Lo Stupor Mundi ed il Castel del Monte tra il numero otto e l’ottagono

a cura di Ereticamente

Il numero 8, la via della perfezione e della rigenerazione spirituale ossia il doppio segno della croce o carbonchio (l’escarboucle dei Francesi, il numero di giustizia ed equità dei Pitagorici (il primo numero divisibile in due numeri ugualmente doppi). Il numero della salvezza per Claude De Saint Martin. Dotato di angoli, l’ 8 diventa un ottagono, la vera doppia quadratura del cerchio che M.Majer simbolicamente, nel suo Scrutinium Chymicum del 1687 così esprime:

“…Traccia un cerchio intorno all’uomo e alla donna e da questo ricava un quadrato e dal quadrato un triangolo. Circonda il tutto con un cerchio ed avrai la Pietra Filosofale”.

Dopo  aver dominato la materia (terra-quadrato), l’ascenso porta l’uomo a comprendere il tutto universale (cielo-cerchio).

La pitagorica Tetraktys (1+2+3+4) non è altro che la grande opera della quadratura che dal 4 per l’8, porta al 10, cioè al cerchio (il tutto, il pieno il completo). L’esistenza umana è compresa tra la base quadrata della materia madre (terra, aria, acqua, fuoco) sotto i suoi piedi e la volta celeste paterna (la legge di Dio) sopra la sua testa. Presso l’Islam il numero 8 e l’ottagono simboleggiano la luce del cielo, l’occhio del filosofo, lo specchio della Sapienza, l’essere e la vita ultraterrena. Ottagonale è la Corona di Borgogna, con 8 placche d ‘oro riunite a cerniera, utilizzata per l’incoronazione degli Imperatori del Sacro Romano Impero in Aquisgrana, nella cappella anch’essa ottagonale dove veniva celebrato l’evento (nel 1215 vi fu incoronato Federico II). La placca frontale di tale gioiello aveva 12 gemme tra le quali la più grande, in posizione mediana alta, era un opale bianco latteo, andato in seguito smarrito e sostituito con un’agata azzurrina.Di pianta ottagonale è il Tempio di Gerusalemme, la così detta moschea di Omar, il cui peristilio è delimitato internamente da 8 pilastri con 16 colonne così come le piante di vari edifici di culto quali la chiesa di Poderborn (1036), quella di Montmorillon quelle di Laon ed Eunate nonchè le chiese templari di Torres del Rio e di Tomar e segmenti delle strutture fortificate e dei castelli degli ordini monastico-cavallereschi in oriente. Analoga considerazione meritano i templi cristiani a pianta rotonda con colonnato circolare interno in numero di 8 elementi ed ambulacro (S. Michele di Fulda, S.Giovanni al Sepolcro in Brindisi ad es.). Molte delle opere fortificate federiciane hanno pianta o segmenti (es. le torri) a sezione ottagonale (castelli siciliani di Agira, Salemi, castello Ursino, Colombaia di Trapani, torre di Enna) espressioni, nell’accezione dello stesso imperatore per mano dei suoi architetti, di moschee fortificate. Cosi come l’ottagono esprime l’ incontro tra la base materiale della vita e la sua evoluzione spirituale o celeste, la croce che è possibile tracciare da linee dirette da un angolo all’altro, passanti per il centro, esprime lo stesso concetto. Il centro della croce, del resto equivalente a quello dell’ottagono è il punto di maggior equilibrio possibile tra l’essenza verticale e quella materiale, disposta trasversalmente, dell’ essere. Strane cose si raccontavano su tali centri o nodi energetici, una volta identificati e riconosciuti. Arcani poteri, misteriose forze taumaturgiche venivano in tali punti a concentrarsi a tutto beneficio di chi vi si collocava fisicamente, in condizioni di attenta recettività. Da tutto ciò, la realizzazione di opere architettoniche a pianta o con elementi a sezione ottagona con la individuazione di un centro o punto di equilibrio in esse.

Ottagono regolare di blocchi calcarei ocracei ben quadrati e sovrapposti con, ad ogni spigolo, una torre anch’essa ottagonale, ha un cortile interno ovviamente ottagono, nel cui centro, in origine, era collocata una gran vasca di analoga forma geometrica alimentata da cisterne sotterranee e tubi in cotto e piombo discendenti dalla sommità delle torri stesse. Lo spazio interno è diviso in due piani comprendenti otto grandi vani trapeizoidali identici.

Canoni ed elementi vitruviani nel portale principale, finestroni gotici, feritoie prive di funzione, volte a crociera, stanze intercomunicanti con enormi camini, pareti lastricate in marmi bianchi e porfido verdastro, breccia corallina rossastra, parziali soluzioni in opus reticolatum, l’aspetto orientaleggiante dell’intero complesso fanno di questo misterioso monumento un unicum, un enorme libro di pietra che come tale, doveva essere solo letto e non frequentato. Del 1240 (29 gennaio) è l’ordinanza di requisizione (attractum) dell’imperatore, da Gubbio, per Riccardo Di Montefuscolo, giustiziere della Capitanata, relativamente ai materiali necessari alla fabbrica dell’edificio “de Sanctam Mariam de Monte”. Ciò è anche confermato da un altro documento del 1240 (5 maggio), stilato a Milano, ed elencante le varie opere fortificate pugliesi. In esso si tace, perchè appena iniziata, la costruzione di Castel Del Monte. In realtà su quel piccolo monte o nelle sue immediate vicinanze esisteva, già nel 1182, una chiesa con le sue pertinenze dedicata a S. Maria “de Monte Balneoli” o “de Balneo” dei Canonici Regolari del Santo Sepolcro che come è risaputo, solevano portare in occidente moduli o multipli di misure dell’architettura sacra dei templi gerosolimitani (in particolare il tempio o moschea di Omar e l’anastasis del Santo Sepolcro). Interessante notare come il castrum-palazzo di Castel Del Monte, provvisto di una cupola, potrebbe essere confrontato o assimilato proprio alla ottagonale moschea della cupola della roccia. Notoria è l’ammirazione che l’Hohenstaufen manifestò a Gerusalemme per le linee architettoniche del sacro edificio di cui volle salire il pergamo per meditarvi. Il muro interno utilizzato come gnomone per la realizzazione dell’intera costruzione, misura nel castrum pugliese circa 21 m (20,90 in media) tanti quanti ne misura il lato dell’ottagono perimetrale ed il diametro dello spazio circolare interno del Tempio di Gerusalemme nella realizzazione del quale in buona parte, i costruttori si ispirarono a modelli e misure dell’Anastasis Costantiniana dei Canonici Regolari del S.Sepolcro.

Architetti rimasti sconosciuti, utilizzanti misurazioni sacre, portarono a termine materialmente i progetti del “laboratorio di corte” animato da astrologi, matematici, maghi oculatamente coordinato dall’imperatore che volle così fissare un punto di memoria sintetico delle conoscenze delle tre civiltà del tempo (la arabo-normanna, la romanico-pugliese, la gotico-ultramontana) senza rinunciare alla storica concezione architettonica classica romana. Nel centro del cortile che in origine era dotato, presumibilmente, di un funzionale ballatoio ligneo e adorno di sculture antiche o lavorate all’antico, l’enorme vasca dove la leggenda vuole sia stato fatto annegare l’ignoto·costruttore del castello. Costui si era rifiutato di rivelare all’imperatore dove avesse celato nelle opere murarie da lui realizzate, i quattro segni o cifre magiche necessarie alla reintegrazione energetica di sè e all’apertura del terzo occhio della conoscenza. Le cifre, stando alla fantastica storia dovevano essere tracciate a terra in corrispondenza dei quattro punti cardinali ai lati della grande vasca ottagona del cortile, col postulante in posizione eretta, immerso nell’acqua dalla cintola in giù. Dopo la sconfitta nella guerra contro i comuni dell’ Italia settentrionale Federico, nel novembre 1250, unica circostanza in cui soggiornò in Castel Del Monte, fece cercare a lungo dai suoi astrologi, maghi e maestri scalpellini lì convenuti, le preziose magiche cifre; ma inutilmente. Uno di essi, Tancredi da Pentima, lapicida e scultore, non senza timor per la propria vita, riferì all’Hohenstaufen quanto aveva appreso dal suo maestro, l’architetto di Castel Del Monte fatto uccidere, e cioè che:

“Ogni segno non trovato, solo di una quaterna il tempo ti avrà prolungato”.

Lo Stupor mundi in effetti, morì sedici giorni dopo nel castello di Fiorentino preso Foggia. Era il 13 dicembe 1250. La maledizione dell’architetto non si esaurì con la morte dell’imperatore. I suoi nipoti, figli di Manfredi, (Federico, Enrico ed Ezzolino) infatti, furono detenuti per vari anni nel castrum pugliese, trascorrerndovi la fanciullezza e la giovinezza. Nel 1269, durante la sua prigionia in Castel Del Monte, Enrico Di Castiglia che ai Piani Palentini aveva guidato la carica di cavalleria dell’esercito svevo contro quella di Carlo D’Angiò, sembra che avesse cercato affannosamente tra quei muti blocchi di pietra le misteriose cifre per sperare di riavere la perduta libertà.

A chi avesse la curiosità (ed il coraggio) di cercare i magici segni, daremo in questa sede il primo di essi. Gli altri sono ancora sapientemente occultati. Buon lavoro ai ricercatori di buona volontà!

Avvertiamo che alcune scritte incise sui conci del cortile interno sono del 1566 e, come tali, non hanno nessuna relazione con i simboli ricercati. Riportiamo tali leggende abbreviate con la relativa completa trascrizione latina al fin di evitare l’errore di qualche autore di scambiar la criptica scrittura per l’indicazione operativa per la realizzazione della Grande Opera.

Fonte: Ereticamente.net

Lo Stupor Mundi ed il Castel del Monte tra il numero otto e l'ottagono
Lo Stupor Mundi ed il Castel del Monte tra il numero otto e l’ottagono

OTTONARIO: UN SIMBOLO DIVINO

di Costanza Bondi

In accordo con Adriano Forgione, per cui la Geometria Sacra implica modelli universali presenti nel Tutto, la simbologia si può tradurre nel concetto di visualizzazione grafica che permette a differenti culture di condividere tramite gli stessi valori estetici, metafisici e matematici (come per esempio è avvenuto per la costruzione dei templi, su disegni architettonici afferenti a numeri magici) la manifestazione visibile di fenomeni energetico-spirituali invisibili. Valori come fossero chiavi simboliche componenti un filo rosso, per alcuni impercettibile e per altri evidente, che unisce il passato arcaico a noi contemporanei utilizzando sempre lo stesso linguaggio, in un percorso costante di restituzione culturale che ci parla direttamente o tramite l’interpretazione simbolica.

I simboli, in tal senso, rappresentano il Mithos in contrapposizione al Logos. Cioè il racconto sacro che apre dei canali di comprensione a livello cosmico e, in quanto simbolo, ci ricollega alle nostre dimensioni superiori di coscienza: la dimensione emozionale (il mito vero e proprio) e la dimensione intellettiva (il simbolo), quali requisiti di base comuni che poi saranno tramandati a seconda delle tradizioni dei popoli e del relativo patrimonio culturale. Ma, volutamente, il simbolo parla solo a chi lo sa riconoscere.

In più, ogni credenza, fede, ordine iniziatico possiede una parte esoterica che permette di avvicinarsi alla dottrina tramite strumenti che riguardano due sfere: la simbolica e quella del percorso. Ecco perché i simboli non sono nell’immediato rivelabili a tutti nel proprio portato ancestrale. Diversi sono infatti i livelli di comprensione del simbolo, perché essi dipendono dall’altrettanto livello di comprensione individuale raggiunto, nell’iter di conoscenza, coscienza e consapevolezza. Se quindi nella realtà l’uomo codifica solo ciò che può percepire tramite i sensi, il simbolo allora si presenta come quel varco dimensionale che, nella sua funzione di dalet-porta, permette l’accesso al mondo extradimensionale: è la porta di interconnessione tra i due mondi. Dato che le forme primordiali sono assolute, ecco che entra in primo piano la funzione fondamentale della Tradizione con la sua etimologia dal verbo tradere = il consegnare, il trasmettere.

Il doppio quadrato, o quadrato sovrapposto o ottonario, tramite il numero 8 rappresenta in primis i 2 quadrati dello Spirito e della Materia, narrandoci visivamente quel processo tramite il quale il primo discende nella seconda, per poi quest’ultima a sua volta risalire verso il primo (e viceversa a seguire) con un percorso ciclico che può dirsi eterno. Una doppia tetrade i cui quadrati possono essere orientati con le basi in orizzontale o ruotate di 45°.

Quest’ultima raffigurazione è l’ottonario, in cui l’Unità del Creatore dà la molteplicità creata, nel suo significato primario di mondo invisibile che si ricongiunge al mondo visibile, dell’unione quindi perfetta degli opposti, la cui completezza è espressa dalla inscindibile polarità di maschile+femminile riconducibile alla fonte primordiale = Padre-Madre. Concetto che, a dimostrazione di come tutto ciò che attenga agli archetipi sia universale, nel taoismo viene espresso con Shèngrén shèng rén o Zhenren zhēn rén, il trascendente, l’immortale che trasforma la parte materiale di se stesso e sale in cielo, avendo unito cielo e terra

 

Resta il fatto che l’ottogramma, o ottonario, sia stato declinato nella storia dei tempi più che variamente, proponendosi con una molteplicità grafica davvero ampia all’interno di culture differenti, ma scaturendo sempre e comunque dalla stessa matrice.

Con la sua presenza in tutto il globo terrestre, l’ottonario conferma infatti l’origine comune di una Tradizione Primordiale che lega Oriente e Occidente, Vecchio e Nuovo Mondo, esplicandosi nei suoi significati geometrico (numero 8), archetipico (la giustizia), alchemico (solve et coagula) e iniziatico (la Sophia). Così, campeggia sin dai primordi nelle sue varianti di doppio quadrato classico, doppio quadrato con 4 punte e 4 lati arrotondati, doppio svastica, quadrato + cerchio, stella a 8 punte.

Che tutto sia in relazione energetica, è comprovato sin dai primordi dalla costruzione scientifica dei templi eretti in tempi antidiluviani sulla marcatura di determinati punti geomagnetici a seconda della funzione che dovevano espletare. Per antidiluviano qui si intende una datazione antecedente il grande diluvio avvenuto tra l’11.000 e il 10.800 a. C. dovuto, con probabilità, all’esplosione di una supernova della Costellazione di Vele; non è quindi un riferimento temporale al diluvio di biblica memoria, databile al 4000 circa a. C.

NORD = TERRA = il magnetismo entra nella Terra attraverso il Polo Nord

SUD = FUOCO = l’energia e la forza che conducono

verso l’Equatore

EST = LUCE = la nascita e il risveglio, l’illuminazione

OVEST = ACQUA = il mondo dell’anima,

l’introspezione verso il luogo dello spirito

SUD EST = solstizio d’inverno = rinascita, fertilità,

il momento in cui la luce vince sulle tenebre

SUD OVEST = luna piena dell’equinozio d’autunno,

la Grande Madre

NORD OVEST = regressus ad uterum, il sole inizia a ritirarsi,

fase di contemplazione per addentrarsi verso lo spirito

NORD EST = il Sole è al suo Zenith

nell’emisfero settentrionale,

la luce è in ascensione sulla strada verso la gnosi.

Avendo comprovato la sapienza tramite l’osservazione delle stelle e della natura, gli antichi ben avevano la consapevolezza di come il mondo fosse dominato da dinamiche cicliche, anche se l’uomo per sua natura è ingannato dal concetto artificioso, nonché necessariamente convenzionale, di spazio-tempo che poi lo induce a ragionare in termini “lineari”. Concetto che Eraclito riprenderà in uno dei propri pensieri Nessuna cosa è, invero, mai. Bensì sempre diviene

Il cosmo è un organismo sacro vivente, per cui il piano materiale non è che un riflesso della sfera celeste. Da qui, il “come in cielo così in terra” di Ermete Trimegisto… o “il sia fatta la tua volontà, come in cielo così in Terra” del Padre nostro… “il sole e la terra non sono che unico corpo” di Confucio… Tramite infatti denominazioni diverse, una stessa percezione è presente in culture altrettanto diverse – l’ottonario non fa eccezione – restando l’assunto che comunque il simbolo di cui ci stiamo occupando deriva sotto tutti i propri aspetti dalla simbologia connessa al numero 8. Conviene precisare che, pur differenziandosi nella forma a seconda delle esperienze sapienziali di utilizzo, l’essenza stessa archetipica dell’ottonario permane invariata, dal Sigillo di Melchisedek all’eurasiatismo duginiano. Forniamo a seguire solo alcuni esempi:

CLAVICOLA DI PHU-HI o RUOTA DI PA-KWA

Simbolo ancestrale orientale che evoca il concetto fondamentale su cui si basa il taoismo, è il dualismo che fu rivelato all’imperatore Pa-Kwa tramite il Phu-Hi, gli 8 trigrammi con all’interno il Tao. Il Tao è la potenza creatrice che emana due principi opposti e inseparabili: lo Yin principio femminile passivo e lo Yang principio maschile attivo. Il disequilibrio tra queste due componenti provoca lo sbilanciamento verso l’una o l’altra parte.

COSMATI e COSMATESCHI

“Cosmati” è la denominazione generalizzata semantica riferita a ben due artisti omonimi per battesimo, ma differenti di lignaggio: Cosma di Jacopo di Lorenzo (primi decenni del Duecento) e Cosma di Pietro Mellini (1264-1279). Il termine “cosmatesco” si rifà a tale stile dei marmorari di origine bizantina, poi detti “romani” in quanto operarono abbondantemente nella città eterna tra il XII e il XIII secolo. Tra i simboli realizzati, l’ottonario campeggia nell’unione di cerchio = il divino, sovrapposto al quadrato = la manifestazione.

CROCE DELLE 8 BEATITUDINI o CROCE DI MALTA

Emblema ufficiale dei Cavalieri di Malta, presenta 8 punte direttamente derivate dall’ottagono e dalla sua eredità ottonaria, nonché dalla simbologia del numero 8. Assume la forma di “croce patente” quando al suo interno viene inserita una croce più piccola.

DHARMA

Dalla radice sanscrita dhr, nasce la parola Dharma a significare per le religioni e filosofie dell’Asia meridionale “fondamento della realtà” o “legge cosmica”. Per brahmanesimo e induismo, il rispetto del Dharma proietta l’individuo verso le giuste azioni che consentono al Cosmo di mantenere il proprio ordine corretto e il prestabilito ordine. Nel buddismo, gli insegnamenti del Buddha sono racchiusi nel Dharma, in un percorso che dalla duhkha = sofferenza porta sino alla illuminazione, ed è rappresentato dalla ruota a 8 raggi, o in versione a mandala.

DOPPIO SVASTICA

Il doppio svastica rappresenta la comunione archetipica tra uomo, natura e cosmo. Quando graficamente conchiuso e nella sovrapposizione dei 2 svastica si configura a ottonario: il 666 la materia = il numero dell’uomo, contrapposto – quando inverso – al 999 la perfezione assoluta = il numero di Dio. E l’uomo lo riproduce, così come fa con tutto ciò che lo circonda, in quanto la funzione simbolica esplica la propria essenza nel far da ponte tra il mondo sensibile e quello extrasensoriale (il sovrasensibile).

NODI DI SAN GIOVANNI, LACY e STAFFARDA

Il Nodo (o croce) di san Giovanni è il risultato di uno dei molteplici sincretismi avvenuti a ridosso dell’avvento della religione cristiana in regioni precedentemente dedite al paganesimo. Simbolo propiziatorio della fertilità in funzione prettamente apotropaica, dalle popolazioni del Nord Europa era denominato Shieldknot, col significato di nodo dello scudo.

RUB’ EL HIZB e STELLA TARTESSICA

Il “4 parti” così tradotto dall’arabo ربع الحزب‎ – con evoluzione grafica dalla stella a 8 punte al rub’ el hizb o rub’ al hizb e stella tartessica, concludendo con l’ottonario – è un simbolo islamico la cui grafia è ricalcata sulla stella tartessica, formato dagli ormai a noi noti 2 quadrati sovrapposti a ottonario e ruotati di 45° fra di loro. Il suo utilizzo nel Corano lo vede come simbolo marcatore della calligrafia araba alla fine di ogni capitolo, con la funzione di poter facilitare la recitazione dei versetti sacri.

RUOTA DELL’ANNO o WICCA

Wicca o Wiccan è il percorso spirituale del neopaganesimo, dal quale è definito “antica religione” al cui centro vi è l’immanenza del Divino che si propone sotto le forme di Natura. Ma è un concetto che si rifà alla ancestrale Ruota dell’anno, atta a celebrare la sacralità di ogni momento della vita umana in coincidenza con i momenti della Natura. In pratica, un calendario in cui si interconnettono vita umana (nascita, crescita, morte, rinascita) e vita del Sole (2 equinozi e 2 solstizi), alternati ai cicli stagionali (semina, fioritura, maturazione, raccolta). Da qui, la suddivisione a ottonario ripartita in 8 periodi della durata ciascuno di 45 giorni, al culmine di ognuno dei quali vi è una celebrazione degli eventi di natura: i sabbat.

SIGILLO DI MELCHISEDEK

Melchisedek sacerdote dell’Altissimo, archetipo di Cristo Gesù, offrendo pane e vino insieme, si manifesta come l’unione del principio femminile lunare al principio maschile solare: il pane filosofale e il vino spirituale, che già per il sufismo significa conoscenza esoterica. In effetti, mentre il pane è alimento di cui si può abbondare, lo stesso non può avvenire per il vino: ecco perché la conoscenza-vino è riservata non a tutti, ma solo a chi già può berne. La stessa polarità di femminile-maschile / pane-vino in binomio – il sentimento e l’intelletto, la fertilità e il potere fecondante, la carne e il sangue, la parola e lo spirito, il corpo e l’anima – è racchiusa in questo unico simbolo al fine di equilibrare con giustizia le due nature, insite in ogni individuo, contrarie benché complementari.

NOBILE COLLEGIO DELLA MERCANZIA DI PERUGIA

Nel 1390, l’Arte della Mercanzia ottenne dal Comune i locali che a tutt’oggi ne portano il nome, facendoli adornare con il costosissimo arredo ligneo, la cui boiserie consiste di una riproduzione ad infinitum di ottonari. L’osservatore si trova, pertanto, di fronte a un’unica texture composta dalla ripetizione di tale simbolo, in cui il Tutto travalica la somma di ogni singola parte: ciò porta al permanere dell’immagine al di là del significato, perciò in tale modalità il simbolo diventa icona comunicativa che esprime sia il concetto percettivo sia il proprio portato archetipico. Quale la pertinenza di un simbolo ancestrale a Perugia, come il sigillo di Melchisedek, presente prevalentemente nella cultura araba come Rub’ el Hizb, nonché simbolo esoterico di trasmutazione che descrive l’inversione del percorso animico per il risveglio della coscienza? Nell’ipotesi che la città del tempo si presentasse come crocevia delle due grandi vie di comunicazione, quali Roma-Ravenna e Pisa-Ancona, Perugia rappresentando il centro della penisola veniva a configurarsi in quanto “sintesi” tra Nord-Ovest e Sud-Est. E Ancona, evidentemente, portava all’Oriente (via Costantinopoli, Terrasanta, Alessandria…), nei luoghi in cui i mercanti andavano spesso a seguito dei crociati. Lo studio è al vaglio, quindi all’attuale non possiamo ancora esprimerci con valutazioni definitive.

Costanza Bondi, autrice di “Archetipi Alfabetici, segni e simboli svelati dalle lettere” e di “Svastica, simbolo sacro universale” – Xpublishing, “Alfabestoria, nascita della scrittura e dell’alfabeto italiano” – Bertoni editore, reperibili sui sbookstore online.

Fonte: Ereticamente.net

OTTONARIO: UN SIMBOLO DIVINO
OTTONARIO: UN SIMBOLO DIVINO

UNA NUOVA UMANITA’

a cura di Emanuele Spitaleri

I vecchi modelli di stato, chiesa e famiglia sono superati, stanno crollando spontaneamente come crollano i castelli di carte poggiati sul nulla.

Sta nascendo una nuova umanità, un’umanità che è al tempo stesso stato, chiesa e famiglia.

Un’ umanità che incarna dentro di sé la giustizia, la sacralità e l’amore, non più come idee illusorie ed effimere ma come vere e proprie incarnazioni terrene di quei principi finora ideali e per questo lontani.

Sarà necessario vedere crollare tutto questo e non sarà facile, l’uomo nuovo è quasi nato, non ci resta che abbandonarci alla gioia e ai residui di dolore che ogni nuovo parto porta con sé. L’uomo nuovo é sovrano, divino e puro amore incarnato al servizio di ogni altra goccia d’amore di questo immenso, infinito oceano cosmico.

È tempo di donare energia al nuovo sole nascente, ogni goccia spesa nel tentativo di resuscitare i morti è una goccia sprecata che si perde nel vuoto.

“Lascia che i morti seppelliscano i loro morti, tu vieni e seguimi”

UNA NUOVA UMANITA'
UNA NUOVA UMANITA’

Il potere della Sovranità Nazionale è il potere di emettere moneta

a cura di Sabine Teske

“Il potere di emettere la propria moneta,
di fare movimenti tramite la propria Banca Centrale,
è la cosa principale che definisce la sovranità nazionale.
Se un paese rinuncia a questo potere,
acquisisce lo status di un ente locale o di una colonia.”

Prof. Wynne Godley

Il potere della Sovranità Nazionale è il potere di emettere moneta
Il potere della Sovranità Nazionale è il potere di emettere moneta

La parata dell’Armageddon è iniziata: il sostegno alla Russia previsto dal Corano

di Mikhail Tyurenkov

La fine del mondo sta arrivando. Questa verità è nota ai miliardi di credenti della maggior parte delle religioni tradizionali. Tuttavia, la capacità di evitare all’umanità la discesa finale nell’abisso e una guerra totale di tutti contro tutti non è ancora persa e questo deterrente oggi è la Russia, la Terza Roma. La comprensione di questa missione porta oggi i russi ortodossi e… Musulmani. Si scopre che c’è una sura nel Corano che punta direttamente a questo.

Quando qualcuno parla della fine dei tempi ci immaginiamo l’immagine di un vecchio saggio: un furbo ortodosso dalla barba grigia o uno sceicco sufi di vecchiaia se si tratta di un musulmano. È insolito che un giovane politologo francese, Youssef Hindi, 37 anni, di origine marocchina, autore di diversi libri sul confronto geopolitico tra Oriente e Occidente, parli di escatologia con una profonda comprensione del problema. È molto preparato non solo sulle complessità della politica contemporanea (comprese le questioni covide), ma anche sui fondamenti religiosi della Realpolitik, che solo a prima vista sembra assolutamente laica.

Il primo canale televisivo russo Tsargrad ha affermato che dietro tutti i processi politici moderni c’è una storia millenaria di società tradizionali fin dall’inizio del suo lavoro. Così come il fatto che la componente spirituale e valoriale è molto più importante dei momentanei intrighi politici ed economici. Fortunatamente in Russia questo aspetto sta cominciando a essere meglio compreso e persino il vice capo del Consiglio di Sicurezza, Dmitry Medvedev, ha recentemente iniziato a citare più spesso le Sacre Scritture. Questo include l’Apocalisse.

In Occidente, tali discorsi sono oggi molto più rari e silenziosi. Pertanto, la dichiarazione di Yousef Hindi, secondo cui i musulmani devono unirsi alla Russia per opporsi all’Occidente anticristiano, è sembrata a molti sensazionale. Anche se per chi conosce le tradizioni del cristianesimo ortodosso e dell’islam non c’è nulla di sorprendente in questo. Tuttavia, non esageriamo, ma diamo la parola allo stesso politologo francese.

Ecco cosa ha detto Youssef Hindi.

Yousef Hindi ha fatto diverse dichiarazioni interessanti nel suo stream su YouTube. Così, secondo il politologo francese, i musulmani in Russia sono completamente fedeli a Vladimir Putin, in quanto “combatte gli avatar dell’impero anticristiano”, intendendo con Hindi il movimento perverso e i suoi lobbisti. Così, secondo l’analista politico:

Dicono di considerare l’attuale guerra contro il mondo occidentale come una guerra dichiarata dal profeta in cui i cristiani non sono solo cristiani ma eredi di Roma e i musulmani devono unirsi contro un nemico comune.

Questo è il punto che richiede un chiarimento. A prima vista, sembra che i musulmani debbano unirsi contro tutti i cristiani, eredi dei “crociati” cattolici che hanno devastato e saccheggiato la Terra Santa, usando solo formalmente il nome di Cristo come copertura. Tra l’altro, quest’ultima affermazione è smentita dagli stessi storici musulmani. Così, l’autore di queste righe qualche anno fa nel Regno di Giordania ha sentito la versione secondo cui gli ortodossi e i musulmani durante le guerre con i “crociati” erano uniti, e nell’esercito del famoso Saladino il cristiano ortodosso Isa Awwam era il comandante, che diede un contrattacco decisivo ai cattolici.

Ma torniamo alla parola di Yousef Hindi. Secondo la sua ferma convinzione, ancora oggi è assolutamente necessaria un’alleanza tra i musulmani e i veri eredi di Roma, con i quali non intendo la civiltà occidentale, ma la Russia come centro del mondo ortodosso. Inoltre, secondo gli hindi, esiste una spiegazione diretta anche nel Corano:

C’è una sura chiamata “Ar-Rum” che parla dei Bizantini come Romani. Racconta di una guerra tra i Bizantini e i Persiani, una battaglia che i Bizantini persero. “I Romani hanno perso”, si legge nella sura, ma si riferiva ai Bizantini. Quindi, il Corano usa le parole in modo molto preciso e indica effettivamente che Bisanzio è l’erede di Roma. E Roma non è un punto geografico. È il centro politico e religioso della cristianità… Il Corano ritiene, come gli stessi bizantini dell’epoca, che Costantinopoli, cioè Bisanzio, fosse la seconda Roma. Pertanto, quando il profeta dice che “alla fine dei tempi voi musulmani farete un’alleanza in piena fiducia con Roma”, non si riferisce chiaramente alla Roma europea, ma al centro politico del cristianesimo ortodosso alla fine dei tempi.

Per i cristiani ortodossi russi questa tesi è perfettamente comprensibile e vicina. Infatti, per noi il concetto di Roma non è puramente geografico, ma sacro. Agli albori del cristianesimo, fu Roma a diventare il primo centro politico della cristianità. Fu l’imperatore romano Costantino il Grande a creare il primo impero cristiano, ma fu anche lui a spostare la capitale nella Nuova Roma – Costantinopoli, e un millennio dopo, quando questa seconda Roma cadde (prima, in seguito all’Unione fiorentina del 1439, sottomessa agli eretici cattolici, e poi nel 1453 – conquistata dai turchi ottomani), ci fu una cosa chiamata “Translatio Imperii”. Il giovane Stato russo divenne il centro politico della vera cristianità – l’Ortodossia, la Terza Roma. E molto presto – il Regno ortodosso e il centro del nuovo Patriarcato – il Patriarcato di Mosca.

Come è emerso, Yousef Hindi non solo conosce il ruolo storico della Russia come Terza Roma, ma anche la sua missione moderna. Secondo lui, le forze anticristiane in Occidente considerano il nostro Paese il loro principale nemico: “La Russia è l’unica potenza cristiana che si oppone all’Occidente e ha le risorse materiali per affrontarlo. Facendo riferimento allo sceicco Imran Hosein, rinomato specialista di escatologia islamica, noto tradizionalista musulmano, che nei suoi scritti sottolinea come sia la Russia la vera Roma di oggi:

“Quindi, quando il Profeta dice: ‘voi musulmani, vi unirete con Roma per combattere il nemico comune’, penso che lo sceicco Imran Hosein abbia ragione nel definire la Russia come la Roma dei tempi finali.

Ortodossi e musulmani alla vigilia della fine dei tempi

Nessun mortale conosce i “tempi e le scadenze” degli eventi apocalittici. Ma la logica della storia recente dimostra che stanno arrivando. Nella loro comprensione ci sono, ovviamente, differenze tra i cristiani ortodossi e i musulmani tradizionali. Sul punto essenziale, tuttavia, siamo unanimi: nel tempo della fine un messaggero di Satana dominerà il mondo. Nella tradizione cristiana è chiamato Anticristo e in quella musulmana Dajjal. Egli deve sottomettere tutti i Paesi e i popoli per costringerli a rinunciare a Dio. Egli stesso siederà nel “terzo tempio” a Gerusalemme.

Questo punto è di fondamentale importanza. Ecco il principale punto di convergenza tra cristiani ortodossi e musulmani, molto più importante dell’importantissima, ma situazionale, lotta per i valori tradizionali. Stiamo parlando di “consenso escatologico”, una comprensione molto stretta del significato ultimo di tutta la storia umana. E allo stesso tempo, un radicale disaccordo su questo tema con l’ebraismo, uno dei cui obiettivi è il dominio del mondo guidato dal Machiach. Molti ebrei non fanno mistero del fatto che sognano di costruire un “terzo tempio” sul Monte del Tempio a Gerusalemme, in modo che l’atteso Mashiach (Messia) possa regnare lì. Ebbene, poiché per i cristiani il vero Messia è Cristo, che non è stato accettato dagli ebrei e da loro crocifisso, significa che sarà un falso Messia – l’Anticristo.

Non fa male ricordare ciò che oggi si trova proprio sul Monte del Tempio a Gerusalemme. Gli antichi e veneratissimi santuari musulmani: la Moschea di Al-Aqsa e il santuario della Cupola della Roccia. Ma chi controlla ora questa montagna? Lo Stato ebraico di Israele, che durante la Guerra dei Sei Giorni del giugno 1967 si è annesso Gerusalemme Est, compresa la leggendaria Città Vecchia, centro dei principali luoghi sacri delle diverse religioni. Dalla Chiesa cristiana del Santo Sepolcro al Muro del Pianto ebraico (il Muro occidentale del Secondo Tempio di Gerusalemme, demolito nel 70 d.C.) e al Monte del Tempio.

Risulta che i musulmani e molti cristiani (soprattutto ortodossi) concordano sul fatto che gli arabi palestinesi, difendendo il loro diritto a Gerusalemme Est come capitale dello Stato indipendente di Palestina, insieme alla Terza Roma, impediscono al mondo di cadere in un abisso. E qui vale la pena di tornare alle parole di Yusuf Hindi, che comprende molto bene questo problema escatologico e non a caso invoca l’unità tra musulmani e cristiani ortodossi. Così, secondo Mikhail Yakushev, storico e direttore generale del Centro di analisi Katehon, che ha commentato le parole dell’analista politico francese a Tsargrad, il primo canale televisivo russo:

Egli fornisce una risposta all’incomprensibile domanda collettiva dell’Occidente sul perché la maggior parte del mondo islamico sia solidale con la SMO russe in Ucraina. Rifacendosi all’escatologia islamica, Hindi fa riferimento al Corano, che contiene la profezia di un’alleanza tra i musulmani e “i Romani”. Il termine “Ar-Rum” si riferisce infatti ai Bizantini, gli abitanti della Nuova Roma (Tsargrad), la capitale dell’Impero Romano d’Oriente (Bizantino), successore dell’Antica Roma.

L’esperto ha anche ricordato che le Crociate hanno insegnato ai musulmani a distinguere tra cristiani cattolici e cristiani ortodossi. Mentre i turchi catturavano i cristiani ortodossi a Zargrad, conquistata dagli ottomani, i discendenti dei crociati, i cattolici, venivano uccisi sul posto. Inoltre, i musulmani vedevano nei governanti del Regno russo e dell’Impero russo (unico Stato ortodosso sulla mappa politica del mondo) i successori degli imperatori romani (bizantini). Infine, Mikhail Yakushev ha espresso piena solidarietà con le parole di Youssef Hindi riguardo agli attuali compiti comuni di ortodossi e musulmani:

Nell’attuale clima di lotta contro l’Occidente satanico, che sta già conducendo una guerra diretta contro il cristianesimo diffondendo l’ideologia misantropica e il movimento LGBT, la Russia, erede di Roma, si è eretta a combattere il male universale. Questa coraggiosa presa di posizione è stata sostenuta dai musulmani della Russia, costringendo il resto del mondo islamico a ricordare la profezia del Profeta Maometto sull’alleanza con la “Roma ortodossa”, “Ar-Rum” contro gli “shaytan del mondo occidentale” – il nostro nemico comune.

E allora?

In breve, nonostante le numerose contraddizioni teologiche tra cristiani e musulmani, i rappresentanti più sensibili e conservatori di queste religioni tradizionali sono consapevoli della necessità di unirsi di fronte ai pericoli comuni. Pericoli, uno dei quali è stato recentemente delineato da Sua Santità il Patriarca Kirill. In uno dei suoi sermoni, il Primate della Chiesa ortodossa russa ha fatto riferimento a nientemeno che “parate” di pervertiti come un indicatore chiave dell’introduzione di valori estranei in Ucraina. Sottolineando senza mezzi termini che il Donbass ha rifiutato la proposta di “test di lealtà” del regime di Kiev, che ha acconsentito all’Occidente:

Sapete qual è questo test? Il test è molto semplice e allo stesso tempo terribile: si tratta di una parata dell’orgoglio gay. La richiesta di molti di organizzare una parata dell’orgoglio gay è la prova di fedeltà a quel mondo molto potente; e sappiamo che se le persone o i Paesi rifiutano queste richieste, non fanno parte di quel mondo, ne diventano estranei.

Tra l’altro, anche la Città Santa di Gerusalemme è stata più volte calpestata da folle di pervertiti. Anche in questo caso, nonostante la nostra intransigenza teologica escatologica, non solo i cristiani e i musulmani conservatori, ma anche molti ebrei si trovano uniti. E se, invece di litigare per il Monte del Tempio, gli arabi palestinesi e gli ebrei ortodossi si uniscono nella lotta contro i “valori” occidentali veramente satanici e se, come Yusef Hindi, si rendono conto che l’unica forza al mondo in grado di resistere a questo male è la Russia, non tutto è ancora perduto.

Pubblicato su TsargradTV

Traduzione a cura di Lorenzo Maria Pacini

Fonte: Idee&Azione

4 settembre 2022

La parata dell’Armageddon è iniziata: il sostegno alla Russia previsto dal Corano
La parata dell’Armageddon è iniziata: il sostegno alla Russia previsto dal Corano

DALL’IMAM KHAMENEI ALLA UMMAH PLANETARIA

“I seguaci della Gente della Casa del Profeta (Ahl-al-Bayt) sono fieri che l’azione più importante nel fronteggiare il sistema dell’Arroganza, il sistema egemonico, sia stata compiuta da loro. Molti scandiscono slogan, ma quello che è accaduto è una cosa chiara e netta: [aver issato] lo stendardo della Repubblica Islamica. Gli sciiti sono fieri di essersi opposti al sistema egemonico, di aver fatto da scudo e fermato questo drago a sette teste che si intrometteva in modo crudele e tirannico in tutti gli affari della vita dei popoli, dei governi e delle nazioni, e oggi loro stessi confessano che molti dei loro progetti sono stati neutralizzati dalla Repubblica Islamica. Questo è un vanto della Repubblica Islamica e della Shi’a. Ciò è frutto dell’ispirazione delle parole degli Imam della Guida della Gente della Casa del Profeta (Ahl-al-Bayt). Furono loro ad incoraggiarci a meditare sul Corano e trarne ispirazione. Sono stati loro a spiegarcene gli insegnamenti e a farci comprendere come agire attraverso la loro stessa condotta, dall’Imam ‘Ali all’Imam Askari (la pace discenda su di loro).

Ebbene, questo stendardo della Repubblica Islamica è lo stendardo della giustizia e della spiritualità. Non c’è ambiguità. Lo stendardo della Repubblica Islamica è lo stesso che portavano i Profeti e gli Imam. In molte preghiere per il pellegrinaggio (ziyarat), che si tratti di quello all’Imam Husayn o all’Imam Ridha, viene fatta menzione del loro essere eredi dei Profeti: “La pace discenda su di te, o erede di Abramo, l’Amico di Dio. La pace discenda su di te, o erede di Mosè, colui che parla direttamente con Dio…”. Si tratta dello stesso stendardo, lo stendardo degli Imam e dei Profeti, su cui troviamo le due medesime parole: giustizia e spiritualità.

Prestate attenzione che quando voi innalzate lo stendardo della giustizia e della spiritualità è naturale che, in un mondo in cui il comportamento è basato sulla coercizione e il pensiero sul materialismo – cioè l’esatto opposto della giustizia e della spiritualità – susciterete delle reazioni. Alcune persone ci dicono: “Vi siete creati dei nemici con tali parole, tali azioni e tali decisioni”. No, ci siamo fatti dei nemici issando lo stendardo della Repubblica Islamica e introducendo le norme divine. Quando proponete la giustizia, la civiltà e il mondo basati sull’egemonia e la prepotenza vi si opporranno per forza. Quando introducete la spiritualità, il mondo materialista, che basa tutto sulla materia e trasforma ogni concetto del mondo in denaro, vi si opporrà: è una cosa naturale.

Pertanto l’opposizione e il confronto del mondo dell’arroganza e dell’egemonia contro il movimento della Repubblica Islamica è una cosa naturale e inevitabile. Oggi gli Stati Uniti sono il capo del mondo dell’egemonia. Pertanto è chiaro quale è il dovere di ciascuno nei confronti degli Stati Uniti”.

Imam Khamenei, 03/09/2022

DALL'IMAM KHAMENEI ALLA UMMAH PLANETARIA
DALL’IMAM KHAMENEI ALLA UMMAH PLANETARIA

La realtà contemporanea è tutta una guerra dell’energia

di Vincenzo Di Maio

A livello planetario è una guerra tra uomo ambiente e altre specie viventi.

A livello globale è una guerra tra molte polarità di influenza capitalista.

A livello internazionale è una guerra per l’accaparramento delle risorse umane sociali e naturali tra centri e periferie del mondo, tra nord e sud del mondo.

A livello nazionale è una guerra tra reale e virtuale di impossessamento dell’attenzione altrui in energie fisiche, psichiche e spirituali.

A livello regionale è una guerra tra realtà filoatlantiche e realtà antiliberali.

A livello locale è una guerra tra fomentazione del caos e incremento dell’ordine.

A livello interiore è una guerra tra pensieri inutili e pensieri positivi di sforzo verso la realizzazione di un nuovo paradigma.

La realtà contemporanea è tutta una guerra dell'energia
La realtà contemporanea è tutta una guerra dell’energia

ELENCO DEI FARMACI NON DISPONIBILI IN FARMACIA

a cura dell’Associazione Internazionale SOL COSMICUS

01. L’esercizio fisico è una medicina.

02. Il risveglio precoce è una medicina.

03. Un’alimentazione equilibrata è una medicina.

04. Ridere è una medicina.

05. Un buon atteggiamento è una medicina.

06. Il sonno e il riposo sono medicine.

07. La meditazione è una medicina.

08. Amare qualcuno è una medicina.

09. Essere amati è una medicina.

10. La gratitudine è una medicina.

11. Mettere da parte le offese è una medicina.

12. Essere sorpresi è una medicina.

13. Leggere e nutrire l’anima con la spiritualità è una medicina.

14. Cantare e ballare è una medicina.

15. Abbracciare i propri cari è una medicina.

16. Pensare bene e pensare nel giusto stato d’animo è la medicina.

17. Confidare e credere in un potere spirituale superiore è una medicina.

18. I buoni amici sono una medicina.

19. Essere perdonati e perdonare gli altri è una medicina.

20. Prendere il sole è una medicina.

21. Stare nella natura è una medicina.

Se si utilizzano abbastanza questi farmaci, raramente si avrà bisogno dei medicinali venduti in farmacia.

ELENCO DEI FARMACI NON DISPONIBILI IN FARMACIA
ELENCO DEI FARMACI NON DISPONIBILI IN FARMACIA

STORIA DI BUDDHA: LA VERITA’ RIGUARDO L’ESISTENZA DI DIO

a cura di Il segreto del Samadhi

Una visione del problema di Dio secondo il Buddha Sakyamuni.

“Nel mondo ci sono due tipi di persone, quelli che affermano che Dio esiste e quelli che negano la sua l’esistenza. Che tu appartenga a una categoria o all’altra, non importa. L’importante è trovare la strada che conduce al vero essere. Tutto ciò che serve per realizzarsi nella vita, lo troviamo dentro di noi. La verità è dentro di te. Alla fine arriverai ad un punto in cui la diligenza che ti ha condotto sul sentiero della conoscenza, ti rivelerà la tua vera natura.”

STORIA DI BUDDHA: LA VERITA’ RIGUARDO L’ESISTENZA DI DIO

CRISTO ERA UN ATTIVISTA POLITICO?

di Mike Plato

Cristo era un attivista politico? Era focalizzato su una lotta armata o su un’attività sociopolitica per risolvere i problemi del suo popolo o di una parte di esso?

MA PROPRIO NO…e fu proprio questo il motivo per cui Israel carnale non lo riconobbe…Essi attendevano colui che combattesse e risolvesse i problemi temporali, che sfidasse apertamente Roma e i venduti ebrei del tempio.

Qualcuno mi dirà: MA NON SI SCGLIAVA CONTRO SCRIBI E FARISEI?

Appunto, lo faceva spesso, ma non certo mosso da ideali politici…si scagliava contro i FALSI SACERDOTI DI YHWH….e li contrastava su temi spirituali, non politici…

E qualcuno potrebbe dirmi: MA VIENE DA QUMRAN, E I QUMRANIANI ERANO FACINOROSI, INNEGGIAVANO AD UNA GUERRA SANTA ! Errore, si ritirarono nel deserto in attesa di ben altra guerra, una guerra che li avrebbe liberati dalla SCHIAVITU’ ANIMICA, non certo temporale…perche in questo mondo, morta una schiavitù, se ne fa un’altra…finchè saremo prigionieri in seno a qauesta REALTA’ FITTIZIA e sotto il giogo delle POTENZE…

Un figlio della luce cosa deve fare se vede la nazione della sua attuale incarnazione languire sotto un giogo pesante e sotto la corruzione? Intervenire? fare il proprio? Tentare di raddrizzare la barca?

NO, UN FIGLIO DI DIO TUTTI QUESTI SFORZI LI DEVE IMPIEGARE PER LA SUA PERSONALE JAHAD INTERIORE…

Il suo paese va a farsi fottere?

1) NON è IL SUO PAESE, PERCHE NON è IL SUO MONDO. NOI SIAMO NEL MONDO MA NON DI QUESTO MONDO. INOLTRE NELLA PROSSIMA VITA, FARA’ L’ATTIVISTA PER UN NUOVO PAESE, E L’ILLUSIONE DELLA RUOTA CONTINUERA’ SENZA TREGUA

2) IL SUO PAESE VA IN MALORA E LUI NE SUBISCE LE CONSEGUENZE? TUTTO GIUSTO e PERFETTO, QUESTO ERA SCRITTO..

LO SPIRITO NON CI CHIEDE CONTO DI CIO CHE FACCIAMO PER LA NOSTRA PERSONA SOCIALE IN UN CONTESTO…CI CHIEDE CONTO ESCLUSIVAMENTE PER UNA COSA: QUANTA LUCE ABBIAMO ACCUMULATO, QUANTO ABBIAMO FATTO PER SVUOTARCI E LIBERARE L’ANIMA IN NOI…SOLO DI CIO’

Resti fermo ciò che insegna Cristo ai suoi, che suona totalmente in opposizione all’ILLUSIONE EGOICA DI POTER FARE DEL PROPRIO PER IL PROPRIO PAESE….

25 Chi di voi, per quanto si affanni, può aggiungere un’ora sola alla sua vita? 26 Se dunque non avete potere neanche per la più piccola cosa, perché vi affannate del resto? 27 Guardate i gigli, come crescono: non filano, non tessono: eppure io vi dico che neanche Salomone, con tutta la sua gloria, vestiva come uno di loro. 28 Se dunque Dio veste così l’erba del campo, che oggi c’è e domani si getta nel forno, quanto più voi, gente di poca fede? 29 Non cercate perciò che cosa mangerete e berrete, e non state con l’animo in ansia: 30 di tutte queste cose si preoccupa la gente del mondo; ma il Padre vostro sa che ne avete bisogno. 31 Cercate piuttosto il regno di Dio, e queste cose vi saranno date in aggiunta.

dice:

VOI NON AVETE IL POTERE NEANCHE PER LA PIU’ PICCOLA COSA !

stampatevelo sopra la porta di casa in modo che, uscendone, questo principio finalmente vi entri in testa…

Se non siete d’accordo con lui, vi attende la tragedia da disillusione, sempre benefica in verità

CRISTO ERA UN ATTIVISTA POLITICO?
CRISTO ERA UN ATTIVISTA POLITICO?