LE INCARNAZIONI DI DIO ALTISSIMO

a cura dell’associazione internazionale SOL COSMICUS

“Ogni volta che il Dharma decade ed in ogni dove si afferma l’adharma, (materialismo, anarchia, disordine, ingiustizia, N.d.T.) allora Io Mi manifesto. Per la salvezza dei giusti e la distruzione di coloro che fanno il male, per ristabilire fermamente il Dharma, Io rinasco di età in età.”

BHAGAVAD GITA Libro IV°, Sutra 7, 8.

LE INCARNAZIONI DI DIO ALTISSIMO
LE INCARNAZIONI DI DIO ALTISSIMO

CANONE ALLA DODICESIMA ALL’ARTE DELLA FUGA

di Giorgio Massara

L’Arte della Fuga si esegue nel tempo, che è una “dimensione”. Ma nel penetrare qui, gli Dei-Note archetipici, si rovesciano, come in uno specchio. Obbligati alla realizzazione temporale delle loro essenze, tenteranno, tuttavia, il ritorno, volgendo i loro passi e ritmi all’indietro, al ritorno, con l’aiuto della rotazione dello Swastika Levogiro del Ritorno.

È così nel Canone alla Dodicesima dell’Arte della Fuga, in cui Bach introduce discretamente il suo nome (la sua firma e rubrica) formato da quattro motivi strategici (Lui, lei; Lei, lui; Re,fa; Mi,do: B-A-C-H).

Sì, l’Arte della Fuga è composta in uno Specchio ed è una concezione ciclica, come lo fu il Credo della Messa in Si Minore. E’ ‘Musica Infinita’, che non ha inizio né termine; concepita, inoltre non per essere eseguita con strumenti materiali, ma dalla Mente ed ascoltata con La mente. L’opera intera è un monumentale intento di totalizzazione, di ‘individuazione’, ed è il racconto sublime della partizione e della ricerca del recupero della totalità perduta, alla fine di una vita, di una Ronda e di un’incarnazione della Divinità. Con i quattro motivi liberi che Bach ha introdotto alla fine, tutto deve restare incompiuto qui, poiché si passa all’altro lato dello Specchio, dove di nuovo si sta al rovescio e, forse, lui ‘esce’ per sempre (e se così fosse, si dovrà di nuovo cominciare in un’altra Ronda, forse da qualche altro, forse da me…). Quei quattro motivi dovranno essere combinati con il motivo principale, che si ripete in fughe e canoni, dal principio temporale. Ma Bach muore in quel momento, lasciandoci il racconto incompiuto di una ricerca e di una guerra divina. È la nostalgia di LUILEI e di LEILUI, dell’universo di Iperborea, del Raggio Verde, e l’impossibilità di recuperarli ormai…

(Miguel Serrano – Manu pp. 72-74)

CANONE ALLA DODICESIMA ALL'ARTE DELLA FUGA
CANONE ALLA DODICESIMA ALL’ARTE DELLA FUGA

Similitudini e differenze tra Confucianesimo e Cristianesimo

di Enrico Valente

Similutudini tra Confucianesimo e Cristianesimo

  1. Entrambi, sia il cattolicesimo e il confucianesimo, costituiscono dottrine religiose che influenzano la vita dei loro seguaci.
  2. Seppur con mezzi diversi, sia il cattolicesimo che il confucianesimo mirano a fondare una morale. La Chiesa cattolica si basa sui dieci comandamenti e altri insegnamenti cristiani per guidare la condotta dei credenti, mentre il confucianesimo promuove l’importanza delle virtù come la lealtà, l’onestà e la gentilezza.
  3. L’importanza dell’educazione: sia il cattolicesimo che il confucianesimo enfatizzano l’importanza dell’istruzione e dell’educazione. Il cattolicesimo prevede l’istruzione religiosa come parte integrante della pratica, mentre il confucianesimo promuove il valore della formazione continua per sviluppare una mente equilibrata e disciplinata.
  4. L’attenzione alla famiglia e alla comunità: entrambe le dottrine prestano attenzione alla famiglia e alla comunità come importanti istituzioni sociali. Il cattolicesimo enfatizza l’importanza della famiglia come luogo di amore, educazione e crescita spirituale, mentre il confucianesimo promuove l’importanza della solidarietà e della cooperazione nella comunità.
  5. Sebbene in modo diverso sia il cattolicesimo che il confucianesimo prevedono la pratica della preghiera e del culto come parte integrante della loro pratica religiosa. Il cattolicesimo invita alla partecipazione alla messa, alla preghiera dei fedeli, alla recita del rosario e ad altri riti e sacramenti, mentre il confucianesimo prevede la venerazione degli antenati e dei grandi maestri attraverso rituali e cerimonie.
  6. Il valore dell’ordine sociale: entrambi i sistemi di pensiero enfatizzano l’importanza dell’ordine sociale e del rispetto per l’autorità. Il cattolicesimo promuove il valore del rispetto per le autorità civili e religiose come parte della fede cristiana, mentre il confucianesimo sottolinea l’importanza del rispetto per gli anziani, i superiori e le autorità come parte della virtù e del rispetto per la tradizione.
  7. Uno dei precetti più importanti della nostra religione è stato introdotto da Confucio ed è stato poi ripreso da Gesù; Confucio affermava di ‘non fare agli altri ciò che non vuoi sia fatto a te’, Gesù insegnava più o meno la stessa cosa:‘fai agli altri ciò che vuoi sia fatto a te’. Nel cattolicesimo vivere nel rispetto e nella solidarietà è una necessità data dalla convinzione di formare tutti la stessa famiglia di Dio, in cui Dio Padre rende gli uomini tra loro fratelli.
  8. Sia il cattolicesimo che il confucianesimo insegnano ad amare la natura. Confucio considerava la natura come una forza cosmica che doveva essere rispettata e preservata. Egli riteneva che l’uomo dovesse vivere in armonia con essa e che questo fosse un importante fattore per raggiungere la pace interiore e sociale. Se Confucio vedeva la natura come un esempio di ordine e armonia, che l’uomo dovrebbe cercare di emulare nella propria vita, Cristo la guardava come uno dei riflessi più belli della presenza di Dio. Per questo la natura non è Dio (come pensava Spinoza): la natura è stata creata da Dio per accogliere l’uomo, ed è compito nostro prendercene cura.

Differenze tra Confucianesimo e Cristianesimo

Abbiamo visto come queste due importanti tradizioni abbiano alcune importanti radici in comune, vediamo ora alcune diversità:

  1. Credenza in Dio: il confucianesimo non crede in un Dio personale, mentre il cattolicesimo si basa sulla fede in Dio creatore del cielo e della terra.
  2. Redenzione e salvezza: il confucianesimo non ha una dottrina della redenzione, mentre il cattolicesimo afferma che la salvezza è possibile attraverso la fede in Gesù Cristo.
  3. Influenza religiosa sulla vita: il confucianesimo si concentra sulla vita etica, morale e sociale, mentre il cattolicesimo, pur dando istruzioni a carattere etico, si focalizza sulla fede in Dio e sulla salvezza dell’anima.
  4. Concetto di peccato: il confucianesimo non ha una dottrina del peccato, mentre il cattolicesimo afferma che il peccato è una lesione morale all’ordine divino e può essere perdonato attraverso il sacramento della confessione.

Tratto da: SOCIAL BLOG

Similitudini e differenze tra Confucianesimo e Cristianesimo
Similitudini e differenze tra Confucianesimo e Cristianesimo

IL DIO DI ERACLITO

di Domenico Rosaci

Diceva Eraclito, il grande filosofo di Efeso:

«Οὐκ ἐμοῦ, ἀλλὰ τοῦ λόγου ἀκούσαντας [ὁμολεγεῖν] σοφόν ἐστιν ἒν πάντα εἰδέναι.»

«Non ascoltando me, ma il logos, è saggio intuire che tutto è Uno, e che l’Uno è tutto.» (Eraclito, Diels-Kranz, Fr. 50).

Il Logos era, per Eraclito, la capacità di INTUIRE (εἰδέναι) la Verità.

Come spiega acutamente Giorgio Colli, attento interprete di Eraclito e profondo conoscitore della filosofia greca, il verbo “eidénai” (εἰδέναι) indica il “pensare per immagini”, nella tradizione più antica della filosofia greca, che considera la “conoscenza” come una “visione”.

Per questo motivo, chi in Grecia voleva davvero conoscere, comprendere la Verità, si recava dall’Oracolo, la Pizia di Delfi che “vedeva”, cioè “intuiva” la Verità.

La Verità del mondo antico non sta nella percezione sensoriale, che può solo fornire al pensiero elementi che vanno collegati tra loro, e analizzati dalle capacità intellettuali per potere attribuire loro un “significato”.

Una capacità intellettuale è la Ragione discorsiva, la logica, la razionalità, che porta ad un primo livello di comprensione.

Ma la capacità più profonda, come ci spiega Platone, è proprio quell’Intuizione di cui parla Eraclito, la visione diretta della conoscenza che può essere ottenuta solo da colui che osserva DENTRO e non semplicemente FUORI, cioè da colui che ascolta il Logos, la Verità che è come una voce che abbiamo dentro, e non una semplice raccolta di informazioni sensoriali.

Toccare, per i grandi filosofi Greci, non è mai stato Sapere.

Toccare, per la grande filosofia Vedanta dell’Induismo, era Maya, Illusione.

Solo l’Anima (traduzione italiana del termine greco “Psiche”) può Vedere, e quindi Sapere.

Proprio nella comunità cristiana primitiva di Efeso venne composto un Vangelo che poi sarebbe stato noto come “Vangelo di Giovanni”, anche se l’autore di tale Vangelo è del tutto anonimo, e l’attribuzione a Giovanni discepolo di Gesù fu fatta, in modo assolutamente arbitrario, da Ireneo di Lione nel II secolo.

Tale Vangelo ha il seguente inizio:

“In principio era il Logos e il Logos era presso Dio e il Logos era Dio.”

Ciò evidenzia come la tradizione dei Vangeli riprenda la Tradizione greca antica del Logos come capacità interiore dell’essere umano di accedere a una Visione della Realtà che i Greci definivano “aletheia”, cioè “ciò che non è oscuro”.

Questa capacità, come ci dice Eraclito, genera nell’uomo l’INTUIZIONE, ed è tale intuizione, nel mondo greco arcaico, l’unica possibile definizione di Verità, così come lo è nel Vangelo di Giovanni.

Il Vangelo di Giovanni chiama “Dio” il Logos, spiegando con la massima semplicità possibile ciò che i primi cristiani intendevano con la parola “Dio”.

Esattamente come per Eraclito, il Dio di Giovanni è la “Voce” che ognuno di noi può udire quando si presta all’ascolto dell’anima. Ma per “anima” Eraclito non intende qualcosa di appartenente all’individuo.

La prima di tutte le intuizioni infatti, secondo Eraclito, è che “tutto è Uno, e che l’Uno è tutto”. Quindi anche l’anima, la psiche è Una.

Nessun filosofo greco è stato più chiaro di Eraclito nel definire la Verità, e non deve stupire che il filosofo di Efeso fosse chiamato dai suoi contemporanei lo “Skoteinòs”, l'”Oscuro”.

La Verità di Eraclito sarà infatti sempre oscura per chi non intende ascoltare il Logos, cioè quel Tutto che è Uno. Fino a quando l’uomo ingenuo continuerà a identificarsi nel suo solo corpo e nei suoi soli sensi, l’unica “verità” a cui potrà accedere sarà quella, illusoria, della doxà: l’opinione.

Platone, approfondendo il pensiero di Eraclito e spiegandolo più estesamente, spiegherà che l’uomo più saggio, che capirà che la verità non sta nelle sole sensazione (le “ombre”) ma nelle capacità intellettuali, applicherà la Ragione e andrà oltre la doxa, spingendosi con la logica e la razionalità, che egli chiamava diánoia, a una prima forma di Episteme, cioè a una conoscenza più reale.

Quella che oggi chiamiamo Scienza è la diánoia di Platone.

La Scienza va oltre il “tocco e so”, spingendoci verso conoscenze su cui tutti possiamo concordare attraverso la nostra comune capacità di ragionare.

Ma la Scienza, la diánoia, è comunque solo una prima, più limitata forma di Episteme.

L’Episteme profonda, la Verità, è quella che si ottiene attraverso l’INTUIZIONE, che Platone chiamava Nous, e che altro non è che il Logos di Eraclito e del Vangelo di Giovanni.

Ognuno di noi, che ci crediamo “individui”, cioè che ci crediamo tra noi distinti e separati, in realtà contiene il Logos che ci fa intuire che Tutto è Uno.

E il Vangelo di Giovanni ci dice che tale Logos è Dio, quindi Dio è dentro (e non fuori di noi), che è esattamente come dire che tutti condividiamo Dio (e quindi non siamo distinti e separati) ribadendo che tale Dio-Verità non è altro che il Tutto-Uno di Eraclito.

Comprendere questo, come lo comprendeva Eraclito e tutta la saggezza greca antica, non è un capriccio o una esigenza dell’ego. Si tratta di una realtà esperienziale accessibile a chiunque voglia ascoltare il DENTRO invece di limitarsi ad ascoltare le sensazioni, che sono solo un aspetto (quello materiale) della Realtà, ma che non coincidono con quest’ultima.

Non c’è alcun fine nella comprensione che Tutto è Uno. Non è il risultato di uno schema razionale inventato dall’ego umano, non è il desiderio di proporre una verità che dovrebbe assurgere a universale, come le tante teorie che l’uomo egoico propone, credendosi “intelligente”.

“Intelligere” significa “Leggersi dentro”, non “leggere il fuori”.

A comprendere che Tutto è Uno, e quindi a sentire sé stessi come collegati a ogni altro ente, sarà solo colui che farà soggettivamente l’esperienza di tale comprensione interiore, e non avrà alcuna esigenza di proporla come verità “oggettiva” valida per altri soggetti. Ma per quel soggetto che avrà abbracciato il Logos, il Logos stesso sarà l’unica verità esistente. Sarà l’Essere stesso.

Chi non fa l’esperienza del Logos invece, non potrà mai conoscerlo, nel senso di “abbracciarlo”. La conseguenza sarà che egli si sentirà per sempre distinto e separato dagli altri enti, e quindi svilupperà i conflitti, vorrà distinguere le cose “sue” da quelle degli altri, svilupperà gli attaccamenti e di conseguenza la sofferenza, che come svela il Buddha non è altro che la conseguenza degli attaccamenti.

Ancora oggi, duemila e quattrocento anni dopo la morte del filosofo di Efeso, il Logos di Eraclito, quel Dio che altro non è che il Tutto-Uno, rimane un concetto universale della nostra psiche che ci consente, se ne abbiamo volontà e capacità, di ottenere pace e pienezza di vita.

IL DIO DI ERACLITO
IL DIO DI ERACLITO

IL TAWID

di Giuseppe Aiello

Riflessione personale:

la civiltà moderna ha un ritmo frenetico, ma ciò non è un caso. Come in chimica la “centrifugazione” è un metodo di separazione che consente di separare due sostanze di un miscuglio eterogeneo per mezzo della forza centrifuga, la forza “centrifuga” della vita moderna è appositamente programmata per separare i livelli dell’essere umano, creando schizofrenia, bipolarismo, disarmonia, contrasti. D’altrode shaytan, il ribelle, è portatore di sedizione, divisione, incertezza, insicurezza, dubbi. È un rete invisibile che intrappola e assopisce, come dice Hakim Sanai. L’Islam è esattamente l’opposto, è tawhid, “unificazione”, unità tra Cielo e Terra, maschile e femminile, tra interiore ed esteriore. È certezza metafisica, è suprema Libertà.

IL TAWID
IL TAWID

L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE SECONDO CHOMSKY

a cura di Claudio Modola

Noam Chomsky a 95 anni, è il cervello vivente più giovane al mondo…dice questo sull’intelligenza artificiale:

“La mente umana non è, come ChatGPT e i suoi simili, una macchina statistica e avida di centinaia di terabyte di dati per ottenere la risposta più plausibile a una conversazione o la più probabile a una domanda scientifica”.

Al contrario… “la mente umana è un sistema sorprendentemente efficiente ed elegante che opera con una quantità limitata di informazioni. Non cerca di danneggiare le correlazioni dai dati, ma cerca di creare spiegazioni.

Smettiamola di chiamarla allora “Intelligenza Artificiale” e chiamiamola per quello che è e fa un “software di plagio” perché “Non crea nulla, ma copia opere esistenti, di artisti esistenti, modificandole abbastanza da sfuggire alle leggi sul copyright.

Questo è il più grande furto di proprietà intellettuale mai registrato da quando i coloni europei sono arrivati nelle terre dei nativi americani. “

L'INTELLIGENZA ARTIFICIALE SECONDO CHOMSKY
L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE SECONDO CHOMSKY

DIO E’ IL PIU’ GRANDE

di Luca Rudra Vincenzini

“Deus est id quo maius cogitare nequit”, “Dio è ciò di cui non posso pensare nulla di più grande”, Sant’Anselmo d’Aosta.

L’autogenerazione eterna è un postulato metafisico che sconvolge qualsiasi logica umana. È più o meno semplice immaginare una vita sempiterna, ovvero che inizia nel tempo ma non finisce mai. Sostanzialmente dovuta ad un principio superiore, che dona, in compartecipazione alla sua creatura, il dono di un’eternità acquisita. È nella compartecipazione ad un qualcosa di eterno, per volontà di chi eterno è, che non si torna al non essere. Il figurarsi, invece, un’eternità autogenerata distrugge qualsiasi logica. Se rimaniamo nel campo concreto dell’Astrofisica, ci potremmo chiedere se l’Energia Oscura, dalla quale provengono la Materia Oscura, aldilà dei Buchi Neri, e la Materia Barionica, nelle infinite variabili degli Universi Bolla contenenti le galassie, sia autogenerata o provenga da un sistema ancora più complesso. Si potrebbe obiettare che tutto ciò che è fisico, in qualche modo misterioso, dipenda da un organo generante più complesso e non materiale, o comunque dipendente da una intelligenza che modifica la fisica in maniera volontaria. Ma una regressio ad infinitum non è possibile, non è ammissibile, perché non risolve il problema da un punto di vista epistemologico. Ergo deve necessariamente esistere una Causa Incausata, che si pensa da sempre e per sempre, e pensandosi, nell’unità di intento e azione, parzialmente diviene assieme alla sua creazione. Ebbene questa Causa Incausata, ma causa di ogni effetto, non soggetta a deperimento e continuamente rinnovantesi a livello materiale, è ciò che atterrisce la logica più che la fede. È necessaria, più di tutto quanto esiste, essendo l’origine ed il sostentamento di ogni cosa, eppure non posso concepirla. Qui convergono tutte le metafisiche serie dell’umanità, comprese quelle non sostanziali, ovvero quelle che, prigioniere come le altre dei limiti del linguaggio, tentano di descrivere l’indescrivibile per via negationis.

DIO E' IL PIU' GRANDE
DIO E’ IL PIU’ GRANDE

I BRICS lanceranno un nuovo mondo nel 2024?

a cura di Lorenzo Maria Pacini

In tutto il Sud globale, i Paesi sono in fila per unirsi al BRICS multipolare e al futuro senza egemoni che promette. L’ondata di interesse è diventata un tema di discussione inevitabile durante questo anno cruciale di presidenza russa di quello che, per il momento, è il BRICS-10. 

L’Indonesia e la Nigeria sono tra i principali candidati all’adesione. Lo stesso vale per il Pakistan e il Vietnam. Il Messico si trova in una situazione molto complessa: come aderire senza suscitare le ire dell’egemone. Poi c’è una nuova candidatura in ascesa: lo Yemen, che gode del sostegno di Russia, Cina e Iran.

È toccato al principale sherpa russo dei BRICS, l’immensamente capace viceministro degli Esteri Sergey Ryabkov, chiarire cosa ci aspetta. Ha dichiarato, infatti, alla TASS: dobbiamo fornire una piattaforma ai Paesi interessati al riavvicinamento con i BRICS, dove potranno lavorare praticamente senza sentirsi abbandonati e unirsi a questo ritmo di cooperazione, e per quanto riguarda la decisione sull’ulteriore espansione, questa dovrebbe essere rimandata almeno fino a quando i leader si riuniranno a Kazan per decidere.

La decisione chiave sull’espansione dei BRICS+ uscirà solo dal vertice di Kazan del prossimo ottobre. Ryabkov sottolinea che l’ordine del giorno è innanzitutto “integrare coloro che si sono appena uniti”. Ciò significa che “come ‘dieci’, lavoriamo almeno con la stessa efficienza, o meglio, con più efficienza di quanto abbiamo fatto all’interno dei ‘cinque’ iniziali”.

Solo allora i BRICS-10 “svilupperanno la categoria degli Stati partner”, il che significa, di fatto, creare una lista basata sul consenso tra le decine di nazioni che non vedono l’ora di entrare nel club.

Ryabkov fa sempre notare, in pubblico e in privato, che il raddoppio dei membri dei BRICS a partire dal 1° gennaio 2024 è “un evento senza precedenti per qualsiasi struttura internazionale”.

Non è un compito facile, dice Ryabkov: l’anno scorso è stato necessario un intero anno per sviluppare i criteri di ammissione e di espansione a livello di alti funzionari. Sono state sviluppate molte cose ragionevoli, e molti degli aspetti formulati allora si sono riflessi nell’elenco dei Paesi che hanno aderito; ma probabilmente sarebbe improprio formalizzare i requisiti. In fin dei conti, l’ammissione all’associazione è oggetto di una decisione politica.

Cosa succederà dopo le elezioni presidenziali russe

In un incontro privato con alcune persone selezionate a margine della recente conferenza multipolare di Mosca, il ministro degli Esteri Sergei Lavrov ha parlato in modo entusiastico dei BRICS, con particolare enfasi sulle sue controparti Weng Yi della Cina e S. Jaishankar dell’India.

Lavrov nutre grandi aspettative per il BRICS-10 di quest’anno – allo stesso tempo, ricorda a tutti che si tratta ancora di un club; alla fine dovrà andare più a fondo in termini istituzionali, ad esempio nominando un segretariato generale, proprio come l’organizzazione cugina, l’Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai (SCO).

La presidenza russa avrà il suo bel da fare nei prossimi mesi, non solo per navigare nello spettro geopolitico delle crisi attuali, ma soprattutto in quello geoeconomico. Una riunione ministeriale cruciale a giugno – a soli tre mesi di distanza – dovrà definire una tabella di marcia dettagliata fino al vertice di Kazan, quattro mesi dopo.

Anche ciò che accadrà dopo le elezioni presidenziali russe di questa settimana condizionerà la politica dei BRICS. Il nuovo governo russo sarà insediato solo all’inizio di maggio ed è ampiamente previsto che non ci saranno cambiamenti sostanziali all’interno del Ministero delle Finanze russo, della Banca Centrale, del Ministero degli Esteri e tra i principali consiglieri del Cremlino.

La continuità sarà la norma

Ciò detto ci porta al dossier chiave della geoeconomia: i BRICS in prima linea nell’aggirare il dollaro USA nella finanza internazionale.

La scorsa settimana, il principale consigliere del Cremlino Yury Ushakov ha annunciato che i BRICS lavoreranno per creare un sistema di pagamento indipendente basato su valute digitali e blockchain.

Ushakov ha sottolineato in particolare “strumenti all’avanguardia come le tecnologie digitali e la blockchain. La cosa principale è assicurarsi che sia conveniente per i governi, la gente comune e le imprese, oltre che efficace dal punto di vista dei costi e libero dalla politica”.

Ushakov non l’ha menzionato esplicitamente, ma un nuovo sistema alternativo esiste già. Per il momento, si tratta di un progetto strettamente custodito, sotto forma di un dettagliato libro bianco che è già stato convalidato a livello accademico e che contiene anche le risposte alle possibili domande più frequenti.

The Cradle è stata informata del sistema attraverso diversi incontri, a partire dallo scorso anno, con un piccolo gruppo di esperti fintech di livello mondiale. Il sistema è già stato presentato allo stesso Ushakov. Attualmente è in procinto di ricevere il via libera definitivo dal governo russo. Dopo aver superato una serie di test, il sistema sarebbe pronto per essere presentato a tutti i membri dei BRICS-10 prima del vertice di Kazan.

Tutto ciò si ricollega al fatto che Ushakov ha dichiarato pubblicamente che un compito specifico per il 2024 è quello di aumentare il ruolo dei BRICS nel sistema monetario/finanziario internazionale.

Ushakov ricorda come, nella Dichiarazione di Johannesburg del 2023, i capi di Stato dei BRICS si siano concentrati sull’aumento dei regolamenti nelle valute nazionali e sul rafforzamento delle reti bancarie di corrispondenza. L’obiettivo era quello di “continuare a sviluppare il Contingent Reserve Arrangement, soprattutto per quanto riguarda l’uso di valute diverse dal dollaro USA”.

Nessuna moneta unica nel prossimo futuro

Tutto ciò inquadra la questione chiave in assoluto attualmente discussa a Mosca, nell’ambito del partenariato Russia-Cina e, presto, più a fondo tra i BRICS-10: pagamenti alternativi al dollaro USA, aumento del commercio tra “nazioni amiche” e controlli sulla fuga di capitali. 

Ryabkov ha aggiunto altri elementi cruciali al dibattito, affermando questa settimana che i BRICS non stanno discutendo l’implementazione di una moneta unica:

Per quanto riguarda una moneta unica, simile a quella creata dall’Unione Europea, è difficilmente realizzabile nel prossimo futuro. Se parliamo di forme di compensazione di regolamenti reciproci come l’ECU [European Currency Unit] in una fase iniziale dello sviluppo dell’Unione Europea, in assenza di un vero e proprio mezzo di pagamento, ma con l’opportunità di utilizzare in modo più efficace le risorse disponibili dei Paesi nei regolamenti reciproci per evitare perdite dovute a differenze nei tassi di cambio, e così via, allora questo è proprio il percorso lungo il quale, a mio parere, i BRICS dovrebbero muoversi. Questo è in fase di studio.

Il punto chiave, secondo Ryabkov, è che i BRICS non dovrebbero creare un’alleanza finanziaria e monetaria; dovrebbero creare sistemi di pagamento e di regolamento che non dipendano dal mutevole “ordine internazionale basato sulle regole”.

È proprio questa l’enfasi delle idee e degli esperimenti già sviluppati dal Ministro dell’Integrazione e della Macroeconomia dell’Unione Economica Eurasiatica (EAEU) Sergeiìy Glazyev, come ha spiegato in un’intervista esclusiva, e del nuovo progetto innovativo che sta per essere approvato dal governo russo. 

Ryabkov ha confermato che “un gruppo di esperti, guidato dai Ministeri delle Finanze e dai rappresentanti delle Banche Centrali dei rispettivi Paesi [BRICS]”, sta lavorando senza sosta sul dossier. Inoltre, sono in corso “consultazioni in altri formati, anche con la partecipazione di rappresentanti dell'”Occidente storico””.

Il punto di vista di Ryabkov rispecchia l’obiettivo dei BRICS nel loro complesso: collettivamente, dobbiamo elaborare un prodotto che sia, da un lato, piuttosto ambizioso (perché è impossibile continuare a tollerare i dettami dell’Occidente in questo settore), ma allo stesso tempo realistico, non avulso dalla realtà. Un prodotto, cioè, che sia efficiente. E tutto questo dovrebbe essere presentato a Kazan per essere esaminato dai leader.

In poche parole: la grande svolta potrebbe bussare letteralmente alla porta dei BRICS. Dipende solo da un semplice via libera del governo russo. Confrontate ora i BRICS che elaborano i contorni di un nuovo paradigma geoeconomico con l’Occidente collettivo che medita l’effettivo furto dei beni confiscati alla Russia a vantaggio di quel buco nero che è l’Ucraina. Oltre ad essere una dichiarazione de facto degli Stati Uniti e dell’Unione Europea contro la Russia, si tratta di un’iniziativa che ha il potenziale, di per sé, di distruggere completamente l’attuale sistema finanziario globale.  Un furto di beni russi, se mai dovesse accadere, renderebbe lividi, per usare un eufemismo, almeno due membri chiave dei BRICS, la Cina e l’Arabia Saudita, che portano in tavola un notevole peso economico. Una simile mossa da parte dell’Occidente distruggerebbe completamente il concetto di Stato di diritto, che teoricamente è alla base del sistema finanziario globale.

La risposta russa sarà feroce. La Banca centrale russa potrebbe, in un attimo, fare causa e confiscare i beni della belga Euroclear, uno dei maggiori sistemi di regolamento e compensazione del mondo, sui cui conti sono state congelate le riserve russe.

Questo oltre al sequestro dei beni di Euroclear in Russia, che ammontano a circa 33 miliardi di euro. Con Euroclear a corto di capitale, la Banca centrale belga dovrà revocare la sua licenza, provocando una crisi finanziaria di enormi proporzioni.

Si tratta di uno scontro di paradigmi: la rapina occidentale contro un sistema di regolamento commerciale e finanziario equo basato sul Sud globale.

Pubblicato su The Cradle

Traduzione a cura di Lorenzo Maria Pacini

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Tratto da: Telegraph

I BRICS lanceranno un nuovo mondo nel 2024?
I BRICS lanceranno un nuovo mondo nel 2024?