PUDICIZIA E PROMISCUITA’

a cura di Giuseppe Aiello

Solo l’Islam è così “permaloso” e restrittivo oppure è un principio di tutte le civiltà tradizionali?

INDUISMO

Nella tradizione vedico-brahmanica l’ordine sociale e morale è basato sul dharma, che regola anche i rapporti sessuali e familiari.

Separazione dei sessi e modestia:

Nel Manusmṛti (II.215, IX.13-14) si raccomanda che le donne non si mostrino liberamente a uomini estranei e non frequentino luoghi dove ci siano uomini soli. La castità femminile è considerata fondamentale per il dharma familiare (strīdharma).

Promiscuità condannata:

Rapporti extraconiugali o prematrimoniali sono considerati adharma (contrari alla legge divina). In particolare, Manusmṛti VIII.356-359 prescrive punizioni severe per l’adulterio.

Ragioni spirituali e sociali:

Il controllo dei desideri sessuali (kāma) è parte del cammino verso la purezza interiore e la liberazione (mokṣa).

La sessualità è accettata nel matrimonio, ma con regole precise e in contesti ritualizzati.

In sintesi, nella tradizione indù classica vi è una netta distinzione tra uomini e donne non sposati, e il contatto libero o la promiscuità sono visti come pericoli morali e spirituali.

Fonti: Dharmashastra, Manusmṛti, Mahabharata, Purana

Manusmṛti (Leggi di Manu)

Protezione e separazione della donna

“La donna deve essere protetta dal padre nella giovinezza, dal marito dopo il matrimonio, e dal figlio nella vecchiaia; non deve mai essere indipendente.”

— Manusmṛti IX.3 (माता रक्षति कौमारे…)

Condanna dell’adulterio e della promiscuità

“L’uomo che si unisce con una donna altrui, sia essa sposata o promessa, deve essere punito secondo la legge.”

— Manusmṛti VIII.356-357

Modestia e controllo del desiderio

“L’uomo saggio deve controllare i propri sensi come un cocchiere controlla i cavalli indocili; poiché il desiderio, se lasciato libero, trascina l’uomo alla rovina.”

— Manusmṛti II.88

Mahābhārata (Shanti Parva)

“La donna casta, che serve il marito e custodisce la propria purezza, conquista il cielo; ma quella che desidera altri uomini cade nell’abisso.”

— Mahābhārata, XII.144.45

La PROMISCUITA’ è vista come adharma, un disordine contro la legge cosmica; la purezza sessuale è virtù spirituale e sociale.

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ANTICA ROMA

La società romana classica (prima della decadenza imperiale) aveva una morale fortemente centrata sulla castitas e sul pudor.

Leggi sulla morale sessuale:

La Lex Julia de adulteriis coercendis (18 a.C., di Augusto) puniva l’adulterio e promuoveva il matrimonio legittimo per motivi morali e demografici.

Le donne rispettabili dovevano evitare ogni contatto sospetto con uomini non parenti.

Ruolo della donna e promiscuità:

La matrona romana viveva sotto l’autorità del pater familias e la sua reputazione era strettamente legata alla modestia e alla riservatezza.

In pubblico, l’eccessiva libertà o la frequentazione di uomini estranei era segno di disonore.

Ideali di pudicitia e modestia:

Questi valori erano celebrati come virtù cardinali femminili; il termine pudicitia è spesso associato a divinità tutelari (es. il tempio della Pudicitia).

Cicerone (De Officiis I, 130) lega la decenza e il rispetto delle convenzioni sessuali all’ordine sociale.

Anche a Roma, dunque, la PROMISCUITA’ era vista come minaccia alla moralità e alla stabilità familiare, e vi erano norme giuridiche e religiose contro la libera mescolanza dei sessi.

Fonti: Leges XII Tabularum, Mos maiorum, autori latini (Cicerone, Livio, Ovidio)

Leges XII Tabularum (V sec. a.C.)

“Se una donna è colta in adulterio, può essere uccisa dal marito con giusta causa.”

— Lex Duodecim Tabularum, Tab. VI (fr. 10 Mommsen)

Livio – Ab Urbe Condita

“Il pudore e la castità delle matrone romane furono la forza della città; mai esse si mostrarono in pubblico se non per il culto degli dèi.”

— Livio, I, 57

Cicerone – De Officiis

“Nessuna cosa è più disonorevole per una donna che la perdita della pudicizia; poiché essa è il fondamento della dignità e dell’ordine domestico.”

— Cicerone, De Officiis I, 130

Lex Julia de adulteriis coercendis (18 a.C.)

Stabiliva la pena per chi intratteneva rapporti adulterini e imponeva ai cittadini di sposarsi entro certe età, come segno di moralità pubblica.

(Testo frammentario in Digesto 48.5)

La morale romana è civica e religiosa insieme — la pudicitia e il pudor sono virtù sociali; la promiscuità è percepita come minaccia all’ordine pubblico.

ANTICA GRECIA

La Grecia antica aveva un sistema diverso ma ugualmente patriarcale e regolato.

Segregazione delle donne rispettabili:

Le donne ateniesi di buona famiglia vivevano in gran parte ritirate nella casa (gynaeceum). Non frequentavano simposi o banchetti maschili, salvo le etère (donne colte, ma considerate al di fuori delle convenzioni morali).

Aristotele (in Politica, I, 1259b) parla della donna come parte dell’oikos (famiglia), sotto la tutela del marito o del padre.

Promiscuità sociale malvista:

Le relazioni extraconiugali erano fonte di vergogna e di reati (l’adulterio era punibile anche con la morte o la confisca dei beni).

Solone e le leggi ateniesi regolavano anche la frequentazione delle donne, distinguendo tra concubine, etère e mogli legittime.

Eccezioni rituali o filosofiche:

In alcuni culti misterici (come quelli dionisiaci) o in certe scuole filosofiche (ad es. i Cinici), si trovano forme di libertà sessuale, ma erano minoritarie o provocatorie.

Quindi anche in Grecia, pur con una cultura diversa, vi era una rigida distinzione pubblica tra uomini e donne rispettabili, e la promiscuità era moralmente censurata.

Fonti: Platone, Aristotele, tragediografi, storici

Platone – Leggi (Libro VI)

“Il contatto tra uomini e donne deve avvenire solo nei limiti della legge matrimoniale; ogni unione fuori di essa deve essere ritenuta ingiusta e empia.”

— Platone, Leggi VI, 775b

Aristotele – Politica

“La donna deve essere governata dall’uomo, come l’anima governa il corpo; la sua virtù è quella dell’obbedienza e della modestia.”

— Aristotele, Politica I, 1259b

Lisia – Contro Eratostene

(testimonianza sulla separazione domestica)

“Le nostre donne vivevano dentro la casa, non erano viste da estranei. Quando uscivano, erano accompagnate da una serva.”

— Lisia, Or. 12, 19

Nella Grecia classica, la donna “rispettabile” era separata dalla vita pubblica; la promiscuità era associata solo alle etère (donne non sposate o di ceto libero), ma non accettata come norma sociale.

PUDICIZIA E PROMISCUITA'
PUDICIZIA E PROMISCUITA’

Paul Craig Roberts: i leader occidentali hanno perso il senso della realtà

a cura della Redazione

19 Ottobre 2025

“Ho sottolineato l’estremo pericolo che i popoli occidentali corrono a causa di leader o decisori che non vivono nella realtà. Vivono invece in false narrazioni da loro stessi costruite”.

Queste le prime righe del commento pubblicato  il 16 ottobre dall’economista ed ex vice ministro delle finanze statunitense nell’amministrazione di Ronald Reagan, Paul Craig Roberts,  dal titolo “Reality, Like Facts, Is No Longer Applicable to Western Decision Making” (“La realtà, come i fatti, non è più applicabile al processo decisionale occidentale”).

Concetti e preoccupazioni espressi in molte occasioni su Analisi Difesa, anche di recente, ampiamente illustrati fin dal 2022 in numerosi testi raccolti nel libro “L’Ultima guerra contro l’Europa” (Il Cerchio, 2023) in cui abbiamo spesso evidenziato la profonda inadeguatezza dei leader del cosiddetto Occidente, ammesso che questo termine abbia ancora un senso.

Forte della sua esperienza, Roberts è impietoso nel suo commento che riportiamo integralmente tradotto più in basso e soprattutto configura il rischio che questa incapacità di leggere e accettare la realtà possa portarci alla catastrofe.

Questo il testo dell’articolo:

Ho sottolineato l’estremo pericolo che i popoli occidentali corrono a causa di leader o decisori che non vivono nella realtà. Vivono invece in false narrazioni da loro stessi costruite.

In una riunione dei ministri della Difesa dei paesi NATO, il Segretario Generale della NATO Mark Rutte ha presentato un quadro fantasioso di una schiacciante superiorità militare della NATO sulla Russia. Rutte ha dichiarato che “le nostre forze armate sono infinitamente superiori a quelle russe”. Ha affermato che l’aeronautica russa non può “nemmeno stare all’ombra” della potente forza della NATO e che i russi non hanno “piloti da caccia ben addestrati”.

È difficile immaginare una persona stupida come Rutte. Il Ministro degli Interni britannico afferma che la Gran Bretagna non può nemmeno difendere i propri confini, e nemmeno Francia, Germania, Paesi Bassi, Italia e Spagna, ma possono difendere i confini dell’Ucraina e dell’Europa dalla Russia. Come possono queste torri di Babele difendersi dai russi quando sono totalmente incapaci di difendersi dagli invasori immigrati? Non c’è Europa, non c’è NATO. C’è un Califfato musulmano.

Trump vive nello stesso mondo immaginario. Ha recentemente annunciato che l’economia russa sta crollando, che la giornata lavorativa russa è persa a causa della forza lavoro in coda per il gas a causa dei riusciti attacchi ucraini alle infrastrutture energetiche russe, e che l’Ucraina ha inflitto 1,5 milioni di vittime alle forze militari russe. 1,5 milioni è la dimensione delle forze armate russe. Allora perché gli ucraini non sono a Mosca?

Le dichiarazioni di Rutte e Trump non hanno alcun rapporto con la realtà. L’esercito russo non permetterebbe a Putin di combattere la guerra nel modo limitato e ristretto che Putin ha fatto se il risultato fosse così disastroso per la Russia. I russi hanno limitato i loro sforzi a cacciare gli ucraini dalla provincia russa del Donbass e non hanno fatto alcuno sforzo per impedire a Kiev di continuare la sua resistenza.

Ho sostenuto più volte che si tratta di un errore strategico di Putin, derivante dalla sua incomprensione dell’Occidente e delle sue intenzioni nei confronti della Russia. Ma il fatto che Putin abbia scelto di non conquistare l’Ucraina, ma solo di sfrattarla dalle aree russe, non significa che la Russia non abbia i mezzi.

Putin non ha fatto alcun tentativo di impedire a Kiev di continuare il conflitto. Non me ne ha spiegato il motivo. Forse non voleva dare conferma alla propaganda occidentale di essere sulla buona strada per restaurare l’Impero sovietico.

Forse non voleva assumersi la responsabilità di restaurare un’Ucraina distrutta, la cui esistenza, tranne che negli ultimi 30 anni, era una provincia della Russia e dell’Unione Sovietica. L’Ucraina come stato indipendente è la creazione artificiale del crollo del governo sovietico nel 1991, quando il Politburo sovietico pose il presidente sovietico Gorbaciov agli arresti domiciliari.

Washington si è precipitata e ha creato nuovi stati indipendenti da ex province russe e sovietiche. Questo è stato fatto per ridurre la capacità della Russia di difendersi. La popolazione e le risorse russe sono state ridotte. La Russia ha perso le sue zone cuscinetto e l’Occidente si è dato da fare per creare animosità nei confronti della Russia nei nuovi stati che Washington ha creato da ex province russe.

Tutto questo avrebbe dovuto far capire a Putin qual è il punto. Tuttavia, sembra che Putin sia un liberal americano di inizio XX secolo così fuori moda che la realtà della situazione gli è inaccettabile.

Per ribadire quella che considero l’inevitabile guerra nucleare: Rutte, Trump e tutti i responsabili della politica estera e i pianificatori di guerra occidentali stanno fraintendendo Putin e la situazione. Sono convinti di avere a che fare con una Russia militarmente incapace, destinata a crollare sotto una pressione eccessiva. Putin, a causa della sua stessa errata interpretazione della situazione, ha trasmesso loro questo pericoloso equivoco.

Prima o poi, le illusioni di Putin sulla buona volontà e la razionalità dell’Occidente lo abbandoneranno. Ed è allora che la situazione precipita. (SHTF, cioè Shit Hits The Fan”, letteralmente “la merda colpisce il ventilatore”).

Tratto da: Analisi Difesa

Paul Craig Roberts: i leader occidentali hanno perso il senso della realtà
Paul Craig Roberts: i leader occidentali hanno perso il senso della realtà

CONTRO LE INGERENZE ILLEGITTIME DELL’AMERICA

a cura di Mostafa Miliani Amin

20 Ottobre 2025

Ayatollah #Khamenei al presidente degli Stati Uniti: «Chi vi credete di essere?»

Il Leader della Rivoluzione Islamica, commentando le parole del presidente americano che si era vantato di aver bombardato e distrutto l’industria nucleare iraniana, ha dichiarato: «Non importa, restate pure in questa illusione. Ma voi chi siete per stabilire cosa un Paese possa o non possa avere? Che c’entra l’America con le capacità nucleari dell’Iran? Queste ingerenze sono illegittime, sbagliate e prepotenti».

Agenzia Hawzah News – Parlando a centinaia di campioni sportivi e vincitori di Olimpiadi scientifiche, l’Ayatollah Khamenei li ha definiti «manifestazione della crescita e della potenza nazionale», sottolineando che i giovani iraniani hanno dimostrato di poter salire sulle vette mondiali e mostrare al mondo l’immagine luminosa dell’Iran. Ha lodato le loro medaglie come risposta concreta alla guerra psicologica che mira a deprimere il popolo, e ha ribadito che i giovani iraniani sono «simbolo di speranza», capaci di raggiungere le vette con impegno e perseveranza.

Ha poi ricordato i progressi straordinari dopo la Rivoluzione, dalle vittorie sportive e scientifiche fino alle conquiste in settori come nanotecnologia, laser, nucleare, industria militare e medicina, citando la recente scoperta di una cura per una malattia finora incurabile. Ha denunciato i tentativi dei nemici di oscurare questi successi con propaganda e menzogne, e che nonostante ciò i giovani, mostrando le loro capacità, hanno reso visibile la realtà luminosa del Paese.

La Guida Suprema ha richiamato il ruolo decisivo dei giovani nella guerra di otto anni imposta all’Iran, quando con mezzi limitati inventarono soluzioni militari che portarono alla vittoria contro un nemico sostenuto da tutti. Ha ribadito che anche oggi i giovani, con le loro energie, devono rafforzare speranza e potenza nazionale, ricordando che l’Iran è la loro «casa e terra», mentre all’estero resterebbero sempre stranieri.

Passando alle dichiarazioni del presidente americano, ha affermato che con parole vuote e atteggiamenti ridicoli egli ha cercato di incoraggiare i sionisti delusi, ma il duro colpo inferto a Israele nella guerra dei dodici giorni ha mostrato la forza dei missili iraniani, realizzati grazie al talento dei giovani del Paese e non importati dall’estero. Ha ribadito che le forze armate dispongono di questi mezzi e li useranno se necessario.

Ha accusato gli Stati Uniti di essere complici diretti dei crimini israeliani a Gaza, ricordando che le armi usate erano americane, e ha definito menzognera la pretesa di combattere il terrorismo: «Più di ventimila bambini sono stati uccisi a Gaza. Erano forse terroristi? Il vero terrorista è l’America, che ha creato l’ISIS e lo mantiene per i propri scopi». Ha citato i 70mila morti a Gaza e l’assassinio di scienziati iraniani come prova della natura terroristica di USA e Israele, sottolineando che «la scienza non può essere assassinata».

L’Ayatollah Khamenei ha ricordato le proteste di milioni di americani contro il loro presidente, invitandolo a occuparsi di loro invece di interferire negli affari altrui. Ha definito false le dichiarazioni di amicizia verso il popolo iraniano, ricordando che le sanzioni colpiscono direttamente la nazione. Ha respinto l’idea di «trattativa» se basata su imposizione e coercizione: «Queste non sono trattative, sono imposizioni. E il popolo iraniano non accetterà mai imposizioni».

Infine, ha ribadito che le guerre e la morte in Asia occidentale sono conseguenza della presenza americana e delle sue basi militari: «Che cosa ci fate qui?! Questa regione appartiene ai suoi popoli». Ha concluso che le posizioni del presidente americano sono sbagliate, menzognere e arroganti, ma che, con l’aiuto divino, non avranno mai effetto sul popolo iraniano.

Durante la cerimonia, la squadra nazionale giovanile del varzesh‑e bāstāni, l’antica disciplina ginnico‑marziale iraniana, ha presentato una dimostrazione che ha suscitato l’apprezzamento del Leader.

CONTRO LE INGERENZE ILLEGITTIME DELL'AMERICA
CONTRO LE INGERENZE ILLEGITTIME DELL’AMERICA

INTERVISTA A VALERIO RAIMONDI

a cura di Mike Plato

Il gioco del “che ne pensi?” fatto con un uomo della strada.

– Che ne pensi di quel che sta accadendo in I$ra&le?

– Che gli aderenti alla sinagoga di Satana, falsi giudei dediti da sempre all’usura e alla frode, stiano accelerando la loro stessa fine, una fine che li vedrà razzolare mano nella mano nello stagno di fuoco e di zolfo e nella valle di Hinnom.

– Non ti pare di esagerare?

– No.

– Cosa ne pensi di chiunque li appoggi, di dritto o di rovescio, direttamente o di sguincio, a cominciare dai burattini politici?

– Sottuomini che si stanno mettendo al collo una macina da mulino.

– Che ne pensi di questo mondo?

– Un inferno a cielo aperto nel quale si è soliti scambiare un guinzaglio un po’ più lungo della media per libertà o, il che è lo stesso, un cinema in cui si proietta uno spettacolo sempre più penoso h24 a uso e consumo di un termitaio di dannati dalla bava alla bocca.

– Che ne pensi dei materialisti che riducono la coscienza a somma di sinapsi neuronali?

– Dei sottuomini che sarebbe stato meglio per loro non fossero mai nati.

– Che ne pensi del gender?

– Una supercazzola ideata dai frodatori di cui sopra che poteva far presa solo su una massa di perdizione fatta da minorati mentali e, in definitiva, sottuomini,

– Come mai usi così spesso il termine “sottuomini”?

– Perché rende bene il concetto cui alludo.

– Cosa ne pensi dell’intelligenza artificiale?

– Una frode ideata dagli usurai di cui sopra per fini tenebrosi che può entusiasmare solo degli ottenebrati che vi si specchiano senza riconoscersi.

– Che ne pensi della massoneria?

– Un residuo di un’iniziazione di mestiere cristiana derivante dalle iniziazioni di mestiere dell’antica Roma ormai parodistico, grottesco, infiltrato a partire dalla fine del medioevo prima dalla magia rinascimentale con i suoi sincretismi sterili e poi dal protestantesimo moralisteggiante e usuraio e, non di rado, ridotto ora a cricca criminale ora a convegno dopolavoristico in doppiopetto e panciotto.

– Cosa ne pensi della chiesa cattolica?

– Un’ipocrita contraffazione del cristianesimo originario, un guscio attualmente vuoto che ha avuto un senso finché al suo interno vi fu la polpa delle vie iniziatiche occidentali; con il declinare del cosiddetto medioevo, ovvero dell’ultimo periodo veramente luminoso dell’occidente, tale contraffazione ha iniziato ad agonizzare cadaverizzandosi prima e poi riducendosi non a uno scheletro, ma a una lisca di pesce. Ora non rimane neanche più la traccia del puzzo mefitico che ha appestato molti sventurati per secoli. Tale parodia, oggi, può solleticare solo la fantasia di sottuomini dediti al più laido dei sentimentalismi e al più oscuro dei ritardi mentali. Nondimeno la dottrina che ancora indegnamente custodisce è, nel suo fondo, sacrosanta, nonostante i tentativi di molti sottuomini di farne strame.

– Che ne pensi della gnosi?

– L’unica via di liberazione, come del resto disse il Maestro: “Conoscerete la verità e la verità vi renderà liberi”.

– Che ne pensi di quelli che manifestano o protestano per la pace nel mondo?

– Che sguazzano in pantani di nescienza: questo mondo è un campo di battaglia fin dalla sua fondazione, dal punto di vista esterno e da quello interiore, che del primo è la vera causa.

– Che ne pensi dei social network?

– Un subdolo mezzo di coercizione e di nullificazione ideato nei recessi della sinagoga di Satana.

– Non pensi che la bontà di un qualunque mezzo dipenda dal modo in cui lo si usi?

– La capacità di dominare qualcosa all’esterno è pari a zero da parte di chi non sappia dominare se stesso.

– Che ne pensi delle neuroscienze?

– Una disciplina puramente quantitativa che, come tutte le scienze di questo tipo, grattando dal suo punto di vista solo la superficie delle cose, finisce con il fondarsi su dogmi pseudoreligiosi elaborati da atei e da semidementi istituzionalizzati che si prendono molto sul serio.

– Che ne pensi della non dualità?

– La vetta delle vie spirituali.

– Che ne pensi di Giorgia Meloni?

– Una carciofara meno stupida della media che, come tutti i burattini politici, è destinata a un post mortem coi fiocchi.

– Che ne pensi degli alieni?

– Esiste solo un alieno, ed è quello che Paolo il tarsiota chiamava “uomo interiore”.

– Che ne pensi degli ufo?

– Velivoli militari o manifestazioni di esseri sottili non benevoli decodificate dalla coscienza larvale di chi le vede attraverso il filtro dell’inventario percettivo condiviso dall’attuale sottumanità.

– Che ne pensi degli arconti?

– Famelici divoratori che apparentemente occupano il vertice della piramide alimentare nutrendosi di una sottumanità di paśu.

– Perché apparentemente?

– Perché al vertice c’è l’Unico divoratore.

– Che ne pensi dell’arte?

– Che ha senso purché sia un atto contemplativo che dissolva, per l’artista come per il fruitore, lo scarto tra soggetto e oggetto. Al di fuori di tale possibilità oggi utopistica è, a seconda dei casi, un futile passatempo, una parodia, il modo col quale degli insetti guardandosi in una pozzanghera fangosa si scambiano per dei leoni, un gioco di società, un’astuta frode, un mercimonio.

– Che ne pensi delle banche?

– Un sistema usuraio escogitato nei recessi della sinagoga di Satana che può essere ammesso solo in seno a una civiltà marcescente e suppurante afflitta da devastanti ritardi cognitivi. Una civiltà sana giustizierebbe sulla pubblica piazza chiunque s’azzardi a pensare di guadagnare foss’anche un’inezia dal denaro.

– Che ne pensi del darwinismo?

– Uno degli insulsi dogmi pseudoreligiosi di cui sopra ficcato a forza, da generazioni, nelle scatolette craniche di milioni di sottuomini fin dalla tenera età per scopi, in ultima battuta, antispirituali.

– Che ne pensi degli attuali teologi?

– Usurpatori di un titolo con il quale non hanno nulla a che fare neanche di sguincio, squallidi elucubratori di cose che non sanno, letteralisti da due spicci, indegni sottuomini.

– Che ne pensi degli attuali filosofi?

– Che non sono filosofi, almeno non nel significato etimologico che allude all’azione di chi si metta sulle tracce della sapienza spogliandosi di se stesso (non si dà sapienza senza spoliazione); sono piuttosto dei rimasticatori, dei replicanti, dei copiaincollatori, dei futili produttori di filosofumo, delle parodie d’uomini.

– Come pensi di conciliare l’insegnamento non duale con il concetto del mondo come formicaio brulicante di sottuomini furiosamente dediti alla porneia e all’abiezione a ogni costo?

– In nessun modo.

– Che ne pensi del senso dell’esistenza umana?

– Qualora non venga intesa come un’ardente guerra di liberazione sub specie interioritatis è la più brutale delle illusioni destinata a dissolversi come ghiaccio al sole.

INTERVISTA A VALERIO RAIMONDI
INTERVISTA A VALERIO RAIMONDI

I TEMPLARI DEL FUTURO

di Mike Plato

Certe volte mi accade di dimenticare certi sogni CHIAVE….

Uno di questi mi vedeva genuflesso in preghiera in una cattedrale. Ero assorto, finchè non si avvicina a me un omone gigantesco, di 3 mt almeno, vestito da prete ortodosso. Strafottendosene del mio stato di concentrazione e evozione, il gigante si siede accanto a me e con un fare che definire arrogante è poco, mi dice perentorio:

VOI TEMPLARI SIETE CARNE MORTA…..

Gli rispondo come se sapessi: VE LA FAREMO VEDERE NOI, FRA POCO, CHI è CARNE MORTA….

Ora, a parte diversi elementi importanti, il sogno dice anche una cosa…..CI SONO SEMPRE LORO DIETRO QUESTI STERMINI DEI FIGLI DI DIO. IL GIGANTE, ovvero l’Arconte, in pratica ha ammesso che il TEMPIO fu distrutto in primo luogo dalle Potenze, come è scritto di Gesù:

1Corinzi 2,8 Nessuno degli Arconti di questo cosmo di questo ha potuto conoscere la sapienza divina; se l’avessero conosciuta, non avrebbero crocifisso il Signore della gloria.

E lo stesso fecero col Tempio, usando i loro squallidi pupazzi umani

I TEMPLARI DEL FUTURO
I TEMPLARI DEL FUTURO

INCARNARE LA TRADIZIONE PRIMORDIALE

di Vincenzo Di Maio

Dobbiamo incarnare la Tradizione Primordiale uscendo dalla prospettiva dicotomica di destra e sinistra, una prospettiva fallace che dobbiamo sostituire con una prospettiva pluralista in cui qualsiasi movimento politico, metafisico e spirituale converge verso lo stesso alveo confermando la sua predisposizione alla Tradizione Primordiale, ovvero tutto ciò che va nella direzione della salvaguardia della tradizione letteraria, civile, militare, religiosa e spirituale, un’impostazione antropologica in cui le tradizioni culturali delle nazioni del mondo sono fondamentali per la tutela dell’etnodiversità dei popoli del mondo, in qualità di naturale opposizione al conduzionismo della subcultura woke, al colonialismo del globalismo sionista e al capitalismo dell’alta finanza che guida e spinge l’egemonia dell’Occidente verso il resto del mondo.

Quindi se una certa sinistra si batte per la liberazione della Palestina e per i diritti delle minoranze religiose, se un certo centro si batte per la cristianità nel mondo e per una concreta democrazia delle nazioni e se una certa destra si batte per la tutela dell’integrità nazionale e per la remigrazione delle invasioni di massa, dobbiamo sostenere contemporaneamente tutte queste istanze dal basso affinché emerga un nuovo parlamentarismo parallelo a quello vigente, un nuovo pluralismo politico valoriale fondato sull’amore per l’integrità etica, morale e spirituale di tutte le nazioni del mondo, delle nazioni che contemporaneamente emergono verso l’alto come fiori di primavera.

Così in Italia quindi, dobbiamo prima di tutto sentirci italiani e mettere insieme tutta la galassia extraparlamentare italiana che in modo trasversale si riconosce nell’odio verso questi carnefici nel mondo e del loro monopolarismo liberale, liberista e libertario, che di libero nulla possiedono se non la libertà di continuare a generare vittime umane, animali e naturali in tutto il pianeta.

Incarnare la Tradizione Primordiale quindi significa porsi nella prospettiva di Dio Altissimo che fa delle differenze, del discrimine e della diversità una ricchezza funzionale alla realizzazione del disegno divino.

Svegliamoci!

INCARNARE LA TRADIZIONE PRIMORDIALE
INCARNARE LA TRADIZIONE PRIMORDIALE

UNA VIA ITALIANA CONTRO L’AMERICANIZZAZIONE DEL MONDO

di Matteo Brandi
Presidente Pro Italia

La Meloni dice che gli USA e l’Italia sono le colonne del mondo libero.

Io non vedo negli Stati Uniti alcun tipo di pilastro culturale, simbolico o storico da preservare. La globalizzazione, che qualunque patriota dovrebbe combattere, non è stata altro che un’opera di americanizzazione del mondo.

Città alienanti, poltiglie multiculturali, sciatto consumismo… Per non parlare dell’ultima ondata di spazzatura woke. Tutta roba uscita fuori dal cilindro dello Zio Sam, in cui sono confluiti il peggio della destra finanziaria e il peggio della sinistra post-marxista, unita a un neopuritanesimo anglosassone insopportabile.

Una robaccia che ha travolto civiltà millenarie.

L’Italia ha tutto il bagaglio storico e identitario per cercare la propria strada, illuminando, ancora una volta, il resto del globo con una visone potente. E propria.

Non lo Stato minimo, né lo Stato onnipresente. Non il capitalismo yankee, né il collettivismo orientale. Non il mercantilismo tedesco, né la teocrazia islamica.

Una via italiana. Il pilastro siamo noi.

UNA VIA ITALIANA CONTRO L'AMERICANIZZAZIONE DEL MONDO
UNA VIA ITALIANA CONTRO L’AMERICANIZZAZIONE DEL MONDO

METTERE INSIEME DELLE PARTI

di Chiara Rovigatti

La Merkavah è il Carro di Luce, il Corpo Plasmatico che ha letteralmente bruciato quello carneo e le sue facoltà sia fisiche che del basso animico della Nephesh (anima carnale), permettendo quindi la liberazione della Neshamah-Anima Spirituale: cioè la Scintilla Adamica ante-Caduta di cui Yeshua, diventando Cristo dopo il Sacrificio, ha lasciato testimonianza sul telo sindonico.

Orbene, il termine Merkavah deriva da una radice che significa anche “mettere insieme delle parti”: e di quali parti si tratta di ricomporre? Quelle dell’Adamo primigenio e androgino del 6° giorno di emanazione divina separatesi dopo la grande disubbidienza e pretesa di essere come Dio Padre.

E questo dovrebbe dar da pensare a chi sostiene ancora la pretesa di essere Dio: eh sì, perchè è chiaro cosa Dio pensi di loro vista la reazione che ha avuto con il nostro illustre progenitore causa delle nostre disgrazie umane…

La Scintilla nei pochi è quella parte della Merkavah, Scintilla a cui si può accedere se si elimina la sporcizia della Nephesh: altrimenti si rimane pezzi meccanici sciolti con impossibilità di ri-unione e ri-torno.

METTERE INSIEME DELLE PARTI
METTERE INSIEME DELLE PARTI

FONDAMENTI DI ANTROPOLOGIA ISLAMICA

‎”CHI CONOSCE SE STESSO CONOSCE IL SUO SIGNORE” (PROFETA MUHAMMAD)‎

‎ SIAMO STATI CREATI “UOMO” O “DONNA”….OSSIA?

Secondo il Corano, uomo e donna condividono la stessa “natura originaria” (fiṭra), plasmata da ‎Dio:‎

‎«O uomini, in verità vi abbiamo creati da un maschio e da una femmina…» (Cor. 49:13)‎

‎«E di tutto abbiamo creato le coppie, affinché possiate riflettere.» (Cor. 51:49)‎

Dunque non esiste una gerarchia ontologica tra i sessi.‎

La differenza è funzionale e simbolica, non di valore spirituale. Come spiegano molti sufi (Ibn ‎ʿArabī, Rūmī, ʿAbd al-Karīm al-Jīlī), la polarità maschile-femminile è una manifestazione cosmica ‎della dualità creatrice — jalāl (maestà) e jamāl (bellezza), qahr (forza) e raḥma (misericordia).

L’UOMO

a)‎ Costituzione psicofisica

L’uomo, nel simbolismo islamico, incarna:‎

• il principio attivo e formativo (fāʿil),‎

• la forza direttiva, la salvaguardia dell’ordine,‎

• la manifestazione di jalāl (maestà) e ḥikma (sapienza).‎

Il Corano lo presenta come responsabile (qawwām) — non nel senso di dominio, ma di custodia e ‎servizio:‎

‎«Gli uomini sono qawwāmūn (custodi, sostenitori) delle donne…» (Cor. 4:34)‎

L’esegesi classica (Tabarī, Zamakhsharī) sottolinea che ciò implica protezione, mantenimento, ‎responsabilità morale, non superiorità spirituale.‎

b) Psicologia spirituale

• Centro nell’intelletto illuminato (ʿaql), strumento di discernimento (furqān).‎

• Via dell’azione e della giustizia (ʿadl), ma anche della sottomissione consapevole (islām).‎

• Tendenza alla trascendenza: tende a proiettarsi “verso l’alto”, come il principio del cielo; la ‎donna rappresenta invece la terra fertile.

LA DONNA

a)‎ Costituzione psicofisica

Nei tafsīr e nelle opere sapienziali (al-Ghazālī, Rāzī, Suhrawardī), la donna è descritta come:‎

• più ricettiva (qābila), intuitiva e legata al mondo del cuore (qalb);‎

• portatrice del principio della raḥma (misericordia divina), poiché nel suo corpo e nel suo ‎spirito è contenuto il mistero della generazione;‎

• incline alla cura e all’interiorità, alla relazione più che alla conquista.‎

Nell’ottica sufi, la donna incarna il volto della Bellezza divina (jamāl Allāh).‎

Ibn ʿArabī dice nel Fuṣūṣ al-ḥikam:‎

‎«L’essere più perfetto attraverso cui Dio si manifesta è la donna, poiché ella è la forma della ‎misericordia e della creazione.»‎

b)‎ Psicologia spirituale

• Centro nel cuore: la via della donna verso Dio passa più spesso attraverso maḥabba ‎‎(amore) e shukr (gratitudine).‎

• Funzione alchemica: trasforma la vita quotidiana in atto sacro (la maternità, l’ospitalità, ‎l’ascolto).‎

• Tendenza all’unità: la donna tende a ‎ricomporre, armonizzare.

RELAZIONE SIMBOLICA TRA UOMO E DONNA

Nell’Islam uomo e donna non sono opposti ma specchi reciproci del divino:‎

• L’uomo senza la donna è sterile nell’anima.‎

• La donna senza l’uomo è potenza non attualizzata.‎

Solo nell’unione armoniosa dei due principi si manifesta la tawḥīd (unità divina) anche a ‎livello umano.‎

Rūmī scrive:‎

‎«La donna è un raggio della luce divina, non soltanto l’amata terrena. In lei si riflette il Creatore, non la creatura.»

FONDAMENTI DI ANTROPOLOGIA ISLAMICA
FONDAMENTI DI ANTROPOLOGIA ISLAMICA

IL GIORNALE ITALIANO “LA REPUBBLICA” ALL’ATTACCO

di Alexander Dugin

La Repubblica, quotidiano della Fortezza Globalista in lingua italiana ha deciso di entrare nella terza ed ultima fase della “guerra culturale”. Abbandonate le prime due fasi, asimmetriche, fondate sulla necessità di silenziare e demonizzare il pensiero del “nemico” della Società Aperta, il quotidiano La Repubblica ha deciso di entrare nella linea rossa, ovvero nella terza ed ultima fase della guerra culturale. Una fase in questo caso simmetrica.

Nasce e prende forma dunque la volontà di contaminare e sabotare l’ortodossia del pensiero del Prof. Dugin.

A prescindere dalle inevitabili imperfezioni del giornalista .

A prescindere dalla inadeguata associazione del “filosofo più pericoloso del mondo” con il signor Bannon.

A prescindere dalla superficialità, congenita, nel trattare argomenti di così grande profondità.

E’ dunque partito il segnale dalla “fortezza globalista” di avvelenare il pozzo delle Idee.

Come ?

La Quarta Teoria Politica, la Teoria del Mondo Multipolare ed il Soggetto Radicale, tre autentici pilastri di un nuovo mondo, devono essere oggetto di stravolgimento e dissociazione.

IL GIORNALE ITALIANO "LA REPUBBLICA" ALL'ATTACCO
IL GIORNALE ITALIANO “LA REPUBBLICA” ALL’ATTACCO