesi, è del tutto reale la dimostrazione che a breve sarà fatta del nuovo caccia pesante cinese la cui integrazione nell’esercito è prevista nei prossimi 5 anni.
A maggio alcune fonti hanno riportato la notizia secondo cui il mezzo in questione potrebbe vedere la luce già in autunno anche a simboleggiare il fatto che il coronavirus non riesce ad ostacolare la difesa cinese e in risposta all’aumento di F-35 americani registrato nell’ultimo periodo nei Paesi adiacenti alla Cina. Quest’ultimo atteggiamento dei vicini non va per niente giù alla Cina. Inoltre, tra febbraio e marzo di quest’anno nell’area Asia-Pacifico si sono tenuti gli addestramenti Cobra Gold 2020 che hanno visto la partecipazione proprio di quei caccia che tanto indispongono la Cina. Chiaramente, la Cina sta costruendo bombardieri pesanti non per “abbattere” gli F-35 (banalmente, i bombardieri non sono pensati per questo). Questi mezzi sono necessari per completare la triade nucleare e, dato che abbiamo toccato l’argomento F-35, servono anche per dimostrare simbolicamente agli USA chi è il numero uno nella regione (e, probabilmente, anche al di fuori).
Stiamo parlando del bombardiere pesante Xian H-20 che, secondo le previsioni, verrà esposto a novembre al salone aeronautico AirShow China di Zhuhai.
I velivoli cinesi sono fermi agli anni ‘80 La creazione di un bombardiere strategico moderno appare come la logica continuazione verso uno sviluppo autonomo di tutte le tipologie di mezzi militari dell’Esercito popolare cinese di Liberazione. Il potenziale economico e tecnologico della Cina contemporanea, fomentato dalle ambizioni più tradizionali del Paese, rende possibile la realizzazione oggi di qualsivoglia programma di armamenti.
Tuttavia, proprio nell’ambito dell’aviazione di lungo raggio la Cina è rimasta bloccata agli anni ’80. Si ricordi che negli armamenti cinesi è presente la versione, più volte ammodernata, del bombardiere sovietico Tu-16 il quale viene prodotto in Cina dalla fine degli anni ’50 con il nome di Xian H-6. La più recente versione H-6K è entrata in servizio nel 2011 e per le sue caratteristiche si tratta di un velivolo al passo con i tempi, anche se l’impianto strutturale del suo vecchio predecessore è rimasto immutato: dunque, niente tecnologia stealth, niente viaggi di lungo raggio, niente materiali ultraresistenti. E cosa possiamo dire invece del nuovo mezzo strategico cinese? Le informazioni a disposizione sono poche, ma sufficienti per farne una prima analisi. Si sa che l’H-20 è stato messo a punto facendo ampio ricorso alle tecnologie stealth e al formato del tuttala, in maniera molto simile allo statunitense Northtrop B-2 Spirit il quale in sostanza rappresenta un punto di riferimento per questa tipologia di armamenti. L’utilizzo del formato tuttala consente al velivolo di vantare caratteristiche aerodinamiche di grado superiore: ossia, il velivolo, seppur con un carico utile elevato, può effettuare voli di lungo raggio. Il raggio d’azione si attesta a 5000 km e oltre, mentre la massa degli armamenti a bordo sarà inferiore alle 20 tonnellate. Chiaramente, un velivolo simile presenterà una velocità subsonica e fungerà da piattaforma per l’installazione di diversi sistemi missilistici da impiegare su obiettivi dislocati a distanza piuttosto elevata. Il velivolo comunque non penetrerà nell’area protetta da sistemi di difesa contraerea degli obiettivi, sebbene la sua modesta percettibilità ai radar migliorerà in maniera significativa le sue probabilità di sopravvivenza anche in caso di scontro con i più moderni sistemi di difesa contraerea.
Uno dei problemi principali della Cina sono le tecnologie per la creazione di motori turbogetto. È altamente probabile che sul nuovo velivolo vengano impiegati vecchi motori russi commercializzati in Cina previa concessione di licenza. Qui è probabile un’implementazione del modello di sviluppo iterativo ai velivoli. In una prima fase verranno impiegati motori che vengono già prodotti in serie, ma i quali presentano parametri meno interessanti in termini di rapporto tra trazione ed efficienza energetica. In una seconda fase, invece, dopo la creazione in Cina di un motore moderno ed efficiente, il velivolo sarà ammodernato con un aumento del suo raggio d’azione e un miglioramento di altre capacità di volo e di combattimento. Non vi è dubbio che prima o poi la Cina farà un balzo in avanti nella costruzione dei motori: infatti, la storia recente dell’Aeronautica militare cinese ne è la riprova.
Si ricordi che in Cina sono già in servizio decine di caccia J-20 di quinta generazione, nonché il velivolo di trasporto pesante Y-20 e al momento è in fase di test il caccia leggero J-31 di quinta generazione. Negli ultimi 20 anni la Cina a livello di sviluppo degli armamenti e di mezzi militari si è saldamente affermata tra le prime tre nazioni al mondo.
La Cina arriva fino in Europa Quali armamenti trasporterà il nuovo bombardiere cinese e quali missioni porterà a termine? La Cina presenta in servizio missili da crociera di varia tipologia fra cui un analogo del missile sovietico X-55 a lungo raggio (più di 1500 km). È noto che in Cina si stia lavorando anche alla costruzione di missili ipersonici aria-superficie. Si pensa che i cinesi non scopriranno l’acqua calda in questo frangente e, di conseguenza, il velivolo sarà dotato di due pod per la dislocazione degli armamenti con piattaforme di lancio mobili. Questa configurazione consente di trasportare almeno 12 missili da crociera a lungo raggio simili agli statunitensi Tomahawk e ai sovietici X-55. I media riportano altresì che il velivolo potrebbe essere equipaggiato con 4 missili ipersonici aria-superficie di nuova generazione. Anche questo può essere possibile. Con questi sistemi di armamenti anche senza rifornimento in aria sarebbe possibile sferrare un attacco massiccio e di assoluta precisione contro obiettivi dislocati fino a 6.000-7.000 km dagli aeroporti cinesi. E, aspetto più importante, tutti questi missili possono essere testate nucleari.
Se dessimo uno sguardo alla cartina, scopriremmo che un velivolo simile consentirebbe alla Cina di tenere sotto controllo l’intera area occidentale del Pacifico: dall’Alaska alle Hawaii, Australia compresa. A nord-ovest sarebbero a rischio anche l’intera Russia e persino quasi tutta l’Europa. Inoltre, altrettanto minacciati vi sono anche l’India, parte dell’Oceano Indiano, l’intero Medio Oriente e l’area nord-orientale dell’Africa. E tutto questo senza la necessità di un rifornimento in aria. Prima l’Esercito cinese non aveva mai fatto potuto contare su capacità simili e, a mio avviso, un velivolo simile potrebbe mutare radicalmente il modo in cui i cinesi dispongono delle proprie forze armate.
Chi può contrastare un velivolo del genere? Solitamente si pensa che la Cina stia conducendo una corsa agli armamenti contro gli USA. Tuttavia, se ripercorressimo la storia, ricorderemmo che gli interessi politici cinesi possono mutare in maniera anche significativa, dunque non vanno dimenticati nemmeno gli altri poli geopolitici. Uno di questi potrebbe essere, ad esempio, l’India che con la Cina intrattiene da sempre rapporti frontalieri piuttosto tesi. L’India dedica grande attenzione allo sviluppo di forze militari aeronautiche e di sistemi di difesa contraerea propri, ma è ben lungi dall’armare la propria Aeronautica con caccia di quinta generazione. La Cina, invece, vanta già velivoli simili in servizio. Non ci resta che seguire l’operato del Partito comunista cinese per capire cosa succederà nel mondo.
Hanno superato la Russia? A che punto sono i lavori della Cina sul nuovo bombardiere? La creazione dell’H-20 è cominciata già nei primi anni 2000. Si ritiene che già nel 2013 il mockup del velivolo abbia effettuato il suo primo volo. Se corrispondono al vero i progetti per il 2020 diramati dalla stampa, allora la Cina diventerà il secondo Paese al mondo ad aver messo a punto un bombardiere stealth. In maniera dirompente il Paese ha saltato a piè pari un’intera fase nello sviluppo dei velivoli di questa classe, ossia quella dei bombardieri ipersonici multiruolo come, ad esempio, il Tu-160.
Considerate le capacità della Cina in termini di produzione di velivoli possiamo ipotizzare che i primi esemplari di H-20 saranno operativi già verso il 2025, ossia quando il russo PAK DA dovrebbe effettuare il suo primo volo secondo i piani. Si osservi, comunque, che il velivolo strategico russo Tu-160, che viene impiegato sin dalla metà degli anni ’80, non ha nulla da invidiare al nuovo cinese e al costosissimo statunitense B-2 limitatamente ad alcune caratteristiche quali il raggio d’azione e il carico utile. In altre parole, il Tu-160 può fare quasi tanto quanto un velivolo ipersonico. C’è da riconoscere però che pecca in termini di impercettibilità (infatti, non è dotato di tecnologie stealth), è piuttosto costoso a livello di produzione e di utilizzo e necessita di un ammodernamento dei radar e di altra strumentazione. Ad ogni modo, la presenza di un velivolo come il Tu-160 non rende meno necessaria un’accelerazione dei lavori sulla piattaforma di volo più moderna sopraccitata in quanto un velivolo concepito sin da subito con le più nuove tecnologie e materiali innovativi presenterà caratteristiche di combattimento e sistemi di navigazione e puntamento più all’avanguardia.
Il presidente Vladimir Putin ha incaricato i ministeri della Difesa e degli Esteri di avviare negoziati con le autorità siriane per dotare i militari russi di ulteriori strutture immobiliari e navali. La disposizione del capo di Stato è pubblicato sul portale ufficiale delle informazioni legali dello Stato russo.
La bozza del protocollo №1 all’accordo sul dispiegamento del gruppo aereo russo in Siria del 26 agosto 2015 è stato approvato dal governo. Dopo aver raggiunto un’intesa con la parte siriana, i dicasteri dovrebbero firmarlo a nome dello Stato russo. Al documento possono essere aggiunte modifiche che non sconvolgano la natura delle disposizioni concordate.
Il contingente militare russo in Siria è stato creato il 30 settembre 2015 per sostenere le forze governative siriane nella guerra contro i gruppi terroristici. Secondo gli accordi siglati da Mosca e Damasco, i militari sono dislocati sul territorio della base aerea siriana di Khmeimim a tempo indeterminato.
Nel 2017 la Russia e la Siria hanno firmato un altro accordo, in base a cui fino ad un massimo di 11 mezzi navali russi, comprese quelle dotate di propulsore nucleare, possono restare al porto di Tartus. È stato inoltre pianificato di espandere il potenziale per la manutenzione delle navi. L’accordo è stato pensato per 49 anni e si rinnova automaticamente per altri 25.
Dopo polemiche e minacce e l’accusa di essere filo-cinese, alla fine il presidente Trump ha dichiarato che gli Stati Uniti cessano i rapporti con l’Organizzazione Mondiale della Sanità: “dobbiamo avere risposte”.
Nel corso di questi mesi di pandemia dopo aver accusato da una parte la Cina di non aver fatto nulla per fermare la diffusione del coronavirus e dall’altra l’Oms di non aver fatto pagare il conto a Pechino per la gestione sanitaria, Trump ha annunciato oggi che gli Stati Uniti rompono i rapporti con l’Organizzazione Mondiale della Sanità.
“Dal momento che non sono riusciti a realizzare le riforme richieste e fortemente necessarie, oggi termineremo le nostre relazioni con l’Organizzazione Mondiale della Sanità e reindirizzeremo questi fondi ad altri in tutto il mondo soddisfacendo i bisogni sanitarie globali urgenti”, ha dichiarato Trump nei commenti fuori dalla Casa Bianca. Gli Stati Uniti sono il principale elargitore di finanziamenti dell’Oms, fornendo all’agenzia sanitaria delle Nazioni Unite tra i 212 e 513 milioni di dollari all’anno; lo scorso anno Washington ha trasferito all’Organizzazione Mondiale della Sanità 453 milioni $, secondo i funzionari dell’amministrazione americana.
Trump aveva annunciato lo scorso 14 aprile che la sua amministrazione avrebbe congelato i finanziamenti all’Oms fino a quando non sarebbe stata condotta un’indagine sulla gestione dell’epidemia Covid-19 nella città cinese di Wuhan all’inizio di quest’anno, anche se in seguito è emerso che gli Stati Uniti avevano già trattenuto i trasferimenti all’Oms prima della decisione di Trump.
“Avrebbero potuto chiamarla molto prima, avrebbero saputo, e avrebbero dovuto saperlo, e probabilmente non lo sapevano”, ha detto Trump all’inizio di aprile sull’Oms. “Si sono sbagliati su molte cose… sembrano essere focalizzati sulla Cina… esamineremo questo.” Il presidente ha sostenuto che “la Cina ha insabbiato i fatti sul virus a Wuhan ed ha permesso alla malattia di diffondersi in tutto il mondo, provocando una pandemia globale che è costata più di 100mila vite americane”.
“La Cina ha il controllo totale sull’Organizzazione Mondiale della Sanità nonostante versi solo 40 milioni $ all’anno”, ha affermato Trump. “Il mondo ha bisogno di risposte dalla Cina sul virus. Serve trasparenza.” Il vice direttore generale generale dell’Oms Stewart Simonson ha dichiarato all’inizio di questa settimana che l’uscita degli Stati Uniti dall’agenzia è “inimmaginabile”.
“Non riesco a immaginare una situazione in cui gli Stati Uniti non si troverebbero nell’Oms”, ha detto alla CNN, osservando che l’America ricopre un ruolo da leader nella sicurezza sanitaria dal 1902. Il funzionario dell’Oms ha inoltre respinto l’accusa di favoritismo da parte dell’agenzia nei confronti della Cina.
a cura di Sandro Consolato, da un estratto di Julius Evola
Rouen, 30 maggio 1431: muore sul rogo Giovanna d’Arco.
Premessa: riproduco quasi integralmente questo articolo, poiché, ancorché appartenga alle cose “minori” di Evola, esso illustra in modo veramente paradigmatico, attraverso un ben preciso fatto storico, quali fossero le sue effettive idee – spessissimo mal comprese – storico-politiche, e quali per lui i termini del rapporto tra sacro e politica.
“Giovanna d’Arco fu l’annunciatrice di un messaggio, che ai suoi tempi era rivoluzionario. Si trattava dell’idea, che una nazione e il suo capo – il Re – possono ricevere il loro crisma direttamente dall’alto, da Dio, e non più attraverso i rappresentanti della Chiesa o altri mediatori del sacro. In effetti Giovanna annunciava ad un monarca, al Re di Francia, una specie di mandato divino o di ‘elezione’, profetizzando l’avvento di ciò che ella chiamava le Saint Royaume de France. Al titolo che, a partire dal rivolgimento guelfo compiutosi nell’XI e nel XII secolo, si era attribuito il capo della Chiesa: ‘Rappresentante di Cristo’, venne a contrapporsi quello che GIovanna dette al Re: ‘Luogotenente di Dio – Lieutenant de Dieu‘. Rispetto a ciò, la guerra contro gli inglesi, la liberazione del territorio nazionale divenivano semplici conseguenze. Come già nell’antichità precristiana, qui si ebbe una interferenza, sia pur fugace, fra la storia e ciò che sta di là dalla storia. Per un momento, sembrò che la storia si facesse trasparente di un significato superiore, che essa si conformasse ad una decisione dall’alto (Dieu le veut!) annunciata dalle ‘voci’ che parlavano a Giovanna: quelle voci, con cui la Pulzella legittimava la sua missione e la sua azione, e per non sconfessare le quali ella affrontò il martirio.L’accennata concezione rivoluzionaria della regalità sacra, ha relazione con quella di una specie di prova. Il Mirgler [è l’autore di una biografia di Giovanna da cui JE trae occasione per il suo articolo – ndr] indica in modo giusto il senso che sempre hanno avuto le vere profezie e i veri oracoli.Non si tratta del semplice annuncio di qualcosa che, in ogni caso, avverrà. Si tratta piuttosto della indicazione enigmatica, spesso cifrata, di una possibilità, alla quale si legherebbe un significato superiore, non soltanto umano. In casi del genere, a chi deve agire nella storia si pone una alternativa: egli può seguire o non seguire la direzione indicatagli in forma profetica dall’annuncio dall’alto. E vi sono momenti storici in cui da questa alternativa dipende l’elezione o la condanna di un popolo. Nel caso positivo,prende forma una vicenda non soltanto umana, tutto riceve una invisibile consacrazione, un carattere – diciamo così – di fatidicità. Nel caso negativo, la profezia non si verifica, i due ordini si dissociano, cioè: la storia resta semplicemente storia, non è illuminata da nessun significato superiore, è determinata da forze lasciate a sé stesse.Ebbene, secondo il Mirleger con l’apparire di Giovanna d’Arco alla Francia era stata offerta una possibilità del genere, la possibilità non solo di risollevarsi dell’estremo pericolo, bensì anche quella di incorporare la dignità di un Saint Royaume. Ciò che senza rendersene ben conto Giovanna annunciava avrebbe dunque potuto avere conseguenze incalcolabili nell’insieme delle idee politiche del tempo e della cristianità. Invece tutto si ridusse ad un brevissimo balenamento, ad una carica magnetica che subito si esaurì. Come si sa, il re, Carlo VII, abbandonò Giovanna d’Arco, ne tenne il messaggio per una fisima, cercò di barcamenarsi sul piano della politica concreta. Dopo di che, come nota giustamente il Mirgeler, la Francia doveva seguire quella direzione verso lo stato assolutistico che si era già preannunciata con Filippo il Bello e che costituisce l’antitesi della idea del Saint Royaume: sebbene i re di Francia per un certo periodo continuarono a chiamarsi ‘cristianissimi’.Da qui, anche le deformazioni proprie all’utilizzazione nazionalistica e sciovinistica della figura di Giovanna d’Arco. In genere,è importante veder bene la differenza esistente fra il caso in cui la ragion politica e l’orgoglio nazionale si fanno l’estrema istanza, fino a forme semi-divinificate (e seguendo cotesta tale linea si giunge fino al ‘totalitarismo’ e alla statolatria dei tempi ultimi), e l’altro caso, in cui un Monarca, ‘luogotenente di Dio’, nella impersonalità e nell’ascesi che implica una tale dignità, sa portare un popolo sulle vie di una grandezza non soltanto temporale, superando ogni particolatismo e ogni oscura volontà di potenza.La Francia prese dunque la prima direzione e non dovette più conoscere che una gloire priva di vera luce, per cui a nessun francese – né a un Luigi XIV, né ad un Napoleone, né ad un Clemenceau – la vittoria ha giovato a qualcosa, e ancor meno essa si è risolta in un contributo positivo ad un saldo ordine europeo. […]Non è dunque azzardata la tesi del Mirgeler: al tempo di Giovanna d’Arco la Francia si trovò dinanzi ad una alternativa che non fu compresa, e che avrebbe potuto essere di gran momento per lo sviluppo successivo dell’Europa. Prescindendo dalla Francia, ci si presenta poi, in generale, l’idea di una specie di sensibilità metafisica che fa percepire un cenno invisibile ad un capo, nel momento giusto, e gli permette di assumere un mandato superiore a tutto ciò che è politica in senso ristretto: in quella impersonalità, in quella grandezza non soltanto temporale, in quel prestigio che ovunque furono inseparabili soprattutto dai simboli della regalità. Può darsi che la misura in cui una idea del genere non sia da considerarsi peregrina e ‘superata’ ma tale da conservare una perenne vitalità, sia anche la misura per ciò che domani potrà ancora crearsi di veramente saldo di là da un mondo in crisi.”
(Julius Evola, La Pulzella d’Orleans e il “luogotenente di Dio”, art. del 13.11.1958, in J.E., I testi del Roma, a c. di V. Campagna, Ar, Padova 2008)
I governi sono “costretti” a intervenire per salvare gli istituti di credito e a sostenerne i costi sarà la popolazione, in termini di bilancio statale, perdita di posti di lavoro, impoverimento generale e azzeramento della fiducia, che preclude a futuri investimenti. A questo punto viene ricercata una giustificazione delle ragioni che hanno portato al crollo, si prospettano soluzioni volte a impedire che possa ripetersi, senza però mai affrontare il nodo principale che genera tali corsi e ricorsi economici. Viene ignorato il movente di natura morale, che è il fulcro dell’etica del capitalismo e la rincorsa al maggiore profitto, che sfida ogni rischio e si avvale di qualsiasi mezzo. Da chi sono mossi, infatti, i banchieri, se non dai loro interessi?
L’amore irrazionale per il denaro
Nella sua opera Breve storia dell’euforia finanziaria, l’economista statunitense John K. Galbraith analizza i maggiori crack finanziari della storia e rileva come i fenomeni speculativi si verifichino a intervalli più o meno regolari, con premesse e risultati pressoché identici. Essi si presentano come il frutto dell’avidità e della stupidità umana, i cui effetti sono bruschi arresti della vita economica e impoverimento generalizzato. L’iter è il seguente: dapprima si individua una novità sulla quale focalizzare l’interesse del pubblico –i tulipani, l’oro della Louisiana, il concetto di società per azioni-, qualcosa che possa alimentare grandi aspettative o possa essere presentato come un’innovazione capace di generare ingenti profitti per periodi infiniti. I capitali cominciano così a riversarsi su tali prodotti, gonfiando i corsi delle azioni o i prezzi delle merci, che smettono di rappresentare il valore oggettivo del bene e incorporano l’aspettativa dei guadagni futuri; per rincorrere l’investimento si fa largo uso della leva finanziaria, generando situazioni di forte indebitamento. Quando il processo smette di autoalimentarsi, i prezzi calano vertiginosamente, i debiti contratti diventano inesigibili e si assiste al fallimento dei finanziatori, ossia delle banche.
Possiamo dare a questa domanda una risposta di tipo macroeconomico e una di tipo psicoanalitico, scomodando i padri delle rispettive materie. Keynes avrebbe addotto tale comportamento a “un amore irrazionale per il denaro”, mentre S. Freud lo avrebbe ricondotto alla cosiddetta pulsione di morte. Secondo il fondatore della psicoanalisi, nel profondo dell’individuo si nasconderebbe “la pulsione umana di aggressione e di auto-distruzione” (thanatos, o pulsione di morte), in perenne lotta contro la pulsione di vita (eros), che invece spinge gli individui ad accoppiarsi, assicurando la sopravvivenza della specie. […] M. Keynes, grande conoscitore ed estimatore di Freud, cambia la visuale e gli strumenti di analisi, adottando quelli propri della scienza economica, ma giunge a conclusioni per molti versi analoghe. La pulsione di morte diventa per l’economista inglese l’amore per il denaro, che rappresenta “il problema morale dei nostri tempi”. Attraverso il micidiale meccanismo della concorrenza sfrenata, sia fra diversi Paesi che fra classi sociali, si metterebbe in moto una guerra interminabile, capace di minacciare la sopravvivenza non solo dell’essere umano, ma della stessa natura. Per dirla con le sue testuali parole:
“Saremmo capaci di spegnere il sole e le stelle perché essi non producono dividendi”.
Egli riprende il mito di re Mida, il re che aveva ottenuto dal dio Dionisio il dono di trasformare in oro tutto ciò che toccava, ma si accorse presto che, pur potendo possedere moltissima ricchezza, sarebbe a breve morto di fame, poiché anche il cibo da lui toccato diventava d’oro, e quindi non commestibile. Secondo Keynes le società opulente, vittime del desiderio di accumulare, con la loro avidità distruggono la produzione, bloccano l’economia e finiscono appunto come re Mida per annegare in un mare d’oro. Il mito offre una profonda analisi della dottrina monetarista dominante e della sua ideologia, dimostrando come la moneta non coincida col valore, che invece deriva dal lavoro e dall’economia reale. La moneta e la tendenza al suo accumulo sono alla base dei principali problemi e squilibri economici, tra cui la disoccupazione involontaria. Nonostante il valore assoluto che le viene comunemente e universalmente attributo, essa è in realtà un mero intermediario di scambio. Per l’essere umano il possesso di denaro svolge il compito di mitigare la propria inquietudine più profonda e il premio che viene chiesto per separarsi da esso non sarebbe altro che la misura del suo grado di inquietudine.