“Quando l’immaginazione attiva è occupata nelle pratiche spirituali e si applica meditando alle scienze divine, essa è, allora, “Albero benedetto” (Corano, 24, 35), ove i rami sono altrettante specie di pensieri e su questi il frutto: luce di certezza. […]
D’altra parte, quando l’Immaginazione attiva [la phantasis], si esercita su quel ch’è oggetto di percezione sensibile, andando senza sosta da un capo all’altro dell’illusorio … essa è, allora, “albero maledetto” (17:60)
Suhrawardi, “L’Arcangelo Purpureo”, Milano 1990, pagg. 85-87
“Dunque, come figlio di Poro e di Penia, ad Amore è capitato questo destino: innanzitutto è sempre povero, ed è molto lontano dall’essere delicato e bello, come pensano in molti, ma anzi è duro, squallido, scalzo, peregrino, uso a dormire nudo e frusto per terra, sulle soglie delle case e per le strade, le notti all’addiaccio; perché conforme alla natura della madre, ha sempre la miseria in casa.
Ma da parte del padre è insidiatore dei belli e dei nobili, coraggioso, audace e risoluto, cacciatore tremendo, sempre a escogitar machiavelli d’ogni tipo e curiosissimo di intendere, ricco di trappole, intento tutta la vita a filosofare, e terribile ciurmatore, stregone e sofista.
E sortí una natura né immortale né mortale, ma a [e] volte, se gli va dritta, fiorisce e vive nello stesso giorno, a volte invece muore e poi risuscita, grazie alla natura del padre; ciò che acquista sempre gli scorre via dalle mani, cosí che Amore non è mai né povero né ricco.”
Sull’onore non ci si mette a sofisticare — farlo, significa già essere privo di onore. Perdere l’onore vuol dire non esistere più per la vita, per il tempo, per la storia.
L’onore della casta, della famiglia, dell’uomo e della donna, della nazione e della patria, l’onore del contadino, del soldato e perfino del bandito, l’onore in genere significa che la vita in una data persona ha un valore, ha un rango storico, ha distanza, ha nobiltà. Esso appartiene al tempo legato ad una direzione.
Aver dell’onore come senso innato è sinonimo di aver razza. L’opposto è costituito dalle nature da Tersite, dalle anime di fango, dalla plebe: «Calpestami, ma lasciami vivere».
Tollerare una offesa, dimenticare una sconfitta, piagnucolare dinanzi al nemico — tutto ciò è segno di una vita divenuta inutile e priva di valore.
• tratto da «Il tramonto dell’Occidente» di Oswald Spengler, edito da Longanesi, traduzione di Julius Evola
“Tutte le nazioni sono chiamate a compiere la Volontà di Dio. Ogni nazione nel Mondo Invisibile ha la propria leadership; finché le nazioni saranno fedeli a questa guida, tutto sarà ben organizzato. L’umanità deve prepararsi per le grandi prove che stanno arrivando. Perché ora è la fine del secolo.
Le grandi sofferenze sono le doglie del parto della madre. L’umanità è la madre che darà alla luce qualcosa di nuovo, una nuova coscienza.
Quando il bambino nascerà sarà facile, ma finché non nascerà la sofferenza sarà grande.”
ISHA è la componente astrale di ADAM e, nello stato di INGENUITA’ ORIGINARIA, è facile preda. Lo stesso schema si ripercuote per l’uomo in questa vita…Io e i miei fratelli non conoscevamo il male, e quei due imprenditori del milanese ci IRRETIRONO e SUGGESTIONARONO con le loro promesse di grandezza editoriale. Eravao polli, ingenui, non conoscevamo malizia. Quella esperienza di CADUTA ci ha reso molto piu forti e scaltri. Non ci siamo più fatti fregare da nessuno. Cristo fa un discorso sull’INGENUITA’:
LUCA 16:8 I figli di questo mondo, infatti, verso i loro pari sono più scaltri dei figli della luce.
Quello schema nell’INTERMEDIO si è ripercosso nel materico.
I figli della luce sono meno ARCONTICI (causa mescolanza) dei figli della tenebra … abbiamo un’ingenuità di fondo, riflesso dell’ingenuità originaria. Dico MENO ARCONTICI perchè comunque l’arconte è mescolato con LEI (anima- Isha).
Il perchè di tutto ciò è semplice:
NESSUNO CHE SIA NATO RICCO PUO’ COMPRENDERE IL VALORE DI CIO CHE HA, NON HA FATTO NULLA PER CONQUISTARSELO: ADAM NACQUE NELLA RICCHEZZA ONTOLOGICA (IMMORTALITA), E HA DOVUTO COMPRENDERE IL DONO FACENDO ESPERIENZA DI PRIVAZIONE:
ADAM NASCE ETERNO, ORA VIVE NELLA MORTE CONTINUA
Chiaramente, ora che non ha più eternita e ricchezza, SA QUANTO VALGONO E VI RIANELA.
“L’UOMO E DIO SONO NEMICI…SOLO LA SOTTOMISSIONE DEL PRIMO PUO’ DISTUGGERE L’INIMICIZIA”
questo mi insegnò il Pneuma
ovvio che se sono nemici ORA è perché l’uomo esteriore è progenie NAHASHICA, quindi c’è ODIO TRA LUCE e TENEBRA IN NOI, e inevitabile conflitto.
gli GNOSTICI non compresero questo aspetto della faccenda
e non so davvero come non ci siano mai giunti. Proprio per tal motivo, NON CAPENDO IL FINE ESSENZIALE DELLA CADUTA, si misero a demonizzare YHWH e a glorificare il SERPE. E proprio loro, cazzarola, che denunciavano l’inversione arcontica, ci incapparono mani e piedi.
ADAM fu concepito per SERVIRE. La gerarchia di destra è SERVIZIO e OBBEDIENZA AL LEADER SUPREMO. Gli Arconti non lo possono concepire, per loro SERVIRE è ESSERE SCHIAVI, non accettano di sottomettersi ad ELYON. Per cui quando si leggono simili sparate di cazzo, come quella immagine dell’orante scambiata per schiavo, STATE PUR CERTI CHE SONO I NEMICI A PARLARE ATTRAVERSO I FIGLI DI QUESTO MONDO
questi due sono alla fine UNO SOLO, come è mostrato qui…versetto illuminante
Luca 21,26 mentre gli uomini moriranno per la paura e per l’attesa di ciò che dovrà accadere sulla terra. Le potenze dei cieli infatti saranno sconvolte.
LO SCONVOLGIMENTO DELLE POTENZE SI RIFLETTE NELLA MENTE DEI FIGLI DI QUESTO MONDO, perché l’uomo carnale-esteriore è STIRPE ARCONTICA.
infatti, come mi fu detto E PER NOSTRA BUONA SORTE:
NON TUTTE LE ANIME SONO IN MANO ALLE TESTE DI CORVO
Videoconferenza del canale YouTube PROGETTO RAZZIA, trasmesso online in live streaming il 4 aprile 2024.
In occasione della recente pubblicazione della monumentale biografia di Julius Evola parleremo con l’autore della vita di questo straordinario filosofo. Evola, uomo dalle mille vite, pensatore prolifico ma anche uomo della propria epoca e forse, di mille altre epoche. Artista, filosofo, soldato, pensatore preso a modello da migliaia di persone: ripercorriamo la vita di un uomo poco considerato all’interno del mondo accademico e, allo stesso tempo, di una personalità più influenti del proprio tempo. Con Andrea Scarabelli, Giovedi 4 Aprile, ore 21 sul canale Youtube di Progetto Razzia.
Videoconferenza del canale YouTube PROGETTO RAZZIA, trasmesso online in live streaming il 29 gennaio 2022.
Oggi parliamo del paradigma creato da uno dei maggiori politologici viventi per comprendere il mondo delle Relazioni Internazionali: parliamo dello Scontro delle civiltà. Analizziamo e spieghiamo come l’autore argomenta le proprie tesi e, soprattutto perché l’uso medio che hanno fatto della formula “Scontro delle civiltà” gente come la Fallaci o i NeoCon occidentali era completamente sballato.
LO SCONTRO DELLE CIVILTA’ E IL NUOVO ORDINE MONDIALE
L’apparente moderazione dell’Iran di fronte all’aggressione israeliana non dovrebbe essere confusa con debolezza. Teheran esercita costantemente pressioni su Tel Aviv attraverso i propri metodi, preparando attentamente il terreno per lo smantellamento di Israele.
Di Shivan Mahendrarajah
Una strategia nella guerra asimmetrica è espressa dalla teoria della “rana bollente”:
La leggenda narra che una rana posta in una pentola poco profonda piena d’acqua riscaldata su un fornello rimarrà felicemente nella pentola d’acqua mentre la temperatura continua a salire, e non salterà fuori anche se l’acqua raggiunge lentamente il punto di ebollizione e uccide la rana. Il cambiamento di un grado di temperatura alla volta è così graduale che la rana non si accorge di essere bollita finché non è troppo tardi.
Sebbene la storia sia un apologo – una bella favola intesa a trasmettere una lezione significativa – è spesso invocata da militari[1] e geopolitici per descrivere il “lungo gioco” per raggiungere obiettivi strategici.
Oggi, sono l’Iran e i suoi alleati regionali che stanno utilizzando un approccio misurato per aumentare le temperature nell’Asia occidentale fino a far bollire a morte le “rane” statunitensi e israeliane. Strategia, disciplina e rara pazienza – l’antitesi del breve termine occidentale[2] – porteranno alla vittoria dell’Iran. Per citare i talebani[3]: “Gli americani hanno gli orologi, ma noi abbiamo il tempo”.
Il tempo ora è dalla parte del Corpo dei Guardiani della Rivoluzione Islamica iraniana e dei suoi alleati regionali. Due esempi collegati mostrano come i Pasdaran stanno calibrando le temperature come gli scienziati in un laboratorio.
La rana yankee
Dopo il lancio dell’operazione di resistenza Tempesta di al-Aqsa guidata da Hamas il 7 ottobre dello scorso anno, il presidente degli Stati Uniti Joe Biden ha schierato risorse della marina americana nel Golfo Persico e nel Mar Mediterraneo per “difendere” Israele.
Il 26 novembre, la USS Eisenhower e la sua scorta hanno navigato attraverso lo stretto di Hormuz, ancorando nel Golfo Persico sul lato dell’Arabia Saudita. Le forze navali dello Yemen allineate ad Ansarallah hanno inizialmente preso di mira le navi israeliane[4] e il porto di Eilat con i loro primi colpi il 19 ottobre. Ma dal 29 novembre, i loro attacchi si sono intensificati fino a includere navi dirette da o verso Eilat, indipendentemente dalla bandiera o dalla proprietà.
Questo schema è culminato nell’annuncio del Pentagono dell’”Operazione Prosperity Guardian”[5] il 18 dicembre, volta a salvaguardare gli interessi economici di Israele a spese del personale militare statunitense. Successivamente, la Eisenhower e la sua scorta navale si sono trasferite dal Golfo Persico al Mar Rosso e al Golfo di Aden, presumibilmente per “difendere” lo stato di occupazione.
Invece, il posizionamento delle risorse della Marina statunitense nel Mar Rosso e nel Golfo di Aden le ha rese esposte a potenziali attacchi da parte di armi iraniane o fornite dall’Iran, inclusi missili da crociera, missili balistici e droni.
Nonostante gli sforzi della Marina americana (USN) e dell’aeronautica americana (USAF), Ansarallah rimane imbattuto. I precedenti attacchi aerei anglo-americani nello Yemen si sono rivelati inefficaci, mentre il ritmo continuo e la portata in espansione[6] delle operazioni yemenite stanno mettendo a dura prova le risorse navali e smorzando il morale.[7]
A differenza dei “cannoni di Hollywood”, le navi della Marina statunitense non dispongono di missili intercettori illimitati, né possono essere ricaricate in mare. Per quanto riguarda il morale del personale americano, a lungo andare crollerà, soprattutto perché molti, se non la maggior parte, dei marinai e marines semplicemente non si sentono coinvolti nella lotta per Israele.
Il mese scorso, il capitano Chris Hill, comandante della USS Eisenhower, ha dichiarato: “Le persone hanno bisogno di pause, hanno bisogno di tornare a casa”.[8]
Mentre marinai, marines e aviatori si innervosiscono quotidianamente schivando i droni e i missili di Ansarallah, la “Rana Yankee” sguazza allegramente nella sua vasca idromassaggio di Washington, credendo che la “potenza” dell’USN sconfiggerà i fastidiosi “Houthi”.
Si è trattato probabilmente di una mossa ben calibrata, sostenuta dall’Iran, che ha raggiunto due obiettivi: in primo luogo, ha portato il gruppo da battaglia della portaerei fuori dal Golfo Persico e, in secondo luogo, ha risucchiato gli Stati Uniti in una escalation trappola. Lo rana Yankee si trova nello spezzatino del Mar Rosso/Golfo di Aden. Non può vincere.
O salterà fuori e fuggirà umiliata, distruggendo ulteriormente la credibilità delle forze armate statunitensi dopo l’umiliante debacle del 2021 in Afghanistan[9]; oppure rimarrà nella pentola e verrà bollito a morte, con la perdita di navi e vite umane.
In entrambi i casi, l’Iran vince. Allo stesso modo, una sconfitta per mano iraniana degli Stati Uniti sarebbe accolta con favore dalla Cina, dalla Russia e da decine di Stati avversari degli Stati Uniti, in particolare nel sud del mondo. Come notato da un astuto utente di Twitter/X, Armchair Warrior[10] (che descrive le probabili risposte della Russia alle provocazioni ucraine), con le sue azioni, l’Iran ha dimostrato un “controllo riflessivo” sulle azioni di Washington. Con questo intende: “Se ogni azione militare che intraprendi ottiene una reazione simmetrica, allora puoi controllare la natura, il luogo e il ritmo del conflitto a tuo vantaggio”. Questo è esattamente ciò che i Guardiani della Rivoluzione Islamica stanno facendo astutamente.
La rana israeliana
La piccola “Rana israeliana”, nel frattempo, addormentata nell’acqua calda, sogna il suo “nuovo Israele” – l’Israele che creerà una volta che avrà pulito etnicamente Gaza. Ha in programma di sviluppare Gaza, costruire condomini di lusso sul lungomare e costruire unità abitative per i nuovi coloni.
Gli architetti ora stanno elaborando i piani. Jared Kushner, il genero dell’ex presidente e attuale contendente repubblicano Donald Trump, sostenitore di Netanyahu e benefattore del partito Likud, sta misurando le tende per il suo condominio sul lungomare di Gaza.[11]
Tuttavia, l’esercito israeliano non ha sconfitto Hamas, che continua a infliggere danni significativi all’apparato militare e alle risorse umane israeliane. Secondo una stima, Hamas è stato ridotto solo del 15-20%. L’esercito di occupazione dipende interamente dagli Stati Uniti e dai suoi Stati vassalli europei per gli armamenti poiché le sue capacità di produzione interna sono limitate.
Secondo una stima, circa 500.000 coloni sono tornati nelle loro terre d’origine; la maggior parte non tornerà.[12] Dal 7 ottobre la leva obbligatoria non è più un triennio sicuro ma scomodo: i genitori hanno paura per le figlie e i figli. Il dormiente movimento dei refunesik, emerso dall’invasione israeliana del Libano nel 1982, si è risvegliato. I reclutati si rifiutano di prestare servizio e di conseguenza vengono incarcerati. Il 1° aprile è scaduta l’ esenzione dalla coscrizione per gli ebrei ultraortodossi[13]; minacciano di fuggire da Israele, la cui stessa sopravvivenza dipende dallo spostamento degli ebrei lì.
Se i rappresentanti degli ebrei ultra-ortodossi lasciassero la coalizione del primo ministro Benjamin Netanyahu, ciò potrebbe far cadere il suo governo estremista. Le tensioni interne alla società israeliana stanno aumentando, alimentate dalle pressioni socioeconomiche e dalla disillusione per la gestione della guerra da parte del governo.
L’economia israeliana è nel caos. Lo shekel è calato. Un dollaro equivale a 4,01 shekel israeliani, mentre prima a 3,60 shekel, con probabili ulteriori prossime diminuzioni. I deficit di bilancio e i prestiti sono saliti alle stelle. Moody’s il 9 febbraio ha declassato il credito di Israele da A1 ad A2[14]. L’industria del turismo israeliana è crollata in crisi. La maggior parte delle principali compagnie aeree non vola più verso Israele. Le basi manifatturiere e agricole di Israele sono piccole. Israele ha un accesso limitato alle risorse naturali e all’energia; dipende dalle linee di vita via terra verso la Giordania e l’Egitto, con il petrolio e il gas dell’Azerbaigian che arrivano ad Haifa dalla Turchia.
L’Iran sta facendo a Israele proprio quello che Israele ha fatto con le sanzioni economiche. Ma a differenza di Israele, l’Iran ha abbondanti riserve di petrolio e gas, 85 milioni di persone alfabetizzate e istruite che non hanno intenzione di fuggire, e formidabili basi agricole e manifatturiere.
Teheran sta metodicamente soffocando l’economia israeliana. Il porto di Haifa è sulla lista degli obiettivi di Hezbollah. Se Haifa venisse chiusa insieme a Eilat, Israele avrebbe solo linee vitali via terra per le forniture di cibo ed energia. Il Ben Gurion International e altri aeroporti potrebbero essere presi di mira in futuro.
Alzo il fuoco, un grado alla volta
Il recente attacco israeliano alla missione diplomatica iraniana a Damasco, presumibilmente in risposta a un drone iracheno che ha colpito Eilat, rispecchia le apprensioni e le frustrazioni[15] di Netanyahu – che “il mondo intero si sta alleando contro di noi”.
La strategia di Netanyahu sembra essere quella di spingere l’Iran ad aumentare le tensioni, spingendolo potenzialmente a prendere di mira le risorse militari americane nella regione, trascinando così gli Stati Uniti nella guerra di Gaza. Tuttavia, non è chiaro se Teheran abboccherà.
Anche se è probabile che i Guardiani della Rivoluzione Islamica rispondano, cercheranno di evitare di cadere nella trappola di Netanyahu. Invece, l’Iran potrebbe scegliere di rafforzare la sua stretta economica su Israele, possibilmente prendendo di mira località strategiche come Eilat, Haifa e l’aeroporto Ben Gurion.
I Pasdaran comprendono che l’economia israeliana non può sostenere un conflitto prolungato. Pertanto, la loro strategia potrebbe comportare una graduale escalation – di fatto facendo bollire lentamente la rana israeliana – attraverso azioni coordinate che coinvolgano Hezbollah, Ansarallah e vari movimenti con sede in Siria e Iraq.
Come ha osservato l’economista Herbert Stein: “Se qualcosa non può andare avanti per sempre, finirà”.
Mentre Israele è lungi dall’essere sull’orlo del collasso, le azioni disciplinate e calcolate dei Guardiani della Rivoluzione Islamica stanno costantemente aumentando le tensioni regionali. Se lasciato incontrollato, ciò potrebbe portare a ripercussioni significative per la società israeliana e la sua economia – il tutto senza che se ne renda conto, come la piccola rana bollente.
“È importante rettificare un errore molto comune: molte persone pensano che lo sviluppo psicologico porti a uno stato in cui non c’è più sofferenza; questo è un grave malinteso. La sofferenza e il conflitto sono peculiari della vita e non dovrebbero essere considerati come malattie. Questi sono gli attributi naturali di ogni essere umano ed è quando si cerca di sfuggirli che si manifesta la malattia. La nevrosi è una sofferenza sterile, una lotta futile contro la sofferenza legittima che ci dà la vita”, Carl Gustav Jung.
Ciò non toglie che spesso lo si va a cercare il conflitto. In quel caso è presente la tendenza a confermare l’idea che si è vivi solo contro corrente, altra arte è quella di seguirla, la corrente.