“È Lui che lasciò liberi i due mari, questo dolce e gradevole al gusto, quello salato e amaro alla lingua, e ha posto tra i due un istmo e una barriera per tenerli separati”. [Sura Al-Furqan 53]
Questo versetto coranico è poi seguito da un altro che descrive la creazione dell’umanità dall’acqua, e Ibn ‘Arabi quindi intende i due mari per riferirsi a due distinti gruppi di persone. Noi – che siamo fatti d’acqua – dobbiamo necessariamente appartenere all’uno o all’altro dei due mari.
Coloro che trovano la creazione visibile e Dio invisibile rimangono nell’illusione della molteplicità, e così assaporano l’amaro e il sale; coloro che trovano la Realtà dell’Unità percepiscono Dio direttamente e assaporano dolcezza e piacere. L’istmo o barriera che separa i due è FURQAN, la capacità di distinguere la Realtà dall’illusione, l’Unità dalla molteplicità. –
Stephen Hirtenstein,la vita spirituale e il pensiero di Ibn ‘Arabi
Preoccuparsi è dare importanza al problema. “Ciò che ti preoccupa, ti domina.” Non possiamo servire due padroni (mente e spirito). O c’è fede e fiducia in un potere superiore oppure ci affidiamo esclusivamente a noi stessi.. Ciò che la maggior parte non capisce è che questa è una lotta di potere. La lotta è reale finché non ci rendiamo conto in qualsiasi momento che possiamo liberarci dal peso del mondo sulle nostre spalle. Continuerai a lottare se hai una reazione emotiva a tutto. Sii calmo nella mente. Abbi fiducia nello spirito. Affidati all’Universo. Impara a lasciare andare. L’unico controllo che hai è l’autocontrollo. “L’ego è un velo tra gli esseri umani e Dio.”
Quanto accaduto in Russia lo scorso fine settimana (23 Marzo 2024 NdR) non è stato un atto schizofrenico. L’attacco non è stato solo un evento isolato, ma riflette la postura che una certa parte del mondo islamico (l’Isis-Korasan) ha nei confronti di Putin.
È un segnale che le tensioni latenti non si sono mai sopite. La pandemia, giustamente, ha monopolizzato l’attenzione mediatica, ma questo non significa che i problemi precedenti siano stati risolti; piuttosto, hanno solo cambiato la loro posizione nell’agenda dei media. I legami tra il Cremlino e le varie fazioni islamiche, inclusi il sostegno alla Siria, gli accordi con l’Iran, in Africa e con parti dei talebani ostili all’ISIS in Afghanistan, hanno di fatto reso la Russia un bersaglio ineludibile; di fatto, Putin, che intende destabilizzare le democrazie occidentali e portare la guerra in Europa, si trova a dover convivere una clima di insicurezza e incertezza percepiti internamente. Le conseguenze di questo attacco vanno purtroppo ben oltre i confini russi. Innescano processi emulativi che potrebbero verificarsi nei paesi occidentali e si aggiungono alla complessa situazione geopolitica mondiale. Il rischio di un’escalation è reale, e se ciò accadesse, potremmo trovarci sempre più vicini a una situazione simile a quella della “pistola di Sarajevo”.
Un importante momento per gli investimenti internazionali si è svolto in questi giorni a Pechino durante il China Development Forum. Un’occasione unica, che ha riunito i leader delle principali aziende mondiali nella Repubblica Popolare Cinese. Con la partecipazione di oltre cento dirigenti e investitori stranieri, tra cui il CEO di Apple, Tim Cook, e il premier cinese Li Qiang, è stato un appuntamento di rilevanza storica. Il Premier cinese ha annunciato l’intenzione di introdurre nuove regole per favorire gli investimenti stranieri, aprendo le porte a una crescita di alta qualità basata sui consumi interni. Prima del Forum, il ministro del Commercio cinese si è incontrato con dirigenti di aziende leader come Apple, SK Hynix, Micron Technology e Pfizer, testimonianza della imprescindibilità del mercato cinese per queste imprese e viceversa. Intanto, però, la Cina ha introdotto delle nuove linee guida che comporteranno l’eliminazione graduale dei microprocessori statunitensi di Intel e AMD dai computer e server governativi. È possibile che la misura colpirà anche i sistemi operativi di Windows, riporta il Financial Times. L’obiettivo è sostituirli con prodotti Made in China. Insomma, indicazioni che vanno in direzioni divergenti quando invece abbiamo bisogno di una franca collaborazione internazionale orientata alla reciprocità e dell’apertura dei mercati. Guardiamo con interesse agli sviluppi futuri e all’impatto di queste nuove regole sugli investimenti globali. Dobbiamo tutti sperare che una qualche forma di coordinamento si riesca a trovare: in nome di un obiettivo di crescita economica oggi necessario più che mai.
Nel corso dell’incontro giovedì a Teheran con Ismail Haniyeh, capo dell’ufficio politico del movimento di Resistenza Hamas, il portavoce del parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, ha sottolineato che l’intero mondo islamico ha il dovere di sostenere Gaza. Ghalibaf ha ricevuto Haniyeh nel Baharestan di Teheran, dove si trova il parlamento iraniano.
“Il vincitore finale di questa battaglia è la parte che oppone più resistenza”, ha inoltre affermato, aggiungendo che non solo i gruppi della Resistenza in Palestina hanno mostrato una grande forza nei sei mesi successivi all’inizio dell’invasione di Gaza da parte del regime sionista, ma anche la gente comune li ha sostenuti dimostrando grande fermezza di fronte alle difficoltà.
Haniyeh, da parte sua, ha espresso gratitudine per il sostegno della Repubblica Islamica dell’Iran ai palestinesi e ha notato che i palestinesi hanno mostrato una grande Resistenza negli ultimi sei mesi. L’alto funzionario di Hamas ha affermato che i palestinesi continueranno a resistere all’occupazione, sottolineando che il nemico non è riuscito a raggiungere nessuno dei suoi obiettivi nella battaglia di Gaza.
Secondo Haniyeh, Gaza è in prima linea nella Resistenza contro il regime sionista. I nemici cercano di rimuovere Gaza dall’Asse della Resistenza e portarla nell’”Asse del Compromesso”.
Haniyeh è arrivato a Teheran martedì ed è stato ricevuto da Hossein Amir-Abdollahian, il ministro degli Esteri iraniano. L’alto funzionario di Hamas e la delegazione che lo accompagna sono stati ricevuti dal leader della Rivoluzione Islamica, l’Ayatollah Seyyed Ali Khamenei.
Non c è niente da fare: prima o poi il Mar Rosso si divide in 2: da una parte gli umani terrestri, dall’altra gli umani in penombra, e in mezzo la strada dritta di coloro che percepiscono la Luce in sè anche se ancora non del tutto risplendente.
È la selezione obbligatoria più dura che ci sia.
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Qualcuno dirà che il mio è un giudizio temerario, ma più tempo passa, più non riesco a considerare come “umani” coloro che vivono senza un’apertura trascendente. Non parlo nemmeno dell’appartenenza ad una Via religiosa o spirituale; ma come fai a vivere senza nemmeno porti delle domande fondamentali? Come fai a vivere per svegliarti, crescere, accoppiarti, evacuare, morire? Perché sei nato donna o uomo e non bonobo o gallina?
A me a volte mi sembra ormai di camminare in una gabbia di scimmie che litigano una vita intera per le banane e si tirano palline di merda addosso. Ho il serio dubbio che una parte dei bipedi nostri simili siano davvero umani …è una banale presa d’atto.
Non ho più voglia di parlare con le scimmie, se devo parlare voglio davanti esseri umani: buoni o cattivi ma umani.
Per il resto, francamente, cani e gattini sono ben più piacevoli e anche nobili.
“Non mi preoccupo per la persona che riflette, anche se sta sulla strada sbagliata, perché comunque ritornerà verso la Verità… Invece mi preoccupo per la persona che sta sulla strada giusta ma che non riflette, perché rimarrà come una pagliuzza costantemente in preda al vento.” (Mohammad Al-Ghazali).
Dio ci ha circondati di segni e di indicazioni. Nel sacro Corano, per 16 volte, Dio usa l’espressione “i dotati d’intelletto” per indicare una particolare categoria di esseri umani che si sforzano costantemente di cercare la Verità e la Scienza, e proprio per costoro ha posto le Scritture e i segni “come direzione e monito”.{40:54.)
“Sono convinto che chi non legge resta uno stupido. Anche se nella vita sa destreggiarsi, il fatto di non ingerire regolarmente parole scritte lo condanna ineluttabilmente all’ignoranza, indipendentemente dai suoi averi e dalle sue attività”.
Giambattista Vico (1668-1744) è stato uno dei più grandi filosofi italiani di tutti i tempi, eppure è ancora poco conosciuto e apprezzato dal grande pubblico. La sua opera più famosa, “La Scienza Nuova”, è un capolavoro di erudizione, fantasia e intuizione, in cui Vico propone una visione originale e rivoluzionaria della storia, della cultura e della conoscenza umana.
Vico fu il primo a concepire l’idea della pluralità delle culture, cioè il fatto che ogni popolo ha il suo modo di pensare, di esprimersi, di credere, di agire, che non può essere ridotto a una legge universale o a un modello razionale. Questo significa che il suo pensiero è in sé anti-totalitario, perché riconosce il valore e la dignità di ogni forma di vita umana, senza imporre una verità assoluta o una morale superiore.
Vico fu anche colui che vide i limiti del sapere scientifico, che si basa sull’osservazione e sulla misurazione dei fenomeni naturali, ma che non può spiegare il senso e il significato delle opere umane, come la poesia, la religione, il diritto, la politica. Per questo, Vico propose una scienza nuova, basata sul principio che l’uomo può conoscere solo ciò che ha fatto, cioè le sue creazioni culturali, che sono il frutto della sua fantasia e della sua ragione.
Vico fu infine colui che creò l’estetica, l’antropologia, la sociologia, la mitologia, e che anticipò molti concetti e problemi che saranno sviluppati solo secoli dopo da altri filosofi, come Kant, Hegel, Croce, Gentile, Berlin. Per questo, Vico può essere considerato un genio, un profeta, un miracolo della cultura italiana.
A rendere omaggio a questo grande pensatore è Marcello Veneziani, che ha scritto “Vico dei Miracoli”, un libro appassionato e appassionante, in cui racconta la vita e l’opera di Vico seguendo le sue tracce nei luoghi in cui visse e insegnò, a Napoli e a Vatolla, e mettendo in luce le sue intuizioni miracolose, che lo hanno reso un precursore dell’ermeneutica, della filosofia della storia, della critica della modernità.
Veneziani scrive con stile chiaro e coinvolgente, senza rinunciare alla profondità e alla competenza filosofica, e riesce a trasmettere al lettore la sua ammirazione e il suo entusiasmo per Vico, invitandolo a scoprire o a riscoprire un autore che ha molto da insegnarci ancora oggi, in un’epoca di crisi e di confusione dei valori e delle identità.
“Vico dei Miracoli” è un libro che merita di essere letto e diffuso, perché restituisce a Vico il ruolo di grande maestro del pensiero italiano, e perché ci offre una chiave di lettura della nostra storia e della nostra cultura, che non può prescindere dalla ricchezza e dalla diversità delle esperienze umane.