SCOPRI L’ARTE DEL RESPIRO SACRO

di Giosuè Stavros

Sblocca il Potere degli Stati Espansi di Coscienza

Hai mai sentito parlare del respiro sacro? È una pratica antica e potente che ti permette di connetterti con il tuo io più profondo e di raggiungere stati alterati di coscienza. Immagina di poter esplorare mondi interiori, ricevere intuizioni profonde e guarire a livello spirituale semplicemente attraverso il respiro. Sembra incredibile, vero? Ma è proprio ciò che il respiro sacro può fare per te.

Il respiro è qualcosa di così naturale che spesso lo diamo per scontato. Respiriamo automaticamente, senza pensarci, ma quando impariamo a farlo in modo consapevole, il respiro diventa uno strumento di trasformazione. Il respiro sacro è una tecnica utilizzata da secoli nelle tradizioni sciamaniche e spirituali per entrare in stati alterati di coscienza e connettersi con il divino.

Per iniziare, trova un luogo tranquillo dove puoi sederti o sdraiarti comodamente. Chiudi gli occhi e inizia a respirare profondamente. Inspira lentamente attraverso il naso, riempiendo completamente i polmoni, e poi espira dolcemente attraverso la bocca. Continua questo ciclo di respirazione, permettendo al tuo corpo di rilassarsi e alla tua mente di calmarsi. Sentirai un senso di pace e tranquillità avvolgerti.

Una delle tecniche più potenti è la respirazione circolare. Questo metodo prevede di respirare senza pause tra l’inspirazione e l’espirazione. Inspira profondamente e, senza trattenere il respiro, espira subito, e poi di nuovo inspira. Questo ciclo continuo di respiro crea un flusso di energia che può portarti in uno stato di trance. Durante questo processo, potresti avvertire sensazioni fisiche come formicolii o calore. È normale e fa parte dell’attivazione energetica che il respiro sacro promuove.

Un’altra tecnica è la respirazione a narici alternate. Questa pratica aiuta a bilanciare le energie del corpo e della mente. Usa il pollice per chiudere la narice destra e inspira profondamente attraverso la narice sinistra. Poi, usa l’anulare per chiudere la narice sinistra ed espira attraverso la narice destra. Continua alternando le narici per diversi minuti. Questa tecnica non solo calma la mente, ma migliora anche la concentrazione e la chiarezza mentale.

Il respiro sacro può essere combinato con la visualizzazione per amplificare l’esperienza. Mentre respiri profondamente, immagina una luce brillante che entra nel tuo corpo con ogni inspirazione, purificando e guarendo ogni cellula. Con ogni espirazione, visualizza l’energia negativa e le tensioni che lasciano il tuo corpo. Questa pratica può portare a una profonda sensazione di rinnovamento e vitalità.

Praticare il respiro sacro regolarmente può portare a numerosi benefici. Può aiutarti a ridurre lo stress, migliorare la tua concentrazione, e aumentare la tua consapevolezza spirituale. Molte persone riferiscono di aver avuto visioni, ricevuto messaggi spirituali, e sperimentato una connessione più profonda con l’universo.

Non sottovalutare il potere del respiro. È uno degli strumenti più accessibili e potenti che abbiamo per trasformare la nostra vita. Con il respiro sacro, puoi esplorare nuovi reami di coscienza e scoprire la saggezza che risiede dentro di te.

Vuoi saperne di più su come utilizzare il respiro sacro e altre pratiche sciamaniche? Visita il nostro sito www.giosuestavros.it e scopri i miei libri su Amazon per ulteriori approfondimenti. Scopri i miei libri su Amazon qui: https://amzn.to/45ViKqT .

Condividi questo post con chiunque desideri esplorare il potere del respiro sacro e continua a scoprire il meraviglioso mondo dello sciamanesimo!

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Il Vaticano ha scomunicato monsignor Viganò

a cura della Redazione

05-07-2024

E’ stato ritenuto colpevole del delitto di scisma

Il Dicastero per la Dottrina della Fede ha scomunicato monsignor Calo Maria Viganò accusato del delitto di scisma.
    Ieri, 4 luglio, il Congresso del Dicastero per la Dottrina della Fede si è riunito per concludere il processo penale extragiudiziale a carico di mons.

Carlo Maria Viganò, accusato del delitto riservato di scisma.

“Sono note le sue affermazioni pubbliche dalle quali risulta il rifiuto di riconoscere e sottomettersi al Sommo Pontefice, della comunione con i membri della Chiesa a lui soggetti e della legittimità e dell’autorità magisteriale del Concilio Ecumenico Vaticano II”, sottolinea l’ex Sant’Uffizio. All’esito del processo penale, “mons. Carlo Maria Viganò è stato riconosciuto colpevole del delitto riservato di scisma. Il Dicastero ha dichiarato la scomunica latae sententiae”. “La rimozione della censura in questi casi è riservata alla Sede Apostolica”, si spiega ancora nella nota nella quale si indica che la decisione è stata comunicata a mons. Viganò oggi.

Tratto da: ANSA

Il Vaticano ha scomunicato monsignor Viganò
Il Vaticano ha scomunicato monsignor Viganò

LA SCELTA RELIGIOSA TAOISTA

di Vincenzo Di Ieso

In un mondo dominato da valori laici, scientisti e utilitaristici, la scelta religiosa può apparire quanto meno anacronistica. Specialmente se la scelta è fatta verso religioni lontane dalla mentalità e dalla cultura corrente, come il Taoismo.

Le critiche alla fede sono una storia antica quanto il pensiero umano e non penso certo di risolvere questa dialettica qui perché è semplicemente impossibile.

D’altra parte, ho il diritto all’autodeterminazione del progetto della mia vita ma anche il dovere di difendere la mia scelta. Perché è la mia e sono pronto a pagare il costo, anche se in realtà non mi costa. Al contrario sono felice nel farla. È vero che ogni scelta comporta guadagni e rinunce. È logico che ogni scelta sia la morte per tutte le altre possibili. La mia esperienza di vita mi ha, però, insegnato che una scelta vera in realtà non costa nulla, non fa perdere nulla. Perdere è sentire la mancanza ma se non la senti, qual è la perdita?

Da ragazzo trascorrevo i miei pomeriggi nelle biblioteche mentre i miei amici si riunivano nelle varie comitive per divertirsi. Certo scegliere lo studio mi comportava rinunciare al divertimento e a stare con loro. In realtà il mio divertimento era lo studio, per cui non ne ho mai sentita la mancanza. Era un costo che pagavo senza battere ciglio perché il loro tipo di divertimento non era un valore per me.

Lo stesso è avvenuto per la mia scelta religiosa.

Nel momento in cui l’ho fatta, ho tracciato un solco che ha delimitato ciò che, per me, è sacro o profano. È una scelta così soggettiva da essere incomprensibile per chiunque altro.

Come ogni scelta decisiva della vita, essa parte da motivazioni e bisogni di risposte che si trovano nel cuore. Non nella mente. Per questo, giustificarla razionalmente, è una battaglia persa in partenza.

Abbiamo, però, relazioni umane e viviamo in ambienti laici che possono criticare la nostra scelta religiosa. È inevitabile. È successo a me e avverrà a chiunque altro vada controcorrente rispetto all’ordinario. Ecco dunque la necessità di queste riflessioni.

Per il principio d’indeterminazione, la ripetizione di uno stesso atto non potrà produrre lo stesso, perfettamente identico, risultato. Ogni nostro atto è dunque unico; come unico, è il nostro percepirci interiormente, che, tra l’altro, muta continuamente nello spazio-tempo.

Per questo nessuno può arrogarsi il possesso della verità assoluta per valutare le scelte di un’altra persona. Sempre che non pensi che il modello valutativo nelle sue mani sia intoccabile, immutabile, eterno e perfetto. Sappiamo benissimo che questi modelli sono ideali e che essi sono determinati e variano con le necessità delle varie epoche, con le mode e persino con gli interessi degli individui.

Ritenere assoluto un modello è un atto di fede, cioè un atto totalmente irrazionale. Se la premessa è ritenere vero solo ciò che sia materiale e razionale, solo ciò che non contraddice le premesse o peggio le attese, allora la fede è irrazionale.

La fede è irrazionale ma è logica nella sua scelta.

Fede e logica costituiscono un ossimoro ma solo virtuale. Fede è credere in un qualcosa che percepisco io. Se lo percepisco, non posso negarlo. Quindi, è logico che io abbia fede nel mio percepire.

Com’è razionale e logico io dica che nessuno ha il diritto di negare un mio sentire.

Cerco di spiegarmi meglio.

È indubbio che la valutazione di qualsiasi cosa possa essere fatta solo per comparazione, però, quest’ultima presuppone dati simili, in soggetti/oggetti simili, in una percentuale altissima.

Un cane, un gatto, una mucca e un delfino, sono tutti mammiferi. Ma chi è il mammifero più bello?

Ovviamente non c’è risposta a questa domanda e la scelta avverrà, unicamente, in base al “significante per me”.

Ovvero in base a un valore preferenziale, dovuto a una mia psico-percezione-elaborazione, atto assolutamente soggettivo, che determinerà la mia scelta.

E se anche la comparazione avvenisse, ad esempio, unicamente tra due cani della stessa razza, sesso, età e struttura, nessuno potrebbe dire qual è il più bello senza avere un modello preconfezionato e stigmatizzato, con il quale dare un valore estetico.

Ciascuno dei due cani sarà, però, il più bello per i rispettivi padroni.

Credo che su questo siamo tutti d’accordo.

Allora mi chiedo perché taluni si ergono a scientisti centro-cefali e auto-referenziati, quali giudici delle scelte altrui? Si imballano e cercano di trascinare in una discussione, vecchia quanto l’umanità, che non prevede, né presuppone, un punto di convergenza o, se preferite, di conversione, tra chi ha fede e chi non ce l’ha.

Non si può spiegare perché uno ha fede con categorie cognitive logiche o addirittura meccanicistiche, peraltro estranee alle motivazioni di chi ha fede.

Non è possibile semplicemente perché la fede è un “sentire” che appartiene esclusivamente alla persona.

Come può qualcuno che non ha questo “sentire”, giudicare stupido chi dice di averlo?

Ovviamente non mi riferisco alla fede quale mero risultato di un indottrinamento o a quella di sterile partecipazione sociale della domenica, del sabato o del venerdì. Mi riferisco a una scelta consapevole che è fatta perché si è sentito un “qualcosa” dentro.

Si è avuta una “vocazione”. Ci si è sentiti chiamare.

Da cui inizia il viaggio e la scoperta di questo “qualcosa” che ha valore unicamente per la persona e non certo per chi quella persona non è. L’altro da sé non potrà mai capire il Sé dell’altro. A meno di avere uno stesso “sentire”.

Avere fede, è essere fedeli a un qualcuno, a un qualcosa o a niente.

Ma anche non essere fedele a niente e a nessuno, è pur sempre una fede.

Peraltro, si può negare l’esistenza di qualcosa perché se ne è fatta l’esperienza.

Come si può negare l’esistenza di un qualcosa che non si conosce?

Ad esempio, tutti presero per pazzo Marco Polo perché non avevano fatto la sua esperienza.

La negazione a priori di un qualcosa ritenuto inesistente, di cui non se ne è fatta esperienza, non è forse la morte della razionalità?

Come si può parlare di una cosa che non si conosce?

Ad esempio: anche un ateo, per potersi definire tale, si è dovuto confrontare con il problema di Dio.

Non c’è dubbio che prima di poterlo negare, si è dovuto confrontare e solo in seguito ha fatto una scelta tra le due opzioni possibili. Per questo anche l’ateo non può sfuggire al problema di Dio.

Infine consentitemi un pizzico di autodeterminazione.

Chi può dire che le mie esperienze mistiche non sono vere e per questo affermare che io sia un asociale, un ignorante o non sano mentalmente?

Io posso credere negli spiriti perché sono parte della mia esperienza, pur essendo anche uno scienziato, quale mi ritengo per formazione e professione.

In fondo anche la non-fede è una fede perché è fedele a un presupposto-negazionista. O no?

Chi ha fede e chi non ce l’ha, non dovrebbero perdere tempo a giustificare le proprie convinzioni o a denigrare quelle altrui. Lasciamo che ciascuno creda oppure no.

Questo non cambia la cosa fondamentale: siamo parte della stessa umanità.

Al mondo c’è posto per tutti e possiamo vivere in armonia rispettando, pur non condividendo, l’altro da come sono io.

Per finire vi racconto una storia.

Due pulci salgono sul dorso di un cane. Fanno a gara per scegliersi il pelo migliore. Una delle due arriva per prima e si aggrappa a un pelo. L’altra dice che lo aveva già visto e scelto per prima, per cui era suo. Al che la collega dice che è di sua proprietà perché l’ha occupato già. Così iniziano a litigare per stabilire quale delle due abbia ragione e a chi debba appartenere il pelo. Ben presto dallo scontro verbale passano alle vie di fatto e cominciano a picchiarsi e a rotolare, fino a cadere dal dorso del cane, il quale, tranquillo, continua il suo cammino.

(© Fonte: Vincenzo di Ieso, Non conosco il Suo Nome, ed. Amazon, 2023)

LA SCELTA RELIGIOSA TAOISTA
LA SCELTA RELIGIOSA TAOISTA

IL MONACO E IL GUERRIERO

di Luisa Scognamiglio

Il vero tesoro accumulato in Terra Santa da una ristretta cerchia di Cavalieri, riguardava quella conoscenza esoterica che noi andiamo a cercare sovente nei libri e nelle scuole spirituali, riguardava quell’ Alchimia dello Spirito che non poteva essere rivelata, e per questo occultata fino alla tomba nella viva carne del loro persecutore, quale fu la chiesa che di certo non poteva tollerare una scienza sovversiva del suo regno, un piano che incarnava il vero potere e la vera missione dei Cavalieri del Tempio, sostenitori non solo di un nuovo sistema economico che affrancava gli uomini dalla povertà e dallo sfruttamento ma soprattutto sostenitori di una Fratellanza Universale volta a riunire sotto lo stesso cielo, i due volti della civiltà musulmana e cristiana.

IL MONACO E IL GUERRIERO
IL MONACO E IL GUERRIERO

Gaza e la crudeltà della fame

a cura della Redazione

03-07-2024

Tutte le leggi di guerra sono state ampiamente e incredibilmente violate nella guerra israeliana nella Striscia di Gaza. Nella prima fase dopo l’attacco di Hamas al sud di Israele il 7 ottobre, Israele ha tagliato l’acqua, il cibo, le medicine e altri beni di prima necessità a 2,3 milioni di persone.

È Hamas che ha lanciato l’attacco nel sud di Israele, i cui membri sono pronti a morire per la loro causa che sta mettendo fine all’occupazione, all’umiliazione e all’apartheid. Ma qual è la colpa della gente comune, soprattutto dei bambini?

Ciò che è stato fatto contro la popolazione di Gaza lascerà una macchia nera sulla fronte dell’umanità, proprio come i massacri in Ruanda e Srebrenica. Per un essere umano normale, l’interruzione dell’acqua e del cibo per i civili è orribile e inimmaginabile. Secondo il diritto internazionale la punizione collettiva è un crimine di guerra.

Due giorni dopo l’inizio della guerra, il cosiddetto ministro della Difesa israeliano, Yoav Gallant, ha difeso il divieto del flusso di beni di prima necessità a Gaza, dicendo: “Stiamo combattendo gli animali umani”. Negare acqua e cibo ai civili è un chiaro esempio di crudeltà. È puramente sadico.

Gaza ad “alto rischio” di carestia

Una bozza di rapporto del 24 giugno afferma che l’intera Striscia di Gaza rimane ad “alto rischio” di carestia, dopo che l’offensiva israeliana a Rafah ha causato sfollamenti e l’interruzione delle operazioni di aiuto nel sud.

Secondo il rapporto della principale autorità internazionale sulla gravità delle crisi alimentari, oltre 495mila persone, ovvero più di un quinto della popolazione di 2,3 milioni di abitanti, dovrebbero sperimentare il più alto livello di fame nei prossimi mesi, ha riferito l’Associated Press.

Gli ultimi risultati provengono dalla classificazione integrata delle fasi di sicurezza alimentare, un’iniziativa avviata per la prima volta nel 2004 durante la carestia in Somalia. Israele non solo ha tagliato cibo e acqua, ma le sue truppe hanno anche massacrato persone in attesa di ricevere aiuti umanitari. Il “massacro della farina” del 29 febbraio è ormai scritto nella storia.

L’Unrwa afferma che migliaia di famiglie a Gaza ora utilizzano l’acqua di mare. Questo perché i bombardamenti hanno volutamente distrutto tutti i pozzi d’acqua dell’enclave.

Il diritto internazionale umanitario e il diritto internazionale sui diritti umani sono stati portati al mattatoio di Gaza. L’orribile crimine di affamare gli abitanti di Gaza non finirà anche se la guerra finisse domani. Colpisce gravemente lo sviluppo fisico e cognitivo delle persone, in particolare dei bambini.

In realtà, un’intera generazione ne è gravemente colpita. Scientificamente parlando, gli effetti della fame e della malnutrizione colpiranno persino le generazioni successive. Ricordate che, secondo il diritto internazionale, la fame intenzionale è un crimine di guerra.

Tratto da: Il Faro sul Mondo

Gaza e la crudeltà della fame
Gaza e la crudeltà della fame

LE DIFFICOLTA’ IN UNA RELAZIONE STABILE

a cura di Salvatrice D’Amico

PERCHÉ LE ANIME CHE VIBRANO ALTO HANNO DIFFICOLTÀ A TROVARE UNA RELAZIONE STABILE?

Le anime che hanno raggiunto un certo livello (che in questo caso chiameremo Antiche) non vogliono avere una relazione solo per avere un partner, hanno bisogno di amore (vero) per crescere insieme.

Le persone comuni pensano di amare ma, loro purtroppo, possiedono.

Sono Anime che hanno avuto molte esperienze precedenti ed è per questo che vogliono utilizzare questa incarnazione sulla Terra per evolversi, non vogliono perdere tempo.

Sono anime che hanno uno “scopo di vita più alto”.

Le anime “antiche” vengono in questo mondo

con uno scopo, una missione e spesso credono che un amore possa distrarle dall’adempimento di questo compito. Prima di cercare l’amore da un partner, danno priorità alla loro evoluzione personale e comprensione della loro missione di vita.

Poiché l’amore richiede molta attenzione e dedizione, si finisce per lasciare da parte i rapporti d’amore più banali, a meno che non sia il compagno ideale, complementare e correlato allo scopo da manifestare, in questo caso, l’incontro avviene attraverso un’Alchimia Divina.

Le anime “antiche” non si adattano bene agli incontri convenzionali, per loro, tutto questo è molto superficiale, amano gli incontri veri, amano conoscere profondamente, si connettono con la loro Anima ed hanno sempre uno scambio energetico.

Considerano il sesso come un atto sacro, purtroppo oggi questi tipi di incontri non sono frequenti, la gente di solito parla attraverso app, piattaforme di incontri, e questo non aiuta, aumenta la difficoltà di trovare l’amore.

NON GLI PIACE “GIOCARE” SUPERFICIALMENTE.

Le solite dinamiche di coppia stile soap opera: “Aspetterò che mi chiami, non chiamo” o “Farò finta di non essere interessato” è qualcosa che proprio alle Anime “antiche” non piace, non sopportano questi piccoli personaggi, sono invece molto sensibili e veri, no gli piacciono i litigi di coppia convenzionali, sono trasparenti, diretti, “nudi” e questo spaventa un sacco di persone.

SONO MOLTO ESIGENTI

Le anime “antiche” non si mettono d’accordo con chiunque, solo per avere compagnia o colmare vuoti, se pensano che con quella persona non ne vale la pena, lasciano perdere, agli occhi degli altri sembrano “troppo esigenti”, ma la verità è vogliono intorno a loro solo persone vere con cui condividere la vita.

Amano se stessi e sanno amare, un amore fatto di accettazione del partner che con la sola presenza gli riempie la vita, altrimenti, preferiscono stare soli.

HANNO MOLTE VECCHIE FERITE EMOZIONALI

Le anime “antiche” hanno tracce di diverse ferite emotive di questa e di altre vite. Solitamente queste Anime sono rafforzate dall’esperienza, ma non trovano vita facile in questa incarnazione. Hanno tante sfide da superare, alcune molto dolorose, quindi sono molto attenti, in quanto non vogliono soffrire ancora, e onorano chi sta passando momenti difficili ai fini di una crescita.

Per avere un rapporto con qualcuno, hanno bisogno di sentire che la persona è abbastanza matura da comprendere il suo percorso e la sua evoluzione. Sentono quando è vero amore e non bramosia.

VOGLIONO UN PARTNER LIBERO E REALIZZATO

Le Anime “antiche” hanno bisogno di un partner che voglia stare al loro fianco, che le rispetti e le comprenda, non possono stare con persone che ingannano, possiedono, sovraccaricano o li limitano. Vogliono semplicemente un partner che capisca il rapporto solo dal punto di vista della

libertà e dell’AMORE.

Sanno che una relazione può andare avanti solo se c’è vera comunicazione di cuore, una pura comprensione, dedizione e onestà; se il partner non tiene il loro passo o non risuona con la propria Frequenza Vibrante, dopo aver cercato di servire da stimolo alla crescita della relazione, rileva il momento dell’attrito non riuscito e decide di prendere il volo da soli, distaccandosi e onorando il legame di tutto ciò che è stato condiviso, rispettando il momento evolutivo personale.

LE DIFFICOLTA' IN UNA RELAZIONE STABILE
LE DIFFICOLTA’ IN UNA RELAZIONE STABILE

VOI SIETE DEI…

a cura di Fratellanza Bianca

“Gesù è stato il più grande rivoluzionario tra gli inviati di Dio, è stato il primo a trasgredire tutte le antiche usanze ed ha espiato sulla croce l’audacia che aveva avuto di affermare che era figlio di Dio e che tutti gli esseri umani sono figli e figlie di Dio. L’insistenza con la quale Gesù sottolineava la filiazione divina dell’uomo scandalizzava e irritava gli scribi e i farisei al punto che un giorno tentarono di lapidarlo. Ma Gesù rispose loro: Vi ho fatto vedere molte opere buone da parte del Padre mio; per quale di esse mi volete lapidare? Gli risposero i Giudei: Non ti lapidiamo per un’opera buona, ma per una bestemmia e perché tu, che sei uomo, ti fai Dio. Allora Gesù ricordò loro un versetto dei Salmi: Non è forse scritto nella vostra Legge: Io ho detto: voi siete dèi?”.

Indice

I. “Voi siete dèi” – 1 “Siate perfetti come perfetto è il vostro Padre Celeste” – 2 “Mio Padre e io siamo uno” – 3 “Il ritorno alla casa del Padre”

II. Che cos’è la natura umana 1 Natura inferiore e natura superiore – 2 Nessuno può servire due padroni – 3 Le tre grandi tentazioni – 4 Prendere e dare – 5 La voce della natura superiore – 6 La sensibilità al mondo divino – 7 “Beati coloro che portano la pace…”

III. “E Dio creò l’uomo a sua immagine” 1 Dio, la Natura e l’uomo – 2 L’Albero della Vita – 3 Dal seme all’albero – 4 Il sole, immagine di Dio e immagine dell’uomo – 5 “Amerai il Signore, Dio tuo…”

IV. Le leggi del destino 1 Leggi della natura e leggi morali – 2 La reincarnazione

V. Risposte al problema del male 1 Dio al di sopra del bene e del male – 2 Si trionfa sul male solo se lo si sa utilizzare – 3 “Il male è paragonabile ad alcuni inquilini”

VI. Il lavoro alchemico 1 Come estrarre la quintessenza – 2 L’immagine dell’albero – L’innesto – 3 Il fuoco del sacrificio – 4 Dal movimento alla luce: sostituire il piacere con il lavoro – 5 Imparare a mangiare per imparare ad amare

VII. Gli organi della pratica spirituale 1 L’aura – 2 Il plesso solare ..

VOI SIETE DEI...
VOI SIETE DEI…

L’ESSERE PRIMORDIALE NEL TAOISMO

di Felipe Guerra

L’essere primordiale che esiste da sempre si chiama Tao.

Viene chiamato anche grande uno perché non ha nulla al di sopra di sé.

Il fiore d’oro è la luce; è in verità la forza del Tao; nell’I Ching si dice: mediante l’uno (Tao) si genera il cielo che poi è il primo trigramma; questo genera la pioggia che coltiva la terra e permette ai 10.000 esseri di esistere.

Ecco perché si consiglia di conservare l’uno (Il Tao), seguire e mettere in pratica i principi del Taoismo.

La pratica meditativa consiste nel far circolare la luce; il cuore celeste si trova tra i due occhi ed è grande un pollice; in questo cuore celeste risiede la luce che poi dovrà circolare (la forza del Tao in noi).

Bisogna far circolare questa luce a lungo, in modo che si cristallizzi e poi crei un corpo spirituale.

Se la luce circola (ci si concentra sul cuore celeste – 3 occhio) si spicca il volo; qui non è chiaro potrebbe trattarsi di viaggi astrali.

Ma la interpretazione più corretta è quella: si ritorna in cielo, cioè ci si unisce con il Tao (Yoga).

Continuando così per molto tempo si genera l’embrione immortale; cioè un altro corpo etereo, immortale che va ben oltre il corpo fisico.

Quindi il Fiore d’oro è l’elisir dell’immortalità, perché porta alla creazione di questo corpo sottile immortale.

Per fare tutto questo bisogna saper ascoltare il proprio cuore, questa è un’arte che pochi riescono a mettere in pratica.

Se la meditazione è perfettamente tranquilla il cuore celeste (la luce del terzo occhio che poi genera l’embrione immortale) si manifesta spontaneamente.

Questa luce risiede anche nei due occhi e la tecnica per ritornare all’uno consiste nel far roteare gli occhi.

Tramite queste tecniche bisogna essere in grado di cogliere lo spirito originario; solo così ci si libera per sempre dal Samsara.

Un po’ di chiarezza: lo spirito originario risiede tra i due occhi; mentre lo spirito cosciente risiede nel cuore.

Quando la coscienza, cuore trova la pace perfetta lo spirito originario (3 occhio) si manifesta come luce e inizia il processo.

Lo spirito cosciente che risiede nel cuore fisico è fortemente influenzato dal mondo esterno, vive tutte le emozioni, sia positive che negative, per questo è molto difficile tenerlo tranquillo e in comunicazione con il cuore celeste (spirito originario).

Il cuore celeste invece non è influenzato fa nulla, non si muove; l’ideale sarebbe che piano e con metodo, l’influenza del cuore celeste su quello umano si cristallizzi come spirito originario.

L'ESSERE PRIMORDIALE NEL TAOISMO
L’ESSERE PRIMORDIALE NEL TAOISMO

L’ASTINENZA DA EBREZZA

a cura di Giuseppe Aiello

Il rapporto dell’uomo con l’ebbrezza è della massima importanza, ed è giusto che l’educazione e la legislazione se ne occupino approfonditamente. In questo ambito si trova una tavolozza arcobaleno, dal divieto assoluto, attraverso gradi di restrizione, fino all’accettazione o addirittura alla promozione dell’intossicazione. La varietà dei motivi confonde ancora di più il quadro.

L’astinenza del tardo protestantesimo nordamericano o degli stati nordici è diversa dalla proibizione dell’alcol da parte dell’Islam. Maometto stesso fu esemplare dello spirito aperto al sopravvenire senza bisogno di mezzi artificiali. Fa a meno del vino così come Sant’Antonio. I dervisci raggiungono stati estatici attraverso il puro movimento. In effetti, la danza è un mezzo collaudato per entrare in stati di essere oltre se stessi.

L’Esercito della Salvezza e l’Islam praticano la stessa astinenza, ma mentre il primo nasce da una carenza, il secondo affonda le sue radici nell’abbondanza. Hebbel lo ha capito bene nella sua poesia “Die Odaliske”.

—Ernst Jünger, Approcci: droghe e stati alterati (1970) – immagine: Folio del divano di Hafiz di Bihzad (1480 circa).

L'ASTINENZA DA EBREZZA
L’ASTINENZA DA EBREZZA