IL RUOLO DELLA UE NELLA REPRESSIONE CONTRO IL MOVIMENTO PRO PALESTINA IN ITALIA

a cura di Logos e Civiltà

Le notizie degli arresti di importanti personalità del mondo palestinese in Italia, accusati di finanziamenti ad Hamas dalla Procura di Genova segna una ulteriore grave svolta verso la criminalizzazione dell’ampio movimento che si è formato in Italia dopo il 7 ottobre 2023, in buona parte come reazione all’azione criminale condotta dal governo israeliano contro la popolazione di Gaza.

Mentre l’entità sionista continua a colpire i gazawi e a moltiplicare le nefandezze compiute contro gli abitanti della Cisgiordania(dove non c’è Hamas, giova ripeterlo) in Italia vengono messi sotto accusa coloro che hanno supportato la popolazione di Gaza, un’entità territoriale che è amministrata dal 2006 da Hamas, il cui braccio politico ha vinto le elezioni nel 2006 e che oggi rappresenta ancora una buona parte dei gazawi. Va anche sottolineato che Hamas egli altri gruppi della Resistenza palestinese hanno partecipato, direttamente o tramite paesi arabi intermediari, alle trattative che hanno portato al cessate il fuoco attuale, per quanto precario e ripetutamente violato dai sionisti; questo fatto sottolinea che dette organizzazioni sono tutt’ora considerate gli interlocutori necessari per la discussione suo futuro di Gaza, il che rende ancora più paradossale un impianto accusatorio basato sul finanziamento ad un’organizzazione che resta comunque centrale per qualsiasi negoziato tra le parti.

-Aldilà della necessaria solidarietà alle organizzazioni palestinesi in Italia e all’auspicio che le accuse ai loro rappresentanti possano svanire in sede processuale, pensiamo che sia utile una riflessione sul quadro politico e legislativo che ha portato alla situazione attuale e questo debba necessariamente partire dal ruolo della Unione Europea.

Il 27 12 2001, sull’onda degli attacchi dell’11 09, il Consiglio della Ue aveva redatto una lista di gruppi definiti terroristi, inserendo i 3 principali gruppi della Resistenza Palestinese, Hamas, Jihad Islamica e FPLP, con l’invito agli Stati a cooperare per perseguirli penalmente e l’impegno a congelare fondi e attività economiche riconducibili a queste organizzazioni. Per essere più precisi, la lista iniziale includeva solo l’ala militare di Hamas, le brigate Al Qassem, in seguito anche l’organizzazione politica venne equiparata alla prima, nonostante che nel frattempo avesse vinto le elezioni nel 2006 la cui validità venne confermata dagli stessi osservatori ONU. Una successiva decisione del Tribunale dell’Unione Europea aveva nel 2014 parzialmente annullato le restrizioni contro Hamas, a seguito di un ricorso, con la motivazione che nel 2001 il Consiglio della Ue non aveva prove oggettive a sostegno della decisione ma solo notizie prese dalla stampa e da Internet, in secondo grado questa sentenza era stata annullata e nel 2017 il Tribunale aveva definitivamente confermato la decisione del 2001.

Il 19 gennaio 2024 iL Consiglio d’Europa ha istituito un quadro di misture restrittive nei confronti di chi sostiene materialmente o finanziariamente l’attività di Hamas o della Jihad Islamica, inserendo in una prima black list i nominativi di sei uomini di diversa nazionalità, considerati finanziatori a vario titolo delle due organizzazioni.

Le domande da farsi, a nostro avviso, sono le seguenti:

i 3 gruppi sopracitati sono forse stati coinvolti in attentati terroristici organizzati sul suolo europeo o anche in altri continenti, dopo la decisione del 2001, ovviamente escludendo il territorio della Palestina contesa ed occupata?

Come si spiega il fatto che delegazioni dell’ala politica di Hamas abbiano partecipato a riunioni ad alto livello in Cina, in Russia e in altre nazioni del Sud globale, nonostante si tratti di nazioni che hanno avuto a che fare con il problema del terrorismo estremista islamista, come nel Caucaso per la Russia o nello Xinjiang per la Cina?

A queste domande, possono essere date alcune risposte onnicomprensive:

-La Resistenza Palestinese ha preso la decisione di limitare le proprie azioni alla Palestina occupata da qualche decennio, Hamas ha formalizzato questa scelta in diversi Documenti ufficiali, con motivazioni di tipo etico-religioso.

-L’ondata di attentati in Europa, compiuti dal 2010 in poi che sono stati attribuiti a cellule Isis o Al Quaeda non hanno mai avuto nessun rapporto con i gruppi palestinesi che non sono mai stati sfiorati da NESSUNA indagine, né Isis né Al Quaeda hanno mai colpito interessi o obiettivi israeliani né in Palestina né altrove.

-Riducendo la resistenza palestinese al mero terrorismo, la Ue agisce come proxy degli Usa e dello stato sionista, negando di fatto anche una parte della Storia degli stati membri che è la storia del colonialismo.

Chi oggi definirebbe la Resistenza anticoloniale del FLN algerino come un gruppo terrorista, nonostante le azioni compiute contro la popolazione civile, anche sullo stesso suolo francese che provocarono anche la reazione dei commando Delta dell’OAS?

-La Ue mostra la distanza dalle nazioni del Sud globale che hanno un approccio completamente diverso al dramma palestinese, in realtà non vi è più una posizione autonoma europea rispetto al cosiddetto occidente collettivo di cui Israele è solo l’avamposto coloniale nel Medio Oriente, un avamposto che però è diventato sempre più forte ed influente, al punto da condizionare in toto le decisioni di Bruxelles.

In conclusione, riteniamo che questi fatti drammatici per la realtà italiana debbano servire ad una riflessione profonda sul ruolo della Ue che fino adesso è mancata, da parte del movimento pro-Palestina, anche perché i dirigenti europei hanno dato l’impressione di prendere posizioni più critiche verso Israele negli ultimi 12 mesi; in realtà, l’apparato repressivo che si sta dispiegando in Europa ha le basi proprio nelle decisioni Ue che abbiamo prima sintetizzato e va anche ricordato che nessuna sanzione effettiva è stata votata contro lo Stato sionista, mentre sul fronte della guerra in Ucraina i pacchetti sanzionatori contro la Russia si contano ormai per decine.

In allegato, la carta geografica dei paesi dove Hamas viene considerata un’organizzazione terrorista( in rosso)

IL RUOLO DELLA UE NELLA REPRESSIONE CONTRO IL MOVIMENTO PRO PALESTINA IN ITALIA
IL RUOLO DELLA UE NELLA REPRESSIONE CONTRO IL MOVIMENTO PRO PALESTINA IN ITALIA

SU FEDERICO II DI SVEVIA: LO STUPOR MUNDI

a cura di Sandro Consolato

“Federico II aspirava a riunire l’Italia sotto un solo principe, una sola forma di governo e una sola lingua e tramandarla ai suoi successori potentissima fra le monarchie d’Europa.” (Ugo Foscolo)

“Inquietante, affascinante, formidabilmente scomodo, Federico II resta, oltre il tempo suo, lo STUPOR MUNDI.” (Eberhard Horst)

SU FEDERICO II DI SVEVIA: LO STUPOR MUNDI
SU FEDERICO II DI SVEVIA: LO STUPOR MUNDI

TUTTO E’ FATTO DI UNA SOLA ED INFINITA COSCIENZA

di Luca Rudra Vincenzini

“Citiḥ svatantrā viśva-siddhi-hetuḥ”,”la Coscienza [in quanto] libera (autonoma, indipendente da cause ed effetti), è la causa della manifestazione [ovvero di ciò che viene portato a compimento, ergo manifestato] dell’universo”, Pratyabhijñāhṛdayam, Kṣemarāja (Rudra).

Kṣemarāja commenta in seguito: “niente può esistere aldifuori della luce della coscienza e tutto ciò che si manifesta lo fa come una forma della coscienza, solo la coscienza è la causa di tutto”. Ora non si tratta qui di soggettivismo, ossia che un qualcosa esiste solo se io lo osservo; si tratta di monismo assoluto, ovvero che tutto è fatto di coscienza, una sola ed infinita coscienza: gli oggetti percepiti, le azioni della percezione e le coscienze percipienti, ossia tutta la materia è coscienza condensata. Quindi anche se non la osservo, la materia manifestata continua ad esistere come forma di “coscienza contratta” nelle 5 funzioni (pañcakṛtya) di creazione, mantenimento, riassorbimento, velamento e svelamento di Śiva.

TUTTO E' FATTO DI UNA SOLA ED INFINITA COSCIENZA
TUTTO E’ FATTO DI UNA SOLA ED INFINITA COSCIENZA

SUL MONDO L’OMBRA DEL SIONISMO

di Salvatore Penzone

Il Sionismo sembra essere il male di questo secolo ma in realtà è solo il nuovo volto di una mostruosità che nella storia ha sempre imperversato, a volte restando sotto traccia, altre volte mostrandosi in tutta la sua furia devastatrice pronta a distruggere ogni forma di convivenza e a calpestare la sacralità della Vita, come quando ha preso il volto del Nazismo che pensavamo fosse stato sconfitto. E Invece no. È sciamato in tutte le direzioni: nei governi nazionali, nelle istituzioni e nelle strutture di governo internazionale, perché il suo obbiettivo è sempre stato quello di arrivare a possedere l’intero pianeta.

“Datemi il controllo della moneta di una nazione e non mi importa di chi farà le sue leggi” dichiarava Amschel Rothschil agli albori del dominio della finanza. Una dichiarazione che oggi assumerebbe un senso più ampio e compiuto: se il mondo si sottomette al dominio della finanza sarò io a legiferare su tutte le nazioni.

Ma oramai tutto è diventato palese perchè motrice di questa mostruosità, negli ultimi tre secoli, è stata appunto l’oligarchia finanziaria con la Corona Britannica a rappresentarla.

È lei che si è fatta impero e ha governato le politiche coloniali del XVIII, XIX secolo e poi, allargando il suo orizzonte con la globalizzazione liberista, ha dato vita al progetto di un unico governo mondiale con a capo i Grandi Fondi di Investimento e il braccio armato degli USA diventato il guanto di ferro che nascondeva la sua mano.

È così che la perfida Albione ha governato il mondo, lo ha fatto da dietro le quinte, usando le altre nazioni e i popoli che di volta in volta diventavano strumento utile a scardinare il governo legittimo e poi loro stessi terreno di conquista per una ideologia della disumanità che negli ultimi tempi aveva assunto la maschera del politicamente corretto per dare vita alla fase successiva.

Con Soros, vate della “società aperta” e della “cancel culture”, si sollecitava la Banca Mondiale, il FMI e la governance globale a sostituire il dollaro con la valuta cinese come valuta di riserva mondiale con l’intento di fare della Cina la nuova base operativa e abbandonare gli USA al loro destino.

La Cina comunista si prestava a diventare l’asse portante di un mondialismo autoritario e distopico. Con Xi Jinping invece la Cina si è rialzata sulle sue gambe, quelle che ne hanno fatto una grande e antica civiltà. Il confucianesimo che non l’aveva mai veramente abbandonata torna ad essere riscoperto come un’etica di Stato capace di fermare la corruzione indotta da coloro che avevano favorito il trasferimento in Cina dell’industria statunitense.

Sono quindi dovuti tornare sui loro passi e rilanciare gli Stati Uniti d’America come strumento di un dominio imperiale nudo e crudo, non più mascherato da quel soft power che aveva caratterizzato la strategia del dominio culturale come veicolo del progetto mondialista.

Con Trump, con ancora maggiore evidenza, si scopre che gli States non sono mai stati veramente sovrani perché sempre nelle mani della finanza sionista e delle lobby a essa collegate. Tant’è che tutti i tentativi fatti in questo senso sono stati fermati sul nascere ad incominciare da Lincoln per finire con Kennedy.

Divide et impera il motto, mentre menzogna e inganno sono state la prassi e la legge del dominio sionista. È così che si è messo al comando dell’intero mondo.

Oggi con il massacro dei palestinesi, la mostruosità fa un passo avanti dalla prospettiva apocalittica, vuole far passare il genocidio dei popoli come prassi comune nella politica delle relazioni tra gli Stati, non avendo timore di mostrare al mondo la natura nefanda del suo dominio, la qual cosa sembra essere stata accettata da tutti i governi dei paesi occidentali oramai tutti asserviti al mostro.

Anche la Russia deve vedersela con la sua influenza. Il sionismo askenazita non ha mai lasciato quella terra anche se Stalin cercò di liberarsene favorendone il trasferimento nello Stato di Israele.

I Rus’ di Kiev, sotto la guida del principe Svjatoslav I, nel X secolo sferrarono una serie di attacchi contro il Khaganato dei Khazari portando al collasso l’impero Khazaro. Da allora il sionismo ha un conto aperto con i Russi. Il Patriarcato ortodosso di Mosca ne ha tenuto traccia, tant’è che nel 2015 è riuscito ad ottenere la riapertura delle indagini sull’eccidio della famiglia imperiale dei Romanov perpetrato durante la Rivoluzione di Ottobre.

Fu l’oligarchia askenazita a favorire durante l’era Eltsin, la demolizione dell’economia e dello Stato da parte di Stati Uniti e Inghilterra, facendo sì che le sue ricchezze fossero trasferite nelle loro mani e convertite in dollari grazie all’integrazione con il sistema finanziario occidentale. Come sappiamo Putin ha ripristinato il ruolo dello Stato e la sovranità fiscale, ha messo in galera gli oligarchi corrotti che praticavano l’evasione, mentre con gli altri ha patteggiato ma ha preteso che non ci fossero più fughe di capitali e che gli investimenti fossero fatti nella società e sul territorio della Russia. Ciò nonostante costoro esercitano ancora un’indubbia influenza rappresentando quella parte della società russa più pronta ad inasprire il conflitto che l’Europa vuole portare avanti ad ogni costo. Entrambe le parti vorrebbero allargare la guerra e dal lato russo ci sono quelli che vorrebbero che Putin desse una risposta con le armi nucleari, come Sergej Karaganov controllato molto da vicino da Putin.

Ma non bastano persone ai posti di comando come Putin e Xi Jinping, solo i popoli, con il loro rifiuto della disumanità, possono evitare una Terza Guerra Mondiale. L’ombra del Sionismo non deve attecchire nel nostro animo.

SUL MONDO L'OMBRA DEL SIONISMO
SUL MONDO L’OMBRA DEL SIONISMO

UNA STORIA SUL FONDATORE DELL’AIKIDO E L’OMBELICO

a cura di Aikido Sangenkai

C’è una sezione interessante sugli appunti del maestro Gaku Homma:

“Quando avevo la possibilità di massaggiare le spalle del Fondatore durante il giorno, lui mi raccontava storie di ogni genere. O meglio, lo ascolterei parlare come se parlasse da solo, e poi scrivevo quello che avevo sentito sul mio quaderno.

Il quaderno conteneva nomi come Ookawa Sensei (Shumei Ookawa), Uchida Sensei (Ryohei Uchida), Sasagawa-san (Ryoichi Sasagawa) e Kodama-san (Yoshio Kodama) (… venendo dalla campagna, non avevo idea di chi fossero queste persone). “

Shumei Okawa era un caro amico di Morihei Ueshiba, sia prima che dopo la guerra. Oltre al suo coinvolgimento in numerosi complotti per rovesciare il governo giapponese prima della guerra attraverso il terrorismo e l’assassinio, alcuni dei quali Morihei Ueshiba erano coinvolti, Okawa gestiva una scuola privata per l’indottrinamento dei giovani giapponesi nell’ultranazionalismo panasiatico dove Morihei Ueshiba era un istruttore. Morihei Ueshiba mantenne una stretta amicizia con lui fino alla sua scomparsa nel 1957.

Ryohei Uchida è stato il fondatore della famosa società ultra-nazionalista del Dragone Nero di destra. Un’altra organizzazione ultra-nazionalista legata a Uchida Ryohei, la Seinen Kodokai ( 青年皇道会 / Imperial Youth Association), era guidata da… Morihei Ueshiba, possedeva circa 800 membri, ed era associato a Omoto-kyo e alla para-miltare e ultra-nazionalista Società del Dragone Nero. La sua sede era situata nella casa di Ueshiba.

Ryoichi Sasakawa si definisce “il fascista più ricco del mondo”, facendo fortuna nel dopoguerra attraverso il gioco d’azzardo, la corruzione e i suoi legami con la Yakuza. Prima della guerra organizzò la propria forza aerea privata, dopo la guerra divenne un importante finanziatore della Fondazione Aikikai del dopoguerra. Lo Yomiuri Shimbun, il giornale più venduto del Giappone, ha detto che Ryoichi Sasakawa era considerato un “mostro dei tempi moderni”. (20 luglio 1995).

Yoshio Kodama era un famoso “riparatore” della Yakuza, meglio conosciuto in Occidente per il suo coinvolgimento nello scandalo della corruzione Lockheed.

Okawa, Sasakawa e Kodama erano compagni di stanza nella prigione di Sugamo dopo la guerra e furono coinvolti in una cospirazione post-bellica per ricostituire l’esercito giapponese del dopoguerra, insieme all’ex presidente della Società del Dragone Nero Kuzu (Juzuo) Yoshihisa.

Morihei Ueshiba avrebbe continuato a interagire con Kodama dopo la guerra, fino agli anni ’60. Prima della guerra, Kenji Tomita, presidente del dopoguerra della Fondazione Aikikai, ha tenuto lezioni all’organizzazione ultra-nazionalista di Kodama.

UNA STORIA SUL FONDATORE DELL'AIKIDO E L'OMBELICO
UNA STORIA SUL FONDATORE DELL’AIKIDO E L’OMBELICO

LE LEGGI DELLA STORIA

a cura di Matteo Martini

“Quando Giuseppe Mazzini, nella sua solitudine, nel suo esilio, si macerava nell’ideale dell’unità ed era nella disperazione per come affrontare il potere, lui, un uomo così nobile, così religioso, così idealista, concepiva e disegnava e progettava gli assassinii politici. Questa è la verità della Storia; e contestare ad un movimento che voglia liberare il proprio Paese da un’occupazione straniera la legittimità del ricorso alle armi significa andare contro le leggi della Storia.”

Bettino Craxi, Camera dei Deputati, 1985

LE LEGGI DELLA STORIA
LE LEGGI DELLA STORIA

LA MISURA DELL’AMORE NEL GIAPPONE TRADIZIONALE

di Chiara Pasini

In Giappone, l’amore non si misura da grandi gesti, passione drammatica, o fiori scambiati in giorni speciali. Si misura dal rispetto per lo spazio.

Ecco, l’amore non si aggrappa. Non interroga. Non richiede costante rassicurazione.

Mentre molte culture credono che amare qualcuno significhi essere sempre accanto a lui, la credenza giapponese si inclina verso qualcosa di più delicato: se ami qualcuno, lo lasci respirare.

C’è persino una bella idea conosciuta come oyakake bukaeru – il silenzio condiviso tra due persone.

Seduti insieme senza parole, non per sconforto o distanza, ma per pace. In molti luoghi, il silenzio viene scambiato per un problema. In Giappone, è vista come fiducia. Come la profondità.

Amore non significa essere inseparabili. Le coppie possono dormire in stanze separate, viaggiare da sole o coltivare i propri interessi. L’indipendenza non è rifiuto. Lo spazio non è abbandono. L’amore è permettere all’altra persona di rimanere pienamente se stessa.

La felicità, quindi, non è qualcosa che si estrae dal partner.

È qualcosa che tu contribuisci. La calma che porti. La sicurezza che offri. L’intesa tranquilla che dice: “Tu sei libero qui. ”

Forse è per questo che i rapporti lì si sentono meno estenuanti. Meno infranti. Meno consumati dalla fame emotiva.

Non sono costruiti sul possesso, ma sul rispetto.

Non con un rumore costante, ma con una cura silenziosa.

Non sul controllo, ma sulla libertà di essere semplicemente.

Poesie Romantiche

LA MISURA DELL'AMORE NEL GIAPPONE TRADIZIONALE
LA MISURA DELL’AMORE NEL GIAPPONE TRADIZIONALE

APPLICATI ALLA MEDITAZIONE

a cura di

La vita è breve e l’ora della morte è incerta; quindi applicati alla meditazione. Evita di fare il male, e acquisisci meriti, al meglio delle tue capacità, anche a costo della vita stessa. In breve, agisci affinché non abbiate motivo di vergognarvi di voi stessi; e tenetevi stretti a questa regola.

Milarepa

APPLICATI ALLA MEDITAZIONE
APPLICATI ALLA MEDITAZIONE

IL FATO NON E’ INELUTTABILE

di Rainaldo Graziani

Viviamo in un sistema sociale politico ed economico privo di senso alcuno. Ogni giorno che passa questa percezione della realtà diviene sempre più tangibile, l’aria si fa quasi irrespirabile.

Un altro bivio si presenta nelle nostre vite, un ennesimo bivio ma la scelta è sempre la stessa.

Possiamo scegliere la strada del coraggio o quella della paura.

La scelta del coraggio impedisce alle ingiustizie, alle oscurità, ai tiranni di decidere chi siamo veramente.

Possiamo quindi dare sempre un significato profondo alle nostre esistenze.

Sempre e per sempre.

Più siamo costretti a vivere e lottare nel buio più sappiamo che la Luce si manifesterà e quindi in virtù di questa semplice verità anche nelle più profonde oscurità sappiamo trovare il significato, il senso, della nostra stessa esistenza.

Scegliere la strada del coraggio significa inoltre non guardare al risultato o interrogarsi su quali garanzie potremo contare.

E’ molto più importante essere consapevoli che il destino di ognuno di noi è modificabile e che il Fato (o il disegno divino inteso come percorso) NON è ineluttabile.

IL FATO NON E' INELUTTABILE
IL FATO NON E’ INELUTTABILE