IL VIAGGIO INIZIATICO DELL’EROE

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Su Fabbrica della Comunicazione, la rubrica Libero Pensiero è a cura di Beatrice Silenzi – giornalista e direttore responsabile, oggi con Valentina Ferranti per parlare del viaggio iniziatico dell’eroe, di ieri e di oggi.

IL VIAGGIO INIZIATICO DELL’EROE

IL PROPOSITO DELL’APPRENDISTA

a cura di Martino Zeta

Così come avviene durante il processo educativo dei figli, dove i genitori insegnano loro il significato delle cose, è necessario che un insegnante mostri all’apprendista quale sia il proposito. Questa può essere la sfida più grande per chi inizia perché è molto difficile superare la resistenza dell’ego; richiede di abbandonare l’individualità e di riporre tutta la fiducia in chi guida. La sfida non è in ciò che si accetta, ma in ciò che non si può accettare. Non riuscire a trovare una guida non significa in alcun modo la fine della strada; si ha sempre la possibilità di andare avanti da soli. È un onore assumerci la responsabilità delle nostre azioni, prendere le redini del nostro destino nelle nostre mani.

È possibile andare avanti senza bisogno di essere spronati da nessuno ma bisogna riconoscere che per raggiungere questo obiettivo è necessaria una vera forza di volontà.

Chi ha già perso tutto è libero di provare qualsiasi cosa. Come la nascita, il risveglio della coscienza è anche un atto solitario; una volta che l’energia raggiunge una certa soglia, il potere stesso si fa carico di mettere il maestro sulla via dell’apprendista. Questa è la via, tutto il resto è un atto forzato che non porta ad alcun risultato. Quando l’apprendista si rende conto della sua situazione, inizia a mettere in atto un piano d’azione. La prima cosa è stabilire tecniche di risparmio energetico, ciò si ottiene eliminando tutto il superfluo, conservando solo lo stretto necessario. In seguito, organizza la sua vita in modo tale da predisporre il suo territorio immediato, come la casa, la scuola e il posto di lavoro come un campo di battaglia. Crea i propri esercizi in base all’ambiente disponibile e compie atti specifici che lo aiutano nel compito di spolverare la sua connessione con lo spirito. Quando l’apprendista entra nel mondo della stregoneria, si consacra al compito di risparmiare energia e di riordinare l’isola del tonal. Sono compiti monumentali, ma le tecniche del cammino del guerriero gli vengono in soccorso, così impara a tendere agguati a sé stesso; questo si ottiene mantenendo consapevolezza in pensiero, parola e azione. È solo quando si riesce a raggiungere l’equilibrio nella vita quotidiana che il cammino acquista chiarezza.

(Armando Torres – La Ragnatela Universale)

IL PROPOSITO DELL'APPRENDISTA
IL PROPOSITO DELL’APPRENDISTA

IL SOGNO DI DIO

di Adam Luz

“Secondo una teoria Induista il Mondo in cui viviamo sarebbe un sogno di Dio e noi stessi saremmo personaggi di questo sogno.
Per questa dottrina, al principio della Creazione, vi è la figura del Dio Nārāyaṇa, il quale giace addormentato, disteso sopra un serpente che si muove all’interno dell’Oceano Cosmico formato dalle Acque Primordiali che rappresentano la Sostanza infinita che dà forma a tutto ciò che esiste.
Nārāyaṇa rimane in un “sonno contemplativo”, chiamato Yoga Nidra, durante la fase della “Notte Cosmica” in cui l’Universo non è manifestato. Ad un certo punto Egli inizia a sognare e così crea la fase successiva, cioè quella del Giorno Cosmico in cui l’Universo si manifesta.
Nārāyaṇa è un aspetto del Dio Vishnù e quando inizia a sognare dal suo ombelico esce un fiore di Loto sopra cui è seduto Brahma, il Dio della Creazione.
Vishnù è la forza che presiede al mantenimento dell’equilibrio dell’Universo e una volta che un ciclo cosmico termina interviene la forza del Dio Shiva per “distruggere” il sogno di Vishnù, il quale torna a dormire sul serpente cosmico, nella forma di Nārāyaṇa, per poi ricominciare a sognare e generare un nuovo ciclo”.

IL SOGNO DI DIO
IL SOGNO DI DIO

DEAD INTERNET THEORY

di Valentina Ciavarra

Una teoria cospirazionista chiamata Dead Internet Theory dice che dall’anno 2017 circa, quasi tutto ciò che si vede o legge su Internet è in realtà creato da bot e non da persone.

In effetti già ora parecchi giornali, blog e siti si avvalgono dell’intelligenza artificiale per le proprie “creazioni” di testo o foto online…

La teoria può avere quindi un suo perché anche se al momento è parecchio estremista; come molti scenari fantascientifici o cospirazionisti, però, mette in guardia su un futuro verosimile.

Cospirazionismo e fantascienza infatti sono uniti dallo stesso destino: sbeffeggiati ma in molti casi profetici.

DEAD INTERNET THEORY
DEAD INTERNET THEORY

È TEMPO DI UNIRE

di Marco Giovanni Lanzoni

Vi fu un tempo molto lontano, in cui la terra era governata dal matriarcato…e falli’.

Ora, da diversi millenni è il patriarcato a farla da padrone…e anche questo sistema è fallito🙏

NESSUNA terra infatti può essere SORRETTA E NUTRITA da una SOLA delle forze portanti, perché QUALSIASI forma o frequenza energetica che si definisce femminile o maschile che prevarica, o che cerca il predominio, o rivendica verità o una presunta sovranità interiore manifestata poi all’esterno, crea potere…NON amore🙏

Ma presto ci sarà un tempo che la terra verrà governata da ESSERI androgini, e cioè esseri che hanno integrato INTERIORMENTE dentro di loro entrambi gli aspetti (femminile e maschile) poiché gli hanno VISSUTI nella loro ANIMA.

E in questo EQUILIBRIO saranno allora guidati dall’AMORE…e NON dal potere come accade ora!

Questo giorno potrà essere lontano o vicino, TUTTO DIPENDERÀ dalle nostre SCELTE…scelte che facciamo OGNI giorno che è il nostro potere più GRANDE, poiché in base ad esse dirigiamo la nostra vita o in senso o in un altro🙏.

Quindi in base a ciò ci aspetta o l’UNIONE, ciò che REALMENTE SIAMO, cioè la verità.

O la divisione, quello che continuamente portiamo avanti, (che è ciò che crediamo di essere), cioè la menzogna o illusione.

È TEMPO DI UNIRE
È TEMPO DI UNIRE

RELAZIONI TOSSICHE?

di Luciano Sesta

C’è, sul tema delle cosiddette “relazioni tossiche”, un discorso “standard”, che si concentra sui sintomi della relazione “malata” e sulle cause, prevalentemente psicologiche, che inducono due persone a rimanervi intrappolate. In genere lo schema è quello della persona affetta da “dipendenza affettiva” che incrocia, sul proprio percorso, un soggetto affetto da “narcisismo”: la prima dà tutto e si sacrifica per il partner, fino ad annullarsi, il secondo ne approfitta per dominare e prendersi dalla relazione ciò che gli serve.

I presupposti patologici di questo meccanismo sono, si dice, la falsa idea che la relazione sia tutto – anche a scapito dei propri interessi, delle proprie passioni, del proprio lavoro e delle proprie amicizie – e che l’amore rappresenti una sorta di divinità, sul cui altare sarebbe lecito sacrificare qualunque cosa, anche se stessi.

Ci si può chiedere, tuttavia, se davvero questa tendenza degli innamorati a investire tutto sulla loro relazione sia patologica, piuttosto che rappresentare l’essenza stessa di ciò che chiamiamo “amore”. L’alternativa, francamente artificiosa, sarebbe innamorarsi “prudentemente”, tenendo sotto controllo la relazione, circondandola di clausole e di limiti, nel timore che finisca lì dove non si vorrebbe. Da esperienza eversiva, sempre un po’ folle ed esagerata, l’amore diventerebbe una pratica “contabile”, un sentimento addomesticato.

In una profezia che si autoavvera, questa sorta di “carcerazione preventiva” dei sentimenti, per paura che si ammalino, li ammalerebbe. Anzi, impedirebbe la loro stessa nascita. Nessuno potrebbe più dire a nessun altro: “tu per me sei al primo posto”. Sarebbe immediatamente diffidato come un “dipendente affettivo” inconsciamente soggiogato da un narcisista, forse a sua volta inconsapevole.

La verità è che le persone che si innamorano non possono non “lasciarsi andare”, nemmeno quando farlo potrebbe portare a situazioni indesiderate. La paura che le relazioni divengano tossiche, invece, sta uccidendo la spontaneità degli innamorati. Da questi nuovi innamorati “prudenti” ci aspettiamo che, una volta innamorati, conservino la stessa identica autonomia e padronanza di se stessi che avevano prima di innamorarsi. Praticamente non più persone, ma automi che stipulano contratti sotto protezione affettiva.

Ci dimentichiamo che innamorarsi non è mai ritrovarsi al sicuro e “padroni del campo”, ma in qualche modo “smarrirsi”, perché la persona che ci ha attratto non viene solo incontro al nostro bisogno, ma suscita in noi un desiderio che, prima di incontrarla, non avevamo. E questo spiazza, destabilizza, costringe a reinventarsi uno stile e a rischiare. L’amore non viene solo a colmare un vuoto pregresso, ma ne scava anche uno nuovo. Non limitandosi a “soddisfare”, l’amore si mette anche a “disfare”, perché introduce disordine e instabilità in una vita prima ordinata e “sotto controllo”.

E allora bisogna avere il coraggio di dirlo: la dipendenza affettiva non è una condizione patologica ma una condizione umana “normale”. Siamo tutti affettivamente dipendenti, in quanto animali “sociali”. Ciò che dobbiamo imparare a coltivare non è l’indipendenza affettiva, che ci renderebbe dei freddi robot che stipulano accordi sentimentali mantenendo sempre il controllo razionale della situazione, ma l’autonomia affettiva, ossia la capacità di gestire da noi stessi le inevitabili turbolenze che la dipendenza affettiva comporta.

Del resto pensiamoci bene. Che aspetto dovrebbe avere una relazione “sana” che si immunizzi preventivamente da ogni rischio di sfociare in una relazione tossica? Sarebbe una relazione in cui i partner stabiliscono regole e confini, e in cui, sin dall’inizio, non si lasciano andare per paura di avvelenare la relazione. Una simile “relazione”, se così possiamo ancora chiamarla, non avrebbe nulla di ciò che la rende una relazione amorosa. E dunque non ci interesserebbe. Non c’è un condom psicologico che preservi dal rischio di tossicità relazionale. Amare significa rischiare. Vale la pena continuare a farlo.

RELAZIONI TOSSICHE?
RELAZIONI TOSSICHE?

IL SEME COME PAROLA DI DIO

a cura di Chiara Silvia Salvini

Dall’amata Simone Weil, in Quaderni, vol. IV, Milano, 1993, pp. 338-33
(Ringraziando il gruppo “La Biblioteca di Alessandria”)

“σπείρων. il seminatore; lo stesso termine è usato per il maschio che feconda la femmina. Questo doppio significato è certamente contenuto nelle parabole evangeliche sulla semina. Il seme è la parola di Dio. Il seme è un soffio igneo, pneuma. Il seme entrato nella Vergine era lo Spirito Santo, πνεῦμα ἅγιον . Lo Spirito Santo è anche il seme che cade su ogni anima. Per riceverlo bisogna che l’anima sia diventata semplicemente una matrice, un ricettacolo, qualcosa di fluido: acqua. Allora il seme diventa embrione, poi bambino; il Cristo è generato nell’anima. Ciò che chiamavo io, è distrutto, liquefatto; al suo posto c’è un essere nuovo, cresciuto a partire dal seme di Dio caduto nell’anima. Questo significa essere generato a partire dall’acqua e dallo spirito (…). Al termine di questo processo: ‘io non vivo più, ma il Cristo vive in me’. C’è un altro essere che è generato da Dio, un altro ‘io’, che è appena ‘io’ perché è il Figlio di Dio. Non ci sono ‘figli adottivi’. L’unica adozione consiste nel fatto che, come un parassita depone le sue uova nella carne di un animale, così Dio depone nella nostra anima uno sperma che, giunto a maturità, sarà suo Figlio. E’ così che Afrodite celeste, che è la Saggezza, nasce dal mare. La nostra anima deve essere unicamente un luogo di accoglienza e di nutrimento per il seme divino. Non dobbiamo dare da mangiare alla nostra anima. La nostra anima è un uovo in cui il germe divino diventa uccello. L’embrione dell’uccello si nutre dell’uovo; diventato uccello, infrange il guscio, esce, e becchetta dei chicchi. La nostra anima è separata da ogni realtà da una pellicola di egoismo, di soggettività, di illusione; il germe del Cristo deposto da Dio nella nostra anima si nutre di essa; quando è abbastanza sviluppato, infrange l’anima, la fa esplodere, ed entra in contatto con la realtà. E’ l’Amore nel microcosmo. Quello del macrocosmo, una volta che le sue ali dorate sono spuntate, infrange l’uovo del mondo e passa dall’altra parte del cielo”

IL SEME COME PAROLA DI DIO
IL SEME COME PAROLA DI DIO

COSA SIGNIFICA ALTA VIBRAZIONE?

a cura di Fratellanza Bianca

– Vivi con facilità.

– Hai la capacità di attrarre tutto ciò che desideri.

– Gli eventi si stanno svolgendo a un ritmo veloce.

– Non prendi le cose sul personale.

– Diventi un osservatore e un ricevitore.

– Impari a rilassarti, a lasciare andare il controllo.

– Hai la capacità di trasformare un negativo in positivo.

– Ti liberi dalle convinzioni limitanti.

– Sei pieno di nuove convinzioni positive

COME MANTENERE UNA VIBRAZIONE ELEVATA?

– Sii attento al tuo livello vibrazionale.

– Non prendere le cose sul personale.

– Mantieni la frequenza dell’amore diventando accettante, amorevole, amando dal cuore, non dalla mente.

– Non criticare, non condannare, non offendere.

– Non pensare costantemente ai problemi, ma pensa a soluzioni positive.

– Pratica la meditazione, la respirazione, il rilassamento per radicarti.

– Scegli le persone nel tuo spazio personale.

– Prendi in carico la tua vita con l’azione.

– Sii grato per tutto ciò che accade nella tua vita.

– Alleviare lo stress attraverso lo sport.

– Porre fine alle cattive relazioni.

– Amarsi.

TECNICHE DI MANTENIMENTO AD ALTE VIBRAZIONI

1. Messa a terra. Immagina di mettere radici nel terreno. Ciò impedisce alle energie negative di arrivare a te, agganciando le persone che si nutrono della tua energia, prosciugandola.

2. Spazzare Spazzare mentalmente l’energia negativa attraverso la porta d’ingresso con una scopa. Fatti una doccia e lascia che ciò che resta vada nello scarico.

3. Elimina dal tuo menu gli alimenti con additivi artificiali e aumenta la quantità di cibi crudi e di qualità.

4. Crea un muro protettivo intorno a te accendendo l’immaginazione: la coscienza è ciò che può materializzare qualsiasi cosa.

5. Non manipolare il libero arbitrio di qualcun altro. Non dare consigli non richiesti.

6. Vivi nel momento presente. Ci vuole pratica e ripetizione. Ogni giorno 2 minuti, 5 minuti – esercizio. Non lasciare che la tua mente vada avanti e indietro: dal passato al futuro, dal futuro al passato. Senti cosa ti viene offerto ORA. Guarda la tavolozza completa di ciò che ti circonda ORA. Immergiti nel momento presente.

7. Formula i tuoi desideri in affermazioni positive. Pensa a ciò che vuoi, non a ciò che non vuoi.

8. Respira profondamente e concentrati sulla respirazione. Senti ogni respiro.

9. Ama incondizionatamente. Amati senza sensi di colpa, senza paura. Ama gli altri, accettandoli come parte di uno straordinario organismo universale vivente.

10. Raccogli il silenzio. Negli ultimi anni, gli scienziati hanno studiato l’effetto del silenzio sul cervello e sul corpo umano. Ha il potere di calmare i nostri corpi, “disconnettere” i nostri pensieri e sintonizzare la nostra connessione con il mondo.

RICORDA

La vibrazione inferiore “salta” SEMPRE contro quella superiore.

E’ così semplice.

L’Alta Vibrazione è sempre calma, serena, sorridente, accetta e irradia AMORE, e questo irrita e sfida la Bassa Vibrazione.

Se ti chiedi perché sei attaccato senza motivo, rifiutato, condannato, umiliato o non accettato, questa è la risposta.

Ringrazia e invia loro amore.

Tocca Sana

COSA SIGNIFICA ALTA VIBRAZIONE?
COSA SIGNIFICA ALTA VIBRAZIONE?

PERCHE’ DIO HA CREATO IL MALE?

a cura di Sentiero Contemporaneo

Un professore all’università ha posto ai suoi studenti la seguente domanda:

– Tutto ciò che esiste è stato creato da Dio?

Uno studente ha risposto coraggiosamente:

– Sì, creato da Dio.

– Dio ha creato tutto? – Chiese un professore.

“Sì, signore”, rispose lo studente.

Il professore ha chiesto :

– Se Dio ha creato tutto, allora Dio ha creato il male, poiché esiste. E secondo il principio che le nostre azioni definiscono noi stessi, allora Dio è malvagio.

Lo studente è rimasto in silenzio dopo aver sentito una risposta del genere. Il professore era molto soddisfatto di se stesso. Si vantava con gli studenti per aver dimostrato ancora una volta che la fede in Dio è un mito.

Un altro studente alzò la mano e disse:

– Posso farle una domanda, professore?

“Certo”, rispose il professore.

Uno studente si alza e chiede:

– Professore, il freddo esiste?

– Che tipo di domanda? Certo che esiste. Hai mai avuto freddo?

Gli studenti hanno riso alla domanda del giovane. Il giovane rispose:

– In realtà, signore, il freddo non esiste. Secondo le leggi della fisica, ciò che consideriamo freddo è in realtà l’assenza di calore. Una persona o un oggetto può essere studiato se possiede o trasmette energia.

Lo zero assoluto (-460 gradi Fahrenheit) è una totale assenza di calore. Tutta la materia diventa inerte e incapace di reagire a questa temperatura. Il freddo non esiste. Abbiamo creato questa parola per descrivere ciò che proviamo in assenza di calore.

Uno studente ha continuato:

– Professore, esiste l’oscurità?

– Certo che esiste.

– Si sbaglia di nuovo, signore. Anche l’oscurità non esiste. L’oscurità è in realtà assenza di luce. Possiamo studiare la luce ma non l’oscurità. Possiamo usare il prisma di Newton per diffondere la luce bianca su più colori ed esplorare le diverse lunghezze d’onda di ogni colore. Non puoi misurare l’oscurità. Un semplice raggio di luce può entrare nel mondo delle tenebre e illuminarlo. Come si fa a capire quanto è buio un certo spazio? Misuri quanta luce viene presentata. Non è così? L’oscurità è un termine che l’uomo usa per descrivere ciò che accade in assenza di luce.

Alla fine, il giovane ha chiesto al professore:

– Signore, esiste il male?

Questa volta era incerto, il professore ha risposto:

– Certo, come ho detto prima. Lo vediamo tutti i giorni. Crudeltà, numerosi crimini e violenze in tutto il mondo. Questi esempi non sono altro che una manifestazione del male.

A questo, lo studente ha risposto:

– Il male non esiste, signore, o almeno non esiste per se stesso. Il male è semplicemente l’assenza di Dio. È come l’oscurità e il freddo, una parola creata dall’uomo per descrivere l’assenza di Dio. Dio non ha creato il male. Il male non è fede o amore, che esistono come luce e calore. La cattiveria è il risultato dell’assenza di amore divino nel cuore umano. È il tipo di freddo che arriva quando non c’è caldo, o il buio che arriva quando non c’è luce.

Il nome dello studente era Albert Einstein

PERCHE' DIO HA CREATO IL MALE?
PERCHE’ DIO HA CREATO IL MALE?