GLI INDUSTRIALI E LA TRADIZIONE PRIMORDIALE

di Vincenzo Di Maio

I fini degli industriali devono rispettare dei precetti etici morali e spirituali di responsabilità sociale d’impresa poiché sono il sistema produttivo di una società che insieme al sistema riproduttivo delle donne e al sistema adduttivo delle generazioni sociali formano la triade di base del tripode su cui si fonda la società nel corso storico come spinta continua del tempo.
Pertanto un industria deve darsi degli scopi sociali secondo i valori tradizionali di una società per affrontare insieme le sfide che si presentano nel divenire.
In tal senso Adriano Olivetti fu un visionario primordiale che si poneva domande che cercavano simili risposte in tempi dove l’industria anche se, diversamente da oggi, era ancora legata al tessuto sociale, cercava soltanto il mero profitto a discapito della società e dello stato.

GLI INDUSTRIALI E LA TRADIZIONE PRIMORDIALE

L’IMPERO DEL SOLE E DELLA LUNA

di Vincenzo Di Maio

Al Mahdi Alfayiz (il ben guidato da Dio, la Guida Vincente) è la bestia di Allah che si ergerà dalla terra con le sue armate terrestri come comandante supremo dei suoi generali di ogni nazionalità, mentre il Messia Issah (Gesù) è l’immortale asceso che guiderà le schiere celesti, proprio quando l’Arcangelo Mikail (Michele) guiderà le schiere angeliche: Terra, Cielo e Dio.

L’IMPERO DEL SOLE E DELLA LUNA

ANGELI TERRESTRI

di Vincenzo Di Maio

Gli angeli terrestri sono tutti i pneumatici, credenti in Dio che seguono le Sue leggi e che eseguono i Suoi dettami seguendo gli insegnamenti dei profeti e dei maestri ascesi, facendo ognuno del proprio meglio per migliorarsi costantemente per seguire la retta via secondo il proprio solco religioso di appartenenza vibrazionale generale.
Questo è un angelo terrestre.
Preghiera, meditazione, digiuni, abnegazione, spirito di sacrificio, umiltà, addestramento, sono tutti strumenti per migliorare noi stessi e assurgere come angeli terrestri, la cui gerarchia aristocratica e organica emergerà col tempo spontaneamente.

ANGELI TERRESTRI

CARL SCHMITT, IL GRIFONE E LA CONDIZIONE DEL LEONE

di Vincenzo Di Maio

Hanno paura del leone e per questo motivo lo tengono in cattività.
Poi lo abbattono quando uccide qualche domatore.
Forti della loro superiorità tecnologica.
Ma se li metti tutti insieme e li privi della tecnologia vedrai come la loro paura diventerà più grande di prima e scapperanno ovunque a gambe levate.
Imparando a non entrare più nei dominii felini della giungla, della savana e della tundra.
Il problema del leone è capire come ottenere lo scacco matto abbattendo la tecnologia e ogni forma di tecnica.
Come anche di utilizzare la tecnica contro i suoi persecutori, attraverso “umani convertiti” alla causa del leone.
Del resto come disse Carl Schmitt il Grifone si impossesserà della tecnica che soggioga il Behemoth per liberarlo e per uccidere il Leviathan.
Lo stesso discorso vale per il leone che vive in un circo o allo zoo.
Come disarmare la tecnologia del sistema?
Come sfruttare la tecnica a nostro vantaggio?
Queste sono le domande chiave.
Le risposte le lascio voi. 

CARL SCHMITT, IL GRIFONE E LA CONDIZIONE DEL LEONE

ESSERE VERAMENTE RIVOLUZIONARI

di Vincenzo Di Maio

Essere veramente rivoluzionari significa riportare la vita umana all’antico ordine planetario che è l’impero del Sole e della Luna.
Nelle coscienze dei rivoluzionari di tutti gli ideologismi novecenteschi invece vi erano solo frammenti distorti di questa verità.
Per riportare l’imperium populi sulla terra vi è bisogno di uomini e donne consapevoli di questa e soltanto questa rivoluzione imperiale che riporti all’antico splendore tutti i popoli del pianeta Terra, dove l’imperatore planetario è il re dei re: il Melchisedek di Salem, ovvero il Kulika di Shambala del futuro.
Perché la vera rivoluzione è dentro, la vera rivoluzione è un motus planetarius che si distingue per essere una transizione coerente e consciamente consapevole di imparare ad imperare per imperire, per non morire nè dentro nè fuori, ma per soffocare ogni vuoto interiore e contrapporre l’azione diretta al riportare l’antico ordine sulla terra attraverso l’aggregazione spontanea che contrasti insieme ogni infima insinuazione del nuovo ordine mondiale in qualsiasi forma e frangente della vita umana.
Il mutamento è in atto ed è sotto gli occhi di tutti, un continuum di nuove evenienze che stanno sradicando letteralmente ogni forma di vita borghese imposta dalle gerarchie occulte dei poteri globali con le loro mafie, magie e manie di nuove abitudini che cercano di distogliere l’attenzione dei popoli dalla Verità attraverso il braccio della forza, rappresentato dalle forze dell’ordine, e il braccio della menzogna, rappresentato da tutti i massmedia vecchi e nuovi, analogici e digitali.
Abbiamo bisogno di rivoluzionari pronti a tutto pur di reagire a quei soprusi che stiamo già combattendo e che necessitano di nuove aggregazioni per difenderci da questi poteri globalisti e per attaccarli lì nei luoghi chiave del sistema, dove ancora non hanno pensato di essere quei punti deboli che saranno i nostri punti di forza, su cui effettuare l’evacuazione di ogni elemento contrario alla volontà generale di noi popoli uniti dalla protezione del Cielo, quale movimento politico internazionale che scuote i palazzi e interviene chirurgicamente nei punti nodali in qualità di visionari primordiali uniti dalla coscienza universale di un unico intento di costituzione dell’antico ordine planetario formato da nazioni socializzanti accomunate da un indipendentismo radicale che scelga di rompere tutti i legami di dipendenza politica economica e culturale da parte di paesi stranieri, in particolare dal sionismo internazionale angloamericano.

ESSERE VERAMENTE RIVOLUZIONARI

CHI ERA DAVVERO LA MOGLIE DI GESÙ ?

di Leonardo Desantis

“Dio il SIGNORE fece cadere un profondo sonno sull’uomo, che si addormentò; prese una delle costole di lui, e richiuse la carne al posto d’essa. Dio il SIGNORE, con la costola che aveva tolta all’uomo, formò una donna e la condusse all’uomo” (Sacra Bibbia, Genesi 2:21-22)
“Giunti a Gesù, lo videro già morto, e non gli spezzarono le gambe, ma uno dei soldati gli forò il costato con una lancia, e subito ne uscì sangue e acqua” (Sacra Bibbia, Giovanni 19:33-34)
Adamo nel SONNO ha generato Eva, la sua sposa, dal suo fianco.
Cristo, nuovo Adamo, nel SONNO della morte ha generato la sua sposa la Chiesa, nuova Eva, sulla croce, dal suo fianco da cui ha versato sangue (santa cena) e acqua (battesimo).
Per Chiesa di Cristo non va intesa la chiesa romana, né il vaticano. La parola Chiesa deriva dal greco Ekklesia che significa semplicemente “Assemblea dei chiamati fuori” ovvero l’insieme dei riscattati. Riscattati dalla condanna che grava sul mondo, mediante la fede in Gesù. Il popolo di Dio, coloro che credono in lui e fanno parte di varie chiese visibili.
Riesci a vedere il parallelo tra Cristo ed Adamo, tra Eva e la Chiesa, tra la generazione di Eva dal costato di Adamo e la generazione della Chiesa dal costato di Cristo? Sicuramente no.
Ci sono forze ostili che ti vietano di capire e non hai nessuna possibilità di capire questo parallelismo.
Maria è un membro della chiesa come noi cristiani. Non è nostra madre, come dice la chiesa vaticana, ma è nostra sorella.
La sposa di Gesù non è Maria Maddalena, ma è il popolo di Dio. Tutti coloro che credono in Cristo sono infatti chiamati alle Nozze dell’Agnello.

CHI ERA DAVVERO LA MOGLIE DI GESÙ ?

LA SPETTACOLARIZZAZIONE DELLA STORIA NEL PRIMORDIALISMO VISIONARIO

La spettacolarizzazione della politica è un continuo mettere in scena la politica ufficiale per conformare il conduzionismo delle masse come pascolo di mandrie da condurre al macello, attraverso il palco luminoso delle manovre pubbliche del potere e il palco buio delle trame nascoste del potere.
Questa è l’impostazione formalista su cui si basa la Devianza Originaria oggigiorno e a rimetterci sono sempre le élites emergenti che nella storia soccombono alle élites dominanti, poiché esse si basano sempre sullo spontaneismo radiante della Tradizione Primordiale, la naturalezza luminosa degli sforzi umani rivolti verso l’emancipazione sociale dei popoli.

LA SPETTACOLARIZZAZIONE DELLA STORIA
NEL PRIMORDIALISMO VISIONARIO

GURDJIEFF E L’OCCULTISMO

Gurdjieff ha sempre avuto un atteggiamento molto preciso riguardo all’occultismo.
La sua dottrina è una cosa completamente diversa da quella esplicitamente satanista di Aleister Crowley, e lui stesso criticava le varie forme di occultismo moderno, lo spiritismo, la Teosofia, ecc… (come del resto faceva anche il massone René Guenon). Allo stesso modo, però, faceva intendere di aver conosciuto benissimo molte pratiche magiche (e sicuramente ne aveva fatto uso). Anche lo scrittore Aldous Huxley (1894-1963) definiva gli scritti di Gurdjieff «l’opera classica di un mago» 1.
Lo stesso Ouspensky inoltre racconta di come il «maestro», durante il periodo di soggiorno ad Essentuki, insegnasse ai suoi discepoli a riconoscere le manifestazioni soprannaturali dai trucchi:
«Quando fummo tutti riuniti, nel marzo 1918, vennero stabilite nella nostra casa regole molto rigide; era proibito allontanarsi, si stabilirono turni di guardia giorno e notte, e così via. E cominciarono i lavori più vari. Nell’organizzazione della casa e delle nostre vite furono introdotti principi molto interessanti.
Gli esercizi, questa volta, erano molto più difficili e vari di quelli dell’estate precedente: esercizi ritmici accompagnati da musica, danze di dervisci, esercizi mentali, studio dei diversi modi di respirare, e così di seguito. Particolarmente impegnativi erano gli esercizi di imitazione dei fenomeni psichici: lettura del pensiero, chiaroveggenza, manifestazioni medianiche, ecc… Prima di cominciare tali esercizi, G. ci aveva spiegato che lo studio di questi “trucchi”, come li chiamava, era obbligatorio in tutte le scuole orientali, perché senza aver prima studiato tutte le imitazioni e contraffazioni possibili, non era pensabile cominciare lo studio dei fenomeni di carattere sopranormale. Un uomo non può distinguere il reale dal falso in questo campo, se non quando conosca tutti i trucchi e sia in grado di riprodurli egli stesso. G. diceva inoltre che uno studio pratico dei “trucchi psichici” era di per sé un esercizio insostituibile, e che era quanto di meglio si potesse desiderare per lo sviluppo della perspicacia, dell’acutezza dell’osservazione, dell’avvedutezza e di altre qualità ancora, che il linguaggio della psicologia ordinaria ignora, ma che certamente devono essere sviluppate.
Ciononostante, il nostro sforzo era soprattutto basato sulla ritmica, e su strane danze destinate a prepararci a fare in seguito degli esercizi di dervisci» 2.
«Mi è stato spesso chiesto che cosa sia la “magia nera”, e ho risposto che non vi è nessuna magia rossa, né verde, né gialla. Vi è meccanicità, cioè “ciò che capita”, e vi è il “fare”. “Fare” è magico, e non vi è che un modo di “fare”. Non possono esservene due. Ma può esservi una falsificazione, una imitazione delle apparenze esteriori del “fare”, che non può dare alcun risultato oggettivo, ma che può ingannare le persone ingenue e suscitare in esse la fede, l’infatuazione, l’entusiasmo e persino il fanatismo.
Questo è il motivo per cui, nel vero lavoro, cioè nel vero “fare”, non è più possibile alcuna infatuazione. Ciò che definite magia nera è fondato sull’infatuazione e sulla possibilità di giocare sulle debolezze umane. La magia nera non significa, in nessun modo, una magia del male. Vi ho già detto che nessuno fa mai del male per amore del male o nell’interesse del male. Ognuno fa sempre tutto nell’interesse del bene così come egli lo comprende. Nello stesso modo, è del tutto erroneo affermare che la magia nera è necessariamente egoista, che nella magia nera l’uomo mira obbligatoriamente ad ottenere dei risultati per sé stesso. Niente è più falso. La magia nera può essere molto altruista, può perseguire il bene dell’umanità, può proporsi di salvare l’umanità da mali reali o immaginari. Ma ciò che può essere chiamato magia nera ha sempre un carattere definito. Questo carattere è la tendenza a servirsi delle persone per qualche scopo, anche il migliore, senza che essi lo sappiano o senza che comprendano, sia suscitando in essi la fede e l’infatuazione, sia agendo su di essi con la paura.
Ma Ouspensky è ancora più esplicito in questo passo, quando riporta l’opinione di Gurdjieff sulla magia nera:
Ma a questo riguardo occorre tener presente che un “mago nero”, buono o cattivo che sia, ha dovuto passare attraverso una scuola. Egli ha imparato qualche cosa, ha inteso parlare di qualche cosa, sa qualche cosa; egli è semplicemente un “uomo educato a metà” che è stato allontanato da una scuola, oppure che l’ha lasciata avendo deciso che ne sapeva ormai abbastanza, che si rifiutava di restare più a lungo sotto la tutela di qualcuno, e che poteva lavorare indipendentemente e anche dirigere il lavoro degli altri. Ogni lavoro di questo genere può produrre solamente risultati soggettivi, cioè non può che deludere sempre di più e aumentare il sonno invece di diminuirlo. Si possono nondimeno apprendere certe cose da un mago nero, sebbene in modo sbagliato. Può persino capitargli, per caso, di dire la verità. È per questo motivo che io vi dico che vi è ben peggio della “magia nera”. Per esempio, tutte le specie di SOCIETÀ “SPIRITISTICHE”, “TEOSOFICHE” E ALTRI GRUPPI “OCCULTISTICI”.
Non soltanto i loro maestri non sono mai stati in una scuola, ma non hanno nemmeno mai incontrato qualcuno che sia stato in contatto con una scuola. Il loro lavoro non è che scimmiottatura. Ma un lavoro imitativo di questo genere procura una grande soddisfazione. Qualcuno si prende per un “maestro”, gli altri si prendono per “discepoli” e tutti sono contenti. Nessuna realizzazione della propria nullità può essere ottenuta in questo modo; e se qualcuno afferma di aver raggiunto questo risultato, non fa che illudere e ingannare sé stesso, quando non si tratti di pura menzogna. Al contrario, anziché realizzare la propria nullità i membri di queste società realizzano la loro propria importanza e accrescono la loro falsa personalità» 3.
1 Cfr. L. Pauwels, op.cit.; si veda in nota a pag. 46.
2 Cfr. P. D. Ouspensky, op. cit., pag. 410.
3 Cfr. P. D. Ouspensky, pagg. 252-253.

GURDJIEFF E L’OCCULTISMO

De la causa, principio et uno

Giodano Bruno

“Amor, per cui tant’alto il ver discerno, | Ch’apre le porte di diamante e nere, | Per gli occhi entra il mio nume; e per vedere | Nasce, vive, si nutre, ha regno eterno. | Fa scorger quant’ ha il ciel terr’ed inferno, | Fa presente d’absenti effigie vere, | Repiglia forze, e, trando dritto, fere, | E impiaga sempre il cor, scuopre ogn’intero. | O dunque, volgo vile, al vero attendi, | Porgi l’orecchio al mio dir non fallace, | Apri, apri, se può, gli occhi, insano e bieco. | Fanciullo il credi, perché poco intendi; | Perché ratto ti cangi, ei par fugace; | Per esser orbo tu, lo chiami cieco.”

GIORDANO BRUNO,
De la causa, principio et uno

Giordano Bruno

EROS, IMMAGINAZIONE, MAGIA

A cura di Sandro Consolato

“Dal punto di vista psichico, le tradizioni magiche sono concordi nell’affermare che ogni azione efficace in termini estranormali ha per premessa uno stato di esaltazione, di ‘mania’, ebrezza o estasi attiva che scioglie l’imaginazione dalle sue condizionalità fisiche e mette l’Io in contatto con la paracelsiana ‘Luce della Natura’, col substrato psichico della realtà, ove ogni imagine o verbo formato acquisterebbe un potere oggettivo. Ora, se in via naturale l’eros porta ad uno stato di esaltazione di tal genere, si può comprendere come dall’erotismo mistico o iniziatico si sia potuti passare anche all’erotismo magico in senso proprio. L’eccezionale dinamizzazione o vitalizzazione della fantasia per effetto dell’eros è un fatto ben noto nello stesso dominio profano […]. In un certo modo e grado, in ogni amore agisce già una ‘fantasia vivente magica’. Così non dobbiamo stupirci che una particolare tecnica magica abbia usato come mezzo il sesso sottoposto ad un particolare regime.”
(J.E., Metafisica del Sesso, Mediterranee, Roma 1969)

Gentilmente tratto dal gruppo facebook: Pillole Evoliane

EROS, IMMAGINAZIONE, MAGIA