La parola nirvāṇa venne usata dal Buddha per indicare l’estinzione finale, il raggiungimento della bodhi, ma non ne spiegò mai l’etimologia. Fu così che le scuole dei monaci della prima comunità si cimentarono nell’esegesi del termine tramandato oralmente dal Buddha e mai messo per iscritto.
Tra questi Buddhagośa (Viśuddhimārga) ne cita alcuni:
1) niḥ-vāṇa, dalla radice vā-soffiare, intende l’estinzione del o con un soffio della brama (tṛṣṇā), e questo è il più usato e conosciuto dalle scuole monastiche;
2) niḥ-vāna, ove vāna è tessuto, ergo districato, sciolto, risolto;
3) niḥ-vana, ove vāna è brama, ergo senza desiderio;
4) niḥ-vāṇa, ove per vāṇa si intende il suono. Vāṇī nei Veda è Sarasvatī, la Dea della parola creatrice (Vāc), ergo “senza suono” come un gong che non riverbera più in risonanza con le dinamiche del mondo (lasciando tra le righe una sottile frecciatina ai Veda ed al mondo dei Brāhmaṇa).
5) niḥ-bhaṇa, che per errori di trascrizione dal parlato del Buddha è “senza parole”, ब ba e व va sono simili e facilmente intercambiabili nelle trascrizioni emanuensi e da qui lo scambio con l’aspirata भ bha della radice bhaṇ-parlare.
Il termine dunque si presta a molteplici interpretazioni, tutte legate al concetto di estinzione. Quella che io amo di più è proprio “senza parole”, solo quando non hai voglia di dire altro sei nello stato di estinzione. Ebbene, ci arriveremo al quel nirvāṇa che è silenzio…
Il battesimo, nella tradizione cristiana, non è un “marchio”, né un’imposizione magica: è un rito di ingresso nella comunità, paragonabile ai riti di passaggio presenti in moltissime culture. In altre tradizioni lo stesso ruolo è svolto dalla circoncisione o da altri segni identitari: cambia il gesto, non il significato antropologico.
Si fa ai bambini perché nella visione cristiana l’appartenenza alla comunità precede la scelta razionale: si è accolti prima di poter scegliere. La libertà arriva dopo, quando l’individuo diventa adulto e decide cosa fare della tradizione ricevuta: confermarla, rielaborarla o lasciarla.
Quanto allo sbattezzo, non è un rito, ma una procedura amministrativa: si esercita il proprio diritto alla privacy chiedendo che nei registri parrocchiali sia annotata la volontà di non appartenere più alla Chiesa cattolica. È gratuito, non cancella il sacramento (che per la teologia resta un fatto storico, non ripetibile), ma registra legalmente la scelta della persona.
In sintesi: ognuno creda pure ciò che vuole, ma quando si parla di pratiche altrui è bene farlo con informazioni corrette. Altrimenti non si discute: si crea solo rumore.
Videoconferenza del canale YouTube PROGETTO RAZZIA, trasmessa online in diretta live streaming il giorno 16 Novembre 2025.
In questa nuova chiacchierata con Andrea Forti – storico ed esperto di storia del socialismo, già ospite più volte del canale – analizziamo la nascita del socialismo cinese, le sue radici nella lotta di liberazione nazionale, la gestione delle classi da parte del Partito, e la singolare miscela tra Stato, mercato, disciplina e sviluppo.
Partendo da autori come J. Gregor, che provocatoriamente sostengono che “la Cina è fascista, non socialista”, ci chiediamo: quanto c’è di marxismo e quanto di pragmatismo nazionale nel modello cinese? la convivenza diretta fra Partito rivoluzionario, capitalismo di Stato e identità nazionale è un unicum storico? esiste una forma di “socialismo di civilizzazione” che supera la dicotomia destra/sinistra? la Cina è un modello politico che somiglia più a ciò che il socialismo voleva essere… o a ciò che il fascismo voleva diventare? O, semplicemente, è irriducibile ai concetti ideologici occidentali?
Una riflessione senza slogan, ma con il gusto di andare a fondo nelle categorie politiche e di disturbare qualche ortodossia.
IL MODELLO CINESE: SOCIALISMO O MERCATO O FASCISMO?
Mentre aumentano i timori che gli attacchi degli Stati Uniti contro i cosiddetti “narcoterroristi” nei Caraibi possano degenerare in una guerra su vasta scala con il Venezuela, i produttori di armi sono ben posizionati per trarre vantaggio dall’inedito rafforzamento militare degli Stati Uniti nella regione, mai visto su tale scala da decenni e che continua ininterrottamente.
Attualmente, importanti navi militari come i cacciatorpediniere lanciamissili dotati del sistema di comando e controllo delle armi da combattimento Aegis (tra cui la USS Gravely , la USS Jason Dunham e la USS Stockdale ) , l’incrociatore lanciamissili USS Gettysburg e la nave da combattimento litoranea USS Wichita sono schierate nei Caraibi. È presente anche la USS Newport News (SSN-750), un sottomarino d’attacco a propulsione nucleare in grado di lanciare missili Tomahawk.
Inoltre, l’arrivo martedì del gruppo d’attacco della portaerei Gerald S. Ford, la più nuova e tecnologicamente avanzata portaerei della Marina con scorte (USS Bainbridge, USS Mahan e USS Winston Churchill), porterà altri 4.000 militari nel teatro operativo, oltre ai circa 10.000 già presenti.
Washington sta inoltre esaminando i siti in cui inviare ulteriori risorse militari e sta realizzando nuove costruzioni presso la sua ex base navale a Porto Rico, il che suggerisce quella che gli esperti temono potrebbe essere un’operazione più ampia e duratura nella regione.
Se c’è qualcuno che trae vantaggio da tutto questo, è proprio l’industria delle armi.
In effetti, molti dei sistemi d’arma e delle navi coinvolte nel potenziamento hanno prezzi elevati. I cacciatorpediniere classe Arleigh-Burke costano circa 2,5 miliardi di dollari ciascuno solo per l’acquisto. L’ aereo da combattimento AC-130J Ghostrider costa la sbalorditiva cifra di 165 milioni di dollari a unità ; il P-8 Poseidon circa 83 milioni di dollari a unità , e l’ hovercraft Landing Craft Air Cushion (LCAC), di cui sono equipaggiate alcune navi da guerra , costa circa 90 milioni di dollari ciascuno.
Sebbene i contratti di fornitura pertinenti per i sistemi implementati siano già stati stipulati, gli appaltatori possono trarre vantaggio dai costi di manutenzione e dai servizi di follow-up in mare, poiché i costi di mantenimento rappresentano circa il 70% del costo del loro ciclo di vita.
A tal fine, l’appaltatore General Atomics ne ha rapidamente beneficiato, aggiudicandosi un contratto da 14,1 miliardi di dollari per supportare l’approvvigionamento e la manutenzione dei suoi sistemi MQ-9 Reaper a metà settembre, subito dopo l’inizio della campagna statunitense contro i presunti trafficanti di droga nella regione, all’inizio di quel mese . I droni a pilotaggio remoto MQ-9 Reaper Systems, noti per le loro capacità di attacco e ricognizione, sono stati avvistati nei Caraibi, dove hanno effettuato la maggior parte degli attacchi contro le imbarcazioni.
Stephen Semler, giornalista e co-fondatore del Security Policy Reform Institute, ha dichiarato a RS che i cinque “prime” della difesa, tra cui Lockheed Martin, Boeing e RTX (ex Raytheon), sono quelli che ne trarranno i maggiori benefici. Sebbene questo gruppo d’élite sia stato recentemente messo in discussione dalle startup tecnologiche della Silicon Valley nel settore della difesa , i prime ricevono già circa un terzo di tutti i contratti per armi militari esistenti.
I prodotti Lockheed Martin sono particolarmente ben rappresentati nell’attuale rafforzamento militare. L’azienda è l’appaltatore principale del caccia F-35, un’icona nella regione, così come dell’AC -130J Ghostrider, anch’esso operativo nella stessa regione. Lockheed Martin produce anche i sistemi di combattimento Aegis delle navi da guerra , per i quali l’azienda ha ricevuto un contratto da 3,1 miliardi di dollari per il supporto quest’estate. È anche uno dei principali produttori dei missili Hellfire, probabilmente utilizzati negli attacchi in corso.
Alla fine di ottobre, Lockheed ha anche annunciato un investimento di 50 milioni di dollari in Saildrone, che da febbraio gestisce veicoli di superficie senza pilota nei Caraibi per la sorveglianza antidroga .
Per quanto riguarda le munizioni, molte delle navi presenti nei Caraibi – in particolare le navi di classe Arleigh-Burke, la USS Lake Erie e la USS Newport News – possono lanciare missili Tomahawk e si stima che ne trasportino 115. I cacciatorpediniere che scortano il gruppo di portaerei Gerald Ford ne trasportano circa 70 in più . I missili, che il Pentagono ha acquistato a un prezzo medio di 1,3 milioni di dollari , potrebbero diventare una facile fonte di guadagno per il suo produttore – RTX – se e quando l’esercito avrà bisogno di rifornirsi. La Marina ne vuole già di più, autorizzando l’acquisto di 837 Maritime Strike Tomahawk prodotti da RTX , che sono stati potenziati con capacità di rilevamento ed elaborazione aggiuntive, all’inizio del mese scorso.
“Oltre ai beneficiari immediati, l’intera industria bellica trarrà profitto dall’aumento e dalla prospettiva della guerra”, ha dichiarato Semler a RS. “Gli sforzi di lobbying saranno incentrati sulla prospettiva di una guerra con il Venezuela, con l’effetto combinato di far lievitare il bilancio del Pentagono, premiando così tutti gli appaltatori militari”.
Il “reddito di base per gli artisti” (Basic Income for the Arts – BIA) è un programma sperimentale irlandese che fornisce un reddito settimanale fisso di 325 euro (circa 1.300 al mese) a un gruppo selezionato di artisti e lavoratori creativi, con l’obiettivo di stabilizzare la loro condizione economica. L’Irlanda ha deciso di rendere permanente la misura dal 2026 dopo un progetto pilota di successo, e l’iniziativa mira a ridurre la precarietà del settore creativo, permettendo agli artisti di concentrarsi sul loro lavoro.
Dettagli chiave del programma irlandese
Sostegno economico: 325 euro alla settimana, erogati senza vincoli specifici sul tipo di lavoro, a condizione che si dimostri di essere un artista o lavoratore della cultura.
Obiettivo: Ridurre la precarietà economica del settore creativo, che spesso costringe gli artisti ad accettare altri lavori per sopravvivere, a scapito della loro attività artistica.
Risultati del pilota: Il progetto pilota ha coinvolto 2.000 artisti. Secondo un rapporto, il programma, costato circa 72 milioni di euro, ha generato un beneficio economico per l’Irlanda di circa 80 milioni di euro, indicando un impatto positivo sull’economia.
Durata: È iniziato come progetto pilota triennale nel 2022 e, a partire dal 2026, diventerà una politica permanente in Irlanda.
Selezione: I beneficiari sono stati selezionati attraverso un processo che ha visto la ricezione di oltre 9.000 domande, di cui circa 8.000 ammissibili, per poi scegliere casualmente i 2.000 partecipanti.
Il New York Times – che ha visionato una serie di documenti strategici interni di Amazon – ha rivelato che l’azienda prevede di sostituire 160.000 posti di lavoro entro il 2025, con l’obiettivo di ridurre di circa 30 centesimi i costi di lavorazione e spedizione per ogni prodotto venduto.
Ciò riguarderà soprattutto i magazzini e le strutture per le spedizioni rapide, dove l’obbiettivo è di automatizzare il 75% delle operazioni.
Già da alcuni anni l’azienda opera verso una riduzione sistematica del personale. Nel 2023 – dopo l’aumento delle assunzioni dovuto al picco di domanda durante la pandemia – Amazon aveva tagliato 27.000 posti di lavoro. Nel 2024 i dirigenti avevano dichiarato al Consiglio di Amministrazione l’obbiettivo di ridurre ulteriormente il numero di lavoratori, puntando a evitare 600.000 nuove assunzioni – raddoppiando al contempo le vendite – entro il 2033.
Al posto dei lavoratori umani, il colosso dell’e-commerce intende introdurre sistemi robotici e di Intelligenza Artificiale. «Man mano che lanceremo più applicazioni di IA generativa e più agenti, cambierà il nostro modo di lavorare» e «ci aspettiamo che ciò riduca la nostra forza lavoro aziendale complessiva, man mano che otterremo guadagni di efficienza dall’uso estensivo dell’IA in tutta l’azienda», ha scritto sul blog aziendale il CEO di Amazon.
Tra le più recenti innovazioni Amazon ha introdotto Blue Jay, un sistema robotico che assisterà gli operatori dei magazzini nelle attività di spostamento e sollevamento e testerà durante il periodo natalizio Project Eluna, un modello di IA capace di svolgere analisi complesse e suggerire azioni appropriate ai manager dei centri logistici.
Proprio in questi giorni la Vice-Presidente Senior per l’area «People Experience and Technology» sul blog aziendale ha annunciato una nuova riduzione del personale di 14.000 ruoli.
«Questa generazione di Intelligenza Artificiale rappresenta la tecnologia più trasformativa dai tempi di Internet e sta consentendo alle aziende di innovare molto più velocemente che mai. […] Siamo convinti della necessità di un’organizzazione più snella, con meno livelli gerarchici e maggiore senso di proprietà, per poter muoverci il più rapidamente possibile a beneficio dei nostri clienti e del nostro business», ha spiegato la Vice-Presidente.
Nell’era della Rivoluzione Digitale alcune grandi aziende mirano a sfruttare le potenzialità della tecnologia per rendere più efficiente la produzione e aumentare i profitti, trovando più conveniente sostituire gli Umani con le macchine.
Con il progresso tecnologico il nostro lavoro sarà sempre più affiancato da robot automatizzati e dall’assistenza dell’Intelligenza Artificiale, ma ciò non deve avvenire a scapito dei lavoratori.
Le autorità politiche hanno il compito di ricordare alle imprese che svolgono una funzione sociale che non può essere subordinata agli interessi economici dei soli proprietari e investitori privati.
Gli extra-profitti derivanti dall’automazione devono essere redistribuiti e si deve finanziare la formazione e il reinserimento nel mercato dei lavoratori che hanno perso il lavoro.
“Devo accostarmi all’anima mia come uno stanco viandante, che nulla ha cercato nel mondo al di fuori di lei. devo imparare che dietro ogni cosa da ultimo c’è l’anima mia, e se viaggio per il mondo ciò accade in fondo per trovare la mia anima. Perfino le persone più care non sono la meta e il fine della ricerca d’amore, ma simboli della nostra anima”.
C.G.Jung, Libro Rosso, Liber primus, Anima e Dio, p.233.
Voi siete figli del ventesimo secolo, e il ventesimo secolo è – così pare – quello del progresso. Del progresso tecnico, sì; è vero, in questo campo gli esseri umani hanno compiuto prodigi. Ma che cos’è il progresso tecnico? Una vittoria sulla materia fisica. Allora cosa fanno gli esseri umani? Soddisfatti e fieri di essere riusciti a costruire apparecchi e prodotti d’ogni genere che facilitano loro la vita, non si rendono conto che li utilizzano per alimentare la propria natura inferiore: soddisfare l’egoismo, la pigrizia, la sensualità e l’aggressività. Ebbene, questo non è progresso, ma regressione. Provate ad analizzarvi, osservate come utilizzate tutto ciò che il progresso tecnico ha messo a vostra disposizione, e scoprirete che raramente, molto raramente è per la vostra evoluzione spirituale e per il bene degli altri. Perché? Perché per poter utilizzare beneficamente tutte le ricchezze che la materia fisica ci dà, è necessario aver prima lavorato sulla materia psichica. Il progresso tecnico sarà un vero progresso solo se l’essere umano lo accompagna con uno sforzo nella direzione della spiritualità.*
Omraam Mikhaël Aïvanhov
PROGRESSO TECNICO: ACCOMPAGNARLO CON UNO SFORZO IN DIREZIONE DELLA SPIRITUALITA’
Cosa succederebbe se in un solo istante l’intera rete Internet scomparisse?
Salute e benessere
Senza l’accesso alla rete la telemedicina e l’accesso alle informazioni sanitarie online non sarebbero più disponibili. Le persone con problemi di salute avrebbero difficoltà a ricevere cure adeguate.
La sorveglianza e il controllo delle malattie infettive, che dipendono da sistemi di comunicazione e dati online, sarebbero compromessi. L’utilizzo di tecnologie mediche che richiedono il collegamento alla rete sarebbe inutile.
Governo e politica
La disinformazione e la mancanza di comunicazione potrebbero portare a disordini sociali e instabilità politica. I governi avrebbero difficoltà a comunicare con i cittadini e a mantenere l’ordine pubblico.
I sistemi di governo online e l’accesso a informazioni digitali verrebbero meno, rallentando drasticamente i processi burocratici e l’erogazione di servizi ai cittadini.
In definitiva, la sopravvivenza di internet dipende da una serie di fattori, tra cui la preparazione alle minacce, la resilienza delle infrastrutture e la collaborazione globale. La consapevolezza dei rischi e la pianificazione di adeguate misure di mitigazione sono fondamentali per proteggere internet e garantirne la continua accessibilità. Ma è necessario non abbassare la guardia e investire su sviluppo e sistemi di sicurezza sempre più efficaci, che sappiano prevedere possibili situazioni di crisi.
Ma per sollevarsi al mondo degli dei, vi è un mezzo più sicuro e più pronto di quello della teurgia cerimoniale; il metodo cioè dello sviluppo spirituale. I sensi spirituali sono pei sentimenti morali ciò che le facoltà intellettive sono per le sensazioni fisiche. Lo sviluppo dei sensi spirituali conduce all’ illuminismo più puro, alla Yoga più santa; fra i metodi che ne sono stati dati, noi dobbiamo citare in primo luogo: L’Imitazione di Gesù Cristo la Bhagavat Gità e la Luce sul sentiero; poi gli Esercizi Spirituali di S. Ignazio di Loyola, di esposizione efficacissima, ma di uno spirito troppo esclusivo e di un simbolismo troppo ristretto; le opere di Giacobbe Boehme e quelle di Swedenborg, nelle quali un ricercatore potrà trovare utili indicazioni; finalmente l’Introduzione alla vita devota» di S. Francesco di Sales che, sotto apparenza di devozione e piccole pratiche familiari, contiene eccellenti insegnamenti. Queste opere basteranno al discepolo per apprendere a non cercare fuori di sè stesso il segreto dei segreti; quando conoscerà la porta da dove comincia la strada che conduce alla perfezione, dipenderà da lui solo il picchiarvi, l’entrarvi e l’avvicinarsi alla conquista della Corona eterna.
Giuliano Kremmerz
“Hanno la bocca e non parlano. Hanno gli occhi e non veggono. Hanno le orecchie e non sentono. Hanno le mani e non toccano. Hanno i piedi e non camminano”.