UN MISTERO SENZA FINE

di Mike Plato

L’intero mondo è organizzato per far credere che la vita umana e l’uomo stesso abbiano un senso e un valore. La bibbia è stata schifosamente interpretata come se Dio avesse creato questo uomo che siamo, l’uomo che nasce e che muore. Come se la creazione fosse questo universo materiale e il suo fine fosse il mortale e la morte stessa. Ebrei, cattolici e musulmani letteralisti hanno lavorato nei secoli alacremente per far credere che il fine della creazione fosse l’uomo che nasce e che muore, lo definisco L’UOMO Guscio. Si sono fossilizzati sul guscio d’uovo, anziché su ciò che contiene.

Ma per Dio l’uomo che siamo ha importanza zero, e d’altronde per un essere eterno un mortale è insignificante. Dio creò un uomo diverso, a Sua immagine, quindi eterno, glorioso, androgino. Noi non siamo né eterni, né gloriosi, né androgini. La collera divina su di noi è dovuta al fatto che SEQUESTRIAMO L’UOMO DI DIO CHE È IN NOI, LO TENIAMO IN CATENE… Dio rivuole il Figlio, e lo vuole da noi che non siamo figli, a meno che non attuiamo un sacrificio…

Cristo venne ed insegnò tutto questo, insegnò che il mondo è un cadavere, che l’uomo esteriore è un morto che cammina, che il mondo è tiranneggiato dalle Potenze della morte.

Di tutto ciò cosa cazzo è rimasto?

Niente a livello collettivo, poco in pochissimi di noi

UN MISTERO SENZA FINE
UN MISTERO SENZA FINE

CERTE DINAMICHE ASTRALI

di Mike Plato

Poiché molti di voi ignorano certe dinamiche ASTRALI, e non sanno che gli Arconti ci giudicano, e ci giudicano a prescindere sempre colpevoli, sia chiara una cosa.
Questo tentativo di farci sentire una merdina sempre e comunque viene da loro..
Arriva il covid? È colpa nostra
Arriva il cacchino? Se non lo facciamo, siamo responsabili della permanenza pandemica. La crisi climatica? È colpa nostra, siamo troppi ed inquiniamo. Però se non fossimo troppi e non consumassimo, andrebbero in malora i mercati. Comunque, a prescindere, è colpa nostra. Un balordo senza anima e valori uccide la fidanzata? È colpa nostra, di tutti, e ci dobbiamo vergognare….
Così funziona in questo piano di realtà. Noi siamo sempre responsabili di qualcosa, e ci dobbiamo sentire in colpa, tranne per l’unica cosa per cui dovremmo cercare reale espiazione

CERTE DINAMICHE ASTRALI
CERTE DINAMICHE ASTRALI

I VERI UOMINI PROTEGGONO LE DONNE

di Alice Battaglia

E basta con questi omuncoli che chiedono scusa per il fatto di essere nati col un set di cromosomi XY, quelli che “si vergognano di essere uomini”. Davvero, basta, che sconforto, anche perché questi NON sono Uomini. Perché gli Uomini – grazie a Dio ne conosco parecchi – non hanno bisogno di chiedere scusa, perché non farebbero mai nulla di simile a ciò che è accaduto a Giulia Cecchettin, a Pamela Mastropietro, a Desiree Mariottini, alla ragazza violentata al porto di Palermo e chi più ne ha più ne metta. Gli Uomini sono altra cosa. Sono quelli che ti abbracciano più forte. Quelli dai quali ti rifugi correndo quando sei spaventata, o triste, o arrabbiata. Quelli che ti spingono dietro di loro in una strada buia se qualcuno vi si avvicina troppo velocemente. Sono quelli che portano tutte le tue borse pesanti, quelle della spesa o quelle del cuore. Quelli che ascoltano le tue confidenze e non le raccontano a nessuno. Quelli che ti caricano in spalla quando non puoi camminare, che ti portano in braccio se hai preso una storta, sono quelli che ti proteggono dai mostri, quelli che mantengono la parola data. Gli Uomini sono quelli che ridono forte ma quando piangi non sanno che dire e allora dicono cose così stupide per farti ridere e alla fine in effetti ridi, e per un secondo ti dimentichi quel che ti aveva fatta piangere in principio. Gli Uomini si lamentano poco e un sacco di volte non riesci nemmeno a capire che anche loro hanno male, e quindi abbracciamoli forte anche noi, senza motivo, perché quel dolore non scenda mai in fondo, cicatrizzandosi male. Ma soprattutto scegliamoceli, scegliamo gli Uomini, e non gli omuncoli, i mezzi uomini, i risentiti con la vita, i vigliacchi. Scegliamo gli Uomini anche quando i loro silenzi sembrano spaventosi, perché se sono Uomini per davvero, quei silenzi sono solo fatti per proteggere NOI.

I VERI UOMINI PROTEGGONO LE DONNE
I VERI UOMINI PROTEGGONO LE DONNE

AL-GHAZALI SULLE CINQUE QUALITA’ DA RICERCARE IN UN AMICO

a cura di Giuseppe Aiello

La prima è l’intelligenza, o ‘aql. Un amico dovrebbe essere soprattutto intelligente, un ‘āqil, e per intelligenza qui Ghazali non ha in mente l’intelligenza “profana”, l’acume analitico o la cultura accademica, ma qualcuno che, in poche parole, capisce la natura delle cose o le vede come sono. Per estensione, implica comprendere le conseguenze delle azioni. In altre parole, Ghazali ha in mente una persona che non è fuori contatto con la Realtà – che è un segno di ‘aql. Avere uno sciocco (aḥmaq) come amico, d’altra parte, significa avere un amico che può ferirti quando intende trarne beneficio, o che “porta mal di testa” anche quando desidera il bene.

La seconda qualità da cercare è il buon carattere, ḥusn al-khuluq. Il Profeta ne parlò dell’importanza in numerose tradizioni, tra le più note vi è quella “Sono stato mandato a mantenere un perfetto carattere” (bu‘ithtu li utammima makārim al-akhlāq). E c’è anche l’hadith che recita: “La più pesante [delle azioni] da mettere sulla bilancia (mīzān) [della Resurrezione] sarà un buon carattere”.

Per Ghazali, l’importanza del carattere è che impedisce di agire in modo sconsiderato quando si è sopraffatti dalla rabbia o dalla passione. In una relazione umana stretta, questa mancanza di controllo può essere particolarmente dannosa. Il danno irreparabile causato, ad esempio, da certe parole pronunciate in un momento di rabbia, è noto a tutti noi. Ghazali è esplicito nel dire che l’intelligenza da sola è lungi dall’essere sufficiente per l’amicizia, poiché non garantisce l’autodisciplina o il controllo della volontà, che per Ghazali è strettamente legata a come si è modellato il proprio carattere nel tempo. Parte del buon carattere implica anche l’essere liberi dal vizio dell’avarizia (bukhl), che, come affermerà in seguito Ghazali, costituisce un cattivo ingrediente nella compagnia.

La terza qualità che si dovrebbe ricercare è quella di non essere un peccatore ostinato o un fāsiq. E per fāsiq non si riferisce semplicemente a un individuo che può essere caduto in peccati gravi o mortali, ma che senza coscienza religiosa non riesce a trattenersi dal perseverare in essi. “Chi teme Dio”, per citare Ghazali, “non persiste in un peccato grave, e quanto a chi non ha timore di Dio, non può essere sicuro dalla devastazione (ghā’ila) che potrebbe provocare”. Ghazali insiste sul fatto che l’amicizia (sadāqa) di tale persona è, alla radice, volubile (yataghayyaru bi taghyīr al-aghrāḍ), poiché è incline a fluttuazioni e turbolenze interne, facilmente spinto dai venti del desiderio selvaggio.

La stessa instabilità nella sua vita morale e religiosa personale troverà d’altronde un riflesso, per Ghazali, nel rapporto con gli altri. In altre parole, la sua incapacità di essere leale a una legge superiore si tradurrà in un’incapacità di essere leale nell’amicizia.

Ghazali dice anche che si dovrebbe evitare l’amicizia di un mubtadi‘, cioè di un “eretico” o di un “innovatore”, e questo include i mistici musulmani erranti. Cita con approvazione il consiglio di Sahl al-Tustari: “evita la compagnia di tre [tipi di persone]: uomini di potere negligenti, recitatori ipocriti del Corano e sufi ignoranti (al-mutaṣawwifa al-jāhilīn)”.

Bisogna infine evitare chi è avido del mondo (al-ḥārīṣ ‘alā al-dunyā), poiché “la sua compagnia è veleno letale (summ qātil)”. Le anime per natura sono profondamente influenzate le une dalle altre, e colui il cui cuore è preoccupato dall’amore per questo mondo finirà, inevitabilmente, per versare qualcosa di quell’amore nei cuori di coloro che lo circondano, attraverso il suo incessante parlare e preoccuparsi di esso. Si dovrebbe invece cercare l’amicizia di coloro segnati da zuhd o distacco, poiché la loro indifferenza verso questo mondo lascerà un segno indelebile nella propria anima, consentendo di percorrere meglio la Via dell’Aldilà.

AL-GHAZALI SULLE CINQUE QUALITA' DA RICERCARE IN UN AMICO
AL-GHAZALI SULLE CINQUE QUALITA’ DA RICERCARE IN UN AMICO

IL TEMPO DEGLI ORCHI E’ GIUNTO?

di Giuseppe Aiello

dunque vediamo…

– PRIMA SONO STATE ATTACCATE LE “TRADIZIONI SPIRITUALI”

(non sei innanzitutto cristiano, musulmano ecc….ma puoi sentirti comunque italiano ecc).

– POI IL CONCETTO DI “CULTURA” E “NAZIONE”

(anche le culture e i concetti di nazione sono retaggi del passato, siamo nel villaggio globale di McDonald ecc….ma ti resta pur sempre la faimglia tradizionale padre-madre-figlio)

– POI IL CONCETTO DI “FAMIGLIA”

(ma no…anche la famiglia tradizionale è retaggio del passato, viva la coppia libera, la convivenza….ma resti pur sempre UOMO o DONNA)

– POI IL CONCETTO DI “GENERE” (UOMO o DONNA)

(no…anche il genere è retaggio del passato, puoi essere oggi uomo, domani donna, fluido…ma se voglio essere uomo-uomo posso esserlo)

– ADESSO IL CONCETTO DI “UOMO” / “MASCHIO”

(basta, non puoi essere uomo, è brutto cattivo e violento…)

– A BREVE ?

NON ESISTERA’ PIU’ LA DONNA “MADRE”…troppe seccature, dolore…tutti ibridi in vitro

procedura impeccabile, protocollo “distruzione dell’essere umano” seguito alla lettera da centinaia di anni…le cinta di mura espugnate una dopo l’altra

“L’era degli Uomini è finita. Il tempo degli Orchi è giunto…”

(Il Signore degli Anelli – Tolkien)

IL TEMPO DEGLI ORCHI E' GIUNTO?
IL TEMPO DEGLI ORCHI E’ GIUNTO?

ANGELI E DEMONI SECONDO IL PRIMORDIALISMO VISIONARIO

di Vincenzo Di Maio

Secondo il PRIMORDIALISMO VISIONARIO – movimento politico internazionale esistono demoni e angeli sia terrestri, sia extraterrestri e sia ultraterrestri. I demoni terrestri sono i miscredenti della pura religione, le persone malvage che abitano il pianeta come noi, e che sono complici di coloro che detengono i poteri occulti e palesi di qualche guida dei paesi del mondo verso lo sfruttamento dell’uomo sull’uomo, sugli animali e sulla natura per il mantenimento dello status quo, al fine di rimanere immutati i rapporti di forza previo guerre e violenze generalizzate, una Devianza Originaria che oggi ha molteplici forme sia in ambito politico, economico e culturale, la quale si installa come ostacolo allo spontaneismo radiante della Tradizione Primordiale. I demoni extraterrestri sono enti di altri pianeti che utilizzano poteri psichici per cercare di manipolare la storia umana di tutti i paesi del mondo secondo il loro volere e i loro interessi contrapposti alla volontà e agli interessi dei disegni divini di Dio Altissimo, degli arconti che si manifestano come spiriti esterni all’uomo superiore e che cercano di generare vere e proprie guerre stellari contro gli angeli terrestri, o uomini superiori o uomini pneumatici, e contro gli angeli extraterrestri di altri sistemi stellari. Poi infine ci sono i demoni ultraterrestri e gli angeli ultraterrestri, i quali possiedono poteri di incarnazione terrena per interferire o per intervenire nella storia umana per condizionarla nel ciclo di coproduzione sociale, generando squilibri o equilibri, fino alla resa dei conti della battaglia finale tra le forze delle tenebre e le forze della luce.

ANGELI E DEMONI SECONDO IL PRIMORDIALISMO VISIONARIO
ANGELI E DEMONI SECONDO IL PRIMORDIALISMO VISIONARIO

I NEOGNOSTICI E LA SALVEZZA CRISTIANA

di Mike Plato

I neognostici non capiscono la salvezza cristiana, secondo il Papa. Questo è il contenuto della Lettera Placuit Deo della Congregazione per la Dottrina della Fede su alcuni aspetti della salvezza cristiana che critica lo spiritualismo intimista neo-gnostico

LA “Placuit Deo” era indirizzata “ai Vescovi della Chiesa cattolica su alcuni aspetti della salvezza cristiana”. Il documento fu firmato da mons. Luis Francisco Ladaria Ferrer e mons. Giacomo Morandi, rispettivamente prefetto e segretario del Dicastero.

Il testo intende approfondire l’insegnamento della salvezza in Cristo in un tempo di trasformazioni culturali che rendono più difficile, per l’uomo di oggi, la comprensione dell’annuncio cristiano che “proclama Gesù unico Salvatore di tutto l’uomo e dell’umanità intera”. In particolare si sottolinea una tendenza del mondo contemporaneo: La tendenza punta ad “una salvezza meramente interiore” che “suscita magari una forte convinzione personale, oppure un intenso sentimento, di essere uniti a Dio, ma senza assumere, guarire e rinnovare le nostre relazioni con gli altri e con il mondo creato”. Una prospettiva che non coglie il senso dell’Incarnazione del Verbo.

Lo gnosticismo

Papa Francesco – afferma la Lettera – ha fatto spesso riferimento a questa tendenza: si tratta di “una deviazione” che “assomiglia in taluni aspetti a una antica eresia, lo gnosticismo”. È un “errore antico” che tuttavia “rappresentaa pericolo perenne di fraintendimento della fede” anche in contesti storici differenti. In una nota si ricordano i contenuti di questa eresia: “Il movimento gnostico, sorto nei secoli I e II, conosce forme molto diverse tra di loro. In linea generale gli gnostici credevano che la salvezza si ottiene attraverso una conoscenza esoterica o gnosi. Tale gnosi rivela allo gnostico la sua vera essenza, vale a dire, una scintilla dello Spirito divino che abita nella sua interiorità, la quale deve essere liberata dal corpo, estraneo alla sua vera umanità. Solo in questo modo lo gnostico ritorna al suo essere originario in Dio, da cui si era allontanato per una caduta primordiale”.

Il neo-gnosticismo nelle parole del Papa

La tentazione dello gnosticismo – ricordava ancora il Papa a Firenze – “porta a confidare nel ragionamento logico e chiaro, il quale però perde la tenerezza della carne del fratello. Il fascino dello gnosticismo è quello di «una fede rinchiusa nel soggettivismo, dove interessa unicamente una determinata esperienza o una serie di ragionamenti e conoscenze che si ritiene possano confortare e illuminare, ma dove il soggetto in definitiva rimane chiuso nell’immanenza della sua propria ragione o dei suoi sentimenti» (Evangelii gaudium, 94). Lo gnosticismo non può trascendere. La differenza fra la trascendenza cristiana e qualunque forma di spiritualismo gnostico sta nel mistero dell’incarnazione. Non mettere in pratica, non condurre la Parola alla realtà, significa costruire sulla sabbia, rimanere nella pura idea e degenerare in intimismi che non danno frutto, che rendono sterile il suo dinamismo”.

Mediazione salvifica della Chiesa

Tornando al testo della Lettera, si afferma che il disprezzo neo-gnostico del corpo sfigura la confessione di fede in Cristo, Salvatore unico e universale” e “contraddice anche l’economia sacramentale tramite la quale Dio ha voluto salvare la persona umana”. “Il luogo dove riceviamo la salvezza portata da Gesù è la Chiesa”: comprendere “questa mediazione salvifica della Chiesa è un aiuto essenziale per superare ogni tendenza riduzionista”. contrariamente alla visione neo-gnostica di “una salvezza meramente interiore”, la Chiesa “è una comunità visibile: in essa tocchiamo la carne di Gesù, in modo singolare nei fratelli più poveri e sofferenti” attraverso “le opere di misericordia corporali e spirituali”

I NEOGNOSTICI E LA SALVEZZA CRISTIANA
I NEOGNOSTICI E LA SALVEZZA CRISTIANA

DIO VIVE ANCHE ATTRAVERSO DI NOI

di Alexander Dugin

“Dio vuole vedere attraverso di noi, ascoltare attraverso di noi, sentire con i nostri cuori, pensare con i nostri pensieri, fare con le nostre mani, respirare con i nostri petti. E noi – con la nostra stupidità, sordità, isolamento, pigrizia, egoismo – questo non glielo diamo. Lo mettiamo in prigione, dove non c’è via d’uscita, dove non c’è coraggio, né attenzione, né sacrificio, né azione. Questo è completamente sbagliato. È crudele. In relazione a Lui e a noi stessi. E niente ci giustificherà, né l’educazione laica, né la cultura, né i tempi, né la morale… In fondo, ogni persona (se è uomo, ancora uomo, ancora uomo) capisce che sta facendo qualcosa di sbagliato, qualcosa perde la cosa più importante”.

DIO VIVE ANCHE ATTRAVERSO DI NOI
DIO VIVE ANCHE ATTRAVERSO DI NOI

Da Alemanno a Rizzo: i sovranisti «neri e rossi»

di Claudio Bozza

14 novembre 2023

L’ex sindaco lancia il «Forum dell’indipendenza italiana» e un piano per Bruxelles: «Voglio sottrarre voti a Meloni». Il collante? Anti Ue, anti Nato, anti Green pass. Moni Ovadia, invitato, ha declinato come l’ex diplomatica «ribelle» della Farnesina.

«Sovranisti (di destra e di sinistra) uniamoci!». Sul palco di Roma si materializzerà un’«armata» assai variopinta. Estrema destra insieme all’estrema sinistra: da Gianni Alemanno, al comunista Marco Rizzo. Inizialmente avevano aderito anche l’artista Moni Ovadia e l’ex diplomatica «ribelle» della Farnesina Elena Basile; poi hanno dato entrambi forfait, quando hanno scoperto che si trattava di una iniziativa politica e non di un dibattito sul conflitto israelo-palestinese. Eppure, all’inizio, il collante di questa iniziativa sembrava aver funzionato a meraviglia. Gli ingredienti? Anti Ue, anti Nato, anti Green pass, anti nucleare, anti Ogm e una certa vicinanza a Putin. Anti tutto o quasi, insomma. A capitanare il «Forum dell’Indipendenza italiana», domenica 26 novembre al Midas palace hotel, ci sarà l’ex sindaco di Roma Alemanno, missino doc e fu leader della destra sociale, che dichiara apertamente di voler dare battaglia a Fratelli d’Italia.

«L’ultima volta che ho sentito Giorgia Meloni? Un anno e mezzo fa, dopo che io avevo preso una posizione netta contro lo schieramento pro Ucraina dell’Italia — spiega al Corriere —. Abbiamo lealmente preso atto che le nostre visioni politiche erano inconciliabili». Anche perché l’obiettivo politico di Alemanno è conclamato: cercare di rubare consensi all’ala più a destra di FdI. «C’è un grande malessere e vogliamo dare voce a queste istanze, offrendo un’alternativa — riflette Alemanno —. Tanta gente di destra sta in FdI perché non vede altri sbocchi: noi non crediamo che la storia della destra stia in questo neoconservatorismo ultrantlantista». Per provare a passare dalla teoria alla pratica, però, servono i voti. E Alemanno sta lavorando per trasformare questo «Forum dell’indipendenza» in una lista per le prossime europee: «Siamo aperti a tutti, da destra a sinistra, perché tutti i vecchi schemi politici stanno saltando».

E da sinistra tuona subito il compagno Marco Rizzo, ex segretario del Pc: «Se mi fa strano stare accanto ad Alemanno? Bah, non direi proprio: tanti compagni di strada cresciuti con me nel Pci ora sono servi delle banche — risponde Rizzo, ora anima di Democrazia sovrana e popolare —. Perché la gente si scandalizza se parlo con Alemanno, che è contro la guerra in Ucraina, la Ue, la Nato e contro il Green pass?». E poi: «Sta cambiando il mondo: la sovranità nazionale non è di destra».

Dall’insolito parterre, tra i protagonisti, erano emersi anche altri nomi sorprendenti, come quello di Moni Ovadia, artista da sempre vicino alla sinistra, che nei giorni scorsi era salito alla ribalta per dichiarazioni, lui di origini ebraiche, a sostegno della lotta dei palestinesi. Una presa di posizione, che aveva spinto Fratelli d’Italia a chiedere la rimozione di Ovadia dalla guida del Teatro Comunale di Ferrara. Tuttavia, l’attore è intervenuto per precisare: «Smentisco la mia partecipazione al Forum dell’Indipendenza Italiana del 26 novembre p.v., evento fondativi di un nuovo partito di destra. L’invito che mi era stato rivolto si riferiva ad una tavola rotonda sulla questione israelo/palestinese e, essendo io fermamente convinto della necessità di dialogare soprattutto con chi non la pensa come me, avevo accettato». A completare il mosaico sovranista e «rossobruno» arriva poi Fabio Granata, ex deputato del Pdl e fautore della scissione con Gianfranco Fini. E come sigillo ci doveva essere Elena Basile, protagonista di una serie di sparate sulla guerra in Israele, tra cui la seguente: «Sono pochi gli ostaggi americani? È una brutta notizia». Ma anche lei, alla fine, ha dato forfait come Ovadia.

Da Alemanno a Rizzo: i sovranisti «neri e rossi»
Da Alemanno a Rizzo: i sovranisti «neri e rossi»

A PROPOSITO DI UTOPIE E DISTOPIE

a cura di Eduardo Ciampi

“Una tipica illusione occidentale […] è la convinzione che cambiando il ‘sistema’, cambi anche la natura umana, e che la virtù possa essere imposta per editto. La storia, soprattutto la storia dei regimi puritani ha dimostrato il contrario. […] I risultati pubblici non durano a lungo. Vengono erosi dalla marea, come castelli di sabbia costruiti troppo vicino alla riva. Persino l’ordine politico più eccellente, non appena stabilito, già mostra i primi segni di decadenza. La realizzazione dell’eccellenza individuale appartiene altresì a un ordine diverso. Riverbera nella comunità e offre un esempio che viene amato e imitato dagli altri. Allo stesso tempo, sulla verticale che si estende dalla terra al cielo, stabilisce un legame con la Perfezione Eterna e agisce come canale attraverso, il quale la Misericordia Divina si riversa liberamente sul mondo.”

A PROPOSITO DI UTOPIE E DISTOPIE
A PROPOSITO DI UTOPIE E DISTOPIE