Orrore senza fine nella Palestina occupata. Un bambino palestinese di 7 anni, Rayan Yasser Suleiman, è morto, oggi, nella città di Tuqua, in Cisgiordania, a est di Betlemme, dopo essere stato inseguito dai soldati dell’esercito israeliano.
“I soldati israeliani hanno inseguito gli studenti delle scuole mentre tornavano alle loro case, portando alla caduta del bambino Rayan che è stato portato in ospedale”, hanno riferito ai media testimoni oculari.
“Il bambino è stato trasferito all’ospedale governativo di Beit Jala, a mezzogiorno, e il personale medico ha cercato di rianimarlo, ma non ci è riuscito”, hanno aggiunto fonti mediche.
Secondo l’esercito israeliano, il bambino, insieme ad altri studenti, aveva lanciato pietre contro le auto israeliane dalla loro scuola a Tuqu. L’esercito ha anche negato di aver inseguito lui e gli altri ragazzi, sostenendo di aver trovato il padre di Suleiman e di avergli chiesto di impedire a suo figlio di lanciare pietre.
Inoltre, secondo il media ebraico Walla il bambino ha avuto un infarto mentre andava in ospedale, ribadendo che i soldati non lo avevano inseguito.
Il padre di Suleiman ha precisato, in seguito, tuttavia, che l’esercito lo aveva inseguito dalla scuola a casa loro e che la paura aveva effettivamente fatto fermare il cuore di suo figlio.
“Il padre di Rayan ha aperto la porta ed i soldati sono entrati. Poi, c’era trambusto e molte urla. Per la paura, [Rayan] è crollato e ha avuto un infarto… Era un bambino completamente sano e pieno di felicità, e in pochi minuti lo abbiamo perso”, ha raccontato zio del ragazzo, Mohammed.
Il quotidiano israeliano Haaretz ha rivelato che l’esercito è pronto ad avviare un’indagine sulla morte del ragazzo.
Indagini sollecitate anche dal Dipartimento di Stato USA, circostanza che induce a pensare che Israele questa volta sia andata così oltre da non avere il solito e continuo supporto di Washington.
L’esercito israeliano è noto per la sua violenza sistematica contro i bambini palestinesi.
Il 5 aprile, l’Ufficio centrale di statistica palestinese (PCBS) ha rivelato che 78 bambini palestinesi di età inferiore ai 18 anni sono stati uccisi nella Striscia di Gaza e nella Cisgiordania occupata solo nel 2021, con altre cifre che mostrano che dall’anno 2000 l’occupazione israeliana le forze armate hanno ucciso 2.203 bambini palestinesi.
Il segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres ha dichiarato l’11 luglio che Israele dovrebbe essere “nella lista nera” se lo stato continua a violare i diritti dei bambini palestinesi.
Dal testo De Occulta Sapientia – Trattato sulla Via Regale e operativa della Geometria Sacra tra Scienza e Magia:
…Purtroppo oggigiorno molte persone vedono il ‘Mondo’ in maniera troppo ‘piccola’ e questa concezione, figlia di un’illusione sviante, si riflette in loro non lasciandoli concepire lontanamente l’idea che possono esistere altri aspetti del Sé oltre che altre realtà.
Per costoro il ‘Mondo’, ossia la visione delle cose che il loro livello di coscienza è in grado di concepire, sarà destinato a rimanere molto stringente e sempre pronto a conservarsi e a chiudersi.
Per questa tipologia di persone è quasi del tutto impossibile andare oltre il loro recintato e limitante senso della vita.
La gente che fa parte di questo nucleo, purtroppo costituito dalla maggior parte delle persone prigioniera di determinati schemi mentali, sono anime attaccate alla limitata realtà dei cinque sensi e, soprattutto, alle figure di questo ‘Mondo’ (Divinità, Idoli, Santi, Pontefici, Guru, Re, Statisti, Artisti, etc., etc.,) create dalla parola di altri uomini: le cosiddette ‘verità preconfezionate’ dai poteri costituti.
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Dal testo Il Filo d’oro: Considerazioni sulla Conoscenza dell’universale nella Tradizione primordiale:
I regnanti, e la storia ce lo ha insegnato, diventano pericolosi soprattutto quando si convincono, aldilà di ogni ragionevole dubbio, di essere inequivocabilmente nel giusto e di sentirsi uguali se non addirittura superiori a Dio.
Lo ripetiamo: a noi non importa la politica in sé, se facciamo questi esempi è solo per dimostrare ulteriormente quali funzioni hanno certe ‘forze antitradizionali’ colluse con l’ombra e come queste agiscono sul nostro piano di realtà, a volte velatamente mentre altre volte in modo più limpido.
Del resto quando il Cielo viene offeso i ‘demoni’ salgono sempre in superficie e prendono il sopravvento sul mondo.
Chi può infatti negare oggi che, a causa dell’uomo, gli ultimi due secoli sono stati completamente nelle mani di forze negative?
Oggi è tutto antimetafisica:
nelle religioni il sentimentalismo ha scalzato totalmente i precetti spirituali, mentre il moralismo è divenuto addirittura l’argomento dominante in tema di dottrina; pontefici, vescovi, rabbini, imam, così come le grandi autorità spirituali orientali, ricoprono ormai più il ruolo di importanti assistenti sociali universali anziché quello di guide spirituali.
Oltre a ciò, di questi tempi temiamo soprattutto che la mentalità deplorevole venuta a crearsi possa portare ad un ulteriore effetto disgregante sull’intera società ed infettare le generazioni future; per questo riteniamo opportuno, oltre che di fondamentale importanza, ripristinare anche quei valori inerenti alla figura dell’Eroe, ovverosia del ‘giusto’ che combatte senza timori l’iniquo fino a sopprimerlo definitivamente.
D’altronde le ingiustizie vanno sempre combattute svisceratamente per conseguire il miglioramento del mondo.
Invero la reale lotta (‘guerra santa’) che persegue un ‘guerriero tradizionale’ avviene costantemente su più fronti e su diversi piani di realtà. La guerra è sinonimo di uno stato particolare dell’essere.
Esso rappresenta la somma di tutti gli squilibri e di tutte le dissonanze della realtà manifesta che ci condiziona.
Se vogliamo tornare ad una nuova connessione con il Tutto è inevitabilmente doveroso attraversare il caos della guerra per poi riedificare sopra le macerie il nostro nuovo mondo interiore – che troveremo in un livello superiore rispetto a prima.
Anche la trasformazione di questi nostri stadi emotivi fa parte del nobile sentiero del guerriero spirituale che vuole riconciliarsi con Dio.
Coloro i quali possiedono un animo magnanimo non si riconoscono in quei ‘moderni valori’ imposti dalla società civilizzata che puntualmente reputano malsani e privi di fede spirituale; motivo per cui, a nostro modo di vedere, i ‘santi’ hanno sempre combattuto il sistema soprattutto attraverso il pensiero elevato e per opera di un’intensa attività spirituale.
Un ‘cavaliere di Luce’(si tratta di un archetipo che rimanda alla Seconda venuta di Cristo e alla funzione di Kalki, l’ultimo avatāra), come lo erano per esempio i veri Templari, ha il dovere di illuminare il male che è presente anche dentro di lui al fine di prenderne coscienza e poi estirparlo.
La funzione della tenebra, infatti, è volta a farci vedere in primo luogo il nostro lato oscuro per quanto concerne il cammino della nostra realizzazione spirituale.
Colui che combatte incessantemente il male è dunque, a tutti gli effetti, benedetto dall’Altissimo.
L’Uomo comune, al contrario, generalmente desensibilizzato, campa beato senza batter ciglio nella ‘cultura dell’indifferenza’ di cui è parte integrante e rimane spesso impassibile dinanzi alle ingiustizie.
Nonostante il marciume che ha ormai infettato tutti gli scompartimenti possibili della nostra società, siamo convinti che la Tradizione primordiale sarà tuttavia il muro su cui, prima o poi, il mondo secolarizzato ed il potere ottenebrato che lo gestisce andranno a sbattere insieme a tutte le loro nefandezze.
Di questo ne siamo più che certi perché lo Spirito tradizionale, da sempre permeato da una straordinaria ‘forza di ordine spirituale’, combatte le proprie battaglie su più livelli ed è sempre gradito agli occhi di Dio.
I 17 obiettivi di sviluppo sostenibile e i 169 sotto-obiettivi ad essi associati costituiscono il nucleo vitale dell’Agenda 2030. Ufficialmente tengono conto delle tre dimensioni dello sviluppo sostenibile, ossia la sfera economica, la sfera sociale e la sfera ecologica. Un documento programmatico che apparentemente riunisce sotto un unico quadro lo sviluppo sostenibile e la lotta alla povertà.
Tecnicamente questi fantomatici obiettivi di sviluppo sostenibile dovranno essere realizzati entro il 2030 a livello globale da tutti i Paesi membri dell’ONU, senza tener conto delle disparità profonde insite tra il Nord del Mondo e il Sud del Mondo, un ipotetico contributo per affrontare in comune queste sfide di integrazione mondiale, in cui cercheranno, come stanno cercando di fare, di far applicare tali condizionamenti a qualsiasi costo poichè l’Agenda 2030 dichiara che “si dovranno trovare incentivi per incoraggiare anche gli interlocutori non governativi a partecipare in modo più attivo allo sviluppo sostenibile”, una menzogna che abbellisce il processo di globalizzazione atlantica del predominio dell’Occidente rappresentato da USA e UK, un potentato angloamericano che vuole condizionare lo sviluppo autocentrato di tutti i paesi del resto del mondo ma che il resto del mondo non accetta, nè tanto meno possiamo accettarlo noi in qualità di popoli d’Europa.
L’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile è un programma d’azione per le persone, il pianeta e la prosperità sottoscritto nel settembre 2015 dai governi dei 193 Paesi membri dell’ONU, ma di fatto è un trattato a lettera morta poiché indica sotto pressioni una concezione del mondo in cui predominano le élites dei poteri occulti del Satanismo Globalista, una dimensione strumentale che definisce l’ONU come un sistema internazionale traballante e sempre più inutile, poiché il potere politico-militare dei governi angloamericani e il potere economico-finanziario del sionismo internazionale, vorrebbero trasformarlo in un occasione ghiotta di riconoscimento del loro potere e dello status quo che essi rappresentano, attraverso la manipolazione del potere culturale-massmediatico degli apparati di produzione cognitiva della percezione totale del mondo, una occulta oppressione mondiale dei popoli presentata come proposta vantaggiosa per le nazioni del mondo.
Difatti gli obiettivi dichiarati non sono altro che una diversa forma di schiavitù tra centri e periferie del processo della globalizzazione tecno economica mondiale, forme di avvelenamento dei popoli attraverso la promozione di prodotti alimentari malsani come le proteine derivate dagli insetti e la promozione di tecnologie agricole intensive e di tecnologie industriali transumane, nonchè obiettivi utili ad ingannare il ricevente di tali informazioni.
Definendo in altri termini l’Agenda 2030 essa riguarda rispettivamente la fondazione di una forma di Governo Mondiale assediato sull’attuale struttura di potere internazionale, la generazione di una Moneta Elettronica Mondiale di cui le criptovalute ne sono gli avamposti, la creazione di una Banca Centrale Mondiale gestita dall’alta finanza fabiana delle dinastie sioniste occidentali, la formazione di un Esercito Mondiale per legittimare la governance planetaria, tutti obiettivi concreti che stanno a significare la fine della sovranità delle nazioni attraverso la legittimazione di organizzazioni internazionali terroriste come la NATO o organismi sovranazionali tecno burocratici come l’Unione Europea, la fine della proprietà privata con l’introduzione di pratiche come la share-economy, la fine dell’unità familiare tradizionale mediante la diffusione dell’ideologia gender e della promozione della vita da scapolo, la diffusione di vaccini obbligatori attraverso l’introduzione di norme sociali e di leggi statali che inquinano la salubrità degli equilibri naturali e biologici di un corpo umano, la promozione del reddito universale per sostituire gradualmente il lavoro umano attraverso l’introduzione delle macchine, della automazione, di robot e dell’intelligenza artificiale, decretando così l’inutilità della specie umana sul nostro pianeta, ad uso e consumo delle élites globaliste, una situazione generale in cui si diffonderà l’introduzione di sistemi per il tracciamento dei popoli al fine di sottometterli e costringerli a determinati comportamenti consoni all’interesse delle élites, proprio come già avviene oggi in determinate aree della Cina con l’impiego di un sistema di crediti sociali, una realtà complessa fatta di vibrazioni malsane diffuse dall’emissione di dannosi campi elettromagnetici dovuti alla costruzione continua di torri radio come il 5G, utili a disporre la morte diffusa delle cellule e l’abbassamento dell’energia spirituale dei corpi sottili, un contesto in cui si vedrà la fine di tutti i trasporti privati, la fine di tutte le aziende agricole private, l’introduzione di aziende di proprietà del governo e non della cittadinanza di una nazione, proprio come avviene nella Cina comunista oggi e come avveniva ieri nel sovietismo russo dell’URSS, una concezione generale della vita in cui si vincolano i cittadini anche a delle restrizioni sui viaggi e alla diffusione di auto elettriche per ottenere il massimo controllo possibile, ed infine la diffusione di produzioni alimentari OGM e la diffusione di carni sintetiche.
Questo capital-bolscevismo internazionale, dominato politicamente dai governi angloamericani ed economicamente dall’alta finanza occidentale è la concezione di sintesi a cui aspirano queste élites occulte del Globalismo Satanico, a cui l’impegno di noi popoli uniti come uomini oppressi distaccati da ogni tradizione, non può che essere l’identità concreta del nemico trasversale verso cui, lo sforzo di formazione del congiunto Fronte di Liberazione Universale della Tradizione Primordiale, bisogna orientare azioni multiple e coordinate al fine di attraversare uniti questo momento di instabilità politica mondiale, determinato da un multipolarismo emergente, per generare insieme i presupposti di preparazione del mondo alla venuta del Salvatore Promesso dall’escatologia profetica delle Cinque Sacre Religioni Tradizionali Rivelate e Autentiche, il quale determinerà il nuovo paradiso terrestre e il ritorno a una nuova età dell’oro.
Sapevate che prima del 1600 le Donne Occidentali partorivano accovacciate, sedute e in piedi? Questo è cambiato quando re Luigi XIV di Francia ha disposto che per poter assistere alla nascita dei suoi figli, le sue donne dovevano partorire sdraiate. Anche se questa posizione rende il parto più difficile e doloroso, presto si diffonde, e i medici francesi dovettero inventare il forcipe per evitare alcune delle sue conseguenze. In poco tempo si moltiplicarono gli strumenti ostetrici e si arrivò a credere che il parto fosse sempre un’urgenza che richiedeva cure mediche affinché andasse senza complicazioni. Sempre più popolare l’idea che la donna debba essere guidata dal proprio istinto quando si tratta di parto. Il numero di future madri che optano per il parto naturale – inteso come quel parto in cui l’intervento esterno è il minimo possibile – è in aumento. L’ostetrica francese Michel Odent, uno dei più importanti difensori del parto naturale, afferma che la partoriente non deve attenersi a nessuna regola, ma obbedire al suo istinto, che la rende esperta nel parto. Odent concedeva ai suoi pazienti la libertà di procedere come volevano, e addirittura permetteva loro di sedersi in una vasca d’acqua calda per alleviare il dolore delle contrazioni uterine. Da lì è nata l’idea del parto in acqua. Le attuali conoscenze della fisiologia hanno dimostrato che il parto verticale – in piedi o accovacciati – permette alla nascita del bambino di essere più veloce e meno traumatico. Tuttavia non esiste una posizione universale per partorire. Nelle comunità più primitive, le prime partorienti sono guidate dal consiglio delle donne più esperte.
Quando anche le donne occidentali partorivano accovacciate
Tutti conoscono l’iconografia delle tre scimmiette sagge che si chiudono rispettivamente gli occhi, le orecchie e la bocca, ma in pochi sono al corrente del suo vero significato. Oggi è considerata una metafora dell’ipocrisia umana ma in realtà si tratta di un invito a non concentrarsi su ciò che è negativo ma elevarsi a vedere, sentire e dire ciò che di bello illumina la vita.
Le Tre Scimmiette sagge sono le guardiane del santuario di Toshogu a Nikko, costruito nel 1617, uno dei più importanti del Giappone. La statua, che campeggia all’entrata del tempio shintoista, rappresenta una saggezza antica, che risale fino a 2500 anni fa: un saggio codice di condotta seguito dalle più alte civiltà in Cina, India e Giappone. Il cuore di questa saggezza, rappresentato appunto dalle tre scimmiette sagge, può essere riassunto in tre fasi: non parlare del male (Iwazaru), non vedere il male (Mizaru), non sentire il male (Kikazaru).
Poche immagini hanno valicato tante frontiere e secoli per arrivare intatte fino a noi, con la forza di un simbolo. Tant’è vero che le tre scimmiette le ritroviamo anche sotto forma di emoticon nelle varie chat messe a disposizione dai social.
Ma come spesso accade con le icone, vuoi per disinformazione, vuoi per ignoranza, succede che il significato originario viene distorto, alterato, modificato, per mescolarlo ad altri concetti o interpretazioni che si allontanano dalla radice originale.
Infatti, il senso comunemente attribuito alle tre scimmiette è diverso da quello originale. Viene inteso come un’esortazione a non impicciarsi negli affari altrui, diventa una regola da adottare: non sento, non parlo, non vedo. Una regola che affonda le sue radici in molte culture popolari e la troviamo espressa anche in proverbi come “chi si fa i fatti suoi, campa cent’anni”. Viene così occultato quel messaggio nobile e autentico che consiste nel non parlare del male, non vedere il male e non sentire il male.
Alcuni considerano tali massime un retaggio del servilismo orientale. Ma queste considerazioni sono dovute al lavaggio del cervello subito dalle popolazioni occidentali negli ultimi secoli. Tra l’altro esiste un interessante parallelismo tra le tre scimmiette sacre e una storia attribuita al filosofo Socrate. Una storia nella quale si narra di come un suo allievo fosse entrato un mattino in casa sua, ansioso di raccontargli ciò che aveva sentito dire. Dinanzi all’impazienza dell’uomo, il saggio ateniese gli spiegò che prima di rivelargli quella notizia, doveva superare l’esame dei tre filtri (tre setacci):
Un giorno Socrate fu avvicinato da un uomo in piena agitazione che gli disse: « Ascolta Socrate, ti devo raccontare qualcosa d’importante sul tuo amico.» « Aspetta un attimo», lo interruppe il saggio, «hai fatto passare ciò che mi vuoi raccontare attraverso i tre setacci?» « Tre setacci?», chiese l’altro meravigliato. « Sì, mio caro, vediamo se ciò che mi vuoi raccontare passa attraverso i tre setacci. Il primo setaccio è quello della verità: sei convinto che tutto quello che mi vuoi dire sia vero?» « In effetti no, l’ho solo sentito raccontare da altri.» « Ma allora l’hai almeno passato al secondo setaccio, quello della bontà? Anche se quello che vuoi raccontare non è del tutto vero, è almeno qualcosa di buono?» L’uomo rispose esitante: «Devo confessarti di no, piuttosto il contrario…» « E hai pensato al terzo setaccio? Ti sei chiesto a che serva raccontarmi queste cose sul mio amico? Serve a qualcosa?» « Beh, veramente no…» « Vedi?», continuò il saggio, «Se ciò che mi vuoi raccontare non è vero, né buono, né utile, allora preferisco non saperlo e ti consiglio di dimenticarlo.» (Tratto dal libro “La via del guerriero di Pace” di Dan Millman)
Come potete intuire, questi tre filtri hanno molto a che vedere con i profili che rappresentano le tre scimmiette del tempio di Toshogu. Si tratta sempre di saggezza, anche se espressa in una versione differente. Le tre scimmiette nel non parlare del male, nel non vedere il male e nel non sentire il male non ci invitano certo all’omertà, o a ignorare le malefatte presenti nel mondo, ma ci spingono a un retto comportamento. Il concetto suggerito è molto semplice: l’uomo ha il potere di aprire o chiudere a proprio piacimento tanto le porte della percezione quanto quelle dell’espressione. Si tratta di libero arbitrio. E non solo. Per mezzo dell’autocontrollo e della disciplina derivanti dalle scelte fatte, l’uomo può regolare la qualità e l’intensità dei flussi sensoriali. Di ciò che percepiamo, che entra nel nostro corpo e di ciò che manifestiamo, che proiettiamo all’esterno.
È un invito alla prudenza quelle delle tre scimmiette sagge. Ti dicono: fai attenzione alle tue parole, tappati le orecchie di fronte a ciò che non serve o non aiuta, copriti gli occhi dinanzi a ciò che ti danneggia. In altre parole è anche un invito a cercare ciò ti fa stare bene e ti rende felice. E noi occidentali non è forse proprio questa capacità che abbiamo smarrito? La capacità di cercare e vedere il bello nella vita? Ci siamo fatti convincere che il simbolo delle tre scimmiette sagge rappresentasse un’azione per ignorare la cattiva condotta altrui, evitando di denunciarla a chi di dovere o raccontarla al prossimo.
La verità è che chiudere un occhio sulla cattiva condotta di qualcuno non è il vero, autentico e originale significato del simbolo. Si tratta di un falso e corrotto “sostituto”. Perché, quindi, falsificare un messaggio così nobile? Perché non rivelare questa semplice filosofia, che se adottata in massa, permetterebbe alla gente di voltare le spalle alla negatività distruttiva che ci attanaglia da mattina a sera? Così da poter proteggere gli occhi dalle immagini e dalle impressioni che non sono costruttive per la propria crescita spirituale.
E tu, lettore, ti sei mai chiesto del perché i mass media incanalano sempre più violenza verso le nostre menti? Perché nei Tg, come nei programmi di cronaca, sui giornali e ora attraverso i social, veniamo bombardati dal male, dalla bruttezza, dalla violenza e dalla paura in ogni istante? Perché un testa sgozzata fa più notizia di una vita salvata? Perché i videogiochi più venduti e ricercati dai giovani sono quelli “violenti”? Perché la musica in generale sta diventando anch’essa sempre più violenta? E soprattutto, dopo che hai visto e sentito queste notizie, come ti senti? Quali sono le tue reazioni? Da dove proviene tutta questa rabbia e quest’odio che c’è in giro?
Te lo dico io! Viene proprio da quello che vedi e senti. Il Male viene indirizzato su di te, quelle notizie si riversano su di te e presto, senza che tu nemmeno te ne accorga, diventerai te stesso una persona violenta. E se non è una violenza fisica, può essere una violenza verbale, o di pensiero. Giudicherai e condannerai. Come Ponzio Pilato.
Signori miei, abbiamo capovolto la saggezza, dal “non vedere il male”, “non sentire il male” e “non parlare del male”; la massima è stata convertita – pervertita – nel “vedi il male”, “ascolta il male”, “parla del male”. Ed eccoci qui, con la nostra spiritualità arida e spicciola. Siamo talmente saturi di male che siamo pronti a morderci l’uno con l’altro.
Il male che assorbiamo quotidianamente è molto più dannoso di quel che possiamo immaginare. E soprattutto, sta avendo degli effetti devastanti. È un loop continuo. Veniamo costantemente esposti a mali terribili, anche quando siamo a tavola, con la Tv accesa. Momenti che dovrebbero essere delle pause di pace, armonia, risate, e invece siamo lì, bombardati tra un notiziario e l’altro, da immagini criminose e violente. E alla fine.. “si parlerà del male”.
La gente non può farne a meno, ha bisogno di immagini violente, che si tratti di violenza verso persone, animali o catastrofi naturali, poco importa, l’importante che siano immagini d’impatto. Più lo sono e meglio è. Se poi possono essere condivise sui social, ancora meglio. La gente vuole partecipare, vuole parlare e divulgare il male, diventano co-autori volontari verso la canalizzazione della violenza. Non per loro scelta, ma perché credono sia normale, essendo nati e cresciuti in questo sistema. Le persone non si rendono più conto che tutta questa cattiveria e questo male che vengono trasmessi, raggiungono uno scopo ben preciso e che ormai è sotto gli occhi di tutti. Masse schiavizzate, sottomesse e impaurite.
Ecco perché prima ho espresso quel concetto “magico” che si chiama libero arbitrio. È arrivato il momento di scegliere arbitrariamente come e con cosa nutrirsi, quali impressioni portare dentro e cosa distribuire fuori. Come ci spiega quel gran maestro di Gurdjieff:
“[…]L’organismo umano riceve tre tipi di nutrimento: 1° II cibo che mangiamo. 2° L’aria che respiriamo. 3° Le nostre impressioni. Non è difficile capire che l’aria è un genere di alimento per l’organismo, ma può apparire difficile, a prima vista, comprendere come le impressioni possano essere un nutrimento. Dobbiamo tuttavia ricordarci che con ogni impressione esterna, sia che prenda la forma di suono, di visione, di odore, noi riceviamo dall’esterno una certa quantità di energia, un certo numero di vibrazioni; questa energia che dall’esterno penetra nell’organismo è un nutrimento.” (Tratto da “Frammenti di un Insegnamento sconosciuto“)
Con cosa nutrirci, è scelta del tutto personale. Vuoi nutrirti con del “bene” come suggeriscono le tre scimmiette sagge, o vuoi nutrirti con del “male” a oltranza, come fa la maggioranza della gente. Là fuori è pieni di impressioni. Basta saper scegliere. La saggezza delle tre scimmiette è tutta in questa scelta.
Dobbiamo quindi riscoprire il vero significato delle tre scimmiette sagge, per elevarci a vedere, sentire e dire ciò che di bello illumina la vita. Ma dobbiamo sperimentarlo nella nostra quotidianità, non solo a parole. Le parole servono per portare alla riflessione, ma la riflessione bisogna poi trasmutarla in azione per ottenere una concreta efficacia.
A te, che pensi che mondo sia tutto un disastro, che la vita, nella sua espressione più ampia, sia solo un’accozzaglia di crudeltà, miseria e sofferenza dico: alza gli occhi e guardati attorno. Guarda i colori della natura che brillano dopo un temporale. Osserva il volo di una farfalla e tutte le sfumature con cui colora il vento. Senti il tepore del sole sul viso, il tocco umido della pioggia sulla pelle, il sapore della neve che gocciola sulla lingua. Se hai scordato com’è fatto un tramonto, esci questa sera stessa e corri ad ammirarlo. Portati dietro un calice di vino e celebralo per quello che è: un prodigio della natura. Fai in modo che la tua vita contempli un congruo numero di albe e tramonti, di nuotate in piena notte, di cieli gonfi di stelle osservati distesi su un prato, di camminate a piedi nudi sull’erba gravida di rugiada. Trova il tempo per contemplare tutti i miracoli dell’esistenza, perché passa dalle piccole cose la strada che conduce alla grandezza.” (Tratto da “Schiavi del Tempo” di Ivan Petruzzi)
Tenete bene a mente l’insegnamento delle tre scimmiette sagge, punite la perversione e tenetevi stretta la luce, la nobiltà d’animo e tutto ciò che può rendervi delle persone migliori. Bisogna essere prudenti quando si parla, saggi quando si ascolta e abili quando c’è da decidere dove posare il vostro sguardo. E ricordatevi che il male si sviluppa come un cancro, ma una volta isolato, morirà da solo.
Putin: “Un ordine mondiale più giusto sta prendendo forma davanti ai nostri occhi” Il Presidente russo Vladimir Putin ha dichiarato durante un incontro virtuale con i capi dei servizi di intelligence della Comunità degli Stati Indipendenti (CSI), che un mondo più giusto sta prendendo forma. “Un ordine mondiale più giusto sta prendendo forma davanti ai nostri occhi”, ha detto Putin. Ha inoltre sottolineato che, nelle condizioni attuali, i vecchi conflitti si esacerbano ed emergono nuove sfide. In questo contesto, “l’egemonia unipolare” dell’Occidente viene distrutta, ha aggiunto. “L’egemonia unipolare sta inesorabilmente crollando. Questa è una realtà oggettiva che l’Occidente rifiuta categoricamente di accettare”, ha affermato. Putin ha denunciato che l’Occidente è disposto a trasformare qualsiasi Paese in un epicentro di crisi. “I nostri avversari geopolitici, i nostri oppositori […] sono pronti a mettere in pericolo chiunque, qualsiasi persona o Paese, a trasformarlo in un epicentro di crisi, a provocare una rivoluzione colorata e a scatenare un bagno di sangue”, ha affermato.
Secondo il Presidente russo, nella situazione attuale, “la sicurezza esterna e la stabilità interna sono condizioni essenziali per lo sviluppo economico e sociale” degli Stati della CSI. Per combattere le sfide esistenti e potenziali, i Paesi del blocco devono agire con coerenza e rafforzare il sostegno reciproco, ha concluso.
Biden era stato chiaro: Toglieremo di mezzo il gasdotto Nord Stream 2.
Scrive ai suoi lettori la portavoce del ministero degli esteri russo Maria Zakharova:
Stai ancora cercando una risposta alla domanda, chi c’è dietro l’intero sanguinoso scenario ucraino, la distruzione della cooperazione europea e la crisi mondiale globale?
E sul suo canale Telegram allega un estratto video che ritrae la vice segretario di Stato Usa Victoria Nuland in una dichiarazione pubblica durante un briefing del 27 gennaio scorso (1):
Vorrei dire francamente: se la Russia invaderà l’Ucraina, in ogni caso, il Nord Stream 2 non funzionerà
27.01.2022. Il vice segretario di Stato Usa Victoria Nuland durante un briefing
“Quando si sveglierà Bruxelles?” si chiede Zakharova, il giorno dopo che i gasdotti Nord Stream sono stati sabotati: un chiaro attacco al continente europeo, Germania in primis.
Separare la Germania dalla Russia e quindi l’Europa dal gigante eurasiatico, è sempre stato l’obiettivo primario degli Stati Uniti (e della Gran Bretagna), come confessò nel 2015, al Chicago Council on Global Affairs, il presidente della StratforGeorge Friedman:
Il principale interesse per gli Stati Uniti, per cui per un secolo abbiamo combattuto le guerre, Prima e Seconda Guerra Mondiale e la Guerra Fredda, consiste nella relazione fra Germania e Russia, perché unite sono l’unica forza che ci possa minacciare e dobbiamo assicurarci che questo non accada. (2)
Tramite le sanzioni contro Mosca e l’interruzione dei gasdotti che collegano direttamente la Germania alla Russia, si sta lavorando per l’isolamento dell’Europa e l’annientamento della sua industria: Germania e Italia su tutte.
A vantaggio di chi?
Il presidente degli Stati Uniti Joe Biden deve rispondere alla domanda se gli Stati Uniti abbiano messo in atto la loro minaccia il 25 e 26 settembre quando è stata segnalata un’emergenza su tre linee del Nord Stream 1 e del Nord Stream 2. (3)
La portavoce del ministero degli esteri russo Maria Zakharova ha chiesto quindi conto al presidente americano delle sue parole risalenti al 7 febbraio scorso, a pochi giorni di distanza dal discorso della Nuland. Quali?
Biden: “Se la Russia invade di nuovo l’Ucraina con truppe, carri armati, non esisterà più un Nord Stream 2. Lo toglieremo di mezzo per sempre“.
Giornalista: “Ma, esattamente, come farete, considerato che il progetto è sotto il controllo tedesco?”
Biden: “Le garantisco che siamo in grado di farlo”.
“La sua dichiarazione di intenti era supportata da una promessa. Bisogna essere responsabili delle proprie parole. La mancata comprensione di ciò che si dice non esonera nessuno dalla responsabilità. L’Europa deve conoscere la verità!“. Ha concluso la portavoce del ministero degli esteri russo.
Già prima dell’attacco ai gasdotti, il capo della diplomazia di Mosca aveva rilasciato dichiarazioni di fuoco, proprio dalla sede Onu, a New York:
”Adesso gli Stati Uniti sono parte del conflitto”. Quello che gli occidentali vogliono fare ”non è sconfiggerci. Vogliono toglierci dalle cartine, cancellarci dalle mappe”. ”Gli Stati Uniti e i loro alleati sono dei dittatori“. Quella di Washington ”è una dittatura pura o un tentativo di imporla”. (4)
Sergej Lavrov, 24 settembre 2022
Le ultime notizie riportano fonti governative tedesche che parlerebbero di “Nord Stream forse inutilizzabile per sempre” (5) dopo i danni che ha subìto nel tratto di mar Baltico tra Danimarca e Svezia.
Mentre il gigante eurasiatico ha avviato un’inchiesta per “terrorismo internazionale” e ottenuto per venerdì una riunione del Consiglio di sicurezza Onu in merito ai gravissimi fatti accaduti, ormai tutti parlano di sabotaggio. Ma il punto è: chi è stato?
Mosca e Washington si accusano a vicenda, mentre la Ue guidata dalla tedesca Ursula Van der Leyen supera ogni immaginazione: “La Russia deve pagare per questa ulteriore escalation“, dichiara mentre presenta l’ottavo pacchetto di sanzioni che rimbalzeranno contro gli europei. E mai verranno riconosciuti i “falsi” referendum organizzati nel Donbass (6).
La formazione di un oceanico mercato Usa/Ue è sempre stato l’orizzonte della costruzione europea, fortemente voluta da Washington (e Londra), formalizzato alla fine della Guerra Fredda con la Dichiarazione transatlantica del 22 novembre 1990.
Non solo interessi economici e valutari (l’euro è nato anche per fare da sparring partner al dollaro) ma anche una conformazione politica e militare – tramite la NATO – da sviluppare, perfezionare e mettere in comune.
Nel tempo, i tentativi per finalizzare sono stati tanti, in ultimo il famigerato TTIP (Transatlantic Trade and Investment Partnership) voluto da Obama e fermato da Trump nel 2018, anche se era stato avversato sia dalla Germania che dalla Francia. Di fatto, il trattato avrebbe significato fare del Vecchio Continente terra di deregolamentazione e business selvaggio modello Far West. Chi ha le multinazionali più potenti si sarebbe preso terre vergini e inesplorate attraverso la deregolamentazione della finanza, dell’alimentazione, dell’industria, dei servizi, che avrebbe ridotto le imprese ed i lavoratori europei alla stregua degli indiani d’America: vittime della conquista e dei voleri del più forte. Coi singoli Stati costretti ad arbitrati internazionali, portati in giudizio dalle Corporation, se non avessero provveduto opportunamente ad aprire le proprie economie secondo gli accordi sottoscritti in sede internazionale.
Di pari passo al governo Usa, il cui Segretario al Tesoro Janet Yellen ha molto di recente svelato i piani per la creazione di una CBDC (valuta digitale emesse da Banca Centrale), il potente think tank di Washington DC, Atlantic Council ha proposto “una nuova agenda transatlantica per il coordinamento economico” (27 settembre 2022), che non esclude scenari valutari comuni:
Stati Uniti e UE dovrebbero collaborare per creare un contesto normativo che consenta CBDC transfrontalieri che preservano la privacy. Washington e Bruxelles dovrebbero cogliere questa opportunità per stabilire finalmente un quadro transatlantico sulla privacy e chiarire come può consentire la prevenzione del riciclaggio di denaro e del finanziamento del terrorismo. Il lavoro transatlantico sulle CBDC, proprio come sulle sanzioni e sul commercio, dovrebbe sfruttare lo slancio dietro le risposte politiche immediate a grandi shock al fine di costruire una strategia a medio e lungo termine. Questa strategia non deve ignorare le sfide reali dell’inflazione e delle prospettive di bassa crescita; deve anche costruire ponti con le economie non allineate, piuttosto che costringerle a scegliere tra Cina e Occidente (7)
La CBDC ha lo scopo ultimo far aprire al cittadino il proprio conto corrente direttamente presso la Banca Centrale: diverrebbe così cliente di un sistema centralizzato “dove tutta la valuta emessa è disponibile soltanto attraverso flussi digitali su conti giacenti presso un’unica banca“, senza intermediari; ciò eliminerebbe quindi gli istituti di credito commerciali ordinari, e affiderebbe il controllo pressochè assoluto – di quel conto corrente e quindi del denaro – ad un’unica autorità.
L’attuale crisi europea scatenata dalle sanzioni anti russe, dall’aver liberalizzato il mercato dell’energia agganciandolo alle speculazioni di borsa, il recente sabotaggio ai gasdotti Nord Stream, stanno portando sempre più l’Europa ad aver bisognodegli Stati Unitid’America, in termini di energia e di economia: magari non tardissimo ci proporranno un trattato. E stavolta, forse, non avremo alternative alla firma.
Formuliamo nuovamente al lettore il quesito iniziale, facendolo nostro:
“Stai ancora cercando una risposta alla domanda, chi c’è dietro l’intero sanguinoso scenario ucraino, la distruzione della cooperazione europea e la crisi mondiale globale?”
Se il contenitore geopolitico Ue era stato costruito principalmente in funzione antisovietica per tenere separate la Germania e l’Europa (dell’ovest) dalla Russia, oltrechè per favorire l’apertura dei mercati e l’atlantismo globalizzante e finanziarizzato, oggi – al solito – la Storia si ripete. Ma stavolta la Guerra sembra proprio più calda che mai.
Il sogno europeo e le missioni di pace sono i prodotti dell’Impero del Bene; per fortuna i cattivi stanno sempre e soltanto dall’altra parte.
Intanto l’Europa rischia di diventare l’altro giardino di casa degli Stati Uniti, una copia – un pò più sofisticata e attempata, ma non meno sofferente e saccheggiata – dell’America Latina.
Prove pratiche di mondo multipolare fra geopolitica e geoeconomia.
Videoconferenza del 29 settembre 2022
Il vertice di Samarcanda ha segnato un una svolta epocale verso un mondo sempre più multipolare sotto il profilo geopolitico e geoeconomico. In questo momento così delicato, le strategie di politica interna ed estera significano molto, anche per il nostro Paese. Ne parliamo in conferenza con Fabio Massimo Parenti, professore associato di Geopolitica e Geoeconomia alla China Foreign Affairs University, Stefano Vernole, analista geopolitico del Centro Studi Eurasia-Mediterraneo e Daniele Perra, analista geopolitico della Rivista Eurasia. Modera Fabio De Maio.
Se la Cina si avventura a Taiwan per unificarla con la terraferma, gli Stati Uniti entreranno in guerra per difendere Taiwan e invieranno le loro truppe a combattere gli invasori. Tale è l’impegno assunto la scorsa settimana dal presidente Joe Biden. Alla domanda di Scott Pelley della CBS su 60 Minutes se gli Stati Uniti avrebbero combattuto per difendere Taiwan in caso di azione cinese, Biden ha risposto: «Sì, se ci fosse davvero un attacco senza precedenti». Pelley ha continuato: «Quindi, a differenza dell’Ucraina, per essere chiari, signore, le forze americane – uomini e donne statunitensi – difenderanno Taiwan in caso di invasione cinese».
«Sì», ha risposto Biden.
Come riporta Aaron Blake del Washington Post, questo è “un presidente degli Stati Uniti fermamente impegnato a iniziare una guerra”. Inoltre, questo è solo “l’ultimo di un commento sempre più aggressivo” fatto da Biden sulla questione sino-taiwanese. Per la quarta volta nella sua presidenza, Biden ha affermato che gli Stati Uniti combatteranno per Taiwan, anche se ciò potrebbe significare una guerra su vasta scala con la Cina, che rivendica Taiwan come suo territorio sovrano e ha una scorta crescente di missili strategici e armi nucleari per sostenere le sue affermazioni.
Nell’agosto 2021, racconta Blake, Biden ha dichiarato: «Abbiamo preso un sacro impegno ai sensi dell’articolo 5 che se, in effetti, qualcuno invade o agisce contro i nostri alleati della NATO, risponderemo … Lo stesso con il Giappone, lo stesso con la Corea del Sud, lo stesso con Taiwan». Ma Taiwan non ha né un trattato di sicurezza reciproca con gli Stati Uniti né alcuna garanzia militare dell’articolo 5 che ci obblighi a difendere l’isola. Il patto di sicurezza USA-Taiwan degli anni ’50 fu annullato nel 1979 quando Jimmy Carter riconobbe Pechino come il governo legittimo di una Cina unificata. Nell’ottobre 2021 a Biden è stato chiesto nuovamente: «La Cina ha appena testato un missile ipersonico. Lei farà qualcosa per stare al passo con loro militarmente e può giurare di proteggere Taiwan?»
La risposta di Biden: «Sì e sì».
Successivamente, a Biden è stato chiesto nuovamente: «Quindi sta dicendo che gli Stati Uniti difenderanno Taiwan se la Cina attacca?» Biden: «Sì, sì, abbiamo l’obbligo di farlo». Tuttavia, non abbiamo tale impegno, anche se Biden sembra averlo assunto per conto del capo del governo, del capo di stato e del comandante in capo.
A maggio, a Biden è stato chiesto: «Lei è pronto a prendere un ruolo militare nella difesa di Taiwan, se si dovesse arrivare a questo?».
Biden: «Sì».
Domanda: «Lei?»
Biden: «E’ un impegno che abbiamo preso».
Biden ha affermato quattro volte durante i suoi 20 mesi di presidenza che gli Stati Uniti hanno l’obbligo di difendere Taiwan in caso di attacco, blocco o invasione da parte della Cina e che come presidente soddisferà ciò che crede siano gli Stati Uniti obbligo nazionale e garanzia militare. Ogni volta che Biden ha detto che abbiamo l’obbligo di combattere per Taiwan, e lui adempirà a questo obbligo, lo staff della Casa Bianca ha rifiutato le sue parole. Non vi è alcun cambiamento nella politica degli Stati Uniti, assicurano alla stampa funzionari anonimi. La politica degli Stati Uniti è ancora presumibilmente “incertezza strategica” su ciò che faremo in caso di azione cinese. Taiwan non è l’unico luogo al largo delle coste della Cina in cui Biden sembra aver dato una garanzia militare unilaterale degli Stati Uniti. Biden ha detto, che se le Filippine cercheranno di riprendersi le sue isole nel Mar Cinese Meridionale, che ora sono occupate dalla Cina, l’America combatterà dalla parte di Manila. Ha sottolineato inoltre che il Trattato di mutua sicurezza USA-Giappone copre le isole Senkaku, occupate dal Giappone ma rivendicate dalla Cina.
La domanda sorge spontanea: se la Cina invade e conquista le isole che rivendica e occupa Taiwan, e Taiwan resiste, cosa farà Biden? Nella campagna Nixon-Kennedy del 1960, Kennedy definì “imprudente” rischiare di essere coinvolto in una guerra che potrebbe portare a una guerra mondiale su isole come Quemoy e Matsu che non erano difese strategicamente. Se Pechino occupa isole a miglia di distanza dalla sua costa e Taiwan resiste, Biden invierà la settima flotta in guerra con la Cina? La domanda principale che sorge da questi impegni di Biden di entrare in guerra con la Cina con un esercito e una marina immensa e nella sua stessa regione è questa: perché?
Nessun presidente degli Stati Uniti dai tempi di Richard Nixon ha contestato l’affermazione della Cina secondo cui esiste “una sola Cina” e che Taiwan “fa parte della Cina”. Quante persone, quanti caduti in guerra, siamo disposti a sacrificare per impedire a Pechino di prendere il controllo politico di un’isola di 23 milioni di taiwanesi, a 6.000 miglia dagli Stati Uniti? Non abbiamo combattuto per impedire alla Cina di prendere il controllo dei 7 milioni di persone a Hong Kong. Perché, allora, l’indipendenza di 23 milioni di taiwanesi giustifica una guerra degli Stati Uniti con il paese più popoloso del mondo?
E se fossimo in guerra con la Cina per Taiwan, quale sarebbe il nostro obiettivo strategico a lungo termine? L’indipendenza di Taiwan? Ma non lo abbiamo perso negli anni ’70 con il viaggio di Nixon in Cina, il suo comunicato a Shanghai e la rottura di Carter con la Repubblica di Cina?
Si è tentati di interpretare i risultati elettorali italiani di domenica scorsa come se gli elettori avessero allegramente scagliato una ciotola di rigogliose pappardelle al ragù di cinghiale sulle facce insipide dell’euro-oligarchia tossica e non eletta che siede a Bruxelles. Mah, è un po’ complicato…
Il sistema elettorale italiano si basa sulle coalizioni. La troika di centro-destra Meloni-Berlusconi-Salvini è destinata a raccogliere una maggioranza sostanziale sia alla Camera che al Senato. Giorgia Meloni guida Fratelli d’Italia. Il famigerato Silvio “Bunga-Bunga” Berlusconi guida Forza Italia. E Matteo Salvini guida la Lega.
Il cliché consolidato nei bar d’Italia è che la candidatura di Giorgia a premier era una bazzecola: perché insomma è “bionda, occhi azzurri, minuta, arzilla e simpatica”. Per soprammercato è anche un’esperta comunicatrice. Tutto il contrario di Mario Draghi, socio di Goldman Sachs ed ex esecutore della BCE, che sembra uno di quegli imperatori insanguinati della decadenza romana. Durante il suo regno da Primo Ministro, è stato ampiamente deriso – al di fuori dei circoli woke/finanziari – come il leader del “Draghistan”.
Sul fronte finanziario, quell’entità ultraterrena, la Dea del Mercato, l’equivalente post-verità dell’Oracolo di Delfi, scommette che la premier Giorgia insisterà sulla stessa vecchia strategia: stimoli fiscali finanziati dal debito, che si trasformeranno in un’esplosione del debito italiano (già enorme, al 150% del PIL). Tutto questo e un ulteriore crollo dell’euro.
La grande domanda che ci si pone ora è chi sarà il nuovo ministro delle Finanze italiano. Il partito di Giorgia non ha nessuno con le competenze necessarie per farlo. Quindi il candidato preferito dovrà essere “approvato” dai soliti sospetti come una sorta di esecutore del “Draghistan lite”. Draghi, tra l’altro, si è già detto “pronto a collaborare”.
Meraviglie gastronomiche a parte, la vita nella terza economia dell’UE è insomma una palla. Le prospettive di crescita a lungo termine sono come un miraggio nel Sahara. L’Italia è estremamente vulnerabile quando si tratta di mercati finanziari. Pertanto, un crollo del mercato obbligazionario all’orizzonte è praticamente scontato.
Nel caso di un – quasi inevitabile – catfight finanziario in un cage match tra il Team Giorgia e Christine “guarda-la-mia-nuova-sciarpa-di-Hermes” Lagarde alla BCE, la Banca Centrale Europea si “dimenticherà” di acquistare i titoli italiani e allora: Auguri! Benvenuti in un nuovo ciclo di crisi del debito sovrano dell’UE.
In campagna elettorale, l’arzilla Giorgia ha incessantemente promesso di tenere sotto controllo l’enorme debito. Questo è stato accompagnato dal messaggio necessario per placare la “cripto-sinistra” woke e i suoi proprietari bancari neoliberali: sosteniamo la NATO e l’invio di armi all’Ucraina. In realtà tutti – da Giorgia a Salvini – sostengono l’armamento, avendo firmato una lettera durante la precedente legislatura, in vigore fino alla fine del 2022.
Decostruzione di una “semi-fascista”
La sfera atlantista woke/neoliberale, come prevedibile, si infervora per l’avvento dell’Italia “post-fascista”: ahi, questa gente che vota sempre dalla parte sbagliata… La folla scombussolata dei think tank indica l’ultima di un ciclo di ondate populiste in Italia; non sanno nemmeno cosa significhi “populista”. Ma non possono essere troppo isterici perché Giorgia, in fondo, è un prodotto dell’Aspen Institute.
Giorgia è un caso complesso. È essenzialmente una transatlantica. Detesta l’UE ma ama la NATO. In effetti, le piacerebbe minare Bruxelles dall’interno, assicurandosi che l’UE non interrompa il cruciale flusso di fondi verso Roma.
Così confonde gli “esperti” americani primitivi della “cripto-sinistra”, che la accusano al massimo di “semi-fascismo” – e quindi di essere più pericolosa di Marine Le Pen o Viktor Orbán. Poi ottiene un’immediata redenzione perché, almeno a parole, si proclama anti-Russia e anti-Cina.
Ma la tentazione di metterla al rogo è troppo forte: dopo tutto è apprezzata da Steve Bannon, che quattro anni fa proclamava che “se dai un volto ragionevole al populismo di destra, vieni eletto”. E frequenta poi gentaglia: Berlusconi viene liquidato dagli americani woke/neoliberali come un “compagno di Putin” e Salvini come un “nazionalista aizzatore”.
Per farsi un’idea chiara di Giorgia è indispensabile imbeversi di una forte dose di realtà. Rivolgiamoci quindi a un raffinato intellettuale e scrittore torinese, Claudio Gallo, che ora si trova lontano dalla nebbia tossica dei media italiani mainstream, per lo più feudo della bieca famiglia Agnelli/Elkann.
Ecco le principali considerazioni di Gallo:
Sul fascino popolare di Giorgia: Il suo sostegno “tra i lavoratori è un dato di fatto. Lo vediamo in ogni sondaggio. Tuttavia, questa tendenza non è nuova, ed è iniziata ai tempi di Berlusconi. In quel momento la classe operaia ha iniziato a votare per i partiti di destra. Ma credo che questa non sia una tendenza solo italiana. Se si guarda alla Francia, la maggior parte dei rappresentanti della classe operaia tradizionale vota per Le Pen, non per i partiti socialisti. È una tendenza europea”.
Sull'”agenda Draghi”: “Si può immaginare il tipo di governi che abbiamo appena avuto come una Troika europea con un solo uomo – Mario Draghi. Hanno proposto le riforme economiche più brutali ispirate da Bruxelles, come l’estrema flessibilità e l’austerità fiscale. Si tratta di politiche che colpiscono soprattutto la classe media e i poveri (…) Il governo Draghi ha diminuito la spesa per il welfare di 4 miliardi di euro l’anno prossimo e di altri 2 miliardi in due anni. Ciò significa che in due anni saranno disponibili 6 miliardi in meno per la sanità. Ci sono stati tagli anche al sistema scolastico. I sondaggi mostrano che oltre il 50% degli italiani non ha appoggiato Draghi e il suo programma. Draghi proviene dalla parte più potente della società, il settore bancario. Nei principali media italiani è impossibile trovare dei critici di questo programma”.
Su un possibile gioco di potere di Berlusconi: “Ha un pubblico piuttosto vasto. È accreditato di circa l’8% dei voti. Dopo tutti questi anni e tutte le sue difficoltà giudiziarie, è ancora molto (…) Pochi mesi dopo le elezioni, possiamo immaginare una situazione in cui la Meloni è costretta a dimettersi perché non riesce a far fronte al rigido inverno (costo della vita fuori controllo, disordini sociali). Sarà il momento di una Grosse Koalition per salvare il Paese e Berlusconi, con la sua forte posizione sulla NATO e sull’Europa, è pronto a giocare le sue carte. Berlusconi sarebbe la chiave di una nuova coalizione. È sempre pronto a raggiungere qualsiasi compromesso”.
Su Salvini “aizzatore”: “È il leader di un partito molto diviso. Aveva un’agenda populista, ma ai vertici del suo partito si trovano anche figure tecnocratiche come Giancarlo Giorgetti, strenuo difensore degli interessi della Confindustria del Nord Italia. Salvini sta perdendo consensi all’interno della sua base elettorale, e la Meloni gli ha sottratto voti insieme al Movimento Cinque Stelle. Il suo partito è diviso tra vecchi politici che sognavano una federazione per rafforzare l’autonomia delle regioni del Nord e altri più ispirati alla destra di Marine Le Pen. È una miscela volatile”.
Su Giorgia sotto pressione: “La pressione delle questioni economiche, inflazione, prezzo del gas e così via, farà sì che la Meloni, una politica molto dura ma non una statista esperta, probabilmente si dimetta. In Italia c’è uno stallo politico; come ovunque in Occidente, la democrazia non funziona correttamente. Tutti i partiti sono più o meno uguali, con qualche differenza di facciata; ognuno può comunque fare una coalizione con chiunque altro, senza alcun riguardo per i principi e i valori”.
“Più le cose cambiano…”: “L’uomo che sta dietro alla politica estera di Fratelli d’Italia è un ex-ambasciatore negli Stati Uniti e in Israele, Giulio Terzi di Sant’Agata. Non vedo come la sua opinione differisca da quella di Draghi. Stesso background neoliberista e atlantista, stesso curriculum tecnocratico. La Meloni sta semplicemente capitalizzando il fatto di non aver partecipato all’ultimo governo, anche se non offre alcuna alternativa. La Meloni ripete che non cambierà nulla; manderemo soldi e armi [all’Ucraina]. Manda molti segnali alla NATO e all’UE che possono contare su di lei quando si tratta di politica estera. Penso che sia sincera: è circondata da persone che la renderanno concreta. La situazione è molto diversa da quella di un paio di anni fa, quando la Meloni pubblicò un libro in cui diceva che dovevamo avere un buon rapporto con Putin e costruire un nuovo ordine europeo. Ora ha cambiato completamente posizione. Vuole essere vista come una futura premier affidabile. Ma i sondaggi dicono che il 40-50% degli italiani non gradisce l’invio di armi in Ucraina e sostiene ogni misura diplomatica per porre fine alla guerra. La crisi del costo della vita rafforzerà questa posizione tra i cittadini. Quando non si può riscaldare la casa, tutto cambia”.
Il vero cage match
Nessuno ha mai perso soldi scommettendo sul fatto che l’oligarchia dell’UE si comporti sempre come un branco di coglioni privilegiati, compiaciuti, testardi e non eletti. Non imparano mai nulla. E danno sempre la colpa a tutti tranne che a loro stessi.
Giorgia, seguendo il suo istinto, ha buone possibilità di seppellirli ancora di più. È più calcolatrice e meno impulsiva di Salvini. Non vuole uscire dall’euro e tanto meno dall’Italia. Non interferirà con il suo Ministro delle Finanze – che dovrà trattare con la BCE.
Ma rimane una “semi-fascista”, quindi Bruxelles vorrà il suo scalpo – sotto forma di taglio degli stanziamenti di bilancio dell’Italia. Questi eurocrati non oserebbero mai farlo contro la Germania o la Francia.
E questo ci porta all’assetto politico del Consiglio europeo, estremamente antidemocratico.
Il partito di Giorgia fa parte del blocco dei Conservatori e Riformisti europei, insieme a due soli altri membri, i premier di Polonia e Repubblica Ceca.
Il blocco dei Socialisti e Democratici conta sette membri. Anche Renew Europe (gli ex “liberali”) ha sette membri, tra cui il presidente del Consiglio europeo, il sommamente mediocre Charles Michel.
Il Partito Popolare Europeo di centro-destra ha sei membri. Tra questi c’è Ursula “Nonno-era-un-nazista” von der Leyen, la sadomaso dominatrice a capo della Commissione europea.
Il principale catfight in un cage match da seguire è infatti Giorgia contro la dominatrice Ursula. Ancora una volta, la spavalderia mediterranea contro i tecno-barbari teutonici. Quanto più Bruxelles molesterà Giorgia, tanto più lei contrattaccherà, con il pieno sostegno delle sue legioni romane post-verità: Gli elettori italiani. Prendetevi i vostri Negroni e Aperol Spritz: è l’ora dello spettacolo.
[* “Georgia on My Mind” (“La Georgia nei miei pensieri”) è la canzone ufficiale dello Stato della Georgia, negli Stati Uniti, resa famosa da Ray Charles nel 1960.]